1986réf. 1081351986 Nouvelles éditions Opta, Collection CLA (Club du Livre d'Anticipation) N°116 - 1986 - In-8, reliure toilé verte avec décor doré (comète) sur le premier plat, sous jaquette verte illustrée, signet - 458 p. - Illustré de dessin originaux de J.L. Verdier - Edition à tirage limité de 1500 exemplaires numérotés de 1 à 1500, ainsi que 30 exemplairesde collaborateurs notés HC - Exemplaire numéroté 01199/1500
Milano, Feltrinelli, 1958. In-16°: pp. 180. Bross. Orig.
1906In-16°, pp. VIII-144. Leg. edit. con tit. in oro al dorso e sul piatto ant. Lievi tracce del tempo e d'uso sui piatti.
2008As New As New English Mîzânü'l-Hakk fî ihtîyâri'l-ehakk. En dogruyu seçmek için hak terazisi, en dogru olan tercih konusunda hak ölçü., Kâtip Çelebi, translators: Süleyman Uludag, Orhan Saik Gökyay; Kabalci yayinevi, Ist., 2008. Original bdg. with original dust wrapper. Mint state. Roy. 8vo. (24 x 16 cm). 342 p.
1976DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. VOLUME MAI SFOGLIATO. MACCHIETTE/FIORITURE ALLA COPERTINA, INGIALLIMENTO, PAGINE PERFETTE. SEGNI DEL TEMPO. Salvo rare eccezioni, tutti gli scritti di Karl Kraus comparvero dapprima nella rivista "Die Fackel" da lui diretta e scritta per intero, a partire dal 1911, per trentasette anni. Anche gli articoli raccolti nel libro "Morale e criminalità", che combattono l'immoralità dei moralisti, furono pubblicati nella rivista tra il 1902 e il 1907. Nel 1908 Kraus si decise a riunirli, con il titolo del primo, presso l'editore Rosner in un volume che figura come il primo dei suoi "scritti scelti". Contiene, in trad. italiana: Sittlichkeit und Kriminalitat; Die Presse als Kupplerin; Die Hetzjagd auf das Weib; Der Hexenprozess von Leoben; Die Memoiren der Frau von Hervay; Eros und Themis. Descrizione bibliografica Titolo: Morale e criminalità Titolo originale: Sittlichkeit und Kriminalität Autore: Karl Kraus (1874-1936) Prefazione/Introduzione di: Cesare Cases Traduzione, cronologia, bibliografia di: Bianca Cetti Marinoni Editore: Milano: Rizzoli, 1976 Lunghezza: 112 pagine; 18 cm Collana: Volume L 87 di Biblioteca Universale BUR Soggetti: Filosofia, Etica, Morale, Novecento, Fin de siècle, Saggi, Catastrofe, Impero asburgico, Austria, Moralismo, Opinione pubblica, Società novecentesca, Guerra, Reati sessuali, Sessualità, Strega di Leoben, Processi, Donne, Persecuzione, Eros, Stampa, Giornalismo, von Hervay, Criminalità, Crimini, Classici, Critica, Femminilità, Vienna, Wien, Antologie, Raccolte, Libri Vintage, Fuori catalogo, Oskar Kokoschka, Mass Media, Politica, Cultura, Impero austro-ungarico, Satira, Pamphlet, Die Fackel, Corruzione, Weltbühne, 1908, Sprüche und Widersprüche, Gli ultimi giorni dell'umanità, Aforismi, Detti, Contraddetti, Dicta, Crimine, Omosessualità, Pederastia, Condanne, Prostituzione, Attualità, Criminologia, Giustizia, Casino de Paris, Bordelli, Neue Freie Presse, Sifilide, Popolo tedesco, Bigamia, Selected Writings, Morality and criminality, Philosophy, Ethics, Moral, Twentieth Century, Essays, Catastrophe, Habsburg Empire, Moralism, Public Opinion, Twentieth Century Society, War, Sexual Offenses, Sexuality, Witch of Leoben, Processes, Women, Persecution, Journalism, Crimes, Classics, Criticism, Femininity, Anthologies, Collections, Books out of print, Politics, Culture, Austro-Hungarian Empire, Satire, Corruption, The last days of humanity, Aphorisms, Contradictors, Crime, Homosexuality, Pederasty, Condemnations, Prostitution, Current Affairs, Criminology, Justice, Brothels, Syphilis, German people
2009br. Progettata nel 1785, ma pubblicata solo nel 1797 dopo lunga elaborazione, "La metafisica dei costumi" fornisce la trattazione più sistematica e definitiva del pensiero politico e giuridico di Kant. Il ritardo con cui il «sistema della metafisica tanto della natura quanto dei costumi», condotto secondo 'esigenze critiche', andò alle stampe, fu dovuto da un lato all'insoddisfazione dell'autore per alcune parti dell'opera e dall'altro alle difficoltà frapposte dalla censura prussiana. Le due parti dell'opera comparvero dapprima separatamente: i 'Princìpi metafisici della Dottrina del diritto', nel gennaio del 1797; i 'Princìpi metafisici della Dottrina della virtù'.
