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Magrelli Valerio
Geologia di un padre
ill., ril. Negli ultimi dieci anni Valerio Magrelli ha raccolto, su foglietti sparsi, appunti riguardanti il padre. Quando quest'ultimo muore, quei documenti diventano un materiale prezioso, "il bandolo canoro di un'infinita matassa di storie": i viaggi in auto d'estate in giro per l'Italia; le avventure d'amore e morte durante la guerra; i desolati pomeriggi che l'uomo ormai maturo trascorre spingendo il genitore sul girello; il giorno in cui il figlio, armato di forbici, libera l'anziano febbricitante dal bozzolo del maglione; lo stupore di riconoscere, davanti allo specchio, un'espressione del viso che gli restituisce la ferrea legge dei vincoli genetici; gli abbracci, le risse, l'amore per Borromini o i folli scatti di rabbia. Diviso in 83 capitoli (numero che corrisponde agli anni vissuti dal protagonista), il libro scava fra ricordi e storia patria, mentre la biografia sfuma nella paleontologia, se non nella geologia... L'enigmaticità di questo iroso anti-eroe, e insieme la sua lontananza, suggeriscono infatti una possibile identificazione con i resti umani di origine preistorica trovati in Ciociaria, a Pofi, suo paese d'origine. Cosi narrando, Magrelli, orfano ad honorem e padre a sua volta, procrastina il congedo definitivo grazie al racconto, e non desiste, ma si maschera, fugge, scegliendo la digressione per scendere ancora più in profondità nella vita del capostipite, e mostrarne, oltre alle virtù, anche quei difetti che lo rendevano "un vecchio esacerbato e vulnerabile".
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Magrelli Valerio
Geologia di un padre
ill., br. Negli ultimi dieci anni Valerio Magrelli ha raccolto, su foglietti sparsi, appunti riguardanti il padre. Quando quest'ultimo muore, quei documenti diventano un materiale prezioso, "il bandolo canoro di un'infinita matassa di storie": i viaggi in auto d'estate in giro per l'Italia; le avventure d'amore e morte durante la guerra; i desolati pomeriggi che l'uomo ormai maturo trascorre spingendo il genitore sul girello; il giorno in cui il figlio, armato di forbici, libera l'anziano febbricitante dal bozzolo del maglione; lo stupore di riconoscere, davanti allo specchio, un'espressione del viso che gli restituisce la ferrea legge dei vincoli genetici; gli abbracci, le risse, l'amore per Borromini o i folli scatti di rabbia. Diviso in 83 capitoli (numero che corrisponde agli anni vissuti dal protagonista), il libro scava fra ricordi e storia patria, mentre la biografia sfuma nella paleontologia, se non nella geologia... L'enigmaticità di questo iroso anti-eroe, e insieme la sua lontananza, suggeriscono infatti una possibile identificazione con i resti umani di origine preistorica trovati in Ciociaria, a Pofi, suo paese d'origine. Cosi narrando, Magrelli, orfano ad honorem e padre a sua volta, procrastina il congedo definitivo grazie al racconto, e non desiste, ma si maschera, fugge, scegliendo la digressione per scendere ancora più in profondità nella vita del capostipite, e mostrarne, oltre alle virtù, anche quei difetti che lo rendevano "un vecchio esacerbato e vulnerabile".
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Magris Claudio
Danubio
br. «Il viaggio è forse sempre un cammino verso quelle lontananze che splendono rosse e viola nel cielo della sera, oltre la linea del mare e dei monti, nei paesi sui quali sorge il sole che da noi tramonta.» Paesaggi, umori, incontri, riflessioni, racconti di un viaggiatore sterniano che scende con pietas e con humour lungo il vecchio fiume, dalle sorgenti al Mar Nero, ripercorrendo insieme la propria vita e le stagioni della cultura contemporanea, le sue fedi e le sue inquietudini. Un itinerario fra romanzo e saggio che racconta la cultura come esperienza esistenziale e ricostruisce a mosaico, attraverso i luoghi visitati e interrogati, le civiltà dell'Europa centrale - in tutta la complessa varietà dei suoi popoli e delle sue culture - rintracciandone il profilo nei segni della grande Storia e nelle effimere tracce della vita quotidiana. Viaggio esterno, dunque, e avventura interiore, minuziosa documentazione erudita che diventa materia di finzione e di digressione fantastica per un viandante curioso di luoghi, libri e persone che redige un piccolo Decamerone danubiano con storie e vicende, destini individuali e collettivi rimasti impigliati sulle rive del fiume e del tempo. "Il Danubio" diviene un labirintico percorso alla ricerca del senso della vita e della storia, sull'atlante della vecchia Europa e del nostro presente. Prefazione di Gian Luigi Beccaria.
