1265 risultati
18628°gr., pp.82-2 bb., br.ed., con invio call., dorso rinf. Fioriture Picc. mancanze ai margg. Memoria di una causa contro "Sereno Palandri di Pistoia, padrone di vetture... accusato d'avere,... al seguito di alterco che si suscitò tra un di lui fratello e tal Del Bino... esplosa una pistola..."
18868°, pp.10, br.ed., dorso rinf. Parere nella causa contro il governo tunisino, che, bloccando l'eredità Samama, spettante al sig.Hamsphon, diveniva debitore di una grossa somma.
1805Seguono 4 aggiornamenti. 8°gr., pp.(10); (8); (2); (2); (4), arma papale xil. alla 1°c. dei 5 aggiornamenti Lievi fioriture. Memoria legale di una causa, in latino con parti in italiano, per l'eredità Ferretti e in particolare i fondi derivati da donazioni: Bettona, Cisterna, Tor Ciccolina, con vari "praediola": S.Fortunato, S.Martino in Campo, S.Andrea di Agliano, Cannara, Pietra Melina, S.Angelo di Chieti, S.Orfeto, Piano di Ronzano, Rendite, Molinello, Bertone, Campo dell'Osteria, Fornace, Colicello, Moro.
Senza dati tip., ma la difesa è datata in fine: Napoli, nel mese di luglio dell'anno 1740. 8°, pp.(4) CCXCIV (20), manca l'ult. c.b., bel front. tutto inc. in rame in largacornice con stemma dei Benedettini (in alto) e arma arcivescovile (in basso). Mz. perg. recente. Aloni e fioriture. Restauro al marg. bianco sup. delle ultime 15 carte con minima perdita di testo nel rigo iniziale ell'Indice. Memoria legale di una causa sorta perchè i monaci del monast. de' ss.Severino e Sossio erano sati interdetti dal Vicario gen. per non aver partecipato a 3 processioni. Tra gli argomenti dell'indice: Esser stato manifestatamente nullo l'interdetto fulminato dalla Corte arcivesc. di Napoli contra i RR.PP.benedettini della Congr. cassinese del Monast. dei Ss.Severino e Sossio; Esser stata nulla la fulminazione dell'interdetto per la disordinata e precipitosa conculcazione di atti per la compilazione del processo; Essere stata manifestatamente nulla la fulminazione dell'interdetto per lo difetto della giuridizione nella persona di mons. Vicario dal quale è stato fulminato; Esser chiara e manifesta la ragione per cui i PP. del Monastero de' Ss. Severino e Sossio ricusarono di intervenire nelle tre pubbliche processioni ordinate con l'Editto da mons. il Vicario per implorare dal cielo la felice elezione del s. pontefice; Essere incontrovertibili i privilegi conceduti da varj sommi pontefici a monaci benedettini cassinesi di non essere tenuti e intervenire nelle pubbliche processioni; Non esser stati revocati... dal s.Concilio... i privilegj conceduti a' Monaci della Congregazione...; etc. Il nome dell'Aut. (Ottavio Ignazio Vitagliano), con la data e il luogo si leggono a p.CCXCIV.
18504°, pp.(2) 121-1 b. + 1 c. (Errata). Mz. pelle recente con tit. oro al dorso. Lievi fioriture. Si tratta della memoria legale di una causa per gravi danni alla strada ferrata di Napoli, dei quali erano stati accusati Andrea de Domenico, Michele de Gennaro e Antonio Ferraraa, che, il 15 maggio 1848, avrebbero divelto i binari ferroviari, a Santa Maria, alle porte di Napoli, per costruire barricate, mentre in città era scoppiata l'insurrezione contro il re.
19064°, pp.42-2 bb., br. ed. Memoria legale di una causa per sedu-zione: un "ricco proprietario di un forno" corteggiò una ragazza di 23 anni di Roma, la chiese in sposa, la sedusse e quando la ragazza restò incinta, sposò un'altra.
