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ref. QWA-21422Editions Défense de la France,1946, pet. in-4 cartonnage rouge (21 x 27), 217 p.,1ère édition, coll. "Défense de l'Homme", photos n. et b., carte dépliante coul. des camps, prisons et kommandos de déportés politiques, très bon état.
In 16° gr., copertina in brossura edit. ill. con fotografia di Hitler, pp. 126(2). Buon esemplare.
19294 fascicoli in8° (cm. 24,4x17,4), ogni fasc. pp. 96 + 4 TAVOLE a COLORI fuori testo in carta patinata. (opere di pittori o decotratrori nazionalisti, vedute alpine, vetrate, animali, interni). Fascicoli con pesanti segni del tempo all'esterno (piatti leceri ai bordi e staccati, dorsi rotti e allentati, ma buoni allinterno DA RESTAURARE. Mensile di cultura, protestante nazionalista e conservatore, uno dei più forti oppositori al sistema di Weimar; fondato nel 1898, nel 129 fu diretto da uno dei primissimi Nazionalsocialisti, Friedrich Castelle e poi dal radicalizzato Walther, membro delle Lega Militante Nazista per la Cultura Germanica. Segnaliamo, perchè tipico dell'orientamento preludente al Nazismo: Emil SCHOTT, "Der Ruf nach dem FÜHRER" (nel fasc. 5 del 1930). Il lotto dei 4 fascicoli, così come sono
1988ref. UUI-12506Brochure agrafée de format in-8, Éditions Arès, 1988, non paginée (40 pp. environ). Un peu frottée, bon état général, bon exemplaire de ce titre peu courant. Poids 100 g. Envoi lettre verte. Frais d'envoi 4 euros sur la France, 8,75 euros pour l étranger (tarifs de base hors envois suivis). Possibilité de remise en mains propres sur Paris, possibilité d envoi MONDIAL RELAY, n hésitez pas à me contacter avant de passer commande. Twitter : @Pontneuf06.
1938ref. Hi32416 cm X 23,4 cm, 200 pp, reliure cartonnée. Signet. Livre en allemand.
1988ref. 115252Stadtarchiv Leverkusen, 1988, gr. in-8°, 729 pp, 36 photos, notes, tableaux, un plan dépliant de Leverkusen Opladen en 1940 in fine, reliure éditeur, jaquette, bon état. Texte en allemand
ref. 149622Editions Du Carrefour S.L. 1934 In-8 ( 240 X 160 mm ) de 363 pages, broché sous couverture illustrée en couleurs. Edition originale. Bon exemplaire.
ref. 277114Editions Du Carrefour S.L. 1934 In-8 ( 240 X 160 mm ) de 363 pages, broché sous couverture illustrée en couleurs. Edition originale. Bon exemplaire.
1954ref. 72671954 Hachette, Paris, 1954. Un fort volume in-8 broché, couverture blanche illustrée, 511 pages. Pliures au dos, néanmoins bon état.
1947Dir. Emmanuel MOUNIER. In-8° (cm. 22,9x14,2), br. ed., parz. allentato, mende al dorso, scollato dall'interno. 1) Sui LAGER: pp. 20 (da. 685 a p. 205). Sconvolgenti riflessioni etico-politiche sui deportati COMUNISTI che nei LAGER finsero di collaborare coi nazisti allo scopo di diminuire il numero dei morti, ma dovettero prendersi la responsabilità di decidere chi doveva sopravvivere e spesso privilegiarono le persone più funzionali alla loro ideologia. 2) Sulla RESISTENZA: 11 pp. Il problema dei crimini di coloro che si aggregarono subito dopo la guerra e non furono neutralizzati. INOLTRE: un corposo importante Dossier editoriale sulla GIUSTIZIA POLITICA. Il fascicolo parla anche di unità d'insegnamento, di SURREALISMO e libertà, Dada, LETTRISME, MAGIA. Importante fasc. dopoguerra della prestigiosa rivista del grande filosofo MOUNIER, che difende la persona contro materialismi, fascismi e totalitarismi d'ogni colore.
Gr. In-8, 276p. Enquete sur les SS Lebensborn. Avec un cahier photographique en fin de volume.
