17072 parti in un volume, cm. 15,2, cart. muto orig., pag. 176, 174 (1 c.b.). Tradotto dall'edizione francese curata da Boutauld. Ottimo esemplare. Carte di guardia recenti. Nessun esemplare al momento censito in questa edizione.
1810Cm. 19,7 x 11, br. muta recente, pag. (4) 122 (2). Piacevole edizione curata da Luigi Lechi e dedicata al grande bibliografo e bibliofilo Gaetano Melzi. Bella introduzione del curatore, con interessantissime note anche bibliografiche e diversi passaggi in greco. Graesse, vol. 4, pag. 283.
2001FALZEA 2001, 280 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO.
2002CAROCCI 2002 304 PP. FONDO DI MAGAZZINO: TRACCE DI POLVERE AI TALI, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI FOGLIATO La prima ricostruzione organica e pienamente documentata delle più recenti vicende politiche italiane, dalla crisi della Prima Repubblica all'ultimo governo Berlusconi. Combinando una dettagliata narrazione degli eventi con una originale ipotesi interpretativa d'insieme, gli autori ripercorrono le fasi convulse e drammatiche dell'inchiesta Mani pulite, il crollo dei tradizionali partiti di governo DC e PSI, le complesse trasformazioni del PCI, l'emergere di nuovi soggetti politici come la Lega Nord di Bossi e Alleanza nazionale, per arrivare a un esame ragionato delle ultime elezioni del 2001. Simon Burgess Ha insegnato nelle Università di Reading, Brunel e Londra. Vittorio Bufacchi Insegna Filosofia all'Università di Cork in Irlanda. Indice Prefazione all´edizione italiana/ Introduzione. Capire la politica italiana negli anni novanta / Partitocrazia/ Definire la democrazia italiana/ 1.´LItalia alla fine della guerra fredda (novembre 1989-aprile 1992)/Il contesto internazionale e la politica estera/Le difficoltà dei partiti politici/Il presidente Cossiga, il picconatore della Costituzione/La minaccia della mafia/ ´Laggravarsi della crisi economica/´Lavvio della campagna elettorale/ 2.Le elezioni politiche dell´aprile 1992/I risultati/Le prime fratture nello scudo crociato/Il grande balzo in avanti/Il fallimento della sinistra/Conclusioni/ 3.Lo scoppio della tempesta (aprile-settembre 1992)/Le conseguenze delle elezioni del 1992/Mani pulite/´Lelezione del nuovo presidente/Amato al comando/Il tracollo della lira/Conclusioni/ 4.Corruzione: un´analisi razionale/La scoperta di Tangentopoli/Una spiegazione politica/Una spiegazione culturale-morale/Una spiegazione giuridica/Una spiegazione economica/Conclusioni/ 5.La fine di un´era (settembre 1992-aprile 1993)/I partiti politici alle corde/Bossi parte all´attacco/La caduta di Craxi/La settimana di fuoco/La cattura di Riina/La caduta di Andreotti/Il fallimento della "soluzione politica" per Tangentopoli/Conclusioni: la questione della riforma/ 6.Vox populi: il referendum dell´aprile 1993/La riforma e i referendum/Schieramenti partitici/La fase preparatoria e i risultati/Democrazia diretta/Il referendum sulle riforme elettorali/Il referendum dimenticato: il finanziamento pubblico dei partiti/ Conclusioni/ 7.Quali riforme' (aprile 1993-dicembre 1993)/ Da Amato a Ciampi/Una nuova campagna di bombe da parte della mafia/Le elezioni amministrative di giugno/La riforma del sistema elettorale/La fondazione del Partito popolare italiano/Le politiche economiche del governo Ciampi/Le elezioni amministrative di novembre/Preludio alle elezioni politiche del marzo 1994/Conclusioni/ 8.Le elezioni politiche del marzo 1994/La campagna elettorale/I risultati/´Limportanza delle elezioni del 1994/Berlusconi/Il modello di Schumpeter e di Downs/Il PDS, ovvero come perdere le elezioni/Conclusioni/ 9.Chi governa' Il primo governo Berlusconi (marzo-dicembre 1994)/Come (non) creare un governo in 30 minuti/Potere e politica/Il controllo dell´informazione di stato/Il controllo della magistratura/´Leconomia entra in (un´ulteriore) fase recessiva/Berlusconi, i giudici e i sindacati/ Berlusconi si dimette/Conclusioni/ 10.Il governo Dini: "un governo di tregua"/Un governo di tecnocrati/Quattro obiettivi/I referendum di giugno/Le dimissioni di Dini/Verso le elezioni/ Conclusioni/ 11.Le elezioni politiche dell´aprile 1996/ Liberaldemocrazia e alternanza politica/I risultati delle elezioni del 1996: incidente di percorso o progetto'/Chi ha vinto, chi ha perso/ 12.´LUlivo al potere/La corsa all´euro/Si prepara D´Alema/Primavera, tempo di elezioni/Processo alla storia/D´Alema esce di scena/ 13.Le elezioni politiche del 2001/I risultati/Un giorno buio per la democrazia'/La teoria democratica: due pilastri fondamentali/Mancanza di ethos democratico/Conclusioni/ Bibliografia/ Indice dei nomi
