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1917Edizione originale. Ottimo esemplare. Secondo e ultimo numero di questa breve esperienza mensile, nata «dall’entusiasmo provocato nei due studenti dallo spettacolo del Teatro Futurista Sintetico tenutosi in città nel 1916 e dalla disponibilità subito assicurata da Marinetti a sostenere, anche finanziariamente, l'iniziativa di un giornale locale, ‘purché esso fosse sintetico, originale, antiromantico e antitradizionalista’. [...] Apportate alcune variazioni tipografiche e d’impaginazione su suggerimento di Marinetti, che nuovamente raccomandava la varietà e l’estrema brevità dei testi, esce il secondo numero, maggiormente diffuso grazie alla rete di scambi che nel frattempo si è intessuta e alla collaborazione di più noti autori. La partenza per il fronte dei due direttori mette fine alle pubblicazioni, [nonostante] il successo di critica futurista (ma anche, pare, da parte del movimento dada zurighese) [...]» (Diz. Fut., p. 463-4). Caratterizzato, un po’ come «La Balza», da un’estrema povertà tipografica a cui fa da contraltare la sovrabbondante ricchezza di contenuti, questo secondo numero ospita parolibere e interventi di Luciano Folgore («Treni militari»), Gino Soggetti («Lei lui l’altro» e «Teatro di prosa»), Paolo Buzzi («Biglietto da visita del principe di Susegana»), Maria Ginanni («Paesaggio interno»), Angelo Rognoni («Una spia», «La voluttà dello spasmo», «Io + fumo + mondo»), Mario Dessy («Riflessi poetici»), Francesco Cangiullo («La piccola cioccolataia», spassosamente dedicato «alla mazza di ARMANDO»), Armando Mazza («Vento» e «La mostra Boccioni alla Galleria d’arte di Milano»), Nelson Morpurgo («Al telefono»), Aldo Pavesi (altra parolibera dal titolo «Vento»), Giorgio Ferrante («In treno»), Gino Cantarelli («Danza Azzurra»), Rodolfo Gazzaniga («In mezzo alla piazza»), Francesco Meriano («Stasera»), Giuseppe Steiner («Il cadavere vivente»). Cammarota, Futurismo, Giornali futuristi, 19; Diz. Fut., p. 463-4; Salaris, Riviste, sub voce
1787rif. 61603Graz , Akademische Druck- u. Verlagsanstalt, 1988 (Nachdruck der Ausgabe Wien, 1784-1787). 8°. Mit 12 Titelbildern u. 3 gefalt. Tafeln. Zus. 3.160 S., OHLdr.-Bde. in OPp.-Schuber.
1829Collezione pressoché completa (manca il fascicolo 28 del 7 settembre 1829). cui si unisce «Necrologia» , supplmento al numero 14, l’unico supplemento stampato. Sul numero 35 la data del lunedì 2 ottobre 1829 è stata corretta ad inchiostro, da mano coeva, in lunedì 2 novembre 1829. In ottime condizioni di conservazione(fisiologiche leggere abrasioni ai piatti e leggere fioriture alle carte). Il giornale vide la luce per 48 numeri, cessando le pubblicazioni il lunedì 8 febbraio 1830. Dal numero 41 il formato si riduce leggermente. -- Fondato e diretto da Francesco Guerrazzi, su queste pagine scrisse i primi articoli il giovane Mazzini. Il primo numero apparve il 12 gennaio 1829 presso la Tipografia Vignozzi, e proseguì le pubblicazioni per 48 numeri fino al 8 Febbraio del 1830, fino cioè all’arresto di Guerrazzi e Bini che rimasero in prigione fino al 1833. Nato poco dopo la cessazione del quasi omonimo «Indicatore genovese» il periodico fu fondato e diretto da due giovani esponenti del movimento mazziniano in Toscana, il direttore Francesco Domenico Guerrazzi (1804-1873) e il suo amico Carlo Bini (1806-1842). Repubblicani entrambi i due promotori seppero