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2018br. Arnaldo Alberti è un uomo di cultura, uno dei pochi intellettuali del cantone (il Canton Ticino, Svizzera) impegnato da decenni nel dibattito politico e nella denuncia implacabile dell'appiattimento e dell'imbarbarimento del confronto delle idee. Un personaggio rispettato ma scomodo. La sua retorica è senza fronzoli, diretta, talvolta brutale, spesso appare eccessiva, ma sempre coerente con le verità che richiama alla nostra attenzione. Un fedele, tuttavia. Instancabile e spesso spietato critico delle derive del PLR (Partito Liberale Radicale), rimane fedele al partito contrariamente ad altri che se ne sono andati delusi e stanchi di combattere. Alberti non abbandona, non tace, dice ad alta voce ciò che molti altri pensano, rimane liberale radicale. È il PLR che è cambiato, afferma. Lui è rimasto fedele agli ideali, non così i recenti amministratori del partito che hanno soffocato il dibattito nel nome di un unanimismo, asserita premessa di efficacia. Disturba al punto che certi media "indipendenti" non pubblicano i suoi contributi, anteponendo la preoccupazione di non infastidire la quiete dei propri abbonati alla libertà di espressione così spesso celebrata solo a parole. Prefazione di Dick Marty.
2018br. Arnaldo Alberti è un uomo di cultura, uno dei pochi intellettuali del cantone (il Canton Ticino, Svizzera) impegnato da decenni nel dibattito politico e nella denuncia implacabile dell'appiattimento e dell'imbarbarimento del confronto delle idee. Un personaggio rispettato ma scomodo. La sua retorica è senza fronzoli, diretta, talvolta brutale, spesso appare eccessiva, ma sempre coerente con le verità che richiama alla nostra attenzione. Un fedele, tuttavia. Instancabile e spesso spietato critico delle derive del PLR (Partito Liberale Radicale), rimane fedele al partito contrariamente ad altri che se ne sono andati delusi e stanchi di combattere. Alberti non abbandona, non tace, dice ad alta voce ciò che molti altri pensano, rimane liberale radicale. È il PLR che è cambiato, afferma. Lui è rimasto fedele agli ideali, non così i recenti amministratori del partito che hanno soffocato il dibattito nel nome di un unanimismo, asserita premessa di efficacia. Disturba al punto che certi media "indipendenti" non pubblicano i suoi contributi, anteponendo la preoccupazione di non infastidire la quiete dei propri abbonati alla libertà di espressione così spesso celebrata solo a parole. Prefazione di Dick Marty.
1818réf. 103840Pillet 1818 Chez Pillet Aîné, sans date (vers 1818 d'après l'ex-libris apposé sur le premier contreplat), 420 p., broché en attente de reliure, des manques sur la couverture avec mors en grande partie fendus, page de titre déchirée restaurée avec une bande adhésive, coins des premières et dernières pages cornés, sinon intérieur propre.
réf. 20796[s.l., Paris], Parangon, "L'après-développement", 2003 1 volume 14 x 21cm Broché. 172p., 2 feuillets.
Milano, Feltrinelli, (1973), in-16, br. edit., pp. 250.
2 volumes in-8, veau bronze romantique de l'époque, dos lisses ornés d'un décor de fers "rocaille" en long, filets d'encadrement dorés et plaque estampée à froid sur les plats, tranches jaspées, (4), lix, 283, (1) p. et (4), 384 p. (qqs rouss.). Edition originale posthume. Le testament de Benjamin Constant, "expression interrompue et dernière d'une pensée qui aurait dû prolongée sa course longtemps encore". "Le Polythéisme romain nous fait rentrer dans l'histoire (...). L'éditeur a même placé en épigraphe cette phrase de l'auteur lui-même : 'L'époque où les idées religieuses disparaissent de l'âme des hommes est toujours voisine de la perte de la liberté; des peuples religieux ont pu être esclaves, aucun peuple incrédule n'a pu être libre'" (cité par Bastid, ‘B. Constant’, II, p. 645). (Courtney, A63-1. Graesse, II, 253). Exemplaire de prix décerné à Félix Bès (Collège d'Avallon, 1840-1841). Très bon exemplaire, dans une jolie reliure romantique ornée d’un décor rocaille.
