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1944Un volume (18,5 cm) di 351 pagine. Traduzione dall'inglese e note di Pietro Bullio. Legatura non editoriale in tutta tela verde con titolo dorato al dorso. Ottime condizioni. Otto Strasser fu il più famoso esponente del nazionalsocialismo di sinistra nei primi anni del partito di Hitler, ma le sue posizioni anticapitalistiche e a favore dell'alleanza con i comunisti e l'Urss portarono alla rottura con Hitler nel 1931 e alla formazione del clandestino Fronte Nero. Ricercato dai nazisti, Strasser riuscì a nascondersi in Canada.
1980bross. edit. ill. con bandelle, lievi tracce d'uso in cop., residuo di etichetta in quarta di cop. - prima edizione - illustrazioni in b.n. nel testo
1940Berlin, Volk und Reich Verlag, 1940, 8vo quadrato brossura, copertina illustrata, pp. 118 completamente illustrato da foto in nero. Non comune e molto interessante.
1961in testa all'occhietto.: Comitato di storia del movimento di Resistenza cecoslovacco - prima edizione - trad. di Luigi Lucia, Sylva Pavlikova - cartine nel testo, illustrazioni in b.n. fuori testo
2010trad. di Gerhar Kuck in tedesco cartone edit. ill., cartine a colori alle sguardie
1946in testa al front.: Centre de Documentation Juive Contemporaine - bross. edit. con titoli - prima edizione - volume in lingua francese - alcuni facsimile nel testo
1991tela edit. con titoli al dorso e sovrac. ill., minime tracce d'uso alla sovrac. - prima edizione - illustrazioni in b.n. nel testo
1991bross. edit. ill., lievi abrasioni in cop. - illustrazioni in b.n. fuori testo
1992bross. edit. ill., lievi tracce d'uso in cop., residuo di etichetta in quarta di cop. - con dedica autografa dell'autore - prima edizione - illustrazioni in b.n. fuori testo
1943bross. edit. ill. spillata, pp. 48, dorso muto, piccole rotture al dorso piccole mancanze alla copertina cartacea originale, macchie e bruniture
1952bross. edit. con titoli a due colori, piccole rotture e tracce d'uso in cop., dorso muto - con dedica dell'autore
1999in 16°, bross. edit. ill. - prima edizione
1977in sovrac.: Mafia e fascismo Il prefetto Mori in Sicilia - bross. edit. con sovrac. ill., lievi tracce d'uso alla sovrac., leggere fioriture - prima edizione
2003CM. 13X21, PP. 973 LEGATO IN CARTONCINO MORBIDO ILL.TO. NUOVO
2011ill., br. Negli ultimi anni i rapporti che legano l'Italia alla Libia sono stati spesso al centro di dibattiti e polemiche. Questo libro - che esce a cento anni di distanza dallo scoppio della guerra italo-turca (1911), primo atto del sogno nazionalista italiano di ottenere "un posto al sole", e a sessanta dalla dichiarazione di indipendenza del paese nordafricano (1951) - rappresenta dunque l'occasione per ripercorrere un capitolo fondamentale dei rapporti fra i due paesi: la drammatica vicenda della conquista coloniale della Cirenaica, destinata dal governo fascista a essere popolata da agricoltori italiani.
2021br. Tra i lasciti maggiori della politica novecentesca vi è l'idea di sinistra e destra come orizzonti inequivocabilmente contrapposti. Oggi questa eredità è considerata da molti non più attuale, resa parziale e anacronistica dall'affermarsi di soggetti politici che rifiutano di definirsi rispetto alla coppia sinistra/destra. Anche nel Novecento la sinistra e la destra sono stati campi tutt'altro che blindati: ricorrenti in particolare i passaggi dal "rosso" del socialismo al nazionalismo e poi al "nero" del fascismo. Passaggi spesso banalizzati secondo l'etichetta del "voltagabbana" (uno su tutti: Mussolini), ma dettati da riflessioni e sensibilità ? la "scoperta" della nazione, la ricerca di una via intermedia tra socialismo e capitalismo, l'antisemitismo, l'anticomunismo ? che segnano linee di continuità tra il prima e il dopo di ogni passaggio. Questo libro ripercorre le ondate principali dei passaggi dal rosso al nero: dai socialisti francesi di fine Ottocento che aderirono al boulangismo, ai sindacalisti rivoluzionari di inizio Novecento che in Francia e in Italia si avvicinarono al nazionalismo e poi al fascismo, ai socialisti francesi che negli anni '30 teorizzarono il "socialismo nazionale" e dopo il 1940 nella Francia sotto controllo tedesco sconfinarono nel collaborazionismo e nel filonazismo, fino ai socialisti italiani che all'indomani del crollo della prima Repubblica confluirono nella destra di Berlusconi alleata dei "postfascisti". Epicentri dei passaggi dal rosso al nero sono state la Francia e l'Italia: perché qui si è affermata al passaggio tra Ottocento e Novecento una inedita destra rivoluzionaria che agiva sullo stesso terreno simbolico e sociale della sinistra muovendole una temibile concorrenza, e perché qui sono stati maggiori il peso e l'influenza di una figura sociale, l'intellettuale "engagé", che di tali passaggi sarà indiscusso protagonista. Ognuno dei casi raccontati è nelle sue dinamiche largamente individuale, tutti in varia misura appartengono a uno stesso tema generale per lungo tempo trascurato o rimosso: quello dei vasi comunicanti tra la sinistra e la destra del Novecento.
