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1951Brossura originale di color verde, in 4°, pagine 20/24 ogni fascicolo. La collezione che offriamo é mancante dei numeri 5 e 7 dei nove fascicoli pubblicati. Segnaliamo: n. 8 Dodici poesie di Luigi Bartolini, edizione originale, 7 litografie dello stesso a p.p., 1 su doppia pagina 3 n.t., tutte su fondo colorato; n. 4 dedicato a Lorenzo Viani con 7 xilografie a p.p., 2 n.t. e uno scritto di Bartolini; n. 9 Presenza di Domenico Giuliotti con scritti di Bartolini, Betocchi, Fallacara, Lisi, Rosai ed altri.
1976Prima edizione. Distacco dei piatti della brossura insieme alla prima e ultima carta, per il resto un ottimo esemplare. Fascicolo parte di «Tau / Ma 5», la rivista/raccoglitore di libri d’artista, pubblicata a cadenza annuale in sette numeri dal 1975 al 1981. Le prime undici, delle dodici mostre del titolo, sono raccontate da Pistoletto con un accostamento di testi a cura dell’artista (con traduzione inglese a cura di Malcom Skey) e immagini fotografiche di Paolo Mussat Sartor. La dodicesima mostra è invece così descritta: «Nel mese di settembre del 1976 è stata spedita dalla galleria Stein di Torino ad ogni destinatario delle 11 precedenti paginette informative una pagina stampata completamente in nero e senza alcuna parola scritta, come annuncio e contemporaneamente come realizzazione della dodicesima mostra», segue, in fine di volume, una pagina nera.
1980Tutto il pubblicato, ottobre 1980 e marzo 1981. Ottimi esemplari. Presente anche la rara brossura pubblicitaria, pubblicata prima che la rivista uscisse, che contiene interviste, tra gli altri, a Giovanni Anselmo, Alighieri Boetti, Pierpaolo Calzolari, Luciano Fabro, Mimmo Paladino e Gilberto Zorio. Periodico d’arte ricco di articoli su artisti accompagnati da riproduzioni delle loro opere, attento, secondo Maffei, «alle corrispettive tendenze poetiche e letterarie». Interventi, tra gli altri, su Fausto Melotti, Sandro Chia, Mimmo Paladino, Osvaldo Licini, Alighiero Boetti, Scipione, Meret Oppenheim. In appendice traduzioni in inglese e in tedesco degli articoli salienti in ciascun numero. G. Maffei, Libri e documenti. Arte povera 1966-1980, Corraini, 2007, p. 272.Bit. Arte oggi in Italia 2 voll.
1976Tutto il pubblicato, entrambi i numeri. Ottimi esemplari (dorsi leggermente bruniti e lieve fioritura alla brossura del primo volume). Scrive Maffei che la redazione mista, composta da critici affermati e artisti che si muovevano sul fronte avanguardistico coevo, «cerca di annullare ogni discrimine disciplinare». Vi si trovano rappresentati artisti come Giovanni Anselmo, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giulio Paolini e Michelangelo Pistoletto. G. Maffei, Libri e documenti. Arte povera 1966-1980, Corraini, 2007, p. 277. 2 voll.
1969Primo e unico numero. Ottimo esemplare. Pecetta dei prezzi al piatto posteriore. Unico numero pubblicato della rivista diretta da Alberto Boatto, che fino ad allora aveva curato «Cartabianca» e se ne era appena staccato. Numero curato da Argan e Asor Rosa che firmano i due articoli di apertura, «Arte come contestazione» e «Vendere libertà». Oltre all’intervento del direttore Alberto Boatto, anche quelli di Achille Bonito Oliva, Germano Celant, Angelo Trimarco e Maurizio Fagiolo e Rubina Giorgi e altri. Pur continuando nel solco politico-estetica di «Cartabianca», l’impaginazione di «Senzamargine» si rivelò estremamente sperimentale. Raro. G. Maffei, Libri e documenti. Arte povera 1966-1980, Corraini, 2007, p. 285.