1824Segue: A favore del cav. Pietro Diaceto e contro il sig. Lapo de' Ricci, memoria nella causa pendente avanti il primo turno del Magistrato supremo sulla proprietà e usufrutto della Commenda Diacceta del soppresso ordine di Malta. Firenze, Bonducciana, 1824. cm.20x28, pp.(2) 20; (2) 64, dorso rinf. con carta marm. antica, in barbe. Lievi fioriture. Memoria legale di una complicata causa per stabilire, dopo la soppressione dell'ordine di Malta, il legittimo erede, tra Lapo de' Ricci e Pietro Diaceto, della "commenda di S.Giovanni Diacceto", per la quale si poneva anche il problema dell'esattezza della scrittura del nome: "Non vi è alcuno, un qualche poco istruito nella istoria delle famiglie illustri della Toscana, che non sappia che, quella antica e nobile famiglia che era signora dei castelli di Pelago e di DiAceto, assai vicini a Firenze e situati sulla strada del Casentino, presso alla Sieve, è stato in ogni tempo promiscuamente chiamata la famiglia DiAceto, da Diacceto, diAceto, da Ghiacceto e da Giaceto..."(I, p.3).
18538°, pp.52, cop. muta coeva. Memoria legale di una causa, presso il Tribunale civ. di Teramo, contro Paolo Pazienza, dal 1755 al 1760, procuratore dei Monti frumentari delle cappelle del S.Rosario e del Purgatorio in Leognano e accusato dagli amministratori dei monti di non aver pagato alcune somme di denaro. Essendo morto Paolo, il figlio Pasquale non trovava le ricevute del pagamento, messe 70 anni prima, perché la famiglia aveva subito vari furti e da qui la causa.
1760(cm.20x26) cc.nn.34 Cop. mod. Ant. note ai margg. A causa di una donazione il conte Ercole di Montevecchio aveva avuto dal padre la "possessione di S.Biagio nel territorio di Fano e casa posta in... Parochia di S.Tomasso" con altri beni immobili (molte notizie locali) e non si capiva se gli eredi successivi dovessero mantenere gli obblighi che vi erano legati.
18334°, pp.154-61 (16) + 3 prospetti f.t.+vv.rip. Br. edit. Dal 1801 al 1832 il Toti aveva amministrato il Tesoro con "90 milioni e più di lire" con grande parsimonia. Succedutogli il Martini fu scoperto un grave ammanco: il Martini fuggì e il Toti fu accusato di correità. Per la difesa, si percorre l'amministrazione del Toti: spese per spettacoli, lotterie, stipendi e pensioni, prestito ai marchesi Montecatini per trasformare il palazzo Santini in "locanda della Gran Brettagna"; sono esaminati gli acquisti del Toti (cappella, un frantoio, un frullino a acqua sulla Freddana") e migliorie nei suoi terreni, che risultano coperti dalla dote della nuora; sono poi esaminate le "distrazioni" del Martini: spese per i restauri della sua casa in S.Frediano, prestiti concessi a speculatori di grano, una tangente per l'appalto della costruzione del Ponte a Moriano etc.
17444°, pp.19 con testatina e capolett. xil. Alla morte del padre Fabio, 4 fratelli avevano ricevuto in eredità un commercio, al quale si era dedicato il fratello Ubaldo, percependo per questo uno stipendio, ma "col risparmio e col traffico dei suoi stipendi" era riuscito ad accumulare un cospicuo "peculio", che i fratelli gli contestavano.