2010br. La disfatta sovietica di fronte all'avanzata tedesca nell'estate del 1941 è solitamente fatta risalire alla disaffezione dei cittadini sovietici nei confronti di Stalin, del cui regime terroristico erano stati le vittime negli anni Trenta. Similmente, i nazisti non avrebbero faticato a trovare collaboratori in Ucraina, che era stata oggetto di un pesante sfruttamento economico e di una politica di russificazione. Anche a causa dell'alleanza fra l'Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini con i nazisti, lo stereotipo dell'ucraino "volenteroso carnefice di Hitler" ha goduto di grande fortuna. Questo volume analizza l'amministrazione nazista nel Generalbezirk Dnjepropetrowsk, la regione più orientale sottoposta all'amministrazione civile nazista, e dimostra come i collaboratori non vennero dalle fila dei perseguitati dello stalinismo, ma da quegli stessi quadri dirigenti che con il regime sovietico avevano fatto carriera e che erano passati dalla parte dei tedeschi, quando vi avevano intravisto una possibilità di migliore sopravvivenza.
2005ill., br. Un alone di mistero circonda da sempre i fatti accaduti nelle poche, terribili, convulse ore di Dongo. A distanza di anni nessun enigma è stato risolto tranne, forse, grazie a questa indagine di Luciano Canfora, la presenza di Goffredo Coppola (filologo valente della prima metà del Novecento) nella colonna Mussolini e quindi davanti al plotone d'esecuzione. La fine di Coppola è per Canfora l'inizio di una storia ripercorsa a ritroso in cui entrano in scena i protagonisti della vicenda - "mostri sacri" dell'accademia italiana fra le due guerre, da Pasquali a Vitelli, fino alla figura misconosciuta di Medea Norsa - che ruota attorno alla scoperta di un papiro greco di enorme importanza.
2022br. Dai primissimi anni del Novecento, il cinema e la fotografia divennero tra i mezzi più popolari per rappresentare le terre d'oltremare nei centri metropolitani. "Vedere l'impero" ricostruisce organicamente l'intreccio tra storia dell'espansionismo, politiche culturali e rappresentazioni fotocinematografiche delle colonie italiane, focalizzandosi sulla produzione dell'Istituto Luce ma abbracciando vicende e immagini prodotte prima, durante e dopo il ventennio fascista. Le fascinazioni esotiche dei primi filmati "dal vero" girati in Africa, i resoconti sulle esplorazioni scientifiche, la propaganda del regime e infine le rappresentazioni della fine dell'impero ci racconteranno di incontri e scontri tra culture, ma anche di contenuti parziali e razzisti. La mole di documenti analizzati e l'originalità delle riflessioni rendono il saggio un riferimento per riflettere sull'asservimento delle idee e delle immagini alla necessità di definire un'alterità funzionale alla costruzione dell'identità nazionale.
2022br. Dai primissimi anni del Novecento, il cinema e la fotografia divennero tra i mezzi più popolari per rappresentare le terre d'oltremare nei centri metropolitani. "Vedere l'impero" ricostruisce organicamente l'intreccio tra storia dell'espansionismo, politiche culturali e rappresentazioni fotocinematografiche delle colonie italiane, focalizzandosi sulla produzione dell'Istituto Luce ma abbracciando vicende e immagini prodotte prima, durante e dopo il ventennio fascista. Le fascinazioni esotiche dei primi filmati "dal vero" girati in Africa, i resoconti sulle esplorazioni scientifiche, la propaganda del regime e infine le rappresentazioni della fine dell'impero ci racconteranno di incontri e scontri tra culture, ma anche di contenuti parziali e razzisti. La mole di documenti analizzati e l'originalità delle riflessioni rendono il saggio un riferimento per riflettere sull'asservimento delle idee e delle immagini alla necessità di definire un'alterità funzionale alla costruzione dell'identità nazionale.
2022br. Tra la fine del fascismo e l'inizio della Repubblica molti magistrati furono sottoposti al giudizio delle Commissioni di epurazione antifascista per valutare se fossero adeguati a servire le nuove istituzioni democratiche. In primo piano i giudici maggiormente compromessi con il regime, posti a capo dell'ordine giudiziario, nel Tribunale speciale per la difesa dello Stato o nel Tribunale della razza, ovvero nella Repubblica sociale italiana. Gli stessi magistrati, passati per lo più indenni dai farraginosi meccanismi epurativi, si ritrovano dopo poco tempo ai vertici della Corte di cassazione, delle Corti d'appello, o con importanti incarichi ministeriali, o addirittura nella Corte costituzionale, avendo di fatto stilato un vantaggioso compromesso con i nuovi governanti. Un affresco ricco di particolari, da cui emerge come i conti con il passato fascista non furono mai veramente compiuti nella Repubblica, che partì gravata da una pesante eredità autoritaria, destinata a produrre i suoi effetti sino agli anni Sessanta.