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Magris Claudio
Istantanee
br. Secondo la definizione di Salvatore Battaglia nel "Grande dizionario della lingua italiana", l'istantanea è eseguita con un tempo di esposizione molto breve senza l'impiego di un sostegno. Claudio Magris compone un florilegio di istantanee, raccolte in ordine cronologico, dal 1999 al 2016. In esse Magris ritaglia piccoli e grandi aspetti della vita quotidiana, della vita politica, della nostra intimità. Stigmatizza false credenze, modi di dire, comportamenti che nascondono abissi di incomprensione e superficialità; sottolinea piccoli gesti, nascosti, che rivelano l'ampiezza dell'animo umano. Pesca dalla storia e dalla letteratura situazioni sorprendenti, capaci di illuminare il presente confuso in cui viviamo. Ne emerge una piccola commedia umana, un affresco unitario delle nostre vite nevrotiche, il cui telaio è lo spirito caustico, ironico, sempre pieno di Pietas dell'autore, autentico moralista (nel senso alto del termine) dei nostri tempi. Che non ci dice mai come dobbiamo essere o vivere, ma ci invita a guardarci con rigore e tenerezza. E alla fine di questo viaggio ci saluta con un invito: "Solo quando puoi nuovamente ridere, dice una scritta letta più di trent'anni fa sulla porta del Duomo di Linz, hai veramente perdonato".
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Magris Claudio
Polene. Occhi del mare. Ediz. a colori
ill., ril. Claudio Magris torna con un libro che parla di mare, di donne, di navi e di letteratura, uche è solo apparentemente una storia degli oggetti. Le polene - le statue che decoravano la prua delle navi - in queste pagine emergono dal mito per diventare figure reali, che popolano una galleria di indimenticabili ritratti femminili: sono sirene, dee, donne comuni o veggenti come Cassandra, seduttrici, madri, sono donne perverse, terribili, visionarie. Attraverso le loro forme sensuali, davanti agli occhi del lettore si svolge una storia colta e stravagante, documentata e luminosa: un racconto illustrato di eroine, avventurieri, cimiteri di navi, che riemergono immortali dagli abissi della memoria. Il mare, reale o fantasioso che sia, diventa occasione per riflettere sulla vita, sulle sue zone di luce e ombra, sull'infanzia e la sua spericolatezza, sulla necessità di un approdo e sul potere della letteratura - da Karen Blixen e Nathaniel Hawthorne a Juan Octavio Prenz e Giuseppe Sgarbi - capace di condurci in ogni tempo, verso un altrove irraggiungibile.
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Magris, Claudio
Der Ring der Clarisse : großer Stil und Nihilismus in der modernen Literatur
Frankfurt am Main: Suhrkamp. 1987. 456 S. 21 cm. Zustand: Gut gering gebräunt (Innen); Es gibt leihch Anmerkungen/Unterstreichungen auf c.a. 75 Seiten; Einband Außen hat leichte Gebrauchsspuren; Schnitt oben min. angestaubt, Seitlicher Schnitt hat ein Braun Fleck u. einen Wasserschaden mit kleineren Verfärbungen; Schutzumschlag hat Mängel - gemeint ist hier mehr als leichte Gebrauchsspuren; 1. Aufl. Ppbd.
Riferimento per il libraio : 551711
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Magurno Fulvio; Tabucchi Antonio
Lisboa Lisboa. Ediz. illustrata
ill., ril. Questo volume racconta Lisbona attraverso il reportage di Fulvio Magurno e il testo inedito che Antonio Tabucchi dedicò alla sua città di adozione proprio dopo aver visto gli scatti qui rappresentati. Innamorato di Lisbona per il suo fascino decadente, Magurno immortala i giochi di luce e ombra delle strade, mostra la spontaneità dei gesti quotidiani degli abitanti, cattura i contrasti tra gli spazi monumentali e quelli angusti dei vicoli. Il fotografo trae ispirazione dai romanzi di Tabucchi e di Pessoa e dipinge, attraverso suggestive immagini in bianco e nero, la bellezza di una città fuori dal tempo.
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MAHY, MARGARET
Das gesammelte Universum
Stuttgart, Spectrum Verlag 1988. Taschenbuch, 8°, 199 S., 2. Auflage, aus dem Englischen von Cornelia Krutz-Arnold, »Von Angela, die auszog, ihren Vater zu finden, sich statt dessen ungewollt eine Oma an Land zieht und am Ende trotzdem kriegt was sie will. Von Dido ihrer Mutter, die nachts um zwei zur Sense greift und das Gras mäht, weil man das Mondlicht doch irgendwie nutzen muß...«
Riferimento per il libraio : 17202
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Maierhofer, Waltraud
Hexen - Huren - Heldenweiber : Bilder des Weiblichen in Erzähltexten über den Dreißigjährigen Krieg. Literatur, Kultur, Geschlecht / Große Reihe ; Band 35 ERSTAUSGABE.
Köln ; Weimar ; Wien : Böhlau, 2005. 451, [16] Seiten. Mit zahlreichen dokumentarischen Abbildungen. 23 cm Originalbroschur.
