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2019br. Quanto misteriosi e abissali sono i legami che tengono insieme le famiglie? Quale sortilegio innesca la fiamma che spinge due persone ad amarsi? Dove nasce la tensione che dura una vita intera tra una madre e un figlio? Perché un fratello e una sorella diventano più forti tenendosi stretti l'uno all'altra? Come spiegare la compassione che affiora dalla rivalità? Quanto dura la scia di quel che si è provato quando un grande amore si dissolve? Raccontando le relazioni e i legami che in ogni momento della nostra esistenza intessiamo con chi ci sta accanto per sempre o solo per un breve tratto di vita, Federico Pace ci svela la natura vertiginosa e incerta dei rapporti, entra nel cuore pulsante dei sentimenti che alimentano la nostra quotidianità e danno senso a ciò che siamo. Perché è sempre dall'incontro con l'altro che vengono decisi i nostri destini.
in 16° (18 x 13 cm); 180 pagine; brossura; leggere tracce del tempo alle copertine, carta leggermente ingiallita, nel complesso bell'esemplare; (ANJ39)
1992réf. 22568Scream ! Los Angeles 1992. Softcover illustrated grey & Black WRAPS of man Screaming COVER has tape Residue on Edge & Faded Address & Cancelled stamps 1992 1st Edition F/VG AS-IS SOFTCOVER 5 1/2 X 8 1/2 in. Quarterly Publication 24 pgs. First Edition. Soft Cover. Scream ! Los Angeles paperback
2019br. "Forse in nessun autore del Novecento il rapporto fra l'opera e la vita, il «vissuto» e il «poetato» è così stretto e, insieme, inafferrabile come in Walter Benjamin. La raccolta esaustiva di tutti i suoi testi di carattere autobiografico che questo libro propone (dai curricula vitae ai diari, dagli appunti di viaggio ai testi narrativi come Cronaca berlinese) è, per questo, tanto più indispensabile quanto più sembra lasciarci inappagati, quasi che il velo che l'autore ha inteso stendere sulla sua biografia s'infittisse nella misura esatta in cui egli prova a raccontarcela nei suoi più minuti particolari. Nel prologo a Infanzia berlinese, Benjamin ci informa che, richiamando alla memoria i suoi ricordi infantili, ha voluto servirsene come una vaccinazione contro la nostalgia. I tratti biografici si ritirano così nell'ombra e lasciano il posto alle «immagini in cui l'esperienza della grande città si sedimenta in un bambino della classe media». I ricordi più intimi e personali, i sogni, la ricorrente tentazione del suicidio, le amicizie, gli amori sono così lo specchio in cui si riflette il ritratto di un'intera epoca e di un'intera società. E forse da nessuna parte Benjamin ci ha lasciato il suo autoritratto come in un appunto della metà degli anni trenta: «Soluzione dell'enigma: perché non riconosco nessuno, perché confondo tra di loro le persone? Perché io stesso non voglio essere riconosciuto, perché io stesso voglio essere confuso con altri»." (Giorgio Agamben)
2015br. "L'invisibile rivoluzione conformistica di cui Pasolini parlava con tanto accanimento e sofferenza dal 1973 al 1975, non era affatto un fenomeno invisibile. Cbi ricorda anche vagamente le polemiche giornalistiche di allora, a rileggere questi 'Scritti corsari' può restare sbalordito. Il fatto è die per Pasolini i concetti sociologici e politici diventavano evidenze fisiche, miti e storie della fine del mondo. Finalmente, così, Pasolini trovava il modo di esprimere, di rappresentare e drammatizzare teoricamente e politicamente le sue angosce... di parlare in pubblico del destino presente e futuro della società italiana, della sua classe dirigente, della fine irreversibile e violenta di una storia secolare." (Dalla Prefazione di Alfonso Berardinelli)
