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Mm 120x165 Senza data, circa 1936. Brossura editoriale a stampa, 131 pagine. Dorso e carte brunite, peraltro opera in buone/ottime condizioni, perfettamente leggibile. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
réf. 11961N° 1 - Nouvelle Série - Quatorzième année, N° 118 - 1er janvier 1946 - In-8, broché - p. 1 à 160
1946réf. 119601946 N° 2 - Nouvelle Série - Quatorzième année, N° 119 - 1er février 1946 - In-8, broché - p. 161 à 344
in-8, 605 pages, tableaux, index, broche, couvertu Excellent etat. [NV-33] att
197321 cm, bross. e sovracop. ill, p. 310
2007réf. 108957éditions du Rocher 2007 In-8 broché 22 cm sur 14. 281 pages. Bon état d’occasion.
2021br. «Del grande intellettuale sardo non vedevamo che "la testa", lo storico degli intellettuali, l'analista delle tre "quistioni" del Mezzogiorno d'Italia (il Napoletano, la "quistione siciliana", la "quistione sarda"), lo studioso originale del capitalismo americano, il teorico dell'"egemonia", cioè del socialismo innervato di consenso. Poco sapevamo della sua vita, la famiglia, l'infanzia in Sardegna, i primi studi, il breve processo di formazione, e poi l'integrazione a Torino, il ruolo effettivo nel Congresso di Livorno (1921), i veridici rapporti (dopo l'arresto) con Togliatti, la rottura con i comunisti incarcerati a Turi, l'eterodossia rispetto a Stalin. Pensai allora che l'operazione di aggiungere "gambe e corpo" alla "testa" - così da avere di Gramsci il ritratto intero - potesse non essere fuori dalla portata del cronista ostinato.» Così Giuseppe Fiori dà avvio al ritratto di Gramsci «a figura intera, con i tuffi del sangue e della carne». Pubblicata per la prima volta nel 1966 e tradotta in dodici lingue, questa biografia sconvolse l'ortodossia comunista, che di Gramsci vedeva o voleva far vedere solo «la testa», e da allora non è mai invecchiata, anzi in un certo senso ha ricevuto sempre nuova freschezza dai materiali inediti su Gramsci via via ritrovati. Introduzione di Alberto Asor Rosa.
1944réf. 1207361944 Union des Syndicats Ouvriers de la Région Parisienne - 1944 - Petit in-8, broché - 15 p.
1976CARUCCI 1976 137 PP. SEGNI DEL TEMPO E LIEVI FIORITURE ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO OTTIME ED ECCELLENTI CONDIZIONI
Milano, V. Bompiani, 1931, in-8 grande, br. editoriale (dorso rinforzato), pp. XII, [2], 293, [3]. Con illustrazioni come da frontespizio. Qualche fioritura e lievi difetti esterni.
Milano, V. Bompiani, 1932, in-8 grande, br. editoriale, pp. XIV, 293, [3]. Con illustrazioni come da frontespizio. Fioriture alla copertina anteriore.
2017br. Lo storico e giornalista Aldo Giannuli torna sulla fondazione del sistema di potere sovietico nel suo momento cruciale: il passaggio di testimone tra Lenin e Stalin. Se è possibile rintracciare in Lenin alcune premesse per il successivo sviluppo storico che porterà all'affermazione dello stalinismo, secondo l'autore è errato sostenere una continuità diretta tra le posizioni politiche dei due leader. Leninismo e stalinismo sono stati dunque fenomeni tra loro ben distinti, separati da una profonda rottura politica e da visioni spesso contrastanti. La vicenda è inquadrata nel contesto della modernizzazione novecentesca e il fallimento dell'alternativa "socialista" al modello va ricercata in quel momento fondativo del sistema di potere sovietico. Contestualizzare storicamente la situazione russa permette di comprendere i motivi per i quali il sistema sovietico non rappresenta oggi una pagina chiusa di storia, ma agisce tuttora come manifestazione di un passato che non smette di intervenire sul nostro presente, influenzando, per molti versi, i fenomeni dominanti della contemporaneità, in primis il capitalismo.
