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8°, pp. da 9 a 229, brossura editoriale con sovracoperta illustrata, orrimo stato di conservazione. Conservati all'interno due articoli di giornale riguardanti il tema.
1979Parma, Pratiche, 1979, 16mo brossura, pp. 322. Contiene saggi, tra gli altri, di R. Jakobson - C. Levi-Strauss - R. Barthes - J. P. Vernant - C. Todorov. Ottimo stato.
2016AA.VV Lineamenti di semiotica e di filosofia del linguaggio : un contributo all'interpretazione del segno e all'ascolto della parola. Perugia, Guerra 2016 italian, 315 BTT166 Brossura editoriale, volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda, volume 4 di "Nuova serie" 315 pagine circaCopertina come da foto
2005br. Libertà e potere politico: questi i temi nodali che il grande filosofo americano affronta in questo libro. Conciliando le analisi sul linguaggio e la mente, che lo hanno consacrato sulla scena internazionale, agli ultimi progressi della ricerca nel campo della neurobiologia e delle scienze cognitive, Searle approfondisce ulteriormente la sua teoria della coscienza e dell'intenzionalità arrivando a porsi un interrogativo cruciale: quale dev'essere la natura fisica della mente affinché la libertà sia possibile?
19588°, pp. 56, testo su due colonne, brossura editoriale, titolo al piatto, Estratto dal dizionario epigrafico di antichità romane. Nel testo è espresso il significato delle parole e le più note epigrafi dove si trovano. Esemplare molto buono
réf. 53444Seuil, 1978, édition originale sur papier ordinaire, 45 pp., broché, couverture un peu défraîchie, rousseurs, état correct.
2008DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. «L’uomo è l’animale che parla, vive nel linguaggio. Questa constatazione è alla base di tutta la filosofia, da Platone a Heidegger. Oggi non abbiamo cambiato idea rispetto a quella intuizione iniziale, però inquadriamo il linguaggio in una categoria più ampia e relativamente nuova, quella della comunicazione.» La comunicazione è ovunque, a un livello sub-linguistico come sovra-linguistico, nell'arte, nella politica, nelle città, nella letteratura, nel cinema. Il linguaggio è una parte, anche se certamente dominante, della comunicazione. Questo volume non affronta solo lo studio tecnico o semiotico della comunicazione e la descrizione sociologica dei suoi contesti, ma analizza come la stessa natura umana sia determinata dal nostro carattere comunicativo. Ugo Volli offre una triplice definizione della comunicazione, come tre sono i livelli del coinvolgimento comunicativo. Il primo livello, il cerchio. La nostra umanità non può realizzarsi al di fuori di una "sfera discorsiva", l'ambiente comunicativo in cui siamo inseriti. Il secondo livello: la rete. Nella sfera della comunicazione costituiamo di continuo relazioni, costruiamo scambi, assumiamo responsabilità. Ogni atto di comunicazione è per qualcuno e si traduce nel dialogo. Questo è il livello dove nascono l'etica e l'estetica. Il terzo livello, lo sguardo. La comunicazione ci impone di costruire senso, di interpretare gli atti comunicativi cui siamo esposti, dando loro prospettiva e finalità. È a questo livello che nascono le religioni, le culture, le grandi narrazioni e i meccanismi collettivi di interpretazione del reale. Descrizione bibliografica Titolo: Lezioni di filosofia della comunicazione Autore: Ugo Volli Editore: Roma; Bari: GLF editori Laterza, 2008 Lunghezza: 222 pagine; 23 cm ISBN: 8842085316, 9788842085317 Collana: Volume 42 di Manuali di base Soggetti: Scienze della comunicazione, Società, Politica, Studi interdisciplinari, Semiotica, Semiologia, Filosofia del linguaggio, Manuali, Audiovisivi, Interazione sociale, Relazioni, Linguistica, Ermeneutica, Etica, Interpretazione, Cultura, Critica, Semantica, Teorie, Libri Vintage, Fuori catalogo, Communication Sciences, Society, Politics, Interdisciplinary Studies, Semiotics, Semiology, Philosophy of Language, Manuals, Audiovisual, Social Interaction, Relations, Linguistics, Hermeneutics, Ethics, Interpretation, Culture, Criticism, Semantics, Theories, Vintage Books, Out of print, Judaism, Job, Aristotle, Socrates, Homer, Augustine Parole e frasi comuni Abramo Agostino di Ippona ambienti discorsivi aree discorsive base Bibbia biblico Buber capacità cognitivo commento complesso comprensione condizione contenuto cultura deittica interpretazione dialogo dimensione discussione divino ebraica Emmanuel Lévinas ermeneutica fenomeni filosofia forma funzione generale Giobbe gioco greca Halakhà Hegel Heidegger interlocutori interpretazione Kabbalah idea Io uso letterale Lévinas linguaggio