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Gary Romain
Gli uccelli vanno a morire in Perù
br. Questa raccolta apparve per la prima volta nel 1962 col titolo "Gloria ai nostri illustri pionieri" che Romain Gary sosteneva di aver preso in prestito da un'opera intitolata "Passeggiate sentimentali al chiaro di luna", scritta da un certo Sacha Tsipochkine. Naturalmente, Sacha Tsipochkine non era che l'ennesimo frutto della fertile immaginazione del futuro autore della "Vita davanti a sé". La raccolta riapparve nel 1975 col titolo "Gli uccelli vanno a morire in Perù", un racconto pubblicato per la prima volta nel 1964 sulla rivista Playboy e diventato poi, nel 1968, un film diretto dallo stesso Gary con Jean Seberg nel ruolo della protagonista. Alla fortunata riconsiderazione critica di Gary in corso ovunque nel mondo e, soprattutto, in Francia, dove la sua opera è entrata a far parte della prestigiosa Bibliothèque de la Pléiade, questa raccolta dà certamente un contributo rilevante. Da "Gli uccelli vanno a morire in Perù", il primo racconto in cui si narra di Jacques Rainier, sognatore e poeta che, nella stagione del disincanto della sua vita, va a vivere su una spiaggia a dieci chilometri a nord di Lima dove gli uccelli vanno a morire come fosse la loro Benares, fino a "Gloria ai nostri illustri pionieri", l'ultimo profetico racconto in cui grazie a «benefiche radiazioni» la specie umana si è estinta in un mondo animale governato da nuovi, imperturbabili pionieri americani, l'intera galleria dei personaggi di Gary occupa la scena di questi racconti. Pagine feroci, eppure piene di humour e di immaginazione dove, sul confine tra la vita e la morte, la civiltà e l'animalità, il sognatore, il naïf, il disperato, il disincantato, il vanitoso, l'ostinato, l'ottimista, gli infiniti modi d'essere dei personaggi e dell'esistenza stessa di Gary, sono esposti senza pudore in una prosa fatta di cruda ironia e di poesia.
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Voltaire
Candido o l'ottimismo-Trattato sulla tolleranza. Ediz. integrale
br. In quest'opera l'inquietudine metafisica dinanzi all'inspiegabile presenza del male nel mondo si risolve in una farsa grottesca e crudele, che Voltaire ha saputo trasformare in una parabola universale sulla miseria e sulla grandezza dell'uomo. Egli non fornisce risposte che pretendono di essere risolutive: le avventure, le sciagure e le improvvise fortune e delusioni che coinvolgono i personaggi di Candido sembrano dimostrare, infatti, che ogni tentativo di rispondere risulta inutile. Quello che, invece, conta è la forza dell'intelligenza, dell'arguzia e dell'ironia e, se questa non basta, costituisce a ogni modo la sola risorsa concessa agli uomini per far fronte alla realtà.
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Alemanno Giuse
Mattanza
br. I cugini Santo e Massimo Sarmenta lasciano il loro nascondiglio in Val Camonica. Con una scia di morti ammazzati alle spalle e una montagna di soldi in contanti a disposizione, si apprestano a iniziare un nuovo capitolo della loro vita a Milano. Grazie al prof. Ciro Barrese, il dottor Santo Sarmenta va a prestare servizio nella clinica Santissima Maria Celeste. Massimo, detto "Mattanza" per le note caratteristiche, si organizza per ritornare a Oppido Messapico e finire quello che i due cugini sognano da anni: vendicarsi di Costantino Ròchira e di tutti quelli che hanno collaborato allo sterminio della famiglia Sarmenta. Non ci sarà pietà per nessuno di loro. Ma tutto si complica: Santo scopre che la clinica del prof. Barrese nasconde orribili traffici illeciti, che le lunghe braccia della 'ndrangheta arrivano ovunque, e che Ròchira è soltanto un burattino nelle mani di personaggi che stanno in alto, ma molto in alto..
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Pontiggia Giuseppe
Le sabbie immobili
brossura Pubblicato nei 1991, "Le sabbie immobili" vinse nel 1992 il premio Satira politica, Sezione Letteratura, di Forte dei Marmi. Si tratta infatti di una raccolta di detti, aforismi, definizioni, brevissimi apologhi che sotto l'aria ironica e un po' sorniona dipingono un ritratto feroce e graffiante della società italiana di fine Novecento, con i suoi tic, le sue manie, le sue ipocrisie e lo scintillio di tutto ciò che, pur luccicando, non è certo oro. Questi scritti corrosivi, nel loro libero ed efficace sperimentalismo formale, ci restituiscono sia l'immagine di uno scrittore capace di coniugare impegno letterario e rinnovata passione civile, sia la fotografia di un paese ancora impantanato nelle "sabbie immobili".
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Mitchell Margaret
Via col vento
br. Rossella O'Hara è la viziata e capricciosa ereditiera della grande piantagione di Tara, in Georgia. Ma l'illusione di una vita facile e agiata si infrangerà in brevissimo tempo, quando i venti della guerra civile cominceranno a spirare sul sud degli Stati Uniti, spazzando via in pochi anni la società schiavista. Il più grande e famoso romanzo popolare americano narra così, in un colossale e vivissimo affresco storico, le vicende di una donna impreparata ai sacrifici: la tragedia della guerra, la decimazione della sua famiglia, la necessità di dover farsi carico della piantagione di famiglia e di doversi adattare a una nuova società. E soprattutto la sua lunga, travagliata ricerca dell'amore e la storia impossibile con l'affascinante e spregiudicato Rhett Butler, avventuriero che lei comprenderà di amare solo troppo tardi...
