16mo, br. ed. piccola firma di app. altrimenti come nuovo.
8vo, br. ed. 298pp. Nel 1928 Ludwig Lindner, un liberale protestante, viene nominato console della Repubblica di Germania a Genova e sposta in Liguria la sua famiglia, composta dalla moglie, Elisabeth Binswanger, di famiglia ebraica, e dai figli Lore e Wolfgang. Lore era la mamma dell'autrice di questo libro. Tra i due rami della famiglia – quello che resta in Germania e quello trapiantato in Italia – intercorre un fitto carteggio: centinaia di lettere scritte con cadenza regolare dalla nonna Lina e dalla sua nipotina Anneliese, destinate ai parenti «italiani». Trascritte e tradotte nei loro passaggi più importanti, queste lettere rappresentano ora un documento eccezionale, che ci permette di vivere in presa diretta le vicende di una famiglia ebraica tedesca dall'ascesa al potere di Hitler, nel 1933, alla deportazione delle due donne, nel 1942. Dalla serenità di un giardino sulle rive del Danubio all'inferno del Lager. Il carteggio, composto di parole sincere, intime, familiari, strazianti, descrive nel suo complesso il lento percorso, durato nove interminabili anni, attraverso il quale nonna e nipote vengono condotte senza pietà, umiliazione dopo umiliazione, all'esito atroce della deportazione e della morte. Grazie al lavoro di contestualizzazione storica operato da Mara Fazio, in queste pagine il lettore ha il privilegio di seguire la storia in prima persona, condividendo la commozione, l'angoscia, le esili speranze, la dignità, l'impotenza e il terrore che le parole di queste lettere ancora suscitano a distanza di ottant'anni. Ed è tanto più importante che l'operazione di recupero di questo materiale unico sia stata compiuta proprio da Mara Fazio, una diretta discendente, che oltre alla competenza storiografica mostra una dedizione ostinata, ispirata da profonda pietas filiale, dolorosamente percepibile.
8vo, br. ed. Gli ombrelloni colorati sono sistemati accanto ai tavolini. Il bambino chiede: «Nonna, è vietato agli ebrei?». La nonna risponde di sì. Il bambino si limita a dire «Che peccato» e poi si distrae correndo dietro a un pallone. Un uomo cammina lento e impassibile sulle rotaie, deciso a farsi travolgere dal tram. Quando lo sollevano, il corpo sanguina. Sulla giacca, la stella gialla è ancora intatta. Dalla casa di riposo escono ogni mattina quattro vecchiette. Portano i loro sacchetti di pane e devono rimanere fuori fino alle otto di sera per evitare i rastrellamenti. Sembra un dipinto di Bruegel o il motivo grottesco di un'opera teatrale. Ma questa è Amsterdam nei primi anni Quaranta; nessun ebreo può entrare in un edificio pubblico o riposarsi su una panchina nel parco. Negli stessi giorni in cui, nella capitale olandese, Anna Frank ed Etty Hillesum scrivono i loro diari, anche la scrittrice Carla Simons annota la quotidianità del dramma che si consuma sotto i suoi occhi in un tragico crescendo. Rimasto per anni custodito in un archivio di Bologna, questo testo sorprendentemente delicato e drammatico vede ora la luce per la prima volta in Italia.
8vo, br. ed. 428pp. Fra le grandi narrazioni che hanno accompagnato la storia dell’uomo, quella dell’Esodo dall’Egitto è senza dubbio una delle più dense di significato, e il testo biblico che l’ha tramandata fino a noi ne è la vivida testimonianza letteraria. La potenza evocativa delle descrizioni – dalle dieci piaghe d’Egitto al prodigio del Mare dei giunchi – rischia tuttavia di lasciare in ombra gli sviluppi sotterranei del mito. In questo saggio Jan Assmann, con profondità e vastità di sguardo, interroga il libro dell’Esodo dal punto di vista dell’«egittologo che opera nel campo delle scienze culturali», risalendo alle origini dei suoi nuclei mitici e indagandone gli effetti e i riverberi nel tempo. Sarà così possibile vedere da una nuova prospettiva la cruciale rivelazione nel roveto ardente, allorché Yahweh manifesta la propria volontà e stabilisce un patto con il popolo eletto: «Con l’idea del patto viene al mondo la “fede”, che rappresenta l’autentica, rivoluzionaria novità del monoteismo biblico, sia esso veterotestamentario, neotestamentario o islamico». Nell’Antico Testamento, infatti, «“fede” ha lo stesso significato di “fedeltà”, ovvero fiducia nel patto». E il «monoteismo della fedeltà» porterà a una nuova idea di religione, in grado di gettare «le basi per un rapporto totalmente nuovo con il mondo, con Dio e con il tempo» – un rapporto destinato a perdurare fino alla modernità.
PARIS, Firmin Didot Frères - 1869 - In-8 ° Relié dos cuir frotté - Initiales dorés J.H. au 1er Plat - Tomes I 1 II seuls - T. I : Préface I à VIII - 140 figures - 527 pages - T. II : Avant-Propos I à VI - 421 pages - 97 figures.
1925Very Good French Paperback. Samll 4to. (27 x 18 cm). In French. 16 p. La littérature Samaritaine (Supplement -Encyclopedie de l'Islam- a l'art Samaritains, Tome IV, Livrasion C). Samaritan literature. Gaster was a Romanian, later British scholar, the Hakham of the Spanish and Portuguese Jewish congregation, London, and a Hebrew and Romanian linguist. Moses Gaster was an active Zionist in Romania as well as in England, where in 1899 he helped establish the English Zionist Federation. He was the father of Jack and Theodor Gaster and the grandfather of Marghanita Laski. He was also son-in-law to Michael Friedländer and father-in-law to Neville Laski.