Riferimento per il libraio : 247837
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MAILER, NORMAN
Die Nackten und die Toten (Roman)
Berlin, Verlag Volk und Welt 1967. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 678 S., 1. Auflage, aus dem Amerikanischen übersetzt von Walter Kahnert
Riferimento per il libraio : C587
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MAILLAUD, P
So ist England
Berlin: Arnold. 1949. 421 Seiten. 19cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut gering bis leicht gebräunt (Innen); Einband Außen hat geringe Gebrauchsspuren; Schnitt oben BRAUN / Kopffarbschnitt; Schutzumschlag hat Mängel - gemeint ist hier mehr als leichte Gebrauchsspuren; Gewebe (Blauer Leinen)
Riferimento per il libraio : 600701
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Mainardi Diogo
La caduta. I ricordi di un padre in 424 passi
ill., ril. Diogo Mainardi ha scritto un libro sulla paternità, sulla felicità di essere padri e sull'amore suscitato dalla nascita di un figlio. Tito è nato tredici anni fa con una paralisi cerebrale, a causa del terribile errore di un medico, in un ospedale di Venezia. Quando la disabilità è stata diagnosticata, Diogo ha vissuto una settimana di "angoscia e terrore". Poi è successo qualcosa. Sua moglie Anna è caduta inciampando in un tappeto, Tito si è messo a ridere, Diogo si è messo a ridere, Anna si è messa a ridere. "La comicità slapstick era un linguaggio che capivamo tutti. Tito cade. Mia moglie cade. Io cado. Ciò che ci unisce - che ci unirà sempre - è la caduta". Diogo ha capito che Tito aveva bisogno di essere amato per quello che era, senza patetismi. Ciò che ci accomuna, "disabili" e "abili", è la caduta come categoria dello spirito: siamo nati come esseri in bilico, ognuno instabile a modo suo. Questo libro è dunque anche un'accusa formidabile contro il cliché della "normalità", contro la stupidità umana che affiora nel mondo in tempi diversi e in modi sempre nuovi, nel mito del corpo perfetto o peggio nell'eugenetica nazista. E poiché nei suoi primi anni Tito comunicava soltanto attraverso immagini, gesti, simboli e analogie, Diogo ha adattato il suo racconto al linguaggio del figlio. In un rovesciamento radicale di prospettiva, la storia universale viene letta attraverso la storia di Tito.
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MAJAKOWSKI, WLADIMIR
Wie macht man Verse?
Berlin, Verlag Volk und Welt 1949. Pappband mit Schutzumschlag, 8 , 124 S., deutsche Erstauflage, "Unter den wenigen Prosaarbeiten, die Majakowski hinterließ, hat "Wie macht man Verse?" den hervorragendsten Rang inne. Hier analysiert der Dichter sein eigenes lyrisches Schaffen und gibt damit dem Leser zum ersten Male Gelegenheit den schöpferischen Prozeß mitzuerleben. Eine glückliche Ergänzung des Bandes bildet die berühmte, bislang in Deutschland noch unbekannte Autobiographie "Ich selbst". Schutzumschlag stark bestoßen und eingerissen, hinten fehlt ein Stück, Stempel "Magistrat von Berlin" auf dem Titel und hinteren Inneneinband, Nummer auf dem Vorsatz, vorn etwas vom Block gelockert, lichtrandig. Schutzumschlag Hardcover
Riferimento per il libraio : 7105
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MAJAKOWSKIJ, WLADIMIR
Ich (Ein Selbstbildnis)
Frankfurt/M, Suhrkamp Verlag 1993. Hardcover mit Schutzumschlag, 8°, 251 S., 2. Auflage, collagiert und kommentiert von Karl Dedecius, »Bibliothek Suhrkamp« Band 354
Riferimento per il libraio : X2688
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Mak, Geert
In Europ Eine Reise durch das 20. Jahrhundert
München: Siedler. 2005. 944 Seiten. 23 cm. Zustand: Gut, eher ungelesen (Innen); Einer Schrifteintrag vor dem Titelblatt; Schnitt ist nur stellenweise min. angestaubt; Schutzumschlag (hat leichte Gebrauchsspuren); 1. Aufl. Gewebe (Blauer Leinen) mit Schutzumschlag
Riferimento per il libraio : 974103
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MALAMUD, BERNARD
Der Fixer (Roman)
Berlin, Verlag Volk und Welt 1983. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 438 S., 1. Auflage (Dieser Ausgabe), aus dem Amerikanischen von Herta Haas, aus der Reihe »ex libris«
Riferimento per il libraio : Q948
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Malamud, Bernard
The Assistant
Good+ Hardback without dust jacket. Corners of boards have been knocked slightly. Times Library book stamp on inner rear board with pencil figures, otherwise text is clean. 222p. Used
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Malangré, Heinz
David Hansemann : 1790 - 1864 ; Beweger und Bewahrer ; Lebensbild und Zeitbilder
Aachen: Einhard-Verl. 1991. 162 Seiten. 21,5cm. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen (Innen); Kleiner Schrifteintrag auf dem Titelblatt, hier Autorensignatur; Einband (Außen) hat min. bis geringe Gebrauchsspuren; Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; Ppbd.
Riferimento per il libraio : 520423
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Malaparte Curzio; Laforgia E. R. (cur.)
Viaggio in Etiopia e altri scritti africani
br. Inviato in Africa da "Il Corriere della Sera" tra il gennaio e l'aprile del 1939, Curzio Malaparte sbarca a Massaua, visita l'Eritrea e, attraversando il territorio Amara e il Goggiam, arriva ad Addis Abeba. Nel corso di un viaggio lungo circa 6000 chilometri, percorsi in parte a dorso di mulo, partecipa anche alle operazioni militari contro la resistenza anti-italiana, guadagnandosi nella caccia ad Abebè Aregai, il più celebre patriota dell'Etopia centrale, una croce di guerra al valor militare. Nei progetti dello scrittore quel viaggio avrebbe dovuto documentare la creazione in un "paese nero" di un "impero bianco", e celebrare le glorie del regime offrendo a Malaparte una possibilità di riscatto politico dopo gli anni passati al confino. Ma lo scrittore si accorse ben presto che quell'esperienza gli offriva qualcosa di più e di molto diverso: da un lato, la scoperta di un' Africa del tutto inattesa, complessa e affascinante, e dall'altro la testimonianza di una vicenda militare anticipatrice della guerra ormai vicina, ma per gli italiani d'Africa e per lo stesso Malaparte del tutto inattesa.