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Camedda Donatella
Dieci casi di ordine apparente
ill., br. Una voce femminile, senza volto e senza nome. Dieci casi. Dieci attimi di vita che cadono nelle mani del lettore da un archivio invisibile che li custodisce. Un ordine nel caos dell'esistenza che, come la morte, si propone come apparente finitura della vita, anche se in realtà ne è parte integrante. Cinque prose e cinque poesie, intersecate da tavole pittoriche che offrono una pausa visuale e liquida, un'apertura chiaroscura sulle solitudini umane qui raccontate. Dentro un bar blu cobalto, in una mesta stanza d'albergo, e attraverso altri luoghi apparentemente ordinari, tutto si svolge in un presente che trascina nel profondo della voce e degli occhi della protagonista. A metà tra diario e cronaca, ogni caso parla della fragilità umana, rivelandone gli abissi e gli angoli più bui.
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Sfilli Claudia
L'urlo
br. Dedicato agli adolescenti e a tutti coloro che, per vergogna e fragilità, nascondono la loro pena nel silenzio. Virginia insegna lettere in un liceo. A metà anno scolastico nota in Alice, studentessa della IV C, un comportamento anomalo e un forte calo del rendimento. Sempre attenta ai problemi dei suoi studenti, coglie in quel cambiamento un segnale che conosce bene. In quella ragazza rivede sé stessa adolescente, timida ma orgogliosa, oggetto dello scherno feroce di un gruppo di studenti di quarta che la perseguitano fino al punto di toglierle la voglia di vivere. Il passato allora ritorna vivo e si intreccia con il presente... Virginia decide di andare a fondo. Vuole trovare la causa dei brutti segni sulla schiena della sua studentessa, dei suoi repentini sbalzi d'umore, del suo deperimento fisico, ma non solo... Ma Virginia ricorda la vergogna e la solitudine che avevano accompagnato la sua pena e ricorda il momento in cui la sopportazione aveva raggiunto il limite. Ricorda l'urlo che l'aveva liberata. "Ciò che possiamo fare non è eliminare i carnefici, ma dare forza alle loro vittime."
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Sterrore Yuri
Tu che mi capisci
br. Cosa vogliono davvero le donne? È la domanda che frulla nella testa degli uomini ogni volta che le osservano camminare per strada, comprare una borsa, truccarsi allo specchio. La verità è che nessuno di loro sa la risposta. Eppure, basterebbe fare un salto a Lambrate, dal parrucchiere all'angolo, per farsi dare qualche consiglio da Ale. Sì, perché se sei un maschio ma la tua infanzia profuma di balsamo e shampoo invece che di erbetta fresca e spogliatoi, se tua madre fa la parrucchiera e tuo padre è sempre stato assente, se per sbarcare il lunario sei costretto a imparare la differenza tra colpi di sole e shatush allora ti abitui a vedere il mondo da un'altra prospettiva, e le donne impari a capirle come nessun altro. Certo, anche Ale ha i suoi problemi. Un conto è dare consigli tra una piega e un taglio, tutt'altra faccenda è conquistare Marta: con la tipa che ti piace, le parole giuste non arrivano mai, soprattutto quando hai la testa piena di pensieri. Nel suo secondo lavoro da copywriter, Ale deve affrontare un boss tiranno che minaccia ogni giorno di licenziarlo, e adesso nella scrivania di fronte alla sua è comparsa Leila, la prima di cui si è innamorato, la prima che gli ha spezzato il cuore. Come uscire da questa situazione senza farsi troppo male? Ale è un ragazzo pieno di risorse, eppure lo sa: nella vita vera, quando una cosa va male può sempre andare peggio...
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Alessi Claudia
I gigli non parlano
br. Si può amare veramente soltanto una persona? Questo è il dubbio che perseguita Azzurra, giovane e brillante tirocinante presso uno studio di avvocati, tormentata dal legame con due uomini l'uno l'opposto dell'altro: Max, il suo primo grande amore e Damiano, il desiderio proibito, il fuoco... La giovane protagonista, che è anche narratrice, coinvolge il lettore nella sua travagliata vicenda al pari d'un amico al quale confidare i suoi più intimi pensieri. Insieme ad Azzurra si scivola, quasi senza volerlo, in un turbine di forti emozioni e colpi di scena che la vedono lottare contro i suoi stessi demoni: seguire il cuore o la ragione? L'amore di tutta una vita una passione che sembra una favola moderna?
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Plinio Pianta
Il senso. La terra di montagna, l'indice puntato oltre l'umano verso il divino: l'inno alla vita e al suo senso
br. Plinio Pianta ne Il Senso fa un dono prezioso: svela quel segreto che ciascuno mantiene nel profondo di sé, quello della ricerca della propria dimensione spirituale, della ricerca, continua o meno, del Senso dell'esistenza. Lo fa aprendoci le porte del suo animo: lo conosciamo bambino, mentre percorre a pochi anni le salite impervie del suo Alpe, seguendo il nonno adempiere ai doveri di un pastore, fin dall'infanzia a contatto con la maestosità della natura e la bellezza della montagna, quella montagna e quella natura che in età adulta forniranno tante delle risposte agli interrogativi dí una vita. Lo seguiamo durante il suo percorso di studi, l'adolescenza, la giovinezza, gli anni del servizio militare durante i quali il "destino" gli ha riservato esperienze segnanti e determinanti per il suo futuro. Gli incontri, l'amore, la famiglia, le amicizie, l'impegno nel sociale. E ancora lo studio dei testi dei più grandi pensatori, la professione di avvocato e l'impegno politico. L'autore ci conduce per mano e ci fa rivivere i suoi incontri straordinari, le sue rivelazioni e le sue riflessioni sul Senso. Questa è un'opera intima e personale, anche in grado di nutrire chi il "Senso" lo ha perso o lo sente annebbiato nel mondo moderno, che spesso ci invita alla sola realizzazione individuale, un'opera che invece ci ricorda costantemente l'esistenza di una dimensione più grande di noi, quella del Mistero Buono.