linguistico Martin Buber messaggio metis Midrash modalità mondo noos Odisseo Omero parla parola pensare pensiero persona Platone politica posizione principio problema processo rabbinica ragione rapporto Rashì regole relazione reshit responsabilità rispetto scrittura semantico semiotica senso sfera discorsiva pubblica significante significato sociale Socrate soggetto spazio struttura Talmud tecnica teoria testo Torah tradizione trascendenza verità versetto Parole e frasi comuni Abramo Agostino di Ippona ambienti discorsivi aree discorsive base Bibbia biblico Buber capacità cognitivo commento complesso comprensione condizione contenuto cultura deittica interpretazione dialogo dimensione discussione divino ebraica Emmanuel Lévinas ermeneutica fenomeni filosofia forma funzione generale Giobbe gioco greca Halakhà Hegel Heidegger interlocutori interpretazione Kabbalah idea Io uso letterale Lévinas linguaggio linguistico Martin Buber messaggio metis Midrash modalità mondo noos Odisseo Omero parla parola pensare pensiero persona Platone politica posizione principio problema processo rabbinica ragione rapporto Rashì regole relazione reshìt responsabilità rispetto scrittura semantico semiotica senso sfera discorsiva pubblica significante significato sociale Socrate soggetto spazio struttura Talmud tecnica teoria testo Torah tradizione trascendenza verità versetto Indice Introduzione 1. La comunicazione è un problema filosofico 1. Un animale che comunica - «Informazione e comunicazione» - 2. Iscrizione, interazione, significazione, traccia - 2.1. Iscrizione - 2.2. Interazione - 2.3. Significazione - 2.4. Lo schema elementare della significazione - «Integrazioni alla definizione di comunicazione» 2. Ambienti comunicativi 1. Sfere, cerchi, aree - 2. All'inizio, la comunicazione - 3. Il discorso, dentro e fuori di noi - 4. Tempo e spazio degli ambienti comunicativi - 5. Lingua - 6. Apertura e chiusura dell’area - 7. La responsabilità del linguaggio - 8. L’eccezione umana - 9. Esteriorità e maschera - 10. «Débrayage» - 11. Rappresentanza e rappresentazione - 12. Mimesi e sfera discorsiva - 13. Informazione e visibilità - 14. Partecipare - 15. Presenza - 16. Tensioni e opposizioni - 17. Pubblico/privato - 18. Negoziare e argomentare - 19. Apparire, parlare 3. Ragioni del dialogo I. LE DUE RADICI DEL DIALOGO 1. Una condizione paradossale - 2. Azione sugli altri - 3. Le radici II. IL DIALOGO GRECO 4. Il dialogo come genere - 5. Gorgia e Protagora: la pratica e la teoria del dialogo - 6. Combattimento per la verità - 7. A che serve discutere? - 8. Una cultura dialogica? III. IL DIALOGO BIBLICO 9. Un altro dialogo - 10. Il serpente e Caino: la seduzione e il non dialogo - 11. Abramo e la responsabilità del dialogo - 12. Il roveto ardente - 13. Il Libro di Giobbe IV. IL PENSIERO DIALOGICO NELLA MODERNITÀ E NEL NOVECENTO 14. Hegel - 15. Il Novecento - 15.1. Husserl - 15.2. Heidegger - 16. Verso un pensiero del dialogo - 16.1. Martin Buber - 16.2. Lévinas 4. Necessità dell’interpretazione 1. Storia - 2. Che cosa significa interpretare? - 3. Comprendere non è interpretare - 4. Al di là della tautologia - 5. Rifiutare l’interpretazione?- 6. L’interpretazione giuridica 5. Al principio. Interpretazione oltre l’interpretazione. Un esempio ebraico 1. Espressione e contenuto? - 2. Genesi 1,1 - 3. In principio - 4. Un’interpretazione plurale e totalizzante - 5. Ermeneutica ebraica - 6. Basi storiche e sociali - 7. Per una semiotica dell’interpretazione 6. La cicatrice di Odisseo. La costituzione discorsiva dell’Io 7. La comunicazione mediata Riferimenti bibliografici
2021br. Il libro evidenzia come alcune scoperte delle neuroscienze acquisiscano coerenza nelle teorie elaborate dalla semiotica interpretativa e mostra perché non si possa dare per scontato, come fa la neuroestetica, che il senso sia sempre inscritto nella percezione stessa e che qualunque altra interpretazione del "dato" sia superflua in quando non arricchisce ulteriormente il suo contenuto semantico. E, similmente, rileva come non sia più accettabile continuare ad analizzare i fenomeni iconici con gli strumenti della psicologia della gestalt come fa la semiotica visiva greimasiana. La relazione che unisce, oppone e disgiunge il discorso dell'arte con quello del design è osservata all'interno di un campo semantico ed è utilizzata per intersecare l'analisi delle neuroscienze con quella della semiotica. Letture di neurosemiotica tra arte e design ridefinisce l'arte elettronica (net art, cybernetic art, new media art...), come una forma di ingegnerizzazione del processo semiotico attuata per generare fenomeni estetici.
