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1922Edizione originale. Marginale gore alla copertina, con minute mancanze al dorso e consunzione agli angoli; brunitura ai tagli; nel complesso, più che buon esemplare. Contiene tre tavole fuori testo su carta patinata con riprodotti i bozzetti di Grosz per i costumi. Costumi e scenografie del dramma furono curati da Grosz e John Heartfield, in uno stile molto dada-cubista.
1978Edizione originale. Minimi segni marginali all’astuccio; per il resto in eccellenti condizioni. Rarissima cartella pubblicata a margine della mostra «John Heartfield: il fotomontaggio politico», Milano, Castello Sforzesco, maggio-giugno 1978, a sua volta originata dall’importante lavoro dello storico dell’arte Eckhard Siepmann «Montage: John Heartfield» (Berlin 1977). Raccoglie sedici celebri fotomontaggi dell’artista dadaista, prodotti negli anni ’20 e ’30, ristampati in formato enorme, pronti per essere appesi.
1924Edizione originale. la copia offerta porta il n. 15 dei 50 esemplari di testa su carta japon; si impressero anche 750 copie su papier de Rives. Freschissimo esemplare a fogli diseguali. L’autore (Parigi, 4 luglio 1900 – campo di concentramento di Theresienstadt, 8 giugno 1945) è stato un poeta e scrittore francese tra i membri più attivi del gruppo surrealista. Secondo André Breton, egli «parla surrealista a volontà». Robert Desnos stesso dichiarava di aver fatto «atto di surrealismo assoluto». “Deuil pour deuil é la quarta opera data alle stampe e primo romanzo di Desnos.
1996Edizione originale. CON DEDICA Esemplare VIII / XXV, ben completo di tutte le estroflessioni numerate e firmate dall’artista. Opera tirata in soli 115 esemplari in tre serie (1-75, I-XXV, dieci prove numerate e cinque prove d’obbligo) su carte di pregio in barbe, a varia grammatura, della cartiera Sicars. Raccoglie diciotto componimenti inediti di Villa, di cui dieci riprodotti e manuscripto, alternati a cinque «estroflessioni» di Enrico Castellani su carte appositamente sagomate, ciascuna numerata e firmata dall’artista. Postfazione di Aldo Tagliaferri: «I testi dei “Trous” qui raccolti risalgono agli stessi anni in cui Villa scrisse quelli delle “Sibyllae” (1980-1985) e hanno caratteristiche che li accomunano a questi ultimi».
1920Prima edizione. Più che buon esemplare (ruggine alla pinzatura; dorso scurito e lievi segni del tempo perimetrali alla copertina), internamente pulito e con normale uniforme brunitura. Fondamentale antologia di manifesti e testi letterari del movimento Dada. Contributi di Tristan Tzara (le sue «Chronique Zurichoise 1915-1919» tutte parolibere alle pagine 10-29), Hans Baumann, Francis Picabia, Ribemont-Dessaignes, Maria d'Arezzo (Volata a p. 50), Hugo Ball (la parolibera «Karawane a p. 51), Philipe Soupault, Hans Arp, Paul Dermée, Raoul Hausmann, Vincente Huidobro e altri. Contiene tra gli altri il «Dadaistisches Manifest» impaginato creativamente alle pagine 36-41 (con le firme di Tzara, Grosz, Janco, Huelsenbeck, Hausmann, Ball, Albert Birot, d’Arezzo, Cantarelli, Prampolini, Arp, etc.), il «Manifest Cannibale Dada» di Picabia alle pagine 47-49 Dada Zürich 1916-1920 (Berlin 2016), n. 55
1965Rara edizione originale. CON DEDICA Esemplare 195 di 200 numerati, in ottime condizioni (leggere bruniture) ai piatti e alle carte). Firma autografa dell’autore al colophon. Notevole libro d’artista, un leporello lungo 1 metro e 75 (1765 mm) con il lavoro dell’artista (manoscritti antichi, sette-ottocenteschi, rielaborati con interventi a colori e bianco e nero). Tiratura di 200 esemplari numerati. Alechinsky: The Complete Books, n. 24
1920Edizione originale. Esemplare su carta beige, in ottime condizioni (millimetrica mancanza al taglio basso). Uno dei quattro «papillon dada» tirati in 1000 esemplari nel 1920, su carte di sei diversi colori (beige, rosa, rosso, verde kaki, verde e giallo). il «Taisez-vous» sembra debba essere attribuito specificamente a Paul Eluard, che lo avrebbe elaborato per il lancio del suo «Proverbe» (febbraio 1920). Attribuiti per lungo tempo a Tzara, la revisione degli epistolari ha messo in discussione la paternità tzariana dell’idea, riconducibile piuttosto al dada parigino e a Breton in particolare. Documents dada (1974), n. 5; Sanoulliet, Dada à Paris (2005), pp. 180-194
