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1958Complete in 2 volumes: vi + 508pp. (continuous pagination), 27cm., softcovers, unpublished doctoral dissertation in Philosophy at the Catholic University of Leuven (Belgium), good condition, weight: 2.2kg., F102642
1803réf. 139964à Paris, de l’imprimerie et la fonderie stéréotypes de Pierre Didot l’aîné, et de Firmin Didot, an XII 1803 5 volumes. In-18 14 x 8 cm. Reliures de l’époque veau havane, dos lisses ornés de petits fers encadrés de filets dorés, pièces de titre et de tomaison maroquin rouge et noir, 277-290-246-264-266 pp. notes, tables. Coins émoussés et frottés, accrocs en pied et en tête de dos, coupes légèrerment frottées, rousseurs éparses.
1894réf. 0348Paris, Plon, 1894. In-8 de 220 x 150 mm, 365 p. Relié demi-maroquin tabac à grains. Dos à nerfs, nom d'auteur et titre en doré, arbustes en fleurons dorés aux entre-nerfs, plats granités vert herbe et vert sombre, pages de garde marbrées vert émeraude et rouge. Magistrat, jurisconsulte, Arthur Desjardins (1835-1901) était un spécialiste reconnu du droit international, ce qui lui a valu d'être "sollicité en tant qu'arbitre par des États étrangers comme lors de l'affaire Ben Tillett entre la Grande-Bretagne et la Belgique (1898). Chrétien engagé, il a fait partie de la Société antiesclavagiste lancée par le cardinal Lavigerie et a présidé la Ligue nationale contre l'athéisme de 1893 à 1901. Membre de l'Académie de législation de Toulouse et de l'Académie d'Aix, auteur de plusieurs livres couronnés par l'Institut, Desjardins est élu membre de l'Académie des sciences morales et politiques le 4 février 1882, au siège laissant vacant par la mort de Gabriel Massé. Chevalier de la Légion d'honneur depuis 1873, il est promu officier de cet ordre en 1892 et candidat à l'Académie française en 1895." (Wikipédia) Livre peu courant avec sa reliure d'époque et des pages bien conservées.
1868In-8°, 4 volumi rilegati in mezza pelle, titolo e fregi in oro al dorso, nervi. Buone condizioni. De la démocratie (XLVI, 371pp; 442; 564), L’ancien régime (XIV, 446) Approdato nel 1831 in America per sfuggire alle conseguenze della Rivoluzione, il giovane Alexis de Tocqueville era pronto a immergersi in una nuova realtà e a lasciarsi alle spalle la confusione della vita politica francese. Di lì a poco avrebbe scoperto una società in prepotente sviluppo, un mondo inesplorato che nessuno aveva ancora descritto né compreso davvero. Queste sono le origini del trattato La democrazia in America. A risvegliare l’istinto politico di Tocqueville fu soprattutto la scoperta della radicale diversità fra gli Stati Uniti e la Francia: in America, la democrazia era “vita”. La scoperta dell’America, per Tocqueville, si traduce a tutti gli effetti in una nuova “scienza politica” che, facendo tesoro del modello americano, con i suoi picchi di progresso e i suoi punti ciechi, può e deve essere applicata a tutte le società avanzate. Pubblicato per le prima volta nel 1856, "L'Antico regime e la Rivoluzione" si basa su di una ricerca molto approfondita, mai effettuata prima, dei documenti amministrativi e pubblicistici della Francia del secolo XVIII. Con un'esposizione di eccezionale chiarezza e notevole acume critico, Tocqueville, mette in luce non solo il sistema di governo dell'assolutismo francese, ma anche, e soprattutto, la struttura di classe della Francia prerivoluzionaria minata da profonde contraddizioni interne. L'idea fondamentale che scaturisce da questa ricerca è quella di una sostanziale continuità tra la Francia dell'Antico regime e la Francia dell'Ottocento, rappresentata soprattutto dalla tendenza all'accentramento amministrativo, un elemento che spinge in direzione di regimi autoritari o che comunque pone molti limiti all'esplicazione della libertà politica, in nome della quale la Rivoluzione era iniziata. In-8°, 4 volumes half leather binding, back title, bands. Good condition. De la démocratie (XLVI, 371pp; 442; 564), L’ancien régime (XIV, 446) Arrived in 1831 in America to escape the consequences of the Revolution, the young Alexis de Tocqueville was ready to immerse himself in a new reality and to leave behind the confusion of French political life. Shortly thereafter he would discover a domineering society, an unexplored world that no one had yet described or truly understood. These are the origins of the Democracy in America treaty. To discover Tocqueville's political instinct was above all the discovery of the radical diversity between the United States and France: in America, democracy was "life". The discovery of America, for Tocqueville, translates in all respects into a new "political science" which, building on the American model, with its peaks of progress and its weak points, can and must be applied to all societies advanced. Published for the first time in 1856, "The Old Regime and the Revolution" is based on a very thorough research, never carried out before, of the French administrative and public documents of 18th century. With an exposition of exceptional clarity and remarkable critical acumen, Tocqueville highlights not only the system of government of French absolutism, but also, and above all, the class structure of pre-revolutionary France undermined by profound internal contradictions. The fundamental idea that arises from this research is that of a substantial continuity between France of the Old regime and France of the nineteenth century, represented above all by the tendency towards administrative centralization, an element that pushes in the direction of authoritarian regimes or which in any case has many limits on the explanation of political freedom, in the name of which the Revolution had begun.