2002Very good, clean, bright and tight condition throughout. Jacket shows some very minor signs of shelfwear. Used
1968PRESSES UNIVERSITAIRES DE FRANCE PUF 1968 345 PP. SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA (MACCHIA DI LUCE AL MARGINE ESTERNO, COME DA FOTO), PER IL RESTO PERFETTO, PROBABILMENTE MAI SFOGLIATO.
1843In-8°; pp. viii, 164 legatura in piena pelle con titolo e fregi in oro al dorso, tagli marmorizzati..
1822In-4°; pp. (4), 111, (1), legatura in cartonato rigido con tassello al dorso.
1550In-8°; cc 24, capilettera incisi su legno; numerose note manoscritte nel testo; legatura in cartonato, tagli in azzurro. L’opera contiene riflessioni di vario genere circa i costumi, i vizi della gola e della lussuria, la pazzia, anche di Alessandro Magno, la parola di Cristo ecc. Adams M 2091
1669In-12°; pp. 597, una carta non numerata, con l’occhiello, tra p. 68 e 69; antiporta figurata incisa su rame da Langlois su disegno di Del basso, una vignetta xilografica con la Minerva al frontespizio, fregi tipografici nel testo. Legatura in mezza pelle con angoli titolo in oro al dorso. Francesco Fulvio Frugoni (1620ca.-1686ca) introduce la sua galleria di caratteri, suddivisi in cinque appartamenti, con un testo critico su “Il parallelo tra la poesia e la pittura”, in cui disquisisce sul paragone tra poesia e pittura. I diversi ritratti Sulla lettera di dedica sono presenti delle note manoscritte. vedi “CARMELA REALE, "Critici" per definizione: i Ritratti di Francesco Fulvio Frugoni, in ESPERIENZE LETTERARIE Anno 2005 - N° 3-4, Luglio-Dicembre I "Ritratti critici", inscrivendosi in una tradizione letteraria che descrive i vizi attraverso la loro incarnazione in dei tipi umani e anticipando la «masima» fatica dell'autore, "Il cane di Diogene", permettono a Frugoni di esprimere pienamente la propria volontà moralistica e l'atteggiamento di condanna del mondo. L'opera, in tre volumi, strutturata secondo un sistema di simmetrie, comprende cinque «appartamenti» in cui lo scrittore finge di vedere venticinque ritratti di viziosi, fra cui il cortigiano e il poeta, secondo polemiche diffusissime nel XVII secolo. È da porre in rilievo il paragone, peraltro consueto, tra pittura e poesia, presente anche in altre opere frugoniane. Beninteso il pennello, per quanto dipinga magistralmente, non eguaglia per il letterato ligure le capacità della parola, che per lui ha fra l'altro il potere di penetrare le profondità dell'anima e rivelarla. Proprio questo paragone giustifica l'uso dello stesso termine «ritratti», che individua appunto i ritratti che l'autore finge di vedere, ma anche l'arte letteraria di cui si serve per scriverne.” Pag. 171-186 caratteri psicologia psychology history of art storia dell’arte
1764In-8°; pp. 67, (1), stemma cardinalizio inciso su legno al frontespizio, una testatina, incisa su rame. Pagine montate su foglio in-4° Senza legatura. pastorale contro il pensiero illuminista, epicureo e ateo, che l’arcivescovo d’Auch vede principalmente incarnato in Rousseau. morale libertinaggio filosofia teologia illuminismo francia settecento morality Enlightenment ateismo rousseau
1659in-4°; pp. (8), 445, (59), al frontespizio stemma inciso su legno; con una ricca tavola delle cose più notabili; legatura in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso. 45 paradossi su vizi, vrtù e questioni morali. gubbio morale varia
1770In-12°; pp. 56 (1), piccolo legno al frontespizio. legatura in pelle verde con cornice dorata ai piatti.