1920Edizione originale. Esemplare su carta beige, in ottime condizioni (millimetrica mancanza al taglio basso). Uno dei quattro «papillon dada» tirati in 1000 esemplari nel 1920, su carte di sei diversi colori (beige, rosa, rosso, verde kaki, verde e giallo). Attribuiti per lungo tempo a Tzara, la revisione degli epistolari ha messo in discussione la paternità tzariana dell’idea, riconducibile piuttosto al dada parigino e a Breton in particolare. Documents dada (1974), n. 3; Sanoulliet, Dada à Paris (2005), pp. 180-194
1918Edizione originale. CON DEDICA L’esemplare di Nello Quilici, pregiato da bell’invio autografo «A Nello Quilici con amicizia fraterna Aberto Savinio»; dorso restaurato in carta analoga, muta; qualche gora perimetrale alla copertina, bruniture diffuse come usuale; per il resto in più che buone condizioni. Tirato in trecento esemplari non numerati, è oggi raro. Romanzo proto–surrealista, con dedicatoria a stampa al fratello artista Giorgio De Chirico. Alcuni capitoli erano in anteprima su «La Voce» nel 1916.
1920Edizione originale. Esemplare n. 365 dei 375 tirati in carta simil Japon (tiratura complessiva di 515 esemplari). Lievemente sbiadito ai margini della brossura e al dorso, uno strappetto di pochi mm sul margine di c. [5], lontano dal testo, nel complesso un ottimo esemplare. Punta più alta e insieme manifesto del Dadaismo belga, «Le Pan Pan au cul du nu nègre» fu composto da Pansaers nel 1919 e vide la luce nel 1920 a Bruxelles. Era l'opera prima dell'autore di origini fiamminghe, che negli anni dell'occupazione tedesca aveva fondato la rivista «Résurrection», di taglio fortemente antimilitarista, internazionalista e schierata a favore della rivoluzione russa (venne per questo presto censurata). L'opera è suddivisa in due parti: la prima, intitolata «Le Nu Nègre», è composta interamente in prosa, con un susseguirsi di aforismi, frasi brevi e spezzate, parole affastellate in rapida successione, a volte evidenziate graficamente dall'uso del bold, incuranti della sintassi. «L'Aphorisme est un cataplasme de consolation: Vivre est une maladie imaginaire», annuncia in apertura Pansaers, chiarendo immediatamente l'intonazione del libro. --- Nella seconda parte, intitolata «Pan-Pan», irrompere invece la poesia: ma Pansaers impiega il verso solo in funzione ritmica, riducendolo a espressione onomatopeica che riproduce il suono dei tamburi che scandiscono il ritmo serrato di una danza: «Une bonne finale se danse. Avis aux amateurs: Ici commence le / Pan-Pan / avec les absents / Pan-pan / qui le dansent ailleurs à cette même heure / Pan-pan-Pan-pan / Pan-pan / pan». La sperimentazione formale, pur portata all'estremo, non offusca però le idee politiche dell'autore, il suo anticapitalismo, l'avversione al colonialismo e la forte denuncia dell'omicidio di Rosa Luxemburg: è così che i tonfi del tamburo che invita alla danza si tramutano nei colpi di pistola sparati dall'assassino: «Pan-pan – Pan-pan / Rosa la rouge / Pan-pan / Pan-pan-rouge!». L’opera fu accolta con grande favore, e permise a Pansaers di essere riconosciuto come uno dei campioni dei Dadaisti: «Depuis longtemps je n'avais pas été à pareille fête», scrisse André Breton dopo aver letto «Le Pan Pan». --- Per dare conto della personalità, non solo sul piano artistico, di Pansaers (1885-1922), basti il ritratto che ne fece un altro grande esponente del Dadaismo, Philippe Soupault: «Sa personnalité était extrêmement forte. Et je me souviens que, par exemple, il a beaucoup impressionné un homme qui était difficile à impressionner, qui était Picabia. Picabia avait le sens de cette espèce de force qu'il y avait chez Pansaers. Il avait un côté tragique, c'est extraordinaire. Il s'appelait Clément, ce qui était insensé quand on pense à son personnage, c'était une sorte de contradiction. C'était un révolté. Il avait cette espèce de puissance de la révolte qui n'existait pas chez beaucoup de gens mais qui chez lui était quelque chose de vital» («Contre l’oubli: un dadaïste, Clément Pansaers», RTB, 16 juin 1968). --- La figura di Pansaers venne per anni dimenticata: a partire dagli anni ‘70 del Novecento si è assistito a una decisa riscoperta dell'autore, oramai collocato tra i grandi esponenti del Dadaismo europeo. Nell'ambito della rivalutazione del suo lavoro, tutte le sue opere sono state ristampate, compresi i numeri di «Résurrection». Ornano l'edizione due belle tavole incise dall'autore, una in antiporta, l'altra all'ultima carta.
