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In-folio (340 x 240 mm), en feuilles, sous chemise cartonnée illustrée de l'éditeur, 11 p. de texte et 13 planches de reproductions. Bon exemplaire.
réf. 31514In-folio (340 x 240 mm), en feuilles, sous chemise cartonnée illustrée de l'éditeur, 11 p. de texte et 13 planches de reproductions. Bremen, Angelsachsen Verlag, s.d. (ca 1940).
Grand in-8, pleine percaline rouge de l'éditeur sous jaquette rouge imprimée, 1611 p. Très bon exemplaire.
réf. 31538Grand in-8, pleine percaline rouge de l'éditeur sous jaquette rouge imprimée, 1611 p. Berlin, Herbig, 1978.
1930réf. 10395171930. 4to. 8, 111, (1) S. OBr. (unbeschnitten, Umschl. einger.).
1932réf. 1101593Halle, Klinz, 1932. 96 S. OKart.
réf. 192986Imprimerie Barbez Bergues 1958 In-12 oblong "à l'italienne" ( 135 X 185 mm ) de 45 pages, broché sous couverture imprimée. EDITION ORIGINALE. Bel exemplaire.
1791In-8°; pp. (4), 268 rame al frontespizio. Il trattato di estetica è suddiviso in tre parti, nella prima si parla del bello il generale e nelle arti, nella seconda del bello nella pittura (invenzione,m disposizione, colorito, chiaroscuro, disegno...), nella terza del bello in architettura (invenzione, disposizione, espressione). Legatura in mezza pergamena coeva con angoli titolo in oro al dorso
1871In-16°, legatura in brossura editoriale, pp. 175(1).
1804In-8° (22x14), pp. XXVII, (1), 136 + 6 TAVOLE f.t. (tra cui 4 ripiegate) f.t. Manca il ritratto in antiporta. Brossura ed. (interno freschissimo in barbe; dorso mancante, ma appena allentato ma genuino con la sua cucitura originale, piatti staccati, interno immacolato). Due fondamentali trattati di un versatile protagonista del Rinascimento, usciti nel 1436 (Della Pittura: teoria delle proporzioni del corpo, primato del chiaroscuro sul colore) e nel 1464 (Della Statua), usciti in latino e qui nella traduzione italiana dell'umanista cinquecentesco Cosimo BARTOLI. La tecnica e l'estetica delle arti plastiche e figurative. Le 4 TAVOLE3 ipiegate contegono 13 complesse figure geometriche (alc. riferite alla prospettiva); le altre 2 recano pregevoli figure maschili, con bel chiaroscuro: una testa di profilo inserita in un riquadro contrassegnato da lettere e un corpo nudo con panneggio e strumenti; per lo studio delle proporzioni. Senza il ritratto, eppure fresco e integro di testo e tavole!
199294 p.; 21,5 cm. Brossura editoriale. Ottimo
183117x10,5 cm; VIII, 175, (1), 23, (1) pp. e una c. di tav. in antiporta con bel ritratto di Paolo Costa inciso. Brossura editoriale della collana “Della Biblioteca Scelta vol. 292” della Silvestri editore. Buono-ottimo esemplare di quest'opera che contiene l'opera “Della Elocuzione” del grande poeta e letterato ravennate Paolo Costa fra i massimi esponenti del movimento neoclassico italiano. In fondo al volume con frontespizio proprio lo scritto del noto letterato latinista originario di Borgo d'Ale (Vercelli), Accio Teodoro dedicato alle arti liberali. Non comune in queste ottime condizioni di conservazione.
S.l., s.n.t., (18..), in-4, copertina fittizia, pp. (29). Estratto.