1843In-4°; 2 tomi. Legatura in mezza pelle con impressioni a secco e dorate e titolo al dorso.
1794in-8°; pp. 155, (1). legatura in mezza tela coeva.e titolo impresso in oro al dorso. Sull’uso e l’abuso del lusso nell’abbigliamento: trattato rivolto principalmente alle donne, non dimentica i chierici che ostentano sfarzo. Edizione originale. Entrato nei gesuiti nel 1768, dopo la soppressione della compagnia nel 1773 Muzzarelli fu rettore del Collegio de’ nobili di Parma e teologo della S. Penitenzieria. Caduto il governi papale e fatto prigioniero Pio VII, 1809, fu deportato a PArigi dove morì. Einaudi 4073; manca a Kress italian.
1580In-12°; 1- “Thologi societatis(..)” cc.(3), 93, (6 di cui ultime tre bianche) note manoscritte e timbri ,ad inchiostro, di possesso al frontespizio. Capilettera incise su legno. 2- “De vanitate Mundi” cc. (18), pp. 500. Capilettera incisi su legno. Legatura in piena pelle di scrofa; incisioni al dorso, al piatto superiore e infriore in nero, dorso lacunoso
1542In-8°; cc (24) incluse 2 ccbb.Al frontespizio un legno.La Vita di San Prosdocimo ha un proprio frontespizio. Alla prima carta bianca nota manoscritta. Legatura coeva in piena pergamena. una raccolta di capitoli in terzine, ciascuno con un proprio titolo, del rimatore petrarchista Antonio Boatto. “Il contrasto (schema antichissimo da Iacopone a Bonvesin) si sviluppa vivacemente in direzione teatrale, opponendo il materialismo dell’uomo esteriore all’ascesi platonica dell’altro; alla fine l’uomo esteriore si converte, in una notevole drammatizzazione dell’intervento della grazia di Dio, che salva l’uomo senza conculcare il libero arbitrio: tema da mettere senz’altro in rapporto con il capitolo contro Lutero. Quest’ultimo testo… è illuminante per capire quanto gli echi della rivoluzione teologica della Riforma fossero diffusi anche tra i semplici fedeli: Boatto descrive con estrema lucidità, nella sua invettiva, i punti salienti della predicazione di Lutero, dal libero esame delle Scritture, alla questione della grazia, del libero arbitrio, e quindi della validità del Purgatorio e dei sacramenti” (G. Da Pozzo, a cura di, Storia letteraria d’Italia, Il Cinquecento, 2, p. 953, 1066).
1679In-12°; pp. (12), 606, 3 ccbb, legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso; tagli spruzzati. All’occhiello una nota di possesso manoscritta “Del duca di Caccamo” altra, sempre antica, cancellata, e una al front. Edizione originale. Opera del gesuita Leonardelli, tratta di fede, grazia e predestinazione; il ballo diventa il modello per mostrare le vie della provvidenza, pertanto deve essere sottratto dal mondo corrotto dei teatri e delle scene e restituito al cielo “dove nacque gemello à gli astri”, richiamando l’armonia delle sfere delle stelle. Annibale Leonardelli (1623-1702), gesuita originario di Rimini, fu autore di fortunate opere di morale. Piantanida (4775): "Curiosa operetta in cui natura, morale, politica, economia, etc. sono spiegate in forma di ballo, che si risolve nella fine del mondo". Piantanida 4775.
