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Les presses du réel, 2000, 78 pp., poche, exemplaire légèrement défraîchi, état correct.
2006rif. 90618Hamburg, Museum für Kunst und Gewerbe, (2006). 176 S. Mit sehr zahlr., meist farb. Abb. im Text u. a. Taf. 4to. 29 cm. OPp.
199117 cm, cartoncino illustrato, p. 156, un ritratto di Breton in antiporta e (4) tavole in b/n in fine, Piega alla cop.
1977rif. 94692Les Presse de la connaissance, coll. "Les mots et le visible" 1977 1 vol. relié in-4, cartonnage toile éditeur et jaquette en couleurs d'après Baj (pour Limbo), 126 pp., nombreuses reproductions en noir et en couleurs. Le sous-titre du livre est : "La poésie de Jean-Clarence Lambert dans ses rapports avec l'art contemporain". Jaquette un peu fragile, sinon très bon état.
1977rif. 94692Les Presse de la connaissance, coll. "Les mots et le visible" 1977 1 vol. relié in-4, cartonnage toile éditeur et jaquette en couleurs d'après Baj (pour Limbo), 126 pp., nombreuses reproductions en noir et en couleurs. Le sous-titre du livre est : "La poésie de Jean-Clarence Lambert dans ses rapports avec l'art contemporain". Jaquette un peu fragile, sinon très bon état.
rif. 94147Paris, Europe, 1985. 13 x 22, 220 pp., broché, très bon état.
Revue "Europe" n° 1061-1062, septembre-octobre 2017, 379 pp., broché, bon état.
1994Formato cm. 30x22. Pagine 13, 30 tavole. Rilegatura in copertina rigida figurata a colori. Stato di conservazione molto buono. Presentazione di Vanni Scheiwiller ed introduzione di Gianfranco de Turris. All'interno contiene molte tavole a colori.
1930Prima edizione. CON DEDICA Ottimo esemplare intonso (scoloritura al dorso e ai margini dei piatti, minime tracce di piegatura ai piatti). Dedica autografa dell’autore: «Al mio caro Pechacek ambasciatore dell’arte boema. A. Bragaglia». Poderoso saggio sul cinema come evoluzione del mimo.
1976rif. 23669Denoël, coll. "Lettres Nouvelles" 1976 1 vol. broché in-8, broché, jaquette, 266 pp., index. Premier volume seul, consacré au domaine étranger. Déchirure en tête de la jaquette, sinon bon état.
1976rif. 23669Denoël, coll. "Lettres Nouvelles" 1976 1 vol. broché in-8, broché, jaquette, 266 pp., index. Premier volume seul, consacré au domaine étranger. Déchirure en tête de la jaquette, sinon bon état.
1976In-8° pp. 266, bross. edit. con sovrac. ill. Solo vol. I°
1954Prima edizione. Ex 568/1400, in ottime condizioni. Nella tiratura di 1400 copie in sedicesimo su «velin de lana» (il libro esce anche in una tiratura di testa in 4° in pochi esemplari variamente numerati e agghindati).
2020br. Questo libro si propone di rispondere alla domanda concernente l'esistenza, in Italia, di una letteratura di stampo surrealista. Seppure il surrealismo in Italia non abbia mai preso una forma definita come in Francia, alcune importanti influenze e una certa vicinanza e aderenza alla poetica surrealista sono evidenti negli autori trattati, Alberto Savinio, Antonio Delfini e Tommaso Landolfi, ma anche nell'esperienza artistica e letteraria della scuola metafisica, che gioca un ruolo precursore nella definizione dei paradigmi teorici del surrealismo sia in Francia che in Italia. Ognuno degli autori trattati è stato messo in dialogo con la letteratura surrealista francese, in particolare in relazione ai lavori teorici di André Breton: la natura spezzettata che la relazione tra la letteratura italiana e il surrealismo francese ha assunto è ciò che ha portato a prediligere un'indagine che trovasse i suoi punti di origine negli scricchiolii che risuonano tra le pagine, prediligendo le «spie» all'interno del testo che consentono di acquisire una leggibilità totale dell'opera proprio partendo da piccoli indizi rivelatori.
rif. 40038Vagabonde, 2013, 139 pp., broché, neuf.
Vagabonde, 2013, 139 pp., broché, neuf.
1972rif. 59381972 plaquette (booklet) grand in-octavo carré, dos et couverture blancs imprimés (spine and the cover printed) et première de couverture illustrée en couleurs (front cover illustrated in colours), tranches lisses (smooth edges), abondamment illustré (plentifully illustrated), 80 pages, 1972 à Paris Eric Losfeld,
1975In 4', cart.ed., pp.179.Lieve scollatura all'antip. in corrisponzenza del risvolto, il restante buono stato.Immagini della vita di Francis Picabia raccolte da Olga Picabia Mohler. A cura di Eva Menzio e con note di Maurizio Fagiolo Dell'Arco.Luogo di pubblicazione TorinoEditore StampatoriAnno pubblicazione 1975Materia/Argomento Arte, Arte Moderna, Picabia, Dadaismo
rif. 90619München, Prestel, (2018). 272 S. Mit zahlreichen, meist farb. Illustr. i. Text u. a. Taf. 4to. 29 cm. OPp.
