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1991OTTIME CONDIZIONI
1941tela edit. con fregi e titoli oro al piatto, leggermente abrasa
1965bross. edit. ill. con bandelle, lievi tracce d'uso in cop. e al dorso, alcune sottolineature a penna rossa
2017br. Ballerina, celebrata attrice di film di montagna, regista rivoluzionaria, straordinaria fotografa, Leni Riefenstahl (1902-2003) commise il grave errore di mettersi al servizio del nazismo. Nel 1932, l'incontro con Adolf Hitler cambiò il suo destino. Tra lei e il Führer fu un colpo di fulmine. Nel 1934, accettò di dirigere il film del Congresso del Partito Nazista a Norimberga, "Il trionfo della volontà" (Der Sieg des Glaubens), archetipo delle pellicole di propaganda, mentre due anni dopo firmò il film-documentario Olympia sui Giochi Olimpici di Berlino, che divenne un successo mondiale. Poi la fine della guerra e la caduta del Reich: Leni Riefenstahl sfuggì alla denazificazione, ma divenne oggetto di odio o, quantomeno, di sospetto. Tuttavia grandi registi quali Steven Spielberg e George Lucas hanno riconosciuto di averne subito l'influenza. Ma chi fu davvero «la regista del Führer»? Quanto fu consapevole degli orrori del nazismo? Quanto ne fu complice? E quale deve essere la relazione tra arte e politica, tra estetica e morale? Questa biografia ci restituisce la complessità di un'artista controversa, nella cui opera senso del bello e retorica del potere si combinano per dar vita a quel meccanismo perverso che è riuscito ad ammaliare una nazione e che ancora oggi esercita un fascino indecifrabile.
2021br. Il regime guidato da Benito Mussolini ha fatto largo uso delle immagini fin dai giorni successivi alla marcia su Roma, sfruttando appieno la loro capacità di coinvolgere, impressionare e cambiare non solo chi le produceva, ma anche e soprattutto chi le guardava. Il progetto di rivoluzione antropologica del fascismo - la creazione di un "uomo nuovo" - è lo sfondo del libro. Vi si ricostruisce un particolare campo di impiego del potere dei media visivi, quello delle mostre temporanee organizzate, negli anni tra le due guerre mondiali, sul territorio nazionale e all'estero. Il volume ne racconta la programmazione e la realizzazione - identificando gli artisti e gli architetti che vi hanno lavorato e decifrando i temi e i miti cui sono state dedicate -, senza tralasciare l'estetica delle sale e dei percorsi espositivi, documentata da un nutrito apparato iconografico. Ne emerge come la sperimentalità di questi allestimenti abbia inaugurato un nuovo modo di comunicare con il pubblico e promosso l'Italia all'avanguardia del design e della scenotecnica europei.
2020br. Sigla di «Opera Volontaria di Repressione Antifascista», «Organizzazione di Vigilanza e Repressione dell'Antifascismo», «Organo di Vigilanza dei Reati Antistatali», o forse più probabilmente frutto dell'associazione nella fertile mente del duce con piovra o con Ochrana (la polizia segreta zarista), il termine «Ovra» continua a esercitare un fascino sinistro. Ma all'interesse scandalistico non avevano corrisposto studi adeguati. Basato sull'analisi dei fondi versati all'Archivio centrale dello Stato dal ministero dell'Interno, opportunamente verificati con quante più fonti possibili, il libro di Franzinelli - apparso per la prima volta nel 1999 e ora arricchito di una nuova introduzione e dell'elenco dei confidenti della polizia politica fascista - è uno studio innovativo per almeno due aspetti. In primo luogo la considerazione dei margini di autonomia che mantenne la polizia politica ereditata dall'epoca liberale, per cui la storia dell'apparato e le vicende dei funzionari non si identificano e non si esauriscono col fascismo. Il centro della ricerca poi è costituito dall'analisi degli informatori della polizia politica, reclutati specialmente nei movimenti di sinistra, con storie individuali in cui gli itinerari esistenziali e i percorsi ideologici risultano stravolti dall'impatto col sistema investigativo repressivo.
