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Resenterra Chiara; Caminiti G. (cur.)
Dire Maira
ill., br. Una vita, tante vite. Una donna, tante donne. Dire Maira è addentrarsi nella storia di Silvia per poi uscirne come da uno specchio. Lo specchio che riflette ogni donna. Ogni donna è Silvia. Allo specchio costruisce la donna che è prima di tutto nei desideri degli altri. Per sopportarne le violenze non resta che anestetizzarsi. Può capitare, però, che mettendosi in viaggio attraverso luoghi e incontri, la maschera inizi a sciogliersi. Nuovi e autentici desideri in Silvia prendono il sopravvento. Lo specchio rivela la sua vera essenza. Una donna, piena. Incontro dopo incontro. Fino a quello decisivo: quello con Maira. Un romanzo che è un DJ set. Si può leggere tutto di un fiato oppure lasciandosi guidare dai tempi della musica: un sentiero tracciato dalle canzoni durante il racconto, seguendo le indicazioni dei simboli.
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Greco Evita
La luce che resta
ril. Il paesaggio scorre veloce al di là dei grandi finestrini. Come ogni giorno, Carlo è sul treno. Non è lì per andare al lavoro. È lì per seguire sua madre. Nel breve spazio che intercorre tra una fermata e l'altra del convoglio regionale, Filomena rivive il ricordo che le è più caro: un viaggio in moto, con il vento tra i capelli, stretta a quello che sarebbe diventato l'uomo della sua vita. Carlo è lì per proteggerla, per prendersi cura di lei. Come lei non è mai riuscita a fare con lui, ma come lui fa da sempre. Come si è ripromesso di fare sin da quando era bambino. Come fa ancora oggi, trent'anni dopo: la sua vita è come bloccata, frenata dal legame, troppo stretto, con la madre. Troppo radicato nelle pieghe del tempo. Fino al giorno in cui, su quel treno, Carlo incontra una donna, Cara, e la sua bambina. Qualcosa di magico le unisce. Un linguaggio unico, fatto di storie raccontate, di risate, di gesti semplici, di allegria. Tutto ciò che Carlo non ha mai vissuto, e che fa nascere in lui il desiderio di far parte di quell'amore, di riceverne anche solo un piccolo pezzo. Perché anche un piccolo pezzo può essere sufficiente. A mano a mano che i due si avvicinano, in Carlo riaffiorano sentimenti dimenticati da tempo. Sentimenti difficili da ascoltare o da negare. Eppure, proprio grazie alla dolcezza di Cara e di sua figlia, Carlo fa finalmente i conti con sua madre. Con l'infanzia che l'ha fatto diventare l'uomo che è ora. Con i suoi pregi e i suoi difetti. Ma soprattutto scopre un segreto sepolto nel passato della sua famiglia. Un segreto che, come una crepa, aprirà un varco nella sua anima per permettere alla luce di penetrarvi ancora. Un romanzo sull'essere madre e sul sentirsi figli. Sulle responsabilità e sui sogni. Sul prendersi cura degli altri e delle loro debolezze. Una storia dove il concetto di famiglia si allarga per racchiudere tutto l'amore possibile.
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Morazzoni Marta
La ragazza col turbante
br. Cinque storie legate da un filo sottilissimo, un filo di crudeltà. Crudeltà di Costanza che infierisce sul marito (forse Mozart?), già presago di una fine imminente, accusandolo di essere vecchio. Crudeltà di Lorenzo da Ponte che sfoga su un malcapitato mendico la rabbia delle proprie sconfitte. Crudeltà del mercante d'arte olandese che non presta ascolto alle ansie della moglie incinta e parte per una delle sue «pacate avventure». Crudeltà del nobile spagnolo che dà alle fiamme le pagine in cui Carlo V, vecchio e malato, ha riversato la storia della propria vita. Crudeltà, infine, di un'agiata famiglia viennese che a poco a poco isola il padre colpito da paralisi. Epoche e cornici diverse: cinque racconti immersi nella storia e tuttavia singolarmente sottratti al tempo.
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Richterová Sylvie
Che ogni cosa ritrovi il suo posto
br. Il nuovo racconto narrato da Sylvie Richterová assume i connotati di un romanzo-mondo in cui, attraverso la narrazione del protagonista Jan Lazar, il lettore affronta un complesso viaggio nella storia degli ultimi sessant'anni, un caleidoscopio di situazioni esistenziali più o meno legate alla grande storia: dal dopoguerra al crollo del sistema comunista, dalla periferia di una città morava a Roma. Attraverso episodi che aprono finestre temporali su epoche e luoghi, protagonisti indiscussi la Cecoslovacchia e l'Italia, e che seguono il sentiero non lineare dei ricordi, si ricompone il puzzle di molte vite: dai grandi vecchi della resistenza antinazista ai ragazzi cresciuti negli anni delle illusioni e del terrore staliniano, dalle suggestive illusioni ideologiche alle umiliazioni quotidiane, dal coraggio di essere liberi a ingiustizie irreparabili.
