2018ill., br.
2015ill., br. Nell'immaginario collettivo, le SS rappresentano la più famigerata formazione militare della storia. Dalla sua nascita negli anni Venti del secolo scorso come guardia del corpo di Hitler composta da pochi elementi, il reparto si espanse rapidamente sino a un'organizzazione che comprendeva centinaia di migliaia di uomini, con un potente esercito (le Waffen-SS, SS combattenti) costituito da armate, corpi d'armata e quasi 40 divisioni, senza contare le unità minori autonome - e una componente politica e razziale (Allgemeine-SS, SS generiche). Le attività passavano dalle imprese eroiche a quelle orribili, dai successi offensivi e difensivi in battaglia sui fronti della Seconda guerra mondiale alla gestione dei campi di concentramento e sterminio, fornendo il personale necessario agli Einsatzgruppe (gruppo da Impiego speciale) colpevoli dell'omicidio di intere popolazioni. Documenta la storia completa delle SS a livello individuale, di unità e dell'intera organizzazione, fornendo un quadro generale prima delle complesse origini sociali e dell'espansione all'Interno della Germania nazista, poi della storia militare tra il 1939 e il 1945 e infine della traccia negativa lasciata dopo il termine della guerra. Chris McNab affronta anche temi come l'ideologia, il reclutamento, l'inserimento di personale straniero, l'addestramento, l'equipaggiamento.
2016br. "Niente cannibalismo e niente politica" era la frase che amava ripetere il federale Giuseppe Frediani, giunto alla guida della federazione fascista veronese nel maggio 1934. Un motto semplice, schiettamente fascista, che nella sostanza riassumeva i nuovi sistemi di gestione del partito voluti da Mussolini e da Achille Starace, tesi a eliminare ogni residuo di politica liberal-democratica che minacciava di riproporsi, nel sistema a partito unico, come "cannibalismo" e "lotta di fazione". La vicenda del Fascio scaligero, detto anche "Terzogenito" perché nato dopo quelli di Torino e di Genova, fu infatti caratterizzata dal "beghismo" e da lotte intestine al partito e prese corpo nelle piazze della città e della provincia veronese, uscite esangui dalla prima guerra mondiale per merito di uno sparuto gruppo di diciannovisti, fascisti della prima ora, che accolsero e imposero con la forza il verbo mussoliniano. Da lì gli eventi si dipanano passando attraverso la fascistizzazione della società e le dinamiche del consenso. Un consenso plasmato da una classe dirigente periferica rissosa, talvolta corrotta, spesso incapace e arrivista, che fece scempio delle fragili strutture dello Stato liberale.
2011ill., br. Nel corso degli anni Trenta un instancabile Mussolini percorre in lungo e in largo l'Italia inaugurando centinaia di opere architettoniche. È un attivismo progettuale che assegna un ruolo privilegiato alla città di Roma, dove non c'è opera importante di cui il duce non abbia visitato il cantiere o esaminato il progetto ma che dissemina tutto il paese di una miriade di simboli di pietra, icone del patto politico da lui stretto con il suo popolo. Nuovi e imponenti palazzi pubblici, accanto ai monumenti antichi e gloriosi, costituiscono lo scenario del più ambizioso progetto politico e antropologico mussoliniano: la creazione dell'uomo nuovo fascista, stirpe rinnovata di italiani guerrieri e costruttori. L'architettura diviene così simbolo dell'identità della nazione, efficace dispositivo capace di suggestionare le masse, inculcare i miti, modellare il carattere delle generazioni. Nata per durare, l'architettura mussoliniana si propone di tramandare ai posteri i valori della civiltà fascista allo scopo di ipotecare la costruzione dell'identità nazionale per le epoche che verranno.
2021br. L'uso politico dell'analogia storica è stato tra i principali strumenti utilizzati dal regime fascista per fabbricare e alimentare il consenso: attraverso una propaganda capillare, realizzata con la collaborazione del mondo della cultura e ricorrendo a tutti i mezzi di comunicazione dell'epoca, la storia, durante il Ventennio, contribuì a confermare la necessità della nascita del fascismo. La figura di Mussolini venne in questo modo innestata in una rappresentazione unitaria dell'intera vicenda italiana, di cui egli portava a compimento, perfezionandole, le tendenze più profonde. Il volume intende restituire la complessità di un fenomeno non solo culturale ma anche politico e identitario, le cui tracce sono giunte talvolta fino a noi.
