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Best.-Nr. 63656Lingua italiana, Einaudi, Piccola biblioteca, 2009, 196 pp., brossura editore, condizioni buone.
2006DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. INTONSO. Il pensiero di Adorno ha avuto e continua ad avere per chiunque si occupi di musica un'importanza decisiva che non si limita alla concettualizzazione dell'avanguardia musicale: in questo lavoro si cerca infatti di dimostrare come la riflessione adorniana sulla musica nasca rapportandosi principalmente alla tonalità e alla tradizione classico-romantica, a partire dalla quale, come si vede nella prima parte del volume, si costituisce la categoria di "materiale musicale". Tale nozione è protagonista di una "dialettica storica" che traduce nello specifico musicale il concetto adorniano di Aufklärung. La seconda parte del libro è dedicata alla figura di Beethoven, che assolve nell'estetica adorniana - centrata sul rapporto tra espressione individuale e categorie universali della comunicazione - al ruolo di un paradigma unico e non più riproducibile. La terza parte del volume si occupa della riflessione di Adorno sul Novecento: Schönberg, Stravinsky, Mahler e la scuola seriale sono qui altrettante reazioni - tutte problematiche - all'usura della tonalità. Dal confronto tra la "Nuova musica" e quella tradizionale si profila la presenza in Adorno di una filosofia della musica in quanto linguaggio, fondata sulla nozione chiave di "materiale musicale". Descrizione bibliografica Titolo: Il concetto di materiale musicale in Th. W. Adorno Autore: Sara Zurletti Editore: Bologna: Società editrice il Mulino, 2006 Lunghezza: 201 pagine; 24 cm ISBN: 8815114742, 9788815114747 Collana: Volume 53 di Istituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli Soggetti: Studi culturali, Filosofia, Estetica adorniana, Musicologia, Beethoven, Musica, Composizione musicale, Linguaggio, Somiglianza linguistica, Scrittura, Critica, Krenek, Avanguardia storica, Stile, Materiale, Tradizione, Marxismo, Idealismo, Classicismo, Ascolto responsabile, Eroica, Sonata 106, Stravinsky, Restaurazione, Illibertà, Mahler, Manierismo, Scuola seriale, Bibliografia, Metalinguaggio, Modernità, Senso, Non-senso, Arbitrarietà, Costrizione, Le concept de matériau musical, Ressemblance au langage, Composition musicale, Classicisme, Aufklärung, Esthétique, Tonalité, Musique, Libri Vintage, Fuori catalogo, Saggi, Shonberg, De Saussure, Guillaume, Kant, Kraus, Rosen, Puccini, Paddison, Debussy, Hegel, Handel, Eco, Fubini, Brahms, Debenedetti, Bach, Haydin, Heidegger, Chopin, Boissière, Borio, Bonino Savarino, Berlioz, Teoria, Theodor Ludwig Wiesengrund Adorno, Musicologi tedeschi, Musicisti, Novecento, Pianisti, Pianoforte, Strumenti, Compositori, Dialettica dell'illuminismo, Metafisica, Momenti musicali, Wagner, Dissonanze, Dissonanzen. Musik in der verwalteten Welt, Klangfiguren, Impromptus, Alban Berg, Long play, Pensiero critico, Stravinskij, Minima Moralia, Jazz, Regresso, Sociologia, Cultural studies, Philosophy, Adornian aesthetics, Musicology, Music, Musical composition, Language, Linguistic similarity, Writing, Criticism, Historical avant-garde, Style, Material, Tradition, Marxism, Classicism, Responsible listening, Eroica, Restoration, Mannerism, Serial school, Bibliography, Metalanguage, Modernity, Meaning, Non-sense, Arbitrariness, Constriction, Books out of print, Essays, Theory, German Musicologists, Musicians, Twentieth Century, Pianists, Piano, Instruments, Composers, Dialectic of Enlightenment, Metaphysics, Musical moments, Dissonances, Critical thinking, Regress, sociology Sara Zurletti è professore a contratto per l'insegnamento di Estetica musicale presso l'Università "Suor Orsola Benincasa" di Napoli. Scrive su "Amadeus" e "Suono sud", e ha curato il volume "Adorno 1903-2003. Una Ragione per la musica" (Napoli, Cuen, 2003).
