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1992réf. ART5792MRelié, 119 pages, paru le 21 février 1992 chez Albin Michel, livre en très bon état général, intérieur frais, légères déchirures sur la jaquette.
1993Mm 155x215 Saggi Marsilio. Brossura editoriale di pagine 334, fioriture alla copertina. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
réf. 60429Gallimard, L'imaginaire, 1999, 227 pp., poche, très bon état.
Mm 140x210 Le Cahiers de la Photographie 18. Brossura editoriale di pp. 159 con tavole e illustrazioni in nero. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY.
19919780521423908 This listing is a new book, a title currently in-print which we order directly and immediately from the publisher. For all enquiries, please contact Herb Tandree Philosophy Books directly - customer service is our primary goal
in-8 (240x153), 378 pages, illustrations n&b, broche, couverture illustree. Bel exemplaire [CA26/2]
1974réf. 5121ère Edition . Ed.Martinius Nijhoff,La Haye: 1974. Collection des Archives internationales d'histoire des idées; 64. In-8 (24X16cm), reliure de toile verte sous jaquette.VII- 343 p.p. Table des matières, bibliographie, index.
réf. 8619B. Arthaud 219 pages in8. Sans date. Broché couverture rempliée. 219 pages. Ce livre de Jacques Levron publié vers 1950 est un ouvrage de découverte consacré à la Haute-Bretagne région qu'il définit géographiquement. Il s'agit d'un témoignage illustré de la première moitié du XXe siècle visant à faire connaître cette partie de la Bretagne à un large public dans une démarche de vulgarisation historique et géographique de qualité
In-12, demi-chagrin brun de l'époque, dos à nerfs, (6), xxxi, 318 p. Recueil des principaux articles sur la musique composés par Saint-Saëns, particulièrement pour "L'Estafette" et "Le Voltaire". L'importante introduction, datée de 1885, est largement consacré à Wagner et au Wagnérisme. Bon exemplaire, frais, très bien relié.
réf. 34984Paris, Calmann Lévy, 1895. In-12, demi-chagrin brun de l'époque, dos à nerfs, (6), xxxi, 318 pages.
1967réf. AUB-6530Clinique de la Tour 1967. Bel exemplaire relié, reliure pleine toile d'éd., in-8, 110 pages avec table.
In-4, broché, sous jaquette illustrée en couleurs, 111 p., nombreuses reproductions en noir et en couleurs. Textes de John Anthony Thwaites et Hugo Kukelhaus. Ex-dono à Ursus Dix. Très bon exemplaire.
1998EDITORI RIUNITI 1998. Lievi segni del tempo, leggera ondulazione della quarta di copertina, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
réf. 31702Koln, Rheinland Verllag, 1979. In-4, broché, sous jaquette illustrée en couleurs, 111 p., nombreuses reproductions en noir et en couleurs.
2003New Turkish Paperback. Demy 8vo. (21 x 14 cm). In Turkish. 81, [3] p., color ills. Göz ve tin. [= L'oeil et l'espirit]. Translated by Ahmet Soysal. Goz ve Tin, Merleau-Pont'nin iki-uc ayligina Provence kirlarina, Tholonet'ye gittigi gunlerde yazdigi ve hayattayken bitirebildigi son metnidir. Tholonet, Cezanne'in da cok sevdigi ve bircok resmine konu olmus, insana yerlesip yasamak icin yaratilmis duygusunu veren cok guzel bir yerdir.Yazar buradaki gunlerinin keyfini cikararak, ama bir yandan da Cezanne'in gozlerinin izini sonsuza dek tasiyan Tholonet manzarasi karsisinda, resmi ve "gorme"yi yeni bastan sorgulayarak bu metni kaleme almistir. Yuyilimizin en guzel ve en zor metinlerinden biri olan Goz ve Tin'de filozof, baslangictaki, en bastaki kelimeleri aramaya koyulur: ornegin vucudun "gorme"sini, insan vucudunun mucizesini meydana getiren seyi, insan vucudunun aciklanamaz canliligini adlandirmaya muktedir kelimeleri...ve tabii ayni zamanda bu mucizenin kirilganligini dile getirebilecek kelimeleri...