1939réf. 363811939 Paris, PUF (Collection "Peuples et civilisations"), 1939, fort in 8° broché, 556 pages ; index in-fine ; couverture fanée.
1939réf. 89231939 In Peuples et Civilisations, XVII, Paris, Presses Universitaires de France, 1939. Un volume in-8 broché, couverture beige imprimée, 556 pages. Rousseurs sur la couverture.
1952réf. 89291952 In Peuples et Civilisations, XVII, Paris, Presses Universitaires de France, 1952. Un volume in-8 broché, couverture beige imprimée, 677 pages. Bon état.
1939Prima edizione nella collezione "Peuples et civilisations". Buon esemplare totalmente editoriale. Brossura editoriale, pp. 555, in 8°
1952réf. 3113181Paris: Presses Universitaires de France 1952. (4), 677 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Kartonage. [Softcover / Paperback].
1802In- pp. XXII, 356 (2b) + il bel RITRATTO in rame in antiporta. Br. edit. muta (manca l'etich. ed. al ds.). Es. perfetto e freschissimo,, nelle sue barbe. "Locke donnait avec cet ouvrage, qui demeure fondamental, la première expression théorique des principes du libéralisme" (Dict. Laffont-Bompiani). "La Bible politique du siècle nouveau" (J.-J. Chevalier). "La bibbia politica del nuovo secolo", la prima teorizzazione del LIBERALISMO. Fresco e genuino nelle sue barbe e con il grifagno RITRATTO recante le date di vascita e di orte e la scritta: par l'art délicat du Graveur / Tu vois ici de LOCKE la véritable image; / Et les soins du Traducrteur / Les plus beaux traits de son ouvrage". Tra l'altro"Du Pouvoir Législatif, Exécutif, et Confédératif d'un Etat. Un gioiello del gran paladino della tolleranza.
1848In 16, pp. 424. Lieve mancanza al d. Br. ed. Ed. orig. di quest'importante opera sul credito bancario. L'A. (1802-1852), fu un economista liberale. Secondo l'A., le crisi a carattere industriale e periodico non dipendevano dal sistema del libero mercato, ma al contrario dall'intervento dello Stato in materia monetaria. Attribuendo privilegi e monopoli esclusivi ad alcune banche, lo Stato perturbava i soggetti economici con fluttuazioni intempestive del credito bancario da cui proveniva il doppio difetto della creazione di ingiustizie e dell'instabilita' congiunturale. Boccardo, p. 307. Biblioteca Einaudi, 1288, p. 206
réf. QWA-19868Presses Universitaires de France, 1995, 3 vol. in-8 br. (13 x 19),IX-208 p. - XIII-221 p. - XII-253 p., coll. "Quadrige", traduit de l'anglais par Raoul Audouin, sous étui cartonné, très bon état.
2020br. Giuseppe Maria Fiamingo (Riposto 1875-Latina 1966) è un personaggio minore dell'Italia del Novecento. Sulle sue tracce, grazie ad atti parlamentari e giudiziari, a cronache mondane, a rapporti della polizia politica fascista, a lettere d'affari, a biglietti che svelano legami amorosi, ad articoli di giornali, a saggi scientifici, ci si imbatte in Rudinì, Luzzatti, Stringher, D'Annunzio, Albertini, Nitti, Bergamini, Bucarelli, Mussolini (e tanti altri), si ripercorrono fertilissimi, e a volte sconclusionati, anni del positivismo italiano di fine Ottocento e si rivivono il variegato e confuso ambiente dannunziano, alcune vicende del giornalismo e dei suoi intrecci con la politica e con il capitale dell'Italia prefascista, gli ultimi sussulti del parlamento dell'età liberale, il controllo capillare della polizia politica fascista, gli anni della transizione in cui un personaggio come Fiamingo è contemporaneamente considerato vicino al fascismo e antifascista, collaborazionista e avversario dei nazisti occupanti. E, ancora, l'insofferenza di un giovane brillante per la provincia siciliana, avvertita come troppo stretta, la curiosità e l'apertura verso il mondo, la passione per l'arte e i cavalli, il cinismo e la spregiudicatezza negli affari, il dolore per la morte della moglie, il complicato rapporto con la figlia e la tenerezza per una delle donne più affascinanti dell'Italia del Novecento.