2012ill., br. "L'ombra inquietante di Albert Speer tornerà a ossessionarci? Sembrerebbe che l'avversione per l'architettura moderna sia così forte presso alcuni da sconvolgerne lo spirito al punto da far provare loro ammirazione, se non addirittura una venerazione senza scrupoli o rimorsi, nei confronti dei monumenti e di tutta l'opera di Speer. A voler credere a costoro, l'opera dell'architetto di Hitler costituirebbe un modello per l'architettura pubblica dei tempi nostri e di quelli a venire. Il nazionalsocialismo di Speer, la sua partecipazione ai massimi gradi dell'impresa hitleriana - Hitler pensò a un certo punto di farne il proprio delfino - non sarebbero che elementi contingenti, secondari, che si potrebbe agevolmente mettere da parte, o tra parentesi, allo scopo di riscoprire, sotto la cortina ideologica, l'autentico nucleo architettonico". Così inizia questo breve testo di filosofia politica ed estetica di Miguel Abensour. Abensour si richiama a Elias Canetti e a Hannah Arendt: compattezza dell'architettura, compattezza delle masse, totale eteronomia dell'umano. Il totalitarismo, da qualsiasi epoca o movimento prenda in prestito gli elementi stilistici, produce un'architettura inscindibile dal suo progetto di totale e inedito dominio sull'umano. Totale è perciò la compattezza fra i totalitarismi e le loro architetture.
1830Padova, Società Tip. della Minerva, 1830, in-8, br., con cornice tipografica (minime mancanze), pp. 291. Qualche segno in matita colorata.
18308°, pp.291-1 b., picc. civetta xil. al front. Mz. pelle coeva, tass. in pelle azzurra e titt. oro al dorso. Lievi fioriture. Dedicatoria a Leopoldo Cicognara, in cui l'Aut. dichiarava di voler indagare sul concetto del Bello, perché, se "rettamente conosciuto ne' suoi diversi spiegamenti e nelle sue infinite modificazioni, serva a ben discernere, valutare e regolare tutti quegli altri sensi che formano la base o l'argomento o lo scopo delle scienze morali..."(p.14).. Lo studio del Bello si compone di 3 libri: Il Bella naturale (Principio fondamentale estetico; Prove dedotte dalle varie età e dalle pri-marie tendenze dell'uomo, dall'istoria dei popoli; Tendenza generale all'inerzia e attaccamento alle abitudini; Nozione generale del Bello; Conseguenze: importanza intrinseca della bellezza, immagine ed effetto condizioni necessarie della bellezza, differenza tra Vero-Bello-Buono, tutti gli oggetti dell'universo sono dotati di bellezza, accordo dell'unità colle varietà condizione necessaria di bel-lezza, differenti aspetti: eleganza,grazia, sublimità...); Il Bello morale (Amore universale; Amore diun sesso verso l'altro;Tendenza originaria al bene; Derivazione del male dal principio del bene; Scala dell'esercizo dell'anima: tenuità, medietà, eccesso e stati corrispondenti: noja, piacere, dolore; Malinconia; Descrizione di un cimitero; Odio; Bello morale e vero;...); Il Bello artifiziale (Principio e origine di ogni poesia; Opere e passioni degli uomini promossi dalla bellezza costituiscono la poesia; Processo di imitazione: concetto, composizione, esecuzione; Concetto dipende dal genio; Composizione regolata dal gusto; Esecuzione sensibile a vista e udito; Bello ideale e Bello sensibile formano il Bello artifiziale; Qualità necessaria delle arti è l'eccellenza; ...).
1838in-8, pp. XII, 417, attraente legatura del del tempo romantica in m. pelle, tit. e fregi oro al dorso. Dedica a stampa Giampietro Vieusseux. Edizione originale di questi scritti d'estetica e pedagogia, alcuni dei quali saranno inseriti in opere successive. Ottimo esemplare.. Non in Parenti. Tecchio-Poletti p. 43..
2019I Padri della Chiesa raccontano che Gesù di Nazareth è venuto tra gli uomini in figura “vile e dispregevole”, per sancire il primato della bontà sulla bellezza, dell’etica sull'estetica. Eppure, alle soglie della modernità, gli artisti rinascimentali rappresentano il Cristo incarnato come un Dio greco: alto, bello e muscoloso. È un passaggio simbolico di fondamentale importanza. Della bellezza dei corpi scava nel passato per spiegare il presente: anche oggi, i personaggi dello sport e dello spettacolo sono idolatrati per le loro capacità atletiche e il loro aspetto fisico, si assiste a una continua esibizione di corpi perfetti sui media per veicolare messaggi pubblicitari e molte persone comuni dedicano gran parte del tempo alla “manutenzione” e all'esibizione del proprio corpo. C’è chi parla di deriva edonistica della società occidentale, ma il culto della bellezza corporale può anche essere interpretato come un ritorno alle radici, come un risveglio della sensualità pagana. Autori: Riccardo Campa.