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L'ultimo dei Brocchi ed altri racconti
brossura
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Milione Melania
Tutti i miracoli della mandragora
br. Donna Giuseppina non vive la perdita del marito come una disgrazia. Quando viene a sapere che non è stata la guerra ma un donnone tedesco a portargli via quell'uomo noioso e piantagrane non si dispera né piange. D'altronde Donna Giuseppina è una fattucchiera e sa come curare magicamente gli affanni del cuore e i tormenti della vita. Qualche anno dopo sarà lei, tramite le proprietà misteriose della radice di mandragora, a tentare di salvare suo fratello Pasquale o' pellicano, caduto vittima del mal d'amore dopo aver dovuto porre ?ne alla sua relazione con donna Carmela, sposata con Totonno o' poeta. Tra i due uomini scorrerà non solo sangue ma anche un profondo risentimento misto a vendetta e sensi di colpa, che metterà in crisi le certezze di entrambi legate a una vita di mare, lungo le coste di Salerno, sempre uguale a se stessa. Ma il micromondo segnato dalla magia e dalle passioni violente sta per essere travolto da un evento più grande, la guerra, che spazza via le storie dei singoli, come una "grande scopata generale", trascinando "le anime nello zolfo infernale" perché è "la somma delle perversioni generali".
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Franchetto Daisy
Agua Ploma
br. Agua Ploma è uscita dalla palude e non ricorda nulla. Ma conosce le ferite che porta nel corpo: i fori di proiettile e le cicatrici sulle braccia. Conosce i suoi occhi color del piombo. Aveva un altro nome un tempo, in una vita dimenticata? Forse può ritrovare la memoria perduta e capire perché nella città chiamata Inferno le donne vengono assassinate. È ancora possibile scoprire la verità. Basato sulla vicenda dei cimiteri di croci rosa nella città di Ciudad Juárez, in Messico, questo romanzo vi condurrà in un viaggio sospeso tra la vita e la morte, oltre la menzogna e verso la verità, perché le donne di Ciudad Juárez non siano dimenticate. Questo romanzo ha ricevuto il patrocinio di Amnesty International Italia. Il ricavato dalla vendita del romanzo sarà devoluto ad Amnesty International, per il suo impegno a difesa dei diritti umani.
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Morotti Marta
Cani bastardi
br. "È solo, Saro. Patrizia se ne occupa senza alcun affetto. Il mondo l'ha dimenticato e l'ha chiuso in quel seminterrato rosicchiato dalla penombra e dallo squallore. Nessuno vuole avere a che fare con Saro perché Saro è l'allegoria della miseria e della nullità. Tutti lo schivano. Tutti lo ignorano. È un'ombra grigia tra le ombre nere, è il rumore di sottofondo della vita, che tutti cercano di eliminare o di coprire con suoni più melodiosi. Il suo suono stride, cigola. È una vecchia carcassa arrugginita che ancora si regge in piedi a fatica. Che ancora si trascina producendo scintille di fastidio nella vita di chi è restato. Nella vita di Patrizia." Ci sono libri che difficilmente ci lasciano perché l'autore, prima ci rende spettatori silenti della narrazione e, poi, ci introduce in un film interiore che vogliamo veder scorrere davanti ai nostri occhi fino alla fine, anche se procura colpi forti e diretti. Cani bastardi è uno di questi libri. Gli unici esseri di cui Saro sembra capace di prendersi cura sono i suoi cani, mentre Patrizia trascina una convivenza forzata in nome di un debito al quale non vuole sottrarsi. Spostandosi da un protagonista all'altro, Marta Morotti mette in scena un racconto crudo, e si addentra nell'anima di persone azzannate dalla vita, che si rialzano come possono (e a volte non possono). Ad emergere è la fragilità umana, in particolare quella femminile, la lunga scia di dolore che nemmeno il tempo riesce a medicare. «Le anime nude sono sempre cose miserabili» scriveva F.S. Fitzgerald. Marta Morotti disegna il mondo delle sue anime nude. Il gioco di prospettiva con cui ha costruito il suo romanzo e che ci costringe a continui capovolgimenti, ci dice che la realtà deve sempre essere osservata da più punti di vista. In qualche modo sembra suggerire che, anche nelle vicende più abbiette, dovremmo forse porci domande, abituarci a guardare dal punto in cui si trova l'altro, allungare lo sguardo nel tempo e infine chiederci: ma qual è la realtà?