2016br. "Questa riedizione del Mein Kampf ha un triplice significato. II rifiuto etico-intellettuale di ogni tabù e di qualunque forma di censura. La storicizzazione di un testo la cui lettura deve rappresentare un imperituro monito. La denuncia di rimozioni e mistificazioni all'ombra delle quali si vorrebbero legittimare disinvolti quanto pericolosi revisionismi storiografici. È opinione diffusa che il Mein Kampf hitleriano sia un libro dell'orrore. un compendio di farneticazioni. Si può continuare a ritenerlo tale, ma solo dopo averlo letto (e quasi nessuno, oggi, all'inizio del Terzo millennio, lo ha davvero Ietto), debitamente contestualizzato. e ben compreso nella sua autentica dimensione non già di causa bensì di effetto degenerativo della cultura occidentale".
2009brossura La ricerca, condotta negli archivi italiani e portoghesi, analizza le strategie adottate dal fascismo per favorire la deriva autoritaria portoghese e attirare nella propria sfera di influenza il regime di Salazar. Per agevolare il lettore italiano, il primo capitolo fornisce un quadro della situazione politica portoghese nell'epoca dei fascismi, in cui vengono ripercorse le tappe fondamentali dell'ascesa al potere del salazarismo e le caratteristiche assunte dal regime. Il lavoro si sofferma sull'azione di singoli agitatori politici, intellettuali e movimenti dottrinari portoghesi che fecero del fascismo il proprio punto di riferimento, per poi entrare nel cuore della relazione fra fascismo e salazarismo; ai primi, fallimentari approcci, seguì una più complessa e lungimirante strategia di esportazione dell'"idea" fascista, finalizzata a favorire la fascistizzazione dell'Estado Novo e a destabilizzarne i legami con la Gran Bretagna e la Francia. I principali strumenti di questa diplomazia parallela furono i rapporti tra le polizie politiche e la diplomazia culturale. L'azione degli emissari di Mussolini venne favorita da un partito informale filofascista presente all'interno dell'elite locale.
2019br. Il 25 aprile 1945 l'Italia volta pagina, lasciandosi alle spalle un ventennio di dittatura e la drammatica esperienza del conflitto mondiale. Dimenticare il passato, però, non è possibile o per lo meno non lo è per tutti. Coloro i quali hanno subito, direttamente o indirettamente, le violenze dei nazisti e dei fascisti esigono giustizia. Richiesta analoga giunge dal fronte antifascista. Comincia così un periodo di transizione durante il quale i governi che si succedono mettono in atto misure epurative finalizzate a sanzionare chi ha collaborato con l'occupante tedesco e chi ha concorso all'ascesa e al consolidamento della dittatura fascista. Ricorrendo allo studio ravvicinato di alcune vicende processuali e analizzando più in generale l'attività di molti tribunali impegnati nei procedimenti giudiziari in tutta la penisola, questo libro vuole gettare una nuova luce sull'epurazione che ha segnato i destini di molti italiani - migliaia furono infatti le persone coinvolte - e che ha condizionato nel breve, ma anche nel medio e lungo termine, la storia del Paese.
2013Scopo di questo lavoro è dimostrare l'unità di pensiero e intenti di comunisti e nazi-fascisti, dal punto di vista filosofico e politico-sociale. Siffatta parentela culturale e ideologica conduce i due indirizzi dottrinari, in genere considerati molto distanti tra loro, a una serie di posizioni molto simili, per non dire identiche: ad esempio, la polemica con il parlamentarismo, i partiti, l'elezione indiretta dei deputati, che essi vorrebbero votati direttamente per alzata di mano, l'attacco a qualsiasi politica riformista, sia essa socialista, social-democratica o liberale, le reprimende contro la "società dei contratti", ovvero, la società borghese e capitalista, da essi considerata troppo materialista e reificata, l'anti-semitismo ed il razzismo più aspri e violenti, a carattere religioso-culturale e biologico-razzista, la convinzione, da ultimo, che a una società, come quella borghese (gesellschaft), in cui si è determinato il crollo di tutti i valori, si debba sostituire una comunità (gemeinschaft), in cui primeggia l'uomo-dio, l'uomo-genere, il super-uomo. Ma siffatta consanguineità politico-speculativa ha radici molto più profonde e lontane di quanto non faccia pensare l'appartenenza al Novecento di questi due orientamenti dottrinari. Essa risale a posizioni filosofiche e metafisiche ben precise, che provengono non solo, come è ovvio, da Marx, Engels e Nietzsche, ma anche da Hegel, dai romantici e, in larga misura, da Kant. Autori: Paolo Bellinazzi.