2021br. Il libro evidenzia come alcune scoperte delle neuroscienze acquisiscano coerenza nelle teorie elaborate dalla semiotica interpretativa e mostra perché non si possa dare per scontato, come fa la neuroestetica, che il senso sia sempre inscritto nella percezione stessa e che qualunque altra interpretazione del "dato" sia superflua in quando non arricchisce ulteriormente il suo contenuto semantico. E, similmente, rileva come non sia più accettabile continuare ad analizzare i fenomeni iconici con gli strumenti della psicologia della gestalt come fa la semiotica visiva greimasiana. La relazione che unisce, oppone e disgiunge il discorso dell'arte con quello del design è osservata all'interno di un campo semantico ed è utilizzata per intersecare l'analisi delle neuroscienze con quella della semiotica. Letture di neurosemiotica tra arte e design ridefinisce l'arte elettronica (net art, cybernetic art, new media art...), come una forma di ingegnerizzazione del processo semiotico attuata per generare fenomeni estetici.
19708°, mm 225x150, pp. 569, (5), tela editoriale blu con titoli in oro al piatto anteriore e al dorso, sovracoperta illustrata a colori, più che buono stato di conservazione, minime tracce d'uso al margine superiore della sovracoperta,il piatto della sovracoperta è lievemente scolorito in prossimità del dorso, ex libris applicato al contropiatto anteriore, lievemente rovinata la cerniera anteriore, con 62 illustrazioni nel testo e 22 tavole in bianco e nero fuori testo. In "I cento viaggi", collezione diretta da Franco Marenco, vol. 10, introduzione e note a cura di Vanni Bramanti.
1979Brossura pocket datata, vol. 1 della collana, copertina telata con usure da conservazione e compressione, patinato imperfetto con sofferenze e carenze, ingiallimento e scoloriture nel pigmento, pieghe e tracce di attrito alle estremità e dorso, parti scurite da polvere e umido, cura di G. P. Caprettini e D. Corno, fogli integri e in buono stato, pulviscolo e fioriture si addensano ai tagli. N. pag. 451. USATO
2019brossura Il Lessico di Iconografia Cristiana ha goduto di una favorevole accoglienza in Germania. Il testo si caratterizza non solo per la notorietà dell'autore Gerd Heinz-Mohr ma anche per la ricchezza di notizie ivi contenute, per la preziosità di certi riferimenti, per il numero stesso delle voci, che sono quattrocentosessantasette ordinate alfabeticamente in modo da rendere agevole la consultazione. Il volume prende in considerazione numerosi personaggi biblici e mitologici, figure allegoriche, i più svariati strumenti e oggetti, simboli figurati e astratti, specie animali reali e fantastiche, concetti, dogmi. Le citazioni spaziano nei campi dell'Antico e del Nuovo Testamento, con comuni riferimenti al mondo classico e a quello extraeuropeo soprattutto orientale; gli esempi figurativi gettano più di uno sguardo sulle manifestazioni artistiche dell'intera Europa attraverso i secoli. Esso dunque fornisce ampia materia per lo studio della storia dell'arte, per la trasmissione di tipologie e iconografia, per la conoscenza e l'interpretazione dei simboli e per la semiologia. Secondo l'autore infatti il Lessico intende avere un'utilità pratica, aiutando a dischiudere un mondo affascinante. Esso vuole aprire la strada a una penetrazione di quelle opere figurative oggi esteriormente accessibili con maggiore facilità e in maggiore misura che un tempo. Nelle attuali tendenze culturali e storiografiche più sensibili all'interdisciplinarità, per cui l'iconografia e il simbolo presenti in ogni manifestazione artistica diventano validi strumenti ausiliari o addirittura essenziali per la comprensione di determinati momenti della nostra civiltà, che è stata, fino ai nostri giorni, religiosa, siamo convinti che il Lessico del Mohr offra più di una informazione occasionale e permetta invece di riacquistare conoscenze storiche che si erano perdute, rafforzando così la capacità di vedere, di giudicare e di riconoscere.