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Racconti marchigiani 2020
brossura
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Luise Letizia
Le emozioni che toccano il cuore
br. "Mai crollare e mai essere distrutti perché la vita è come un libro pieno di pagine da scrivere". Sembrano parole scritte da una persona arrivata ad una certa maturità dopo aver vissuto tante esperienze ed attraversato diverse peripezie: è noto che solo in questo modo è possibile vedere con la lucidità ed il distacco necessari questo meraviglioso percorso che chiamiamo vita per arrivare alla sua "vera" essenza. "Oggi voglio essere finalmente io." Anche queste parole sembrano scritte da una persona che, dopo tanto tempo, ha maturato la consapevolezza di poter scegliere di essere "solo" sé stessa non accettando i compromessi oppure le convenzioni promosse dalla società che la circonda: la decisione più impegnativa e coinvolgente per chi non vuole apparire "come gli altri" ma vuole affermare la sua unicità. Sapere che queste parole sono state scritte da una ragazza di quindici anni che vive quotidianamente momenti che altri definiscono di debolezza deve farci pensare a quello che abbiamo e diamo per scontato, a quello che siamo veramente e non lasciamo venga espresso a causa degli altri.
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Scalabrini Laura
Sette Pater Ave Gloria. In una storia commovente le radici del popolo italiano
br. La storia del popolo italiano nella commovente autobiografia di Laura Scalabrini, inseparabile dalla comunità familiare e di paese in cui si svolge, nel territorio di Reggio Emilia. La povertà, le fatiche vissute come naturali, senza pensarci, la morale schietta, essenziale, profonda sono riassunte nella penitenza sempre uguale che il parroco dava alle donne contadine che si confessavano: 7 pater ave gloria. Per loro, che in una settimana erano capaci di sommare tanti sacrifici, la preghiera diventava una specie di distrazione e di riposo. La tragedia nazionale che è stata la storia italiana dal fascismo, alla guerra, il dopoguerra fino all'inizio della società dei consumi, è dipinta qui con gli occhi e le mani della saggezza contadina. La storia è intrisa delle virtù tipiche delle generazioni che ci hanno preceduto: il legame fatto di rispetto, la stima, l'amore profondo per i genitori... Virtù che l'ubriacatura del benessere, ha vanificato in molti premiando l'egoismo individualista, diventa in questo libro una provocazione e una rivincita per l'Italia del post-Covid.
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Viena Attilio
L'ultima notte
br. In una notte può succedere di tutto. Al protagonista de L'ultima notte, timido studente in procinto di affrontare l'esame di Maturità (quando si chiamava ancora così), accade semplicemente di capire che il tempo dell'infanzia, ormai, è finito per sempre. E che le persone con cui ha condiviso anni di vita non sono quelle che sembrano. Succede tutto in riva al mare, in una località dell'Adriatico: tre compagni di classe e tre amiche conosciute in discoteca aspettano l'alba, ma nulla andrà come previsto o sperato. Una storia ambientata in pieni anni '80, tra cabine telefoniche e musica dei Simple Minds, timide proteste studentesche e motorini che sfrecciano; un tempo lontano e dimenticato, come i suoi miti e le sue icone, ma ancora ben vivo nella memoria di chi lo ha vissuto.
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Scelsa I. (cur.)
Storie a quattroruote
br. Il nostro mondo sta cambiando e la tecnologia procede a tale rapidità che si è quasi sopraffatti dalla moltitudine di nuovi oggetti che invadono e modificano le nostre abitudini. Lei, però, è un punto fisso: c'è sempre stata e, forse, ci sarà sempre. Attraverso il ricordo, la voce e l'esperienza diretta degli autori, queste pagine diventano un tributo all'inseparabile compagna, in un percorso che la lega a ciascuno di noi e a quell'insaziabile, umano desiderio di epiche competizioni, sogni fantastici o semplici ricordi di anni di lavoro.
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Galli Giorgio
Canzonacce
brossura
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Rossi Angela
Saranno rosse le mie scarpe
br. Ambientato all'interno di una famiglia media italiana, dagli anni '70 ai giorni nostri, il romanzo racconta la catarsi di una ferita individuale occorsa, maturata e nel tempo faticosamente guarita. Incontriamo la protagonista, Greta, quando è ancora una bambina e, appena trasferita a Gorizia, prende le misure con la sua nuova vita. I primi giochi nel cortile, i timidi tentativi di stringere legami e, al contempo, i battibecchi in famiglia, con la nonna specialmente, con cui forzatamente divide i suoi spazi. Figura solida e ingombrante, suscita nella nipote un amore smisurato ma un altrettanto grande risentimento per il tempo che le sottrae con sua madre, sempre attenta alle esigenze della donna e forse un po' troppo incline a soddisfarne i puerili capricci. Il menage familiare è straordinariamente realistico, fonte di frustrazioni, ilarità, incomprensioni e condivisioni ed espone con cristallina chiarezza la diversità di vedute di generazioni non tanto lontane eppure incompatibili. Angela Rossi ci regala una storia sulla faticosa ricerca della libertà e dell'affermazione individuale in un contesto affettivo complesso, resa ancora più ardita da un evento delicatamente celato nell'ombra di queste pagine, dense di emozioni e di significato.
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Tardito M. (cur.)
A quello che ci manca. Racconti di ordinaria resilienza
brossura "A quello che ci manca" racconta storie straordinarie di donne ordinarie, che hanno combattuto il cancro e lo hanno vinto. Le loro storie ci insegnano che la ita è più forte: la vita vince nonostante tutto se si dà senso alla vita stessa.