raccogliere intorno alla testata numerosi intellettuali, compreso lo stesso Mazzini che, ventiquattrenne, pubblicò sette articoli firmati con la sola sigla “M”; proprio a causa di un suo scritto giudicato sovversivo e pericoloso, il giornale fu fatto cessare. Non stupisce, considerati i legami stretti con la Giovine Italia, il loro arresto con reclusione nel carcere di Portoferraio. Il Bini morì d’infarto; il Guerrazzi (amico di Byron, cui è dedicata la prima stampa, le «Stanze») fu un romanziere di enorme successo, pervicacemente repubblicano, attivo durante i moti del ’48 (condannato a 15 anni, ottenne dopo 6 mesi la conversione nell’esilio in Corsica), parlamentare dopo l’Unità nelle file della sinistra. Oltre al Mazzini fra i collaboratori ritroviamo Andrea Maffei, Filippo Bettini, Elia Benza. Carlo Poerio, Colletta, La Cecilia, Missirini e Benza. Il settimanale fu soppresso d’autorità, risultati vani i richiami all’ordine del governo granducale. Del Bini (scrittore oggetto di recente rivalutazione); il giornale era suddiviso in due parti principali, nella prima si trovano articoli relativi al commercio e delle cose che al commercio appartengono; nella seconda della morale (notevoli gli articoli sulla pena di morte), della istruzione, di lettere, arti liberali (si commentano e recensiscono le opere di Byron, Foscolo, Pellico, Schiller, Bellini. Di notevole interesse tre articoli dedicati al «Tristan Shandy». Si traducono Sterne e Byron). -- Nelle intenzioni del fondatore e direttore Francesco Guerrazzi, il giornale avrebbe dovuto avere cadenza settimanale. Il primo numero contiene soltanto un «Prospetto» di due pagine, a firma del direttore che illustrano le intenzioni programmatiche del giornale: «Ogni genere letterario può, quando un popolo abbia in animo di scuotere il giogo della servitù, divenire arma terribile contro il nemico: dalla solenne tragedia alla umile farsa rappresentata dai burattini, dal poema alla favola, tutto diviene capace di fiere invettive o di sottili ironie, che il popolo, in certi momenti, afferra con incredibile facilità. Ma il giornale è, in tali casi, strumento più di ogni altro efficace: esso corre più rapido delle tragedie, delle commedie, dei poemi da un capo all’altro del paese, esso può penetrare dovunque, esso diviene l’amico delle famiglie, dove è letto, discusso, illustrato, esso è alla portata intellettuale ed economica della massima parte delle persone». Guerrazzi aveva già fondato a Livorno il Gabinetto scientifico letterario perché la sua città natia non fosse più vituperosamente chiamata la Beozia d’Italia; fondò dunque un giornale con l’intento di riscattare il prestigio civile e culturale della sua città, di fronte a Firenze che poteva vantare l«Antologia» o a Pisa che aveva il «Nuovo Giornale de’ Letterati». Ma c’era inoltre nel Guerrazzi un riposto intendimento politico: quello di rivolgersi agli elementi più giovani e irrequieti della borghesia, o piccola borghesia, di sentimenti liberali e democratici: e in questo senso il giornale assunse un’importanza storica notevole, nel risvegliare quelle scelte forze crescenti, e però sempre minoritarie, dalle quali sarebbero poi sortiti i primo cospiratori, i primi propugnatori della nuova politica unitaria, i primi combattenti delle sommosse, come riconosceva lo stesso Mazzini. Il programma del nuovo giornale era tutto nel suo motto: «Alere flammam!»
