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1996Mm 150x215 Collana "Aesthetica preprint" - Brossura editoriale, 66 pagine. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE
2002Tra immagine e parola. Storia dell'arte ed estetica
1998In-16 (Cm 18,5 x 11,5), pp. 127, brossura editoriale. Collana "Contatti, 7" Terza edizione Novembre 1998. Ex libris alla prima carta. COME NUOVO
1999Mm 115x185 Brossura editoriale di pp. 239, in ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
2006br. L'impatto tra l'arte e le nuove tecnologie elettroniche (dalla computer graphics alla realtà virtuale) è attualmente oggetto di un dibattito esteso a una quantità di saperi e discipline. Ma come è cambiata la natura stessa dell'arte? Come è cambiata la nostra percezione della sua tradizionale funzione di "produzione del nuovo"? La pratica artistica può ancora considerarsi come in passato l'esempio più eminente della creatività umana? Massimo Carboni e Pietro Montani hanno raccolto le pagine di venti maestri sul tema del rapporto tra arte e tecnica. Tra questi: Valéry, Brecht, McLuhan, Heidegger, Adorno, Baudrillard, Maldonado, Lévy.
2008ill., br. A partire dall'ultimo scorcio del XIX secolo, la crisi del pensiero metafisico ha trasformato radicalmente il nostro modo di considerare lo "schermo" del sensibile in cui l'arte affonda le sue radici: anziché occultare la verità, si è riconosciuto che esso la rende visibile, mostrandosi possibilità stessa del suo irradiarsi. Muove da qui, nella filosofia francese dell'ultimo Novecento, una tradizione di riflessione sulla pittura inaugurata da Merleau-Ponty e rilanciata da Lyotard, Foucault, Maldiney, Deleuze, Derrida, Nancy, per ricordare solo i nomi più noti. È una tradizione dallo stile inconfondibile, mediante cui la filosofia - invece di assumere le arti a proprio oggetto secondo le arti riflette per interrogarle e interrogarsi su come pensare ed esprimere il nostro mutato rapporto con gli altri, le cose, il mondo. Cercandovi insomma le parole per dirlo e per dirsi. In quella tradizione s'inscrive questo libro, nel contempo discutendola e tentando di prolungarla.
1953Napoli, Ed. Scientifiche Italiane, 1953. In 8vo, bross. pp. 264
1953pp. 264, in 8°, bross. edit.
Napoli, Libreria Scientifica Editrice, (1973), in-8, br., pp. 84, (3). (Quaderni dell'"Istituto di Storia della Filosofia", XIV).
2022br. "Studi di estetica" è stata fondata nel 1973 da Luciano Anceschi. La sua caratterizzazione accademica e scientifica è stata tale da favorire negli anni l'attivo confronto con diverse scuole di pensiero. Alla rivista hanno infatti collaborato studiosi italiani e stranieri, critici, letterati, e uomini di cultura di varie tendenze. Fino al 2013 sono usciti 66 numeri a stampa suddivisi in tre serie. Dal 2014 ha assunto la sua veste attuale di rivista anche online, e in questa nuova serie viene edita da Mimesis. "Studi di estetica" vuole essere una sede di discussione e di aperto confronto sui temi tradizionali e sulle prospettive più recenti dell'estetica. È una rivista internazionale peer review, impegnata a promuovere il dibattito teoretico e storiografico fra le diverse tendenze critiche che animano l'indagine contemporanea; a favorire gli scambi interdisciplinari e sviluppare relazioni anche coi campi più prossimi e affini all'estetica filosofica; a mantenere alta la qualità delle pubblicazioni nel rispetto del più rigoroso metodo scientifico.
1926bross. edit. ill., fascicolo di 44 pp., fogli chiusi, copertina brunita, piccole mancanze al dorso
1970Mm 135x200 Collana "Saggi di estetica e di poetica". Brossura originale, 350 pagine. Fioriture ai tagli, peraltro ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
2013brossura L'affermazione della semiotica in Italia ha visto il fondamentale contributo dell'estetica. Emilio Garroni e Umberto Eco ne sono stati i principali protagonisti. Entrambi hanno trovato supporto nella teoria del linguaggio di Louis Hjelmslev (alla quale per altro verso ha rivolto la sua attenzione anche Galvano Della Volpe), ma, a differenza di Eco, che ha coniugato la teoria hjelmsleviana con la semiotica di Peirce, Garroni, almeno fino a tutti gli anni '70 del Novecento, ne ha avviato una puntuale, penetrante e ineludibile lettura che ne ha accresciuto la portata teorica, diventando così il primo, grande interprete italiano del linguista danese e un pioniere della semiotica glossematica. Se in un primo tempo la ricerca garroniana si è configurata come una estetica (che è) semiotica: una estetica che utilizza strumenti semiotici, in un secondo tempo è venuta delineandosi come una semiotica (che è) estetica: una semiotica del sentire, una semiotica non cognitiva che riporta a una condizione non intellettualistica o all'originaria adesione del soggetto al suo stesso fare esperienza della vita, al suo sentirsi con altri e sentire l'altro.
Bolzano, Centro di Cultura dell' Alto Adige, 1969, in-8, br., pp. (27). Estratto con invio autografo dell'autore.
1966(Storia del cinema - Estetica cinematografica) In 8°, legatura in cartoncino editoriale con bandelle illustrato a colori, pp. 307,(5), con numerose ill. in b/n su tavole fuori testo. Prima ed unica edizione italiana di "L'Usine aux images" (Paris, Chiron, 1927), con introduzione e note di Mario Verdone. Traduzione dal francese di Riccardo Redi. Il volume contiene la presentazione dell'opera di Fernand Rivoire (1927) ed il testo : "Elena, Faust e noi. Compendio di Estetica Cerebrista" pubblicato dalle Editions E. Sansot, Parigi, nella serie "Les Manifestes de la Pensée Contemporaine" (1920). Volume fresco e ben conservato.
Milano, Ulrico Hoepli, 1896-98, due tomi raccolti in volume unico, in-16 max, mezza tela novecentesca, titolo oro (scolorito) al dorso, pp. XVI, 278, (2); VIII, 287, (1). Buone condizioni.
Milano, Ulrico Hoepli, Editore-Libraio, 1887-1891, volumi 3, in-16, br. editoriale rosa, pp. XVI, 296; VI, 291, (1); (10), 492. Ottime condizioni, salvo minime mancanze ai dorsi.
2012ill., br. La chiave di lettura che questo libro sviluppa per interpretare l'architettura contemporanea è offerta dalla parola affermazione, che rappresenta il punto di incontro tra la dimensione architettonica e quella filosofica. Ciò non deve essere inteso come se da un lato vi sia l'architetto e dall'altro il filosofo che riflette, quanto piuttosto come la presa di coscienza che nel piano immanente del fare e del produrre vi è in gioco un sapere, intrinseco al produrre stesso, che oltrepassa le competenze specifiche dell'architettura. È tale necessario sconfinamento che può diventare oggetto d'analisi critica sia da parte del filosofo sia dell'architetto.
2012brossura
2000réf. 1255932000 Editions La Côte de l'Amateur - 2000 - In-4 broché, couverture illustrée - 144 pages - Nombreuses illustrations en couleurs, in et hors texte, dans l'ouvrage - Envoi (dédicace) de Jean-Pierre Pophillat en page de faux-titre