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Malcher, Ewald [Mitwirkender]
Beuthen O(ber)-S(chlesien), die alte deutsche Berg- und Kulturstadt und ihre Sendung im schlesischen Südostraum : Eine Sammlg aktueller Beiträge / (zsgest. u. bearb. v. Ewald Malcher)
Beuthen OS: Verkehrsverein u. Geschichts- u. Museumsverein d. Stadt. 1941. 66 S. : mit Abb. 30x21,5cm. Zustand: Gut min. gebräunt, Klammern sind leicht rostspurig, Titelblatt ist an den Klammern etwas rissig (Innen); Innenbandbereiche leicht bis stärker braunfleckig; Innenbandbereiche und Vorsatzblätter, gering braunfleckig;Einband (Außen) hat leichte bis stärkere Gebrauchsspuren, weil Buchrücken stärker rissig ist, Buch ist so aber stabil; Broschiert
Riferimento per il libraio : 113426
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Malerba Luigi
Diario di un sognatore-La composizione del sogno
br. Qual è il rapporto dell'uomo con i propri sogni? Di quali messaggi sono portatori i sogni? Da sempre l'uomo ha tentato di attribuire significati alle immagini che gli appaiono durante il sonno. Per Malerba il sogno era «il luogo di tutte le ambiguità, l'anagrafe di tutti i fantasmi che popolano la nostra mente». Attratto da questa «zona affascinante ma oscura della mente umana», per tutto un anno, il 1979, lo scrittore, novello Zeno, tenne un diario con le puntuali trascrizioni dei sogni notte dopo notte. A quella insolita cronaca onirica questo volume affianca il breve saggio "La composizione del sogno": due testi curiosi, evanescenti, bizzarri, difficilmente classificabili. Proprio come i sogni.
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MALERBA, LUIGI
Die nackten Masken (Roman)
Berlin, Verlag Klaus Wagenbach 1996. Ganzleinen, 8°, 296 S., 36.-41. Tausend, Quartbuch, aus dem Italienischen von Iris Schnebel-Kaschnitz, »Ein exzessives Lesevergnügen über Verbrechen und Intrigen. Die wirklich komische Hauptfigur des Romans ist der Teufel. Spannend bis zur letzten Seite.«
Riferimento per il libraio : 16389 ISBN : 380313112
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Maletzke, Elsemarie (Herausgeber)
Seht meinen Garten!.
Zürich : Unionsverlag, 2010. 139 S. : Ill., 18 cm. Gewebe, gebundene Ausgabe, Lesebändchen.
Riferimento per il libraio : 235078
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Malherbe, François de, Rousseau, J-B.
Oeuvres de Malherbe, poésie et prose. Oeuvres de J-B Rousseau. Poésies lyriques complètes
Paris, Librairie de Firmin-Didot 1875 1 in -8 Demi chagrin 592[p.p]
Riferimento per il libraio : LCI-5539
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Malini Dario
La Grande Guerra di Italo Svevo. La scoperta di una fonte letteraria ignota de «La coscienza di Zeno»
brossura Un progetto dell'associazione culturale ArteGrandeGuerra. Il rinvenimento, a opera di Dario Malini, di una rimarchevole fonte letteraria ignota de "La coscienza di Zeno", mai dichiarata da Italo Svevo né rilevata da alcuno studioso, innesca un profondo ripensamento sui significati del romanzo, anzitutto in merito ai profondi legami, spesso misconosciuti, che il testo intrattiene con gli eventi della Grande Guerra. Si tratta della commedia "Pace in tempo di guerra" di Alfredo Testoni, la cui prima si tenne il 26 ottobre 1918, premiata da un discreto successo di pubblico all'uscita per poi essere rapidamente dimenticata. E la circostanza che questa «gaia e lieve commedia [...] condita di lepidezze, ravvivata di macchiette» abbia rappresentato un motivo d'ispirazione significativo all'interno della rivoluzionaria narrazione del terzo romanzo di Svevo (dato stringente e indubitabile, come il lettore avrà modo di appurare), delinea un quesito di notevole pregnanza critica, la cui trattazione permette d'entrare davvero nel laboratorio creativo dello scrittore, d'accostarsi al suo pulto (in dialetto triestino, il tavolo da lavoro), e osservarne quasi in presa diretta il segreto modus operandi.
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Malini Dario
La Grande Guerra di Italo Svevo. La scoperta di una fonte letteraria ignota de «La coscienza di Zeno»
brossura Un progetto dell'associazione culturale ArteGrandeGuerra. Il rinvenimento, a opera di Dario Malini, di una rimarchevole fonte letteraria ignota de "La coscienza di Zeno", mai dichiarata da Italo Svevo né rilevata da alcuno studioso, innesca un profondo ripensamento sui significati del romanzo, anzitutto in merito ai profondi legami, spesso misconosciuti, che il testo intrattiene con gli eventi della Grande Guerra. Si tratta della commedia "Pace in tempo di guerra" di Alfredo Testoni, la cui prima si tenne il 26 ottobre 1918, premiata da un discreto successo di pubblico all'uscita per poi essere rapidamente dimenticata. E la circostanza che questa «gaia e lieve commedia [...] condita di lepidezze, ravvivata di macchiette» abbia rappresentato un motivo d'ispirazione significativo all'interno della rivoluzionaria narrazione del terzo romanzo di Svevo (dato stringente e indubitabile, come il lettore avrà modo di appurare), delinea un quesito di notevole pregnanza critica, la cui trattazione permette d'entrare davvero nel laboratorio creativo dello scrittore, d'accostarsi al suo pulto (in dialetto triestino, il tavolo da lavoro), e osservarne quasi in presa diretta il segreto modus operandi.