1982réf. 3437Le sycomore 1982 203 pages in8. 1982. broché. 203 pages.
1982réf. ne347Le Sycomore Dos carré collé 1982 In-8 (22.5x14 cm), dos carré collé, couverture illustrée en couleurs, 203 pages, photo de l'auteur jointe à l'ouvrage ; défauts à la couverture, état correct. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
2009DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. RARO. Il filosofo ungherese György Lukács (1885-1971) è, dopo Lenin, il più significativo pensatore marxista del secolo XX. Passato attraverso la tempesta delle due guerre mondiali, della rivoluzione d'Ottobre, dello stalinismo, poi testimone diretto e protagonista dei nuovi rapporti sociali di vita instauratisi nell'Ungheria del dopoguerra, egli è autore di opere di grande risonanza internazionale: nella sua fase giovanile premarxista, L'anima e le forme (1910-11) e Teoria del romanzo (1916-20); nella fase protomarxista del suo esilio a Vienna, Storia e coscienza di classe (1923); durante il lungo esilio moscovita (1931-44), celebri saggi critico-letterari sul realismo francese, tedesco e russo dell'Ottocento, celebri studi su Goethe, i capitoli che andranno a costituire più tardi Il romanzo storico (1955), quando escono anche due lavori da lungo tempo in gestazione, Il giovane Hegel e La distruzione della ragione (entrambi del 1954); e nella fase ultima della sua attività, le due principali opere di teoria marxista, l'Estetica (1963) e Per l'ontologia dell'essere sociale (postuma). Da un punto di vista espositivo, ma naturalmente anche dal punto di vista critico, questo libro prende globalmente in considerazione il ruolo da lui svolto, come pensatore e come ideologo militante, nel quadro della civiltà del Novecento. GUIDO OLDRINI, nato a Varese nel 1935, allievo di Eugenio Garin, è stato professore ordinario di Storia della filosofia presso l'Università degli studi di Bologna. Si è occupato della circolazione del pensiero di Hegel in Italia (La cultura filosofica napoletana dell'Ottocento, 1973; Napoli e i suoi filosofi, 1990; L'idealismo italiano tra Napoli e l'Europa, 1998) e in Europa (L'estetica di Hegel e le sue conseguenze, 1994; Hegel e l'hegelismo nella Francia dell'Ottocento, 2001), di temi rinascimentali (La disputa del metodo nel Rinascimento, 1997) e di storia del cinema (Il realismo di Chaplin, 1981; Gli autori e la critica, 1991; Il cinema nella cultura del Novecento, 2006). Circa Lukács, se ne è occupato in una serie non esigua di saggi, interventi, note, recensioni, curando altresì i volumi collettanei Lukács (1979) e Il marxismo della maturità di Lukács (1983). Riveste la funzione di coordinatore del l'ormai ultraventennale rivista «Marxismo oggi». INDICE SEZIONE PRIMA – L'ITINERARIO GIOVANILE DI LUKÁCS DALLA CULTURA BORGHESE AL MARXISMO I. La cultura mitteleuropea nell'età dell'imperialismo 1. Presupposti e implicazioni della crisi postquarantottesca 2. L'orizzonte ideologico dell’imperialismo 3. Dalla “tragedia della cultura” alla tragedia bellica 4. Imperialismo ideologico côté Ungheria II. Scorsa sulla esperienza giovanile premarxista di Lukács 1. Tra Budapest e Berlino: il periodo saggistico 2. Metafisica della forma 3. L’operosità estetica di Heidelberg 4. Al tramonto di un'epoca III. Dopo l’Ottobre: il Lukács protomarxista 1. L'adesione/conversione di Lukács al comunismo 2. In esilio a Vienna: il marxismo di Storia e coscienza di classe 3. La congiuntura della “stabilizzazione relativa” SEZIONE SECONDA – LA SVOLTA DEL '30 E LE SUE CONSEGUENZE IV. Le