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Best.-Nr. 3768extrait du journal du loiret Imprimerie d emile Puget et Cie - sans date - In8 broché 8 pages
1905Best.-Nr. LPJ83GARDimanche 22.01.1905
1904Best.-Nr. LPJ116GARDimanche 6.05.1904
1879Best.-Nr. 25070Paris A.Cinqualbre 1879 broché un journal satirique (newpaper), broché in-quarto (29,56 x 20 cm), 4 pages, 1ère de couverture illustrée d'un PORTRAIT-CHARGE DE M. EDOUARD LOCKROY colorié au pochoir par André Gill, texte de la notice biographique sur les 3 pages suivantes par Pierre et Paul, sans date(1879) Paris A.Cinqualbre Editeur,
1879Best.-Nr. 25076Paris A.Cinqualbre 1879 -in-4 broché un journal satirique (newpaper), broché in-quarto (29,56 x 20 cm), 4 pages, 1ère de couverture illustrée d'un PORTRAIT-CHARGE DE M. BARDOUX colorié au pochoir par André Gill, texte de la notice biographique sur les 3 pages suivantes par Pierre et Paul, sans date(1879) Paris A.Cinqualbre Editeur,
1975Best.-Nr. 68413Fürstenfeldbruck, Hermann Merker Verlag 1975. Mit zahlreichen Abbildungen., 47 Seiten., 4°. ill. OBroschur.,
1906Best.-Nr. LPJ151GARDimanche 28.01.1906
2010La traduzione è di Rita Desti. La copertina in cartone di colore bianco è illustrata con una fotografia a colori dell’autore, si presenta leggermente scurita nelle parti bianche. Il dorso è un po' annerito. Le pagine all’interno sono in ottime condizioni. Numero delle pagine 186. USATO
Best.-Nr. 2530L’ouvrier, Paris, 1962
1767Collezione completa in edizione originale. Ottimo stato di conservazione, esemplare con grandi margini. «E veramente io non so qual capriccio mi tocchi ora il cervello di volere con questi fogli ragionare di cose, che dipingano costumi, facciano ritratti della vita umana, e delle usanze del mondo...». Così recita la prefazione di questo celebre periodico, scritto interamente e con eleganza dal Gozzi (1713-1786) sul modello dello “Spectator” di Joseph Addison. L’autore fu poeta e traduttore, ma si segnalò in particolare per la sua attività in ambito editoriale e per la redazione di questa rivista: con una prosa limpida e vivace come poche altre nel Settecento, Gozzi fornì una serie di gustosi quadri della società veneziana, mettendone in luce gli aspetti più variegati, dalla politica al costume, fino alla morale e alla cultura. Si ristampò più volte. Ritratto del Gozzi inciso da Baratti all’antiporta del primo volume; grandi incisioni ai frontespizi dei 12 volumi. 12 voll. in 6 tomi
1966Prima edizione numerata. Esemplare numero 255 nella ristampa Feltrinelli del 1966 di tutto il pubblicato di «L’Ordine Nuovo» (1 maggio 1919 - 24 dicembre 1920 e 1 marzo 1924 - 1 marzo 1925. Fascicoli raccolti in mezza pergamena con piatti in cartone marmorizzati in ottimo stato (carte normalmente brunite, tracce di sporco al dorso della legatura. Ristampa Feltrinelli del 1966 di tutto il pubblicato dall’1 maggio del 1919 al 24 dicembre del 1920 e dall’1 marzo 1924 all’1 marzo 1925 del periodico fondato da Antonio Gramsci, a Torino nello stesso 1919. Inizialmente pubblicato con cadenza settimanale come voce del comunismo torinese, «L’Ordine Nuovo» divenne nel 1921 organo ufficiale del neonato Partito Comunista Italiano (fondato a Livorno il 21 gennaio di quell’anno grazie alla spinta determinante di Gramsci e di due fondamentali collaboratori della rivista, ovvero Terracini e Togliatti), continuando le proprie pubblicazioni fino al novembre 1922. Nel marzo del 1924, quando Gramsci aveva da poco dato vita a «L’Unità», «L’Ordine Nuovo» tornerà come quindicinale sotto la direzione di Ruggiero Greco e con sede a Roma, prima che il regime fascista ne imponesse la definitiva chiusura un anno più tardi.