2017br. «Da Grunewald a Dali, dal Cristo putrefatto all'asino putrefatto, nell'eccesso di certe fermentazioni, in fondo ai più venefici splendori - scriveva René Crevel poco prima di morire nel 1935 -, la pittura ha saputo trovare ed esprimere delle verità nuove che non erano soltanto di ordine pittorico. Ma questo apporto di conoscenze, questo aiuto in vista della trasformazione di un mondo non potrebbero bastare affinché l'uomo munito di pennello aspiri al ruolo di mago che, dopo il Romanticismo, l'uomo di penna ha osato pretendere di essere, non senza rendersi ridicolo. Troppi spettacoli sollecitano gli occhi che sanno vedere affinché vogliano ubriacarsi della bellissima opale corrotta, cielo diurno offerto ai fantasmi della notte, a quei mostri che, secondo Goya, genera il sonno della ragione. Al museo Gustave Moreau, davanti a una tela splendida e tuttavia limitata al suo splendore, basandosi, forse, su ricordi intimi di quel pittore che aveva conosciuto personalmente, il custode pronunciò queste parole che valevano tutti i ragionamenti più o meno teorici: "Si tratta di bella pittura, ma è pittura da egoista". Adesso però non è più il tempo della pittura egoista. Il padre del purismo austero, come amava definirsi, Amedée Ozenfant, deciso a non rinnegare i suoi fratelli maggiori, impressionisti, fauves, cubisti, costruttivisti, astrattisti, le cui opere rappresentano ammirevoli inventari dei metodi dell'arte, sempre pronta comunque a tener conto delle esperienze dell'avanguardia, dichiara che la ricerca della purezza fine a se stessa è un lavoro sterile. Ed esclama: "L'ossessione dell'abisso scavato tra il popolo e se stesso finisce per provocare una vertigine paralizzante". Questo fatto, enunciato sotto una forma antitetica, è sostenuto dalla tesi di André Derain, secondo cui non è compito dell'artista educare il popolo, ma è il popolo che deve educare l'artista. Andando contro tutti gli estetisti, Derain dà ragione al tizio che sta disegnando sui muri con un carboncino, perché considera i graffiti l'origine delle opere più belle e perché ha imparato molto guardando un marinaio che ridipingeva la sua barca, e insiste: "È il popolo che crea le parole e dà a esse spessore, così come è il poeta che gli dà il ritmo".» (Dall'autobiografia di René Crevel)
2019br. Gabriel Albert Aurier (1865-1892), benché scomparso giovanissimo a soli 27 anni, è stato uno degli intellettuali più importanti della fin-de-siècle. Poeta, filosofo, scrittore, teorico e critico d'arte, ha collaborato con le maggiori testate del suo tempo: "Le Moderniste Illustré", "La Revue Encyclopédique", "La Revue indépendante", "Le Décadent" e il famoso "Mercure de France". Tra i suoi numerosi testi, particolare importanza rivestono gli scritti d'arte, i quali affrontano con spirito acuto e spregiudicato (da critico militante) i principali movimenti artistici a lui contemporanei, dall'Impressionismo al Simbolismo, singole personalità d'eccezione come, per esempio, Vincent Van Gogh, oltreché alcune importanti manifestazioni artistiche quali l'Exposition Universelle de Paris del 1899 e i Salon del 1891. Ogni testo è preceduto da un saggio critico che introduce il lettore alla "scoperta" della prosa suggestiva dell'autore francese.
2008br. La consapevolezza che "i rapporti tra le arti devono essere casti", non impedí a Francesco Biamonti di rincorrere in pitture, poesie e prose altrui le tracce di comuni demoni artistici. In opere nelle quali il paesaggio si fa metafora dell'animo umano; con forme, colori e parole che si caricano d'essere per quanto sono spogli. In queste pagine sono molti quegli artisti che con il territorio ligure, o con il paesaggio marino mediterraneo, hanno dialogato. Alcuni pittori, Boine, Orengo, passando attraverso al rapporto purissimo con le cose che Calvino iniziò sulle rive della sua Liguria e che si fece fantastico, perché cristallino, nelle "Città invisibili". Biamonti si sente in armonia con chi dà voce alla natura, al paesaggio verticale, tra cielo e mare, della Liguria e della vicina Francia: il Valéry del "Cimitero marino", Cézanne e l'amico Ennio Morlotti. Con quegli artisti che hanno saputo, come lui, coniugare un linguaggio spoglio, scarno e materico con un lirismo corroso e pieno di luce.