1976Tutto il pubblicato. Serie completa (5 numeri). Lievissima, marginale fioritura alla prima carta del primo numero (estate/autunno 1976), per il resto ottimi esemplari. Rivista d’artista pubblicata tra il 1976 e il 1981 con la curatela di Maurizio Nannucci. «Mèla» — “a/per/iodico di scrittura ed immagini da maricano isola d’elba” — uscì in 5 numeri con i contributi di artisti fondamentali della scena italiana e internazionale quali Alighiero Boetti, Mario Merz, Sol LeWitt, Giulio Paolini, Claudio Parmiggiani, Philip Glass, Franco Vaccari, Daniel Buren, John Lennon e Yoko Ono. Edita dal secondo numero (primavera/estate 1977) dalla Biancoenero edizioni d’arte di Roma e, per il primo numero, da Rosanna Barbiellini Amidei — fondatrice, con Gianfranco Giorgi Rossi, della stessa Biancoenero —, la rivista prevedeva per ogni uscita una tiratura di 500 copie più 50 numerate riservate agli autori, con un unico foglio 100 x 70 ripiegato quattro volte. G. Maffei, Libri e documenti. Arte povera 1966-1980, Corraini, 2007, p. 282.
1968Collezione dei primi tre numeri incluso il rarissimo numero di novembre 1968, incentrato sulla contestazione e sull’arte politica. Fisiologici segni del tempo alle brossure, nel complesso esemplari in ottimo stato di conservazione. Rivista nata insieme alla galleria d’avanguardia romana L’Attico di Fabio Sargentini, da cui fu finanziata. Con soli cinque numeri all’attivo, «Cartabianca» fu diretta da Alberto Boatto per le prime tre uscite, poi sostituito da Adele Cambria. Nella presentazione della rivista del marzo del 1968 la vocazione politica — di rottura e rinnovamento — della rivista è resa manifesta: dopo aver celebrato il “nuovo” come forza capace di scardinare antichi equilibri e scambi di favori interni anche al mondo dell’arte e aver presentato «Cartabianca» come voce del “nuovo” stesso, gli autori precisano nella righe conclusive il loro progetto: «Di fronte al potere assorbente della maggioranza, il nuovo deve assegnarsi il compito, costruendosi un solido margine di autonomia, di trasformarsi anch’esso in potere di minoranza. [...] Tra gli altri obiettivi anche questo, non affatto utopistico ma realistico, dacché corrisponde ad una urgenza precisa [...]. Arrivare a produrre alcune chiarificazioni e un paio di scissioni, sino a far precipitare in parti questo potere accentrante, risulterebbero azioni oltremodo meritorie. Più modestamente il nostro programma potrebbe essere così formulato: operiamo affinché non si continui a stare tutti insieme pur non stimandoci affatto, ma affinché ciascuno ritrovi e lavori con i propri amici». Si segnalano, tra gli interventi pubblicati, testi di Alberto Boatto, Achille Bonito Oliva, Germano Celant e Maurizio Fagiolo. Vi si trovano inoltre rappresentati gli artisti che allora erano coinvolti con la galleria L’Attico, tra cui Giovanni Alselmo, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio. G. Maffei, Libri e documenti. Arte povera 1966-1980, Corraini, 2007, p. 276.
1975Collezione completa (8 numeri): marzo 1975 (n. 1); maggio 1975 (n. 2); ottobre 1975 (n. 3 - 4); gennaio-marzo 1976 (n. 5 - 6); autunno 1976 - gennaio 1977 (n. 7 - 8). Esemplari in ottimo stato. Numero 1 e numero 2 con qualche abrasione e piccoli strappi alla testa e al piede del dorso, per il resto usuali e lievi segni d’usura; carte e tagli puliti. La rivista AlfaBeta - «Laboratorio di critica della cultura visiva, della storia dell’arte, e » - nasce nel 1975 per volontà di Gino Di Maggio con l’intento di esplorare ed esporre campi diversi del sapere, come è evidente osservando il sommario del numero esordio del marzo 1975: agli interventi di Giuseppe Galante e Achille Bonito Oliva si affiancano traduzioni di Jacques Lacan e ripubblicazioni di articoli di Antonio Gramsci, passando ovviamente per l’estrema attenzione riservata alla sfera propriamente artistica con una grafica attenta e numeri riccamente illustrati (con illustrazioni non legate ai testi, a conferma della loro autonomia). Dall’esperienza della prima serie della rivista - composta da 8 numeri usciti tra il marzo 1975 e il gennaio 1977 - prenderà vita, a partire dal 1979, la seconda serie, più specificamente legata a interessi letterari e politici. G. Maffei, Libri e documenti. Arte povera 1966-1980, Corraini, 2007, p. 274.