Best.-Nr. 135534aafEditions faim de siècle, 2001, in-8vo, 494 p., brochure originale.
1942Edizione originale. Leggere fioriture alla carta di copertina; per il resto ottimo esemplare. Articolo/intervista della poetessa Serra (già nota in ambito futurista per i suoi «Campi flegrei» presentati da Marinetti nel 1939) nel mensile diretto da Marinetti, con Corrado Govoni direttore responsabile. Cammarota, Futurismo, 440.4
1928Prima edizione. Il celebre e longevo periodico teatrale di larga diffusione, diretto da Enrico Cavacchioli, alla fine degli anni ’20 ospita alcune sintesi di Marinetti: anno X n. 6 (giu.-lug. 1928), «L’oceano del cuore. Cinque sintesi incatenate di F.T. Marinetti con scenografie di Benedetta», con tre riproduzioni delle scenografie di Benedetta; anno XI n. 3 (mar.-apr. 1929), «Luci veloci. Dramma futurista in sei sintesi», con riproduzioni della rappresentazione al Teatro di Torino; anno XI-XII s.n. (dic. 1929-gen. 1930), «Il suggeritore nudo. Simultaneità futurista in undici sintesi di F.T. Marinetti», edizione illustrata da cinque splendidi disegni composti ad hoc da Bruno Munari. Salaris, Storia, p. 186a; Cammarota, Marinetti, 132, 136, 142 3 voll.
1926Collezione completa. Eccezionale insieme a fascicoli sciolti con le copertine originali (quando previste); in condizioni più che buone quando non ottime; completo di una serie di allegati molto rari (dettagli nella descrizione). Fondata a Bologna il 14 gennaio 1926 da Leo Longanesi, quindicinale, dal luglio 1926 con sottotitolo: Foglio quindicinale della rivoluzione fascista, diventa mensile dal marzo 1931; dal 1932 esce con il sottotitolo: Periodico della rivoluzione fascista. Dal n. 25-26 del 1934 la sede viene trasferita a Roma. Cessa le pubblicazione nel 1942. -- Con le illustrazioni di Morandi, Soffici, Cappiello, Lautrec, Mezio, Grandville, Savinio, Groz, Roidin, e altri troviamo testi di: Baldini Antonio, Barilli, Bartolini Luigi, Benedetti Arrigo, Brancati, Buzzati, , Cardarelli, Cecchi, Comisso, De Benedetti, De Chirico Giorgio, Furst H., Groz, Moravia, Praz Mario, Raimondi, Savinio Alberto, Soffici, Soldat, Tobino, Ungaretti, ed altri. Le prime quattro annate (38 fascicoli) sono in formato folio, poi in 4° (11 fascicoli) e i fascicoli dal n 1 del marzo 31 al n 70 del novembre-dicembre 1942, per un totale di 55, sono in 8°. -- Si aggiunge «Lunario del Fascista Campagnolo coi Baffi ovvero il Gran Longanesi Volante per l’anno bisestile 1928», foglio volante di cm 36x50, curato dallo stesso Longanesi dove si legge: «Il pianeta dominante di quest’anno, secondo l’astrologia, trovo esser Mussolini con il segno del Fascio nella Casa del vecchio Giolitti. La natura del dominante pianeta sarà assai giovevole alla gente che di giorno lavora e di notte dorme o rende felice la moglie. Avremo abbondanza dei prodotti della terra nei campi di quei padroni che rispettano i contratti di lavoro e carestia in quelli dei latifondisti ingordi e strozzini [...] Marte, che si quadra a Saturno, minaccia guerre [...] Quanto io vi dico, o abitanti delle campagne, può anche non esser vero, ma quis enim hominum poterit scire consilium dei? aut quis poterit cogitare quid velit Mussolini?». Si aggiungono: foglio (500 x 350 mm) pubblicitario della rivista; Supplemento al N 14/15 dell’Anno I; Lunario del fascista Campagnolo coi Baffi ovvero Il Gran Longanesi Volante, Foglio di 500 x 350 mm con il calendario per l’Anno bisestile 1928.