2018ril. Si pubblica in edizione critica la raccolta più completa degli scritti saggistici, giornalistici, diaristici e occasionali di Italo Svevo. I testi, eterogenei per natura e storia editoriale, attraversano tutto l'arco della carriera letteraria dello scrittore e sono distribuiti in quattro categorie: articoli di giornale e scritti d'occasione; saggi pubblicati postumi; Conferenza su James Joyce (e i relativi frammenti); scritti autobiografici e appunti sparsi. Quest'ultima sezione raccoglie cronache familiari, pagine di diario, frammenti, dediche, massime e aforismi. Segue un'appendice con gli scritti di attribuzione incerta. La genesi dei testi è ricostruita nell'Introduzione, congiuntamente alla formazione culturale dell'autore triestino e alle sue collaborazioni giornalistiche (a cominciare da quella più duratura per «L'Indipendente»). La sezione delle Testimonianze, oltre a presentare specifiche note esegetiche, tenute distinte da quelle dell'apparato tipico dell'edizione critica, costituisce un'ulteriore guida per il lettore, mentre la Nota ai testi fornisce una descrizione dettagliata dei testimoni e chiarisce i criteri di edizione dei testi pubblicati.
2019ill., br. Il corpo di Pier Paolo Pasolini usato come schermo per la proiezione del Vangelo secondo Matteo; una giovane donna con la stella di David tatuata sul petto, che si taglia i capelli e li usa per formare lo stesso segno su uno specchio; un muro di vecchie valigie che racchiude ogni muro, ogni storia insanguinata del Novecento; la sagoma di un monitor che preme sotto una tela, reclamando la sua ingombrante presenza. Sono sufficienti poche opere a testimoniare la varietà e l'ampiezza semantica della produzione di Fabio Mauri, uno dei più grandi maestri dell'avanguardia italiana. All'origine della sua arte tragica ed eretica - eppure segnata da una vena di malinconia che raggiunge lo spettatore come una carezza -, le esperienze esistenziali e politiche dei suoi primi diciotto anni di vita: la guerra, la conversione, gli amici ebrei mai più ritornati, la follia e l'internamento. Esperienze indagate e rimodulate attraverso i linguaggi e i materiali più diversi: dagli schermi degli anni cinquanta - ad attestare la precoce consapevolezza che quell'oggetto sta diventando la principale forma simbolica del mondo -, fino alle più recenti installazioni degli anni zero; e ancora, dall'objet trouvé alla performance, dalle proiezioni alla scrittura. Scrittura che è centrale nella sua pratica artistica, come evidenzia il contributo alla fondazione delle riviste Il Setaccio (con Pasolini), Quindici (con Eco, Sanguineti, Pagliarani, Balestrini, Porta, Arbasino, Manganelli), La città di Riga (con Kounellis). Scritti in mostra testimonia il cruciale rapporto tra un artista e la sua curatrice. I testi che lo compongono hanno accompagnato il percorso estetico di Fabio Mauri per cinquant'anni, fino a quando, grazie all'iniziativa di Francesca Alfano Miglietti, sono stati raccolti in un unico volume. Alcuni sono nati come parte integrante di una mostra o come analisi di un'opera o di un autore, altri sono appunti in qualche modo autobiografici: istanti privati che diventano drammaticamente pubblici. Se questo avviene è grazie a una voce che rompe l'omogeneità a cui ci ha abituati gran parte dell'arte contemporanea, raccontando, attraverso una critica serrata all'ideologia, un secolo della nostra storia.