2017br. Lo storico e giornalista Aldo Giannuli torna sulla fondazione del sistema di potere sovietico nel suo momento cruciale: il passaggio di testimone tra Lenin e Stalin. Se è possibile rintracciare in Lenin alcune premesse per il successivo sviluppo storico che porterà all'affermazione dello stalinismo, secondo l'autore è errato sostenere una continuità diretta tra le posizioni politiche dei due leader. Leninismo e stalinismo sono stati dunque fenomeni tra loro ben distinti, separati da una profonda rottura politica e da visioni spesso contrastanti. La vicenda è inquadrata nel contesto della modernizzazione novecentesca e il fallimento dell'alternativa "socialista" al modello va ricercata in quel momento fondativo del sistema di potere sovietico. Contestualizzare storicamente la situazione russa permette di comprendere i motivi per i quali il sistema sovietico non rappresenta oggi una pagina chiusa di storia, ma agisce tuttora come manifestazione di un passato che non smette di intervenire sul nostro presente, influenzando, per molti versi, i fenomeni dominanti della contemporaneità, in primis il capitalismo.
2020"Questo volume di Giorgio Amico vede la luce a quasi quarant'anni di distanza dal breve ma denso lavoro pionieristico sulla storia complessiva di Azione comunista di Arturo Peregalli, che nel libro viene più volte ricordato. E ben fa Amico a metterne in evidenza talune inesattezze, sicuramente dovute alla carenza di documentazione d'archivio allora disponibile ma anche, e forse principalmente, alle testimonianze dei protagonisti su cui Peregalli poté basarsi: quella epistolare di Aldo Vinazza e, soprattutto, quella orale di Bruno Fortichiari, al quale lo stesso Peregalli fu legato da una lunga e indefettibile amicizia per circa un decennio, dall'inizio degli anni Settanta fino alla morte del «compagno Loris», avvenuta nel gennaio 1981." (Dall'Introduzione di Paolo Casciola) Autori: Giorgio Amico. Prefazione: Paolo Casciola.
2007Mm 150x210 Collana "Saggi. Storia e scienze sociali". Traduzione di David Scaffei. Volume cartonato rigido di 296 pagine, sovraccoperta editoriale figurata a colori. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
2012brossura "Il moderno principe. Sotto questo titolo potranno raccogliersi tutti gli spunti di scienza politica che possono concorrere alla formazione di un lavoro concepito e organizzato sul tipo del Principe di Machiavelli". Agli inizi del 1932 Gramsci ha preso la decisione di dedicare uno dei suoi Quaderni del carcere a una riflessione sul partito politico rivoluzionario e sulla lotta per l'egemonia. Nel 1930 aveva schizzato la prima idea di "un libro che traesse dalle dottrine marxiste un sistema ordinato di politica attuale del tipo Principe. L'argomento sarebbe il partito politico, nei suoi rapporti con le classi e con lo Stato: non il partito come categoria sociologica, ma il partito che vuole fondare lo Stato". Perché Gramsci decide di concentrare la sua attenzione su questo tema? Si tratta di un esercizio di studio, o la sua riflessione ha origini, urgenze, obiettivi di natura politica attuale? Per chi è scritto, questo Quaderno 13? La risposta richiede un lavoro di decifrazione. Le note si riferiscono a un materiale complesso e inoltre quelle pagine sono scritte "in cifra", e non solo per sfuggire alla censura carceraria: anche per poter affrontare questioni delicatissime all'interno del suo stesso campo. Al meticoloso lavoro di decifrazione si dedica questa edizione annotata. I concetti teorici sono sono armi di lotta politica contro l'avversario "di classe", ma anche contro i nemici interni. E se fosse proprio Togliatti uno degli antagonisti di questo Quaderno 13?
1955Raccolta di scritti di Antonio Gramsci.
1969réf. 3344708Ithaca, Cornell University Press, 1969. XV, 361 S. Mit Abbildungen. OLwd.
