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2008réf. 4076FBOstfildern, Hatje Cantz Verlag, 2008. 4°. 28 x 23 cm. 255 Seiten. Original-Pappband mit Original-Schutzumschlag. (= Moderna Museet exhibition catalogue, Band 347).
1997In-8° pp. 447 con molte ill. a col. n.t. Bross. edit. ill. Come nuovo.
1981réf. 66380CBKöln, Rheinland-Verlag, 1981. 4°. 27 x 21 cm. 317 Seiten und 3 Blatt Verlangsanzeigen. Original-Klappenbroschur.
2019ill., br. Il volume propone un intrigante punto di vista sul genere della natura morta, attraverso un gruppo di superbe opere del Seicento, eseguite con una lenticolare adesione alla realtà da artisti caravaggeschi napoletani quali Paolo Porpora, Giovanni Battista e Giuseppe Recco, Giovanni Battista Ruoppolo, che dialogano con importanti dipinti di Filippo de Pisis, con un nucleo raro di Vite silenti di Giorgio de Chirico e con alcune meditabonde nature morte di Carlo Carrà: pittori che nel Novecento hanno dato origine alla Metafisica, attribuendo agli oggetti ritratti un valore simbolico e lasciando così emergere la vita nascosta delle cose. De Chirico, De Pisis, Carrà, ma anche Soffici e Casorati, affidano pensieri ed emozioni ai colori per creare composizioni che diventano diari carichi di significati reconditi, legati alla vita e alla poetica delle piccole cose, animando sulla tela il linguaggio della Metafisica che è fatta di semplicità, chiarezza, sonorità e palpito, come scrive De Pisis e come si può vedere nelle opere qui presentate.
2018ill., br. Robert Lebel (1901-1986) è stato al contempo poeta e romanziere d'eccezione, fine critico d'arte, esperto di pittura antica e collezionista eccentrico. Oggi è ricordato principalmente per la celebre monografia su Marcel Duchamp apparsa nel 1959 dopo dieci anni di intensi scambi con l'artista da una sponda all'altra dell'Atlantico. Definirlo un esegeta di Duchamp, tuttavia, rischia di oscurare le molteplici sfaccettature di un importante testimone della cultura del suo tempo. Questa prima raccolta di scritti sul Surrealismo, composti da Lebel fra il 1943 e il 1984, intende compensare una visione parziale del suo percorso e rendere conto della complessità e dello spessore dei suoi legami con il movimento fondato da André Breton. Una selezione di testi teorici, saggi monografici e note critiche accompagnate da fotografie perlopiù inedite ricompone il profilo proteiforme di un intellettuale che indossa, di volta in volta, le vesti di adepto riluttante, spettatore ostinato e commentatore imparziale delle avventure surrealiste, di cui restituisce le fasi alterne e le relazioni controverse dei suoi protagonisti a partire dagli anni dell'esilio americano. Lebel appare come un cane sciolto capace - per mezzo dell'umorismo e della dissacrazione - di mantenere un'indipendenza di vedute imposta da una viscerale avversione verso ogni forma di militanza o di azione collettiva. Tale distacco non gli impedisce però di condurre il proprio occhio "iperlucido" a scavare in un universo artistico gremito di anime genuinamente sovversive - da Roberto Matta a Isabelle Waldberg, da Yves Tanguy a Jean-Pierre Duprey - attestando le sue passioni in una scrittura sontuosamente classica e libera. Nel rivelarci gli aspetti splendidi e insieme terrificanti di un movimento capitale del XX secolo, Lebel è animato dalla volontà non solo di mostrare il lato meno noto delle opere di artisti quali per esempio Lam, de Chirico o Ernst, ma anche di rispondere, in ogni fase della propria esistenza, a una domanda che un giorno gli è stata rivolta e che oggi ritorniamo a porci: a che punto siamo con il Surrealismo?
2020br. Questo libro si propone di rispondere alla domanda concernente l'esistenza, in Italia, di una letteratura di stampo surrealista. Seppure il surrealismo in Italia non abbia mai preso una forma definita come in Francia, alcune importanti influenze e una certa vicinanza e aderenza alla poetica surrealista sono evidenti negli autori trattati, Alberto Savinio, Antonio Delfini e Tommaso Landolfi, ma anche nell'esperienza artistica e letteraria della scuola metafisica, che gioca un ruolo precursore nella definizione dei paradigmi teorici del surrealismo sia in Francia che in Italia. Ognuno degli autori trattati è stato messo in dialogo con la letteratura surrealista francese, in particolare in relazione ai lavori teorici di André Breton: la natura spezzettata che la relazione tra la letteratura italiana e il surrealismo francese ha assunto è ciò che ha portato a prediligere un'indagine che trovasse i suoi punti di origine negli scricchiolii che risuonano tra le pagine, prediligendo le «spie» all'interno del testo che consentono di acquisire una leggibilità totale dell'opera proprio partendo da piccoli indizi rivelatori.
réf. 13244Gallimard, Les Cahiers de la NRF- 2000 - Fort In-8, broché, page manuscrite en manière de Frontispice, 429 pages, bel exemplaire sous tous rapports.
1990réf. 915301990 Editions Arthème Fayard, 1990 - In-8, Broché - 261 p. - Un feuillet de reproduction d'oeuvres en noir et blanc en pages centrales
1988réf. 145698Plein Chant, 1988. In Plein Chant, 1988. In-8 broché de 220 pages. Parfait état
1988Plein Chant, 1988. In-8 broché de 220 pages. Parfait état
1979réf. 95925Hannover, Kestner-Gesellschaft, 1979. 327 S. Mit zahlr. s/w Illustr. 21 x 21 cm. OKart.