In-8, broché, couverture de papier bleu gris, 43 p. Seconde édition revue et corrigée de cette réponse à la 'Monarchie selon la Charte' de Chateaubriand, que Constant composa dès son retour d'exil. Il plaide en faveur de l'union nécessaire des "deux France", celle des émigrés et celle de la Révolution, autour d'une monarchie résolument libérale. Elle devra adopter un régime parlementaire stable afin de concilier une opinion publique lasse des discordes civiles. "C'est le premier grand assaut libéral contre les ultras " (BnF, Benjamin Constant, nº 209). (Courtney, A19/2). Très bon exemplaire.
réf. 32167Paris, Delaunay, janvier 1817. In-8, broché, couverture de papier bleu gris, 43 p.
In-8, cartonnage marbré à la Bradel moderne, (2) f., 67 p. Edition originale. Constant se félicite de la dissolution de la Chambre et appelle de ses voeux un "sursaut national". "Il avait également à fixer son attitude vis-à-vis des bonapartistes. Il le fait avec une relative prudence (...)" (P. Bastid). (Courtney, 46a). Très bon exemplaire, grand de marges, très frais, bien relié.
1820réf. 11843Paris et Rouen, Béchet aîné et fils, 1820. In-8, cartonnage marbré à la Bradel moderne, (2) f., 67 p.
2015br. Questo libro si può considerare la prima completa biografia politica di Alcide De Gasperi, la prima a tener conto, oltre che dei tanti contributi parziali e della memorialistica, di una ricchissima documentazione inedita degli archivi pubblici e dell'archivio privato di De Gasperi, solo in parte fino a oggi esplorato. Il resoconto copre tutto l'arco della vita di De Gasperi, iniziando dalla giovinezza nel Trentino austriaco, dalla formazione universitaria a Vienna, e dalla prima esperienza politica nel Parlamento austriaco. Seguono le pagine sulla Grande Guerra e sull'ingresso di De Gasperi nella vita politica italiana, che lo vedrà succedere a Sturzo alla guida del Partito Popolare. Dopo l'esilio vaticano nel Ventennio, con il dopoguerra la vita di De Gasperi si intreccia strettamente alla storia del paese. Divenuto presidente del Consiglio nel dicembre 1945, egli terrà costantemente quella carica fino al luglio del 1953. Sono gli anni in cui l'Italia fonda la nuova democrazia repubblicana, compie la sua ricostruzione, avvia un processo di riforme socio-economiche, getta le basi del suo sviluppo industriale, si inserisce nella rete delle alleanze atlantiche ed europee. Di questo processo De Gasperi è la figura direttiva centrale; Craveri ne analizza l'opera in tutti i suoi aspetti facendone emergere sia i successi sia le inevitabili contraddizioni.
2004264pp. met zw/w ills., 25cm., gebroch., zeer goede staat, B91862
2004réf. B91862Gent, Liberaal Archief 2004 264pp. met zw/w ills., 25cm., gebroch., zeer goede staat, B91862
1970réf. 3375154Neustadt/Aisch, Schmidt, 1970. VIII, 282 S. Mit Porträt. OLwd.
Lucca, Stab. Grafico Arte della Stampa, 1927, in-8, br. edit., pp. 18, (2). Con ritratto fotografico dell'autore.
