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2015br. Forse Frank Lloyd Wright (1887-1959) non è stato il più grande architetto del Novecento, ma certamente è quello che più di tutti ha impersonato il mito dell'architetto. Il suo intenso rapporto creativo con l'opera, la sua prorompente personalità nel dialogo con la committenza, il suo perfezionismo nel dettaglio, ne fanno il più grande "artigiano dell'architettura".
2015br. Ci sono scrittori che non si fanno omologare e la cui opera, non subordinata a nessuno schieramento né incasellabile in rigide norme morali, è fraintesa e perfino strumentalizzata. In tal senso, resta esemplare il caso di Louis-Ferdinand Céline, preda da un lato di oltranzistiche vestali e dall'altro di fermi denigratori. È forse questo il principale motivo e l'inaccettabile limite per cui Céline è noto per le sue provocatorie posizioni culturali e politiche e assai meno per il suo personalissimo stile letterario, da lui sempre rivendicato come il principale e forse unico faro del suo lavoro (e della sua vita). Irregolare, outsider, atipico, anomalo, non conforme...: in fondo non c'è modo d'incasellare l'uomo libero Céline, uno scrittore fondamentale per la letteratura del Novecento.
2016br. Dino Campana è stato un'anomalia nella storia della letteratura italiana: "Il poeta di una breve stagione" scrisse Eugenio Montale che definì la sua poesia in prosa come "europea musicale colorita". È per questo che a distanza di un secolo la sua poesia, legata indissolubilmente alla sua odissea biografica, continua ad affascinare molti lettori. Dopo la morte in manicomio nel 1932, i più importanti intellettuali italiani, da Alfonso Gatto a Carmelo Bene a Sebastiano Vassalli, hanno rivalutato la figura del poeta di Marradi definendolo in tanti modi: "poeta notturno", "poeta visivo" e persino "poeta maledetto". Perseguitato dal seme della follia fin dall'infanzia, in conflitto con gli intellettuali sostenitori del Futurismo, vittima di un amore impossibile con la scrittrice Sibilla Aleramo, Campana è riconosciuto oggi come uno dei più grandi poeti del '900, vissuto unicamente al servizio della "parola", ostile fino all'ultimo a un sistema di valori e a una società che stavano andando rapidamente in pezzi.
2017br. Bobby Sands è diventato famoso nel mondo intero dopo la sua morte, avvenuta nel carcere di Maze, nel 1981, alla fine di un tragico e sconvolgente sciopero della fame, diventando un eroe di tutti gli indipendentisti e di tutti coloro che credono che si possa morire per i propri ideali. Sands ci viene qui raccontato non solo come individuo, ma anche ripercorrendo sinteticamente e insieme approfonditamente la storia del conflitto tra l'Inghilterra e l'IRA, l'esercito rivoluzionario nordirlandese.
2017br. «Non urto contro i lampioni né contro i passanti, soltanto cammino e puzzo di birra e di sporcizia, ma sorrido, perché in borsa porto libri dai quali mi aspetto che a sera da loro apprenderò su me stesso qualcosa che ancora non so». La maniera giusta per leggerne gli scritti l'aveva indicata lui stesso. Mettetevi comodi, ordinate da bere, che inizio a parlare. Pardon, a scrivere. Anzi, pardon, a trascrivere. Si perché Bohumil Hrabal si è sempre dichiarato un trascrittore, ponendo in chiaro quale fosse il suo atteggiamento rispetto al mestiere dello scrivere. La sua posizione nel mondo. Trascrittore di ciò che lo circondava, della storia del suo popolo colto e infelice, scriba sudato e coinvolto, mai distante, di narrazioni orali, di urla, risate sguaiate, di cialtronerie, irregolari vicende della vita normale, di sorrisi davanti alla tragedia. Di tragici silenzi. Poeta del particolare che diventa, grazie alle sue mani, divino. Un tramite, volendo addirittura svilire l'intenzione. Una brocca che si riempie e riversa. Toccato dal dono e perciò in grado di far comunicare attraverso se stesso l'eterno e il quotidiano. Rielaborare tutto, riciclare. Come quelle comunità ormai confinate nell'aneddotica e nel racconto buffo, in cui gli abitanti vivono reinventando gli oggetti che la società normale getta via. In Hrabal tutto è superfluo ma ogni parola è messa proprio lì dove dovrebbe stare.