2018ill., ril. Frida Kahlo (1907-1954) è una delle icone del nostro tempo: con la sua pittura e, forse ancor più, con la sua stessa immagine, fotografica e dipinta. Il suo volto, il suo corpo, perfino le sue ferite, gli amori e le tragedie sono la carne viva della sua pittura intensa e violenta, che attinge ai colori della sua terra, il Messico. Una versione arricchita e rimodellata della monografia di "Art e Dossier" - firmata da uno dei più importanti critici d'arte italiani e dalla scrittrice messicana che meglio ha saputo raccontare la vita e l'arte di Frida Kahlo - con 60 pagine dedicate ai capolavori dell'artista, più immagini e più dettagli, una nuova grafica e un nuovo formato in versione cartonata con sovraccoperta.
2016ill., br. Un dossier dedicato a Frida Kahlo. In sommario: "Frida dei dolori"e "Bella di nessuno". Come tutte le monografie della collana "Dossier d'art", una pubblicazione agile, ricca di belle riproduzioni a colori, completa di un utilissimo quadro cronologico e di una ricca bibliografia.
2018ill., br. Duchamp ci ha "educati" al nonsense nell'arte visiva. Ogni sua opera è al tempo stesso rappresentazione della fine dell'arte come l'abbiamo conosciuta per secoli e uno "scherzo". Pensiamo a un orinatoio trasformato in opera d'arte o al graffio sul volto della Gioconda dove la "didascalia" di cinque lettere rimanda a una segreta e impensabile frenesia erotica della donna più sfuggente che la pittura ci abbia dato. Duchamp è l'emblema precoce di quello slittamento dell'arte dal confine strettamente estetico verso quello antropologico. Ma oggi vediamo che questa svolta rappresenta il maggiore problema dell'arte attuale, che ha perduto il suo pubblico tradizionale e le sue regole auree (diventando comunicazione). Quanto ha pesato Duchamp in questa evoluzione? Molto. E a renderlo ancora più presente oggi c'è la sua strategia fondata sulla reticenza e l'ambiguità. Che cosa si può fare quando si ha di fronte "qualcuno" o "qualcosa" cui non si riesce a cavare di bocca una parola, che si chiude orgogliosamente nel proprio solipsismo? Che fa di tutto per deviare verso strade senza uscita l'intelligenza di chi vuole capire che cosa ha da dirci? O si abbandona la partita oppure si cerca di far parlare i pochi indizi, anche mistificatori, che l'ermetico artefice dissemina per rendere ancor più impenetrabile la propria opera. Questo saggio accetta la sfida e adotta come metodo l'eccentricità del punto di vista che osserva il proprio oggetto di studio da punti periferici, ovvero da una certa distanza come se non volesse interferire troppo col mito che manipola sapientemente ogni risposta venga data all'enigmatica forma delle sue opere. Mettere "fuori servizio" Duchamp equivale all'epochè fenomenologica: è una temporalità sospesa che, oltre a essere tema della strategia di Duchamp, isola provvisoriamente l'oggetto per poterlo valutare con maggiore chiarezza nel contesto storico-culturale. Mettere "fuori servizio" Duchamp è come assecondare la sua volontà di asceta che tenta la fuga perché del mondo in cui vive prova disgusto: il contemptus mundi di chi aspira all'eternità è un tema che in Duchamp si manifesta con una freddezza (o secchezza, come avrebbe detto lui) che compensa nell'arte la soggezione agli appetiti sensuali cui Duchamp come uomo non si nega, ma poi sublima con "tecniche dell'inganno" che ne dissimulano la natura ibrida che cerca nel mito dell'androgino primordiale la via di fuga dalla carnalità. Come un antico gnostico o un santo del deserto.
rif. 3081Lausanne. Ed. Rencontres. 1967. Grand in-8°, reliure de cuir bordeaux, illustrée sur le premier plat d'un dessin de Gino Severini. 207 pages. Nombreuses illustrations. E.O.
1969Legatura editoriale in cartoncino rigido telato, con titolo in oro al dorso e fregio dorato al piatto, protetto da sovraccoperta illustrata in entrambi i piatti, con bandelle. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, velate da tonalità avorio, come i tagli, ricche di illustrazioni, a colori e in bianco e nero, nel testo. Numero pagine 207. USATO
grand in-8°,, 64 pp., 256 numeros decrits, illustrations en noir, broche, couverture illustree. Tres bon etat - Very fine Copy. [NV-17]