497 résultats
8vo, cloth in dj, pp.265. Two thousand years ago, 967 Jewish men, women, and children?the last holdouts of the revolt against Rome following the fall of Jerusalem and the destruction of the Second Temple?reportedly took their own lives rather than surrender to the Roman army. This dramatic event, which took place on top of Masada, a barren and windswept mountain overlooking the Dead Sea, spawned a powerful story of Jewish resistance that came to symbolize the embattled modern State of Israel. The first extensive archaeological excavations of Masada began in the 1960s, and today the site draws visitors from around the world. And yet, because the mass suicide was recorded by only one ancient author?the Jewish historian Josephus?some scholars question if the event ever took place. Jodi Magness, an archaeologist who has excavated at Masada, explains what happened there, how we know it, and how recent developments might change understandings of the story. Incorporating the latest findings, she integrates literary and historical sources to show what life was like for Jews under Roman rule during an era that witnessed the reign of Herod and Jesus?s ministry and death. Featuring numerous illustrations, this is an engaging exploration of an ancient story that continues to grip the imagination today.
8vo, ril. ed. sovracop. pp.xx-308. Per gran parte del XX secolo, l'Europa è stata perseguitata da una minaccia scaturita dalla propria immaginazione: il bolscevismo giudaico. Questo mito - che riteneva il comunismo un complotto ebraico volto a distruggere le nazioni d'Europa - era una fantasia paranoica, eppure i timori di una cospirazione giudaico-bolscevica si affermarono dopo la Rivoluzione russa e si diffusero in tutta Europa. E durante la Seconda guerra mondiale tali paure contribuirono a seminare la morte, l'odio e l'orrore. Il racconto di Paul Hanebrink inizia con i movimenti controrivoluzionari che turbavano l'Europa alla fine della Prima guerra mondiale. Fascisti, nazisti, cristiani conservatori e molti altri europei, terrorizzati dal comunismo, immaginavano i bolscevichi ebrei come nemici sul punto di varcare i confini per sovvertire l'ordine dall'interno con le loro idee devastanti. Negli anni che seguirono, il bolscevismo giudaico fu un'arma politica potente e facile da usare. Dopo l'Olocausto, quello spettro, lungi dal morire, semplicemente si modificò, diventando uno dei componenti della guerra fredda. Dopo un'ennesima trasformazione, persiste ancora oggi su entrambe le sponde dell'Atlantico nella politica tossica del nazionalismo di destra rivitalizzato.
8vo, br. ed. 243pp. Circa un milione e mezzo di bambini furono assassinati nella Shoah; pochissimi si salvarono sopravvivendo nascosti, in fuga, alla non vita dei ghetti est-europei e dei lager. Per lungo tempo nessuno si interessò alla loro vicenda, e i sopravvissuti si chiusero nel silenzio. La storia e la memoria dell'infanzia ebraica perseguitata dal nazifascismo ricevettero scarsa attenzione, partendo dallo stereotipo in base al quale i bambini sono troppo piccoli per avere ricordi. Ma che cosa accadde ai bambini durante la Shoah? Quali tipi di esperienze attraversarono, e come essi stessi le percepirono e le vissero? Come cercarono, pur piccoli, di testimoniare quanto stava loro accadendo, consapevoli della necessità di lasciare traccia? Quanti decisero invece di tacere per decenni per cercare di lenire il dolore, e quale sguardo proiettano oggi i testimoni, a distanza di tempo, sulle vicende persecutorie della loro infanzia? E soprattutto che cosa accadde dopo, quando per la maggior parte di loro, nati già durante la persecuzione, la fine della guerra non significò ritornare alla vita ma dover iniziare a vivere un'infanzia che era stata loro preclusa? Con la ricostruzione della storia e della prospettiva dei bambini nella Shoah, l'autrice restituisce dignità di ascolto ai bambini di allora, e al contempo mostra come non solo la percezione di quanto accadeva ma anche le modalità stesse in cui lo sterminio dei bambini fu concepito furono uniche e troppo a lungo trascurate nella storiografia della Shoah.