2007br. Una della pagine più delicate della storia della Chiesa in età contemporanea viene svolta in un opera che ricostruisce le drammatiche vicende che portarono, con il fascismo al potere, allo scioglimento del partito popolare e all'esilio di Sturzo, e le inquadra nel contesto ben più ampio e complesso del delicato e discusso rapporto della Chiesa di Pio XI con il fascismo al potere. Anche sul piano cronologico l'opera va oltre i confini della vicenda del partito popolare e si estende fino al 1927, alla vigilia cioè della fase conclusiva della trattativa che porterà, nel febbraio del '29, agli accordi del Laterano tra la Santa Sede e il nuovo governo. L'opera si fonda non solo sulla preziosa e ricca documentazione contenuta negli archivi della "Civiltà Cattolica", ma anche sui documenti dell'Archivio Vaticano relativi al pontificato di Pio XI, ora finalmente aperti agli studiosi e che non escludono la responsabilità anche del Papa rispetto all'affermazione del fascismo. Questo volume consente di articolare il giudizio, di cogliere una evoluzione di sentimenti e pensieri, di distinguere fra posizioni, se non opposte, quanto meno diverse di fronte al fascismo all'interno della istituzione ecclesiastica.
2017br. Mu"ssolini diplomatico" costituisce una testimonianza della lotta al regime condotta da una delle figure di spicco dell'antifascismo: scritto da Gaetano Salvemini durante l'esilio, le copie, subito dopo la pubblicazione nel 1932, furono distrutte. Il volume, ristampato qui nella sua prima introvabile edizione italiana, offre al lettore un'acuta indagine sulla politica estera nel decennio 1922-32, svolta «in tempo reale», in prossimità degli eventi raccontati. Dando la parola al duce, ai suoi portavoce e alla stampa di regime, Salvemini fa emergere tutti i punti deboli di un'azione di governo sterile e vacua, se non pericolosa, imperniata sulla figura del dittatore. Mussolini, privo di un'adeguata conoscenza dei meccanismi della diplomazia, si avventura nello scenario dei rapporti internazionali rivelando la sua «inesperienza grossolana» e senza portare avanti un preciso piano di politica estera, per lo più improvvisando. L'unica linea coerente, che guida le varie e roboanti esternazioni, spesso in palese contraddizione tra loro, sembra essere quella di eccitare gli animi degli italiani, illudendoli con il vagheggiamento di imprese grandiose e di un destino imperiale della nazione. Un'analisi spietata e allo stesso tempo vivacissima, in cui, come scrive Mirko Grasso nell'introduzione, «emerge il Salvemini migliore il quale, anche in contesti culturali e politici difficili, dimostra di saper ricercare e passare al vaglio un'ampia messe di documenti, per elaborare un'interpretazione ancora oggi valida». Uno sguardo lucido, quello dello storico pugliese, che scorge fin da allora il baratro in cui l'Italia finirà di lì a qualche anno; queste le sue parole, profetiche, nelle ultime pagine del volume: «Ogni tentativo di armare le masse italiane per una guerra coll'estero precipiterebbe il paese nella guerra civile: la guerra - la guerra sul serio, e non la guerra a chiacchiere per uso interno - sarebbe la fine del fascismo». Le premesse sono già qui, nei primi dieci anni del potere di Mussolini.
2014brossura Il libro narra l'ascesa e il crollo del Terzo Reich da Norimberga a Norimberga, ovvero il lungo incubo che comincia da quella fatidica notte in cui si proclamò l'inizio del millennio nazista e termina nel settembre 1946 con il processo che avrebbe condannato a morte o alla carcerazione i superstiti criminali nazisti.