Mm 125x190 Collana "Classici italiani". Volume cartonato, legatura editoriale in tela avana, titoli in oro al dorso e al piatto anteriore, sguardie figurate, xilografia di Duilio Cambellotti al frontespizio, 303 pagine. Macchiette alla tela, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1974CLASSICI ITALIANI collezione fondata da Ferdinando Neri, diretta da Mario Fubini, 14 - Introduzione - Abbreviazioni - Discorso introduttivo - Nota biografica - Nota bibliografica - La presente edizione - Avvertenza sui criteri di trascrizione - Pensieri - Controversia "De Auxiliis" - Istoria dell'Interdetto - Consulti - Modula di Collegazione fra la Repubblica e li Stati dei Paesi Bassi - Lettere - Indice dei nomi 1 23x14,5 cm., legatura in piena tela, fregi e titoli impressi in oro sul dorso, frontespizio incorniciati-filettati con fregi, sopraccoperta in acetato, pp. 708, 8 tavole in nero -pagine, frontespizio, minuta autografa ...- fuori testo, ristampa della prima edizione del 1968, ottime condizioni.
1971DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Gasparo Gozzi (Venezia, 4 dicembre 1713 – Padova, 26 dicembre 1786) è stato un letterato, giornalista e intellettuale italiano. Descrizione bibliografica Titolo: Scritti scelti Autore: Gasparo Gozzi Curatore: Nicola Mangini Editore: Torino: Unione tipografico-editrice torinese (UTET), 1960 Edizione: Ristampa (1971) Lunghezza: 812 pagine; 24 cm; ill. Peso: 1,5 Kg ISBN: 8802020442, 9788802020440 Collana: Volume 66 di Classici italiani Soggetti: Letteratura italiana classica, Libri Vintage, Edizioni pregiate, Rari, Fuori catalogo, Poesia, Raccolte poetiche, Scritti miscellanei, Antologie, Narrativa, Settecento, ottocento, 1748-1814, Intellettuali, Illuminismo, Cultura, Decadenza, Anticonformismo, Tradizione, Lettere serie, facete, capricciose, strane e quasi bestiali, Umorismo, Valori, Caterina Dolfin Tron, Biografia, Bibliografie, Carteggio, Corrispondenza, Rime piacevoli, Difesa di Dante, Articoli, Giornalismo, Gazzetta Veneta, Osservatore Veneto, Sermoni, Vita quotidiana veneziana, Cronache, Mondo morale, Aneddoti, Recensioni, Rusteghi goldoniani, Ritratti satirico-morali, Prosa giornalistica, Costume, Ricordi autobiografici, S. Bettinelli, Divina Commedia, Critica letteraria, Molière, Goldoni, Mollezza del vivere odierno, Bartolomeo Vitturi, Dialoghi, Doni, Zatta, Domizio Todeschini, Marco Forcellini, Arcigranellone, Orfeo, Aristofane, Medea, Cosimo Mei, Classical Italian Literature, Rare Books, Out of Print, Poetry, Poetic Collections, Miscellaneous Writings, Anthologies, Fiction, Prose, Eighteenth Century, Nineteenth Century, Intellectuals, Enlightenment, Culture, Decadence, Nonconformism, Tradition, Serious Letters, Facets, Capricious, Strange and almost bestial, Humor, Values, Biography, Bibliographies, Correspondence, Correspondence, pleasant rhymes, Articles, Journalism, Venetian Journal, Observer, Sermons, Venetian daily life, Chronicles, Moral world, Anecdotes, Reviews, Goldonian Writers, Satirical-moral portraits, Journalistic prose, Autobiographical memories, Divine Comedy, Literary criticism, Spring of today's living, Dialogues, Orpheus, Aristophanes, Valuable editions Parole e frasi comuni Anton Federigo Apollo Aristofane bella bernesco buon canto capo Carlo Goldoni Carlo Gozzi casa cervello cielo commedia compagnia corpo costumi cuore Dante Democrito diletto dispetto donne dormire euriloco favellare figliuoli filosofo foglio Gasparo Gozzi Gazzetta veneta genti GHITA giorno Giove Gozzi Granelleschi Inferno ingegno invenzioni legge lettera letto libri lingua lodi Longo Sofista maestro mano maraviglia Marco Foscarini menippo mondo natura occhi orecchi padre parole pensieri persone PIOVANO Plutarco poema poesia poeta pubblica ragione ridere SALMONEI sapere scrittore scrivere Sermoni signor stile studio Ulisse uomini uomo Venezia versi Virgilio
2015br. Vengono qui raccolte le recensioni teatrali di Irene Némirovsky, apparse nel 1934 sul quotidiano francese "Aujourd'hui". Anche in questi brevi testi sembra riflettersi la straordinaria intensità narrativa della grande scrittrice di origine ucraina e la sua capacità di descrivere con finezza anche le più tenui sfumature dei sentimenti umani. Nei suoi scritti dedicati al teatro, la Némirovsky ha saputo conciliare magistralmente l'acutezza dello sguardo critico con l'efficacia e la purezza della sua prosa, in cui la critica ha immediatamente riconosciuto un forte e solido legame con la grande tradizione del romanzo ottocentesco, che costituisce la cifra stilistica più notevole, e più incantevole, della scrittrice. Postfazione di Stefania Trifilo.