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Marmo Amalia
Orgoglio antico
brossura Amalia Marmo scrive un romanzo autobiografico che si presenta fatto in due grandi racconti, il primo, una memoria indelebile che ricostruisce la propria infanzia a Miglionico, città a pochi passi da Matera, il secondo è la storia di Angiolina e del suo amore per un giovane medico apparso d'un tratto sulla scena narrativa. La Marmo ha letto molto, autori come Dostojevskij, Shiller, Manzoni e autori più sentimentali, come Balzac, Hugo, la Invernizio e la narrativa d'appendice. Mentre nella prima parte c'è il bisogno di ricostruire la propria giovinezza in casa della nonna, nella seconda c'è una storia di crescita e di innamoramento che sorregge la trama. Emergono nella felice capacità descrittiva della Marmo oltre medaglioni partecipati della Basilicata del dopoguerra e di un paese amato come luogo in cui si è formata la sua anima giovanile, creature tagliate a tutto tondo, nonna Amalia, per esempio, la vera protagonista del romanzo, e della quale l'autrice porta il nome, persona fine e assennata, che sa condurre un'esistenza da signora di rango, senza porre distanze sociali tra sé e la servitù, una donna che consiglia il marito ma non prevarica mai le sue scelte e che sa amare la nipote, futura narratrice, con dedizione direi materna. In questo romanzo si rivela la capacità della Marmo, nella ricostruzione dei rapporti, dei caratteri, dei sentimenti con una passione descrittiva che ricalca la tradizione ottocentesca. Non mancano dunque nel libro gli ingredienti propri di un romanzo classico, la morte prematura di zia Paolina, la fermezza dei nonni e dei genitori, un velo di profonda religiosità che fa appello costantemente ai dettati della Bibbia e del Nuovo Testamento, le coordinate di un mondo e di un tempo ormai in via di estinzione. Un racconto dove si mette in risalto la finezza descrittiva di un'autrice che quegli anni mostra di averli vissuti con profondità di osservazione, tempi in cui il Sud si andava ricostruendo e scivolava da una stagione contadina e di miseria a un'altra di borghesia e di più evidenziato benessere.
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Jurjevic Marina
La ragazza dell'ex Jugoslavia
brossura Il destino talora sembra accanirsi contro un individuo. È quello che accade a Tamara, protagonista di questo romanzo, costretta a subire violenze e soprusi senza un'apparente ragione. Tamara è una donna ferita, distrutta da quella sofferenza contro la quale combatte sin dalla più tenera età, è sola, non sa che fare, si sente sempre più legata a colui che non l'ha mai amata ma l'ha resa più fragile tendenzialmente a causa della paura di un nuovo abbandono. Un romanzo da apprezzare pagina dopo pagina, denso di spunti di riflessione che fanno stringere il cuore. Ci si commuove, si spera, si assumono nuove consapevolezze. Si impara a credere che, oltre le difficoltà e le disavventure che la vita possa riservare, vi sarà sempre uno spiraglio di luce, una piccola goccia di speranza, vero lume dell'esistenza.
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Margarone Giovanni
Note fragili
brossura L'esistenza di Francesco è pervasa da una intensa sensibilità che si estrinseca nella passione musicale, alla quale si dedica in un percorso irto di difficoltà familiari (comprensione materna e incomunicabilità paterna), nella suggestiva ambientazione di un borgo ligure affacciato sul mare. Nonostante le vicende avverse, diviene determinante l'amicizia con Michele, maestro di pianoforte e primo estimatore del talento di Francesco, che porterà il protagonista del romanzo a esibirsi prima nel sud della Francia per poi raggiungere Parigi. Tale cammino si sviluppa in un susseguirsi di emozioni e conoscenze e di eventi dolorosi. Ma sarà l'amore con la violinista croata Ana che permetterà a Francesco, in un momento dilaniante della sua carriera artistica, di scoprire nuove partiture esistenziali in un finale inaspettato e denso di pathos.
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Margarone Giovanni
Le ombre delle verità svelate
brossura Tre esistenze, solo apparentemente distanti, si intrecciano ineludibilmente nell'ultimo romanzo dell'autore ligure, ma friulano d'adozione, Giovanni Margarone. Gianni è un pittore siciliano che vive le inquietudini della sua condizione di orfano. Tale stato di abbandono si protrae nei rapporti umani, che si susseguono in un intenso crescendo emozionale che vedrà presso uno studio notarile di Cuneo il suo epilogo. Luigi è un militare piemontese che durante la Seconda guerra mondiale combatte nella Sicilia occupata dagli Alleati e durante le vicissitudini belliche, a seguito di un ferimento, trova riparo da una famiglia nei pressi di Caltagirone. Dopo un travolgente, ma sotterraneo, rapporto passionale con Maria, Luigi torna nel suo Piemonte. In questa nuova vita emerge il suo reale carattere spregiudicato. Costanza è una donna friulana molto legata ai suoi genitori e in particolare al padre Ermete, ma all'improvviso il terremoto del 1976 cambierà la sua vita. Su tali esistenze si proietterà un'ombra inattesa densa di tensione emotiva e mistero con un finale sorprendente, che non potrà lasciare indifferente il lettore.
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Amore e Psiche
brossura Un altro tassello da aggiungere alla nostra storia, ecco quello che rappresenta per noi questa nuova antologia che giunge quest'anno alla sua quarta edizione. Tornano con questa raccolta le emozioni che si declinano sulla pagina, tornano le anime tormentate che trovano nei versi e nella parola il luogo giusto per avere pace, torna la nostra passione, la nostra voglia di dar voce a chi merita di far parte del panorama letterario italiano. In quest'opera si aprono i cuori degli artisti, si scostano gli usci delle abitazioni nelle quali scorre la vita. Ed è questo che vi narriamo, storie comuni eppure universali, la gioia delle piccole cose che è invero la felicità più pura, l'assoluta semplicità che si fa vergine bellezza. Non vogliamo svelarvi altro, lasciamo a voi la scoperta di spiriti che anche stavolta ci hanno concesso di pubblicare Amore e Psiche. È l'amore che unisce ciascun racconto e ciascuna poesia. "Voglio vedere chi mi supererà nell'arte di amare. Compassionevole arte, invero, ricca di dolori e di lacrime; ma io la trovo così naturale, così appropriata a me, che ben difficilmente vi rinuncerò mai" Johann Wolfgang von Goethe.