basi teoretiche del Lukács della maturità 1. Sfondo ambientale e vicende dell’attività di Lukács a Mosca 2. La svolta del '30: a) oltre gli schemi del marxismo hegelianizzato 3. La svolta del '30: b) oltre il marxismo della II Internazionale 4. Conseguenze e prospettive della svolta V. Lukács critico e storico della letteratura 1. La letteratura alla luce della teoria del realismo 2. Nuovi studi su Goethe e i suoi nessi con Hegel 3. Una critica a dimensione storiografica 4. Sulla questione formale del contrasto tra realismo e avanguardia VI. In vista di una sistematica marxista 1. Ungheria post-1945: Repubblica popolare e “democrazia di nuovo tipo” 2. Dinamiche della riproduzione allargata 3. Lo strumentario concettuale del marxismo e le sue categorie portanti SEZIONE TERZA – IL MARXISMO “SISTEMATICO” DELLA TARDA MATURITÀ DI LUKÁCS VII. I principi della grande «Estetica» 1. Continuità e discontinuità estetica con il passato 2. Il sostrato ontologico della grande «Estetica» 3. Il per-sé specifico dell’arte e le sue funzioni 4. Lukács e Hegel: due estetiche a confronto VIII. Genesi, impianto e problemi dell'«Ontologia dell'essere sociale» 1. Premesse storico-genetiche 2. La realtà come «complesso di complessi dinamici» 3. Dall’essere reale all'ideale e all’ideologia 4. Implicazioni e arricchimenti del marxismo nell'Ontologia IX. La via marxista all'etica 1. Il retroscena etico della maturazione di Lukács 2. Fonti e reperti di un'etica ontologica 3. Sulla teoria e il ruolo dell’etica secondo l'ontologia marxista 4. La via marxista al concetto di persona SEZIONE QUARTA – LUKÁCS NEL QUADRO DELLA CULTURA DEL NOVECENTO X. Lukács uomo e filosofo: diagnosi dei tratti della sua figura di studioso 1. Una vita per lo studio 2. Lo studioso al lavoro 3. Adempienze e inadempienze del lavoro dello studioso 4. Inadempienze in tema di linguaggio filmico XI. La forma culturale della militanza di Lukács 1. Lukács come intellettuale militante 2.Militanza e conflittualità dei rapporti intellettuali 3. La lotta di classe nella cultura XII. Problemi storici e critici del socialismo 1. La rivoluzione d'Ottobre e i suoi riflessi sulla filosofia e la cultura 2. Alle prese con l'esperienza, i nodi critici e le impasse dello stalinismo 3. Principi di democrazia socialista XIII. L’eredità di un insegnamento 1. Come rapportarsi in concreto al patrimonio intellettuale di Lukács 2. Caratteristiche e potenzialità del retaggio 3. I compiti dell'intellettualità marxista Descrizione bibliografica Titolo: György Lukács e i problemi del marxismo del Novecento Autore: Guido Oldrini Editore: Napoli: La Città del Sole, Marzo 2009 Collaboratore: Istituto italiano per gli studi filosofici Lunghezza: 550 pagine; 23 cm ISBN: 8882923711, 9788882923716 Collana: Volume 127 di Il pensiero e la storia Soggetti: Filosofia Politica, Ideologie politiche, Marxismo, Comunismo, Intellettuali, Dogma, Antidogmatismo, Pensiero filosofico, Capitalismo, Capitale, Svolta, Anni Trenta, Novecento, Germania, Russia, Unione Sovietica, Stalinismo, Libertà, Scienze politiche, Revisionismo storico, Protomarxismo, Teorie, Conservatorismo, Destra, Sinistra, Partiti politici, Giovane Hegel, Idealismo, Anarchismo, Critica, Saggi, Libri Vintage Fuori catalogo, Bibliografia, Riferimento, Studi culturali, Storia contemporanea, Coscienza, Lotta di classe, Estetica marxista, Goethe, Realismo, Utopia, Marx, Engels, Feuerbach, Korsch, Ontologia, Individuo, Lavoro, Militanza, Biografia, Opere, Scritti, Ungheria, Cultura