2009br. Questo libro parla del rapporto che intercorse tra Giovanni Gentile e il fascismo dal 1922, quando il filosofo fu nominato Ministro dell'Istruzione nel primo governo Mussolini, al 1944 quando venne ucciso dai partigiani. L'autrice discute le varie reazioni, in termini di sostegno o di critica, che l'opera e il pensiero gentiliani suscitarono nel mondo fascista, fra esponenti del partito e membri del governo, filosofi, storici e giuristi, giovani fascisti e docenti universitari. Alcuni videro in Gentile il principale teorico del fascismo, lo difesero dalle critiche che egli ricevette negli anni fra le due guerre e ne condivisero il progetto politico e culturale. Altri, invece, che consideravano la sua influenza sulla cultura italiana un pericolo per il regime, lo avversarono strenuamente.
2016br. La storia tedesca del dopoguerra non può essere rinchiusa nella leggenda dorata della ricostruzione, della nascita di una democrazia modello, del miracolo economico, del ritorno graduale nel gruppo delle grandi potenze, fino alla clamorosa riunificazione, nel 1990, con la parte orientale rimasta ostaggio del blocco sovietico. La realtà è molto più complessa e soprattutto più ambigua, in primo luogo perché i maggiori responsabili di questa strabiliante sequenza di eventi sono stati uomini del regime nazista, che hanno mantenuto potere e responsabilità. In questo libro sorprendente, e spesso inquietante, Alfred Wahl mostra i limiti della "denazificazione" avviata sotto l'autorità o il controllo degli Alleati durante il periodo di occupazione, durato fino al 1949. E soprattutto ricostruisce la politica del governo Adenauer, incentrata sulla clemenza verso gli ex nazisti (ritenuti per lo più ubbidienti conformisti) e favorevole alla loro presenza nelle nuove strutture politiche e amministrative, oltre che in quelle economiche e culturali. Questa sostanziale continuità della classe dirigente - che ha fatto parlare di una seconda vita del nazionalsocialismo - non ha smesso di pesare sul presente come mostrano processi, dibattiti e scandali che hanno scosso la società tedesca fino a oggi.
1999Informazioni bibliografiche Titolo: Giano. Pace, ambiente, problemi globali. (QUADRANTE JUGOSLAVIA) Rivista quadrimestrale interdisciplinare VOLUME 31, (GENNAIO-APRILE 1999) Direttore: Luigi Cortesi Editore: Napoli: Edizioni Scientifiche Italiane Descrizione fisica: 200 pagine; 24 cm Periodicità: quadrimestrale (1989-2007) Coordinamento: Anna Cotone Segreteria di redazione: Vincenzo Pugliano, Giacomo Cortesi Comitato Scientifico: Mario Alcaro, Daniele Archibugi, Riccardo Bellofiore, Luigi Bonanate, Giampaolo Calchi Novati, Marcello Cini, Sergio Dalmasso, Paolo Degli Espinosa, Luigi Ferrajoli, Roberto Fieschi, Domenico Gallo, Francesco Germinario, Giulio Girardi, Giancarlo Lannutti, Giuseppe Longo, Enzo Modugno, Luisa Morgantini, Ignazio Masulli, Andrea Panaccione, Antonio Parisella, Nico Perrone, Massimo Pivetti, Augusto Ponzio, Francesco Soverina, Enzo Tiezzi, Angelo Trento, Maria Turchetto, Aldo Visalberghi Soggetti: Balcani, Geopolitica, Relazioni Internazionali, Storia contemporanea, Riviste, Rassegne, Saggi, Comunismo, Crimini di guerra, Cronologia, Diritto internazionale, Fascismo, Fondamentalismo, Guerre, Guerra mondiale, Jugoslavia, Nato, Nazismo, Revisionismo storico, Balkans, Geopolitics, International Relations, Contemporary History, Magazines, Reviews, Essays, Communism, War Crimes, Chronology, International Law, Fascism, Fundamentalism, Wars, World War, Yugoslavia, NATO, Nazism, Historical