17728°, pp.DLII, fregio xil. al front. Cop. posticcia. Aloni e lievi bruniture. Memoria legale di una causa per una lite tra gli eddomadari e la collegiata di S.Giovanni Magg. scoppiata "..nel di 24 novembre dello scorso anno, mentre l'insigne Collegiata de' s. Ministri della chiesa cattedrale chiamati Eddomadarj, associava con la croce inalberata un cadavere che si dovea seppellire nella chiesa parrocchiale di S.Giovanni Maggiore, avvenne che dinanzi la porta di essa chiesa, si commise un attentato da un prete assiso della chiese suddetta... e da un altro che serviva da chierico... con istrappare la croce dall'asta, ov'era inalberata con pubblica e scandalosa irriverenza..."(p.4). L'oltraggio fu il culmine di una controversia che durava da lungo tempo e che portò alla causa, di cui questa è la memoria, divisa in 3 parti: Parte I: Si dimostra che la pretenzione della collegiata di S.Giovanni Magg. di dover gli eddomadarj della cattedrale, quando van disuniti da' canonici, cederle la preferenza, sia non solo mal fondata e illegale, ma strana e assurda (dove si dimostra che nella chiesa napoletana esistevano 2 vescovi, uno latino e uno greco); Parte II: Si dimostra che sia obbligo della collegiata di S.Giovanni Magg. di far entrare in quella chiesa l'insigne collegio degli eddomadarj colla croce inalberata come croce di chiesa cattedrale (dove si dimostra l' esistenza di 2 croci della cattedrale); Parte III:Si manifesta che l'attentato commesso nel 24 novembre debba soggiacere a quella emenda a cui il Fisco della Curia arciv. ha creduto dover soggiacere senza attendere alle pretese azioni pregiudiziali, che per difendere l'attentato si son volute industriosa-mente proporre. Da p.CCCCXLIII al termine, un'interessante raccolta di Documenti.
Segue: Sommaria del processo, fabricato dalla Curia secolare di Monte Scudajo contro Lorenzo Antonio Paglianti di Monte Scudajo mandatario e riprodotto e reperito formiter della Casa episcopale di Volterra, contro il r. prete Leonardo Fabbri, detto per sopranome Cappellino, abbate curato di Monte Scudajo, per mandato dato a detto Paglianti, ad occidere il sig. Giuseppe Mannari, commissario dell'ill. sig. Niccolò Ridolfi marchese di Monte Scudajo. In fine, stessi dati tip. Tutto in 1 vol. in-4°(cm.31), pp.92; 44. T. cart. rustico coevo. Si tratta della memoria legale, redatta dall'avv. Jacobus del Rosso, di cui si legge nel sommario: "Il m.r. sig. Leonardo Fabbri, abbate di Monte Scudajo, perchè avendo Lorenzo Antonio Paglianti di detto luogo la sera delli 17 aprile 1719 tirata un'archibusata contro il detto sig. Giuseppe Mannari, circa l'un'ora e mezza di notte, il predetto abbate inquisito, scordatosi del suo carattere sacerdotale di parroco, abbia consigliato, instigato e infiammato a commettere, come seguì, detto enorme delitto..." (p.1/2 parte II).
17644°, pp.43-1 b., fregi e capilett. xil. La difesa si compone di 4 parti: Discorso preliminare; Esame del capo I dell'inquisizione; Esame del capo II dell'inquisizione; Ristretto della difesa. Il commissario Laparelli era stato inquisito per aver per ben 2 volte abusato del potere e aver usato metodi brutali. La prima volta aveva rinchiuso in carcere il padre del marito di una coppia che, dopo numerosi litigi e l'intercessione del parroco della cattedrale di Sansepolcro, rifiutava di abbandona-re la casa degli sposi, a Sansepolcro. La seconda per aver fatto prendere a nerbate il "giovane L..., d'anni 17, che molestava spesso con insolenze e risse, la gente del paese..." (p.28).
1773cm.20x29, pp.16, fregi xil. Tarletti al marg. sup., che in alcune pagg. toccano il testo. Memoria legale di una causa per l'eredità di una casa, lasciata in ususfrutto, che doveva poi passare alla Confrat. di s.Francesco d'Ognissanti, ma le recenti leggi proibivano acquisti alle Manomorte.