1991Mm 140x220 Collana "Scienza politica e relazioni internazionali". Volume nella sua brossura originale, 217 pagine. Opera in condizioni molto buone, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta e lievi gore all'ultima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2008réf. 1241342008 Editions Héligoland - 2008 - In-8, broché, couverture illustrée - 451 pages - Cahier photographique en couleur in-fine
1964réf. 24021Julliard, 1964, in-12, 265 pp, 8 pl. de photos hors texte, broché, couv. illustrée, bon état (Coll. Archives)
2019br. Il soggetto e la storia sono i due assi lungo i quali materialismo storico e «storia dell'essere» elaborano le loro rispettive filosofie. Se per Marx il soggetto è in rapporto dinamico (dialettico) con la storia, per Heidegger quest'ultima appare, metafisicamente, come lo spazio "vuoto", disabitato dagli dei e abbandonato dall'essere, nel quale una soggettività distruttiva esercita la sua azione. Ne derivano due idee molto diverse sulla modernizzazione e i suoi esiti: problematica e contraddittoria (cioè segnata dalla compresenza di libertà e sfruttamento) per Marx; epoca del potere incondizionato della tecnica (ultima manifestazione storica del dominio della soggettività) per Heidegger. Se, ancora di recente, parte della storiografia specialistica ha sostenuto la tesi di una prossimità tra Marx e Heidegger, questo libro mostra invece la sostanziale divergenza tra i due pensatori. Il primo auspica l'approfondimento della crisi capitalistica in direzione della risoluzione delle contraddizioni della vicenda storica: il compimento della soggettività è, per Marx, la definitiva umanizzazione della storia. Per Heidegger si tratta, al contrario, di attendere un «evento» che riabiliti, contro la dittatura della dialettica, il peso delle differenze: il gergo dell'essere non parla il linguaggio dell'unità, ma quello della gerarchia e di un nuovo radicamento anti-universalistico.
in-8°, 349 pages, illustrations. Hardcover, no dj. Good. [EN-7]
8vo, br. ed. pp.491. Parigi, primavera 1871. La città, cinta d'assedio dai prussiani, ha subito un inverno rigidissimo, la popolazione ha sofferto il freddo, la fame e le cannonate degli assedianti. Il governo francese accetta una pace umiliante. Ma il popolo di Parigi non ci sta, insorge e affida il governo della città alla Comune, struttura politica di matrice anarco-socialista a gestione popolare diretta. Allora il governo francese organizza la riconquista della città per strapparla ai comunardi. La guerra fratricida si conclude con quella che è passata alla storia come la "settimana di sangue", dal 21 al 28 maggio, in cui nonostante le barricate e la strenua resistenza dei parigini l'esercito francese entra in città con l'artiglieria pesante e un numero di uomini venti volte superiore, e in pochi giorni trucida oltre ventimila persone compromesse a vario titolo con la Comune. Ed è proprio sullo sfondo della tragica "settimana di sangue" che si svolgono le vicende del romanzo, un intreccio di storie individuali che va dall'amore difficile di Caroline e Nicolas all'inchiesta di Antoine Roques, ex rilegatore eletto "delegato alla sicurezza" da un'assemblea popolare, agli intrighi del perverso criminale Pujols, rapitore di fanciulle, alla misteriosa presenza del cocchiere Clovis, talmente irsuto che non se ne distinguono i lineamenti. Il tutto sotto una devastante pioggia di ferro e fuoco che, insieme a buona parte di Parigi, distruggerà il sogno utopico di una società egualitaria.
2019br. Protagonista della battaglia che ha visto il gruppo più autorevole dei dirigenti sovietici - Stalin, Zinovev, Kamenev, Bucharin - schierato contro le sue tesi, Trotskij è passato alla storia come il grande antagonista delle posizioni del Partito comunista dell'URSS e di quelle della III Internazionale dopo la morte di Lenin, quando si apre nel partito comunista bolscevico la discussione sulla possibilità di costruire il socialismo in un solo Paese. Una battaglia, però, combattuta a suon di citazioni: chi è più vicino e chi più fedele alle impostazioni di Lenin? Per fissare l'attenzione e il giudizio su Trotskij con la dovuta coscienza storica, vengono qui raccolti tutti gli scritti di Lenin, che interessano le complesse vicende del suo rapporto e di quello dei bolscevichi con Trotskij, la cui analisi permette di recuperare, al di là delle polemiche passate, una visione completa ed equilibrata della storia del movimento operaio e comunista in tutte le sue componenti.