Revisionism Parole e frasi comuni 25 aprile accordi di Dayton accordo aerei albanesi americana arabi Balcani base Belgrado Bobbio bombardamenti Bosnia civile comunità conflitto Consiglio di Sicurezza controllo Corriere della sera Costituzione crisi Croazia D'Alema Alleanza atlantica ONU Uck democrazia dichiarato diritti umani economica Enti Estero etnica europei fondamentalismo Ghalioun globale governo Gruppo di Contatto guerra del Golfo guerra fredda giusta Habibe Hobsbawm ideologica Indonesia indonesiana International Herald Tribune interventi Islam italiana jugoslava Jugoslavia KFOR kosovari Kosovo intervento Italia legittimità Losurdo Macedonia Madeleine Albright manifesto miliardi di lire militare militari Milosevic missioni Monde Diplomatique movimento musulmani nazionale nazista Nico Perrone obiettivi occidentali pacifismo paesi particolare Parties politica popolazione possibile presidente problema profughi Rambouillet regime Repubblica rischi Rugova ruolo Russia serbi di Bosnia sinistra skipetari Slovenia sociale storia storico strategia Suharto sviluppo totalitarismo umanitario Uniti Washington QUADRANTE JUGOSLAVIA Questo dossier LUIGI CORTESI, Usa, Nato, Eurasia: verso la terza guerra mondiale. NICOLA CUFARO PETRONI, ”Ingerenza umanitaria e ridefinizione dei rapporti di forza”. Cronologia d’una crisi decennale (n.c.p.) LILLO TESTASECCA, I giorni di Rambouillett. Una analisi delle trattative e della proposta di accordo DOMENICO DI FIORE, ”Divide et impera” negli scenari del Terzo Millennio PIERO MAESTRI, Il battesimo del fuoco della “Nato globale” ALDO BERNARDINI, L’abrogazione del diritto internazionale NICO PERRONE, Crimini di guerra. Il bersaglio jugoslavo e le responsabilità italiane ANDREA FERRARIO, L’Italia nei Balcani VITTORIO SARTOGO, La dimensione ambientale della guerra etica FEDERICA BODOYRA – ALESSANDRO ROSSI, Per una ricerca sui costi e i danni della guerra Interventi WALTER PERUZZI, Il pacifismo a una svolta CLAUDIO MOFFA, Riflessioni sulle categorie di “razza” e “differenza” AUGUSTO PONZIO, “La guerra è la pace” nella neolingua “umanitaria” ZOUHIR LOUASSINI, La crisi nella stampa araba Crisi e guerra in Jugoslavia: una bibliografia essenziale. A cura di Maria Colangelo AREE DI CRISI TOMMASSO GIOVACCHINI, L’Indonesia dopo Soharto: problemi aperti e scenari possibili NOTE CRITICHE STEFANO G. AZZARÀ, Il revisionismo storico e il bilancio del ’900 LESSICO< LILLO TESTASECCA, Ong (organizzazioni non governative) LIBRI Recensioni B: TIBI, Fondamentalismo religioso; B. GHALIOUN, Islam e islamismo (Cristiana Baldazzi) AA.VV., Nazismo, fascismo, comunismo (Domenico Di Fiore) R. BRENNER, Uneven Devolopment (1950 - 1998) (Michele Nobile) Segnalazioni A cura di Domenico Di Fiore, Pier Giovanni Donini, Michele Nobile, Mario Ronchi, Silvio Silvestri. Summaries
1998DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Sullo sfondo di un secolo tra i più tormentati, segnato da due guerre mondiali, dal sacrificio di piccoli e di grandi protagonisti, si staglia la eroica figura di padre Pio Ricciardelli, un singolare e spavaldo francescano irpino, nato a Montemarano nel 1908. Volontario in Grecia nel 1942 come Cappellano militare in forza al 26" Raggruppamento Genio di stanza a Megàlo vicino ad Atene consegnatosi ai tedeschi e internato nei lager nazisti, subito dopo l'armistizio dell'8 settembre del 1943, vaga nell'arcipelago dello sterminio, distinguendosi per coraggio e spirito di sacrificio. Thorn, Tschenstochau, odierna Czestochowa, Cholm, Deblin