2021br. Pubblicato per la prima volta in Francia nel 1938 con il titolo "Naissance du fascisme", a distanza dunque di più di ottanta anni dalla sua apparizione, questo libro non cessa di stupirci per la sua puntuale ricostruzione della nascita del fascismo e delle ragioni che ne permisero l'affermazione. Militante socialista dopo essere stato espulso dal Partito comunista alla fine degli anni Venti, Tasca era riparato a Parigi nel 1926. Lontano dall'Italia, per comporre l'opera si era affidato alle memorie personali e alle testimonianze degli esuli antifascisti come lui. Un materiale limitato che, tuttavia, diede origine alle pagine forse più avvincenti dal punto di vista narrativo, e più chiare nell'argomentazione storica, che siano state scritte sull'avvento del fascismo. Il libro narra degli eventi intercorsi tra il 1918 e il 1922, quattro anni destinati a cambiare la storia del nostro paese e del mondo, e ad approntare la barbarie poi naufragata nella tragedia della Seconda guerra mondiale. Quattro anni narrati attraverso una cronaca serrata, in cui le circostanze e i fatti decisivi si susseguono lasciando il lettore senza respiro: ecco dunque la «rivoluzione democratica del 1919», il movimento sorto nel primo dopoguerra con le rivendicazioni dei reduci, le proteste operaie e la richiesta di Costituente, un movimento per l'emancipazione sociale e civile del paese che non trovò alcuna espressione politica degna di questo nome; ecco il «biennio rosso», l'occupazione delle fabbriche, la fine dell'ondata rivoluzionaria e l'insorgere della violenza squadrista nelle stesse zone «rosse»; ecco, infine, la «Caporetto socialista» dell'estate del 1922, con la sconfitta definitiva del movimento operaio e la dilagante reazione fascista culminata poi nella marcia su Roma. Ciò che, tuttavia, colpisce di più in questo libro, ed è tuttora una imprescindibile lezione per la difesa della democrazia, è l'argomentazione delle ragioni sociali della sconfitta del movimento operaio e dell'avvento del fascismo. Le forze socialiste, non l'imbelle fronte liberale, avrebbero certamente potuto impedire la barbarie fascista se solo avessero fatto davvero propria l'affermazione di Marx per la quale una classe è davvero rivoluzionaria soltanto quando non è «una classe particolare, bensì la rappresentante dei bisogni generali della società». Durante tutta la crisi postbellica il socialismo, come rappresentante dei bisogni generali della società, fu del tutto assente, col risultato che, avendo la società «"orrore del vuoto", se lo si lascia sussistere troppo a lungo, le forze più selvagge, attratte e moltiplicate da esso, si affrettano a colmarlo». Prefazione di Ignazio Silone.
2020ill., ril. Il volume, corredato di un repertorio fotografico di ottanta immagini, esplora quattro sacrari di guerra costruiti durante il ventennio fascista: Monte Grappa, Redipuglia, Caporetto e Pocol. Condivisa tra i quattro sacrari è la dimensione territoriale che supera la differenza tra architettura, arte e paesaggio, caratterizzando i siti con rimodellazioni dell'orografia, forme astratte integrate con quelle naturali e percorsi pedonali da esperirsi nello svolgersi del tempo. Queste strategie progettuali li distinguono dagli altri sacrari di guerra del Ventennio, spesso impostati su forme architettoniche e scultoree derivate dagli stili storici. Li collocano in una dimensione modernista condivisa con altre esperienze delle avanguardie storiche del Novecento e li avvicinano all'Arte Ambientale che si sarebbe diffusa trent'anni dopo la loro realizzazione. Pur essendo impostati su una retorica celebrativa della guerra, questi sacrari in parte la superano aprendosi a un'intepretazione contemporanea per la loro capacità di rileggere i luoghi, di promuovere la partecipazione individuale all'evento storico e di far interagire manufatto e natura.