2009ril. Il libro mette a confronto le organizzazioni paramilitari del fascismo e del nazismo, fotografate nel momento di massima ascesa, antecedente alla presa del potere dei due movimenti: il 1921-22 per le "squadre d'azione" fasciste, il 1929-32 per le SA, "le camicie brune" naziste. Ciò che ne risulta è il quadro di due organizzazioni che vivevano e si rafforzavano nell'azione, e questa azione era la violenza, che trovava in sé la propria giustificazione. Di straordinario interesse risulta lo studio della composizione delle squadre: chi erano infine gli squadristi, qual era la loro estrazione sociale, a quale fascia d'età appartenevano? E come si strutturavano le squadre, cosa le teneva insieme, come si esplicava la loro azione e quali erano i loro ideali?
2006ill., br. Il libro esamina i rapporti fra esoterismo e fascismo attraverso 35 saggi di 25 autori diversi e con il supporto di immagini e documenti rari e inediti, al di là di ogni sensazionalismo e fantasticheria ma in base a ricerche d'archivio secondo un metodo storico-scientifico e di analisi deduttiva. Non è esistito un "esoterismo fascista" né un "fascismo esoterico", cioé una componente del fascismo che si basasse su conoscenze di questo tipo come avvenne invece per il nazismo, ma vi fu sicuramente un complesso rapporto fra alcuni ambienti e singole personalità che avevano interessi spiritualisti, occulti, esoterici, magici e il regime fascista, che operarono accanto a esso o anche al suo interno. Di questa poco indagata situazione si occupa il volume curato da Gianfranco de Turris che esce dopo un lavoro di oltre tre anni: per la prima volta un gruppo di specialisti esamina complessivamente i collegamenti tra massoneria, teosofia, antroposofia, neopaganesimo, tradizione italica e fascismo, tracciando anche i ritratti di personalità importanti e a torto considerate minori come Arturo Reghini, Julius Evola, Aniceto Del Massa, Massimo Scaligero, Guido De Giorgio, Roberto Assagioli, il duca Colonna di Cesarò.
1946Prima edizione. In 8°; pp. 218 con alcune illustrazioni in nero nel testo; copertina artigianale in mezza tela con fergi e titolo oro al dorso. CONDIZIONI MOLTO BUONE (lievi tracce d'uso; consueto ingiallimento delle pagine dovuto alla qualità della carta), non conservata la copertina originale.
1950pp. XVI, 216 con alcune ill. in b/n Seconda ediz. di quest'opera in cui il Guareschi racconta i suoi due anni di prigionia in Germania. Lunga dedica all'occhiello.
1970Vol. due in-8° di pp. 304 con 16 tav. f.t. una con abrasione; pp. 402, bross. edit. illustrate. I due vol. si vendono uniti.
2020br. Dall'agosto del 1942 all'aprile del 1945 la Siemens & Halske ha posseduto un centro di produzione adiacente al campo di concentramento femminile di Ravensbrück, nel quale 2300 internate furono costrette al lavoro forzato. Nel volume sono raccolti i ricordi e le testimonianze di queste donne provenienti da quindici diverse nazioni, che sopravvissero all'internamento e al campo di lavoro. Il libro offre un bilancio delle condizioni di vita delle recluse attraverso una polifonia della memoria che si fonda su testimonianze, lettere, resoconti, diari, interviste, questionari, memoriali, autobiografie e disegni delle internate. Da questi materiali emerge una rappresentazione corale dell'orrore che, supportata da fonti storiche, documenta il funzionamento del sistema del lavoro forzato nei capannoni della Siemens & Halke, contestualizzandolo nella produzione bellica e nel sistema economico hitleriano. La sinergia fra documenti, ricordi delle internate e immagini racconta la violenza del sistema concentrazionario e, al contempo, la solidarietà fra le prigioniere e le forme di sopravvivenza e di resistenza che misero in essere, come il sabotaggio della produzione e la realizzazione di oggetti di uso quotidiano per sopravvivere alle condizioni di vita estreme nel campo.