1914In-8 p. (mm. 230x154), 2 volumi, mz. pelle coeva, filetti e tit. oro al dorso, pp. 832 di testo. Offriamo l’annata 1914 (Anno IV), completa in 52 numeri e rilegata in due semestri, di questo interessante periodico settimanale di enologia, commercio vinicolo, viticultura e agricoltura pratica. Ogni numero, di 16 pp. contiene numerosiss. inserti pubblicitari. Esemplare ben conservato.
1900Collezione completa. Tutta tela, copertine originale conservate, buone condizioni (qualche fascicolo interessato da gore d’umido). Raffinata rivista illustrata, dai contenuti satirici, fondata a Bologna, con cadenza settimanale, il cui primo numero uscì il 6 gennaio 1900. Ebbe vita breve e l'ultimo numero (il 26) vide la luce il 30 giugno 1900, a soli sei mesi dalla prima uscita. Diretta da Amilcare Zamorani, con la direzione artistica di Augusto Majani (Nasica). Ad essa collaborarono molti cartellonisti e illustratori dell'epoca — diversi dei quali giovani — fra i quali Marcello Dudovich, Franz Laskoff, Luigi Bompard, Augusto Majani, Adolfo Magrini, Telemaco Signorini, Ardengo Soffici, Duilio Cambellotti assieme ad alcuni tra i più importanti scrittori: Luigi Capuana, Ugo Ojetti, Lorenzo Stecchetti, Giovanni Pascoli, Alfredo Oriani, Luigi Federzoni.
1849Foxing in qualche pagina, ma nel complesso ottimo esemplare. L’Italia del popolo fu fondato a Milano da Giuseppe Mazzini. Il primo numero, con in epigrafe Unità Dio e il Popolo, uscì, in formato fo, il 20 maggio 1848. Ebbe vita breve; solo 74 fascicoli vennero pubblicati. Nel 1849 il giornale fu rifondato a Roma e divenne l’organo mazziniano della Repubblica Romana. Anche in questo caso il giornale ebbe vita breve: da Aprile al 3 Giugno. Con lo stesso nome, Mazzini pubblicò periodici a Losanna, (dove si erano rifugiati gli italiani dopo la caduta della Repubblica Romana) dal 1849 al 1850 e a Genova nel 1857. In questo primo volume troviamo scritti di: Mazzini, Pisacane, Saffi, De Boni, ecc.
1968Edizione originale. Un alone molto leggero e qualche lieve fioritura, ma nel complesso un bell’esemplare. Disponiamo dell’anno III n. 22, 15 nov. 1968, Articoli di O. Cini, R. Vanni, Libero Vendicatore, A. Turcato, L. Caporaletti, S. Veroli, A. Bagnato, M. Damiani, I. Guerrini, L’Orso. Il presente foglio continua l’esperienza dell’omonimo giornale pubblicato a torino da E. Malatesta. Direttore responsabile L. Farinelli.
1940In-4 p., mz. pelle coeva con ang., conserv. brossura orig. figur. a colori (con picc. manc. e rinforzata al verso), pp. (4), da 269 a 311 + Supplemento di p. (6), con numer. ill. in bianco e nero, in tinta e anche a colori. Disponibile il n. 7 del 28 ottobre 1940 (Anno XI). Organo ufficiale della Federazione Nazionale Fascista degli Esercenti per l’industria grafica ed affini. Buon esemplare.