2019br. Da bambini ci viene insegnato che bisogna dire sempre la verità. Ma quando diventiamo adulti, se continuiamo a dire la verità sempre e in ogni caso, la nostra vita diventa un inferno. Nel 1796, il giovane Benjamin Constant scriveva che il dovere morale di dire la verità inteso incondizionatamente rende impossibile qualsiasi società. A prova di questa affermazione Constant riportava la tesi di un non meglio identificato filosofo tedesco, giunto ad affermare che la menzogna restava un crimine, anche se detta a un assassino che ci chiedesse se un nostro amico, da lui perseguitato, è ospitato in casa nostra. Il vecchio Kant si riconobbe nella posizione del filosofo tedesco e scrisse, a pochi mesi di distanza, la sua replica: un breve saggio dal titolo Sul presunto diritto di mentire per amore dell'umanità. Ma il tema della veridicità assoluta, come documentano i testi raccolti qui, attraversa tutta l'opera kantiana, alla ricerca di quella trasparenza in cui la vita e la verità passano l'una nell'altra, senza zone d'ombra: il sogno della filosofia, oppure il suo più terribile incubo?
2020br. «Una delle cose più grandiose che siano mai state scritte nella storia dell'etica» (E. Tugendhat, Vorlesungen über Ethik, 1993). Così è stata definita la Fondazione della metafisica dei costumi (1785) di Immanuel Kant; un'opera che ha esercitato, anche per il tono apparentemente popolare che ne caratterizza alcune parti, una tale forza d'attrazione da mettere in ombra le altre opere morali del grande pensatore tedesco, e la stessa Critica della ragion pratica (1788).
2005br. Pubblicata nel 1785, "La fondazione della metafisica dei costumi" è l'opera di Kant dedicata interamente alla filosofia pratica, con l'esplicito obiettivo di esaurire gli aspetti più strettamente teorici del sistema che aveva da lungo tempo progettato: la metafisica dei costumi. La Fondazione assolse il compito di presentare al pubblico la filosofia morale kantiana, ma ebbe allo stesso tempo il paradossale effetto di allontanare ancora la stesura della vera e propria "Metafisica dei costumi" che verrà pubblicata solo nel 1797-98. L'obiettivo principale è chiaramente indicato da Kant: "La presente Fondazione non è altro che la ricerca e la definizione del supremo principio della moralità, che da sola costituisce un'impresa compiuta nei suoi scopi e da separarsi da ogni altra ricerca morale".