2009(Codice FS/5459) In 8º (21 cm) 100 pp. Prima edizione. Dedica autografa dell'autore. Brossura editoriale, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
2022br. Che cos'è l'abitudine? Secondo Ravaisson, è il modo d'essere stabile e permanente, contratto in seguito a un mutamento, che caratterizza qualsiasi tipo di esistenza pervadendola a tutti i livelli: dal comportamento morale alla ragione astratta, sino al pensiero teologico. È il termine medio tra volontà e natura, poiché è spontaneità acquisita e natura incarnata, fondata nel corpo ma mai del tutto estranea all'intelletto, in modo del tutto simile all'abilità nel disegno, pratica che si impara attraverso la ripetizione e che esprime l'anima delle cose. Nell'opera di Ravaisson, in cui filosofia e arte sono profondamente legate, ogni abitudine è, perciò, estetica e l'estetico è sempre abitudine: entrambe sono esperienze in cui la libertà si fa corpo senza perdersi e il corpo si fa libero senza sciogliersi dai vincoli naturali. Una riflessione che, nell'epoca dell'estetizzazione diffusa, può aiutare a ripensare l'esperienza estetica.
2022br. Il pròbleme che l'immagine del cinema moderno pone è lo stesso di fronte a cui si trova la filosofia della differenza del grande libro del 1968, "Differenza e ripetizione": uscire dalla tutela del Tutto-Uno, sottrarsi al percorso verticale e gerarchico della rappresentazione, produrre un differente rapporto tra "io, pensare, essere". La filosofia deve pensare con i propri strumenti, i concetti, un essere che è un terreno di differenze senza gerarchia, un io che esce dai canoni del soggetto trascendentale, un mondo che non è un tutto-uno e che il pensiero non è più in grado di pensare nemmeno come il proprio orizzonte. L'arte (il cinema come arte) affronta lo stesso problema: la frattura del tempo narrativo tradizionale, la singolarità non integrabile in un intero, l'interstizio reso visibile, la dissociazione tra il visivo e il sonoro. Allora, che cosa può pensare il pensiero nelle sue differenti forme? In che cosa consiste la sua potenza, se non può pretendere l'onnipotenza e se l'idea del tutto non può nemmeno più essere il suo orizzonte?
2022br. Il pròbleme che l'immagine del cinema moderno pone è lo stesso di fronte a cui si trova la filosofia della differenza del grande libro del 1968, "Differenza e ripetizione": uscire dalla tutela del Tutto-Uno, sottrarsi al percorso verticale e gerarchico della rappresentazione, produrre un differente rapporto tra "io, pensare, essere". La filosofia deve pensare con i propri strumenti, i concetti, un essere che è un terreno di differenze senza gerarchia, un io che esce dai canoni del soggetto trascendentale, un mondo che non è un tutto-uno e che il pensiero non è più in grado di pensare nemmeno come il proprio orizzonte. L'arte (il cinema come arte) affronta lo stesso problema: la frattura del tempo narrativo tradizionale, la singolarità non integrabile in un intero, l'interstizio reso visibile, la dissociazione tra il visivo e il sonoro. Allora, che cosa può pensare il pensiero nelle sue differenti forme? In che cosa consiste la sua potenza, se non può pretendere l'onnipotenza e se l'idea del tutto non può nemmeno più essere il suo orizzonte?
réf. 70582, Brepols - Harvey Miller, 2025 Hardback, Pages: 271, Size:220 x 280 mm, Illustrations:19 b/w, 91 col., Language: English. ISBN 9781915487667.
réf. 8284Paris, Bernard Grasset, 1953. In-12, broché.