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MALLARME Stéphane
Vers et Prose
Morceaux Choisis par Stéphane Mallarmé. Collection "L'Intelligence" à Abbeville en 1927. N° 19 sur Vergé de Montval. Frontispice d'après Paul Gaughin et portrait par J.Mc Neill Whistler. In-8 en demi-chagrin, couverture conservée. Qques rousseurs.
Riferimento per il libraio : 20307
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Mallarmé Stéphane
Poesie e prose. Testo francese a fronte
br. La parola è il fulcro attorno a cui ruota tutta l'opera di Mallarmé: una parola distillata sottraendola all'azione deformante del reale, del materiale, del personale; una parola evocatrice, carica di mistero e suggestioni, assoluta. Dall'intreccio dei fili esili e delicati che annodano immagini, metafore e simboli dei suoi versi prende forma uno stile ricercato e denso, che riflette il desiderio estenuante del poeta di immergersi in una realtà ideale, di ricreare il mondo irraggiungibile del sogno, e al tempo stesso testimonia l'ineluttabile sentimento della propria inadeguatezza, lo sgomento per la propria temuta sterilità.
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Mallarmé Stéphane; Blanchard Gérard; Bohac Barbara; Cantele G. (cur.)
Mallarmé, la tipografia e l'estetica del libro
ill., br. Non a tutti è noto il fatto che Mallarmé, il più arduo e aristocratico dei poeti simbolisti, fosse pure un raffinato intenditore di tipografia, attentissimo a tutti gli aspetti materiali che riguardano la stampa e i libri. Il testo più emblematico di questo peculiare interesse è il poemetto "Coup de dés", ma nell'elaborazione formale di tutta la sua opera poetica è in ogni caso essenziale il rapporto visivo fra la parola stampata e la pagina bianca, l'evidenza dei caratteri e dell'inchiostro sulla vuota campitura del foglio, nonché l'incidenza di ogni concreto dettaglio all'estetica del testo. Questo libro raccoglie per la prima volta in edizione italiana le riflessioni, anzi le «digressioni» di Mallarmé «forma Libro» (da scriversi con la maiuscola, in quanto materializzazione della «grande Opera»: di un'opera «totale»), pubblicate dal poeta sotto il titolo "Il Libro, strumento spirituale". Prose di grande forza e suggestione, accompagnate da tre saggi dedicati a come questo specifico interesse di Mallarmé si esprima nella sua opera e quali ripercussioni abbia avuto nelle successive avanguardie.
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MALLET-JORIS, FRANCOISE
Das Geheimnis der Schreiberin (Roman).
München, Paul List Verlag 1998. Hardcover mit Schutzumschlag, 8°, 391 S., aus dem Französischen von Karin Krieger und Josef Winiger, "Eine fesswelnde Kriminalgeschichte, ein Sittengemälde und ein Bildungsroman - all das entwirft die Autorin mit sicherer und leichter Hand in einem Buch voll Witz und Tempo."
Riferimento per il libraio : 13644
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MALSS, Richard
Gina und Enzio. Den Umschlag zeichnete Charlotte Berend.
Berlin:, Reuss & Pollack., 1917. 8° (ca. 18 x 15 cm). 14 Seiten. Original Broschur, geklammert, mit farbig illustriertem Deckeltitel. Einband mit Gebrauchsspuren, leicht fleckig, zum Rücken hin etwas gedunkelt, Seiten papier- und altersbedingt gegilbt und etwas lichtrandig. Insgesamt noch guter Zustand.
Riferimento per il libraio : 6438C
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MALSS, Richard:
Gina und Enzio. Den Umschlag zeichnete Charlotte Berend.
8° (ca. 18 x 15 cm). 14 Seiten. Original Broschur, geklammert, mit farbig illustriertem Deckeltitel. Einband mit Gebrauchsspuren, leicht fleckig, zum Rücken hin etwas gedunkelt, Seiten papier- und altersbedingt gegilbt und etwas lichtrandig. Insgesamt noch guter Zustand. Rarität!! Vom Jugendstil geprägte Kurzgeschichte eines heute vergessenen Autors. Mit einem Titelbild von Charlotte Berend, Modell, Muse, Schülerin, Geliebte und spätere Ehefrau von Lovis Corinth, und selbst eine wichtige Malerin, Lithographin und Autorin der Moderne. - Von dem Band gibt es nur ein Exemplar in der Deutschen Nationalbibliothek.
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MALTZ, ALBERT
Der unterirdische Strom (Ein historischer Roman von einem Augenblick des amerikanischen Winters).
Berlin, Dietz Verlag 1949. Pappband, 8°, 345 S., 1.-20. Tausend, Übersetzung von Kurt Wagenseil, amerikanischer Originaltitel "The underground stream".