2015br. Jan Spurk esamina l'attualità del testo "Le rane che chiedono un re" di Sartre (1958). Per Spurk noi stiamo vivendo la fine di un'epoca e dobbiamo inventarci l'avvenire. Sebbene il testo di Sartre, scritto poco prima del referendum sulla Costituzione della V Repubblica, non descriva esattamente una realtà comparabile alla nostra, tuttavia Spurk riesce a offrire una panoramica della situazione critica contemporanea, che ci appare come una radicalizzazione della situazione descritta da Sartre: lo scacco del sistema politico, la personalizzazione, la serialità come caratteristica specifica dell'industria culturale, l'incapacità dello "spazio pubblico" di generare del pubblico. La dialettica tra spazio pubblico e privatizzazione dei bisogni e degli impulsi sono altri aspetti importanti analizzati nel testo e l'immagine della "palude che si dissecca" mette in rilievo una crisi che coinvolge a pieno il mondo d'oggi.
1900réf. 57406Hannover: Druck und Verlag der Schlüterschen Buchdruckerei 1900. XV, (1), 399, (1), 88 Seiten. Mit einem Frontispiz. 12° (15,5 x 10 cm). Orig.-Lederband mit Messingschließe und schöner, floraler Messingapplikation auf dem Vorderdeckel mit Goldschnitt.
2022br. Questo numero ha come focus i numerosi centenari letterari di quest'anno, in particolar modo Pasolini e Meneghello
1900réf. 44821Verlag Verein für Schriftenverbreitung Krefeld, Druck von Worms und Lüthgen Krefeld 1900. 128 Seiten, 12° (11,5 x 8 cm), Orig.-Pappeinband.
2015br. Il volume, nel rispetto dei programmi degli istituti tecnici, offre un quadro aggiornato e completo del periodo che va dal secondo Ottocento ai giorni nostri, utile per chi deve affrontare esami e concorsi o per un rapido ripasso prima di un'interrogazione. Il linguaggio è semplice ma preciso e i termini di più difficile comprensione sono corredati di glosse esplicative. Il testo è arricchito da carte storiche relative alle vicende e alle guerre più significative della storia contemporanea e da rubriche che introducono nell'esposizione spunti di interdisciplinarità, mettendo in relazione ciascun periodo storico con gli avvenimenti che lo hanno caratterizzato dal punto di vista culturale, artistico e scientifico. Ogni capitolo si conclude con un test di verifica con soluzioni commentate, che consente di autovalutare il livello di preparazione acquisito.
1979In-8, brossura, pp. 80 circa. Offriamo il numero 348 del febbraio 1979. In buono stato (good copy).
1979In-8, brossura, pp. 80 circa. Offriamo il numero 354 dell’agosto 1979. In buono stato (good copy).
1979In-8, brossura, pp. 80 circa. Offriamo il numero 356 dell’ottobre 1979. In buono stato (good copy).
1979In-8, brossura, pp. 80 circa. Offriamo il numero 358 del dicembre 1979. In buono stato (good copy).
2021br. Il libro di Roberto Mussapi, "I nomi e le voci. Monologhi in versi", uscito presso Mondadori nella complicata primavera del 2020, con il virus incalzante, lo avvertii come un dono, come un segno di speranza in una congiuntura che grondava dolore, ma lo sentii anche come un momento di incoraggiamento per il mondo del teatro, e non solo. Mussapi è un poeta, un poeta importante, come si sa, ma è pure un grande autore di teatro, forse l'unico di questo scorcio di tempo, come già lo fu Mario Luzi. Ma Mussapi è pure teorico, critico e fin da ragazzo appassionato spettatore della scena che lui stesso considera un suo mondo, uno spazio che gli appartiene come un paesaggio necessario e vitale, e sostanziale per il suo stesso essere poeta. (Loretto Rafanelli)
2016br. È possibile modificare il mondo e, in un certo senso, inventarlo ogni giorno? Oppure il reale è un orizzonte normativo al quale possiamo solo sottometterci? Alain Badiou, tra i più grandi filosofi francesi viventi della generazione di Deleuze e Lyotard, propone in questo libro una "ricerca del reale perduto", che passa per Molière, Lacan e, soprattutto, Pasolini. Sembra infatti che la conoscenza del reale sia stata affidata in maniera cieca e irrevocabile all'economia, anche nel momento in cui essa ammette la propria impotenza, la propria incapacità di prevedere disastri imminenti. Per Badiou è necessario un cambio di rotta, un atto che affermi l'esistenza dell'impossibile perché questo è il "gesto fondamentale di conquista del reale: dichiarare che l'impossibile esiste". Un libro che è un inno alla ricerca della vitalità, al di sotto delle ceneri di un mondo che è solo apparentemente in rovina.