8vo, tela ed. in sovracoperta, pp.710. L'ebraismo ha mantenuto invariata la sua fortissima identità nonostante le innumerevoli forme e credenze che hanno costellato il suo corso millenario. Il libro di Martin Goodman offre la prima storia complessiva della sua nascita, della sua evoluzione e delle sue diverse correnti e tradizioni. Dalle origini della religione ebraica nel mondo politeistico del secondo e primo millennio al culto del tempio d'epoca cristiana, Storia dell'ebraismo racconta le vicende di rabbini, mistici e messia medievali e agli albori dell'età moderna, descrive le varietà religiose contemporanee dall'Europa alle Americhe, dall'Africa all'India e alla Cina, così come le istituzioni e le idee sulle quali si fonda ogni forma di ebraismo. Intrecciando i diversi fili del dibattito filosofico e dottrinario che attraversa tutta la sua storia, questo libro, autorevole e coinvolgente insieme, restituisce la cronaca di una tradizione fondamentale per l'eredità spirituale umana.
8vo, rilegat. ed. sovracoperta, cofanetto. 510pp. «La letteratura dei palazzi, o Hekalot, come si chiamano in ebraico, è antica, misteriosa, difficile. Mette soggezione anche al lettore esperto, abituato a vedersela con i testi astrusi della qabbalah, la sapienza segreta del giudaismo, che si è forgiata tra il XIII e il XVI secolo. Per quanto siano complesse le allegorie dei mistici medievali e della prima età moderna, questi palazzi a perpendicolo su dirupi di luce rimangono una meta proibitiva, quasi irraggiungibile. La letteratura degli Hekalot precede la qabbalah. La precede nel tempo, giacché comincia a costituirsi nei primi secoli dell'età volgare, e la precede nell'ordine mentale e nell'immaginario collettivo. Chi giunge alle dimore divine, e riesce a penetrarvi, entra in un'aristocrazia sapienziale, invidiata e ambita. Il percorso è pericoloso. Alle porte degli edifici superni vigilano guardiani scorbutici e maneschi. Bisogna saperli prendere con le buone, ingraziarseli, oppure aggirarli ricorrendo a qualche aiuto altolocato. Ma non è solo l'itinerario difficile a respingere molti, o forse quasi tutti. Il problema, con cui si scontrava l'adepto in età antica, e che ancora oggi scoraggia più di un lettore, è capire il perché di tanta fatica. Cosa si trova in cielo? Beninteso, non nel cielo volgare dei nostri viaggi intercontinentali. Quello che qui importa è il cielo incontaminato della sapienza primordiale. Il cielo abitato da Dio e dalla sua corte celeste. Il cielo affollato di angeli, protetto da mura altissime di tizzoni accesi, a un tempo percorso da melodie dolcissime e scosso da paurosi boati. Cosa c'è da vedere, cosa c'è da sapere? Questo è l'argomento del nostro libro. Le pagine che seguono sono una risposta alla domanda che, da sempre, s'è fatta a chi torna. Cos'hai visto? Ne valeva la pena? Cosa c'è "là"»? (dall'Introduzione)
8vo, br. ed. 186pp. Les Khazars : une énigme historique de la taille d'un empire disparu qui aurait duré du VIIe au XIe siècle de notre ère et qui s'étendait entre la mer Caspienne et la mer Noire, de la Volga à la chaîne du Caucase, au croisement des grandes routes commerciales et des zones d'influence des trois spiritualités chrétienne, juive et musulmane. Comment retracer l'histoire de ce peuple cavalier d'origine turco-mongole ? Pourquoi les Khazars se sont-ils convertis massivement au judaïsme ? Pourquoi leur empire s'est-il écroulé ? Pourquoi ont-ils été si longtemps oubliés ? Et pourquoi, d'Arthur Koestler à Marek Halter, font-ils rêver ? Voilà les questions auxquelles tente de répondre cet ouvrage, mettant à contribution spécialistes et passionnés de la Russie.