Riferimento per il libraio : 12841
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Malvaldi Marco
L'architetto dell'invisibile ovvero come pensa un chimico
ill., br. Che differenza c'è tra calore e temperatura? Provate a mettere una mano nel forno a 180 gradi, o una mano sulla padella, sempre a 180 gradi, e vi sarà chiaro immediatamente. E perché è possibile leggere un giornale, se la combustione della carta è una reazione energeticamente favorita? Perché, pur essendo noto il destino, la velocità della reazione a temperature ordinarie è 'moooolto' lenta. Benvenuti nel fantastico mondo della chimica, dove, accompagnati da Marco Malvaldi, vi divertirete a scoprire che cosa è una molecola, come cambiano le proprietà degli atomi in una molecola e come cambiano le proprietà della molecola in un ambiente, attraverso similitudini tratte dall'economia e dalla letteratura. La chimica è questo, è il livello di descrizione più efficace per capire come si comporta la natura intorno a noi. Perché, dunque, un chimico si definisce un architetto? Perché deve considerare sia proprietà che sono prettamente fisiche (cariche e masse) sia qualità che hanno un significato estetico (simmetria, colore). Un chimico pensa in termini numerici, ma anche in termini di bellezza.
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Malvaldi Marco
La famiglia Tortilla
br. Barcellona è il paradiso dell'onnivoro, un inno alla gioia della buona tavola. Una famiglia di buon appetito è pronta a condurvi in una scorribanda gastronomica tra La Rambla e la Boqueria. Lasciatevi guidare. La parola d'ordine è: provare tutto. E godersela, sempre.
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Malvaldi Marco
Scacco alla torre
br. "Mi è venuto in mente che sarebbe stato bellino scrivere un libriccino su tutto quello che c'è, di significativo e di godibile, a Pisa. Non, intendiamoci, una vera e propria guida turistica. Piuttosto, un pot-pourri di aneddoti, descrizioni, impressioni. Qualcosa che possa colpire tutti, pisani e forestieri, esperti e novellini, gente colta e livornesi. Qualcosa che non spieghi, ma piuttosto incuriosisca. 'Ti garberebbe?' gli ho chiesto io (che, d'altronde, sono pisano). "Dio Bono!" mi ha risposto lui. Ed eccoci qua."
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Malvestio M. (cur.); Sturli V. (cur.)
Vecchi maestri e nuovi mostri. Tendenze e prospettive della narrativa horror all'inizio del nuovo millennio
br. Se la letteratura di genere ha sempre rappresentato lo spazio privilegiato per l'emersione del represso e del non detto, che posizione occupa la letteratura dell'orrore nella nostra società, e quali angosce, tensioni, conflitti si incarica di incarnare e rappresentare, seppur in maniera filtrata e ambivalente? I contributi esplorano il rapporto tra vecchie e nuove forme dell'horror nei territori della letteratura globale contemporanea, del fumetto, del videogioco, del giornalismo. Le analisi spaziano da testi di King, VanderMeer, DeLillo, WuMing, Ligotti e Lovecraft a Dante's Inferno e Go Nagai; gli interventi teorici forniscono una fondamentale messa a punto per orientarsi nella galassia di un genere - l'horror - che non smette di espandersi e rinnovarsi.
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Malvestio M. (cur.); Sturli V. (cur.)
Vecchi maestri e nuovi mostri. Tendenze e prospettive della narrativa horror all'inizio del nuovo millennio
br. Se la letteratura di genere ha sempre rappresentato lo spazio privilegiato per l'emersione del represso e del non detto, che posizione occupa la letteratura dell'orrore nella nostra società, e quali angosce, tensioni, conflitti si incarica di incarnare e rappresentare, seppur in maniera filtrata e ambivalente? I contributi esplorano il rapporto tra vecchie e nuove forme dell'horror nei territori della letteratura globale contemporanea, del fumetto, del videogioco, del giornalismo. Le analisi spaziano da testi di King, VanderMeer, DeLillo, WuMing, Ligotti e Lovecraft a Dante's Inferno e Go Nagai; gli interventi teorici forniscono una fondamentale messa a punto per orientarsi nella galassia di un genere - l'horror - che non smette di espandersi e rinnovarsi.
