422 résultats
réf. QWA-21774Editions sociales, 1950, in-8 br. (14 cx 22,5), 201 p., préface de Georges Fournial, 16 planches avec 24 photos et fac-similés, sous papier cristal, bon état.
1979réf. 82312Couverture souple. Broché. 191 pages. Couverture légèrement défraîchie.
1948réf. 108563Couverture souple. Revue. 200 pages. Légèrement défraîchie.
1952réf. 122373- 4 pages 21 x 27 cm.
1977réf. 126806Couverture souple. Broché. 128 pages.
1974réf. 202495Couverture souple. Broché. 268 pages. Papier bruni. Jaquette.
réf. 14820avant propos de KRAVCHENKO KRAVCHENKO.Grand in 8 broché 300x205mm,96 pages,texte sur 2 colonnes,illustrations photos dans le texte.Editions internationales, Paris,sans date.
réf. QWA-21050Les Editions de France, 1930, in-8 rel. 1/2 chag. (12,5 x 19,5), 362 p., planches de fac-similés, couverture et dos conservés, dos à 4 faux-nerfs, bonne reliure d'époque, bon état.
réf. QWA-20578Neuchâtel et Paris, Editions de la Baconnière et Editions du Seuil, 1949, in-8 br. (14,5 x 19,5), 254 p., 1ère édition, coll. "Les Cahiers du Rhône" (78ème Cahier du Rhône), traduit de l'allemand par Anise Postel-Vinay, postface par Albert Béguin, jaquette illustrée usagée mais sans manque (avec un portrait de l'auteur et de Heinz Neumann, une carte, et portant la mention "je jure de dire la vérité"), bon état.
réf. QWA-20240P.E.C., 1982, in-8 br. (13,5 x 21), 172 p., coll. "La Brêche", préface de Laeticia Cavaignals, bon état.
1974réf. 169121974 Plon (1974) - In-8 broché de 480 pages - Couverture illustrée en couleurs - Un cahier de 16 pages de photos en noir et blanc - Exemplaire en bon état
1974réf. 37941974. Paris Editions J. C. Lattès 1974- Broché 14 cm x 22 5 cm 308 pages - Texte de Alan Williams - Etat neuf
1954réf. 58851954. Paris éditions Gallimard coll. L'air du temps 1954 - Broché 14 cm x 20 5 cm 254 pages - Texte de Henry Shapiro - Traduit de l'américain par Patrick Luneau - Non coupé - Bon état
1939réf. 173271939. Paris Revue Littéraire Pour La Défense De La Culture janvier 1939 - Broché 14 5 cm x 19 5 cm 128 pages+ publicités - Textes et poèmes de Romain Rolland Julien Benda Marie Colmont Henry de Montherlant Jean-Richard Bloch Jossiet François Thuret et Jean Fouquet ; chroniques et critiques - Bon état
1979Brossura coeva, copertina segnata da toni sbiaditi avvolti da fioriture e aloni di polvere ai piatti e dorso, leggero attrito alle estremità, fogli integri ben preservati, minimo pulviscolo ai tagli. N. pag. 103. USATO
1971Legatura editoriale tutta-tela, copertina rigida con titoli incisi in oro al dorso, schiarita dalla luce lungo il bordo superiore, telatura minimamente consunta, complessivamente in buono stato. Pagine ben tenute, toni lievemente alterati dalla luce, tagli irregolari. Edito da David Joravsky e Georges Haupt, traduzione di Colleen Taylor. Annotazioni trascurabili con biro. N. pag. 566 più XVIII di indice. USATO
1968PBE 108 Prima edizione
2016br. Da grandi letterati e poeti come Isaak Babel' e Osip Mandel'stam, a politici come Bucharin, Zinov'ev e Kamenev, a militari come il generale Tuchacevskij, a cittadini comuni che non sapevano nulla della tragica partita che si stava giocando sulle loro teste: il periodo del Grande Terrore fu una spaventosa ecatombe alla quale, da parte di molti, non si volle credere. Questo libro, spesso elogiato come il "testo definitivo" sugli anni dello stalinismo, conquista non solo per l'autorevolezza delle ricerche ma anche per la sua prosa evocativa e avvincente: Conquest ripercorre come in una cronaca le persecuzioni contro gli oppositori, le violenze per estorcere confessioni, lo sfruttamento e i maltrattamenti nei campi di lavoro, gli assassini in patria e all'estero. Ricco di vicende chiave, costruito grazie a materiali top secret e documenti raccolti negli archivi degli ex servizi segreti sovietici, "Il Grande Terrore" continua ad appassionare per la forza e l'attendibilità delle sue conclusioni, capaci di far luce su fatti rimasti troppo a lungo nascosti e di illuminare così uno dei periodi più tragici del Novecento.
2005br. Durante gli anni 1932-33 milioni di contadini ucraini morirono a causa della mancanza di viveri, dello sfinimento fisico, del tifo, delle deportazioni, dei suicidi provocati dallo squilibrio psichico e dal collasso sociale. È quella che viene ricordata come la grande "carestia" in Ucraina e nel Caucaso del nord. Una carestia molto particolare, non dovuta a condizioni naturali avverse, ma alle scelte staliniane nella politica di collettivizzazione delle campagne e di industrializzazione dell'Unione Sovietica. Studiosi italiani e stranieri riesaminano in questo libro le vicende di quegli anni terribili, l'eco che ebbero nel mondo, i riflessi nella letteratura, le conseguenze sulla società ucraina che arrivano fino ai nostri giorni.
