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2013br. Il mondo in cui nasciamo, l'ambiente in cui viviamo, lo sfondo del nostro agire. Volenti o nolenti siamo sempre inseriti in uno spazio. Uno spazio che comunica, elabora azioni, suscita passioni. E dice molto sulla società, sui soggetti che lo vivono. I luoghi parlano e raccontano la nostra cultura. Ma sono anche qualcosa di cui si parla: nei media, nel turismo, nei dibattiti cittadini, nelle pubblicità, nei film. Diretto a tutti coloro che per motivi di studio, di lavoro o di semplice curiosità sono interessati a conoscere gli strumenti e i modelli che la semiotica utilizza per analizzare luoghi, progetti, percorsi, il volume mostra attraverso esempi variegati come il senso dello spazio si costruisca nelle continue negoziazioni tra gli attori sociali, nelle relazioni tra pratiche, oggetti e soggetti, nei sommovimenti e nelle trasformazioni che ogni ambiente sperimenta. È considerando la dialettica tra spazio dato e spazio vissuto, tra luoghi che parlano e luoghi di cui si parla, tra organizzazioni significanti e corpi semoventi che si possono cogliere il significato e il valore della spazialità.
2020brossura Sarde a beccafico, cuscus, minestra di tenerumi, caponata, pasta alla Norma, pasta con le sarde, involtini di carne, cassate e cannoli, fritture varie: ecco i più tipici piatti della tradizione gastonomica siciliana, stereotipi alimentari tanto amati sia dai turisti sia dai siciliani doc. Ma cosa rende così apprezzate queste pietanze? E, soprattutto, cosa fa sì che siano diventate fra le più rappresentative della cucina - e in generale della cultura - siciliana? Se la tradizione è un'innovazione riuscita, un'invenzione efficace, questo volume prova a spiegare, con gli strumenti della semiotica, attraverso quali dispositivi antropologici, discorsivi e testuali sia nata - e soprattutto si sia affermata - la tradizione culinaria siciliana. Ogni capitolo del libro prende in considerazione uno di questi piatti, scavando nel profondo della loro significazione e ricostruendone le forme semiotiche: quelle che fanno venire l'acquolina in bocca, sbandierando al tempo stesso una mitologica identità locale. Ne viene fuori un apparato culinario composito ma coeso, articolato sulla base di una serie di relazioni logiche che legano tra loro piatti e ingredienti, pratiche sociali e racconti dell'origine, preparazioni e degustazioni, cuochi e commensali.
2006bross. edit. ill., minime tracce d'uso in cop.
1986[Semiotica corporeità](cm. 21.7) Piena tela editoriale, tit. in oro al dorso, sovracoperta figurata a colori, -pp. 116+ indice+ 12 tavole a colori fuori trwsto con riproduzioni fotografiche di statue, dipinti ed incisionii con immagini di corpi., dal Bronzo di Riace al volto in un dipinto del Carracci... dal risvolto in sovracoperta:"In un tempo come il nostro in cui si parla di riscoperta del corpo, c'è da chiedersi se questo coprpo in realtà non cerchi di astrarre facoltà, di inventariare doti, rischiando appunto di perdere unitarietà...I 5 sensi, le caratteristiche degli organi, il sangue la pelle, il cervello sono aspetti che l'autore indaga senza mai perdere però la sua intuizione: i significati metaforici sono più rileventi delle funzioni, perchè conferiscono alle funzioni materiali un senso...Perfetto esemplare pari al nuovo. [n34] Libro
1979Brossura pocket datata, vol. 1 della collana, copertina telata con usure da conservazione e compressione, patinato imperfetto con sofferenze e carenze, ingiallimento e scoloriture nel pigmento, pieghe e tracce di attrito alle estremità e dorso, parti scurite da polvere e umido, cura di G. P. Caprettini e D. Corno, fogli integri e in buono stato, pulviscolo e fioriture si addensano ai tagli. N. pag. 451. USATO
1997Mm 140x220 Collection "Guides Repères". Nouvelle édition. Brossura editoriale di 191 pagine. Esemplare in ottime condizioni. Testo in lingua francese - french text. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
2008LIGUORI 2008 280 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME IN OTTIME ED ECCELLENTISSIME CONDIZIONI Ci stiamo dirigendo verso forme di conflitto assai diverse da quelle cui la modernità ci aveva abituati. E gli attuali conflitti identitari, in particolar modo, le lotte per il riconoscimento, sollecitano una immaginazione “negoziale” in grado di andare oltre le tradizionali categorie politiche e sociali.Il libro di Germano Scurti elabora nuovi risvolti problematici che emergono assumendo il riconoscimento come concetto fondativo dell’identità e del legame sociale e mettendolo in relazione ai mutamenti della “geografia situazionale” della vita sociale così come affiorano da un’analisi storico-critica del concetto di visibilità, ovvero dei processi produttivi e riproduttivi che si svolgono nel contesto pratico della vita sociale, appunto nei media come territorio della vita quotidiana. L’iperrealtà della tesi della “fine della storia” (Fukuyama) ha negli ultimi anni amplificato l’urto tra l’Occidente e il resto del mondo, chiamando in causa nuove forme del conflitto. Ci stiamo dirigendo in effetti verso forme di conflitto assai diverse da quelle cui la modernità ci aveva abituati. E gli attuali conflitti identitari, in particolar modo, sollecitano una immaginazione “negoziale” in grado di andare oltre le tradizionali categorie politiche e sociali.