2020br. Il presente volume raccoglie una selezione tra i più importanti scritti, pubblicati su quotidiani e riviste, che Tommaso Fiore ha dedicato alla cultura russa, a partire dal 1910 fino all'inizio degli anni Sessanta. Tali riflessioni si declinarono perfettamente con le principali svolte storiche e culturali che caratterizzarono la sua percezione della Russia zarista e di quella sovietica: la Rivoluzione d'Ottobre, la Seconda guerra mondiale, lo stalinismo, il disgelo, il ruolo della Russia in Europa, ma anche il retaggio dei grandi classici (in particolare Tolstoj, Dostoevskij e Cechov), infine la testimonianza degli scrittori contemporanei e la loro diffusione in Italia. La selezione di articoli qui presentata permette di apprezzare, più che in altri testi, lo stile e il metodo di Tommaso Fiore, volti sempre a una ricerca del senso ultimo delle cose e delle contraddizioni presenti nell'anima russa, attraverso il principio dell'accostamento di grandi opposizioni tematiche e la definizione delle frizioni derivanti da tale accostamento.
1982DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. ALCUNE SOTTOLINEATURE A MATITA. Se ogni discorso critico in certa misura è sempre irrisolto e suscettibile di diverse prospettive, ciò sembra valere particolarmente per il Novecento. La persistente difficoltà di realizzare una sua storia letteraria trova giustificazione negli interrogativi e negli spazi che rimangono ancora aperti... Descrizione bibliografica Titolo: Scrittori e idee in Italia. Il Novecento Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Paolo Pullega Editore: Bologna: Zanichelli, 1975 Lunghezza: 384 pagine; 21 cm Copertina di: Raimondo Biscaretti Redazione di: Alfredo Trombetti Collana: Volume 6 di Letture critiche (LC) Soggetti: Critica letteraria, Letteratura contemporanea italiana, Antologie critiche, Scrittori, Autori italiani, Novecento, Ventesimo secolo, Opere, Narrativa, Prosa, Drammaturgia, Teatro, Poesia, Poetica, Correnti letterarie, Movimenti, Avanguardia, Futurismo, Fascismo, Decadentismo, Verismo, Realismo, Neorealismo, Simbolismo, Guerre Mondiali, Borghesia, Società, Psicanalisi, Psicologia, Linguaggio, Storia, Cultura, Testi scelti, Descrizioni, Studi culturali, Libri Vintage, Fuori catalogo, Forme letterarie, Italia, Giovanni Pascoli, Luigi Pirandello, Giovanni Verga, Luigi Capuana, Benedetto Croce, Francesco De Sanctis, Antonio Gramsci, Sinistra, Intellettuali, Marxismo, Comunismo, Socialismo, Contini, Poesie, Minori, Coscienza di Zeno, Grandi Romanzi, Filosofia, Pierpaolo Pasolini, Dibattiti, Polemiche, Giornali, Produzione, Fruizione, Lettura, Lettori, Alienazione, Modernità, Bonfiglioli, D'Annunzio, Vate, Ideologie politiche, Superuomo, Salinari, Jacomuzzi, Noferi, Briganti, Castronovo, Strappini, Vasoli, Ragionieri, Frigessi, Impegno civile, Stampa, Editoria, Industria, Riviste, Nazionalismo, Stile, Alcyone, Anceschi, Spagnoletti, Tessari, Soffici, Calvesi, De Maria, Anarchici, Palazzeschi, Dialettale, Ironia, Corazzini, Gozzano, Govoni, Tecnica, Macchina, Mito, Anni Sessanta, Sperimentalismo, Novissimi, Scalia, Giuliani, Agosti, Zanzotto, Cases, Calvino, Barberi Squarotti, Eugenio Garin, Norberto Bobbio, Alberto Asor Rosa, Umberto