1829Collezione pressoché completa (manca il fascicolo 28 del 7 settembre 1829). cui si unisce «Necrologia» , supplmento al numero 14, l’unico supplemento stampato. Sul numero 35 la data del lunedì 2 ottobre 1829 è stata corretta ad inchiostro, da mano coeva, in lunedì 2 novembre 1829. In ottime condizioni di conservazione(fisiologiche leggere abrasioni ai piatti e leggere fioriture alle carte). Il giornale vide la luce per 48 numeri, cessando le pubblicazioni il lunedì 8 febbraio 1830. Dal numero 41 il formato si riduce leggermente. -- Fondato e diretto da Francesco Guerrazzi, su queste pagine scrisse i primi articoli il giovane Mazzini. Il primo numero apparve il 12 gennaio 1829 presso la Tipografia Vignozzi, e proseguì le pubblicazioni per 48 numeri fino al 8 Febbraio del 1830, fino cioè all’arresto di Guerrazzi e Bini che rimasero in prigione fino al 1833. Nato poco dopo la cessazione del quasi omonimo «Indicatore genovese» il periodico fu fondato e diretto da due giovani esponenti del movimento mazziniano in Toscana, il direttore Francesco Domenico Guerrazzi (1804-1873) e il suo amico Carlo Bini (1806-1842). Repubblicani entrambi i due promotori seppero raccogliere intorno alla testata numerosi intellettuali, compreso lo stesso Mazzini che, ventiquattrenne, pubblicò sette articoli firmati con la sola sigla “M”; proprio a causa di un suo scritto giudicato sovversivo e pericoloso, il giornale fu fatto cessare. Non stupisce, considerati i legami stretti con la Giovine Italia, il loro arresto con reclusione nel carcere di Portoferraio. Il Bini morì d’infarto; il Guerrazzi (amico di Byron, cui è dedicata la prima stampa, le «Stanze») fu un romanziere di enorme successo, pervicacemente repubblicano, attivo durante i moti del ’48 (condannato a 15 anni, ottenne dopo 6 mesi la conversione nell’esilio in Corsica), parlamentare dopo l’Unità nelle file della sinistra. Oltre al Mazzini fra i collaboratori ritroviamo Andrea Maffei, Filippo Bettini, Elia Benza. Carlo Poerio, Colletta, La Cecilia, Missirini e Benza. Il settimanale fu soppresso d’autorità, risultati vani i richiami all’ordine del governo granducale. Del Bini (scrittore oggetto di recente rivalutazione); il giornale era suddiviso in due parti principali, nella prima si trovano articoli relativi al commercio e delle cose che al commercio appartengono; nella seconda della morale (notevoli gli articoli sulla pena di morte), della istruzione, di lettere, arti liberali (si commentano e recensiscono le opere di Byron, Foscolo, Pellico, Schiller, Bellini. Di notevole interesse tre articoli dedicati al «Tristan Shandy». Si traducono Sterne e Byron). -- Nelle intenzioni del fondatore e direttore Francesco Guerrazzi, il giornale avrebbe dovuto avere cadenza settimanale. Il primo numero contiene soltanto un «Prospetto» di due pagine, a firma del direttore che illustrano le intenzioni programmatiche del giornale: «Ogni genere letterario può, quando un popolo abbia in animo di scuotere il giogo della servitù, divenire arma terribile contro il nemico: dalla solenne tragedia alla umile farsa rappresentata dai burattini, dal poema alla favola, tutto diviene capace di fiere invettive o di sottili ironie, che il popolo, in certi momenti, afferra con incredibile facilità. Ma il giornale è, in tali casi, strumento più di ogni altro efficace: esso corre più rapido delle tragedie, delle commedie, dei poemi da un capo all’altro del paese, esso può penetrare dovunque, esso diviene l’amico delle famiglie, dove è letto, discusso, illustrato, esso è alla portata intellettuale ed economica della massima parte delle persone». Guerrazzi aveva già fondato a Livorno il Gabinetto scientifico letterario perché la sua città natia non fosse più vituperosamente chiamata la Beozia d’Italia; fondò dunque un giornale con l’intento di riscattare il prestigio civile e culturale della sua città, di fronte a Firenze che poteva vantare l«Antologia» o a Pisa che aveva il «Nuovo Giornale de’ Letterati». Ma c’era inoltre nel Guerrazzi un riposto intendimento politico: quello di rivolgersi agli elementi più giovani e irrequieti della borghesia, o piccola borghesia, di sentimenti liberali e democratici: e in questo senso il giornale assunse un’importanza storica notevole, nel risvegliare quelle scelte forze crescenti, e però sempre minoritarie, dalle quali sarebbero poi sortiti i primo cospiratori, i primi propugnatori della nuova politica unitaria, i primi combattenti delle sommosse, come riconosceva lo stesso Mazzini. Il programma del nuovo giornale era tutto nel suo motto: «Alere flammam!»