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Obber Cristina
E io qui, nuda
br. Stella è una ragazza ribelle e anticonformista, ascolta solo musica punk e si sente indistruttibile. Non sorride mai. Non vuole un ragazzo fisso e l'incontro con Jacopo la trova resistente. Ma l'amore vince. Quando Stella sembra lasciarsi travolgere dalla felicità, una malattia rischia di farla precipitare nel buio. Stella cerca di rinchiudersi, vuole soltanto stare sola. Ma non è sola. Accanto a lei c'è una nonna amorevole che sa capirla e l'aiuta a non lasciare l'università. Accanto a lei c'è Jacopo, che la ama e la desidera al di là di tutti i pregiudizi. E poi ci sono Carolina, la sua amica del cuore, e il gruppo: Raja, Sofia, Shao, Pino, Ajub, Simone. Nemmeno Simone si salverà da solo. Una storia di amore e di amicizia. Una storia di trasformazione, riconoscimento e libertà.
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Speranza
br.
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Savarese Eduardo
È tardi!
ill., br. La polivalente esclamazione "È tardi!" segna l'inizio e la fine della narrazione di sette tempi di attesa di altrettante eroine del teatro lirico. Seguendo l'intreccio di piani che il narratore costituisce (memoir intimo, reinterpretazione precisa e appassionata dei libretti d'opera, storia del teatro lirico) sulla scena compaiono Violetta Valery, coraggiosa Traviata in attesa della redenzione di Alfredo Germont; Madama Butterfly, "rinnegata e felice" nella devozione assoluta a un distratto ufficiale della marina americana; la Contessa mozartiana, che attende il ritorno alla fedeltà coniugale di un marito fedifrago; Carmen, gitana e sigaraia, alla conquista mortale della libertà di amare chi e quando le aggrada; Elektra, spettrale invenzione straussiana dell'attesa di vendetta matricida; Lucia di Lammermoor, eroina manipolata nel suo amore segreto, che trova posto solo grazie alla pazzia assassina; Norma, la sacerdotessa che viola ogni regola nell'attesa di essere scoperta e sacrificata a causa dell'amore per un nemico. In queste storie l'attesa si trasforma in una tensione spasmodica di tutta l'esistenza a ritrovare e affermare la propria natura. L'attesa è sempre d'amore, infine dell'amore e della cura di se stessi, anche a costo della morte, dal prologo del libro fino agli incontri dell'epilogo, ai suoi applausi finali, in cui le storie delle eroine liriche e le vicende private del narratore s'intrecciano intorno a un unico filo: ogni attesa è la paura e il desiderio, del narratore come di tutti noi, che sia troppo tardi.
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Ceccherini Francesca
Non voglio morire
br. Chiara è una donna di quarantacinque anni, laureata in filosofia e di professione bibliotecaria. Si sente paralizzata nella sua vita e ha un disperato bisogno di ascolto. Con queste premesse si rivolge a Sofia, una psicoterapeuta sua coetanea, con un'angosciante richiesta: «Non voglio morire». Accompagnando Chiara in questo cammino irto di difficoltà, che inizia proprio dal ricordo di episodi traumatici della sua vita, anche l'altra donna avrà l'opportunità di riflettere sul suo lavoro e sulla sua vita. Allora Sofia prende Chiara per mano e si pone davanti a lei come uno specchio chiarificatore, tentando di riportarla su, lontana dall'abisso nel quale era sprofondata. Una storia di rinascita, ma anche un romanzo introspettivo, che dimostra quanto la consapevolezza della propria interiorità sia fondamentale per perdonare e perdonarsi.
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Ghalayini B. (cur.)
Palestina 2048. Racconti a un secolo dalla Nakba
br. Palestina 2048 pone una domanda a dodici scrittori e scrittrici palestinesi: come immagini il tuo paese a cento anni dalla Nakba, l'evento traumatico avvenuto nel 1948 che segnò la vita e il destino del popolo palestinese, con l'espulsione dalle proprie case e la sottrazione della terra da parte del nascente stato di Israele? Dopo un secolo di occupazione, oppressione, isolamento, perdita di diritti si raggiungerà la pace e la giustizia o le tecnologie future non faranno altro che amplificare le sofferenze dei palestinesi? Questi racconti, che vanno dal noir fantascientifico, alla distopia, alla commedia tecnologica, utilizzano le chiavi di lettura del futuro per interpretare la realtà della Palestina e dei palestinesi di oggi. Incontreremo sciami di droni, rivolte digitali, realtà virtuali che attraversano lo spazio e il tempo, trattati di pace lungo universi paralleli e anche un supereroe palestinese, in quella che è probabilmente la prima antologia di fantascienza palestinese mai realizzata.
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Pagnini Davide
Il diario del destino
br. "La vita fa come vuole" e il destino tesse e intreccia i fili degli uomini senza una trama apparente. Jaiden è un investigatore privato dedito alla propria causa, risoluto a chiudere l'indagine che lo tormenta da mesi: arrestare il Mentore di una Confraternita di fanatici religiosi iniziati col sangue e sottoposti a rituali macabri. Roy, dall'altra parte, cresce tra i libri e nei libri, in una cella di carta e d'inchiostro che lo isola dalle esperienze di vita vera: sarà l'amico Freddy a introdurlo nel mondo, portandolo con sé in Africa. Due vite parallele, quelle di Jaiden e Roy, sconnesse nel tempo e nello spazio, ma che proprio nel cuore selvaggio dell'Africa sono destinate a incrociarsi per pulsare al medesimo ritmo, tracciare lo stesso e unico percorso. La savana svela gli intimi segreti dell'animo umano, il mistero del creato; dissotterra le orme di religioni ancestrali, infiamma di fede e d'amore. E il destino forse esiste, forse no; forse c'è qualcuno che si diverte a giocare con le pedine più preziose: gli uomini.