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Masini Jacopo
L'amore prima della fine del mondo
br. "L'amore prima della fine del mondo" è un romanzo di formazione. Racconta la storia di Vanni, un uomo di 27 anni che vive a Parma, fa l'educatore in una cooperativa sociale e si occupa di due matti: Gusta e Nico. Vanni vuole andarsene, vuole lasciare Alice, la ragazza con cui sta, e vuole - senza saperlo - distruggere tutte le cose a cui è legato: la sua città, il suo lavoro, il barlume di amore che prova e il suo passato. La storia si svolge nell'arco di un'estate destinata a cambiare per sempre la sua vita e quella di moltissime altre persone. Un'estate in cui la follia, il desiderio, i ricordi, il sesso, i rimpianti e la forma delle cose si mescolano fino a esplodere. E a lasciare sul terreno pesanti macerie. "L'amore prima della fine del mondo" è un romanzo in cui, sotto la veste leggera dell'ironia, si apre lentamente la lunga e inesorabile crepa della tragedia.
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Dickens Charles
Bleak house
br.
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Perec Georges
W o il ricordo d'infanzia
br. "In questo libro ci sono due testi semplicemente alternati; potrebbe quasi sembrare che non abbiano niente in comune, eppure sono inestricabilmente intrecciati, come se nessuno dei due potesse esistere da solo, come se soltanto il loro incontro, quella debole luce che gettano l'uno sull'altro, potesse rivelare ciò che non è mai detto apertamente nell'uno, mai detto apertamente nell'altro, ma solo nella loro fragile intersezione. Uno di questi testi è interamente immaginario: è un romanzo di avventure, la ricostruzione, arbitraria ma minuziosa, di una fantasia infantile attorno a uno stato retto dall'ideale olimpico. L'altro testo è un'autobiografia: il racconto frammentario di una vita di bambino durante la guerra, un racconto povero di exploit e di ricordi, fatto di brani sparsi, di assenze, di oblio, di dubbi, di ipotesi, di magri aneddoti. Il racconto di avventure, in confronto, ha qualcosa di grandioso, o forse di sospetto. Perché comincia con una storia e, all'improvviso, si lancia in un'altra storia: in questa interruzione, in questa frattura che sospende il racconto sul filo di non si sa quale attesa, si trova il luogo di origine di questo libro, quei punti di sospensione in cui si sono impigliati i fili spezzati dell'infanzia e la trama della scrittura." (G. P.)
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Brontë Charlotte
Jane Eyre
br. «L'esaltazione ci sospinge lungo tutto il libro, senza lasciarci il tempo di pensare, senza consentirci di sollevare gli occhi dalla pagina.» (Virginia Woolf). Trasgressivo, indecoroso, scandaloso. Così fu definito, alla sua uscita nel 1847, il capolavoro di Charlotte Brontë, in cui l'eroina senza famiglia e senza soldi, intelligente e colta ma cresciuta in un orfanotrofio, osava dar voce ai sentimenti che provava per un uomo proibito, infrangendo molti divieti nel rigore dell'Inghilterra vittoriana. Ma la forza del personaggio di Jane, e della scrittura di Charlotte, ebbero la meglio su ogni critica. E ancora oggi, a oltre duecento anni dalla nascita della sua autrice, "Jane Eyre" è la storia di tutte le donne indipendenti che affrontano la vita con coraggio. Questa edizione, con la nuova intensa traduzione di Bérénice Capatti, rende ancora più moderno questo romanzo senza tempo, e gli restituisce l'intimità di una voce sussurrata davanti a un camino e la passione di una corsa disperata nella brughiera.
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Marangoni Guido
Anna che sorride alla pioggia. Storia di calzini spaiati e cromosomi rubati
br. Un'ora dopo aver letto l'esito del test di gravidanza, avevo già montato un canestro in giardino. «È un maschio, me lo sento!» Perché dopo due meravigliose figlie femmine era giusto, se non pareggiare i conti, almeno bilanciare un po' le parti. A Daniela l'ultima cosa che interessava era il sesso della creatura che portava in grembo. Bastava che fosse sana, diceva. Poi arrivò il giorno dell'ecografia. E quando la dottoressa disse Trisomia 21, invece, capii che Daniela era già pronta. «È maschio o femmina?», chiese semplicemente. Perché adesso sì, l'unica cosa che contava era sapere chi avrebbe portato nuova gioia nella nostra famiglia. E Anna era la buona notizia che stavamo aspettando.
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West Vanessa
Lesbismo & meccanica quantistica
br. Diario psicopatologico e scientifico-letterario di un anno di università. Un gatto stravagante accompagna gli stati di coscienza della protagonista tra sconcerti e stupore.
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James Henry
The beast in the jungle
br.
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Muñoz Molina Antonio
Come ombra che declina
br. È il 14 aprile del 1968. Dalla finestra di una pensione di Memphis, James Earl Ray punta un fucile verso l'esterno e spara: un attimo dopo Martin Luther King è a terra. Morirà di lì a poche ore in ospedale. L'assassino fugge in Canada, poi a Londra e infine a Lisbona, dove resterà per dieci giorni, girando per i quartieri degradati della città, sfogliando ossessivamente i giornali, assalito dal desiderio e dalla paura di vedere la sua foto campeggiare in prima pagina insieme al suo nome, quello nuovo, uno dei tanti, scelti e poi abbandonati per confondere le tracce, sviare gli inseguitori. Antonio Muñoz Molina ripercorre oggi i giorni della latitanza lusitana del fuggitivo. Ma seguire i passi di un altro equivale sempre a fare i conti con sé stessi, così i luoghi, le abitudini e gli incubi di Ray illuminano i ricordi della Lisbona di Muñoz Molina, quando negli anni Ottanta, da impiegato comunale con la passione per la scrittura, chiedeva alla città di dare forma ai suoi sogni. Come ombra che declina è l'intenso racconto di due uomini: un assassino e uno scrittore che cercano nelle notti di Lisbona il modo di fare pace con gli appuntamenti mancati della propria esistenza.
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Pezzini Chiara
Viaggio di un extraterrestre
br.