2 volumi, 8vo, leg. edit. pp.1401, sovracoperta in cofanertto . "Sionista. L'aggettivo suona come un insulto. Il termine oggi e' talmente svalutato che la realta' cui si applica ha finito per sparire sotto i sedimenti della stigmatizzazione e persino, come in certe occasioni internazionali, della demonizzazione. Alla realta' di una fede e di una cultura, il discorso antisemita ha risposto con fantasie tremende (l'omicidio rituale, tra l'altro), soffocando nella paura un oggetto di conoscenza. Alla realta' di un'ideologia e di un movimento nazionale sostanzialmente atipico, il rifiuto risponde con il marchio d'infamia, ma non ci dice che cosa esso sia e, ancora meno, che cosa sia stato. Il sionismo e' a tal punto sepolto sotto strati e strati di riprovazione che oggi e' difficile determinare serenamente che cosa fu, in quali condizioni nacque, l'humus che lo nutri' e la pluralita' dei suoi significati. Posto di fronte ai problemi della modernita' politica, imboccando in particolare la strada della nazione, della laicita', dell'utopia sociale e della cultura come nuova forma della dimensione religiosa in societa' secolarizzate, il sionismo, lungi dal rivolgersi solo agli ebrei, contribuisce a porre le domande capitali del XX secolo. Che ne e' dei rapporti tra la lingua e la nazione, tra popolo e territorio, cosa succede a una fede nazionale nel processo globale di laicizzazione del mondo? Cosa accade alle forme culturali del politico nelle societa' massificate in cui il sionismo inizio' a prendere forma piu' di un secolo fa?" (Dall'Introduzione)
8vo, 449pp. prima edizione
8vo, br. ed. 356pp. Nell'Europa del diciannovesimo e ventesimo secolo gli ebrei vissero in modo contraddittorio - talvolta drammatico - ma anche straordinariamente fecondo il conflitto fra il rispetto della tradizione e le sempre più pressanti esigenze di integrazione poste dall'avvento della società moderna. In questo libro, che chiude idealmente la trilogia composta da "Destini e avventure dell'intellettuale ebreo" e "Passione e tragedia", Riccardo Calimani ricostruisce la tormentata storia della comunità ebraica in due paesi chiave nel panorama culturale del Novecento europeo, la Francia e l'Ungheria, e analizza la personale "inquietudine" e le trame esistenziali dei suoi esponenti più famosi. Con questo libro Calimani completa la mappa dell'intellighenzia ebraica europea, raccontando come ogni suo membro affrontò il problema del rapporto con le proprie origini nel sempre più fosco scenario in cui si stavano creando le premesse della Shoah.
16mo, br. ed. 167pp. La violenza inaudita della Shoah, le sfide poste dal dopoguerra e il conflitto in Medio Oriente costringono gli ebrei a fare i conti con un'identità in divenire, combattuti fra il rispetto letterale della tradizione e il desiderio di un rinnovamento spirituale e culturale. Perciò, oggi più che mai, occorre chiedersi: cosa significa essere ebrei? Riccardo Calimani racconta, attraverso i suoi occhi e la sua esperienza, il mondo ebraico rivolgendosi a chi ne sa poco o nulla, declinandolo in tutte le sue sfaccettature: dalla cucina kasher alle feste religiose, dal Bar Mitzvah alla storia delle persecuzioni, dal pensiero geniale di Einstein e Freud al proverbiale umorismo ebraico. Questo libro, serio e dissacrante al tempo stesso, insegna che essere ebrei significa forse essere controcorrente, inquieti, allenarsi ad opporre leggerezza e ironia a pregiudizi, diffidenza e contraddizioni.
8vo, br. ed. vistosa dedica nella pagina di titolo. altrimenti come nuovo. ripruzioni fotograiche a colori dall'esposizione a roma cascina dei vallati 17 ottobre 2017-30 marzo 2018, nell'anniversario della proclamazione delle legi razziali in italia. phto ocumentation of racial laws in 1938 Italy. in italiano. .