1923Foglio politico diretto da Mario Carli ed Emilio Settimelli, dall'11 marzo 1923 al 19 settembre 1933. Soprattutto verso la fine di questo lungo decennio, a partire dal 1928, il giornale cambierà nomi e direzione, intrecciando la propria vicenda con quella delle testate «A e Z» (Settimelli) e «Oggi e domani» (Carli). Cfr. Diz. Fut., p. 583 s.: «La storia del quotidiano coincide con quella del sodalizio tra i due fondatori che condividono un percorso che dal 'celebralismo lirico' degli anni fiorentini li portava alle esperienze [...] del futurismo politico [...]. Pur nelle travagliate vicende editoriali [...] mant[iene] una sostanziale fedeltà ad una stessa linea ideologica; nato quale portavoce della politica mussoliniana e caratterizzato da violente campagne di stampa [...] il giornale rappresentava una delle anime del fascismo, il cosiddetto 'fascismo intransigente' [...]. Artisticamente, 'L'Impero' si colloca esplicitamente sin dal primo numero nell'orizzonte futurista [...] [finendo poi] per diventare la più importante cassa di risonanza delle attività collettive e personali dell'avanguardia italiana». Disponiamo dei numeri: II,277 (21-22 nov. 1924), con un articolo di V. Orazi sul Surrealismo, di nuovo Marinetti sul primo Congresso futurista del 24 novembre '24; II,279 (23-24 nov.), con terza pagina interamente dedicata a Marinetti «animatore d'Italianità», a cura di Carli, Settimelli, Jannelli, Orazi. IL PREZZO S'INTENDE A FASCICOLO.
1977Edizione originale. In buono stato, lievi bruniture e leggera usura alla piegatura.
1921In folio p. (mm. 395x285), mz. pelle coeva, dorso a cordoni con decoraz. e tit. oro. Preziosa raccolta di 9 numeri de “L’Illustration”, dal 1921 al 1929, dedicati al "Salon de l’Automobile" (che si teneva nel mese di ottobre) e naturalmente al turismo con l’automobile. Questi numeri speciali, da 42 a un massimo di 82 pagg., con la bella copertina orig. a colori (di cui è stato conservato solo il piatto anter.), sono magnificamente illustrati da foto e disegni in b.n., a colori, in “héliogravures”, con anche tavv. applic. su cartoncino o alla pagina. La raccolta è composta dai seguenti numeri: 8 ott. 1921 - 7 ott. 1922 - 6 ott. 1923 - 4 ott. 1924 - 3 ott. 1925 - 2 ott. 1926 - 1 ott. 1927 - 6 ott. 1928 - 5 ott. 1929. Molto ben conservati.
1900In folio, 2 volumi, mz. pelle, titolo oro al dorso, rivista settimanale, con numerosissime illustrazioni (foto e disegni), in b.n. e a colori. Offriamo l’annata completa del 1900, dedicata principalmente all’esposizione universale di Parigi del 1900. Dorso con lievi mancanze, testo in buono stato.