2014réf. dc1100Binoche et Giquello Catalogue 2014 In-4 (21 x 27 cm), dos carré collé, couverture illustrée, 157 pages, catalogue en couleurs, très bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
Paris, Pierre Shegers Éditeur, 1966 ("Poètes d'aujourd'hui"). 4to.menor; 228 pp., Con 45 ilustraciones fotográficas en láminas fuera de texto. Cubiertas originales.
2018ill., br. Duchamp ci ha "educati" al nonsense nell'arte visiva. Ogni sua opera è al tempo stesso rappresentazione della fine dell'arte come l'abbiamo conosciuta per secoli e uno "scherzo". Pensiamo a un orinatoio trasformato in opera d'arte o al graffio sul volto della Gioconda dove la "didascalia" di cinque lettere rimanda a una segreta e impensabile frenesia erotica della donna più sfuggente che la pittura ci abbia dato. Duchamp è l'emblema precoce di quello slittamento dell'arte dal confine strettamente estetico verso quello antropologico. Ma oggi vediamo che questa svolta rappresenta il maggiore problema dell'arte attuale, che ha perduto il suo pubblico tradizionale e le sue regole auree (diventando comunicazione). Quanto ha pesato Duchamp in questa evoluzione? Molto. E a renderlo ancora più presente oggi c'è la sua strategia fondata sulla reticenza e l'ambiguità. Che cosa si può fare quando si ha di fronte "qualcuno" o "qualcosa" cui non si riesce a cavare di bocca una parola, che si chiude orgogliosamente nel proprio solipsismo? Che fa di tutto per deviare verso strade senza uscita l'intelligenza di chi vuole capire che cosa ha da dirci? O si abbandona la partita oppure si cerca di far parlare i pochi indizi, anche mistificatori, che l'ermetico artefice dissemina per rendere ancor più impenetrabile la propria opera. Questo saggio accetta la sfida e adotta come metodo l'eccentricità del punto di vista che osserva il proprio oggetto di studio da punti periferici, ovvero da una certa distanza come se non volesse interferire troppo col mito che manipola sapientemente ogni risposta venga data all'enigmatica forma delle sue opere. Mettere "fuori servizio" Duchamp equivale all'epochè fenomenologica: è una temporalità sospesa che, oltre a essere tema della strategia di Duchamp, isola provvisoriamente l'oggetto per poterlo valutare con maggiore chiarezza nel contesto storico-culturale. Mettere "fuori servizio" Duchamp è come assecondare la sua volontà di asceta che tenta la fuga perché del mondo in cui vive prova disgusto: il contemptus mundi di chi aspira all'eternità è un tema che in Duchamp si manifesta con una freddezza (o secchezza, come avrebbe detto lui) che compensa nell'arte la soggezione agli appetiti sensuali cui Duchamp come uomo non si nega, ma poi sublima con "tecniche dell'inganno" che ne dissimulano la natura ibrida che cerca nel mito dell'androgino primordiale la via di fuga dalla carnalità. Come un antico gnostico o un santo del deserto.
réf. 1296Hermann. 1965. In-8° oblong broché. Illustrations in et hors texte. 148 pages.
1977réf. 97253Lahn-Gießen, Anabas-Verlag, ( 1977). 212 S. Mit Abb.u.Taf. 21 cm. OKart.
1997In-8°, pp. 368, 243 illustrazioni (dipinti di Cézanne, Matisse, Munch, Chagall, Modigliani, Kandinsky, Klee, Gaugin, Arp, Dalì, Ernst, Magritte, Bacon, Burri, etc.) a colori e in b/n fuori testo, brossura editoriale figurata a colori.
réf. 1263in 12 broché, faux-titre,titre,356 pages,NRF Gallimard Les essais LXXX 1967 édition originale, pas de grand papier. Très bon état.La première partie de ce volume est consacrée aux précurseurs et marginaux:Jarry, Apollinaire,Albert-Birot,Goll,Le douanier Rousseau,Raymond Roussel.:la deuxième analyse quelques pièces dada d'Érik Satie,Clément Pansaers,Ribemont-Dessaignes,Tristan Tzara,Émile Malespine. Enfin la troisième partie évoque le théatre surréaliste d'André Breton,Aragon,Artaud,Vitrac,Desnos,Huidobro, Georges Neveux,Georges Hugnet,Picasso;et pour la nouvelle génération,Julien Gracq et Georges Schehadé
2006réf. 94685Hatje Cantz 2006 1 vol. relié in-8, demi-toile noire éditeur avec plats illustrés, 181 pp., nombreuses reproductions en noir et en couleurs. Texte en allemand, anglais et français. Très bon état.
2006réf. 94685Hatje Cantz 2006 1 vol. relié in-8, demi-toile noire éditeur avec plats illustrés, 181 pp., nombreuses reproductions en noir et en couleurs. Texte en allemand, anglais et français. Très bon état.
1985réf. 97282Zürich, Arche, 1985. 311 S. Mit zahlr. ein- u. mehrfarb. Abb., 1 gefalt. Dada-Plan von Zürich als Beilage. 24 cm. OLn m. SU u. transparentem OKunststoff-Umschlag.
2005réf. 22391Paris, Centre Pompidou, 2005. Broché, 27 cm x 27 cm, 60 pages, illustrations couleur in et hors-texte. Texte de Béatrice Ramade, traduction en anglais de Simon Pleasance & Fronza Woods. Très bon état
1996Mm 240x295 Brossura editoriale con bandelle, pagine 205 con numerose illustrazioni a colori. Opera in buonissime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY
1970réf. ALEP00111Association internationale pour l'étude de Dada et du surréalisme. In-12 (13,5 x 18,3 cm), broché, 171 pages.