1945Collezione completa. Ottimo esemplare, fresco e pulito, in solida legatura; rara la collezione in queste condizioni. Tutto il pubblicato dal numero 1 (7 aprile 1945) al numero 61 (15 febbraio 1948). «Il Mondo» fu fondato da Alessandro Bonsanti e dal lui diretto insieme ad Arturo Loria ed Eugenio Montale, coadiuvati da una vasta schiera di collaboratori d'eccezione. Interrotta la pubblicazione a ottobre 1946, continuò a distanza di cinque mesi con «Il Mondo europeo», continuità dimostrata anche dalla numerazione dei fascicoli, che riparte nel marzo 1947 da quella interrotta l’anno precedente. Rara la collezione completa anche del «Mondo europeo», le cui pagine iniziali e finali erano stampate su carta arancione. -- «Formato appena più grande di un moderno “tabloid”; sedici pagine a quattro colonne, e solo la prima a tre, quindici lire a copia, periodicità quindicinale, quasi a confermare le prudenze e le timidezze dell’editoria fiorentina» (Spadolini in Montale). -- «La parte dedicata alla letteratura viene affidata in genere alla sesta e settima pagina per quanto riguarda la critica letteraria, le recensioni, i dibattiti tra cui va segnalato almeno l’articolo di Eugenio Montale, ‘Fascismo e letteratura’, apparso sul primo numero; mentre la narrativa, spesso a puntate, e i testi poetici seguono nei due fogli successivi con un nutritissimo gruppo di collaboratori più o meno stabili — tra i nomi incontriamo Gadda, Cassola, Bassani, Pasolini, Banti, Fortini, Piovene, Manzini, Landolfi, Luzi, Brancati — che si riuniscono intorno ai tre direttori della rivista, Bonsanti, Montale e Loria. Tra le opere pubblicate si trovano delle vere primizie come l’inedito ‘Corto viaggio sentimentale’ di Svevo, la prima versione a puntate del romanzo della resistenza di Cassola, ‘Bube’, ‘Le due zitelle’ di Tommaso Landolfi, o ancora racconti e liriche di Giorgio Bassani, le ‘Due scene’ teatrali di Elio Vittorini. [...] a Carlo Emilio Gadda vengono assegnati gli eventi teatrali e talvolta musicali; Anna Banti si occupa di moda con gli elzeviri della ‘Torre del pipistrello’, Lalla Romano e Leonardo Sinisgalli si destreggiano tra esposizioni di pittori impressionisti e mostre di ceramiche» (Gubert) Gubert, scheda CIRCE; Gurrieri, Il Mondo 1945-1946: indici (Milano 2004); Montale, I miei scritti sul «Mondo» (Firenze 1981)
1941Collezione completa. Insieme in ottime condizioni di conservazione (da segnalare solo tracce di ruggine alla pinzatura di alcuni fascicoli), completo di un rarissimo messaggio dattiloscritto circolare su carta intestata della rivista, che annuncia l’uscita dei due fascicoli complementari a chiusura dell’annata. L’ultima annata della rivista «Note fotografiche», l’“house organ” di AGFA Foto diretto da Alfredo Ornano e stampato a Milano presso la tipografia Lucini anziché Rizzoli dall’8 luglio 1941 al febbraio 1943, è probabilmente la prima esperienza di Albe Steiner come art director. Steiner illustra regolarmente con fotomontaggi pubblicitari la seconda e la quarta di copertina. Sospesa con il numero 10 dell'aprile 1942 «per disposizioni ministeriali», pubblicò nel febbraio 1943 due fascicoli monografici fuori numerazione per completare l’annata: «Fotografare» e «Pose istantanee», al fine di rispettare l’impegno preso con gli abbonati. Copertine fotografiche di W. Benser, Franco Grignani, Giovanni Scheiwiller e altri, stampa a cura del tipografo Lucini. Tra i collaboratori troviamo Guido Piovene, Luigi Veronesi, Giulio Galimberti, R. Muratore, Ermanno F. Scopinich, Pierluigi Erizzo, Federico Vender, Giorgio Mazzonis, Bruno Munari, G. Muggiani, G. Mondaini, A. Bragaglia, G. Pagano, Marcello Nizzoli, S. Pedrotti, Eriberto Carboni. Particolarmente rari i due fascicoli «Fotografare» e «Pose e istantanee», registrati in ICCU in sole tre biblioteche (solo IUAV Venezia e ICCD Roma li possiedono entrambi). 12 volumi
1940Edizione originale. Tutto il pubblicato dal 1940 al 1943 fatta eccezione per i numeri 7 e 8 del 1941 e 1 e 13, 14, 15 - 16 del 1943. I, II e III anno in ottime condizioni (esemplari normalmente bruniti conservati in cofanetti), IV anno in buono stato. Rivista fondata e diretta dal ministro dell’Educazione nazionale Giuseppe Bottai – con Giorgio Vecchietti nel ruolo di co-direttore e capo della redazione - tre mesi prima dell’ingresso dell’Italia nel secondo conflitto mondiale per rilanciare e sostenere il “primato” – come recita il titolo – “spirituale” (culturale, letterario, artistico) italiano. Uscita per la prima volta il primo marzo 1940 con sede prima a Milano e poi a Roma, il quindicinale raccolse nei suoi quattro anni di vita – l’ultimo numero è datato 15 agosto 1943 – contributi vasti e importanti. Si ricorderanno qui i nomi, per la poesia, di Ungaretti, Quasimodo, Montale, Luzi; per la narrativa, di Buzzati, Pavese, Cecchi; per la filosofia, di Paci e Abbagnano; per la pittura, di Guttuso e de Pisis. L’andamento sempre più tragico della guerra, l’intensificarsi dei bombardamenti e l’imbarazzo – se non l’antifascismo dichiarato – di molti degli intellettuali che avevano inizialmente collaborato resero via via più difficile la pubblicazione della rivista, fino a giungere alla sua definitiva chiusura nell’agosto del 1943.