1985Sarah Kofman L'enfance de l'art: une interprétation de l'ésthétique freudienne. Parigi, Galilée 1985 french, 287 1985 Opera con copertina morbida in brossura con alette. ST1981
2008br. Pensare l'arte come museo immaginario delle opere più amate e frequentate da Jean-Paul Sartre: dagli americani Hare e Calder, agli artisti da lui scoperti, come Wols, fino a Giacometti, Masson, Lapoujade e Rebeyrolle, ai quali era legato da profonda amicizia. Testimoni di questi rapporti restano i saggi raccolti nel presente volume, che offrono materiale indispensabile per ripercorrere le riflessioni di Sartre sull'arte figurativa, dai Mobiles di Calder, 1946, fino ai quadri di Rebeyrolle, 1970; essi inoltre sono indicatori della sua familiarità con le opere dei maggiori esponenti delle avanguardie artistiche: Picasso, Breton e il Surrealismo, senza dimenticare Klee e Van Gogh. Come suggerisce Michel Sicard, nell'introduzione, il costante riferimento a temi quali spazio, tempo e movimento, bellezza o modernità, rivelano le coordinate di un'estetica, mai scritta da Sartre. Questo volume raccoglie tutti insieme e in versione integrale, i lavori di Sartre sull'arte contemporanea.
2005Mm 150x215 Collana "Aesthetica preprint" - Brossura editoriale, 77 pagine con alcune immagini in nero. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE
Sansoni, Firenze, 1984 - In-8, bross. pp. 262. Firma d’app. al risg.
Best.-Nr. DADAX0199756937New unknown
1949Best.-Nr. 1260481949 Imprimerie de la Bourgogne Républicaine - 1949 - Edition originale - 150 pages - Exemplaire non justifié sur Alfa mousse filigrané - Envoi (dédicace) de l'auteur sur la page de faux-titre - Feuillets non-coupés (Ouvrage jamais lu)
2013br. Nel 1853 esce l'"Estetica del Brutto" di Rosenkranz e, insieme, hanno luogo le prime del "Trovatore" e della "Traviata". La cosa, per quanto casuale, è in certo modo anche simbolica. La formazione di Giuseppe Verdi avviene in un periodo in cui si impone all'attenzione il brutto, la più sconcertante tra le categorie estetiche. E il biografo di Hegel ce ne offre il primo, e a tutt'oggi insuperato, bilancio. Nei suoi drammi Verdi dà ampio spazio alla fisicità grottesca e repellente, alla laidezza morale di taluni personaggi, allo squallore di non pochi ambienti, e allo spessore esistenziale che li costituisce, e ne progetta il riscatto al di fuori dei canoni estetici ai suoi tempi dominanti. Le sue scene si popolano di figure non edulcorate da un bello ideale né deformate dallo specchio omologante della bella presenza e, ciononostante, emancipate dall'angoscia della negatività loro inerente. Nel tutto del teatro musicale giocano elementi diversi in variabili rapporti tra loro, ma la musica riveste un ruolo preminente, contribuendo potentemente a determinare il destino del brutto. È sul piano dell'ascolto che prende corpo l'enorme carica di riscatto di cui Verdi investe il negativo che rappresenta. La scelta coraggiosa di Verdi lascia aperte non poche domande circa la nostra strana attrazione per il brutto, e l'estetica può offrire strumenti per metterle meglio a fuoco.
2017brossura Sono qui raccolti saggi scritti negli ultimi tempi, ma che riflettono interessi vivi da sempre nella vita culturale dell'autore: "L'idiota" di Dostoevskij, "Il processo" di Kafka visto nel suo confronto con l'omonimo film di Orson Welles; le problematiche emerse dalla riflessione sulla Shoah; i tratti grotteschi e utopici presenti nell'universo verdiano. Nell'ultima parte sono stati affrontati il tema della comprensione e del religioso nel pensiero di Antonio Banfi e, all'interno della Scuola di Milano da lui fondata, per brevi tratti si sono prese in considerazione le figure di Vittorio Sereni, di Giulio Preti e di Ermanno Migliorini. Soprattutto si è concentrata l'attenzione sulla personalità di Antonia Pozzi, vista in alcune sue poesie (tra cui "Don Chisciotte") e nei suoi travagliati rapporti col mondo banfiano.