1973(I fatti e le idee - Saggi e Biografie). 8°, pp.297 (7). Ottima mz. perg. con angoli, tass. con tit. oro al dorso, conserva la br. edit. Parte I: Stato e ideologie tra liberalismo e fascismo (Sulla crisi dello stato liberale in Europa; Deperimento dello stato liberale in Italia; Dalla neutralità italiana alle origini del fascismo: tendenze attuali della storiografia; Prefascismo e ideologia nazionalistica; Intellettuali e fascismo; Sulle istituzioni del regime fascista 1925-34) - Parte II: Ruolo storico della magistratura (Politica e magistratura nell'Italia unita; Per una storia politica della corte costituzionale; Storia della magistratura e della società)
2016Nel 1926 Keynes scrisse il saggio The end of laissez-faire nel quale sosteneva che il capitalismo senza regole doveva essere considerato finito e, tra il 1944 e il 1946, propose con Beveridge di dare vita al welfare e alle politiche di piena occupazione. Nell'arco di vent'anni la convivenza civile registrò un netto miglioramento delle rilevanti conquiste liberali raggiunte nei secoli precedenti. La tesi di questo lavoro è che il liberalismo, entrato in concorrenza con le forze culturali e politiche che si sono avvalse delle sue proposte propugnando istanze più avanzate in termini di benessere, ha subito a opera della giustizia sociale un'attrazione che si è mostrata fatale e ha condotto alla fine della liberaldemocrazia. Da questi eccessi non sono restate immuni neanche le correnti di pensiero politico alternative che hanno accolto, senza saperle controllare, le spinte crescenti provenienti dalla domanda di assistenza; il combinato effetto di aumenti salariali eccedenti la produttività e di un'azione pubblica sulla redistribuzione del reddito, unita alla negazione dell'utilità del mercato nel contribuire alla crescita e alla giustizia sociale, hanno creato inflazione prima e deflazione poi. Dopo quasi mezzo secolo di conquiste, l'orologio della storia è tornato indietro e ha consentito il ritorno di politiche conservatrici propiziate dall'avvento del processo di globalizzazione, caratterizzato da grandi oligopoli e dall'esplosione di una finanza incontrollata. Autori: Paolo Savona.
1966In-16 (cm. 20), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale), pp. 267, (5). In buono stato di conservazione (good copy).
2022br. Sindaco di Trieste dal 1978 al 1983, scrittore, giurista, reduce di guerra, membro della Lista per Trieste, rotariano, libero muratore e parlamentare europeo, Manlio Cecovini (1914-2010) è stato un personaggio di spicco sotto molti punti di vista. Il volume ne ripercorre per la prima volta il profilo biografico in modo critico, lontano da atteggiamenti celebrativi e all'interno di un panorama nazionale e internazionale, offrendo insieme uno spaccato sulle vicende culturali e politiche della penisola e del continente nel secolo scorso. Il libro ricostruisce a tutto tondo l'immagine di Cecovini, indagandone il ruolo in una pluralità di contesti differenti. Con scritti di Luca G. Manenti, Ravel Kodri?, Andrea Dessardo, Luigi Milazzi, Aldo A. Mola, Jadranka Cergol, Roberto Norbedo, Fulvio Senardi.
19671 Vol. In-16 pag. 255 PROG 8972 CATT_ATT 43
(Milano), Il Saggiatore, (1967), in-16, br., pp. 254, (2). Blande arrossature da umidità alle ultime pagine ed alla cop. post. ("I Gabbiani", 51).
2013New English Paperback. Pbo. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In Turkish. 2 volumes set: (456 p.; 344 p.). B/w ills. Former Turkey's energy minister Kayra's historical novel series on Turkish Republican economy. Cumhuriyet ekonomisinin öyküsü. 2 volumes. Vol. I: 1923-1950, Devletçilik: Altin yillar. Vol. II: 1950-1980, Karma ekonomi. Edited by Ayse Görkem Kozanoglu.
in-8°, 150 pp., broche, couv. COMME NEUF. [TX-5]
19508vo., Second Edition, with illustrations in the text; handsomely bound in blue full morocco, back with raised bands ruled in gilt, compartments tooled in gilt, a most attractive copy ideal as a gift or for presentation. A PRESENTATION COPY FROM THE AUTHOR TO PROFESSOR JACK MORPURGO, WITH THE FORMER'S SIGNED HOLOGRAPH INSCRIPTION OPN FRONT FREE ENDPAPER.
1993Mm 125x205 Collana "Einaudi Paperbacks. Storia". Volume nella sua brossura originale, xliv + 265 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta e una leggera fioritura in copertina. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1979Collana “I fatti della Storia”, 1. Un volume di 273 pagine, brossura editoriale. Dimensioni: 13,5x21 cm. Minime tracce d'uso alla brossura, lieve gora al margine inferiore delle due pagine finali (senza compromissione del testo), per il resto ottime condizioni.
2020br. Critica liberale è da più di quarant'anni la voce del liberalismo progressista in Italia. Nata negli anni '60 come agenzia stampa della sinistra interna al Partito Liberale Italiano di quel tempo, la testata è dal 1974 una rivista liberale del tutto indipendente da ogni forza politica italiana; dal 1994 Critica liberale è anche una fondazione che, assieme alla rivista, cerca di dare espressione e continuità a una tradizione politica e di pensiero che ha le sue radici nel liberalismo europeo, nella tradizione laica e illuminista, nell'impegno per i diritti civili e per l'integrazione federale dell'Europa democratica. È fra le organizzazioni che hanno dato vita al Forum Liberale Europeo, network di fondazioni e centri studi liberali che fanno riferimento all'ELDR (l'organizzazione che raggruppa tutti i liberali europei).