1969Edizione originale. Esemplare in stato più che buono (strappo in corrispondenza del primo punto metallico al piatto anteriore, gora perimetrale al piatto posteriore, carte e tagli leggermente bruniti). Completo di «Poesia sotterranea poesia trovata» di Franco Vaccari e di una serigrafia originale di Vittorio Del Piano con testo di Michele Perfetti. Primo numero della rivista «Tèchne» pubblicata a Firenze a partire dall’ottobre del 1969 e diretta da Eugenio Miccini come bollettino del Centro omonimo (voluto e creato dallo stesso artista e poeta toscano sempre nel 1969). Tra i membri fondatori del «Gruppo 70» insieme a Lamberto Pignotti e Luciano Ori, Miccini si propose con il centro culturale e con il periodico a esso collegato di proseguire il lavoro di ricerca e divulgazione militante nel campo della sperimentazione d’avanguardia e della Poesia Visiva, di cui l’artista toscano, scomparso nel 2007, fu non soltanto uno dei massimi esponenti ma anche ideatore del termine proprio all’interno dell’esperienza del già ricordato «Gruppo 70». Eccentricamente composta da fogli dattiloscritti, manifesti, riproduzioni di opere su carta patinata di diversi formati, volantini e con i suoi testi in italiano, inglese e tedesco il periodico - la cui pubblicazione proseguirà fino al 1976, con un’interruzione tra il 1970 e il 1974, per un totale di 19 numeri divisi in 9 fascicoli - si presentava come una raccolta di materiali variamente legati alla sperimentazione verbo-visiva (diventando, insieme a «Lotta Poetica», l’organo più importante del movimento di Poesia Visiva non soltanto a livello nazionale) e come cassa di risonanza delle attività del Centro o di luoghi similmente e volontariamente lontani dai circuiti culturali tradizionali e dal potere da essi esercitato. Oltre ai contributi, tra gli altri, di Miccini, Achille Bonita Oliva, Luigi Paolo Finizio, Michele Perfetti, il primo numero contiene opere di: Walter Fusi, Umberto Lanza, Renato Ranaldi, Renato Spagnoli, Giovanni Campus, Bianca Garinei, Gabriele Perugini, Riccardo Guarneri, Delia Betto, Carlo Severa. Da segnalare in particolare, all’interno del presente fascicolo, una serigrafia dell’artista pugliese Vittorio Del Piano e, soprattutto, le tavole fotografiche di Franco Vaccari «Poesia sotterranea poesia ritrovata» non presenti in tutte le copie del primo numero a causa dell’allestimento artigianale delle copie stesse (Cfr. M. Bazzini, G. Maffei, «Geiger - Tèchne. Edizioni di poesia e arte», p. 85). M. Bazzini, M. Gazzotti, «Controcorrente. Riviste e libri d’artista delle case editrici della Poesia visiva», Allemandi, Torino 2011, pp. 21 - 22; M. Bazzini, G. Maffei, «Geiger - Tèchne. Edizioni di poesia e arte», Gli Ori, Pistoia 2002; G. Maffei, P. Peterlini, «Riviste d’Arte d’Avanguardia», Edizioni Sylvestre Bonnard, 2005, p. 146.
rif. 39347In-8 (220 x 140 mm), demi-chagrin grenat à grands coins, dos à 5 nerfs filetés au noir, auteur et titre dorés, couverture illustrée et dos conservés, 390 pages, exemplaire non rogné. Paris, Paul Morihien, 1948 (Levallois, Société Industrielle d'Imprimerie, 15 juin 1948).
