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1857Nuova epigrafia funeraria, onoraria e varia. Dedica autografa dell'autore. Brossura editoriale cartacea, pp. 112, in 16°
1774Fasciculus Cum Explicatione Notarum, in Usum Joventutis. Opera molto interessante in quanto allega alla grande quantità di iscrizioni proposte un compendio di "explicatione" alle stesse. Trattasi di un vero e proprio dizionario esplicativo delle abbreviazioni, a volte indecifrabili, relativo alle iscrizioni proposte nel testo.Esemplare fresco, totalmente coevo, ampi margini Cartonato editoriale, pp. (1),16, 222, (1), in 16°
1869Dalla presentazione dell'opera: ".. .. ci parve di poter presentare un volumetto di epigrammi veramente eletti.. .. il fiore di quanti gl'Italiani possan vantarne.. .. " Esemplare totalmente coevo, mancante alle principali biblioteche italiane. Brossura cartacea, pp. 191, in 16°
1829Dedica autografa dell'autore, esemplare totalmente coevo, perfetto. Brossura editoriale cartacea, pp. 52, in 8°
1955Accademia di scienze, lettere e arti a Udine. Esemplare perfetto. Brossura editoriale, pp. 130, in 8°
1826Esemplare freschissimo e totalmente editoriale Brossura editoriale, pp. 22, 2, in 8°
In 8ø (cm. 24 x 17); pagg. 470; con numerose illustraz. n.t.; leggera carton. originale. VG.
1915In 4° (24,6x13,3 cm); 13, (7) pp. Brossura editoriale. Prima edizione, non comune, di questo studio del noto avvocato e letterato modenese (originario di Bomporto) Giuseppe Fregni dedicato ad un distico presenta a Bologna nelle vicinanze della chiesa di San Procolo. In fondo al volume una bibliografia delle opere di Giuseppe Fregni. Buono stato di conservazione.
1764In 4°; 24 pp. Prima edizione di questo scritto del noto scolopio, professore di logica, metafisica, etica e lettere all'Univ. di Pisa che fu studioso di filologia, epigrafia, numismatica e storia, Corsini Eduardo. L'autore ricoprì la carica di generale dell'ordine degli Scolopi. Originario di Fellicarolo di Fanano (MO), morì a Pisa. Dedica a Francesco degli Albizzi. Prima rara edizione di questo scritto dedicato all'Epistola de Burdigalensi" di Decimo Magno Ausonio. Senza brossura, a fogli sciolti ma in buono-ottimo stato di conservazione.
1830In 4° (27,5x21 cm); XII, (4), 128 pp. e 17 c. di tav. fuori testo. Legatura della prima metà del novecento in mezza tela con piatti foderati con carta marmorizzata. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione non comune di questa monografia dedicata al Museo Lapidario modenese che descrive dettagliatamente (una tavola riproduce il giardino interno del Palazzo dei Musei di Modena dove ancora oggi si trova il museo) i luoghi e la storia di ogni reperto esposto. Questa è la prima guida e la miglior mai pubblicata del Museo Lapidario istituito dal Duca Francesco IV d'Este solo due anni prima nel 1828. Malmusi, uomo di amplissima cultura e di poliedrici interessi, "godette della fiducia della corte estense che lo insignì di numerose cariche, tra cui quelle di assessore, di Presidente della Censura, e di direttore del Museo Lapidario Estense dal 1829. Dopo l'allontanamento del duca Francesco V e della corte estense fu Ministro dell'Interno durante la dittatura di Farini, vicepresidente del Consiglio Provinciale, presidente dell'Accademia di Scienze, Lettere e Arti, vicedirettore del Consorzio Agrario, vicepresidente della Deputazione di Storia Patria, presidente della Società d'incoraggiamento degli artisti." Bibl.: Lozzi 2803 cita lo stesso titoli ma con data 1870. Esemplare all'interno in ottime condizioni di conservazione.