2021br. I saggi contenuti in questo volume propongono una serie di nuovi approcci allo studio comparato dei regimi stalinista e nazista. Gli autori, esperti di storia tedesca e russa, hanno riunito un gruppo internazionale di noti storici e sociologi per analizzare gli aspetti ricorrenti del totalitarismo.
2022br. Alla fine della seconda guerra mondiale l'Unione Sovietica si trovò a controllare gran parte dell'Europa orientale: il tallone sovietico subentrò a quello nazifascista, e in un arco di tempo straordinariamente breve l'Est europeo venne isolato dietro una «cortina di ferro» tutt'altro che metaforica. Anne Applebaum ricostruisce in dettaglio ogni fase dell'implacabile processo di stalinizzazione che travolse Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Germania orientale, Romania, Bulgaria, Albania e Iugoslavia, e che si realizzò anche grazie alla polizia segreta, abile e spietata nell'individuare e soffocare ogni forma di opposizione o di potenziale dissenso. A tale scopo, rivelando impressionanti affinità con il Terzo Reich, gli occupanti ripristinarono i campi di sterminio di Sachsenhausen, Buchenwald e Auschwitz. Attingendo a materiale d'archivio divenuto recentemente accessibile, a numerose fonti in lingua polacca, cecoslovacca, ungherese e alle testimonianze raccolte intervistando molti protagonisti di quegli anni bui, l'autrice analizza le ragioni che guidarono le scelte dei singoli fra le poche opzioni in gioco: collaborare con il regime imposto, subirlo passivamente o opporre una strenua resistenza, con conseguenze spesso drammatiche. Un passo avanti decisivo nella comprensione del totalitarismo nel XX secolo e di come è riuscito a plasmare la vita quotidiana e il destino di milioni di europei.
2020br. Il 26 ottobre 1932 Stalin si presenta a una riunione di scrittori a casa di Maksim Gor'kij. «I nostri carri armati non valgono niente», dice, «se le anime che devono guidarli sono di argilla». Spetta agli scrittori, «ingegneri di anime», forgiare l'uomo nuovo sovietico. Nasce così l'estetica proletaria della costruzione e della produzione, utile per celebrare quelle colossali opere idraulico-ingegneristiche dei primi piani quinquennali che, grazie al lavoro forzato dei Gulag, stanno domando la «nemica» natura del territorio sovietico: deviazioni di alvei fluviali, migliaia di chilometri di canali, impianti di desalinizzazione dell'acqua di mare. Dalla lettura di un libro di Konstantin Paustovskij del 1932 sulla «eliminazione dei deserti» prende le mosse il viaggio narrato in "Ingegneri di anime", che porta Frank Westerman, giornalista d'inchiesta con studi di ingegneria agraria alle spalle, dalle rovine industriali del golfo di Kara-Bogaz fino al canale Belomor, il progetto che il collettivo di scrittori guidato da Gor'kij fu chiamato a cantare come «storiografia istantanea del socialismo». Un viaggio concreto, quello di Westerman, che si intreccia con l'esplorazione della vita e delle opere di chi, tra dubbi, debolezze e scetticismo, dedicò penna e capacità espressive al rafforzamento dell'URSS postrivoluzionaria. Concentrandosi non sui grandi dissidenti ma sui «più o meno accomodanti», come lo stesso Paustovskij, o il tormentato Platonov, o il grande Pil'njak morto in un Gulag dopo alterne vicende, Westerman ricostruisce con accenti personali il rapporto tra potere e artisti, e il loro sofferto sforzo di trovare uno spazio possibile tra diktat e ispirazione.
2016ill., ril. Nel 1937 Mosca è la sede di grandiosi processi politici in cui le colpe degli accusati, del tutto inventate, vengono comunque minuziosamente analizzate. Al tempo stesso, la città vive uno stato di esaltazione. Il Commissario del popolo alterna la compilazione di liste di migliaia di dirigenti e operai da fucilare alla supervisione dei lavori della nuova metropolitana, le cui stazioni vengono inaugurate una dopo l'altra. Il Bolsoj, la piazza Rossa, le dacie in periferia, le esposizioni, ma anche i luoghi delle esecuzioni e i campi di lavoro nella zona del canale, a nord. E le vacanze estive, le strutture sportive, i cinema, le vetrine dei negozi e le feste danzanti. "Che fossero collaboratori o persino vittime, tutti si ritrovarono risucchiati, in un modo o nell'altro, nel grande movimento in cui si erano impegnati e che giunse alla sua fine solo nel 1938. La città non era altro che un enorme cantiere in continua trasformazione."
2010ill., br. Cinema, cartelloni pubblicitari, monumenti, complessi architettonici: attraverso immagini di grande suggestione si indagano le strategie che hanno contribuito a costruire il sistema sociale, politico e culturale dello stalinismo. Il particolare universo visivo istituito da Stalin - sguardo del dittatore costantemente percepito dal cittadino, grazie alle infinite riproduzioni del corpo (e degli occhi) del capo - caratterizza il ventennio che ha segnato l'affermazione del socialismo reale in Russia, gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. L'ambiguo ma decisivo binomio terrore-euforia è il filo rosso che attraversa i capitoli del libro, dedicati ai differenti ambiti in cui trova espressione il Regime. Dal progetto della ricostruzione di Mosca ai "cantieri socialisti" del Nord, creati per addomesticare la natura; dal recupero di antiche tradizioni russe tradotte nel nuovo linguaggio sovietico alla costruzione di un "corpo collettivo" efficiente e ideologizzato, passando per mostre e parate, scatole di fiammiferi e carte di caramella.