1917Best.-Nr. 6152Paris, Librairie Félix Alcan, 1917 ; in-8, broché ; XI pp. , 414 pp. , 10 pp. , (1) f. de catalogue de l’éditeur.
1949Best.-Nr. 99939652Puf PUF 1949, 2 volumes In-8 brochés, 1183 pages en pagination suivie sur les deux volumes. Bon état.
1949Best.-Nr. 1228383Baden-Baden, Klein, (1949). 4to. 148 S., 3 Bl. u. 218 S., 3 Bl. m. zahlr., teils farbigen, teils montierten Abb. OKunsthldr u. OLwd (Bd 1 etwas lichtrandig, Kapitale gering bestoßen, einzelne Bleistiftanstreichungen).
1949PUF 1949, 2 volumes In-8 brochés, 1183 pages en pagination suivie sur les deux volumes. Bon état. TOME I : MEMOIRES - HABITUDES - REACTIONS - EMOTIONS - ESTHETIQUE -------TOME II : PSYCHOPHYSIQUE - SENSATIONS ET PERCEPTION - ATTENTION - PENSEE.
1890Paris, Levasseur, s.d. (vers 1890); 280/205 mm, 1 pp., une feuille. Bon état.
1942
194216°, pp.142, br. ed. con macchie. Fioriture. Dall'indice: Quid est veritas? (Regola; Metro; Spazio e tempo creatori di valori); Lo spirito e la lettera (Lettera a uno scrittore; Al di là delle parole; Libro-Pane); Batti ma ascolta (Teoria e pratica; Qual è il fine del teatro?; Destino dei romanzieri; Ottimismo e pessimismo; Poesia come libro; Volto dei libri; Eternità; Temporale e spirituale; Lingue e lingua; G.Deledda ovvero del coraggio; Archimede e i sordi; etc.). [Gambetti Vezzosi 1942].
1942In-16° (cm. 19,5x13,6), pp. 142, (1). cartoncino editoriale a risvolti, dorso integro ma scollato all'interno. I punti cardinali per "aiutare a ritrovare la strada maestra dell'arte". Dall'indice: Quid est veritas? (Regola; Metro; Spazio e tempo creatori di valori); Lo spirito e la lettera (Lettera a uno scrittore; Al di là delle parole; Libro-Pane); Batti ma ascolta (Teoria e pratica; Qual è il fine del teatro?; Destino dei romanzieri; Ottimismo e pessimismo; Poesia come libro; Volto dei libri; Eternità; Temporale e spirituale; Lingue e lingua; Grazia Deledda ovvero del coraggio; Archimede e i sordi; etc.). Aureo libretto del MOSCARDELLI, poeta simbolista e crepuscolare, nel 1914 a Firenze e lì entrò in ambienti culturali futuristi, collaborando anche con le riviste La Voce e Lacerba; interventista, ferito e decorato; amico di Papini; nell'esoterico gruppo di Ur, prese il nome simbolico di "Sirio", e si accostò a personaggi come Julius Evola e Rudolf Steiner.
Best.-Nr. 5080Paris, Librairie Félix Alcan, Art et Esthétique, 1914. In-8, broché, 164 pp.
Paris, Librairie Félix Alcan, Art et Esthétique, 1914. In-8, broché, 164 pp. Avec 24 planches hors-texte.