1678In 4° (32,2×23 cm); (16 la prima carta bianca, poi occhietto e frontespizio), 338 (ma 334), (26) pp. e 5 c. di tav. fuori testo (antiporta figurata, ritratto dell’autore, monumento a Tito Livio, grande carta più volte ripiegata del territorio padovano e sempre ripiegata, la tavola con il Carrocio Padovano). Completo. Legatura coeva in piena pergamena rigida con dorso a tre nervi e titolo manoscritto al dorso. Antica scritta seicentesca al piatto anteriore “Doppio Compl.”. Testo entro cornice xilografica. Piccolo timbretto di antica appartenenza privata all’occhietto. Antica nota manoscritta di possesso alla prima carta bianca che identifica l’esemplare come appartenuto al celebre bibliofilo ed erudito originario di Adria ma a lungo canonico del Duomo di Treviso, Giuseppe Antonio Bocchi. Il volume, un duplicato, venne evidentemente venduto da Bocchi per integrare con altra opera la sua imponente collezione che sarebbe stata poi, alla sua morte, donata alla città di Treviso. Antico timbro ottocentesco al margine basso bianco dell’antiporta che identifica l’esemplare come appartenuto all’Antica Libreria Occhi di Luigi fu Gennaro Faval. Strappo senza perdita di carta ed ininfluente anticamente restaurato alla grande carta dell’”Agri Patavini” e nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione dalla carta pulita e frusciante. Tagli spruzzati in rosso. Numerose incisioni nel testo, magnifica quella più volte ripiegata del “Carrocio Padovano”. Testatine, finalini ed iniziali xilografici. Prima edizione e prima ed unica parte edita di questa basilare storia di Padova e del suo territorio, compilata dal celebre poeta, storico, filosofo ed archeologo padovano, Orsato Sertorio 1617-1678. L’autore fu elevato al rango di Cavaliere di San Marco nel 1652 sotto il dogado di Francesco Molin con privilegio dell’ 8 novembre dal Senato in premio alla sua opera “Monumenta Patavina, studio collecta, digesta, explicata suisque iconibus expressa” edita in Padova nel 1652. Pubblicherà nel 1669 il primo volume de “I Marmi Eruditi” integrato, dopo la sua morte, con un secondo volume a cura del nipote Giannantonio Orsato, monaco cassinense e nel 1679 la prima parte della sua monumentale storia di Padova, qui presentata. Nel 1670 fu nominato Professore “delle Metore” (Meteorologia) all’ Università di Padova. A lui si deve anche una nota orazione al Doge Giovanni I Corner. E’ nominato dal Senato della Serenissima nel privilegio quale “Di Padova. Nobile, Conte, Erudito e Storico”. La sua storia di Padova e del suo territorio, è considerata come una delle migliori mai scritte, oltre a rappresentare una fonte di grande importanza per la storia archeologica del territorio padovano. Rif. Bibl.: Brunet, IV, 240; Vinciana, 911; Buzzanca, 554: “L’opera è la sintesi monumentale dell’applicazione erudita dell’Orsato su Padova”.
17654° grande (297x220) ; pp.2 con vignetta in rame al f rontesp., antiporta con ritratto incisa in rame da Zaballi su disegno di Giusti, pp. XII fra cui la bella dedica, che appare come epigrafe su marmo, contornata da elementi archeologici, incisa da Carloni , 428 con 5 tavv. f. t. rip., 3 tav. a piena pag. in rame, 2 incisioni in rame a mezza pagina. Contiene alla fine "De veteri quodam Solari Horologio nuper invento Epistola". Legatura in cartonato editoriale con etichetta al dorso. Ottimo esemplare del tutto genuino con barbe, qualche lieve fioritura ed alcune pagg. un poco arrossate. Minimo sporco superficiale e piccola traccia d'alone al cartonato. Graesse, V, 9; Platneriana, 299.