borghese, Democrazia, Borghesia, Proletariato, Zoltai, Zinovev, PCUS, Tertulian, Tonnes, Tolstoj, Max Weber, Wagner, Irma Seidler, Stendhal, Flaubert, Strindberg, Szabò, Georg Simmel, Laszlo Sziklai, Spengler, Polanyi, Rudas, Novalis, Proust, Schiller, Schlegel, Scarponi, Rilke, Plechanov, Popper, Nietzsche, Lenin, Ibsen, Lassalle, Lifsic, Mannheim, Mehring, Lessing, Mezei, Natorp, Montinari, Heidegger, Husserl, Agnes Heller, Moses Hess, Werner Jung, Pierre Bayle, Antonio Labriola, Klages, Gramsci, Kierkegaard, Kracauer, Kofler, Kant, Bela Fogarasi, Paul Ernst, Fichte, Hartmann, Habermas, Cesare Cases, Ernst Bloch, Dostoevskij, Benedetto Croce, Auerbach, Balzac, Adorno, Etica, Realpolitik, Cultura mitteleuropea, Weimar, Ideologia tedesca, Vorwort, Mosca, Nagy, Tesi di Blum, 1956, Rivolta ungherese, Rivoluzione, Burocrazia, Ateismo, Imperialismo, Idee, Lukacs, Political Philosophy, Political Ideologies, Marxism, Communism, Intellectuals, Anti-Dogmatism, Philosophical Thought, Capitalism, Capital, Breakthrough, Thirties, Twentieth Century, Germany, Soviet Union, Stalinism, Freedom, Political Science, Historical Revisionism, Protomarxism, Theories, Conservatism, Right, Left, Political parties, Idealism, Anarchism, Criticism, Essays, Out of print books, Bibliography, Reference, Cultural studies, Contemporary history, Consciousness, Class struggle, Marxist aesthetics, Realism, Ontology, Individual, Work, Militancy, Biography, Works, Writings, Hungary, Bourgeois culture, Democracy, Bourgeoisie, Proletariat, Ethics, Central European culture, German ideology, Moscow, Thesis, Hungarian revolt, Revolution, Bureaucracy, Atheism, Imperialism, Ideas
2005DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Filosofo autonomo evoca il titolo del saggio di Tibor Szabó: «filosofia originale e autonoma» ricorda l’autore a più riprese in corso d’opera, affidando all’ipotesi di un tertium datur l'incoatività di un percorso teorico che mima una «ricostruzione scientifica e disinteressata» di quanto, in un continuo-discontinuo, l'impresa filosofica e vissuta di György Lukács ha lasciato in eredità al secolo globale. Un tertium datur che, entro e oltre l’indiscussa vis polemica attraverso la quale gli scritti e il personaggio di Lukács hanno impresso sul trascorso selciato filosofico, estetico e politico la loro contraddittoria pregnanza, permetta di rileggere e di riconsiderare in «totalità» la figura del pensatore ungherese, restituendo al dibattito intellettuale i lineamenti storico-teorici dell’evoluzione della riflessione lukácciana. Una «vita complessa, multiforme, non rettilinea, non omogenea ma autonoma», sottolinea l'autore, fornendo tra numerosi aneddoti biografici, un'articolata ricostruzione dell'itinerario scientifico del pensatore Lukács. In ciò metaforicamente fedele al principio lukácciano secondo cui giusto compito è «ristabilire nella vita stessa l'uomo totale, l'uomo completo… oltre ogni deformazione e frantumazione», lo studio di Szabó lascia scorgere in toto, attraverso un ricorso serrato alle fonti e in un puntuale confronto con l'ermeneutica critica lukácciana, l'equilibro instabile sul quale giacciono i nuclei teorici essenziali del pensiero di Lukács. Senza indulgenza verso gli spettri più inquietanti della personalità e della prassi di pensiero lukácciana, misurando inoltre l'immagine ufficiale e stereotipata del filosofo con i tentativi altrettanto strumentali di depoliticizzarne gli intenti, l'autore non rinuncia a verificare di volta in volta l'irriducibilità