8vo, br. ed. 433pp. La cronaca di un intenso amore. L'incontro tra mondi diversi sullo sfondo dell'«epoca ebraico-occidentale» di cui Kafka è l'estremo rappresentante. L'ultima grande testimonianza della koinè praghese, ceca-tedesca-ebraica. Le lettere di Franz Kafka a Milena Jesenská vengono presentate qui per la prima volta integralmente e in una nuova traduzione. L'edizione restituisce la complessità del testo originale facendo emergere l'assoluto valore letterario e riscoprendo le fonti segrete che ispirano l'autore: da Dostoevskij a Dante, da Kierkegaard a Nietzsche, dal Tao al Vangelo di Giovanni, alla Cabbalà. Si dipana così un percorso attraverso differenti gradi della scrittura in cui il vissuto si intreccia all'elaborazione visionaria di Kafka e si proietta su molteplici piani di senso in un dialogo con le grandi voci antiche e moderne del pensiero e della letteratura. Un itinerario ai limiti della parola e del dicibile, senza approdi definitivi perché, scrive Kafka a Milena, «siamo in ogni caso in viaggio, più che partire non si può».
8vo, br. ed.
8vo, br. ed. pp.307.
8vo, br. ed. pp.97.
8vo, ril. un sovracoperta. 483pp. Il campo per famiglie di Auschwitz è l'unico in cui vivono i bambini. Come uccelli rari in gabbia, i piccoli passano le loro giornate nel blocco 31, il paravento di normalità che i nazisti hanno preparato per gli ispettori della Croce Rossa. In questa baracca, che è poco più di una stalla, Fredy Hirsch, un trentenne ebreo tedesco, ha organizzato una scuola clandestina, dotata addirittura di una vera biblioteca. Gli otto volumi che la compongono - fra cui "La breve storia del mondo" di H.G. Wells, un trattato di Freud, "Il buon soldato Svejk" e "Il conte di Montecristo" - sono affidati alle cure della quattordicenne cecoslovacca Edita. Squadernati, strappati e malridotti, i libri sono arrivati al campo per vie clandestine e pericolose, e difenderli non è certo semplice. Edita è disposta anche a rischiare la vita per salvare il suo tesoro, l'unico che le permette di fuggire dal dolore e dal plumbeo grigiore del campo di sterminio. Sarà proprio la sua fiducia nel potere dei libri a consentirle di sopravvivere all'orrore. Una storia vera di coraggio e speranza.
8vo large Paperback. 279pp. Hellenistic Egypt was the setting for perhaps the first Jewish Golden Age, a time "golden" in Jewish memory as an era of vibrant cultural interaction between the Jews and their gentile hosts. This is the story of the adventures and misadventures of the people of Israel in the land of Egypt the years shrouded in the mists of biblical history under the Pharaohs; the strange intermezzo of the Jewish mercenary detachment on the island of Elephantine on the upper Nile; the apogee of Jewish culture under Ptolemies; and finally, the Jewish community's rapid decline and catastrophic disappearance under Roman rule. Joseph Mélèze Modrzejewski uses scientific analysis to illuminate the reality underlying our image of the past. The biblical accounts and Jewish and pagan literary texts are juxtaposed with discoveries of a century of archaeological and papyrological research that has unearthed the edicts of emperors as well as the humble correspondence of common people. In a tantalizing epilogue, Modrzejewski probes a turning point in Western civilization: the brief but crucial episode when budding Christianity and the Alexandrian Jews parted company.