1783In 4° (320x230);pagg. XVI, 418. Bella vignetta in rame al frontespizio, 2 tavole f.t. rip. alla fine. Testo delle epigrafi inquadrato da doppio filetto silografico accompagnato talvolta da bordurina, testatine e finalini in legno. Mezza pelle ottocentesca con angoli, titolo su tassello in oro al dorso, tagli a spruzzo. Prima edizione. L'opera riporta la trascrizione di centinaia di iscrizioni con relativo commento con centinaia di iscrizioni riprodotte nel testo. Bell'esemplare lievemente allentato a poche pagg. all'inizio, ampi margini e lievi saltuarie fioriture. Normali tracce d'uso alla legatura, sguardie rinnovate. Cicognara, 3137: "Tutte le opere di questo dottissimo autore possono riguardarsi come le più classiche istituzioni e i più perfetti modelli dello stile lapidario.
1950In folio, pp. 58, copertina editoriale. Al dorso, qualche piccola menda, ben riparata, e una minima mancanza nella parte superiore. I bordi della copertina e delle pagine del volume si presentano arrossate, a causa del tipo di carta utilizzato. Il codice di Hammurabi è una stele in diorite, di forma cilindrica, scoperta a Susa da una missione archeologica francese (1901-1902) guidata da Jacques de Morgan e conservata al Louvre. La stele, alta 2,25 m, reca alla sommità un bassorilievo che rappresenta Shamash, dio del Sole e dio della Giustizia, mentre riceve l'omaggio di Hammurabi. Il codice, redatto in accadico, è scolpito tutt'intorno al monumento lungo trentaquattro fasce orizzontali, in caratteri cuneiformi che si leggono dall'alto in basso. Il testo si divide in tre parti: il prologo, il corpus delle leggi e l'epilogo. Dettaglio: I. Prologus. II. Leges; Introductio. De incusatore, teste et iudice. 1. De iure proprietatis. a) De furto et rapina; b) De feudiis regis; c) De agris conducendis et damnis in eis ortis; d) De ortis; e) De domibus; f) De mercatore et negotiatore; g) De copa; h) De commendatis et mutuo datis. 2. De iure familiae. a) De calumniatore; b) De contractu matrimonii eiusque solubilitate; c) De proprietate uxoris; d) De sceleribus contra bonos mores; e) De sponsaliis; f) De iure hereditatis. 3. De iure talionis. a) De lege talionis proprie dicta; b) De chirurgo, veterinario, tonsore; c) De architecto domus; d) De mercede et manupretio; e) De servis. III. Epilogus. Il codice di Hammurabi è un'opera fondamentale per la conoscenza dell'antica civiltà mesopotamica e delle forme remote del diritto, anche se ritrovamenti più recenti ne hanno diminuito l'originalità, rivelandolo una vasta opera sintetica di tradizioni coeve e precedenti, piuttosto che innovatrice.
1932In-8°, pp. 20, copert. edit. Estratto.
1969In-4°, pp. 58, copert. edit.
1964In-4°, pp. 8, copert. edit. Con una tavola f. t. raffigurante la stele di Rosetta.
1953In-4°, pp. (4), 52, copert. edit. Il codice di Hammurabi è una stele in diorite, di forma cilindrica, scoperta a Susa da una missione archeologica francese (1901-1902) guidata da Jacques de Morgan e conservata al Louvre. La stele, alta 2,25 m, reca alla sommità un bassorilievo che rappresenta Shamash, dio del Sole e dio della Giustizia, mentre riceve l'omaggio di Hammurabi. Il codice, redatto in accadico, è scolpito tutt'intorno al monumento lungo trentaquattro fasce orizzontali, in caratteri cuneiformi che si leggono dall'alto in basso. Il testo si divide in tre parti: il prologo, il corpus delle leggi e l'epilogo. Il codice di Hammurabi è un'opera fondamentale per la conoscenza dell'antica civiltà mesopotamica e delle forme remote del diritto, anche se ritrovamenti più recenti ne hanno diminuito l'originalità, rivelandolo una vasta opera sintetica di tradizioni coeve e precedenti, piuttosto che innovatrice.