del contributo lukácciano a un primo o a un secondo momento della sua speculazione. Né il «mito ideologico del giovane Lukács», né una sopravvalutazione della riflessione matura del filosofo sono atti a rendere la complessità del profilo dottrinale dell'opera lukácciana la quale, benché non si presti neppure ad un'operazione di riduzione sintetica unitaria, registra al suo interno una peculiare costante. Peculiare, in quanto costante e peculiare costante in quanto in sé ambivalente: è in simile orizzonte che il saggio di Szabó rintraccia la componente originale delle considerazioni e della personalità di Lukács. È in questione qui una singolare tensione etica che, accompagnando per intero a mo' di ragione interna l'opera del filosofo, costituisce senza soluzione di continuità e non senza apparente incongruenza la ragione stessa dei tournants e delle scelte più eticamente discutibili dell'operato di György Lukács. Tattica e etica, «fermezza e flessibilità», per l'appunto; diade contraddittoria che, se al cospetto della «coerenza, verità intransigenza e responsabilità» dell'esempio gramsciano fa di Lukács il «grande sopravvissuto», costituisce allo stesso tempo l'asse portante dell’ ontologia, dell’estetica e dell'antropologia luckácciana. Più simile alla soluzione etica aristotelica (Aristotele, ricorda l'autore, «fuggì da Atene dopo essere stato accusato») che alla scelta morale socratico-gramsciana, la condotta lukácciana, afferma Szabó, ricorda in immagine e contro il modello di Giordano Bruno, la politica di ritrattazione operata da un altro grande del Rinascimento, Galileo Galilei: «per sopravvivere nelle situazioni di crisi, Lukács riconobbe la necessità del cambiamento di atteggiamento[...] si sente assolto dalla colpa in quanto “esistono delle situazioni – tragiche situazioni – nelle quali è impossibile agire senza attirare su di sé una colpa[…] e se Iddio avesse posto il peccato tra me e l’azione che mi è stata imposta, chi sono io che possa sottrarmi ad essa?”». I presupposti e gli esiti di simile ragione etica si riscontrano – in un tentativo mai raggiunto di edificare un'etica sociale «scientifica» fondata ontologicamente – nell'elaborazione conclusiva di una antropologia filosofica la quale, come interrogazione sull'essenza e sul ruolo sociale dell'uomo a contatto con la necessità storica, convoglia in sé le tesi più proficue dell’intera produzione del filosofo. Non è un caso, infatti, che la soluzione luckácciana rintracci il proprio nucleo tematico esattamente a ridosso di quel concetto di Totalità, categoria-cardine del suo progetto filosofico e ideologico. Unità nella Totalità che – tertium datur – si dà, si impone a titolo di superamento d'ogni dualismo giacente al di sotto della coppia antinomica per eccellenza dell’universale-singolare e dell’oggettivo-soggettivo. È in tale sede, difatti, che Tibor Szabó rintraccia, ricostruendo l'«originale» operazione di commistione sintetica attraverso la quale Lukács procede alla formulazione della propria teoria (ricorrendo anche a tesi in precedenza severamente criticate) gli apporti più significativi della sua riflessione. Non senza rilevarne opportunamente l'andamento ideologico, l'ingenuità valutativa e il grado di astrattezza, è al tenore delle considerazioni lukácciane sulle nozioni di democrazia, di manipolazione e di critica al totalitarismo, che l'autore riconosce il valore d'insegnamento e un accento contemporaneo. Ne raccoglie l'eco, il Testamento Politico di György Lukács, in appendice