1980Numeri 1, 3, 4, 5, 10 - 11, 16, 19, 20 - 22. Esemplari in più che buone condizioni complessive. Conservata nel volume primo la cartelletta fuori testo con “Non Sol Antihertz”, opera di Marco Bagnoli. Il periodico trimestrale, che deve il titolo al celebre sonetto di Rimbaud, diretto da Bruno Corà, dedica ogni numero a un ventaglio di artisti diversi che partecipano alla pubblicazione con approfondimenti testuali, riproduzioni delle proprie opere e interventi artistici ideati ad hoc. Protagonisti della rivista sono spesso gli artisti dell’Arte Povera come è evidente fin dal primo numero che ospita tra gli altri: Jannis Kounellis, Mario Merz, Giulio Paolini e Luciano Fabro. La rivista fu pubblicata a partire dal settembre 1980.
1970Tutto il pubblicato (32 numeri in 28 fascicoli). Collezione in ottime condizioni. Ideata nel 1970 da Tommaso Trini Castelli — già collaboratore della rivista «Domus» e in seguito docente di Storia dell’arte moderna all’Accademia di Belle Arti di Urbino e di Milano — «Data» si proponeva come un “database” — da qui il titolo — dei maggiori eventi italiani e internazionali di arte contemporanea, trovando il proprio terreno di partenza e il proprio orizzonte di riferimento — per quanto non esclusivi — nell’Arte Povera e nella Conceptual Art. Nei suoi sette anni di vita — con 32 uscite suddivise in 28 fascicoli dal settembre 1971 all’estate del 1978 — la rivista ha ospitato interventi di importanti critici — tra cui Renato Barilli, Achille Bonito Oliva, il “padre” del movimento Arte Povera Germano Celant, Maurizio Fagiolo —, interviste agli artisti, riproduzioni fotografiche di opere e di momenti performativi, recensioni, oltre a una selezione, come già ricordato, delle migliori esposizioni in corso, presentate direttamente attraverso le locandine delle gallerie coinvolte. Da segnalare, ovviamente, le copertine, realizzate ogni volta con opere di artisti diversi: la prima celebrava l’Arte Povera con «Marmo rosa del Portogallo e seta naturale» di Luciano Fabro, mentre l’ultima utilizzava un particolare di «L’occhio della pittura» di Emilio Tadini. In mezzo, tra gli altri, opere di Mario Ceroli, Alighiero Boetti, Mario Nigro, Marisa Merz, Gianni Emilio Simonetti, Mimmo Paladino. G. Maffei, Libri e documenti. Arte povera 1966-1980, Corraini, 2007, p. 278.
1967Edizione originale. Numeri 1 (giugno-settembre) e 2 (ottobre-dicembre) del 1967 e 3 (ottobre-dicembre) del 1968 di «La Délirante» in ottime condizioni. Numero 1 stampato in 1500 esemplari e 2 in 3000 esemplari non numerati. Rivista di poesia fondata nel 1967 dal poeta di origine libanese Fouad El-Etr con la fondamentale collaborazione del traduttore e teorico della traduzione Antoine Berman. Scopo principale del trimestrale - la cui prima serie sarebbe proseguita fino al 1982 - era il recupero della tradizione poetica del romanticismo tedesco, dimenticata nel secondo dopoguerra. Significativa in questo senso la presenza di una traduzione in francese (curata da Berman) dei «Frammenti sulla poesia» di Novalis già nel primo numero del giugno-settembre 1967. A impreziosire la pubblicazione, le belle copertine illustrate e gli eleganti disegni in bianco e nero a piena pagina fuori testo all’interno.