2013br. A oltre duecento anni dalla sua prima pubblicazione, riproponiamo al lettore il saggio di Immanuel Kant "Per la pace perpetua", contributo classico e giustamente celebre alla tradizione del pacifismo giuridico. "Il suo progetto di pacifismo giuridico," scrive Salvatore Veca nell'ampia prefazione a questa edizione, "non è solo ancorato a una filosofia della storia, ma è anche reso coerente dallo sfondo più ampio della teoria etica." Quanto possiamo ancora trovare nelle pagine di Kant sono "le impronte e le tracce vive di un progetto filosofico audace e illuminante, tanto quanto caratterizzato dalla consapevolezza della problematicità dei suoi esiti ai fini del nostro continuo approssimarci alla 'pace perpetua'". Con un saggio di Alberto Burgio.
réf. 4853Traduit de l’allemand par Jules BARNI avec une introduction contenant l’analyse de cet ouvrage.2 tomes en 2 volumes in 8 pleine toile rouge à la bradel,reliure muette.Tome premier:Page de titre absente,remplacée par le premier plat de couverture,imprimé.Faux-titre,393 pages.Tome 2:Titre, 480 pages,non rogné,Germer Baillière libraire éditeur 1869. Nombreuses annotations et remarques au crayon de papier, principalement au tome 1.Très bon état d’ensemble.Edition originale de la traduction Jules BARNI Philosophe,député de la Somme.Il se consacra alors à la philosophie de Kant qu’il se donna pour mission, par ses ouvrages,d'introduire en France.Il publia des traductions de divers ouvrages du philosophe allemand, avec des analyses critiques très développées,où,parlant en son nom propre,il exprimait hautement ses espérances démocratiques.
1968réf. 100145349Presses universitaires de france 1968 in12. 1968. Broché. Publiée en 1788 la 'Critique de la raison pratique' d'Emmanuel Kant constitue le volet pratique de son système philosophique faisant suite à la 'Critique de la raison pure' (1781) et aux 'Fondements de la métaphysique des mœurs' (1785). L'ouvrage explore les fondements de la moralité rationnelle introduisant notamment le concept de 'faktum moral' (fait moral) et développant la notion d'impératif catégorique comme expression de la loi morale
1830réf. 1269711830 A Paris, Chez Levrault, Librairie - 1830 - Edition originale française - In-8 (13,5 x 21,5cm environ), reliure demi-toile, dos lisse portant une pièce de titre et un fleuron en doré, gardes marbrées - 211 pages
2022br. Decrescita: una parola che fa paura in una società che vive sulla promessa di una crescita infinita. Abbiamo quindi preferito ridicolizzare l'idea senza nemmeno conoscerla, attribuendole significati grotteschi al punto da farne una caricatura. Poi, pandemia, guerra e altre crisi ci hanno messi brutalmente di fronte al fatto che la promessa della crescita può volatilizzarsi da un momento all'altro, e che la nostra idea di benessere è molto fragile. Ma la decrescita non ha proprio nulla a che fare con ciò che stiamo vivendo in questi anni e, per questo, il piccolo vademecum scritto da quattro tra i maggiori esperti del tema a livello internazionale si propone con un tempismo perfetto. Un testo che documenta ciò che non è e ciò che è la decrescita: un insieme di strategie e di politiche - già sperimentate in diverse realtà - che possono renderci più resilienti, più capaci di far fronte ai cambiamenti, meno soggetti a veder svanire le nostre certezze ai primi segnali della prossima crisi. Sanitaria, geopolitica, economica o climatica che sia. Introduzione di Viviana Asara e Leonardi Emanuele
in-8, 397 pp., broche, couverture plastifiee.- 9782234059757 Bel exemplaire [NV-30]