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Carrieri Raffaele
Fame a Montparnasse
brossura Raffaele Carrieri (Taranto,1905-Lombrici di Camaiore,1984) scrittore e critico d'arte, è una delle figure più affascinanti, e dimenticate, del Novecento letterario e artistico italiano. Dopo l'esordio come autore di racconti e romanzi si dedicò prevalentemente alla poesia. Fra le sue raccolte principali: «Il lamento del gabelliere» (1945), «Il Trovatore» (1953), «Canzoniere amoroso» (1958), «Io che sono cicala» (1967), «Stella-cuore» (1969), «Le ombre dispettose» (1974), «Fughe provvisorie» (1978), «La ricchezza del niente» (1980). Contestualmente svolse un'intensa e apprezzata attività nel campo della critica d'arte, dedicando numerosi scritti al futurismo e ai maggiori artisti contemporanei. «Fame a Montparnasse» (1932) è un'opera a carattere autobiografico, ispirata alla permanenza a Parigi dove l'autore, nei primi anni Venti, condusse una vita da bohémien, frequentando pittori, letterati e musicisti provenienti da ogni parte del mondo, che vivevano a Montmartre e Montparnasse, i famosi quartieri degli artisti dove sono ambientate le storie di questo libro.
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Distefano Antonio Dikele
Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?
br. C'è una storia d'amore importante, durata un anno e osteggiata da tutti, il primo grande amore e la sua fine. Perché Antonio è nero e per i genitori di lei il ragazzo sbagliato. E poi c'è la famiglia di Antonio, gli amici, la scuola e altri attimi del cuore. Ci sono incontri, amori, momenti che fanno crescere, istanti indimenticabili. "Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?" è la vita di un ragazzo raccontata di getto, inseguendo le emozioni, passando da un'immagine all'altra. Pagine cariche di sentimento, frasi che colpiscono il cuore e destinate a essere scritte e riscritte. Un racconto fatto di momenti singoli, come singole canzoni, che insieme fanno la playlist di una vita.
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Dostoevskij Fëdor
Racconti
br. I primi racconti di questo volume furono scritti da Dostoevskij negli anni immediatamente precedenti l'arresto e la condanna ai lavori forzati; gli altri sono coevi dei capolavori della maturità. Dagli uni agli altri - tutti popolati da un'umanità descritta con sofferta partecipazione - si dilata il discorso sul "sottosuolo" e squarci sempre più profondi si aprono sui meandri contorti della psiche umana, sui suoi aspetti patologici, le sue ossessioni, le sue incoerenze, le sue rivolte. Il volume contiene i seguenti racconti: Il signor Procharcin ; La padrona ; Le notti bianche ; Uno spiacevole episodio ; Bobok ; La mansueta ; Il sogno di un uomo ridicolo.
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Salter James
Un gioco e un passatempo
br. Sullo sfondo della sonnolenta provincia francese degli anni Sessanta si consuma la passione bruciante fra due giovani: Anne-Marie, una bella commessa francese diciottenne, e Philip Dean, ventiquattrenne americano in fuga dal college. A raccontarla è un narratore anonimo che ha avuto in prestito da alcuni amici una casa a Autun, in Borgogna. Morbosamente geloso della felicità dei due amanti, legati da una sessualità avventurosa ed estrema, quasi ipnotica, il narratore-voyeur ripercorre a ritmo vorticoso la stagione più intensa della loro vita - sono a volte fotografie, lampi, sensazioni acute e fuggevoli - mescolando, forse, realtà e immaginazione. In una storia che è anche ricca di tenerezza, la carnalità diventa incontro di anime, di quelli che lasciano dietro di sé "le reliquie dell'amore, soffuse di dolorosa bellezza".
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Saint-Exupéry Antoine de
Il Piccolo Principe
ill., br. "... Si sa del resto come era nato 'Il Piccolo Principe'. Nel 1942, Saint-Ex disegnava sulla tovaglia bianca, in un ristorante di New York, sorvegliato severamente dal cameriere. 'Cos'è?' aveva chiesto l'editore. 'Un bambino che porto nel cuore' rispose Antoine. 'Facciamone un libro per l'infanzia' propose l'editore, più che altro 'per svagare quel gigante triste'. 'The Little Prince' e 'Le Petit Prince'uscirono contemporaneamente in America il 6 aprile 1943. In Francia fu pubblicato solo nel '46, postumo: perché Saint-Exupéry il 31 luglio 1944 era stato abbattuto da un caccia tedesco. Per questo i grandi dicono che 'Il Piccolo Principe' è anche un testamento. Ai bambini e a tutti resta da ricordare che se i rapporti umani sono così difficili è anche perché l'essere amato, una volta addomesticato con prolungati legami, deve anche essere, un po', perduto". Nella Nota che chiude il volume, Daria Galateria raccoglie in un "abbecedario" i temi principali del "Piccolo Principe"; e, tra le pieghe della vita e le combinazioni di pagine e disegni inediti di Saint-Exupéry, indaga su figure e simboli ricorrenti. Sul mistero della "favola più bella del Novecento".
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Snorri Sturluson; Dolfini G. (cur.)
Edda
brossura
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Lernet-Holenia Alexander
La resurrezione di Maltravers
brossura
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Lernet-Holenia Alexander
Marte in ariete
brossura
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Guin Giuseppe
Qui non succede niente
br.