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Guareschi Giovannino
Il destino si chiama Clotilde
br. Clotilde è bella, stravagante ed eccentrica, ma soprattutto arcimilionaria. È la ragazza più bella e ricca della città di Nevaslippe e potrebbe scegliere a suo piacimento tra i numerosi pretendenti, ma per dare un po' di brio alla sua vita pensa bene di innamorarsi perdutamente dell'aristocratico e squattrinato Filimario Dublè, l'unico uomo di tutta la città che non la vuole, e di farlo rapire. Il rapimento innescherà una vorticosa girandola di eventi in cui - tra crociere di lusso, gambe di legno e grandi rifiuti - l'amore si farà strada e giungerà al trionfo finale.
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Guareschi Giovannino
Baffo racconta
br. Una serie di storie che non appartengono né al Mondo piccolo di don Camillo e Peppone né a quello del Corrierino delle famiglie. Pubblicate tra il 1941 e il 1961 sul "Corriere della Sera" e su "Candido", si tratta di due elzeviri apparsi sul "Corriere della Sera" nel 1941 e nel 1942, seguiti da un testo del 1950 il cui fresco umorismo si collega a quello della "Scoperta di Milano". Al centro degli altri racconti: una particolare letterina di Natale, la prepotenza del Fisco, una strana carica di cavalleria, un amaro appuntamento, un bambino che salva una coppia in crisi, un ritorno dal passato, un amore filiale più forte della morte, la solitudine di un ragazzo, la noia dilagante.
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Guareschi Giovannino
Ritorno alla base
br. I racconti che Giovannino Guareschi scrisse tra il 1943 e 1945, internato nei campi di concentramento tedeschi, per i suoi compagni di prigionia e per rendere meno amara la loro condizione e non fare morire la speranza. Il volume è completato dal resoconto (uscito a puntate su "Candido") del viaggio che Guareschi compì nel 1957 nei luoghi in cui era stato detenuto.
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Guareschi Giovannino
Lo zibaldino
br. Il microcosmo della famiglia raccontato da Guareschi in una serie di piccole storie umoristiche, che trasformano la vita quotidiana in un sorprendente concentrato di comicità.
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Guareschi Giovannino
Piccolo mondo borghese
br. Con il passare degli anni, il "Mondo piccolo" di Peppone e Don Camillo allarga i suoi orizzonti, si arricchisce di nuovi personaggi e diventa un "Piccolo mondo borghese". La raccolta che porta questo titolo è stata pubblicata per la prima volta nel 1998 e contiene tutti i racconti del "Decimo Clandestino" e di "Noi del boscaccio", scritti tra il 1949 e il 1958. Tra la ricostruzione e il boom economico, Guareschi trova un modo nuovo per raccontare la sua gente e quella terra "buffa e malinconica" a cui appartiene e intreccia - in una narrazione sempre in equilibrio tra comico, tragico e fantastico - temi a lui cari come le memorie della guerra, il fiume, la famiglia e il lavoro. Chiude il volume "L'estate del pestifero", nato inizialmente come un racconto pubblicitario ma diventato poi una vera e propria favola di ampio respiro, che raccoglie e trasforma la tradizione popolare dei cantastorie e tanti luoghi letterari della narrativa di avventura.
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Guareschi Giovannino
Vita con Gio'
br. Il volume raccoglie racconti di un Guareschi "formato famiglia" degli anni Sessanta apparsi su "Oggi" nelle rubrica dove Tv e avvenimenti erano visti, commentati e discussi da Giovannino e Margherita affiancati dalla "collaboratrice familiare" Gio', un'invenzione tanto verosimile da sembrare uscita direttamente da una costola di Guareschi. Egli affronta i problemi di quei giorni: il consumismo, inventato da una già efficiente propaganda televisiva, il progresso, il benessere, l'incomunicabilità, il divismo dei fans per i nuovi idoli televisivi, l'inquinamento e la contestazione. Guareschi inserisce racconti autobiografici: nonna Filomena, la Bassa, la giovinezza, l'amore, la scoperta di Milano, la guerra, la prigionia.
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Altieri Francesco
Favole per signore
br. Le streghe (ma anche i maghi) esistono ancora. A volte le incontriamo per caso, e hanno una caratteristica strana: sembra che vogliano farti del male, ma siccome di dentro sono buone (anzi, comprensive, cioè il necessario per essere buone), in realtà ti danno la cosa più bella che possono darti: la coscienza di quello che sei. Ecco perché, con questo dono che ti portano, a volte ci tocca di far fatica a considerarle buone: ma comunque, che ci crediate o no, le cose stanno proprio così. Le streghe, poi, sono sempre bellissime.
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Ferrieri Sandro
La ragazza d'Irlanda
br. Radici che la vita strappa, radici a cui la vita riporta. Il nostro tempo, le partenze e i ritorni e nel mezzo la vita, imprevedibile, che spariglia le carte di programmi professionali e personali ben pianificati. "La ragazza d'Irlanda", Catherine, costruisce un ponte ideale tra la sua terra d'origine, l'Irlanda appunto, e Venezia che la accoglie e diventa il teatro della sua vita.
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Bosco Federica
Ci vediamo un giorno di questi
ril. A volte per far nascere un'amicizia senza fine basta un biscotto condiviso nel cortile della scuola. Così è stato per Ludovica e Caterina, che da quel giorno sono diventate come sorelle. Sorelle che non potrebbero essere più diverse l'una dall'altra. Caterina è un vulcano di energia, non conosce cosa sia la paura. Per Ludovica la paura è una parola tatuata a fuoco nella sua vita e sul suo cuore. Nessuno spazio per il rischio, solo scelte sempre uguali. Anno dopo anno, mentre Caterina trascina Ludovica alle feste, lei cerca di introdurre un po' di responsabilità nei giorni dell'amica dominati dal caos. Un'equazione perfetta. Un'unione senza ombre dall'infanzia alla maturità, attraverso l'adolescenza, fino a giungere a quel punto della vita in cui Ludovica si rende conto che la sua vita è impacchettata e precisa come un trolley della Ryanair, per evitare sorprese al check-in, un muro costruito meticolosamente che la protegge dagli urti della vita: lavoro in banca, fidanzato storico, niente figli, nel tentativo di arginare le onde. Eppure non esiste un muro così alto da proteggerci dalle curve del destino. Dalla vita che a volte fortifica, distrugge, cambia. E, inaspettatamente, travolge. Dopo un'esistenza passata da Ludovica a vivere della luce emanata dalla vitalità di Caterina, ora è quest'ultima che ha bisogno di lei. Ora è Caterina a chiederle il regalo più grande. Quello di slacciare le funi che saldano la barca al porto e lasciarsi andare al mare aperto, dove tutto è pericoloso, inatteso, imprevisto. Ma inevitabilmente sorprendente.