1848Tutto il pubblicato. Ottimo esemplare, fascicoli a pieni margini in barbe (gli ultimi 20 fascicoli di formato più piccolo). Raro quotidiano uscito a Venezia dal 1 Dicembre 1848 al 13 Marzo 1849 per un totale di 100 numeri. Pochi giorni prima della chiusura della testata, i redattori Canal e Piermartini, al termine del numero 96 fecero stampare una commovente e dignitosa dichiarazione di chiusura: «Il Giornale San Marco dopo la ricostruzione non potendo parlare come vorrebbe, non vuol parlare come può». Il giornale riportava le vicende di Venezia giorno per giorno negli ultimi mesi della Repubblica Veneta con posizioni nettamente antiaustriache e come promotore per un nuovo Governo democratico. Canal e Piermartini vedevano in Mazzini la figura di riferimento e nella Repubblica romana il modello di repubblica democratica. Dalle sue pagine difese l'attività dei Circoli popolari e affermò la sovranità popolare sulla dittatura. Cfr Franco Della Peruta, Il giornalismo italiano del Risorgimento dal 1847.
Fondata a Firenze da E. Corradini nel novembre del 1903 con cadenza settimanale. La rivista rappresentò il primo strumento di propaganda delle idee nazionaliste. Il programma (apparso nel primo numero del 29/11/1903) manifestava un'avversione feroce al socialismo e al sistema liberale (si era allora appena insediato Giolitti al governo), odio congenito verso la democrazia e disprezzo del parlamento, idea dello stato forte e imperialista. Tutti motivi che passeranno in seguito ad alimentare l'ideologia fascista. L'ultimo numero uscì il 25 dicembre 1906. Vi collaborarono Papini, Prezzolini, Borgese, Ojetti ed altri. Offriamo le prime due annate (1903-1904) a fascicoli sciolti in perfetto stato di conservazione.
194823 quaderni di 25 totali (mancano quaderni XXIV e XXV). Fascicoli con normali tracce d’usura e fioriture, carte e tagli leggermente bruniti. Esemplari complessivamente in ottimo stato. I quaderni III e IV conservano l’estratto con le traduzioni italiane di poesie inglesi e americane. Raccolta di 23 quaderni di 25 totali (mancano i due quaderni conclusivi dell’autunno 1959 e della primavera 1960) della rivista letteraria «Botteghe Oscure» (1948 - 1960) fondata a Roma nell’omonima via da Marguerite Gilbert Chapin Caetani. I quaderni I – II – III – IV – V – VI – VII – VIII – IX – XI – XII presentano la sola brossura color crema; i quaderni X – XIII – XIV – XV – XVI conservano la fascetta editoriale rossa e bianca; i restanti quaderni (XVII – XVIII – XIX – XX – XXI – XXII – XXIII) conservano la brossura bicolore riproducente i nomi degli autori presenti nel numero. Letterata, collezionista d’arte e mecenate statunitense – originaria di Waterford, Cunnecticut - naturalizzata italiana in seguito al matrimonio con il compositore Roffredo Caetani, Marguerite Caetani era già stata protagonista dell’importante esperienza con la rivista «Commerce», da lei creata a Parigi nel 1924 e pubblicata - come sarà poi anche per «Botteghe Oscure» - in francese, inglese e italiano fino alla chiusura nel 1932. Stabilitasi a Roma con il marito dopo la fine della seconda guerra mondiale, qui la Caetani fonda - con Elena Croce - il circolo «Il Ritrovo», luogo di incontri di scrittori e artisti in cui si fa largo l’idea di dare forma a una nuova rivista sul modello della precedente «Commerce». Nasce così, nel 1948, «Botteghe Oscure», periodico semestrale che prende il nome della via romana in cui si trovava il palazzo della coppia votato alla pubblicazione di testi e versi inediti di scrittori - almeno nella maggior parte dei casi - emergenti o semplicemente sconosciuti, pur non mancando contributi di romanzieri e poeti già affermati del panorama nazionale e internazionale. Priva di recensioni e di letteratura critica, la rivista intende lasciare