Eco, Fernandez, Populismo, Politecnico, Ronda, Saba, Cardarelli, Napoletani, Saccenti, Bacchelli, De Benedetti, Ferrata, Critici, Giovani, Ossi di seppia, Raccolte, La Penna, Moravia, Indifferenti, Carlo Emilio Gadda, Romanesco, Pouillon, Rebora, Dino Campana, Fergusson, Palcoscenico, Boine, Voce, Slapater, Cattaneo, Raimondi, Renato Serra, Carlo Michelstaedter, Sbarbaro, Coscienza, Banfi, Bigongiari, Emilio Cecchi, Capitalismo, Unità, Unificazione, Sud, Literary Criticism, Italian Contemporary Literature, Critical Anthologies, Writers, Italian Authors, Twentieth Century, Works, Fiction, Prose, Drama, Theater, Poetry, Poetics, Literary Currents, Movements, Avant-garde, Futurism, Fascism, Decadence, Neorealism, Symbolism, World Wars, Bourgeoisie, Society, Psychoanalysis, Psychology, Language, History, Culture, Selected Texts, Descriptions, Cultural Studies, Books out of print, Literary forms, Italy, Left, Intellectuals, Communism, Socialism, Poems, Great Novels, Philosophy, Debates, Controversies, Newspapers, Production, Exploitation, Reading, Readers, Alienation, Modernity, Political Ideologies, Superman, Civil Engagement, Press, Publishing, Industry, Magazines, Nationalism, Style, Anarchists, Dialect, Irony, Technique, Myth, Sixties, Experimentalism, Novissimi, Populism, Polytechnic, Neapolitans, Critics, Youth, Collections, Unity, Unification, South Parole e frasi comuni Alcyone artistica Bacchelli bisogno Boine borghese classe concezione condizione contemporanea Conversazione in Sicilia coscienza costituisce crepuscolari crisi critica Croce cultura culturale uomo discorso EDOARDO SANGUINETI esperienze estetica europea fascismo FAUSTO CURI filosofia Firenze fondo forma forza funzione futurismo GIANFRANCO CONTINI Govoni Gozzano Gramsci guerra ideale ideologica intellettuali interiore Jahier letteratura lettore libera linguaggio linguistica lirica luna e i falò Marinetti marxismo metafisica Milano mito moderno momento mondo Montale morale narrativa nazionale neorealismo opera Papini parola Pascoli Pasolini Pavese Pirandello poesia poeta poetica polemica politica posizione problema ragione romanzo Saba Salvemini Sbarbaro scrittore senso sentimento Serra significato simbolo situazione Slataper sociale società stilistica storia storica struttura superuomo Svevo tecnica tradizione umana Ungaretti valore verso Vittorini vociani
2021brossura Questo volume a tre voci propone uno studio originale dell'immaginario pirandelliano. Gli autori teorizzano l'incidenza della visualità nella produzione artistica e nel pensiero di uno dei più noti esponenti del Modernismo, affrontandola da prospettive diverse (letteraria, filosofica, psicoanalitica e pittorica). Fonte di stupore e meraviglia, il vitalismo delle immagini costituisce un tratto distintivo della poetica pirandelliana, definendo la rappresentabilità dell'idea che si plasma in narrativa iconografica da un lato e in principio estetico dall'altro. Si richiama qui l'attenzione su un'immaginazione raffigurabile e multimediale di squisita sensibilità modernista, che problematizza questioni legate alla rappresentazione e alla riconfigurazione dell'ironia romantica, nonché al loro riposizionamento nel discorso filosofico all'inizio del ventesimo secolo.