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Zola Émile
La conquista di Plassans
br. Dopo due romanzi parigini, ne "La conquista di Plassans" (1874), quarto capitolo del ciclo dei Rougon-Macquart, Zola torna alla provincia per ambientarvi una storia di impostura e follia. L'immaginaria cittadina di Plassans, già teatro de La fortuna dei Rougon, il primo titolo della serie, dopo aver appoggiato il colpo di stato di Napoleone III nel 1852 è passata ai legittimisti. Il compito di preparare la riscossa bonapartista viene affidato al machiavellico abbé Faujas, strumento nelle mani del ministro Eugène Rougon. Forte di un'insaziabile volontà di dominio e di un'innata capacità di dissimulazione, l'intrigante abate riuscirà a piegare al suo disegno politico gli inerti e reazionari notabili locali così come i borghesi avidi di denaro e potere, e a soggiogare pian piano l'intera popolazione. I primi a capitolare sono i Mouret, presso i quali ha trovato alloggio, che espropriati in casa loro dal tartufesco inquilino vedono sconvolti i fragili equilibri familiari e minata la propria salute mentale: Marthe travolta da una morbosa attrazione erotica per l'abate, François calunniato come sadico torturatore della moglie fino a perdere il senno. E nel segno della follia si consumerà la tragedia finale. Introduzione di Lanfranco Binni Prefazione, traduzione e note di Sebastiano Timpanaro .
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Harmel Kristin
Farò di tutto per tornare da te
ril. Per le strade illuminate di Parigi, Ruby si era immaginata una vita piena di fascino e magia. Ma nulla è andato come sperava. Ormai non è più il tempo di scambiarsi confidenze e sogni con Charlotte, la bimba ebrea che vive nel suo palazzo, mentre ammirano Notre-Dame e il lento scorrere della Senna. Perché l'eco minacciosa della guerra si fa sentire sempre più vicino e Charlotte è presto costretta a indossare la stella di David, un simbolo che per lei significa molto e che ora le appare all'improvviso incomprensibile. Niente intorno a Ruby è più lo stesso. Tutto le fa paura. Fino al giorno in cui un uomo ferito bussa alla sua porta: è Thomas, un pilota della Raf in cerca di aiuto per non cadere nelle mani naziste. Grazie a lui, Ruby scopre l'esistenza di una rete nascosta di uomini e donne pronti a rischiare la propria vita per salvare gli altri. Le basta un attimo per decidere di unirsi a loro. Vuole prendersi cura di Thomas. Ma non solo: la famiglia di Charlotte è stata deportata in un campo di concentramento, insieme a migliaia di altri ebrei. Ora Ruby deve fare di tutto per proteggerla. In un mondo sconvolto, giorno dopo giorno, Ruby e Thomas si avvicinano sempre di più e aprono il loro cuore, per permettere all'amore di vincere. Ma in quei tempi bui non c'è spazio per le emozioni. C'è spazio solo per l'orrore. E Ruby si trova davanti a scelte difficili: salvare Charlotte o rinunciare alla propria felicità, perdendo Thomas per sempre. Scelte che lasciano sul cuore una cicatrice che forse non scomparirà mai.
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Riba Raffaele
La custodia dei cieli profondi
br. Cascina Odessa è il satellite periferico di un Pianeta che naviga placido ai margini della Via Lattea. Un mausoleo eretto sopra i resti di un cane, un microcosmo con un passato perfetto ma ora afflitto dalla malattia della dispersione. Gabriele lotta, contrappone la cura al disfacimento, è erede e custode, e resiste al progressivo sfaldarsi della propria famiglia. Finché non si consuma l'addio più doloroso, quello di suo fratello. Il legame è spezzato, e perfino l'universo sembra accordarsi a questo cataclisma minore: nel cielo compare un altro sole - un sole debole -, una luce blu si fonde con la luce gialla, allaga la notte, sovverte il ritmo circadiano. Piovono poiane, i grilli tacciono, gli alberi sono allo stremo, le ore si dilatano in secoli, millenni. E per il Custode è arrivato il momento di abbandonarsi alla folle entropia del Tutto.
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Colucci Michele
Storia dell'immigrazione straniera in Italia. Dal 1945 ai giorni nostri
br. Per la prima volta si propone una ricostruzione storica dell'immigrazione straniera in Italia, a partire dal 1945. Ingressi, flussi, leggi, generazioni, lavori, conflitti e speranze si intrecciano con un ritmo sempre più incalzante fino ad arrivare ai nostri giorni. Il volume traccia la dimensione quantitativa del fenomeno nel corso del tempo e la sua evoluzione, il radicamento sul territorio, le politiche adottate per governarlo, le polemiche che ne sono scaturite, l'impatto che ha avuto sulla società. Le fonti utilizzate sono numerose: dalle inchieste sociali al dibattito politico, dalle testimonianze dei protagonisti alle statistiche, dagli archivi istituzionali fino alle cronache dei giornali. Ne emerge il profilo sfaccettato di una grande trasformazione, indispensabile per capire l'Italia di oggi.