Irena, Ziegenhain / Bez, Kassel, campo minore di Buchenwald, sono solo alcun delle atroci stazioni di una Via Crucis, durata quasi tre anni. Rientrato in Italia, nel maggio del 1945, attraverso la frontiera del Brennero, torna di nuovo sui pulpiti con ardente fervore apostolico. Nel 1948, anno cruciale, in cui si misurano in un duro confronto elettorale due ideologie, tra loro alternative, padre Pio, che ha lottato contro gli orrori del nazismo, ora mette in guardia fedeli e semplici cittadini da emergenti lusinghe che si rifanno al bieco stalinismo. La storia gli darà ragione. Intanto nel pieno della maturità e dell'apostolato mentre continua la sua opera feconda, lo assale un male insidioso. E l'inizio di un calvario che comincia nel corso di una missione apostolica a Rutino nel Cilento e si conclude a Cava dei Tirreni: qui, nel maggio del 1949, lo coglie "sorella morte". Una vita intensa, raccontata con una trama narrativa tra cronaca e romanzo, che, partendo dall'infanzia a Montemarano, ci presenta l'avventura straordinaria di un grande francescano, da additare per fede e operosità come un ineguagliabile e moderno "Frate Coraggio". A cinquant'anni dalla morte del coraggioso e dinamico frate Pio Ricciardelli, questa rievocazione storico-documentaristica, arricchita da numerose e preziose foto d'epoca, rappresenta una insostituibile pista di indagine, per conoscere meglio e tramandare ai posteri la nobilissima figura del francescano montemaranese. La sua esistenza fu breve (nato nel 1908 a Montemarano, morì nel 1949), perché fu ghermito da un subdolo male, che lo portò alla tomba, quando era ancora pronto a donare alla collettività il prezioso contributo di amore, religiosità, di solidarietà, di cultura di quella testimonianza, che lo rese un francescano d'assalto per il suo ardore, per il suo carisma. Condusse con tenacia una lotta in favore di tali ideali superiori, i quali se da un versante lo riconducevano nell'alveo del disegno della Divina Provvidenza, dall'altro lo rendevano talmente presente nei suoi tempi, da farlo essere un costante punto di riferimento. Dall'altare, dalla cattedra, sul campo di battaglia testimoniò sempre e soprattutto una sconfinata fede in Dio ed un totale amore verso il prossimo. Quanti paesi attraversò come Cappellano militare in forza al XXVI Genio di Atene, allorché, consegnatosi ai Tedeschi, sperimentò insieme agli altri soldati la tristissima detenzione nei lager nazisti, ove la sua parola, il suo indomito esempio ed il suo coraggio arrecarono sollievo ai tanti internati da una dimensione umana degradante e rotta da sacrifici indicibili. E' qui che si erge a simbolo del fervore di una fede incrollabile la figura ieratica di Padre Pio Ricciardelli, il quale con opera infaticabile tenta in ogni maniera di raccordare l'uomo con Dio, unica ed ineliminabile possibilità di superare le afflizioni umane e gli atroci dolori materiali e morali, che incombevano sui prigionieri. Rientrato in Italia, riprese il suo ruolo di Apostolo del Vangelo. Non si contano le sue omelie, i suoi discorsi, i suoi incontri con intere comunità, durante i quali egli testimonia una vita intensa ed operosa sempre al servizio del Signore. Aldo De Francesco, con il prezioso apporto del Prof. Nicola Ricciardelli, nipote di Padre Pio, ha delineato con mano magistrale, accattivante e scorrevole discorso, con un'acribia penetrante senza pari la figura dell'umile e forte Frate. Ne ha inquadrato la personalità nel periodo storico tra i più tormentati del nostro Paese, quando in ogni