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Demidov George
Vite spezzate. Storie di uomini e di donne nel terrore staliniano
br. Il direttore di un centro di ricerca di Mosca, una guardia armata nell'estremo nord siberiano e due cantanti d'Opera in una stazione di transito sono i protagonisti delle tre storie raccolte in questo volume e ambientate negli anni del terrore staliniano. Scritte da Georgij Demidov tra il 1964 e il 1978, sequestrate e poi rimaste a lungo negli archivi segreti del KGB e comunque ritenute "inadatte" al lettore russo, sono state riproposte in Russia solo di recente e rappresentano un tassello fondamentale per conoscere la letteratura russa del secolo appena trascorso. In esse troviamo alcuni temi della grande letteratura: l'amore e la pena per il distacco dalle persone amate; la crudeltà verso gli inermi; l'assurdità dei talenti sprecati; la follia; la pena di uomini e donne che una catapulta ha scagliato fuori dall'umana esistenza.
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Luongo Rossella
Latte acido
br. Roberto si trasferisce a Bologna per lavoro. Ad aspettarlo c'è Francesca, amica d'infanzia, che lo aiuterà a risollevarsi da un passato torbido e doloroso con lo scambio di una dolce "promessa". Una cronaca di eventi si incastra fino a diventare la denuncia sociale del giovane: dalla solitudine e l'abbandono di un'infanzia negata a un'adolescenza traumatica; dalla relazione incompiuta con sua madre, e contorta con le suore "sconsacrate" del collegio, a quella devastante con la nonna psicopatica che l'ha sottoposto a inconfessabili "giochi". Dopo il distacco dalle sue radici, la morte del padre e il conseguimento di una laurea sofferta, Roberto si trova da solo di fronte alle difficoltà e attraversa una crisi di identità, che lo spinge a verificare la sua identità sessuale. Sentendosi smodatamente attratto dal suo migliore amico, Andrea, con quest'ultimo vivrà una storia disordinata e spiacevole. Attraverso gli occhi del protagonista scorrono le vicende di un gruppo di liceali: i drammi futili, le piccole vittorie, le ipocrisie, i compromessi, i "sogni bucati" quando ci si è resi conto di essere diventati grandi.
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Gandolfo Mariceta
Donne in penombra
brossura È l'altra metà del cielo a parlare negli originali racconti di Mariceta Gandolfo, che ha voluto dar voce alle compagne degli "eroi" che popolano il panorama storico-letterario di tutti i tempi. Dalla bella Penelope, alla paziente compagna del commissario siciliano più conosciuto al mondo, la nostra autrice ha puntato i riflettori su di loro, sulle grandi donne che stanno sempre dietro ogni grande uomo, anche se spesso soltanto dietro le quinte, pazienti, ma non troppo, nell'assecondare gli illuminati personaggi che hanno accompagnato nel corso della loro esistenza. Con un linguaggio che si cala di volta in volta nel contesto storico e sociale delle scene rappresentate, Mariceta Gandolfo regala ai lettori briosi racconti in cui i due universi, il femminile e il maschile, s'incontrano e si scontrano, lasciandoci assistere a delle divertenti diatribe di fronte alle quali il lettore, ergendosi a giudice, non saprà dove far pendere l'ago della bilancia. Un'opera sapientemente costruita, senza dubbio preziosa e ricca di spunti di riflessione.
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Bonci Elia
Diphylleia. Solo l'amore può distruggere l'omofobia
br. In una gelida notte di febbraio nella città di Duluth, nel Minnesota, Aiyana si risveglia dopo tre mesi di coma, ma non ricorda nulla. Karla, la nonna, e Ben, l'infermiere che si è preso cura di lei, rimarranno al suo fianco per aiutarla a ristabilirsi e a ripercorrere le tappe del suo passato, affinché lei possa recuperare la memoria. Ed è proprio nell'inseguire e rivivere un passato doloroso che riaffiora un grande amore, non accettato. Un amore che risponde al nome di Selene. Ma l'amore non è solo sofferenza, altrimenti l'avrebbero semplicemente chiamato dolore. Questo è il messaggio profondo che l'autore ci vuole trasmettere: anche se sembrano andare nel peggiore dei modi, in futuro le cose andranno meglio. "Diphylleia" è un libro che ci permette di vivere le varie facce dell'amore, da quello non accettato perché diverso, di Aiyana e Selene, all'amore non corrisposto e senza riserve, di Ben, fino a quello incondizionato di Karla per la nipote e quello sbagliato di un padre che non è riuscito ad affrontare le prove della vita. Ma soprattutto, "Diphylleia" ci dimostra che c'è sempre la possibilità di scegliere di vivere l'amore con coraggio, anche quando sembra impossibile.
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Privitera Milena
La Sicilia nel cuore
ill., br. La Sicilia è donna. Donna come la leggenda che narra abbia preso il nome da una giovinetta figlia di un re del Libano al quale era stato predetto che, compiuti sedici anni, sarebbe stata divorata da un terribile mostro. Per salvarla, il padre la mise in una barca e la lasciò andare in balìa delle onde che la portarono in un'isola meravigliosa. La Sicilia è donna, come la testa della Gorgone che è il simbolo della sua bandiera e come le tante donne che ogni giorno in silenzio, con grande dignità, studiano, lavorano, accudiscono i propri figli e portano avanti la cultura dell'eguaglianza, del rispetto delle diversità e delle reciprocità.
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Fiorin Nicola
Com'è terribile questa nostra sorte
br.
