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Pamplona, 2002. 4to. mayor; 365 pp. Mapas. Cubiertas originales.
1969réf. 3361884Basel, Krebs, 1969. XVIII, 234 S. Mit Abbildungen. OKart.
1985Broch?. 297 pages.
1979Reli?. 339 pages. Jaquette illustr?e.
1980Reli?. 375 pages. Jaquette illustr?e.
1977Reli?. 447 pages. Jaquette illustr?e.
1976Reli?. 382 pages. Jaquette.
1994Cartonnage de l'?diteur. 347 pages. Jaquette.
1978Reli?. 348 pages. Jaquette illustr?e.
2021brossura La nostra civiltà sta attraversando una profonda crisi che può sfociare in un epocale trapasso culturale. Cosa fare di fronte al concreto rischio della morte della nostra identità? Di fronte al progetto di annientamento delle nazioni volto a instaurare un "nuovo ordine mondiale", non si può che immedesimarsi nei protagonisti del capolavoro di Tolkien, "Il Signore degli Anelli", i quali hanno dovuto aspramente lottare per difendere la propria esistenza. Pertanto, ricercando le cause e illustrando le conseguenze della crisi civile e sociale che stiamo vivendo, nel libro si aprono nuove prospettive per dare un reale contributo alla causa della libertà e della sovranità nazionale, in modo da uscirne vittoriosi, proprio come è avvenuto nella trilogia tolkieniana.
1936réf. 92208Couverture souple. Broché. 178 pages. Non coupé. Mouillures à la couverture.
réf. 5351Collected and published by Spuka Sni Win, 1999. In-8, agrafé. Couverture illustrée. 20 pages de recettes indiennes. Texte en anglais. Bon état
réf. c5874Mexico, 1990 ; in-4°, broché, couverture rempliée illustrée en couleurs ; 160pp; d'illustrations photographiques en couleurs légendées.
1974réf. 130096Couverture souple. Broché. 120 pages.
réf. 32209Antwerpen, Stad Antwerpen, 1992 Softcover, 84 pp. 21x21cm., 60 b./w. ills., goede staat. ISBN X.
Zaragoza, Institución Fernando el Católico, 1968. 4to., 235 pp., 2 hs. Láminas fotográficas. Cubiertas originales.
1981réf. 141935München: Verlag des Südostdeutschen Kulturwerk 1981. 222 Seiten. Mit einigen Abbildungen. Originalbroschur. (Einband etwas fleckig). 24x17 cm
réf. QWA-13223Brinon-sur-Sauldre, Grandvaux, 2000, in-8 br., 445 p., préface de Adame Ba Konaré, très bon état.
197622x15. 80p. Fotogr. Ilstr.
2008br. Che cos'è l'antropologia culturale? Marco Aime prova a spiegare chi è e cosa fa un antropologo oggi, rovesciando gli approcci teorici tradizionali. In effetti la natura dell'antropologia non è più così definita: di popoli sconosciuti da studiare ce ne sono sempre meno, i confini tra l'Occidente e il cosiddetto Sud del mondo sono sempre più labili, i paradigmi del secolo scorso sono crollati e l'antropologo si trova ad affrontare problematiche sempre nuove, i terreni di ricerca sono mutati e in molti casi gli studiosi sono tornati a casa, occupandosi di eventi culturali vicini, contaminandosi con altri saperi. La purezza, così come l'oggettività, non è più una virtù. Ai quattro angoli del mondo come sotto casa propria, l'antropologo osserva, guarda, ascolta, assaggia, tocca, annusa. Il suo sapere si costruisce su basi sensoriali, prima di arrivare a tradursi in teorie e modelli. Sul terreno, egli non vede strutture, società, politica, economia, ma gente che si incontra, parla, combatte, si scambia oggetti, produce, costruisce, mangia, si organizza, prega, vive. Perciò questo libro ha una scansione percettiva: parte dall'osservazione concreta di quanto è sotto gli occhi di tutti, per arrivare solo alla fine ai costrutti teorici più ampi di un mondo intricato e affascinante.
2021br. Il volume "Il Filo e la Cruna", da una parte richiama il lavorio che gli individui e le comunità compiono per intrecciare reti di significato che diano orizzonte di senso al vissuto umano, dall'altra rinvia all'attività di ri-tessitura semantica che gli antropologi compiono su queste reti, nel tentativo di renderle comprensibili. Attraverso l'impiego di una metodologia di ricerca basata sull'analisi comparativa di un vasto corpus documentario e archivistico, il libro non cerca di annodare le fila di un discorso mai concluso sullo svolgimento degli studi demoetnoantropologici italiani. Piuttosto, concentrandosi su autori conosciuti come Mantegazza, Pitrè, Loria, de Martino, Tentori, Cirese, ecc., e su figure poco note e scarsamente investigate, esso è proteso ad evidenziare come si sia operata nel campo antropologico quella delicata calibratura tra obiettivi conoscitivi e strumenti di studio e di analisi. Più precisamente, il libro permette di cogliere, mediante l'anamnesi storiografica, le strategie di codificazione dell'ordine del discorso che inevitabilmente ruotano intorno a criteri ritenuti di volta in volta validi per riconoscere e agevolare il passaggio del filo nella cruna.
2007ill., br. Fenomeno culturale in notevole espansione, come dimostra il numero sempre crescente di riviste, esposizioni, pubblicazioni e istituzioni che ne fanno il proprio orizzonte di riferimento, l'"arte africana contemporanea" include aspetti e componenti di natura diversa: dalla somma degli stili e delle produzioni nazionali del continente africano, alle opere degli artisti cosiddetti africani, fino a una produzione in qualche modo legata all'Africa ed esclusa dai circuiti internazionali. In ogni caso, ci troviamo di fronte a una dimensione alternativa, un luogo abbandonato in cui vengono realizzate forme artistiche nuove: in una parola, quella che oggi si è soliti chiamare "friche". Ed è proprio a partire da questo modello in qualche misura paradossale (la "friche" trae la sua vitalità dalle rovine) che occorre comprendere i nostri rapporti con l'arte africana. Dato il suo carattere autoreferenziale, l'arte contemporanea occidentale si trova chiusa in un vicolo cieco: di fronte a questo processo di disgregazione, il meticciato, il riciclo, l'ibridazione delle culture potrebbero costituire una soluzione miracolosa, e all'Africa spetterebbe allora il ruolo di principale fonte di rigenerazione dell'arte occidentale. Ma - si chiede Amselle - di quale Africa parliamo? Il problema, dunque, non è tanto di avviare una riflessione sulle qualità propriamente estetiche dell'arte africana quanto di delimitare, attraverso di essa, il posto occupato dall'Africa nel nostro immaginario.
2000brossura