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1964(Codice CW/8692) In 8° (21 cm) 146 pp. Brossura originale, con alette. Ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1964La storia della Rivoluzione russa, raccontata da uno dei suoi principali interpreti: Lev Trotsky. In ottime condizioni, successivamente ricoperto ma sovraccoperta e libro sono ancora in ottime condizioni.
1921Riproduzione anastatica dell'edizione originale del 1921. Un volume (22 cm) di 167 pagine, con tabelle ripiegate ft. In lingua tedesca. Brossura editoriale. Reprint Feltrinelli.
in-8°, 355 pp, broche, couv. illustree en couleurs. Bel exemplaire (plis de lecture au dos) [CA-5]
1967(Roma), Editori Riuniti, (1967), in-8, similpelle editoriale, titolo oro, con sovraccoperta, XL, 256. Con nota bibliografica. (Edizione fuori commercio).
8vo, br. ed. pp.382. C'è stato un tempo in cui statisti illustri - quali Churchill e De Gasperi - e intellettuali di primissimo piano - quali Croce, Arendt, Bobbio, Thomas Mann, Kojève, Laski - hanno guardato con rispetto, simpatia e persino con ammirazione a Stalin e al paese da lui guidato. Con lo scoppio della Guerra fredda prima e soprattutto col Rapporto Chruscev poi, Stalin diviene invece un "mostro", paragonabile forse solo a Hitler. Darebbe prova di sprovvedutezza chi volesse individuare in questa svolta il momento della rivelazione definitiva e ultima dell'identità del leader sovietico, sorvolando disinvoltamente sui conflitti e gli interessi alle origini della svolta. Il contrasto radicale tra le diverse immagini di Stalin dovrebbe spingere lo storico non già ad assolutizzarne una, bensì a problematizzarle tutte. Ed è quanto fa Losurdo in questo volume, analizzando le tragedie del Novecento con una comparatistica a tutto campo e decostruendo e contestualizzando molte delle accuse mosse a Stalin. Con un saggio di Luciano Canfora.
fort volume in-8°, 676 pages, cartes dos de la couverture, broche, couverture à rabats. Bel exemplaire [MI-21]
2008brossura Questo volume intende indagare se esiste una pedagogia inerente al pensiero di Karl Marx, lontana quindi dalla tradizione che si è affermata nei paesi socialisti, dove gli individui vengono educati dalle istituzioni. L'uomo nasce nella società e l'educazione ha il compito fondamentale di rendere l'uomo in grado di poter interagire con questa e di avere un proprio ruolo sociale. Un volume che cerca di spiegare come l'educazione sia sempre stata fondamentale per la formazione e per la crescita dell'uomo in tutte le società, anche in quelle di stampo "marxista".
2017br. Dopo essere stato esaltato nelle piazze di tutto il mondo occidentale, da Berkeley a Parigi, da Roma a Francoforte, dove il suo libretto rosso veniva energicamente sventolato nelle manifestazioni dei giovani contestatori, il "Grande timoniere" è stato frettolosamente rimosso e dimenticato, insieme agli altri protagonisti del comunismo che per quasi tutto il ventesimo secolo furono il modello alternativo a quello occidentale. In realtà, il pensiero politico e soprattutto militare di Mao Zedong presenta una profondità e una lucidità notevolmente attuali, considerato il risorgere della potenza cinese, sempre basata sul pensiero confuciano, nonostante l'apparenza prima marxista e ora capitalista della sua politica. Un autore che vendette centinaia di milioni di copie in tutto il mondo, ma che da anni non è più presente in libreria. Introduzione di Piero Visani.
2008réf. 112714Les Editions sociales 2008 In-8 broché. 271 pages. Couverture légèrement passée et écornée. Bon état d’occasion.
Milano, Edizioni Lotta Comunista, 1998, in-16, tela editoriale con sovraccoperta, pp. XX, 550, [2]. Con illustrazioni.