che la parola possa esprimersi liberamente, senza mediazioni, forzature, pregiudizi o linee poetiche, teoriche e/o ideologiche da seguire o da cui essere condizionati. Francese, inglese e italiano - e, successivamente, anche tedesco, spagnolo, polacco, olandese, filippino ... – diventarono, in proporzioni diverse e variabili da un fascicolo all’altro, le lingue di «Botteghe Oscure», originando non una Babele letteraria, ma uno spazio realmente e armoniosamente internazionale (benché a nutrirlo fosse stato e fosse il fermento culturale italiano del secondo dopoguerra). E così Ungaretti, Svevo, Pasolini, Calvino, Bertolucci, Sbarbaro, Saba, Ginzburg, Cassola, Tomasi di Lampedusa sono solo alcuni dei nomi che, tra prosa e poesia, si accompagnano a Valéry, Camus, James Spencer, Bertolt Brecht, Dylan Thomas, René Char, Truman Capote, Maria Zambrano, Marianne Moore ... Un luogo di scoperta, nonché un atto d’amore per gli autori coinvolti e per i lettori che, attraverso «Botteghe Oscure», potevano – e ancora possono – prendere contatto con il libero fluire e con il libero darsi e imporsi di parole e mondi, come già si diceva, non costretti, non tradotti (fatta eccezione per poesie coreane, olandesi, filippine, indiane, polacche e pakistane presentate in inglese e considerando gli estratti con alcune traduzioni), non oppressi da giudizi, spesso fin lì trascurati dalla critica e lì, finalmente, portati alla luce. Nel «Congedo» - unico “saggio” pubblicato nei 25 quaderni - posto a chiusura dell’ultimo fascicolo della primavera 1960, Giorgio Bassani - storico e raffinatissimo redattore capo della rivista – scriveva giustamente che Marguerite Caetani aveva: «avvertito con esatta intuizione il clima, la fertilità del momento», decidendo di creare uno spazio che «accoglieva di preferenza, per non dire in modo esclusivo, contributi di persone niente affatto famose: persone oscure, appunto, cioè scarsamente conosciute nei loro stessi Paesi, e perfino nel ristretto ambito dei cenacoli letterari. Giovani, per lo più. “Botteghe oscure” non ha mai stampato saggi critici, recensioni, inchieste [...] Per ciò che riguarda la sezione italiana ritengo che i criteri di scelta del materiale siano bastevoli a esercitare un’influenza critica notevolmente incisiva sul corso della letteratura italiana del dopoguerra e sull’orientamento del gusto del nostro Paese […] Il fatto è, bisogna dirlo, che molti degli scrittori più largamente ospitati da “Botteghe oscure” in quegli anni – scrittori allora ignoti o quasi – ci hanno poi dato parecchi libri importanti, senza menzionare i quali nessun discorso serio sarebbe possibile, oggi, sulla nostra letteratura». S. Valli (a cura di), «La rivista “Botteghe Oscure” e Marguerite Caetani. La corrispondenza con gli autori italiani, 1948 - 1960, L’Erma di Bretschneider, Roma 1999; G. Bassani, «Congedo», in «Botteghe oscure», XXV, primavera 1960, pp. 434-439.
1946Edizione originale. Tutto il pubblicato (dal primo numero dell’aprile-maggio 1946 al numero doppio 3-4 dell’agosto- settembre-ottobre-novembre dello stesso anno) della rivista di letteratura e arte «Paesaggio». Esemplari in ottime condizioni, privi di particolari difetti da segnalare. Rivista fondata e diretta da Mino Rosi nel 1946 dedicata a scritti di arte e letteratura. Benché pubblicata per un solo anno - dall’aprile al novembre del 1946 -, «Paesaggio» merita di essere ricordato nella storia dei periodici del secondo dopoguerra grazie ai suoi contributi di alto profilo e alle eleganti immagini e litografie che arricchivano i fascicoli. Tra i collaboratori vanno almeno ricordati Saba, De Pisis, Del Buono, Milena Milani, Sinisgalli, mentre le litografie erano firmate da Tamburi, Gentilini, Gallo, Savelli, Sassu, Pulcinelli, Maccari, Rosi e De Grada. 3 voll.