18058°, pp.(4), arma papale xil. alla 1°c. Memoria legale in latino, con parti in italiano, di una causa sul latifondo "di Toccianello ad S.Scholasticae Sublaci Monasterium spectantium anno 1802... Niuno ardisca di mieter o portar via... grano, orzo, fava, segala e prodotti soliti a decima..."(p.2).
18018°gr., pp.(6), arma papale xil. Memoria legale in latino, con parti in italiano, di una causa sull' "agrum nuncupatum Pian della Sera in territorio oppiduli Salisani, quod est in Sabina".
18054°, pp.(6); (8); (8); (4); (4); (4), con 6 armi papali xil. alla 1° c. dei 6 aggiornamenti. Memoria legale (in latino con parti in italiano), di una causa, "per la possessionedella Palombara alla Maccarata, e la possessione di S.Lazzao nel piano di Jesi"(I, p.2, 1°parte). Lievi bruniture.
18024°, pp.20. In barbe. Memoria legale di una causa, in latino, con parti in italiano. Il can. Nistri aveva stabilito luogo e modalità della sepoltura "riguardo al di lui funerale e suffragj vuole che si spendino scudi 50 a disposizione dell'infrascritto di lui esecutore..."(p.1). Alla morte scoppiò la lite, perchè: "sul punto della pompa dei funerali, vegliante legge de 10 ott.1748 tutti i cadaveri di qualsivoglia stato di persone si espongano in avvenire ai soliti suffragi nelle rispettive chiese parrocchiali, con questa disposizione non dovrà però intendersi che resti in veruna parte derogato alla pratica osservata fin'ora per tutti quelli che s'associano e sotterrano dalla Confraternita della Misericordia di Firenze o da altre dell'istesso istituto stabilite nel granducato, le quali.. che appartengano a Spedali, monasteri, conventi e collegi che eserciitano i diritti parrocchiali sopra i loro rispettivi malati e famiglie e a quei cleri secolari che riconoscono per parrocchiale la lor cattedrale o collegiata, che tutti gli emolumenti del funerale appartengano alla chiesa parrocchiale..."(p.2).
17504°, pp.(2) 34, fregi xil. Memoria legale di una causa che inizia: "Il nob. Ranieri Agostini, già vedovo e in età avanzata volendo contrar matrimonio colla nob. M. Anna Nervi di anni 15, furono soscritti i capitoli matrimoniali dal cav.Ranier M. Nervi padre di detta signora e dell'istesso Agostini ... In essi capitoli il sig. Nervi promesse per dote e corredo sc. 1000 al sig.Agostini... Per l'altra parte il sig. Agostini costituì alla predetta signora per sopraddote ducati 2000..."(p.1). Da qui la lite.
17144°, pp.24, capolett. e grande finalino xil. Si tratta della memoria legale, in latino, di una causa per la successione nella famiglia Borgherini, di cui viene riprodotto l'albero genealogico.
18254° (cm.29, pp..(4) 35-1 b. Complicata causa per il sequestro di un carico che la "Ragione Viazzali aveva nel dì 5 agosto 1805 spedita da Cromstat (attuale Kronstadt) carica di lino e ferro una nave danese alla consegna della Ragione Francesco d'Onorato Berte in Livorno"(p.9).
18424°(cm.30), pp.51-1 b. Lievi fioriture e qualche macchiolina. Una picc. mancanza al marg. laterale esterno con segni di roditore in 8 cc. iniziali. Si tratta della memoria di una complicata causa per annullare un testamento redatto nel 1808 quando vigeva la legge notarile francese.
18244°(cm.29), pp.(2) 28. Memoria legale (firmata in calce dai legali, V.Giannini, V.Giunti, L.Gargiolli) della difesa del Calamai, parente del minore Francesco Bosi, nominato tutore dalla madre, contro Della Fonte, nominato tutore dalla Ruota, che non amministrava bene l'eredità del minore.
195810x15 cm, saluti e firma autografa di Pavarotti più altre 3 firme