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MAND, ANDREAS
Der Traum des Konditors (Roman)
Berlin, Unabhängige Verlagsbuchhandlung Ackerstrasse 1992. Broschiert, 8°, 125 S., »Der Traum des Konditors ist, Künstler zu werden. Da es 1922 noch keine Rockmusik gibt, wird er Rezitator. 1938 radelt r in die Reichstheaterkammer der Nazis. Der Traum endet mit der ersten Bombe, die auf seine Heimatstadt fällt.«
Riferimento per il libraio : X1190
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Mandel'stam Osip
La quarta prosa e altri scritti
br. "La prosa di Mandel'stàm è un sereno, luminosissimo addio, un rito di addio, senza sovrattoni né scoppi di sconforto, alla cultura del passato. Essa esprime in ogni sua piega il brivido cosmico, il freddo boreale di anni sgomenti, il palpito di Pietroburgo-Petròpoli sospesa nel vuoto, «mostruoso vascello a una terribile altezza», della Russia-vascello che affonda dopo «l'enorme, maldestra, scricchiante sterzata del timone». L'opera intera di Mandel'stàm ha sapore, risalto classico: i profili, ad esempio: i precisi, taglienti profili di poeti russi, che si direbbero pezzi di iconografia, «imprese» di una araldica letteraria. È intriso di classicismo persino il satirico umore implacabile della Quarta prosa, che inventa una sorta di breugheliana, di mondo a rovescio, nel tratteggiare beffardamente l'accolta di volpi maligne e referendari e gaglioffi del sottobosco editoriale sovietico - il satirico umore che a tratti ricalca la nausea blokiana per i filistei. Mandel'stàm avverte il fascino delle cose immobili e fissate in eterno. Nei saggi e racconti, come nelle poesie, egli anela a restaurare la corposità degli oggetti, di cui l'impressionismo floreale aveva annebbiato i contorni, e a connetterli in densi incastri. Quasi nell'ansia di sdrammatizzare e rapprendere ciò che fluisce, dà alle parole spessore, cubicità, una sostanza cristallica infusa di luce. Il suo cézannismo verbale, attento alla rigorosa collocazione del vocabolo-oggetto, si prova in straordinarie inflessioni ottiche, in assidui esercizi oculari, in spasmodici dilatamenti del campo visivo." (Dalla presentazione di Angelo Maria Ripellino)
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Mandelstam, Osip
Briefe aus Woronesch
Berlin: Friedenauer Presse. 1985. 15 S. 25 cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Einband Außen hat geringe Gebrauchsspuren; Obere Deckel Ränder haben Rißen u. gering gebogen; Eng. Broschiert
Riferimento per il libraio : 117289
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Mandelstam, Ossip und Ralph Dutli (Hrsg.)
Das Rauschen der Zeit. Die ägyptische Briefmarke. Vierte Prosa. Gesammelte "autobiographische" Prosa der 20er Jahre. [Von Ossip Mandelstam]. Aus dem Russischen übertragen und herausgegeben von Ralph Dutli.
Zürich: Ammann 1985. 341 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Leinenband mit Orig.-Schutzumschlag. [Hardcover / fest gebunden].
Riferimento per il libraio : 152658
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Manera Sambuy Livia
Non scrivere di me. Racconti intimi di scrittori molto amati: Roth, Ford, Wallace, Carver
br. «Ti proibisco di scrivere di me», intima Philip Roth. Per Livia Manera dovrebbe suonare come un divieto, ma è di fatto un'istigazione ad abbattere la barriera che divide l'intesa umana e l'invenzione letteraria, è uno stimolo ad attivare la memoria di sé e la memoria lasciata dalle tante letture e dalle parole chiave che hanno aperto la porta su un territorio in cui vita e letteratura si mescolano. Livia Manera racconta storie di incontri con i "suoi" scrittori americani, storie di complicità, amicizia, consuetudine, amore. Racconta la New York degli intellettuali che vi sono rimasti, la Parigi di quelli che se ne sono andati, i colori del Maine e il respiro del Midwest. Ci lascia intravedere isolate residenze di campagna, appartamenti impeccabili, strade di Manhattan imbiancate dalla neve, uffici spogli di celebri redazioni, case raffinatissime e monolocali desolati, stanze d'ospedale, caffè parigini, fast food ai margini di un'autostrada. Con il garbo di una scrittura che fa dell'io narrante la sonda e lo specchio, la talpa e la luce, il mondo della letteratura americana diventa la scena di un'esistenza che continua a cercare nelle domande e nei dubbi una strategia di saggezza. E così che ci vengono incontro, con una trasparenza nuova, le figure di Philip Roth, Richard Ford, Paula Fox, Judith Thurman, David Foster Wallace, Joseph Mitchell, Mavis Gallant, James Purdy, ma anche, in controluce, quelle di Carver, Richler e Blixen.
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Manfredi Valerio Massimo
Le meraviglie del mondo antico
ill., br. La Grande Piramide di Cheope a Giza, immensa dimora di riposo eterno per il faraone e monumento di tale titanica complessione da sfidare sotto certi aspetti l'umana comprensione: la più antica fra le Sette Meraviglie e l'unica che sopravvive ancora oggi. I Giardini Pensili sospesi sul paesaggio di Babilonia, costruiti da un grande monarca per la sposa che aveva nostalgia delle sue montagne boscose: la più evanescente delle Sette Meraviglie, quella più fantasmatica, invano cercata e inseguita da archeologi e poeti, da epigrafisti e indagatori delle antiche fonti. E poi l'Artemision di Efeso, gigantesco tempio dedicato al culto della dea Artemide, voluto dal munifico re di Lidia Creso. Il Colosso di Rodi, l'enorme statua di bronzo che sorgeva su una piccola isola in mezzo al mare. E ancora, il Mausoleo di Alicarnasso, la monumentale tomba dove riposava il satrapo Mausolo, nell'attuale Bodrum, in Turchia. Il Faro di Alessandria in Egitto, che una volta indicava la via alle mille imbarcazioni che si avvicinavano a quel porto favoloso. E la statua di Zeus a Olimpia, grandiosa creazione del mitico scultore Fidia. Sono queste le Sette Meraviglie del mondo antico. Già indicate come tali diversi secoli prima della nascita di Cristo, furono contemporaneamente visibili solo nel periodo fra il 300 e il 227 a. C; successivamente andarono a una a una distrutte per cause diverse, salvo appunto l'inattaccabile Piramide di Cheope, scalfita soltanto dalle mani distruttrici degli uomini.