8vo, br. ed. 103pp. Accusa del sangue è l'espressione ebraica che da quasi mille anni a questa parte gli ebrei sono stati costretti a imparare. Essa designa ellitticamente l'accusa rivolta contro gli ebrei, di usare il sangue dei cristiani come ingrediente dei cibi e delle bevande prescritti per le feste pasquali". Così il grande studioso del mito Furio Jesi esordisce in questo suo libro. L'accusa del sangue non è fondata su fatti, è un'invenzione. Per controbatterla occorre smontare la convinzione dell'accusatore, scavando nelle figure immaginarie dell'antisemitismo, sia di quello popolare sia di quello colto. Ovvero è necessario comprendere non solo i miti, ma la macchina mitologica che produce superstizioni, credenze, luoghi comuni. Jesi si addentra nella cultura profonda, nelle ossessioni dell'antisemitismo moderno, individuandone le permanenze antiche. Perché l'accusa del sangue non è una credenza che si è persa nella notte dei tempi, ma riguarda anche periodi a noi vicini. Ricomparsa a Damasco nel 1840 (l'episodio da cui prende le mosse questo saggio) e ripetutasi più volte nel corso del Novecento, essa parla delle molte paure che popolano la nostra quotidiana attualità
8vo, ri. tela ed. in sovracoperta collana "Storia e società", numero pagine 380
8vo, hardcover in dj. This book proposes that the idea of the Jews in European cultures has little to do with actual Jews, but rather is derived from the conception of Jews as Christianity's paradigmatic Other, eternally reenacting their morally ambiguous New Testament role as the Christ-bearing and -killing chosen people of God. Through new readings of canonical Russian literary texts by Gogol, Turgenev, Chekhov, Babel, and others, the author argues that these European writers?Christian, secular, and Jewish?based their representation of Jews on the Christian exegetical tradition of anti-Judaism. Indeed, Livak disputes the classification of some Jewish writers as belonging to "Jewish literature," arguing that such an approach obscures these writers' debt to European literary traditions and their ambivalence about their Jewishness. This work seeks to move the study of Russian literature, and Russian-Jewish literature in particular, down a new path. It will stir up controversy around Christian-Jewish cultural interaction; the representation of otherness in European arts and folklore; modern Jewish experience; and Russian literature and culture. About the Author: Leonid Livak is Associate Professor at the University of Toronto, where he teaches at the Department of Slavic Languages and Literatures and in the Centre for Jewish Studies. He is the author of How It Was Done in Paris: Russian Émigré Literature and French Modernism (2003).
8vo, hardcover in dj, 262pp. In Quarantine! Howard Markel traces the course of the typhus and cholera epidemics that swept through New York City in 1892. The story is told from the point of view of those involved?the public health doctors who diagnosed and treated the victims, the newspaper reporters who covered the stories, the government officials who established and enforced policy, and, most importantly, the immigrants themselves. Drawing on rarely cited stories from the Yiddish American press, immigrant diaries and letters, and official accounts, Markel follows the immigrants on their journey from a squalid and precarious existence in Russia's Pale of Settlement, to their passage in steerage, to New York's Lower East Side, to the city's quarantine islands. At a time of renewed anti-immigrant sentiment and newly emerging infectious diseases, Quarantine! provides a historical context for considering some of the significant problems that face American society today.
8vo, hardcover in dj. 387pp. From the award-winning historian of the Holocaust, Europe Against the Jews, 1880-1945 is the first book to move beyond Germany?s singular crime to the collaboration of Europe as a whole. The Holocaust was perpetrated by the Germans, but it would not have been possible without the assistance of thousands of helpers in other countries: state officials, police, and civilians who eagerly supported the genocide. If we are to fully understand how and why the Holocaust happened, Götz Aly argues in this groundbreaking study, we must examine its prehistory throughout Europe. We must look at countries as far-flung as Romania and France, Russia and Greece, where, decades before the Nazis came to power, a deadly combination of envy, competition, nationalism, and social upheaval fueled a surge of anti-Semitism, creating the preconditions for the deportations and murder to come. In the late nineteenth century, new opportunities for education and social advancement were opening up, and Jewish minorities took particular advantage of them, leading to widespread resentment. At the same time, newly created nation-states, especially in the east, were striving for ethnic homogeneity and national renewal, goals which they saw as inextricably linked. Drawing upon a wide range of previously unpublished sources, Aly traces the sequence of events that made persecution of Jews an increasingly acceptable European practice. Ultimately, the German architects of genocide found support for the Final Solution in nearly all the countries they occupied or were allied with. Without diminishing the guilt of German perpetrators, Aly documents the involvement of all of Europe in the destruction of the Jews, once again deepening our understanding of this most tormented history.
8vo, br. ed. 1st edition. 344 pages