settore servivano esempi eroici, Padre Pio fu esempio di eccelsa eroicità, tale da farlo indicare come un impareggiabile e moderno "Frate Coraggio". L'Autore, così, ha reso un servizio utilissimo alla storia ecclesiastica, a quella del Francescanesimo, alla storia sociale, alla storia della Pietà, che ebbe in Monsignor Giuseppe De Luca il teorizzatore sommo. Parlando del Beato Modestino di Gesù e Maria, Marco Corcione ha sostenuto in un suo scritto che può trovare ingresso nello metodologia della ricerca storica, per quanto attiene a Santi e devoti, una via meridionale alla Santità. Ebbene, sarà il fascino che promana dal nobile Francescano, sarà la narrazione coinvolgente del De Francesco, saranno le testimonianze del vescovo di Avellino, S. E. Mons. Antonio Forte, quella del Padre Faustino Cruso e quella certamente più toccante e più pregnante per il trasporto affettivo verso lo zio del Prof. Nicola Ricciardelli, al quale va senza dubbio alcuno il merito storico di aver ripreso il discorso su Padre Pio; saranno tutte queste occasioni ad indurci con sommessa umiltà a suggerire di investigare la figure del frate di Montemarano nel grande alveo della ricca fioritura della Santità meridionale, nella quale spiccano nomi eccelsi, quali quelli di Padre Pio da Pietrelcina, San Gerardo Maiella, Padre Ludovico da Casoria, definito il San Francesco del Mezzogiorno, Bartolo Longo, Padre Modestino di Gesù e Maria, Madre Cristina Brando, Suor Giulia Salzano, Suor Caterina Volpicelli, Padre Sossio Del Prete e tanti e tanti altri ancora, che aspettano in trepida attesa di ascendere alla Gloria degli Altari. Chiudiamo queste brevi e scarne note con una raccomandazione al Reverendissimo Postulatore Generale Francescano per le cause dei Santi, Padre Luca De Rosa, con l'auspicio che possa dedicare qualche attimo della sua preziosa attenzione anche al nostro Padre Pio Ricciardelli. L'autore. Giornalista e scrittore irpino, vive e opera a Napoli. È stato redattore del vecchio Roma poi viceredattore capo de Il Mattino, di cui è attualmente collaboratore. Vincitore di molti premi di giornalismo, rigoroso cultore della storia di Napoli e di tradizioni popolari, è anche appassionato pittore verista e vignettista del mensile Chiaia Magazine. Ha pubblicato: Ultime voci dall’epicentro, Il Ciliegio di Montemarano (1992), Paesi dell’anima (1995), Napoli Ultima Edizione (1996), Palazzo Salerno, la storia e i protagonisti (1997), Dal Convento ai lager e ritorno: la vita eroica di Padre Pio Ricciardelli (1998), I miei anni con Padre Pio (2002), Il Carnevale di Montemarano (2003), Bagno Elena in Posillipo dal 1840: due secoli di estati napoletane (2004). Per Iuppiter Edizioni ha pubblicato Piazza Napoli (2009), Il sindaco della Prima Repubblica (2010) e la raccolta di poesie dialettali Viento ‘e cimma (2011). Descrizione bibliografica Titolo: Dal convento ai lager e ritorno. La vita eroica di padre Pio Ricciardelli Autore: Aldo De Francesco Introduzione di: Padre Faustino Caruso Prefazione di: Monsignor Antonio Forte (Vescovo di Avellino) Editore: Napoli: Adriano Gallina, Dicembre 1998 Lunghezza: 145 pagine; 21 cm; illustrato in b/n ISBN: 8887350035, 9788887350036 Collana: Fuori Collana Soggetti: Biografie, Memorie, Esponenti religiosi e spirituali, Preti, Nazismo, Prigionieri, Deportati, Persecuzioni, Chiesa cattolica, Montemarano, Irpinia, Padre Pio Ricciardelli, Francescani, Frate Coraggio, Novecento, Anni Trenta, Storie vere, Missionari, Libri Vintage Fuori catalogo, Spiritualità, Porziuncola, Lager