1666In-4°; pp. (16), 184 testatine e bei capilettera figurati incisi su legno. Legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso. Leggera uniforme brunitura della carta. Dedica a Ercole Salice, governatore di valtellina. Traduzione dal francese in italiano di questo trattato di morele di Urbain Chevreau (1613-1701), che fu anche segretario della regina Cristina di Svezia, pubblicata nel 1646.
1785In-4°, pp. 63, (3), Cartonato. Attribuito da Melzi al Conte Prosperi. Pamphlet di accusa al “castigo naticale”, atto di sodomia e metodo scellerato in cui “si pretende di condurre per la via della virtù il prossimo in età infantile, puerile, giovanile, e virile d’ambo i sessi” nei luoghi di educazione e di castigo. Il libretto è un categorica censura del “naticalismo”, insieme di azioni prossime alla libidine, peccaminose e non necessarie, che poi “col reiterarsi degenerando in desideri producono come causa immediata le azioni esterne, dalla repetizion delle quali nascendo poi la la facilità di commetterle, si viene gradatamente a formar l’abuso”. L’autore denuncia quindi sia la violenza che il vizio di questo “naticale abuso” cugino carnale della sodomia, che facilmente degenera in “genital gusto”, diffuso anche tra i cristiani, e in “natical fanatismo”, praticato in luoghi privati, e messo in scena in spettacoli. In fine “Breve saggio sistematico della riforma necessaria delle riferite Società di educazione, di castigo e milizia”.
1544In-4°; cc. (2), 156; (2), 78; (2), 42; (2), 64; 4 tomi in un volume, ciascuno con un frontespizio su cui è ripetuta la marca tipografica. Legatura settecentesca in mezza pelle e angoli, tasselli con titolo e data dorati al dorso. Ottimo e genuino esemplare di una delle rarissime copie scampate alla distruzione ordinata dall'Inquisizione, del significativo testo filosofico e politico scritto dal noto "eretico" Antonio Brucioli, e impresso per questo nella tipografia creata dall'autore insieme ai fratelli a Venezia. "Bello o brutto il primo volume dei Dialogi del Brucioli, apparso nel 1526, è il solo... importante documento a stampa di prosa fiorentina nell'età del Machiavelli" (Dionisotti, p. 202).I Dialogi affermano i tradizionali valori di etica politica, facendo uso specialmente di Aristotele, Isocrate, Senofonte, Erasmo. Antonio Brucioli, nato a Firenze alla fine del XV sec. e morto a Venezia nel 1566, visse di letteratura e insegnamento; appartenne alla cerchia dei poeti, filosofi e statisti che si riuniva negli Orti Oricellari in Firenze. Dominavano questo cenacolo F. Cattani e Niccolò Machiavelli. Nel 1522 dopo la scoperta della congiura antimedicea Brucioli insieme all'Alamanni fu costretto a fuggire in esilio dal quale non potè più tornare indietro per la caduta della repubblica ma soprattutto perchè era ormai andato troppo oltre sulla scia della protesta e della dissidenza religiosa. Scelse Venezia come patria adottiva, una città che ancora consentiva la libertà intellettuale e il lavoro, negatogli a Roma, spingendosi però presto verso il ruolo di spia, forse nella speranza di rientrare a Firenze. Oltre alla celebre Bibbia, l'altra opera di maggior rilievo di Brucioli furono i Dialogi della moral philosophia (prima edizione Venezia 1526-29, II 1537-38), che riflette tutto il peso dell'influenza, reciproca, delle discussioni, politiche e letterarie, che si tenevano negli Orti; in partcolare uno di questi Dialoghi, il "Dialogo della Repubblica costituisce una importante testimonianza del ruolo di Machiavelli, che compare come interlocutore solo nella seconda e terza edizione, e della sua influenza politica sui discorsi. I Dialogi costituiscono un'importante testimonianza per la congiura antimedicea del 1522, fornendoci informazioni anche private rispetto al ruolo svolto dall'autore in questa vicenda, in cui si rivela già convintamente anticlericale e antimediceo Nell'edizione del 1544, che è la sola completa, salta agli occhi la sostituzione fatta dal Brucioli nel libro primo, dialogo XXVI di tutti gli interlocutori, che erano fiorentini tra cui Machiavelli, con altri personaggi di cerchia veneta tra cui Vincenzo Capello, un patrizio veneziano cui è dedicato l'intero secondo volume dei Dialogi, a volere sottolineare che dopo quindici anni di esilio considerava Venezia la sua seconda patria. Nel 1548 il Brucioli fu sottoposto a processo dal tribunale dei Savi, istituzione della Serenissima in ricostituzione dell'Inquisizione, fu condannato a un'ammenda e bandito da Venezia; tutte le sue opere che trattavano di fede furono date alle fiamme, e nel 1555 subì un secondo procedimento di eresia con 30 precise accuse. N. Lear in DBI, 14, pp. 480-85; Ascarelli p. 380; BM p. 127; non in Adams; C. Dionisotti, Machiavellerie, in part. pp. 193-226.