1944Edizione originale. Tutto il pubblicato dal maggio 1944 all’agosto del 1945 (numeri 1, 2 - 3, 4, 5 - 6) dei «Nuovi quaderni di Giustizia e Libertà» nell’edizione stampata a Milano da “La Fiaccola”. Esemplari in ottimo stato, presenti solo leggere tracce del tempo alle brossure. Tutto il pubblicato del 1944 e del 1945 (dal numero 1 del maggio-giugno 1944 al numero 5 - 6 del gennaio-agosto 1945) dei “Nuovi quaderni di Giustizia e Libertà” nella serie stampata dalla casa editrice milanese “La Fiaccola”. Fondata dai membri del Partito d’Azione Mario Dal Pra, Fermo Sobri e Italo Romanelli, “La Fiaccola” - che richiamava nel nome il simbolo di «Giustizia e Libertà» - si occupò di stampare e diffondere i “Nuovi quaderni”, inizialmente realizzati nella storica tipografia clandestina dell’antifascismo piemontese “L’Alpina”. Riprendendo l’eredità dei primi quaderni di Giustizia e Libertà - quelli voluti da un gruppo di esuli antifascisti guidati da Carlo Rosselli ed Emilio Lussu e stampati a Parigi tra il 1932 e il 1935 - questa nuova serie si propose, a partire dal maggio del 1944, come spazio di discussione alta dei problemi e delle soluzioni legati non soltanto all’ancora opprimente tempo presente, ma anche a quello futuro. Come si legge nelle toccanti pagine introduttive del primo numero infatti: «Le condizioni di lavoro dei superstiti redattori e dei giovani che ad essi si sono associati sono notevolmente più difficili, più pericolose di quelle esistenti dieci o dodici anni fa. La loro maggiore forza è data dalla speranza che ci si trovi ormai avviati verso la sconfitta del nostro nemico più immediato: il fascismo e il nazismo. Ma la sconfitta del nemico non significa ancora necessariamente - e guai a farsi illusioni su questo punto - la vittoria della causa nostra [...]. Bisogna insomma avere il coraggio di dare delle soluzioni che implichino una rottura non solo col fascismo, non solo coi Savoia, non solo col grande capitale parassita, ma con tutto il modo di pensare dell’epoca che finisce».
1979Edizione originale. Piatti leggermente bruniti con piccolo strappo al lato superiore del piatto anteriore, carte pulite. Nel complesso, ottimo esemplare. Estremamente raro. Primo e unico numero della rivista di poesia a fumetti «Il poesia illustrato» a cura di Silvio Cadelo (autore dei disegni) e di Corrado Costa (autore delle didascalie). Uscito il 26 aprile 1979 questo ormai rarissimo fascicolo è dedicato al “poeta latitante” Nanni Balestrini, in quel momento già frettolosamente coinvolto nel famoso “processo 7 aprile” - che colpì centinaia di figure a vario titolo ricondotte dagli inquirenti all’area dell’Autonomia - e rocambolescamente rifugiatosi in Francia. Balestrini, qui ritratto nel momento della fuga, è rappresentato travestito prima da Trockij, poi da Mandrake e, infine, da “Signorina Richmond” (protagonista delle “ballate” dello stesso Balestrini e incarnazione insieme della Poesia e della Rivoluzione), beffardo e pronto a mettere in scacco con ironia il potere che avrebbe voluto rinchiuderlo e silenziarlo.