2019br. Il libro si apre con tre brevi capitoli, che riprendono alcune tematiche costanti del pensiero dell'autore: le radici della cultura nella vita dei soggetti, la comprensione delle cose nella loro complessità, l'ascolto, una scrittura che si confronti con la violenza, ma non per ciò dimentichi il suo essere non indebolimento, ma incremento di vita. A questo va annesso anche il capitolo su Franz Kafka, che permette di riflettere, tra l'altro, sul "nuovo" come categoria estetica. Raccolti sotto il titolo "Totalitarismi e scritture" sono i capitoli dedicati a Vasilij Grossman, Ludwig Englert, Imre Kertész, che sono stati costretti a misurarsi col negativo del secolo scorso, e col terrore che lo ha percorso. Con ciò si collega idealmente il capitolo finale del libro, "Salonicco". Fungono da intermezzo due brevi capitoli dedicati a incontri occasionali, nella fattispecie musicali, non lontani tuttavia da temi di fondo del libro. Non scissa dalle precedenti è la parte concernente rappresentanti della cultura milanese quali Dino Formaggio, Fulvio Papi, Guido D. Neri, Emilio Renzi; e Alfredo Civita, in dialogo con Eugenio Borgna.
In 8o, pp. 123, cart. Ottimo (2229/ ESTETICA - DIDATTICA - VENEZIA)
Libro scolastico (1.XXVII.5). - Il ricavato della vendita di questo libro sarà destinato ai progetti di ricerca e formazione promossi dalla "Fondazione Salvatore Calabrese"
1934(Codice LT/0103) In 8° (20,5 cm) 170 pp. Brossura editoriale lievemente ingiallita. Buon volume. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1986Nota bibliografica. Su carta patinata. In perfetto stato
1934Best.-Nr. BLG00173Ed. Henri Dangles, Paris, 1934, broché, 9 figures ou photographies h.t., 224 pages, 12x18.5
2013Best.-Nr. 1266132013 Publications de la Sorbonne - 2013 - In-8 broché, couverture illustrée - 273 pages - Illustrations en couleurs et en N&B dans le texte
1939Best.-Nr. F113033Bleicherode am Harz, Verlag Carl Nieft 1939 64pp., 21cm., Doctoral Dissertation (Inaugural-Dissertation zur Erlangung des Doktorgrades einer Hohen Philosophischen Fakultät der Martin Luther-Universität Halle-Wittenberg), stamp at verso of title page, text is clean and bright, F113033
2000Best.-Nr. 100133849Bompiani 2000 810 pages 13x5x20cm. 2000. Broché. 810 pages.
Best.-Nr. 29160Genos, Cahiers de philosophie, n° 3, Lausanne, septembre 1996, 443 pp., broché, bon état.
Best.-Nr. 1450Editions Albatros, collection "Histoire/Imaginaires", 1980, planches hors-texte, 124 pp., broché, traces d'usage, état correct.
Best.-Nr. 36243Editions Michel de Maule, 1988, 109 pp., broché, planches hors texte, légère straces d'usage, passages signalés au crayon, état très correct.
Best.-Nr. 12922Aubier Montaigne Collection Bilingue, 1943 - In-8, broché, 357 pages, 27 lettres avec le texte en regard Français/ Allemand - Bel exemplaire . Bilingue
1943Best.-Nr. 56091943 Aubier, 1943. In-12, broché, 358p. Texte, traduction et préface de Robert Leroux.Etat : comme neuf
1999Best.-Nr. 191845Jérôme Millon Jérôme Millon, 1999. In-8 broché (24 x 16 cm) de 395 pages. Couverture à rabats. Collection "Krisis". Traduction par Alain Pernet et Caroline Sulzer, présentation et notes par Caroline Sulzer. Ce texte fondamental rassemble les leçons professées par Schelling à Iéna puis à Wurzbourg entre 1802 et 1805. Sommet de la "philosophie de l'identité", l'ouvrage traite de l'art non comme une simple discipline esthétique, mais comme la représentation nécessaire de l'absolu dans le fini. Schelling y analyse la mythologie comme "matière première de l'art" et explore les différentes formes d'expression (musique, peinture, poésie) sous l'angle de leur puissance spéculative. Cette édition chez Millon, avec sa mise en page soignée et ses rabats, est très appréciée pour la qualité de son appareil critique, indispensable pour saisir la transition vers la pensée ultérieure du philosophe. Très bon état