1971(Codice EC/2171) In 8° (21,5 cm) X-645 pp. Brossura originale, buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
2021ril. Andrej Sinjavskij era soltanto la metà di una storia. L'altra metà si chiamava Yulij Daniel'. Insieme, i due scrittori russi sfidarono il regime sovietico con l'arma più potente e più temuta - la parola - pubblicando i loro libri in Occidente con gli pseudonimi di Abram Terz e Nikolai Arjak. Insieme, a soli quattro giorni di distanza, furono arrestati dal Kgb e nel '66 giudicati in un processo che diventò uno scandalo mondiale, il primo dopo la caduta di Chrus?ëv e delle illusioni riformiste. Per loro la condanna fu quasi identica, cinque e sette anni di carcere e lavoro forzato nel gulag. Su entrambi, l'ultimo giorno del processo risuonarono le parole del giudice istruttore, la sua certezza impenetrabile: "Può darsi che fra vent'anni avrete ragione voi, ma per il momento sono io che ho ragione". Poi il potere sovietico pensò di rompere il filo di quell'amicizia intellettuale tanto profonda da trasformarsi in politica, e tanto forte da tradurla in opposizione: aprì a Sinjavskij la via dell'esilio, mentre Daniel' restava confinato in patria. Sinjavskij viveva a Parigi, insegnava alla Sorbona e i suoi libri si dovevano fermare all'immenso confine dell'Urss. Così lo scrittore veniva proibito nel suo Paese fino a essere dimenticato. Più difficile la partita a scacchi tra il potere e Yulij Daniel'. Lui viveva in patria, dopo il campo era tornato a Mosca in una casa vicino alla stazione Sokol del metrò. Non svolgeva alcuna attività sospetta. Ma la sua vita, il suo nome, la sua identità lo confermavano intellettuale per sempre e dissidente in eterno. Sul suo nome calò un'ombra. Ma lui, continuamente, tra sé e sé ripeteva: Julij Markovic Daniel', scrittore e traduttore, già condannato per attività antisovietiche, uscito dal gulag, residente a Kaluga, vivente a Mosca, via Novaja Pishanaja, ingresso 3, piano secondo, appartamento numero 52. Tutto questo, per colpa di due libri.
19641 Vol. In-8 t. editoriale. Sovracopt. ill pag. 567 PROG 28751 CATT_ATT 40
2021ill., br. Per la prima volta il fumetto affronta la cronaca della scissione della fronda comunista avvenuta durante il XVII Congresso del PSI, nel gennaio 1921 a Livorno. Per sei giorni fino al 21 gennaio 1921, tra tumulti e contrapposizioni, i delegati si confrontarono sulla necessità di aderire ai "21 punti" fissati da Lenin per l'ingresso del PSI nella III Internazionale. La sinistra del partito la riteneva imprescindibile, i centristi la accettavano in parte, la destra riformista era contraria. La scissione era inevitabile. Un racconto fedele dove le tavole a fumetti ricordano i momenti salienti di ogni giornata: il lettore può così "assistere" ai fatti e conoscere le posizioni che caratterizzavano il movimento operaio di allora e i partiti che lo rappresentavano. Prefazione di Michele Serra.
1950Firenze, “La Nuova Italia”, 1950, in-16, br., pp. 121, (3). Prima edizione postuma. (Collana “Orientamenti”, n.19).
in-12, 336 pp., broché, couv. Bon état (couverture défraîchie, papier jauni). [TX-11]
2018br. È all'interno del nodo che lega teoria del feticismo e teoria del valore che risiede la fondazione, secondo Marx, della teoria rivoluzionaria. È proprio a questo fondamento che deve mirare la critica: sotto le vesti della teoria bisogna infatti procedere, ormai, a fare i conti con il fallimento pratico di un progetto di liberazione che, in quanto tale, è rimasto soltanto una vaga intuizione. A cinquant'anni dal 1968, Romano Madera - filosofo e psicoanalista che di quella sinistra extraparlamentare fu una delle anime (fondatore del gruppo "Gramsci" e redattore di "Rosso") - riprende e aggiorna le considerazioni formulate in uno dei suoi più noti scritti post-sessantottini ("Identità e feticismo", 1977) per osservare dalla giusta distanza cosa è rimasto di quella magnifica illusione. Oggi, in un mondo dominato da una globalizzazione che affossa le classi subalterne, viene da domandarsi se le categorie marxiane non siano divenute radicalmente inadatte, con l'insistere sui concetti di classe e di coscienza di classe, a descrivere i bisogni qualitativi che, in modo confuso, magmatico, hanno comunque risvegliato una speranza di liberazione dentro la storia contemporanea.