1919Edizione originale. Tutto il pubblicato in 6 fascicoli dal 1919 al 1921 in ottime condizioni (sovracoperte leggermente brunite e con minimi segni del tempo, per il resto esemplari privi di particolari difetti da segnalare). Prima di dare vita, nel 1922, all’avventura tipografica-editoriale della storica Officina Bodoni – che da Montagnola, nei pressi di Lugano, sarebbe poi stata trasferita a Verona -, Giovanni (Hans) Mardersteig – fondamentale figura di intellettuale-tipografo, creatore di elegantissime edizioni a partire dall’ «Opera omnia» di D’Annunzio del 1925 – fondò nel 1919, con l’amico e compagno di studi all’Università di Kiel Carl Georg Heise, una rivista destinata a farsi modello di equilibrio tra potenza della pura immagine e parola. «Genius. Zeitschrift für alte und Werdende Kunst» (ovvero “Genius. Rivista per l’arte antica e futura”) nacque in effetti come periodico dedicato ai movimenti artistici presenti e ai loro possibili sviluppi – su tutti, l’Espressionismo – avendo tuttavia profondo rispetto per il passato e rifiutando, come scrisse Heise, «la devozione cieca verso tutto ciò che è nuovo». Eppure, su impulso dell’editore della rivista Kurt Wolff – altro raffinato gigante dell’editoria novecentesca, a cui dobbiamo la prima pubblicazione della maggior parte delle opere di Kafka – che suggerì di suddividere la rivista in due sezioni – la prima, dal titolo “Die Bildenden Kunste” (“Le belle arti”) e la seconda, dal titolo “Dichtung und Menscheinn” (“Poesia e umanità”) -, «Genius» ospitò nelle sue pagine in formato in folio anche importantissimi contributi poetici e letterari, tra cui il racconto al tempo ancora inedito «Erstes Leid» («Primo dolore») del già nominato Kafka. Ma nei sei numeri usciti con cadenza semestrale tra il 1919 e il 1921, la rivista diede spazio, corpo e respiro a molto altro: illustrazioni, tavole applicate con riproduzioni di opere e luoghi e litografie originali, tra i tanti, di Emil Nolde, Karl Schmidt-Rotluff, Erick Heckel, Franz Marc accompagnate da approfondimenti e testi critici, e scritti – per citare solo i nomi maggiori - di Max Brod, Alfred Döblin, Hermann Hesse, Maxim Gorki, Ernst Bloch e, ovviamente, Franz Kafka.
1935Edizione originale. Tutto il pubblicato da gennaio a novembre del 1935 (11 numeri in 10 fascicoli). Normali abrasioni e segni del tempo alle brossure, ma ottimi esemplari. Rivista mensile fondata nel gennaio del 1935 per promuovere la cultura e il turismo della città di Como diretta - almeno fino alla quinta uscita del maggio 1935 - da Carlo Peroni e Alberto Savinio. Milanese fortemente legato al territorio lariano e gallerista divenuta podestà della piccola Blevio, Peroni fu di fatto il vero ideatore del periodico, a cui dedicò energie e risorse affinché esso fosse non soltanto uno strumento di promozione turistica ma anche un mezzo attraverso cui aprire gli orizzonti culturali di Como e del tessuto circostante. Breve fu invece l’impegno di Alberto Savinio - al secolo Andrea Francesco Alberto De Chirico, scrittore e pittore fratello minore del più noto Giorgio – che, in quel momento residente a Roma, abbandonò la co-direzione dopo pochissimi mesi. E se contaminare il “regionale” con il nazionale era il compito che la rivista si prefiggeva - con la copertina appositamente realizzata dallo scultore e incisore Arturo Martini -, ecco allora la presenza di figure importanti del panorama artistico, letterario e giornalistico: Carlo Linati, Leonardo Sinisgalli, Enrico Falqui, Libero de Liberi, Salvatore Quasimodo, Margherita Sarfatti sono i nomi a cui con maggiore frequenza furono affidate le pagine della prima annata, prima che insuperabili difficoltà economiche imponessero la sospensione delle pubblicazioni fino al 1937. Il ritorno del mensile, tuttavia, fu segnato da una collaborazione d’eccezione: a Ezra Pound, che Peroni aveva conosciuto già nel 1935, fu infatti assegnata una rubrica di recensioni di libri inglesi e americani ancora sconosciuti – o scarsamente conosciuti – nel nostro paese. Il “Servizio di comunicazioni”, questo il nome della rubrica poundiana, segnò il punto di maggiore apertura internazionale del «Broletto», periodico locale che sognò, fino alla sua chiusura nel 1938, di fare di Como uno specchio e una parte del mondo.