1919Edizione originale, emissione in francese. Esemplare integro e pulito in più che buone condizioni di conservazione (piccola lieve gora all’angolo interno alto, appena visibile sulla copertina superiore e su un paio di pagine interne; poche fioriture al taglio alto di alcune carte [1/2, 5/6, 13/14, 19/20, 27/28, 31/32], che sono anche un po’ brunite; minima lacerazione senza perdite al piede interno dell’ultima carta). Ultima uscita zurighese della rivista «Dada», fondata e diretta da Tristan Tzara a partire dal 1917 (nn. 1-2, seguiti dal n. 3 nel 1918). Sarà continuata a Parigi per altre due uscite fino al marzo 1920, per poi chiudere definitivamente. Straordinario numero doppio, ricchissimo di contenuti impaginati assai creativamente — su falsariga futurista — su carte di vario colore e con ampio uso di tipografia sperimentale e parolibera, non a caso chiamato «Anthologie Dada» in copertina. Come il precedente numero della rivista, anche «Dada» 4/5 fu pubblicato in una versione tedesca e in una francese, che differiscono per sole nove pagine. L’emissione francese non presenta alcuni dei testi in tedesco, ma ha in più tre xilografie di Arp non presenti nell’emissione tedesca, per un totale di sette incisioni (sei a mezza pagina e una testatina) stampate su carta colorata. Completano il notevolissimo apparato iconografico di questo numero tre litografie a piena pagina da disegni di Francis Picabia (tra i quali il «Réveil matin» al frontespizio), due litografie astrattiste a piena pagina di Viking Eggeling, una xilografia a mezza pagina di Hans Richter e due xilografie a mezza pagina di Raul Hausmann (per tacere delle tavole patinate applicate che riproducono opere di Augusto Giacometti, A. van Rees, Hans Richter, Vassilij Kandinskij, Arp e Paul Klee). Sul versante dei contenuti, alcune poesie e un «Autre petit manifeste» di Picabia sono seguiti da Tristan Tzara (Note 14 sur la poésie; Proclamation sans prétention DADA 1919; Aa 24 IX; Bilan), Jean Cocteau (3 pièces facile pour petites mains), Pierre Reverdy (Globe; 199 Cs), Philippe Soupault (Servitudes), Louis Aragon (Statue; Le délire du fantassin – dedicata a De Chirico), André Breton (Pour Lafcadio), Raymond Rediguet (A plusieures voix), Pierre Albert-Birot (Catastrophe; Extrait de «Poèmes à la chair»), Georges Ribemont Dessaignes (Le coq fou; Trombone à coulisse), Gabrielle Buffet (Gambit de la reine), J. Perez Jorba (Elle a deux têtes). Dada Zürich 1916-1920 (Berlin 2016), n. 25; Ilk, Janco graphische Werk, n. 37; Arntz, Graphischen Arbeiten von Hans Arp, pp. 40-44
1917Edizione originale. Ottimo esemplare. Numero ricco della rivista d’avanguardia napoletana animata dai “liberisti” Titta Rosa e Moscardelli e dai dadaisti D’Arezzo, Tzara, Prampolini e altri. Oltre alla xilografia di Prampolini segnalata in titolo, contiene alcuni versi da «Gioielleria notturna» di Moscardelli, la presentazione «Mouvement Dada: Marcel Janco» di Tristan Tzara e alcune pagine con i «Disancoraggi» in prosa di Maria D’Arezzo.