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D'Innella Giovanni
Il centesimo. Storia di una famiglia
ill. Un viaggio nei ricordi, spesso confusi, talvolta anche irreali o surreali, all'interno e all'esterno di una famiglia del Sud, un po' "sui generis", ma anche ritratto fedele di una Italia che faticosamente cresceva e che si inurbava. L'humus protettivo nel quale l'autore muove i primi passi appare giusto, sano e quasi salvifico. Tutto sembra condito di una serenità palpabile: il ricordo si snoda dalle estati torride in una campagna assolata e dorata, vissuta in piena liberta, con i fratelli, sino ai limiti della innocente trasgressione rispetto ai mesi invernali in città, dove la famiglia era emigrata negli anni Cinquanta. Non era facile inserirsi in un tessuto cittadino, estraneo del tutto, al quale ci si affacciava, ma dal quale subito ci si ritraeva, perché condizionati dalla formazione ricevuta in un contesto diverso. Storie e personaggi colgono questi aspetti contraddittori e turbolenti, ma soprattutto l'intento dell'autore: attestare come la sua famiglia sia stata capace di generare quei valori che l'hanno informata in ogni circostanza della vita, ai quali i componenti sono legati per un forte comune sentire e un indissolubile senso di appartenenza.
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Di Cagno A. (cur.)
Lettere alla madre
br. La scoperta ci accarezza il cuore, è il filo che attraversa lo spazio e il tempo, le radici che ci tengono ben saldi alla terra. Quella che scopriamo in noi non è la madre che abbiamo avuto, ma la donna che è stata. Con la sua bellezza e complessità che da figli ci ostinavamo a negarle in virtù del ruolo che doveva avere nella nostra crescita, nella nostra capacità di evoluzione. Scrivere una lettera è quello di cui abbiamo tutti bisogno, a un certo punto. Per fare pace con la madre. Per riconoscerle il diritto di essere stata donna." (Dalla prefazione di Annalisa Monfreda)
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Kerouac Jack
Il Dottor Sax
brossura Dopo «Sulla strada» e «I sotterranei», «Il dottor Sax» (1959) è l'opera della maturità artistica di Kerouac, il suo romanzo più complesso e quello al quale era più affezionato. Un libro spiazzante e surreale in cui rivivono i sogni e gli incubi dell'infanzia dell'autore, sullo sfondo dei magnifici scenari del New England. La storia, dai tratti fortemente autobiografici, è infatti quella di un ragazzo franco-canadese che trascorre l'adolescenza tra i rigori dell'educazione cattolica e la lettura, maniacale fino alla morbosità, dei fumetti. Dalla sua fantasia a tratti distorta emerge un mondo esagitatamente fantastico evocato con un linguaggio denso e contratto, fitto di immagini rapaci e di parole grottescamente composite, illuminato da subitanee e potenti accensioni liriche.
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Sedaris David
Holidays on ice
brossura Il debutto di David Sedaris avvenne all'inizio degli anni '90 quando lesse alla radio il racconto della sua esperienza come elfo natalizio in un grande magazzino di New York: episodio che lo fece diventare una star radiofonica. Una serie di scene esilaranti e corrosive fotografano impietosamente le icone sacre del mondo di oggi: il mito del Natale affogato nei consumi, il muto naufragio dei bambini, vittime inconsapevoli dell'insensatezza della festa, la surreale crudeltà dei rapporti di lavoro e di famiglia, il vuoto e la solitudine che la valanga scintillante dei regali non può nascondere...
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Rushdie Salman
Shalimar il clown
brossura Los Angeles, 1993. Maximilian Ophuls, illustre intellettuale, eroe della Seconda guerra mondiale ed ex ambasciatore americano in India, muore sotto lo sguardo della propria figlia per mano del suo autista Noman Sher Noman, detto anche "Shalimar il clown". Il delitto si profila sulle prime come un assassinio a sfondo politico. Ma in realtà l'odio di Shalimar si nutre tanto del radicalismo politico e religioso quanto di un'atroce ferita d'amore mai rimarginata... Romanzo intenso, riflessione attualissima sui conflitti dell'età contemporanea, Shalìmar il clown ritrae un mondo in cui le vite degli indiuidui si intrecciano profondamente con la storia fino a mutarne il corso. Il caos del presente, lo scontro di valori e civiltà che segnano l'età in cui viviamo, trovano così in questo romanzo non solo una mirabile sintesi ma anche un eroico tentatiuo di comprensione e riconciliazione, facendo di Rushdie, oggi più che mai, uno scrittore necessario.
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Giannelli Annalaura
Viaggio in ombra
br. Un viaggio seducente e appassionante, fuori dalle logiche del tempo e dell'ordinarietà, a tratti onirico e alchemico, a tratti metafisico, in cui sovente la metafora trascende in allegoria. Il ritmo narrativo, come sempre, è incalzante e si sviluppa in un crescendo di tensioni emotive che sfociano immancabilmente in un sensazionale colpo di scena. La storia è ambientata a metà degli anni '40 e vede protagonista la giovane maestrina milanese, Miriam Accogli di soli 24 anni, scampata miracolosamente alla "strage del Gorla" (una tragedia che il 20 ottobre del 1944 vide dissolversi nel nulla ed in pochi attimi un'intera scuola elementare di Milano e circa 200 anime tra piccoli alunni e docenti, a causa della deflagrazione di oltre 342 ordigni sganciati dai bombardieri americani sulla popolazione civile dei quartieri milanesi di Gorla e Precotto). L'edificio scolastico fu centrato in pieno. Miriam, unica superstite della strage, per tornare a vivere trova il coraggio di affrontare una sfida fuori da ogni logica che non sia riconducibile a quella del cuore: un viaggio alla ricerca di Salvatore, un giovane militare pugliese che l'ha sedotta e poi abbandonata dopo il congedo definitivo. Miriam non ha alcun riferimento se non il nome ed il cognome del suo amato: Salvatore Continisi. Inizia, così, questo viaggio straordinario e rocambolesco in un Salento immobile, povero, deserto, riarso dal sole d'agosto, battuto dal vento torrido di scirocco, eppure al contempo seducente, magico e misterioso come "Federico delli Mori, il Duca Bislacco di Biancamorte, soprannominato "il Mago" per alcune bisbigliate dicerie di paese che lo facevano capace di influenzare la sorte e gli eventi, di predire il futuro ed attivare malefici"; un viaggio carico di emozioni, di incontri e peripezie che porteranno la protagonista a maturare la consapevolezza che la ricerca messa in atto è tesa più a riappropriarsi di se stessa che dell'amato. Una storia anche di emancipazione e di riscatto sul piano del genere e dell'affermazione della femminilità, dunque, negli anni in cui nascere donna, soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia, poteva rappresentare ancora una sciagura. Miriam Accogli diventa allora una eroina di quei tempi, ma anche dei nostri tempi, audace e coraggiosissima, disincantata e innamorata, forte e fragile assieme, capace di lasciarsi tutto dietro e di saltare su di un treno del non ritorno per amore della verità.