1985GUIDA 1985 120 PP. FONDO DI MAGAZZINO: COPERTINA LIEVEMENTE SCOLORITA, SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Negli ultimi trent’anni sonno profondamente cambiati in Italia consumi, stili di vita ed abitudini di acquisto. Sono infatti cambiati i modelli alimentari, è cambiata la moda, è cambiato il gusto nell’arredamento domestico, sono cambiate le preferenze verso gli svaghi ed il tempo libero. Questi cambiamenti riflettono ovviamente l’evoluzione economica del paese e la sua modernizzazione, ma costituiscono anche una spia, un segnale delle nuove condizioni di vita che si preparano per il futuro. Dopo aver analizzato l’evoluzione dei principali consumi privati in Italia, e dopo aver rivisitato la teoria critica del consumismo, l’autore cerca di pervenire ad una interpretazione nuova, non apocalittica della società dei consumi e del benessere. Gerardo Ragone insegna Sociologia economica nell’Università di Napoli. Tra le sue pubblicazioni sul tema dei consumi, ’Modelli di consumo e struttura sociale’ (1968), ’Psicologia dei consumi’ (1974), ’Sociologia dei fenomeni di moda’ (1976), ’Elementi di sociologia economica’ (1980).
2002ill. La semiotica, intesa come teoria e analisi critica dei linguaggi, interessa oggi non solo gli studiosi, ma tutte le persone attente al mondo della comunicazione. Il libro presenta le nozioni di base della disciplina, con particolare attenzione ai fondamenti naturali della semiosi, ad affinità e differenze tra i modi di comunicare dell'uomo e di altre specie animali, alle proprietà dei diversi codici. Continui sono i riferimenti all'odierno dibattito sulla natura delle menti, biologiche e artificiali, e al ruolo svolto dal linguaggio nella loro formazione.
2010br. II linguaggio differenzia e rende unica la specie umana rispetto alle altre specie animali o invece, inteso in un senso più ampio come capacità di comunicazione, accomuna in qualche modo tutte le specie animali? Attraverso un'ampia introduzione storica e una scelta di testi antichi e moderni, da Aristotele a Chomsky, accuratamente presentati e commentati, questo libro ricostruisce il dibattito che accompagna la scoperta e lo studio dell'animal loquens.
2012br. La comunicazione si presta alle più diverse declinazioni disciplinari, dalla psicologia, alla semiotica, alla sociologia. Meno battuta è la strada che questo libro si propone di percorrere: la comunicazione come oggetto di analisi della filosofia, in rapporto ai processi del pensiero, alle mosse cognitive che entrano nelle relazioni personali e sociali, alle grandi correnti filosofico-scientifiche della contemporaneità.
19618°, pp. 40, brossura editoriale, titolo al piatto, Estratto dagli annali della facoltà di magistero dell'Università di Bari, Vol. II, Anno, 1961, Esemplare ottimo
2021ril.
19578°, mm 210x140, pp. 246, brossura editoriale, discreto stato di conservazione, piccoli strappetti in prossimità del dorso, legatura parzialmente scollata.