2003La dissoluzione del sistema americano.
2021brossura Quale potrebbe essere l'esito del tormentato processo di transizione che stiamo vivendo? Quale blocco sociale si dovrebbe o potrebbe costruire per marciare verso una civiltà postcapitalista? Quali forme dovrebbe o potrebbe assumere il socialismo del XXI secolo? Dopo il tramonto dell'egemonia americana ci aspettano la rivoluzione o il caos sistemico? Quali idee per una nuova alleanza tra ambientalismo e socialismo? Perché rivendicare la sovranità nazionale non implica regredire ai nazionalismi del secolo scorso? A questi e altri interrogativi cercano di rispondere i dieci autori - Pierluigi Fagan, Carlo Formenti, Carlo Galli, Manolo Monereo, Piero Pagliani, Onofrio Romano, Raffaele Sciortino, Alessandro Somma, Alessandro Visalli e Andrea Zhok - che hanno collaborato alla stesura di questo volume sugli scenari ipotetici di un futuro che potrebbe ridisegnare la geopolitica mondiale e rivoluzionare i rapporti di forza tra classi sociali, popoli e nazioni.
1964In 8, pp. 27 + (1b). Br. ed.
1955A CURA DI MARIO BONFANTINI, 455 PP. FIRMA DI APPARTENENZA IN ANTEPORTA, SEGNI DEL TEMPO E DUE PICCOLE MACCHIE AL RETRO, PER IL RESTO BUON VOLUME.
1997Br. ed. in-8, coll. Le idee n. 12, pp. XLIV-132-(2). Ottimo.
1997ISBN 8835941415
1997Gobetti Piero, Bucchi Sergio Dizionario delle idee. Roma, Editori Riuniti 1997, Copertina cartonata, tagli sporchi di polvere, pagine ingiallite. Collana:"Le idee". Buono (Good) . 132 8835941415
2011Il centocinquantesimo anniversario dell'Unità era un'occasione per rimediare ad una lacuna: la mancanza di un Dizionario del Liberalismo italiano, ciò che costituiva un paradosso in considerazione dell'importanza che il liberalismo ha avuto nella storia d'Italia. Gli autori sono storici, economisti, giuristi, critici, giornalisti, tra i maggiori esperti della materia, appartenenti ad indirizzi disciplinari e a scuole di pensiero diversi, che hanno lavorato in piena indipendenza ed autonomia, accomunati dall'interesse scienti e soprattutto ispirati da un ethos civile. La lettura del Dizionario aiuta a comprenden passato dell'Italia, con tutte le sue luci e le si ombre, ma anche il presente, caratterizzato d deficit di liberalismo, che è una delle cause dell'anomalia italiana rispetto alle grandi democrazie occidentali. Il messaggio che se può ricavare è che per un popolo dimenticare proprie radici significa perdere il senso della sua identità.
2 volumes in-8, demi-veau blond de l'époque, dos lisses ornés d'un décor romantique en long de fers rocaille dorés et à froid, titres et tomaisons dorés, palettes en tête et pied, tranches jaspées, vj, 580 p. et (6), 644 p., fac-similé de lettre dépliant et portrait frontispice gravé. Edition originale de deuxième tirage. Recueil de 69 discours prononcés par Benjamin Constant entre 1819 et 1827, précédés d'un avant-propos de l'auteur. "Ces discours où brillent partout l'esprit et l'intelligence de Constant, où il affirme ses principes et ses idées politiques, où il lutte de toutes les forces de son talent contre l'arbitraire, pour le triomphe de la liberté, constituent une des oeuvres importantes de Constant" (A. Roulin in B. Constant, 'Oeuvres', éd. de la Pléiade). (Courtney, E2/2). Des rousseurs plus soutenues à certains feuillets. Exemplaire dans une jolie reliure romantique.
réf. 12776Paris, Ambroise Dupont et J. Pinard, 1828. 2 volumes in-8, demi-veau blond de l'époque, dos lisses ornés d'un décor romantique en long de fers rocaille dorés et à froid, titres et tomaisons dorés, palettes en tête et pied, tranches jaspées, vj, 580 p. et (6), 644 p., fac-similé de lettre dépliant et portrait frontispice gravé.