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Casadio Asteria
Sud
brossura
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Sessi Marco; Gavioli Enrico; Sessi Matteo
Cerchi qualcuno?
br.
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Occelli Luca
Quattro storie in croce. Perline di saggina e storie invereconde in terra di langa
brossura Pensa un po' che bello poter essere come Jack London. Poter scrivere come lui. Invece no. Né l'uno, né l'altro. E allora, alla fine della fiera, non rimangono che quattro storie in croce (e una manciata di perline). Racconti di racconti (inverecondi) seminati e raccolti in terra. Di langa. E siccome, poi, del maiale non si butta via niente, ecco, di seguito, una breve dichiarazione: «Trovandosi col cuore in e l'acqua alla, decise di farla finita. Ma non fu facile. Dopo 77 stagioni di pervicaci tentativi, lasciò alcune righe ed una macchia oleosa. E svanì. Senza dire né A, né Bi». Wilson de Madeiro. Le langhe di notte fanno paura. Ma anche di giorno non scherzano. E anche quelli che le abitano non scherzano. E forse è proprio questo che fa più paura. I volti. Le voci. E quel paesino delle langhe dove, non a caso, sono nato, era proprio tutto questo. Un'arca porca di suoni e di odori.
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Dostoevskij Fëdor; Carini C. (cur.)
Delitto e castigo letto da Claudio Carini. Audiolibro. CD Audio formato MP3. Ediz. integrale. Con e-book
brossura "Delitto e castigo", il romanzo più famoso di Dostoevskij, e uno dei capolavori della letteratura mondiale, narra le vicende del giovane Raskolnikov, sullo sfondo cupo e claustrofobico di una Pietroburgo degradata che diviene l'immagine esterna della desolazione interiore che abita i personaggi. Raskolnikov divide il mondo in due categorie di uomini: da una parte gli "uomini superiori" che possono stare al di là di ogni valore costituito, e dall'altra gli uomini ordinari. Lui, appartenendo alla seconda, compie un gesto estremo per dimostrare al mondo di essere un "uomo superiore", salvo poi subire le terribili conseguenze del suo gesto e accettare la sofferenza (il castigo) che ne deriva. Nel romanzo sono tre i filoni narrativi che si intrecciano: (la vita di Raskolnikov, le vicende dei Marmeladov e le vicende sentimentali di Dunja, sorella del protagonista) e che vanno a comporre il primo grande romanzo polifonico di Dostoevskij. Traduzione e lettura ad alta voce: Claudio Carini.
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Loreto Antonello
Regina blues
brossura A Regina non è una domenica come tutte le altre. Nel pomeriggio va in scena la finale del "torneo delle scuole" che, per questo luogo di provincia borghese e sonnacchioso, rappresenta un momento importante, quasi solenne, di aggregazione della comunità. Nella partita decisiva, e contrariamente ai pronostici, si affrontano la squadra del Liceo Classico (i Santi) e quella del Liceo Scientifico (gli Eroi). La mattina che precede la finale, si incrociano le storie dei ventidue liceali che daranno vita ad un incontro memorabile sull'erba dello stadio del "Degortes". Giovani vite, ancora adolescenti, costrette a diventare adulte troppo presto a causa di un evento drammatico ed epocale che nel pomeriggio sconvolgerà in pochi istanti i loro sogni e le aspettative future.