1980G. PAOLO CAPRETTINI Aspetti della semiotica. Principi e storia. Torino, Einaudi 1980 italian, 208 ST1098O Brossura editoriale, volume in buone condizioni, lievi segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda 208 pagine circa Copertina come da foto
2019ill., br. I saggi qui raccolti affrontano gli interrogativi legati alla nozione di "immagine" declinandoli all'interno di ambiti culturali differenti, dall'ebraismo e dall'islam alla Cina, all'India e al Giappone. In questo modo, il volume offre l'occasione di un confronto tra modi diversi di intendere l'immagine nelle principali civiltà e religioni. Il proposito è di far emergere e discutere tratti comuni e, eventualmente, differenze irriducibili. Le prospettive scelte dagli autori coinvolgono significati diversi della nozione di immagine: dall'immagine artistica all'immagine come riproduzione della realtà, dalle immagini religiose al significato che l'immagine assume in rapporto alla scrittura. Lo sfondo teoretico che così viene messo in luce consente di ottenere un punto di vista critico ed equilibrato sull'odierna società dell'immagine e su alcune questioni di attualità molto discusse, a partire dalla questione dell'iconoclastia. Nessuna religione e nessuna cultura rifiutano l'immagine. In misure e modi diversi, l'odio delle immagini e il divieto di produrle attraversano tutte le civiltà e si rivelano sempre il frutto di forzature ideologiche.
PUF, Sociologie d'aujourd'hui, 1993, 254 pp., broché, très bon état.
19748°, 20 cm, pp. 57; 57, testo in italiano e inglese. Brosura editoriale, titolo al piatto e dorso, esemplare come nuovo
1977Volume brossurato in cartoncino semirigido lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, velate in tonalità avorio, come i tagli. Numero pagine 300. USATO
197016°, cm 19, pp. 276, brossura editoriale, molto ben conservato, sottolineatura a penna a pagina 12, 13, 28 30, 31, 33, 39. Prima edizione.
2018br. La fotografia è sempre stata un oggetto teorico dispettoso: paradossale e sfuggente. Da un lato il suo rapporto con la cosiddetta realtà, dall'altro il suo controverso statuto estetico, e su tutto il suo enorme valore sociale. Una sola cosa si può dire con assoluta certezza: produce senso. Un punto di partenza per questo libro, che ha come obiettivo descrivere i meccanismi che lo rendono possibile, indagando la relazione che si istituisce fra visibile e intelligibile. È un'altra semiotica della fotografia quella che qui Floch teorizza e mette in pratica, che non va a caccia di essenze ma di dispositivi, lasciando che emergano dalle immagini. Cinque capolavori la cui analisi diventa non una caccia ai significati, ma una teoria del fotografico: "Fox-terrier sul Pont des Arts" (1953) di Robert Doisneau, "L'arena di Valencia" (1933) di Henri Cartier-Bresson, "Il ponte di terza classe" (1907) di Alfred Stieglitz, "La cancellata bianca" (1916) di Paul Strand, "Nudo" (1952) di Bill Brandt. In appendice, un saggio che, discutendo a proposito di un museo della fotografia, solleva una questione attualissima: l'esposizione, e dunque la visione, delle fotografie.
2018br. La fotografia è sempre stata un oggetto teorico dispettoso: paradossale e sfuggente. Da un lato il suo rapporto con la cosiddetta realtà, dall'altro il suo controverso statuto estetico, e su tutto il suo enorme valore sociale. Una sola cosa si può dire con assoluta certezza: produce senso. Un punto di partenza per questo libro, che ha come obiettivo descrivere i meccanismi che lo rendono possibile, indagando la relazione che si istituisce fra visibile e intelligibile. È un'altra semiotica della fotografia quella che qui Floch teorizza e mette in pratica, che non va a caccia di essenze ma di dispositivi, lasciando che emergano dalle immagini. Cinque capolavori la cui analisi diventa non una caccia ai significati, ma una teoria del fotografico: "Fox-terrier sul Pont des Arts" (1953) di Robert Doisneau, "L'arena di Valencia" (1933) di Henri Cartier-Bresson, "Il ponte di terza classe" (1907) di Alfred Stieglitz, "La cancellata bianca" (1916) di Paul Strand, "Nudo" (1952) di Bill Brandt. In appendice, un saggio che, discutendo a proposito di un museo della fotografia, solleva una questione attualissima: l'esposizione, e dunque la visione, delle fotografie.