Best.-Nr. 2070363244.Gpocket_book. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. unknown
2017Best.-Nr. cv3097UGA Éditions Savoirs littéraires et imaginaires scientifiques Dos carré collé 2017 In-8 (14,1 x 21,5 cm), dos carré collé, 323 pages, 14 illustrations en noir et blanc ; quelques annotations au crayon de bois gommables à l'intérieur, par ailleurs très bon état général. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
1999Best.-Nr. 1181591999 Editions Macula, Collection "Histoire de l'art" - 1999 - In-8, broché, couverture illustrée - 320 p. - Exemplaire réformé de bibliothèque (vente autorisée)
1882Best.-Nr. 1152131882 A Paris, Alphone Lemerre, éditeur - M DCCC LXXXII (1882) - In-8, feuillets non reliés sous chemise cartonnées avec fermoir en tissu - Complet, 41 eaux-fortes hors texte - Inclus un article de journal découpé et collé sur feuillets volants au sujet d'Eisen
1897Best.-Nr. S112690Carnuti [Chartres], ex typis Durand 1897 83pp., 22cm., text in Latin, Doctoral Dissertation (University of Paris), original softcover, stamp at verso of title page, text is clean and bright, S112690
Best.-Nr. 23697Paris Plon In-8 325 pp
1993Best.-Nr. 6988Édition d'un jour 1993 145 pages in8. 1993. broché. 145 pages. Michel Guérin propose une analyse philosophique et esthétique de la trilogie des Mousquetaires d'Alexandre Dumas l'étudiant avec la même rigueur que des œuvres majeures comme La Comédie humaine ou À la recherche du temps perdu. Il y explore la psychologie la sociologie et même une théorie de la littérature présente dans l'œuvre de Dumas dans le cadre de sa démarche de "Figurologie"
2012Best.-Nr. 1260362012 Editions Plume de Carotte - 2012 - In-4 relié, cartonnage illustré - 197 pages - Nombreuses illustrations en couleurs, in et hors texte, dans l'ouvrage
1884Best.-Nr. 38326Paris, Librairie Nouvelle et A. Bourdilliat et Cie, 1861. In-12, demi-maroquin acajou à grands coins, dos à 5 nerfs, titre doré, couverture conservée (reliure de l'époque), (4), lxxiii, 317 p.
1972In 8°; (118) pp. Brossura editoriale illustrata. Esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima non comune edizione di questo scritto del celebre poeta, editore e critico letterario, Adriano Spatola (Sappiane, 4 maggio 1941 – Sant'Ilario d'Enza, 23 novembre 1988) che fu tra i massimi esponenti e sperimentatore della poesia italiana del novecento ed esponente del “Gruppo 63”. Continuo sperimentatore, Spatola si avvicinò, fu uno degli sperimentatori della poesia concreta e della poesia sonora. Celeberrimo il suo studio di poetica “Verso la poesia totale” che ebbe grande seguito nel movimento artistico e letterario italiano. A lui si devono alcune delle più importanti riviste artistico-letterarie italiane come “Quindici” ed europee come “Tam Tam”. L'opera qui presentata che rappresenta un vero e proprio saggio di critica artistica ed estetica, è dedicata al lavoro del noto pittore calabrese, originario di Borgia in provincia di Catanzaro, Francesco Guerrieri che fu tra i massimi esponenti di spicco dell'arte contemporanea italiana iniziando a sperimentare in ricerche gestaltiche, programmate e strutturaliste. Guerrieri è stato con Di Luciano, Drei e Pizzo, il “Gruppo 63”. Nel settembre 1963 ha formato con Lia Drei lo Sperimentale p. che ha operato fino ai primi anni ‘70 in una posizione d’avanguardia nell’ambito dell’Arte Programmata e dello strutturalismo. Nel corso degli anni ’70 ha realizzato il ciclo Il quadro luce poi culminato nella grande opera- ambiente Immarginazione al Palazzo delle Esposizioni di Roma (1978). Prima edizione. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\RAV\0180211.
2018br. A partire dall'analisi delle opere "L'Abicì della guerra" e "Diario di lavoro", Georges Didi-Huberman approfondisce le dinamiche, le idee e le disposizioni formali della riflessione di Bertolt Brecht sulla guerra. Un percorso che, passando in rassegna i documenti visuali e i reportage fotografici raccolti da Brecht sulla seconda guerra mondiale, attraversa alcuni motivi cruciali per il pensiero del drammaturgo tedesco, come il concetto di esilio e quelli di rilettura e di costruzione della storia attraverso il montaggio delle immagini. Obiettivo dell'opera è quello di individuare nei montaggi brechtiani un momento fondamentale della cultura europea del Novecento e un modello di intersezione tra l'esigenza dell'interpretazione della storia, la sfida del politico e lo spazio estetico. Didi-Huberman si sofferma con particolare attenzione sull'esperienza brechtiana della "messa in scena" quale processo conoscitivo in cui gli elementi del montaggio - come "le riproduzioni delle opere d'arte, le fotografie della guerra nei cieli, i ritagli di giornale, i volti di chi gli stava vicino, gli schemi scientifici, i cadaveri dei soldati sui campi di battaglia, i ritratti dei dirigenti politici, statistiche, le città in rovina, nature morte, paesaggi e le opere d'arte rese oggetto di vandalismo dalla violenza militare" - intrattengono fra loro un rapporto vivo e dialettico, che non li irrigidisce nelle strette maglie della presa di partito, ma li colloca piuttosto sul versante critico del sapere e del vedere che ogni presa di posizione necessariamente comporta.