2018ill., br. Mussolini è vivo nel ricordo degli italiani, nelle librerie e in molti negozi di souvenir. Ma Mussolini è vivo anche nella memoria collettiva mondiale, che spesso non sa neppure di fare riferimento a lui. Il termine "fascista", da lui coniato e riferito alla sua persona, è onnipresente e serve a identificare tutto quanto può essere considerato di destra, autoritario e populista. Ma chi è stato Mussolini? Il despota spietato che resse l'Italia dal 1922 al 1945 con il pugno di ferro derubandola del suo futuro? Il modernizzatore che per il suo paese conquistò un impero innalzando l'Italia al rango di grande potenza? L'alleato più importante di Hitler, che lo considerava suo maestro e con lui mise il mondo a ferro e fuoco? Una marionetta, una vittima del Führer? Il dittatore carismatico, colui che ha costruito uno Stato totalitario di tipo nuovo, fondato sul consenso e sul più cupo, lucido terrore, che è servito da modello per molti altri autocrati?
2014brossura Una nuova storia. Un Terzo Reich che non persegue la soluzione finale. Un Adolf Hitler che riconosce gli eccessi e gli errori commessi, sopravvivendo a una guerra né persa né vinta. Un uomo, un caporale cresciuto nell'odio per il prossimo che, responsabilmente, rispetta i diversamente tedeschi e non nazionalsocialisti. Una via diversa e, possibilmente, positiva della storia della Germania, chiudendo, definitivamente, le porte del Tempio di Giano.
1974LIGUORI 1974 237 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO
ref. 13975755Paris: Editions France-Empire, 1978 in-8, broché, 485 pages, 16 pl. h.-t. Edition originale.
1942Broch?. 64 pages.
2009ref. 113389Luc Pire 2009 In-8 broché 24 cm sur 16. 319 pages. Couverture légèrement écornée, premier plat plié en pied, sinon, très bon état. Bon état d’occasion.
1945ref. 19238Liège, Soledi 1945 In-12. Broché, couverture illustrée, 100 pp. Exemplaire en bon état.
2004412.pp.geïll., 24cm.
2004ref. B64461Tielt, Lannoo 2004 412.pp.geïll., 24cm.
1944Mm 145x200 Collana "Moderni e modernissimi". Brossura editoriale di 197 pagine, sovraccoperta originale. Lievi segni del tempo e d'uso, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ref. 53308Gallimard 1973, 2 volumes in-8 brochés, couvertures noires illustrées à rabats, XVI-526 et 546 p. (plis de lecture aux dos, sinon très bon état) Première édition française ; cahier photos et notes dans chaque tome. Bien sûr, il y a eu d'autres ouvrages depuis celui-ci, à commencer par le travail monumental de Kershaw, mais cette biographie fouillée et bien écrite reste d'un grand intérêt.
1968In 8, cart. con sovracc., pp. 803, con numorosissime ill. in n. n.t.Sovracc., con strusciature al piatto post., tracce di sporco al dorso e piccoli strappetti, tracce di sporco ai tagli, gora al taglio inf., interno in ottime condizioni.Luogo di pubblicazione MilanoEditore De VecchiAnno pubblicazione 1968Materia/Argomento Storia, Nazismo, Gestapo
2014Mm 300x300 Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 256 pagine profusamente illustrate in nero e a colori. Copia in condizioni di nuovo - brand new in original shrink wrap. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2003ref. G73694Bruxelles, Centre d'études et de documentation 2003 113pp. avec ills., 24cm., dans la revue "Bulletin trimestriel de la fondation Auschwitz/Driemaandelijks tijdschrift van de Stichting Auschwitz" numéro spécial 78, br., bon état, G73694
1993In 8° br. edit. ill. con ali, pp. (4),406, prima ed. italiana, coll. " Nuove spiritualità" , ottimo esemplare ; isbn 9788871982458, (zc7) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (zc7)
2001429pp.geïll., 24cm., mooie staat, N73874