1994rif. 3704BBPalo Alto (California), Annual Reviews Inc. (Leonard Machlis). 1956 -, 1994). 4°. Original cloth. Most of the volumes with dustwrapper). With owners stamp on the front fly leaf. + Wichtig: Für unsere Kunden in der EU erfolgt der Versand alle 14 Tage verzollt ab Deutschland / Postbank-Konto in Deutschland vorhanden + 39 volumes (volume 1 to 39).
rif. 40046Paris.Paulin.1834-1838. Complet en 40 volumes in-8 - en 20 tomes. Belle demi-reliure d'époque en veau glacé avec pièces de titre et de tomaison en maroquin vert.Des rousseurs in-texte.Reliures en bon état et uniformes; certaines ont des dos présentant des marques anciennes d'humidité.
1796rif. AMO-432Paris, Rue des Poitevins, chez le citoyen Aubry, Directeur 1 volumes in-folio ( 45 x 30 cm), du n°101 (1er janvier 1796 - 4 germinal an IV) au n°221 (30 avril 1796 - 11 floréal an IV), bien complet des feuillets de supplément pour les n°184 et 220. Soit 120 fascicules de 4 pages chacun (480 pages + feuillets de suppléments). Reliure de l'époque demi-parchemin de réemploi, titré à la plume au dos, plats de carton gris. Usures d'usage, ensemble solide. Intérieur en bon état, quelques déchirures et galeries de vers sans gravité. Le papier est de qualité inégale, parfois blanc mais souvent gris et épais, ceci étant dû aux difficultés d'approvisionnement en papier durant cette période post-révolutionnaire. Panckoucke, l’éditeur de l’Encyclopédie méthodique publia tout d’abord La Gazette nationale dans le format in-folio et fut le premier éditeur d’un « papier-nouvelles à la manière anglaise ». La Gazette devait contenir les débats de l’Assemblée constituante, les événements de politique intérieure et extérieure, en transcrivant en entier les actes publics, diplômes, traités et autres documents authentiques. Dès le premier numéro, paru le 24 novembre 1789, les débats de l'Assemblée, comme les actes du pouvoir, furent retranscrits fidèlement et sans commentaires grâce à la sténographie. Il résulta de cette exactitude dans la publication des informations que le Moniteur universel reproduisit, dès l’origine, les faits accomplis avec le sens et les couleurs que lui donnaient les acteurs eux-mêmes, portés tour à tour au pouvoir ou à la tête de la majorité en fonction des différents régimes politiques. « Le Moniteur, dit Montlosier, a eu pour principe de se laisser emporter dans toutes les directions du mouvement révolutionnaire ; il a eu ainsi, selon qu’elles se sont succédé, les teintes monarchique, constitutionnelle, girondine, jacobine, impériale. » Cette diversité successive de tous et de couleurs fait précisément l’intérêt et la valeur du Moniteur comme répertoire historique. (source : Wikipédia) Ce journal est une source de documentation irremplaçable pour servir à l'histoire de la révolution française. BON EXEMPLAIRE.