nazisti, Testimonianze, Ritorno, Odissea, Bibliografia, Fonti, Illustrazioni, Fotografie d'epoca, Eroismo, Apostolato, Omelie, Prigionieri, Seconda Guerra Mondiale, Deportazioni, Tedeschi, Religione, Fascismo, Localistica, Biographies, Memories, Religious and spiritual exponents, Priests, Nazism, Prisoners, Deported, Persecutions, Catholic Church, Franciscans, Friar Courage, Twentieth century, Thirties, True stories, Missionaries, Out of print books, Spirituality, Nazi camps, Testimonies, Return Odyssey, Bibliography, Sources, Illustrations, Vintage photographs, Heroism, Apostolate, Homilies, Prisoners, World War II, Deportations, Germans, Religion, Fascism, Localism, Campi di concentramento, Sterminio, Concentration camps, Extermination
1967DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. SOVRACCOPERTA SCOLORITA; LIEVI SEGNI DEL TEMPO; PAGINE IN OTTIMO STATO. PRIMA EDIZIONE. Informazioni bibliografiche Titolo: Gli incendiari; Il nibbio rosso Titolo originale dell'opera: Die Brandstifter, Der rote Milan: Roman Collana: Volume 21 di Nuovi scrittori stranieri Autore: Peter Faecke (1940/2014) Traduzione di: Amina Pandolfi Editore: Milano: Arnoldo Mondadori, 1967 Lunghezza: 360 pagine; 21 cm Soggetti: Letteratura, Narrativa tedesca, Storia, Storiografia, Germania, Novecento, Hans Magnus Enzensberger, Nazismo, Punizione, Padri, Rifiuto, Fuoco, Segheria, Wehrmacht, Razzismo, Filastrocche, Adolescenza, Formazione, Romanzi, Libri rari, Vintage, Anni sessanta, Literatur, Deutsch, Drammaturgia, Romanzi storici, The firebugs, Literature, German Fiction, History, Historiography, Germany, Twentieth Century, Nazism, Punishment, Fathers, Rejection, Fire, Sawmill, Racism, Nursery, Adolescence, Education, Novels, Rare Books, Vintage, Sixties, Dramaturgy, Historical novels
Torino, Giulio Einaudi Editore, 1988. Prefazione di Natalia Ginzburg. Apparato didattico a cura di Carlo Minoia e Daria Carenzi. In 16mo (cm. 18,5); brossura originale illustrata, con titoli al piatto e al dorso; pp. 341, (3). Al piatto anteriore: una pagina del diario di Anna Frank. Buono stato di conservazione. PAx
1938Roma, Ulpiano, (1938) 8vo cop. ill. col. (ritratto di Hitler) pp. 32 con num. ill.
1984ref. 779921984 Paris, Clmann-Lévy, 1984, in 8° broché, 281 pages ; illustrations hors-texte ; couverture illustrée.
1940In-4° (cm. 30x23,2), pp. 24 totalmente illustrate con 50 foto seppia (e 1 cartina del percorso) grandi e piccole impaginate con disegnini (ed emblemi "patriottici") e didascalie. Emergono i "valori" di sfacciata propaganda del governo fantoccio creato dai nazisti che fin dall'aprile avevano occupato gran parte della Francia e che imperversò per anni ; "serment de la Légion, la jeune armée de l'Armistice, feriti, pacchi ai prigionieri, Croix Rouge" ecc. Quanto umanitarismo di facciata ! E lo facevano pagare 3 franchi. Buon es.
Roma A.N.E.I. 1979. In 4°; pp.128, con numerose ill. a col. nt. Leg. t. tela edit. con tit. in oro al piatto e al ds.
1981Volume in -8 (18,5 x 26 cm.), elegante legatura similpelle verde con scritta al dorso, sopracopertina con ill. a colori sul piatto, pp. 318 com molte ill. fotogr. in b.n. a p.pagina. In ottime condizioni. PRIMA EDIZIONE: luglio 1981.
Milano, Ferro Edizioni, 1968. Traduzione dal tedesco di Giulio Strada. Volume N. 10 appartenente alla Collana a cura di Desiderio Gatti e Dindi Nissim: Biblioteca aperta. In 8vo (cm. 21); copertina originale illustrata, con titoli al piatto e al dorso; pp. 380, (4). Tracce di colla di scotch alla prima e alla terzultima pagina. PAx