2011br. Chissà se è vero che dietro ogni grand'uomo ci sia una grande donna. È vero che spesso dietro una grande donna non c'è che lei. Quando Cristina di Belgiojoso dirigeva in Francia la "Gazzetta italiana", Terenzio Mamiani protestò che "un giornale politico, primo di tal fatta per l'Italia, fosse diretto da una donna". Poveri uomini: anche i più grandi. Alessandro Manzoni, per esempio, turbato dalla "manìa di quella signora di diffondere l'istruzione ne' suoi contadini". Cristina ebbe una vita straordinaria: "bambola da salotto, topo di biblioteca e strega, principessa rivoluzionaria e infermiera, zingara e pellegrina'". Il poeta Heine la descrisse come "una bellezza assetata di verità". Al centro della sua personalità, dei suoi amori e delle sue peregrinazioni stette la passione politica. Aspettò lungamente la stagione che si chiamò primavera dei popoli (nome tornato improvvisamente vivo ai giorni nostri), la preparò e vi si preparò. Gli scritti qui raccolti su Milano e Venezia uscirono alla fine di quel 1848 a Parigi. "La libertà individuale puramente politica," pensava allora, "non è favorevole che alla liberazione effettiva di alcune classi privilegiate... Il principio realmente popolare, il principio democratico ed evangelico è il principio dell'uguaglianza. "Corsa poi a condividere la "democrazia pura" della Repubblica romana del '49, pur annotando le "minchionerie molte e varie" dei triumviri, Cristina fu a capo del soccorso ai feriti.
2012br. L'immaginario contemporaneo ci provoca a pensare nuovamente molte delle categorie moderne con le quali siamo abituati a leggere e interpretare il nostro vivere in comune. Il pensiero filosofico francese col quale Lacan era in contatto negli anni '60/70 ci ha consegnato strumenti, concetti e prospettive che forse soltanto oggi mostrano tutta la loro portata. Il volume mostra l'estrema fecondità di tale tradizione, ripensata attraverso la lente clinica della psicoanalisi lacaniana. Si apre così uno spazio inedito di resistenza per indagare criticamente lo statuto politico dell'inconscio e le configurazioni che questo assume nell'attuale deriva tecnico-mediatica del capitalismo.
1900réf. 3086981Wien: Frick 1900. 73 Seiten. Frakturdruck. Gr. 8° (22,5-25 cm). Einband fehlt. Klammerheftung.
2020ill., br. Per il 140° anno dalla nascita di Bruno Cicognani, l'Accademia Florentia Mater ripropone gli aspetti più incisivi dello scrittore che hanno superato i confini nazionali, per rappresentare la Cultura italiana nel mondo. La Velia fu infatti tradotta in sette lingue e nel 1940 e nel 1943 fu progettata una produzione cinematografica, interrotta per gli eventi bellici, poi realizzata per la televisione, trasmessa da RAI 2 nel gennaio 1980. Anche Villa Beatrice e La Nuora, ebbero risonanza internazionale. Nel 2019 la Giunta del Comune di Fiesole, con il Sindaco Anna Ravoni e il professor Iacopo Zetti, Assessore al Territorio, hanno collaborato a ricordare il 140° anniversario con un incontro al Cippo, organizzato dal professor Zetti, e un Seminario tenuto nella Sala del Basolato del Comune di Fiesole, di cui questa pubblicazione raccoglie gli Atti.
1981In-8 (cm. 24), brossura editoriale illustrata, pp. 127, (1), con illustrazioni in bianco e nero ed a colori nel testo. Catalogo della mostra antologica, che ha presentato opere dell'artista dal 1922 al 1952. In buono stato (good copy).