2018br. A partire dall'analisi delle opere "L'Abicì della guerra" e "Diario di lavoro", Georges Didi-Huberman approfondisce le dinamiche, le idee e le disposizioni formali della riflessione di Bertolt Brecht sulla guerra. Un percorso che, passando in rassegna i documenti visuali e i reportage fotografici raccolti da Brecht sulla seconda guerra mondiale, attraversa alcuni motivi cruciali per il pensiero del drammaturgo tedesco, come il concetto di esilio e quelli di rilettura e di costruzione della storia attraverso il montaggio delle immagini. Obiettivo dell'opera è quello di individuare nei montaggi brechtiani un momento fondamentale della cultura europea del Novecento e un modello di intersezione tra l'esigenza dell'interpretazione della storia, la sfida del politico e lo spazio estetico. Didi-Huberman si sofferma con particolare attenzione sull'esperienza brechtiana della "messa in scena" quale processo conoscitivo in cui gli elementi del montaggio - come "le riproduzioni delle opere d'arte, le fotografie della guerra nei cieli, i ritagli di giornale, i volti di chi gli stava vicino, gli schemi scientifici, i cadaveri dei soldati sui campi di battaglia, i ritratti dei dirigenti politici, statistiche, le città in rovina, nature morte, paesaggi e le opere d'arte rese oggetto di vandalismo dalla violenza militare" - intrattengono fra loro un rapporto vivo e dialettico, che non li irrigidisce nelle strette maglie della presa di partito, ma li colloca piuttosto sul versante critico del sapere e del vedere che ogni presa di posizione necessariamente comporta.
189783pp., 22cm., text in Latin, Doctoral Dissertation (University of Paris), original softcover, stamp at verso of title page, text is clean and bright, S112690
2013br. Cosa sono le quasi-cose? Anzitutto le atmosfere, cioè i sentimenti effusi nello spazio e che di solito non possiamo modificare, ma anche il dolore, la cui aggressività costituisce al tempo stesso una garanzia identitaria del soggetto. E poi la vergogna, sia personale sia vicaria (quella che proviamo per chi "dovrebbe" vergognarsi!), il corpo proprio, le cui "isole" eccedono gli organi del corpo fisico, lo sguardo, tanto aggressivo, nella vita quotidiana come nel ritratto, da produrre un'emorragia della nostra identità, e infine la luce crepuscolare nella sua suggestiva vaghezza. Tutti noi descriviamo le quasi-cose, le collochiamo in uno spazio, riconosciamo loro un'identità intersoggettiva e amodale, e soprattutto ne avvertiamo affettivamente l'invadenza. Sebbene effimere, intermittenti e prive di una causa loro esterna, le quasi-cose instaurano infatti una specifica comunicazione col corpo proprio di chi percepisce, generando lo spazio affettivo in cui questi si trova e che in vario modo lo condiziona. A una filosofia che non sia esercizio astratto, ma riflessione su come ci si sente qui e ora, spetta allora riconoscere che delle quasi-cose e delle qualità affettive che esse generano non può fare a meno nessun repertorio ontologico degno di questo nome.
In-12, demi-maroquin acajou à grands coins, dos à 5 nerfs, titre doré, couverture conservée (reliure de l'époque), (4), lxxiii, 317 p. Édition originale de la traduction française, par Paul Challemel-Lacour, des livrets du Vaisseau fantôme, de Tannhäuser, de Lohengrin et de Tristan et Isolde. Elle est précédée d'une importante "Lettre sur la musique" (73 pages), datée de Paris le 15 septembre 1860, adressée par Richard Wagner à l'historien d'art Frédéric Villot, préface qui fait figure à la fois de manifeste et d'autobiographie. C'est le premier ouvrage de Wagner traduit en français. (cf. Grove, XX, p. 139. Silège, 'Bibliographie wagnérienne française', 1902; p. 10.). Papier légèrement bruni. La couverture conservée comporte des réparations. Très bon exemplaire, entièrement non rogné, bien relié.