1796rif. AMO-434Paris, Rue des Poitevins, chez le citoyen Aubry, Directeur 1 volumes in-folio ( 45 x 30 cm), du n°222 (1er mai 1796 - 12 floréal an IV de la République) au n°365 (21 septembre 1796 - 5e jour complémentaire an IV de la République). Soit 143 fascicules de 4 pages chacun (plus de 570 pages). Reliure de l'époque demi-parchemin de réemploi, titré à la plume au dos, plats de carton gris. Usures d'usage, ensemble solide. Intérieur en bon état, quelques déchirures et galeries de vers sans gravité. Le papier est de qualité inégale, parfois blanc mais souvent gris et épais, ceci étant dû aux difficultés d'approvisionnement en papier durant cette période post-révolutionnaire. Panckoucke, l’éditeur de l’Encyclopédie méthodique publia tout d’abord La Gazette nationale dans le format in-folio et fut le premier éditeur d’un « papier-nouvelles à la manière anglaise ». La Gazette devait contenir les débats de l’Assemblée constituante, les événements de politique intérieure et extérieure, en transcrivant en entier les actes publics, diplômes, traités et autres documents authentiques. Dès le premier numéro, paru le 24 novembre 1789, les débats de l'Assemblée, comme les actes du pouvoir, furent retranscrits fidèlement et sans commentaires grâce à la sténographie. Il résulta de cette exactitude dans la publication des informations que le Moniteur universel reproduisit, dès l’origine, les faits accomplis avec le sens et les couleurs que lui donnaient les acteurs eux-mêmes, portés tour à tour au pouvoir ou à la tête de la majorité en fonction des différents régimes politiques. « Le Moniteur, dit Montlosier, a eu pour principe de se laisser emporter dans toutes les directions du mouvement révolutionnaire ; il a eu ainsi, selon qu’elles se sont succédé, les teintes monarchique, constitutionnelle, girondine, jacobine, impériale. » Cette diversité successive de tous et de couleurs fait précisément l’intérêt et la valeur du Moniteur comme répertoire historique. (source : Wikipédia) Ce journal est une source de documentation irremplaçable pour servir à l'histoire de la révolution française. BON EXEMPLAIRE.
rif. 3881Collection du n°1 du 29 octobre 1870 au n° 108 du 5 mars 1871(il manque le n°14 )408 pages In folio,texte sur 3 colonnes en un volume demi chagrin rouge à nerfs,titre et fers dorés.Détail:2 pages in 8 pages en allemand,puis traité de Versailles du 28 janvier 1871.Texte sur 2 colonnes en français et en allemand signatures de Dorian, Jules Favre,Bismarck.Puis n°1 du samedi 29 octobre 1870, 2 pages jusqu’au n°13,puis 4 pages à partir du n°14,n° 15 du mercredi 16 novembre 1870:4 pages,avec titre en gothique à partir du n°60 du 8 janvier 1871.Puis paraît tous les jours jusqu’au dernier n° 108.Fort rare,très bon état
rif. 803Photos de Presse (le Petit Normand ) et de particuliers.
rif. 39611In-folio (342 x 222 mm), pleine basane acajou, dos à 6 nerfs orné de compartiments cloisonnés et fleuronnés, pièce de titre de maroquin rouge, roulette sur les coupes, tranches dorées (reliure du XVIIe s.), (12), 341, (9) pages, titre dans un encadrement architectural gravé sur bois portant la marque de Galliot du Pré à sa devise, exemplaire entièrement réglé à l'encre brune. Paris, Galliot du Pré (impr. par Guillaume Morel), 1561.
rif. 393392 volumes in-8 (208 x 128 mm), demi-veau blond de l’époque, reliure romantique ornée de 4 nerfs plats guillochés or et de compartiments garnis d’un fer spécial au noir et d’une dentelle dorée, jeux de palettes et roulettes dorées en tête et pied, pièces de titre et de tomaison de veau fauve, tranches marbrées, (4), 430 pages et (4), 475 pages. Paris, Alex Vezard, Le Normant, 1830.
rif. ORD-5499(Sur Terre et sur Mer, Monde Pittoresque, Terre Illustrée, réunis). Deuxième série. Du 1er décembre 1900 au 9 août 1914 (dernier numéro avant la 1°guerre mondiale) sans discontinuité. Paris. Journal des Voyages et Librairie Illustrée. 1900-1914. 14 volumes in-f°(240 x 325mm) pleine percaline rouge à décor or (magnifique plaque signé SOUZE), tranches dorées, dos à l'ancre rappelant ceux de certains HETZEL, gardes de papier bleu, reliure de ENGEL. Chaque volume contient 2 semestres qui, curieusement commencent au début décembre, soit 52 numéros chacun totalisant plus de 850 pages. Les couvertures, souvent en couleurs ont été conservées. Les tables des articles en fin de semestre facilitent la recherche. Taches au 2°plat de l'année 1906, l'année 1909 qui avait été en partie lacérée a été parfaitement réparée, seule la page 151 du 1°semestre reste un peu abîmée. Remarquable ensemble dans une magnifique reliure et dans un état exceptionnel pour ce genre d'ouvrages.