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Manfredi Valerio Massimo
Sentimento italiano. Storia, arte, natura di un popolo inimitabile
ril. Si può ancora parlare di Spirito di un Popolo senza inciampare in goffi anacronismi? In particolare, è ancora possibile per noi italiani richiamare le meraviglie della nostra Storia, ammirarle di viva ammirazione perché orientino ancora il nostro presente e il futuro delle generazioni a venire? Valerio Massimo Manfredi, con questo nuovo libro, ci ricorda che essere italiani, appartenere a questo popolo e vivere sul suo territorio, ci consente gioie inestimabili, ma al contempo ci impone una continua ridefinizione del nostro 'sentimento italiano'.
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Manganelli Giorgio; Vincenzi G. (cur.)
Ah, l'America! Un'esplicita allegoria
ril. In questo breve quanto denso resoconto dall'Argentina, ancora inedito, tutta la potenza della lingua di Giorgio Manganelli scardina il viaggio da Baedeker, per restituirci una Buenos Aires, caratterizzata da una doppia diversità; rispetto ai suoi fondatori europei, e rispetto alla presenza autologa. Più di un non-luogo, un luogo allogenico che trova una possibilità di comunicazione nel suo idioletto, il Lunfardo, il linguaggio che parla il popolo e che fornisce un radicamento alla sua identità altrimenti evanescente, e che in certo modo, tempera la sostanziale impossibilità di conoscere a pieno la realtà e se stessi. Il testo arricchito dal saggio di Giampaolo Vincenzi, dalla postfazione di Giulia Marchina e da uno scritto della figlia, Lietta Manganelli, e da altro materiale, è ora a disposizione dei lettori e degli appassionati di Giorgio Manganelli.
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Manganelli, Giorgio und Iris Schnebel-Kaschnitz (Übers.)
Amore. ( SIGNIERT von Iris Schnebel-Kaschnitz ). Giorgio Manganelli. Aus dem Italienischen von Iris Schnebel-Kaschnitz. Quartheft 118.
Berlin : Wagenbach Verlag, 1982. 125 S. ; 21 cm; kart.
Riferimento per il libraio : 1220016
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MANGOLD Robert and Francine Prose
Robert Mangold: Column Paintings
New York: PaceWildenstein 2004. First edition. Softcover. 43 pages. Exhibition catalog for a show that ran October 15 through November 13 2004. Includes numerous color illustrations. A fine copy in French style wrappers. PaceWildenstein unknown books
Riferimento per il libraio : 161271 ISBN : 1930743408 9781930743403
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Manguel Alberto
Mostri favolosi. Dracula, Alice, Superman e altri amici letterari
ill. «L'esperienza che ho del mondo, fatta di amore, morte, amicizia, perdita, gratitudine, stupore, paura, l'ho imparata dai personaggi immaginari che ho incontrato nelle mie letture». Così Alberto Manguel spiega il suo rapporto di intima compagnia con le figure di carta e d'inchiostro che, crescendo con lui, l'hanno istruito a proposito della vita stessa. Per ogni occasione, per ogni prova o sentimento nuovo da affrontare, un amico letterario gli suggerisce, se non una via d'uscita, una riflessione, una prospettiva, a volte una consolazione. A questi amici immaginari nel senso profondo della parola, da Cappuccetto Rosso al capitano Nemo, da don Giovanni al mostro di Frankenstein, passando per Dracula, Superman, Giobbe, il nonno di Heidi e molti altri, fino ad Alice che gli porge con grazia l'azzeccatissimo titolo "Mostri favolosi", Manguel dedica un tributo incantevole e magico, impreziosito dalle illustrazioni di suo pugno, compreso l'autoritratto in copertina. I lettori non potranno che immergervisi ritrovando consonanze, ricordi ed emozioni, perché «i lettori», chiosa Manguel, «hanno sempre saputo che i sogni narrativi danno vita al mondo che chiamiamo reale».
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Manguel Alberto
Una storia naturale della curiosità
ill., ril. "La curiosità mi incuriosisce." Così inizia questo saggio in cui Alberto Manguel, spaziando tra alcuni dei più grandi pensatori, scrittori e artisti, indaga lo stimolo che dalla notte dei tempi ci porta alla conoscenza e suscita in noi la tentazione di addentrarci nel proibito, nell'occulto, nel pericoloso. Non a caso, una delle prime parole che impariamo da bambini è "perché?". E una volta imparato a chiederlo non smettiamo più, anche se presto scopriamo che la curiosità è raramente ricompensata da risposte rivelatrici e che le domande rinviano continuamente ad altre domande. In "Una storia naturale della curiosità" confluiscono molti anni di letture, scrittura e pensieri, nati da una passione e da una vivacità travolgenti: nulla che possa ispirare curiosità è estraneo ad Alberto Manguel. In diciassette capitoli, dove i riferimenti letterari si intrecciano a riflessioni sulle ultime scoperte scientifiche, traccia infatti un percorso suggestivo attraverso i territori che conosciamo, ma senza trascurare di affacciarsi in quelli inesplorati che si aprono costantemente davanti a noi. E se Dante aveva voluto delle guide per i suoi viaggi, anche Manguel si sceglie le sue, e la principale è proprio Dante, perché le domande formulate nella "Divina Commedia" lo aiutino a tracciare la rotta delle sue. Domande sull'essere umano, sul nostro posto nel mondo, sulla relazione con la natura...
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