1956Edizione originale. Ottimo esemplare. Volantino originale del Movimento surrealista contro l'elezione di 50 deputati qualificati come fascisti, Paris, 21 Janvier 1956. Firmatari: Bedouin, Benayoun, Breton, Brouté, Dax, Flamand, Goldfayn, Joubert, Legrand, Mitrani, Peret, Pierre, Pieyre De Mandiargues, Sautès, Schuster, Senelier, Silbermann e Tertrais.
1949Edizione originale. «Lettre ouverte de solidarité avec Garry Davis et son mouvement “citoyen du monde”, et qui se rend célèbre en interrompant une séance de l'ONU au Palais de Chaillot en novembre 1948» (sito web Adrebreton). Pierre, Tracts surréalistes (Losfeld ed.), vol. II p. 43
1947Edizione originale. «Premier tract surréaliste publié en 1947 à Paris après le retour en France d'André Breton. Tract relatif à la prise de position anticolonialisme des surréalistes» (sito web Andrebreton). Pierre, Tracts surréalistes (Losfeld ed.), vol. II p. 315
1930Prima edizione. CON DEDICA Ottimo esemplare intonso (scoloritura al dorso e ai margini dei piatti, minime tracce di piegatura ai piatti). Dedica autografa dell’autore: «Al mio caro Pechacek ambasciatore dell’arte boema. A. Bragaglia». Poderoso saggio sul cinema come evoluzione del mimo.
1918Edizione originale. Più che buon esemplare (distacco fermato con filmoplast alla cerniera anteriore, mancanze marginali non deturpanti al piatto anteriore e alle prime carte; dorso brunito; usuale brunitura marginale alle carte, qui molto leggera). Timbro «Printed in Italy» al piatto posteriore Tirato in trecento esemplari non numerati, è oggi raro. Romanzo proto–surrealista, con dedicatoria a stampa al fratello artista Giorgio De Chirico. Alcuni capitoli erano in anteprima su «La Voce» nel 1916.
1987In-4 (cm. 31.10), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, custodia in cartoncino, pp. 294, (2), con numerose illustrazioni soprattutto a colori nel testo. Coordinamento editoriale di Graziano Manni. In ottimo stato (nice copy).
1965Venezia, Galleria del Cavallino, 10 - 15 settembre 1965, in-8, br., pp. (9). Con ill. in b.n. (fotogrammi da: Rhytmus, del '23; Filmstudie, del '26; Dreams that Money can buy, del '44; Vormittagsspuk, del '27/28 ; 8 x 8, del '55/57).
Losanna, Editions Rencontre, 1965, in-8, legatura editoriale in mezza similpelle, titolo in oro al dorso, pp. 207, [1]. Con numerose ill. a colori.
(Milano), Edizioni Accademia, (1973), in-16, br., pp. 240. Con ill. in b.n. f.t. e bibliografia. (Collana "I Memorabili", vol. 9).
[Torino], Società Editrice Internazionale, [1974], in-8, br. editoriale, pp. [2] da 47 a 68.
1988245pp., 21cm., softcover, text in German, Doctoral dissertation (Inaugural-Dissertation zur Erlangung der Doktorwürde der Philosophischen Fakultäten der Albert-Ludwigs-Universität zu Freiburg i. Br.), stamp at verso of title page, text is clean and bright, good condition, F108799
1986Gérard Lebovici, 1986; 1 volume in-8 broché, 224 pages. Quelques illustrations. Très bon état Première édition collective avec de nombreux inédits.
1995Montauban, Musée Ingres, 1995. In-4 carré, broché, couverture illustrée rempliée, 150 pages. Cette exposition eut lieu également à Besançon, Aix-en-Provence, Tourcoing, Orléans. Etat neuf. Catalogue de l'exposition qui a eu lieu du 8 juillet au 9 octobre 2005 au musée Ingres à Montauban. 105 oeuvres furent exposées.