rif. 20475Cahier In folio broché,33 pages manuscrites et 36 blanches muettes,sur imprimé ,bon etat
1877rif. 86331877 percaline rouge éditeur, p. de t. vertes. 40 tomes en 20 volumes in-4, illustrés (oh combien!), P. Librairie Illustrée 1877-1897
rif. 244206 volumes in-folio reliés demi-basane verte, dos lisse, titre doré, légèrement insolé, couverture illustrée par année conservée, contrecollée sur papier (restauration). Des numéros 330 à 632. petit manque sur 2 feuilles N°400 année 1898, manque quelques numéros pour le début de l'année 1897 sinon de 1897 à 1902 tous les numéros se suivent sans interruption. Très bel et rare état de conservation. Contient quelques numéros emblématiques, procès Zola, bazar de la charité etc. Reliure moderne.
1790rif. PHO-2142Paris, de l’Imprimerie Royale, 1790. 2 volumes in-8° (20 × 13,5 cm), reliés en cartonnage postérieur, dos lisse avec pièces de titre, d’auteur et de tomaison, (6)-VII-1-280 pp. ; 4 ff., 380 pp., VI pp. d’errata. Illustré de deux cartes dépliantes (Kamtschatka ; Route de M. de Lesseps) et d’une planche dépliante (Caravane kamtschadale). Petits défauts, réparations aux faux-titre, titre et 1er feuillet.
rif. 39267Grand in-8° (218 x 138 mm), maroquin rouge cerise à grain long, dos lisse orné de compartiments ornés de triples filets en place des nerfs et d'un fleuron "Empire" répété au centre, palette en tête et pied, titre doré, filet gras d'encadrement aux plats, tranches mouchetées (rel. début du XIXe dans le style de Bozérian), xvi, 190, (2), 124 pages, 9 planches dépliantes hors-texte et 14 vignettes historiées à tiers de page dans le texte et (61) feuillets non chiffrés dont 39 planches de costumes, 11 feuillets d'explications et 1 feuillet d'approbation. A Paris, chez Vente, Libraire des Menus Plaisirs du Roi, 1775.
1852rif. 3127CBErlangen, Enke, 1852-55. Gr.-8°. Mit 144 lith. Tafel, gedr. bei A. Kolb, Nbg. Marmor. Ppde. d. Zt. mit roten Rückenschildchen. + Wichtig: Für unsere Kunden in der EU erfolgt der Versand alle 14 Tage verzollt ab Deutschland / Postbank-Konto in Deutschland vorhanden + Erster - vierter Jahrgang.
1937rif. 2090502113712969Not Available 1937. Soft Cover. Fine. The book is in fine condition. Not Available paperback
1806rif. 011604Northampton: T. Dicey & W. Sutton 1806. The Northampton Mercury 1806. 1807. 2 years 103 issues lacking issue for August 30th 1806. Each issue has 4 pages. Book measures 53x37.cm. Bound in half calf calf corners cloth boards gilt lettering. Calf scuffed worn with loss on edges. Generally a good binding. Internally article cut-away from a few pages a few small repairs occasional minor spotting marking. Pages in good clean condition throughout. A good clean copy. Saturday January 4th 11th 18th 25th February 1st 8th 15th 22nd March 1st 8th 15th 22nd 29th April 5th 12th 26th May 3rd 10th 17th 24th 31st June 7th 14th 21st 28th July 5th 12th 19th 26th August 2nd 9th 16th 23rd 30th September 6th13th 20th 27th October 4th 11th 18th 25th November 1st 8th 15th 22nd 29th December 6th 13th 20th 27th. 1807. Saturday 3rd 10th 17th 24th 31st February 7th 14th 21st 28th March 7th 14th 21st 28th April 4th 11th 18th 25th May 2nd 9th 16th 23rd 30th June 6th 13th 20th 27th July 4th 11th 18th 25th August 1st 8th 15th 22nd 29th September 5th 12th 19th 26th October 3rd 10th 17th 24th 31st November 7th 14th 21st 28th December 5th 12th 19th 26th. . Half Calf. Near Very Good. Folio. T. Dicey & W. Sutton Hardcover