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Balducci A. Rosa
Romanzo portoghese
brossura "Qui si raccontano storie... storie di vita, e si compone un romanzo. Ci sono i personaggi, dei flash, degli scatti di movenze fuori da un aereo che sorvola l'Europa. Da lì, da quell'oblò immaginario, prendono vita i racconti di un quartiere della vecchia città di Lisbona... Il romanzo si presenta prima con degli spettatori, poi con gli attori che vengono personalizzati nei loro particolari, fisici e sociali... e poi c'è la trama che scorre su di loro, come un occhio sacro... Scorre come una filastrocca antica, come una favola che viene raccontata, e ri-raccontata, per calmare gli animi, sia dei grandi, sia dei piccini che vogliono sempre sapere storie fantastiche e sanno fantasticare di fronte alle vicende che si snodano durante la narrazione." (Chiara Di Sarro)
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Celati Gianni
Verso la foce
br. "Viaggiando nelle campagne della valle padana è difficile non sentirsi stranieri. Più dell'inquinamento del Po, degli alberi malati, delle puzze industriali, dello stato d'abbandono in cui volge tutto quanto non ha a che fare con il profitto, e infine d'una edilizia fatta per domiciliati intercambiabili, senza patria né destinazione - più di tutto questo, ciò che sorprende è questo nuovo genere di campagne dove si respira un'aria di solitudine urbana. Questi quattro diari di viaggio sono nati mettendomi a lavorare con un gruppo di fotografi, che si dedicavano ad una descrizione del nuovo paesaggio italiano, tra cui il mio amico Luigi Ghirri. Per come sono adesso, dopo essere stati riscritti e resi leggibili, li chiamerei racconti d'osservazione. I quattro viaggi qui presentati narrano dunque l'attraversamento d'una specie di deserto di solitudine, che però è anche la vita normale di tutti i giorni. Se hanno qualche rilevanza, almeno per chi li ha scritti, questa dipende dal fatto che un'intensa osservazione del mondo esterno ci rende meno apatici (più pazzi o più savi, più allegri o più disperati)." (L'autore)
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Lucas Charlotte
C'è sempre un lieto fine
ril. Se c'è una cosa di cui Ella è fermamente convinta è che tutte le storie abbiano un lieto fine. E non potrebbe essere altrimenti per lei che da sempre crede nelle favole e tiene un blog in cui si diverte a riscrivere i finali di film e romanzi famosi, riscuotendo grandissimo successo. Fino al giorno in cui scopre che il fidanzato la tradisce. E all'improvviso è costretta ad aprire gli occhi: forse, nella realtà, il finale da favola non esiste? Così, in preda all'agitazione, inforca la bicicletta e si scontra con uno sconosciuto. Si chiama Oscar, ma Ella non fa nemmeno in tempo ad aiutarlo che è già sparito nel nulla. Per fortuna lascia dietro di sé il portafogli, l'unica cosa che può aiutarla a rintracciarlo per chiedergli scusa. È il minimo dopo quello che è successo. Appena lo apre, ne fuoriesce una pioggia di bigliettini scarabocchiati con enigmatiche annotazioni e strani indirizzi. Sembrano indizi messi lì proprio perché lei li trovi. Un invito a capire cosa si nasconda dietro quegli appunti in apparenza incomprensibili. Bigliettino dopo bigliettino, Ella capisce che quell'uomo ha avuto un passato difficile e che ora ha bisogno del suo aiuto. Piano piano entra nella vita di Oscar e lo incoraggia a rimettere insieme i pezzi della sua esistenza. Ma il suo compito non è ancora finito: ha in serbo una grande sorpresa per Oscar, un gesto semplice e naturale che racchiude in sé tutta la forza della gentilezza e dell'amore. Solo se riuscirà a portare a termine il suo proposito, potrà dire di aver regalato a quello sconosciuto il lieto fine che gli ha cambiato la vita. Un lieto fine che forse ci sarà anche per lei.
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Borghesi Antonio
Si racconta che...
br.
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Caporaso Gianluca
Lettere all'amata
ill., br. Lettere all'amata, non è un semplice libro di lettere d'amore e neanche un semplice esercizio di stile. In ogni lettera vi è infatti il tassello di un discorso sulla scrittura stessa. "Adesso eccoci qui, mia amata. Io procederò ancora; e ancora nasceranno parole e si canteranno cammini. Cammini per cucire gli spazi come fanno i viaggiatori e parole per cucire il tempo come fanno le donne davanti al fuoco. Parole e cammini sono le tessiture del mondo, passi che preparano altri passi. Segni che non dicono nulla e nemmeno tacciono, ma indicano strade, aperture, giacigli in cui chiunque può ascoltare tracce di vita appena dileguate. Così è la scrittura, mia amata. Passaggi dove qualcuno è già passato. Sortilegi che fanno brillare chi scompare. E non ci lascia più. A presto, mia amata".
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Malerba Luigi
Salto mortale
brossura Camminando in un prato, un Giuseppe detto Giuseppe si imbatte nel cadavere di un uomo. Potrebbe essere l'avvio del più classico libro giallo la cui logica, fatta di indizi via via più stringenti, sembra presiedere la trama di questo romanzo, intessuto in realtà di temi inediti e sorretto da un'invenzione letteraria fitta di paradossi e ironia. A poco a poco infatti il lettore si rende conto che ogni dato apparentemente acquisito viene smentito, ogni scoperta si rivela fallace, ogni supposizione viene contraddetta. Fino a che la realtà non apparirà nella sua essenza di vortice di coincidenze e possibilità che, come in un salto mortale, torna sempre al punto di partenza.
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Kerouac Jack
L'ultimo vagabondo americano
brossura L'ultimo vagabondo americano raccoglie una serie di racconti uniti da un tema comune: il viaggio. Attraverso gli USA da un oceano all'altro, tra Messico e Marocco, Parigi e Londra, Kerouac racconta tutta l'emozione e la bellezza di una vita "on the road": in piedi su una locomotiva che sfreccia tra deserti coperti di cactus, ebbro d'oppio a un combattimento di tori, in meditazione sui tetti assolati di Tangeri. O semplicemente innamorato di Montmartre e della sua bianca basilica. In ogni situazione il profeta della Beat Generation scopre l'immensa varietà del mondo e della natura umana, e la canta in una prosa che è pura poesia.
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Palazzeschi Aldo; Serra F. (cur.)
Le sorelle Materassi. Edizione 1934
br. La storia delle due ricamatrici pazienti e ligie al lavoro la cui vita viene sconvolta dall'arrivo del bellissimo nipote Remo, il romanzo in cui Palazzeschi riversa tutta la sua vena di grande interprete, in chiave grottesca, della piccola Italia, venne pubblicato nel 1934. Di Sorelle Materassi si propone qui proprio la prima edizione, che precede il lungo lavoro di revisione soprattutto stilistica a cui l'autore lo sottopose a partire dalla seconda metà degli anni Trenta e che si concluse solo nel 1960. Un testo, quello del 1934, estremamente più ruvido e una scrittura assai più eterodossa rispetto alla versione definitiva. Le successive modifiche del testo, l'iter correttorio e le vicende editoriali del romanzo sono oggetto, in apparato, di approfondite analisi.
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