2013New English Paperback. Pbo. Demy 8vo. (21 x 13,5 cm). In English. 418 p. The official line that successive Turkish regimes have frequently repeated and which has firmly established itself in both Turkish and foreign public opinion is that the Republic of Turkey is one of those rare countries in which antisemitism has never taken root, and in which Jews have thus lived for centuries within a tolerant atmosphere of peace and tranquility, but it simply isn't true. Along with antisemitism are the conspiracy theories in which the "Jew" or the "Zionist" feature as the main actors that are widely seen throughout Turkish society. In fact, this state of affairs is not only pervasive but has even become "normal" to the point of banality, so much so that it tends to draw no reaction from either the country's intellectuals or politicians. This book contains a collection of author's published articles on the subject-a subject that has received no serious treatment in Turkey, and as such attempts to fill the gaping hole in our knowledge of this widespread yet rarely discussed phenomenon and, as such, stands as an indispensible source for those interested in Turkey and antisemitism.
2013New English Paperback. Pbo. Demy 8vo. (21 x 13,5 cm). In English. 136 p. This study focuses on the pardons of the Hamidian era by using the petitions which were written by the convicts, accused people or their relatives to the Sublime Porte. Beside the lives, prison conditions and accusations of the convicts, the pardon petitions constitute a useful source to see the nature of the relationship between state and the ordinary people. This study argues that although requesting a pardon seems to have been a kind of obedience to the authority, the relationship established on pardons was established through bargains and negotiations. The process of granting pardons was an interactive one in which the actors negotiated on the conditions according to the position of supplicant. Also, the petitions allow us to see the debated characteristics of the Hamidian era from the eyes of the ordinary people. This study claims that the pardon was a state policy and it was especially applied during the Armenian Events of the 1890s, the banditry problem and tribal conflicts. Moreover, to gain the loyalties of the outlaws, to use them as informers and collaborate with them in the critical areas of the Empire, pardons were a step in allowing the state to make alliances without losing its prestige. Through the discretionary power of forgiveness, the Sultan tried to restore the monarchical ideology, namely the merciful image of Sultanic rule, which was a distinctive element of monarchical power. While granting pardons, the Abdülhamid regime expected from the convict less loyalty or regret than certain services, and active collaboration on particular issues - a tension which constituted the dynamics of the pardon negotiations.
2013New English Paperback. Pbo. Demy 8vo. (21 x 13,5 cm). In French. 424 p. Ce livre est à la fois une autobiographie et une mémoire d'un Juif qui a immigré de la Bessarabie à Constantinople au début du XXème siècle. L'auteur Albert Kant était un fermier dans une des fermes établie par sa famille et leur associés à Bandirma, ville sur la côte Egéenne de la Turquie. Tout au long de son récit l'auteur nous raconte comment ils ont pu faire face aux diverses difficultés survenues pendant la Guerre d'Indépendence menée par les Forces Kémalistes contre l'Armée Grecque ainsi que les difficultés rencontrées sous la jeune République Turque. Ce mémoire constitue une lecture indispensable aux lecteurs et chercheurs interessés par l'histoire des Juifs sous l'Empire Ottoman et la République Turque.
1989New English Paperback. Pbo. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In French. [vii], 33, [35] p. Balat: Faubourg Juif d'Istanbul.
1975264p. Profusely illustrated, some in color. Pictorial end papers. Last page slightly foxed. Small 4to. Original full red cloth binding decorated and lettered in gold. Original priced dust jacket worn at extremities. Hardbound. Very good+. RELIGION BOX 6
in-8°, 258 pp., illustrations photographiques en noir hors texte, broche, couv. illustree a rabats. Bel exemplaire. [109B-8] Hebreux - Assyriens - Babel - Sumer - Temples bouddiques - Chine.
197220 page magazine. 9 x 6". Reproductions of black and white photos. A monthly publication intended as a medium of information concerning the Jews, Israel and the work of the American Board of Missions to the Jews, Inc. Features: Salutation by Daniel Fuchs discusses reaction of Jewish media to Christian Hebrews; Summer Camp in Jerusalem; "Jacob's Well" at First Baptist Church, Dallas; Long Island Missionary Team Reports - photo-illustrated article; Incidents from the Field; Why not acknowledge Christianity's debt to Judaism?; and more. Printed upon glossy stock. Moderate wear. Clean and unmarked. A sound copy. Book
1889Placchetta, in -8°, 16 pp. più tre tavole riproducenti caratteri tipografici ebraici e musicali.
1949In -4°, pp. 112, brossura editoriale. Libro intonso. La tiratura totale comprendeva solo altre 350 copie. Il libro, in prima edizione, è un resoconto contemporaneo della nascita dello stato di Israele. Il suo autore, Nicolas Baudy, nato in Ungheria decise di emigrare in Francia molto giovane, considerato il numero chiuso imposto ai tempi nel suo Paese di nascita agli ebrei circa l’accesso agli studi. Dopo aver militato nella legione straniera ed essere stato prigioniero dei tedeschi riuscì a evadere dal campo di concentramento e a unirsi alla Resistenza francese. Dal 1949, anno di pubblicazione di questo libro, al 1963, fu redattore capo della rivista “Evidences”, pubblicata dall’American Jewish Committee.