2021br. Esiste un versante della letteratura fantastica particolarmente cupo e crudele, che immagina la possibilità di un mondo ancor peggiore di quello reale: disegnando il quadro senza speranza di società dominate da regimi violentemente oppressivi e totalmente alienanti oppure toccando l'estremo limite di un'umanità ridotta a pochi superstiti, in fuga da spaventose catastrofi. Questo genere, chiamato "distopia" in opposizione alle rosee prefigurazioni dell'utopia, è oggi frequentatissimo, sia nella letteratura sia nel cinema e nei fumetti. Si tratta insomma di un paesaggio inevitabile del nostro immaginario collettivo attuale, che evidentemente non riesce a pensare altro futuro che non sia la "fine del mondo". Ma che significato ha la distopia? È un tentativo di indovinare come andranno veramente le cose? È un ammonimento per convincerci a cambiare rotta? È uno sberleffo alla faccia del genere umano che piange lacrime di coccodrillo dopo aver inquinato e distrutto un intero pianeta? O è un modo, invece, per saturarci con le immagini "finte" del disastro, così da abituarci a sopportare l'orrore di quelle vere? Questo libro esplora approfonditamente il continente distopia, ne fa la storia e ne ipotizza le principali tipologie, cercando di applicare gli strumenti della critica letteraria e dell'analisi del testo alle rappresentazioni dell'incubo collettivo, siano esse scritture di spessore artistico o fiction di consumo.
2017br. Lawrence Ferlinghetti non avrebbe potuto che essere un viaggiatore infaticabile, un cosmopolita a oltranza, un vagabondo avido di vita e paesaggio. Nato in America da una madre di origine francese e da un padre italiano, che morì ancor prima di conoscerlo, ha vissuto a Strasburgo e ha fatto poi ritorno in America. Ha studiato letteratura alla Sorbona, ha partecipato allo sbarco in Normandia, è stato travolto da quell'ondata di irrequietezza e desiderio, di scrittura e ribellione che ha preso il nome di Beat Generation. Ha continuato a viaggiare mentre scriveva capolavori come "A Coney Island of the Mind", mentre fondava un faro dell'editoria indipendente come la City Lights e sconvolgeva l'America, non solo letteraria, pubblicando libri come "Urlo" di Alien Ginsberg - per cui fu processato con l'accusa di aver diffuso oscenità -, o prendeva parte alle battaglie politiche del proprio tempo, osservando con sguardo poetico e libertario la rivoluzione a Cuba e in Nicaragua, oppure la sua degenerazione nella Russia sovietica. "Scrivendo sulla strada" raccoglie i diari, finora inediti in Italia, scritti durante più di cinquant'anni di corse su navi, aerei, treni a vapore, furgoncini Volkswagen. Pagine che compongono un'unica opera-mondo, in cui si incontrano personaggi come Fidel Castro, scrittori e poeti come Ezra Pound, William Burroughs e lo stesso Alien Ginsberg; un interminato viaggio omerico dalla Parigi della nostalgia all'Italia delle radici, da una Russia kafkiana, osservata a bordo dell'Orient Express, a un Messico notturno, ubriaco ed esuberante, dai motel dell'America on the road fino a Marrakech, all'Australia, alla Spagna franchista. Con i suoi versi, i suoi disegni e la sua prosa tellurica e incantevole, Lawrence Ferlinghetti testimonia il proprio passaggio attraverso il Novecento e oltre, fra poeti e straccioni, grandi capitali e bidonville. Posa il suo sguardo su distese di neve sconfinate o minuscole gocce di pioggia, su baracche, campesinos, asini, cani, terra arida. E trasmuta il viaggio in una forma di meditazione, alla ricerca di ciò che è umano e di ciò che è eterno, in un canto fatto di incontri, parole, paesaggi.