1984(Codice EC/2745) In 8º (24 cm) XIV-346 pp. Brossura editoriale con timbro "saggio". Buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1924Mm 160x245 Collana "Biblioteca di politica". Volume cartonato rigido, legatura non editoriale, copertina originale conservata, 291 pagine. Bruniture alle carte, peraltro esemplare in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
2021br. Il 1989 è stato un anno cruciale per tutto il mondo. La caduta del muro di Berlino, la rivolta di piazza Tienanmen, il cambio di nome del PCI. E ancora, prima e dopo, altri eventi che hanno segnato la vita di Maria Paola Patuelli, regalandole, come scrive lei stessa, "molte ombre e poche luci". Prende così il via una riflessione dal valore terapeutico, dove l'autrice apre i suoi diari, li svela e li interpreta, dopo più di trent'anni. Un percorso fortemente legato agli avvenimenti politici del tempo, con la presenza di persone reali e letterarie, rivissute con intensa partecipazione. Attenta osservatrice della realtà, Maria Paola così la sintetizza: "Abito oggi in un pianeta diverso da quello in cui sono nata? Il pianeta è lo stesso, ma il paesaggio e l'orizzonte sono cambiati".
Un volume in-8 broché sous jaquette illustrée de 448 pages. Planches hors-texte. Bon etat. [CA-6][NV-31]
2016br. È opinione diffusa che Gesù non amasse le ingiustizie sociali. A più di una persona sarà capitato di scorgere qualche affinità fra il racconto dei Vangeli e certe idee radicali, comuniste o "di sinistra". È meno risaputo, invece, che le prime leghe operaie e i loro teorici, negli anni in cui esplodeva l'industria moderna (1830-1850), hanno tratto proprio dai Vangeli il loro programma d'azione. I quattro saggi raccolti in questo volume ruotano attorno alle "vite di Gesù" scritte da Étienne Cabet e Wilhelm Weitling, fondatori del comunismo francese e tedesco, e dal poeta Alphonse Esquiros. Sul piano storico offrono un'ampia panoramica di quegli anni caratterizzati da stamperie clandestine e mense sociali, barricate e opuscoli polemici, con cui decine di gruppi e movimenti facevano a gara a chi meglio interpretava il Vangelo e portava più in fretta il paradiso sulla Terra. Sul piano filosofico ci aiutano a capire quanto lo stesso marxismo, più maturo e strutturato di questa prima fase entusiastica, rimanga comunque impregnato di categorie cristiane (una visione dualistica e provvidenziale della storia, una tensione apocalittica e una potenza demistificante) che forse fanno di esso l'ultima grande eresia.
2016br. È opinione diffusa che Gesù non amasse le ingiustizie sociali. A più di una persona sarà capitato di scorgere qualche affinità fra il racconto dei Vangeli e certe idee radicali, comuniste o "di sinistra". È meno risaputo, invece, che le prime leghe operaie e i loro teorici, negli anni in cui esplodeva l'industria moderna (1830-1850), hanno tratto proprio dai Vangeli il loro programma d'azione. I quattro saggi raccolti in questo volume ruotano attorno alle "vite di Gesù" scritte da Étienne Cabet e Wilhelm Weitling, fondatori del comunismo francese e tedesco, e dal poeta Alphonse Esquiros. Sul piano storico offrono un'ampia panoramica di quegli anni caratterizzati da stamperie clandestine e mense sociali, barricate e opuscoli polemici, con cui decine di gruppi e movimenti facevano a gara a chi meglio interpretava il Vangelo e portava più in fretta il paradiso sulla Terra. Sul piano filosofico ci aiutano a capire quanto lo stesso marxismo, più maturo e strutturato di questa prima fase entusiastica, rimanga comunque impregnato di categorie cristiane (una visione dualistica e provvidenziale della storia, una tensione apocalittica e una potenza demistificante) che forse fanno di esso l'ultima grande eresia.
2018br. Gli scritti giovanili di Lukàcs, prima della sua adesione al marxismo, hanno subito l'influenza dell'idealismo tedesco e persino di certi pensatori ungheresi in qualche modo vicini alle avanguardie, e presentano degli aspetti teorici "sorprendenti". Forse l'aspetto più interessante e innovativo degli studi contenuti in questo volume consiste nel fatto che con essi viene messa in luce la complessità del personaggio e la sua straordinaria capacità di "traghettare" - nell'ambito della sua teoria marxista della letteratura - tutta una serie di elementi che provenivano da altri contesti culturali e che hanno tentato per decenni di rivitalizzare il suo marxismo, liberandolo dal determinismo e dal dogmatismo dei burocrati stalinisti. Il grande tema filosofico che attraversa tutti i saggi qui pubblicati è il rapporto tra il soggetto e la realtà esterna, trattato sia in termini puramente teoretici, sia in termini politici. Un altro motivo che percorre questi saggi, in maniera implicita e sotterranea, è il motivo della "redenzione", inteso come il passaggio dal soggettivismo alla coscienza di classe, dallo spiritualismo metafisico al materialismo, dal frammentario al sistematico.