2019ill., ril. Riflettere sulla morte. La maggior parte di noi si sforza di non farlo: la morte è un argomento sgradevole, spaventoso, che cerchiamo di bandire dalla nostra mente e dalle nostre conversazioni. Affidandoci a credenze e argomentazioni rassicuranti, ci convinciamo che la morte non è la fine di ogni cosa, che non siamo soltanto semplici corpi destinati a dissolversi nel nulla, oppure che l'anima esiste ed è immortale, che la vita è un dono così prezioso che il suicidio non può mai essere una decisione razionale e sensata. Soprattutto, che la morte rimane un mistero, profondo e insondabile. Secondo Shelly Kagan, professore di filosofia alla Yale University, tali credenze, sottoposte al vaglio della logica, si rivelano per quello che sono realmente: illusioni che abbiamo costruito per arginare le nostre paure più irrazionali. Infatti, sostiene Kagan, nonostante quanto affermino alcune grandi tradizioni filosofiche e religiose, noi esseri umani siamo soltanto macchine. Macchine stupefacenti, certo, capaci di amare, sognare, creare, progettare. Ma comunque macchine. E quando la macchina si rompe, tutto finisce. La nostra vita finisce. Ineluttabilmente. E dopo non c'è più nulla. Nessun mistero da svelare, nessuna luce bianca da raggiungere. Per quanto riguarda il morire, dunque, sembra non ci sia altro da dire. Ma se «il significato della vita sta nel fatto che finisce», come scriveva Kafka, se è vero che «si va in scena» una volta sola e che non è prevista una seconda chance, allora la morte diventa un momento eticamente cruciale, che decide della nostra intera esistenza e ci pone di fronte a domande impossibili da eludere: come dobbiamo vivere? Dobbiamo essere responsabili della nostra vita? Abbiamo il dovere di non sprecarla? Che cosa conta davvero? E come si devono affrontare questioni essenziali quali il fine vita, l'eutanasia, la moralità del suicidio? Basato sulle lezioni tenute per diversi anni alla Yale University e diventate in seguito parte del progetto «Open Yale Courses», "Sul morire" si presenta come un raffinato esercizio intellettuale, stimolante e al tempo stesso provocatorio, divertente e tuttavia profondo. Dalla dottrina dell'anima di Platone al dualismo cartesiano, dalle riflessioni sul male della morte di Thomas Nagel agli esperimenti mentali di Robert Nozick, Kagan ripercorre il «catalogo» delle idee sulla morte e, attraverso un ininterrotto e coinvolgente sfoggio di arte maieutica, ci aiuta a liberarci di luoghi comuni e pregiudizi, accompagnandoci alla scoperta di un nuovo senso delle cose. «Possiamo essere tristi perché moriremo, ma questo sentimento dovrebbe essere compensato dalla consapevolezza di quanto siamo stati fortunati per avere avuto l'opportunità di vivere.»
1989xiii + 413pp., cloth (hardback) + dustwrapper, 22cm., in the series "Oxford ethics series", VG
1989réf. F57949Oxford, Clarendon Press 1989 xiii + 413pp., cloth (hardback) + dustwrapper, 22cm., in the series "Oxford ethics series", VG
1972K. AXELOS Pour une éthique problématique. Francia, Les Editions de Minuit 1972 french, 117
1945Brossura editoriale, cm16x22, pp XVI 445 (3). Coll. Biblioteca di Cultura Filosofica #1. A cura di Ludovico Geymonat.
1967Prefazione di Giovanni Jervis - Traduzione di Arrigo Vita e Giovanni Bollea 1 18x11,5 cm., legatura in piena tela, pagg.XXIV+304 (8), in italiano, buone condizioni, piccole macchie bianche alla legatura.
1928réf. 6012Société d'Édition « Les Belles Lettres » 1928 119 pages in8. 1928. broché. 119 pages. Il s'agit d'une édition critique bilingue (latin-français) des deux premiers livres du traité philosophique de Cicéron "Des termes extrêmes des biens et des maux" (De finibus bonorum et malorum). L'ouvrage établi et traduit par Jules Martha examine la question du souverain bien et du souverain mal selon les différentes écoles philosophiques grecques cherchant à déterminer ce qui peut assurer à l'homme une vie pleinement heureuse
1929réf. 7006Les Belles Lettres 1929 119 pages in8. 1929. broché. 119 pages. Cette édition critique par Jules Martha présente la traduction et l'établissement du texte de Cicéron 'Des termes extrêmes des biens et des maux' un traité philosophique qui examine la question du souverain bien et du souverain mal selon les différentes écoles philosophiques grecques cherchant à déterminer ce qui peut assurer à l'homme une vie pleinement heureuse
réf. 125433aafEditions de l’Aire, 2014, gr. in-8vo, 369 p., brochure originale.
2016Autori: Jozefína Hvastová.