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Ciampi Paolo
Tra una birra e una storia
br. Prima di tutto fermarsi, prima di tutto ritrovare il piacere di una birra in compagnia, di una storia che è bello condividere. A volte inventata, ma solo a volte, perché in genere la realtà sa essere molto più fantasiosa di ogni nostra fantasia. Prima di tutto inseguire le vite, a volte restituire loro quella vita che le parole consentono. E dopo essersi fermati ripartire, con i viaggi nello spazio e nel tempo che si possono fare anche al tavolino di un pub o in attesa di un treno alla stazione. Paolo Ciampi in tutti questi anni ha scritto di viaggi, di cammini e montagne, di vite dimenticate, di memorie ai margini. All'attivo ha una trentina di libri, ma questo è il primo che raccoglie i suoi racconti. Dentro queste pagine il mercante che regalò a Firenze la Cappella Brancacci, un poeta del Mugello fatto schiavo dai corsari berberi, i morti del Cimitero degli Inglesi e i morti della più grande tragedia del Mediterraneo. E altro ancora, seguendo le scintille della curiosità, le traiettorie della divagazione, il senso della parola necessaria.
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Bevoni Samantha
Perché gli alberi perdono le foglie?
br. Si dice che gli alberi abbiano una propria voce e che la usino per sussurrare all'anima delle persone storie e misteri altrimenti perduti. Per questo, stagione dopo stagione, in un parco una voce misteriosa cerca risposte alle domande che ha nel cuore. Attraverso un dialogosegreto con una quercia secolare, la giovane voce esplorerà il legame profondo che unisce l'essere umano alla natura, scoprendo la connessione intima tra la vita dell'uomo e le leggende degli alberi.
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Siti Walter
Il contagio
br. "Per me ormai Roma è questa, non quella del Pantheon o di piazza Euclide; non i monumenti di gesso che si ammirano dal Gianicolo, né il giro di cupole e campanili che disegnano i gabbiani dalla Terrazza Olivetti. La Roma che per lui era straniera, da volerci quasi il visto per entrarci, è ormai straniera anche per me: non mi restano che le borgate, ma le borgate senz'anima perché l'anima delle borgate era lui. Per gli altri sono "il professore", detto con stima e ironia - il "buana" bianco che non conosce le usanze, il pollo da spennare, il gay attivo che comunque si inchiappettava uno dei loro, la persona di rispetto a cui chiedere il parere su un'irregolarità amministrativa o informazioni su un episodio storico: tra le identità che ho assunto nel tempo, mi pare una delle più accettabili. Il progetto meno opaco che riesco a formulare è trasferirmi all'estero, in una geografia immaginaria dei paesi in cui mi è stato concesso di far l'amore con Marcello (più o meno come in quei giochi dove si ricostruisce una figura congiungendo i punti con un tratto di penna); mezzo per caso mezzo per volontà, la parte di mondo che mi sarebbe consentita ha ai suoi vertici Chicago e Sharm el-Sheikh, Amsterdam e Abu Dhabi, Rio de Janeiro e Barcellona, Cuba e Berlino - il territorio in cui l'ho posseduto è libero dai mostri". Il romanzo più estroverso di Walter Siti.
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Galliano Alexia
L'avversità di chiamarsi Modesto
br. L'opera prima di Alexia Galliano è un romanzo d'ambiente che sviluppa una trama di ricostruzione biografica, dedicata all'infelice vita del prozio della scrittrice. Viene alla mente il celebre Ciclo dei vinti di Giovanni Verga, congegnato dallo scrittore siciliano per illustrare la sconfitta inevitabile della lotta combattuta dall'uomo per migliorare l'esistenza e per realizzare il progresso. La Galliano conduce la sua chiaroscurale vicenda umana tenendo a mente due fondamentali direttrici: in primo luogo, l'analisi psicologica del profilo del protagonista e, in secondo luogo, l'accurata descrizione dell'ambiente sociale di inizio dello scorso secolo, nella zona del barese, baciata dal sole, tra la Città e la campagna, entrambe sfavillanti di colori e di aromi, nonché di bellezze naturali, ma anche assillate dalla povertà economica. Un terzo motivo di acceso interesse è la rappresentazione della violenza insita nei "trattamenti sanitari obbligatori", risalenti alla legge del 1904, che permettevano la "costrizione manicomiale" su semplice indicazione di opportunità rilasciata dal medico.
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Arbib Herbert Avraham
Cielo nero
br. Nell'estate del 1967, dopo disordini, massacri e saccheggi, furono espulsi gli ultimi ebrei dalla Libia, quasi seimila persone, e i loro possedimenti vennero confiscati. Così ebbe fine una comunità i cui inizi risalivano ai tempi del Tempio di Salomone.
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Carpi Anna Maria
Io dimentico
br. "È un libro composito e diffratto Io dimentico", scrive Paolo Giovannetti nella postfazione al volume. I racconti che lo compongo parlano, ognuno a suo modo e attraverso diverse voci, di uno spaccato di vita di Anna Maria Carpi. Dalle vicende familiari narrate in "Era nel '38" e rielaborate in "Infanzia di guerra", alla Venezia accademica di "Due bianchi come noi", che ci apre una finestra sul mondo universitario cafoscarino degli anni Duemila, "Io dimentico" ci accompagna in un gioco di specchi e rimandi, di narrazioni in prima e in terza persona, divagazioni, digressioni e onde concentriche, mai casuali. Perché, come afferma l'autrice nel breve scritto che dà il titolo al volume, "ciò che si ripete c'è speranza che resti meglio impresso a chi legge e vive di oblii, me compresa".
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Valgoi Nicole
La Bella Aut la Bestia. Non ho mai voluto fare la modella
br.
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