al saggio: da «ideologo», non da politico («non mi considero un politico», precisa Lukács) il filosofo - pronunciandosi in merito alla situazione ungherese allora attuale - appronta, con uno sguardo retrospettivo sul trascorso storico stalinista, una esquisse per una teoria e per una auspicata realizzazione di una triplice dinamica di democratizzazione della vita quotidiana, di corretta politica per un lavoro qualitativamente ben fatto e di progressiva opera di culturalizzazione. È qui che Lukács lascia scorgere, contro ogni «estetizzazione del passato» e oltre i toni astratti dell’Ontologia, una diversificata e avvertita concettualizzazione del fenomeno lavoro, di una «qualità del lavoro» e di una «cultura di qualità» che, uniche, dovrebbero - desideratum -rivestire il campo della necessità per la libertà umana e assurgere a conditio sine qua non di un'autentica consapevolezza democratica. Descrizione bibliografica Titolo: György Lukács filosofo autonomo Autore: Tibor Szabó (Thibor Szabo) Prefazione di: Lelio La Porta Appendice: György Lukács: Testamento politico, tradotto da: Antonio Infranca Editore: Napoli: La Città del Sole, Dicembre 2005 Edizione, 2, Seconda Collaboratore: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Lunghezza: 311 pagine; 23 cm ISBN: 8882922987, 9788882922986 Collana: Volume 117 di Il pensiero e la storia Soggetti: Filosofia, Esistenzialismo, Positivismo, Marxismo, Saggistica, Critica, Novecento, Pensiero filosofico, Opere generali, 1885-1971, Ricerca sociologica, Estetica, Ungheria, Protomarxismo, Anni Venti, Bucharin, Merleau-Ponty, Simone de Beauvoir, Sartre, Conversazioni, Ontologia, Umanesimo esistenzialista, Realismo, Espressionismo, Avanguardie letterarie, Distruzione della ragione, Teorie, Heidegger, Antropologia, Stalinismo, Dogmatismo, Scuola di Budapest, Ideologie, Morale, Antonio Gramsci, Testamento politico, Totalitarismo, Democrazia, Bibliografia, filozófus, Politikai filozófiája, Lukács és a modernitás. Lukács az európai gondolkodás történetében, Philosophy, Existentialism, Positivism, Marxism, Essays, Criticism, Twentieth Century, Philosophical Thinking, General Works, Sociological Research, Aesthetics, Hungary, Protomarxism, Twenties, Conversations, Ontology, existentialist Humanism, Realism, Expressionism, Literary Avant-gardes, Destruction of Reason, Theories, Anthropology, Stalinism, Dogmatism, Budapest School, Ideologies, Morals, Political Testament, Totalitarianism, Democracy, Bibliography, Libri Vintage Fuori catalogo, Avanguardie, Russia, unione Sovietica, Bolscevismo, Bucharin, Anni Venti, Estetica, Dogmatismo, Ideologie politiche, Scritti giovanili, Democrazia, Concezione dell'uomo, Scuola di Budapest, Rosa Luxemburg, Imre Nagy, Rakosi, Kadar, Romania, Rudas, Partito comunista, Bela Fogarasi, Fascismo, Thomas Mann, Kafka, Musil, Joyce, Weimar, Stalin, Out of print books, Avant-gardes, Bolshevism, Twenties, Aesthetics, Dogmatism, Political ideologies, Youth writings, Democracy, Man's conception, Communist Party, Fascism