1586In-8°; cc. 12, un legno al frontespizio, senza legatura. Nota di possesso manoscritta all’ultima pagina, e tracce di nota manoscritta al frontespizio.
1779In -8°, pp. 358, (2), pergamena con ornamenti ai piatti. L’autore è padre Martino Natali (Bussana 1730-Pavia 1791), professore di dogmatica all’università di Pavia e prolifico autore dottrinario; secondo il dizionario biografico degli Italiani “con la sua chiamata, la facoltà teologica pavese si avviò a divenire uno dei poli dell’antigesuitismo italiano e delle politiche regalistiche degli Asburgo [...]. Nei molti opuscoli polemici che pubblicò – generalmente anonimi, sotto pseudonimo o con il nome di suoi allievi, talora di attribuzione incerta – ricorrono alcuni temi dominanti: la restrizione del campo dei dogmi alle verità attestate dalle scritture e dalla tradizione e avvallate dal comune insegnamento della Chiesa, la limitazione del primato pontificio, l’adesione rigorosa al dettato di s. Agostino in tema di grazia, predestinazione, peccato e una visione radicalmente negativa della condizione umana post lapsu, espressa in particolare nell’affermazione della condanna alle pene dell’inferno per i bambini morti avanti il battesimo”. Quest’opera va da intendersi come aspramente critica nei confronti del lavoro di Pierre Collet, teologo francese che aveva pubblicato pochi anni prima una Teologia morale in undici volumi, qui messa in discussione dal Natali, con argomentazioni che spaziano dalla religione, all’esorcismo, alla magia. The author is father Martino Natali (1730-1791), a dogmatics teacher at Pavia university and a productive doctrinaire writer. This work has to be meant in a strong opposition to the work of Pierre Collet, a french theologist who, a few years before, published a moral theology book in 11 volumes, here criticized by Natali: subjects branch off to religion, exorcism, magic.
1595In -8°, pp. (16), 597, (19), ultima bianca, marca editoriale al front. Piena pergamena con titolo al dorso, tagli spruzzati. Secondo alcuni il “Policraticus”, di Giovanni di Salisbury, si può considerare il primo trattato di scienze politiche in senso moderno. According to some scholars the “Policraticus” can be considered the first work of politic sciences in a modern meaning.
1960DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA. Egle Zanghi Zautzik si è dedicata per molto anni alle arti figurative, scultura pittura e incisione, oltre che alla lirica e alla narrativa, riportando numerosi Premi della critica. Descrizione bibliografica Titolo: Tre, tre... 3, 3... : novelle Autore: Egle Zanghi Zautzik Prefazione di: D. Nicolicchia Editore: Genova: Tip. F.lli Pagano, 1960. Lunghezza: 221 pagine; 21 cm: illustrato Soggetti: Narrativa, Letteratura italiana, Libri rari, Vintage, Tre virgola tre, numero periodico, Realismo, Crisi, Esistenzialismo, Morale, Racconti, Romanzi brevi, Libri illustrati, Anni Sessanta, Risacche ai margini, Egeso, Poesia, Raccolte, Artisti, Premio De Renzis, Bracco, Flora, Lungarno, Mastrolonardo, Lauro d'onore, Solitudine