2021br. Robert Silverberg ha espresso i suoi pareri e le sue impressioni sulle riviste sci-fi più note del suo tempo, da Galileo Magazine ad Amazing Stories alla Asimov's Science Fiction Magazine. Riflessioni e rifrazioni sulla scrittura, nella sua edizione italiana, raccoglie a partire da quell'insieme le pagine che affrontano la scrittura, in particolare di genere. Un insieme di consigli e suggerimenti su come approcciarne e risolverne le questioni, gli entusiasmi e i pericoli e, soprattutto, le tecniche. Il viaggio di Silverberg nella scrittura termina infine con una carrellata di grandi autori, da Isaac Asimov ad Harlan Hellison a Philip K. Dick, ricca di commenti e aneddoti personali, restituendoci così l'atmosfera di un periodo irripetibile della storia del genere.
2009br. Scrivere un romanzo è impegnativo, ma non impossibile. Se ci si considera geni della letteratura, purtroppo ancora inespressi, si è sull'orlo del precipizio fallimentare. Non bisogna abbandonarsi ad atti di presunzione. Se si desidera trattare con serietà la produzione letteraria ci si dovrebbe, in primo luogo, impegnare per ottenere il risultato sognato: un romanzo. Questo non è un libro teorico. Le cento lezioni indicheranno qual è il senso del romanzo, come intendere i dialoghi, quale rapporto avere con le descrizioni. Si imparerà a gestire il tempo e a generare la disciplina, a evitare gli errori tipici di chi si accinge alla scrittura e a rapportarsi con la parola scritta in modo costruttivo, non condizionati da un illusorio fascino che dura al massimo pochi giorni.
2014br. Dopo "Azzeccare i cavalli vincenti" ecco una nuova antologia di inediti dedicata a uno dei personaggi più irriverenti del panorama letterario del ventesimo secolo. Sfogliando le pagine di questa raccolta si sente il ticchettio furioso e disperato della macchina da scrivere del vecchio Hank. L'intimità della scrittura ci catapulta nella sua stanza ammobiliata tra mozziconi di sigaretta, bicchieri rovesciati e donne folli. Trascorriamo cinquant'anni di storia americana con uno degli autori più trasgressivi del novecento. Bieca oscenità, sarcasmo abrasivo, saggezza sboccata, sereno cinismo, poesia, alcol, sesso, musica classica come solo Bukowski sa mischiare. Gioiamo, Bukowski non può tornare perché non se n'è mai andato.
1986In 16? (cm 19,8), Brossura, pagg.599-(8) cop. ill. a colori, traduzione di Grazia Maria Griffini, segni del tempo alla cop., strappetto al margine del piatto ant., ma buon es. Collana "Superbur", 2
2012br. Se la storia e la teoria della letteratura diventano sempre più nemiche dell'arte del romanzo, solo i romanzieri possono dire qualcosa di interessante sulla loro arte. Da questa realtà trae spunto l'idea di raccogliere nove saggi letterari scritti a diverse latitudini. La storia del romanzo è sovranazionale e così dovrebbe esserlo la critica letteraria. Dalla Francia di Taillandier e Scarpetta alla Spagna di Goytisolo, dall'America Latina di Fuentes all'Italia di Affinati e Moresco, dalla Grecia di Proguidis al mondo anglossassone di James Wood e al Canada anglofrancofono di Francois Ricard, i diversi saggi riflettono ciascuno su un'opera di un grande romanziere del xx secolo, da Kafka a Musil, da Hemingway a Svevo, da Faulkner a Kundera. Baudelaire, all'inizio della nostra modernità, ha affermato che "quanto più la critica è personale tanto più è universale". C'è da aggiungere altro? Forse questo: la sopravvivenza delle opere d'arte dipende dalla nostra capacità di non spezzare il legame famigliare, perfino organico, che ci lega a loro. Se rinunciamo a pensare in modo libero il senso, la qualità e la novità formale delle opere, di quelle presenti come di quelle passate, esse precipiteranno ben presto al rango di décor, di ornamento, destinato a documentare un'epoca storica, ma non a rivelarla.