2005prefazione di Lelio La Porta La Città del Sole 2005 311 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO, PARI AL NUOVO. Filosofo autonomo evoca il titolo del saggio di Tibor Szabó: «filosofia originale e autonoma» ricorda l’autore a più riprese in corso d’opera, affidando all’ipotesi di un tertium datur l'incoatività di un percorso teorico che miria una «ricostruzione scientifica e disinteressata» di quanto, in un continuo-discontinuo, l’impresa filosofica e vissuta di György Lukács ha lasciato in eredità al secolo ‘globale’. Un tertium datur che, entro e oltre l’indiscussa vis polemica attraverso la quale gli scritti e il personaggio di Lukács hanno impresso sul trascorso selciato filosofico, estetico e politico la loro contraddittoria pregnanza, permetta di rileggere e di riconsiderare in «totalità» la figura del pensatore ungherese, restituendo al dibattito intellettuale i lineamenti storico-teorici dell’evoluzione della riflessione lukácciana. Una «vita complessa, multiforme, non rettilinea, non omogenea ma autonoma», sottolinea l’autore, fornendo tra numerosi aneddoti biografici, un’articolata ricostruzione dell’itinerario scientifico del pensatore Lukács. In ciò metaforicamente ‘fedele’ al principio lukácciano secondo cui giusto compito è «ristabilire nella vita stessa l’uomo ‘totale’, l’uomo completo… oltre ogni deformazione e frantumazione», lo studio di Szabó lascia scorgere in toto, attraverso un ricorso serrato alle fonti e in un puntuale confronto con l’ermeneutica critica lukácciana, l’equilibro instabile sul quale giacciono i nuclei teorici essenziali del pensiero di Lukács. Senza indulgenza verso gli spettri più inquietanti della personalità e della prassi di pensiero lukácciana, misurando inoltre l’immagine ufficiale e stereotipata del filosofo con i tentativi altrettanto strumentali di depoliticizzarne gli intenti, l’autore non rinuncia a verificare di volta in volta l’irriducibilità del contributo lukácciano a un primo o a un secondo momento della sua speculazione. Né il «mito ideologico del giovane Lukács», né una sopravvalutazione della riflessione matura del filosofo sono atti a rendere la complessità del profilo dottrinale dell’opera lukácciana la quale, benché non si presti neppure ad un’operazione di riduzione sintetica unitaria, registra al suo interno una peculiare costante. Peculiare, in quanto costante e ‘peculiare costante’ in quanto in sé ambivalente: è in simile orizzonte che il saggio di Szabó rintraccia la componente originale delle considerazioni e della personalità di Lukács. È in questione qui una singolare tensione etica che, accompagnando per intero a mo’ di ragione interna l’opera del filosofo, costituisce senza soluzione di continuità e non senza apparente incongruenza la ‘ragione’ stessa dei tournants e delle scelte più eticamente discutibili dell’operato di György Lukács. ‘Tattica e etica‘, «fermezza e flessibilità», per l’appunto; diade contraddittoria che, se al cospetto della «coerenza, verità intransigenza e responsabilità» dell’esempio gramsciano fa di Lukács il «grande sopravvissuto», costituisce allo stesso tempo l’asse portante dell’ ontologia, dell’estetica e dell’antropologia luckácciana. Più simile alla soluzione etica aristotelica (Aristotele, ricorda l’autore, «fuggì da Atene dopo essere stato accusato») che alla scelta morale socratico-gramsciana, la condotta lukácciana, afferma Szabó, ricorda in immagine e contro il modello di Giordano Bruno, la politica di ritrattazione operata da un altro grande del Rinascimento, Galileo Galilei: «per sopravvivere nelle situazioni di crisi, Lukács riconobbe la necessità del cambiamento di atteggiamento[...] si sente assolto dalla colpa in quanto “esistono delle situazioni – tragiche situazioni – nelle quali è impossibile agire senza attirare su di sé una colpa[…] e se Iddio avesse posto il peccato tra me e l’azione che mi è stata imposta, chi sono io che possa sottrarmi ad essa?”». I presupposti e gli esiti di simile ‘ragione’ etica si riscontrano – in un tentativo mai raggiunto di edificare un'etica sociale «scientifica» fondata ontologicamente – nell'elaborazione conclusiva di una antropologia filosofica la quale, come interrogazione sull'essenza e sul ruolo sociale dell’uomo a contatto con la necessità storica, convoglia in sé le tesi più proficue dell’intera produzione del filosofo. Non è un caso, infatti, che la soluzione luckácciana rintracci il proprio nucleo tematico esattamente a ridosso di quel concetto di Totalità, categoria-cardine del suo progetto filosofico e ideologico. Unità nella Totalità che – tertium datur – ‘si dà’ , si impone a titolo di superamento d’ogni dualismo giacente al di sotto della coppia antinomica per eccellenza dell’universale-singolare e dell’oggettivo-soggettivo. E’ in tale sede, difatti, che Tibor Szabó rintraccia, ricostruendo l’«originale» operazione di commistione sintetica attraverso la quale Lukács procede alla formulazione della propria teoria (ricorrendo anche a tesi in precedenza severamente criticate) gli apporti più significativi della sua riflessione. Non senza rilevarne opportunamente l’andamento ideologico, l’ingenuità valutativa e il grado di astrattezza, è al tenore delle considerazioni lukácciane sulle nozioni di democrazia, di manipolazione e di critica al totalitarismo, che l’autore riconosce il valore d’insegnamento e un accento contemporaneo. Ne raccoglie l’eco, il Testamento Politico di György Lukács, in appendice al saggio: da «ideologo», non da politico («non mi considero un politico», precisa Lukács) il filosofo - pronunciandosi in merito alla situazione ungherese allora attuale - appronta, con uno sguardo retrospettivo sul trascorso storico stalinista, una esquisse per una teoria e per una auspicata realizzazione di una triplice dinamica di democratizzazione della vita quotidiana, di corretta politica per un lavoro qualitativamente ben fatto e di progressiva opera di culturalizzazione. E’ qui che Lukács lascia scorgere, contro ogni «estetizzazione del passato» e oltre i toni astratti dell’Ontologia, una diversificata e avvertita concettualizzazione del fenomeno lavoro, di una «qualità del lavoro» e di una «cultura di qualità» che, uniche, dovrebbero - desideratum -rivestire il campo della necessità per la libertà umana e assurgere a conditio sine qua non di un’autentica consapevolezza democratica.
réf. 721974Sanderus S.L. 1968 In-8 ( 210 X 135 mm ) de 60 pages, broché sous couverture imprimée, rempliée. Avant-Dire de Michel Tapié. Couverture de A.A. EDITION ORIGINALE. Très bel exemplaire
1999réf. art1460mEditions Cercle d’Art; Relié, 207 pages, 25,0 x 30,0 x 2,5 cm, le livre est comme neuf.
2000E. FRANZINI Gusto e disgusto di Elio Franzini. Segrate, Nike 2000 italian, 183 CR.79 Brossura editoriale, volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda 183 pagine circaCopertina come da foto
2015br. Un luogo comune vuole che il gusto sia l'organo con cui conosciamo la bellezza e godiamo delle cose belle. Dietro questa pacifica facciata, il saggio di Agamben mette invece a nudo la dimensione tutt'altro che rassicurante di una frattura che divide immedicabilmente il soggetto. All'incrocio di verità e bellezza, di conoscenza e piacere, il gusto appare come il sapere che non si sa e il piacere che non si gode. E, in questa nuova prospettiva, estetica ed economia, homo aestheticus e homo aeconomicus, rivelano una segreta e inquietante complicità.
In 16°, bross. edit., pp. 170 + 32 tavv. b/n f.t. Buon esemplare intonso.