2016Passeggiare per Ferrara leggendo la storia attraverso la lettura di un centinaio di epigrafi. Questo l'originale intento di un libro "itinerante" che conduce il lettore in una delle città più belle d'Italia. Le origini medievali, le corti signorili, le università, il governo pontificio, il Settecento, il triennio giacobino, la Restaurazione, le organizzazioni rivoluzionarie, l'Unità d'Italia, le due guerre mondiali e la comunità ebraica. Un percorso che supera i confini della città per raccontare un mondo storico-culturale che ci appartiene, attraverso eventi, luoghi e personaggi, concludendosi con una interessante sezione di fotografie a colori. Autori: Rita Castaldi, Paola Marescalchi.
1975Un volume, cm 21,5 x 15,5; pp. XVI, 278, (2), (95 p. di tav. num.), 281-286, (1 p. di pianta non num.); 95 tav. in b/n; leg. in br. ed. con titoli al dorso e al piatto ant., ill. al piatto ant.; Catalogo della mostra tenuta a Roma al Museo Nazionale di Villa Giulia nel 1975, presentazione di Mario Moretti. Rif.: IT\ICCU\RLZ\0282149. Cond.: opera nuova, in perfette condizioni.
1960Un volume, cm 24 x 17; pp. 419; numerose ill. in b/n nel testo alcune più volte ripiegate; leg. in br. ed. con sovracoperta in carta lucida ill. a colori al piatto ant., con titoli al dorso e al piatto ant. in b/n. Rif.: IT\ICCU\RML\0117679. Cond.: opera in perfette condizioni.
1969Un volume, cm 25 x 17,5; pp. 377; 96 tav. f.t. in b/n; leg. in tela rossa con titoli in bianco al dorso e sovracoperta lucida illustrata a colori con titolo in bianco e testa di moro al dorso e al piatto ant.; opera appartenente alla collana della Biblioteca di Storia Patria - Serie l'Italia nei secoli. Rif.: IT\ICCU\RAV\0051918. Cond.: opera in perfette condizioni.
1988Un volume, cm 28 x 22; pp. XVI, 720, (3); numerosissime ill. nel testo in b/n e a colori; leg. ed. in tela col. sabbia, con titoli in col. marrone al dorso ed al piatto ant., sovracoperta in carta colorata a sfondo nocciola, illustrata ai piatti e al dorso, sguardie in carta marrone, custodia in cartone grigio; edizione fuori commercio, dono del Credito Italiano, appartenente alla collana Antica Madre, collana di studi sull'Italia antica a cura di Giovanni Pugliese Carratelli.Rif.: IT\ICCU\CFI\0094971. ISBN 88-11-88512-4. Cond.: opera praticamente nuova, in perfette condizioni.
1991Un volume, cm 28 x 22; pp. XIV, 703, (5); numerosissime ill. nel testo in b/n e a colori; leg. ed. in tela col. sabbia, con titoli in col. marrone al dorso ed al piatto ant., sovracoperta in carta colorata a sfondo azzurro, illustrata ai piatti e al dorso, sguardie in carta marrone, custodia in cartone grigio; edizione fuori commercio, dono del Credito Italiano, appartenente alla collana Antica Madre, collana di studi sull'Italia antica a cura di Giovanni Pugliese Carratelli. Rif.: IT\ICCU\RAV\0242362. ISBN 88-11-88513-2. Cond.: opera praticamente nuova, in perfette condizioni.
Un volume, cm 29 x 20,5; pp. 48; ill.: num. ill. e foto in b/n nel testo; leg. in br. ed. in cartone lucido bianco, con titolo in blu al piatto ant.; testo di riferimento e di studio di corsi universitari; l’anno di pubblicazione non è indicato; opera nuova, in perfette condizioni.