1966Edizione originale. Tutto il pubblicato della “nuova serie” di «Uomini e Idee» dal numero 1 del gennaio-febbraio 1966 al numero 23/25 del settembre 1970. 25 numeri in 11 fascicoli, tutti in ottime condizioni (con occasionali bruniture e lievissime abrasioni alle brossure). La collezione, estremamente rara in questo grado di completezza, include il numero monografico «Il gesto poetico. Antologia della nuova poesia d’avanguardia» (numero 18, fascetta editoriale conservata). Nuova serie della rivista «Uomini e Idee» fondata e diretta da Corrado Piancastelli con il supporto finanziario e la direzione amministrativa di Enzo Portolano. Originariamente pubblicato come rivista scientifica dal 1958 al dicembre 1964 - con contributi di alto profilo principalmente dedicati al rapporto mente e corpo e mente-cervello -, il periodico tornò con la serie qui presentata nel 1966 ampliando i propri orizzonti e abbracciando in modo più deciso i campi della letteratura e della poesia sperimentali e dell’arte, pur non abbandonando – come del resto il lungo sottotitolo dichiara – l’originario terreno marcatamente scientifico-psicologico. Nei 25 numeri (alcuni doppi e tripli) comparsi tra il 1966 e il 1975 figurano così contributi d’eccezione e di natura diversa, da scritti di Renato Barilli, Furio Jesi, Emilio Servadio, Giulio Carlo Argan a interviste a Eugenio Montale e a Bertrand Russell. Da segnalare, per sottolineare la già ricordata attenzione della “nuova serie” alla sfera poetico-letteraria sperimentale, il numero 18 del novembre/dicembre 1968 intitolato «Il gesto poetico. Antologia della nuova poesia d’avanguardia» con una ricchissima selezione di autori legati alle nuove frontiere della fusione tra poesia e arte o tra parola e immagine curata del direttore Piancastelli e di Luciano Caruso.
1872(Maria Luisa di Borbone regina d'Etruria - Carteggio - Diario di Gaspare Chifenti) In 8°, brossura editoriale, titoli in nero al dorso ed al piatto anteriore entro cornice tipografica, pp. 6,(2),276,(2). Alcune leggere tracce di ossidazione ad alcune pagine ma esemplare ben conservato.
1932(Grande Guerra - Diario - Prima guerra mondiale - Alpini - Memorie) In 8°, legatura editoriale in piena tela blu, titoli e filetti dorati al dorso, al piatto anteriore disegno impresso in nero ed oro, taglio davanti e di piede in barbe, pp. (2),XII,249,(3), con 24 litografie di Mario Vellani-Marchi su tavole fuori testo. Edizione di lusso di 2000 copie numerate da I a C e da 101 a 2000 in carta filogranata (nostro es n. 779). Volume fresco e ben conservato.
1989(Periodico - "Il Politecnico. Repertorio mensile di Studj applicati alla Prosperità e Cultura Sociale" - Ottocento - Italia - Lombardia - ) Due volumi in 8°, legatura editoriale in piena similpelle color verde scuro, al dorso titoli e filetti impressi in argento, sovraccoperta in acetato trasparente. taglio di testa colorato, segnalibro in tessuto, custodia in cartoncino rosso con titoli in argento ai piatti, pp. complessive CLX,XVI,1962,(2), con una tavola a colori più volte ripiegata fuori testo (Mappa di popolazione della Lombardia). Collana "Pantheon". Volumi e custodia in ottimo stato.
1977In-8 (cm. 21.80), similpelle editoriale, con scritta, fregio e riquadri in oro, custodia in cartone, pp. 198, (2), con numerose tavole e illustrazioni in bianco e nero nel testo. Presentazione di Luigi Grassi. Tracce d’uso alla custodia; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
1946In-8 (cm. 20.90), brossura, pp. 673, (7). Prima edizione italiana. In buono stato (good copy).