2022br. È difficile, oggi, comprendere i motivi profondi che hanno indotto uno dei paesi più civili d'Europa a realizzare un piano di assalto al potere mondiale di criminale entità, e di perpetrare uno sterminio di esseri umani fino a provocare la morte di non meno di sessanta milioni di persone, la semidistruzione di un continente, e la quasi cancellazione dell'etnia ebraica in Europa. Eppure, non più di ottant'anni fa, questo è accaduto a causa della Germania nazista voluta da Adolf Hitler. La Germania nazista, tuttavia, non è il frutto di una psicopatologia sorta misteriosamente alla fine della Grande Guerra: è, al contrario, il prodotto di un distillato tossico sintetizzato nei laboratori culturali della Germania prussianizzata a partire da inizio Ottocento da uomini di cultura quali Jahn, Fichte, Wagner, Chamberlein, Gobineau e infine Hitler, Goebbels e Rosenberg, che tale distillato inoculeranno nel sangue di un intero popolo, portandolo a rendere possibili i più giganteschi sacrifici umani della storia. Pubblicato nel 1941, quando gli Stati Uniti entrano in guerra, questo studio analizza con rigorosa coerenza il cammino della Kultur germanica in opposizione al concetto di Civiltà occidentale, mettendo in rilievo il diagramma del pensiero politico tedesco a partire da Jahn sino a Rosenberg, con particolare attenzione alla filosofia teutonico-mistica di Richard Wagner, che dell'antisemitismo e del nazismo è stato tra i massimi sostenitori.
1936bross. edit., segni di scotch alla prima e ultima pag. bianca, tracce d'uso in cop.
1973trad. di Franco Moccia tela edit. con sovrac. ill., lievi bruniture ai tagli
1951bross. edit., brunitura al dorso, minime rotture alle unghiature
1946In 8°. Pagine 270. Brossura editoriale figurata. Tracce d'uso, lievi macchie e bruniture. Stato di conservazione complessivamente buono. Alcune foto e riproduzione di documenti all'interno. Amedeo Strazzera Perniciani fu presidente della Commissione Visitatrice e di assistenza ai carcerati nel periodo terribile dell'occupazione tedesca di Roma ed in questa sua veste si adoperò per salvare i detenuti, soprattutto politici ed ebrei, dalla morte o dalla deportazione, utilizzando tutti i mezzi e le strategie possibili. Prima rara edizione.
Firenze, G. Beltrami, 1936, in-8 piccolo, legatura editoriale in cartoncino, pp. 102, [2]. Collana Quaderni del C.A.U.R., n. 1. Ottimo esemplare.
1942ref. GIT21Paris Flammarion 1942. In-16 broché 255pp. Illustré de tableaux comparatifs et 1 carte à pleine page.
2002brossura Questo lavoro intende fornire un contributo allo studio di una delle più importanti operazioni politico-culturali attuate nell'Italia interbellica. Proponendo una dettagliata ricostruzione dell'incessante opera di divulgazione della figura muliebre svolta dal Pnf, viene compiuta una rivisitazione della storiografia relativa agli strumenti e ai modi con cui i fascisti cercarono di mobilitare le donne in favore del partito e della nazione, focalizzando l'attenzione soprattutto sulle esponenti dei ceti medi che aderirono al Fasci femminili.
2012Su Adolf Hitler sono stati scritti innumerevoli libri. Anni fa, quando la CBS annunciò di voler produrre un film sugli anni della sua gioventù, si sollevò un coro di proteste quasi unanime, riassumibili nella domanda: "Sappiamo chi è e sappiamo che cosa ha combinato, cos'altro c'è da sapere?". Frederic Spotts apre su Hitler e il Terzo Reich una prospettiva del tutto inedita, offrendoci una sorprendente rivisitazione degli obiettivi del Fuhrer e della grande macchina che allestì intorno a sé. Raramente si è parlato del ruolo della cultura nella sua visione di un Superstato ariano, dove invece aveva un'importanza fondamentale: non era il fine a cui doveva aspirare il potere, ma addirittura il mezzo per conquistarlo. Dagli spettacolari raduni di partito a Norimberga alle imponenti opere architettoniche, dai festival musicali e il travagliato rapporto con Wagner alle politiche di epurazione, dai suoi stessi acquerelli al sogno di aprire un'enorme galleria d'arte a Linz: così l'artista mancato riuscì a esprimere il proprio talento ipnotizzando la Germania e gran parte dell'Europa. Una volta finito il conflitto, poi, l'unico nemico che Hitler non avrebbe imprigionato ma "lasciato comodamente vivere in una fortezza, con la possibilità di scrivere le sue memorie e di dipingere", sarebbe stato Winston Churchill, ovvero l'ufficiale britannico che durante la Prima guerra mondiale ritraeva le rovine di un villaggio mentre il Fuhrer, sulla sponda opposta del fiume, immortalava una chiesa. Autori: Frederic Spotts. Traduttori: Ester Borgese.