Préface de Didier Anzieu, Dunod, couverture légèrement défraîchie, état très correct.
1988illustrazioni
1976415pp., 24cm., 3e éd., br., 2 cachets, traces d'usage, texte en bon état, R70148
19798°, BROSSURA, PG. 239 (9), BUONO STATO. PRIMA EDIZIONE. (C)
1994In-16° (cm. 19), pp. 239, (11). Bross. edit.
1979In-8°, pp. 239, (7). Cartoncino editoriale. Un testo è una macchina pigra chhe chiede al lettore di fare una parte del suo lavoro.
1985In-8° pp. 239, bross. edit. Sottolin. a matita ad un paio di pagine. Ex libris.
1986In-16° gr. pp. 239 con leggero ingiallimento. Bross. edit. ill. a col.
1976réf. R70148Paris, Cerf 1976 415pp., 24cm., 3e éd., br., 2 cachets, traces d'usage, texte en bon état, R70148
réf. 42684Grasset "Figures" 1985, in-8 broché, 315 p. (bel état ; épuisé dans la collection) Première édition française de ce recueil d'études de sémiotique, partant du principe que le lecteur, loin d'être passif, doit tirer du texte ce qu'il ne dit pas, mais présuppose ou promet ; c'est ce que Eco appelle la coopération interprétative du lecteur.
2017ill., br. Questo volume scaturisce da un progetto che è stato al tempo stesso didattico, di ricerca e infine editoriale e si è sviluppato nell'arco degli ultimi dieci anni. Assume, giungendo a compimento, anche un coté o un intento intellettuale e, per certi versi, politico. "Le verità del velo" vuole significare due cose: da una parte riconoscere a un oggetto - il velo che copre e dissimula le identità dei volti, dei corpi, degli individui - una certa unità di funzione, quale che ne sia la specifica declinazione spazio-temporale e culturale; dall'altra accettare, appunto, che tale oggetto sostanzialmente univoco abbia di fatto una varietà di espressioni, ricezioni, interpretazioni che lo rendono polisemico. Non solo, dunque, in contesti diversi può essere prodotto, commercializzato, indossato, rappresentato, descritto e interpretato in maniere diverse, tutte vere, a seconda dei punti di vista, ma esso anche nel medesimo contesto, anche nella stessa realtà circoscritta, anche nella stessa specifica oggettualità può avere più significati e conseguentemente ottemperare a esigenze di produzione di valore simbolico o di verità in maniera massimamente soggettiva. Contemporaneamente è un oggetto che produce discussione, dibattito, agonismi: ciascuno può cercare di dire la sua rispetto ai motivi per cui è indossato, per cui è imposto, per cui è scelto; ma anche rispetto ai motivi per cui è tolto, per cui è sottratto, per cui è abbandonato. Le stesse persone possono farne usi diversi in contesti diversi, attribuirgli un significato diverso a seconda delle situazioni, sfruttarlo, financo, in base a istanze e aspettative variabili. Dunque non esiste solo la verità di chi lo indossa, ma anche di chi lo fa indossare; ed esistono le verità di chi interpreta questo atto e lo considera ora simbolo di emarginazione e sottomissione, ora di emancipazione e libertà.
1948In-8°, cm 21, pp. XII, 110, con una carta geografica. Brossura editoriale con titoli in rosso e nero al piatto. Due piccole mancanze al margine esterno della copertina, generale ingiallitura esterna e qualche fioritura nel testo, nell'insieme ben conservato. Collana Manuali di filologia e storia. Prima edizione.