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2015brossura
2019br. Negli ultimi anni, anche a seguito di alcuni studi sull'invecchiamento da me condotti nel corso del mio lungo impegno clinico e scientifico, mi stava affascinando l'idea di meglio conoscere gli aspetti anatomofunzionali che favoriscono l'invecchiamento e, per contro, quelli che nel XX secolo avevano consentito un significativo aumento della durata della vita dell'uomo. Mi posi perciò come obiettivo di scrivere qualcosa sull'invecchiamento e sulla longevità da dedicare ai giovani e a tutti coloro che, in qualsiasi età, avessero la mia stessa curiosità di «conoscere i fattori che possono favorire una vita longeva integrata, sana e attiva». Nei primi mesi del 2018, nei momenti di rivisitazione attiva delle esperienze umane, sociali e parapolitiche, dirette e indirette, accumulate nel corso della mia vita vissuta ho cominciato a riflettere sul significato di "amicizia" e di "amico", un tema che mi affascinava sin dai tempi del liceo quando l'esimio professore di filosofia Eugenio Petroni attraverso i filosofi parlava a noi adolescenti di amicizia e amore ricordando che avevano la stessa radice, "di fatti entrambi i termini derivano da amare". Ho perciò cominciato a rileggere i racconti che dell'amicizia hanno fatto filosofi, storici, poeti, religiosi da Platone, filosofo greco antico Maestro di Aristotele, all'epoca postmoderna, e mentre lo facevo mi sono sorpreso a rivivere, senza alcuna nostalgia, momenti di felicità evocati dal ricordo presente e/o passato di "amici" che il tempo ha certificato indelebilmente "veri".
2011br. Virginia Woolf (1882-1941) è diventata nel corso del secolo una vera e propria icona in tutto il mondo. La sua leggenda, intrecciata a quella dell'eccentrico gruppo di Bloomsbury, è stata spesso interpretata a partire dal suicidio, un ultimo gesto che finisce per oscurare la vitalità delle sue opere. Il contributo critico di Liliana Rampello capovolge tutte le interpretazioni fin qui consolidate, rendendo esplicita una ricerca esistenziale che si può ritenere uno degli esempi più riusciti di pensiero poetico fondato sull'amore per la vita. Rileggendo l'intera opera di Virginia Woolf l'autrice si rivolge non solo agli studiosi ma soprattutto a tutti i lettori della scrittrice. Liliana Rampello insegna Estetica all'Università di Bologna.
2022br. Un ritratto di Pasolini: il dissidio irrisolto tra vita e storia, corpo e ragione, individuo e comunità, mito e demitizzazione; le metamorfosi del potere e la resistenza della parola.
2018ril. Sono passati cento anni da quel lontano 1917, anno in cui fece la sua comparsa e destò scandalo l'orinatoio rovesciato di Marcel Duchamp. Ma in che cosa si differenzia l'arte contemporanea da quella del passato? Molti sono i punti di divergenza, come la preminenza dell'idea sulla realizzazione, l'onnipotenza dell'artista, la negazione della bellezza, l'importanza del sistema dell'arte e dunque dei personaggi che si muovono tra l'artista e il pubblico, i nuovi spazi espositivi e i criteri di allestimento. Partendo da questi presupposti si sottolinea l'impossibilità di catalogare l'arte del presente secondo i criteri usati per quella del passato e se ne rintracciano di nuovi. Sono, in questo caso, criteri emotivi. Gli artisti e i movimenti più importanti di questi cento anni sono divisi, in questo agile manuale, in dieci grossi blocchi tematici con titoli scelti per suggestioni, a cui corrisponde, in alcuni casi, anche una sostanziale affinità temporale. In questo viaggio attraverso un secolo di artisti e le loro opere, l'importante è non farsi spaventare, ma anzi, lasciarsi sedurre dalle idee, dalla varietà degli stimoli visivi, e non solo. Per capire l'arte contemporanea è sufficiente procedere con ordine, affidandoci alla storia dell'arte, sì, ma anche al puro godimento della fruizione, a sensibilità, intuito ed emozioni.
2013br. Thomas Reid, fondatore e principale esponente della cosiddetta "scuola scozzese del senso comune", è il critico ufficiale di quella tradizione di pensiero che, sotto l'etichetta di "empirismo britannico", va da Locke a Hume. Degli empiristi Reid criticò la metodologia, l'epistemologia e, soprattutto, la teoria delle idee. In questo breve saggio, Reid si concentra sulla memoria, attaccando l'analisi datane dai teorici delle idee e soffermandosi su alcuni argomenti ad essa connessi, come il concetto di tempo e la metafisica dell'identità personale. Prefazione di Paolo Spinicci.
2012ill., br. A metà del volume "La prigioniera" un episodio interrompe il flusso narrativo proustiano: è la storia della morte di Bergotte. Il vecchio scrittore, desideroso di rivedere un quadro molto amato, la "Veduta di Delft" di Jan Vermeer, è colpito da apoplessia davanti al dipinto. Prima di morire ha però il tempo di confrontare la propria arte con quella del grande pittore olandese e di ammirare in particolare un "muretto giallo" raffigurato con "preziosità cinese". Ma qual è, nel quadro di Vermeer, il famoso muretto? Nell'inseguire la soluzione, forse impossibile, di questo enigma, Lorenzo Renzi offre una visione personale dell'opera proustiana illustrando nel contempo la propria concezione del compito della critica letteraria.
2014br. Ha scritto il romanzo più celebre del suo tempo, tenendo svegli a tarda notte bambini, operai, professori universitari, poeti, mistici. Ha immaginato continenti, razze, mostri, e ha valicato raramente i confini della sua città. Ha raccontato una storia per i suoi figli e i suoi amici, senza sapere che sarebbero stati milioni di persone a leggerlo. Ha ripreso antichi miti scovati in pergamene polverose, facendo respirare al Novecento una boccata d'aria fresca. Le destra e la sinistra se lo sono conteso a Woodstock e nei Campi Hobbit. Ha suscitato amori che durano per tutta la vita, e avversioni altrettanto violente. Ha ispirato Auden, Asimov, Stephen King, ma anche i Led Zeppelin, i Beatles, George R. R. Martin, e ovviamente Peter Jackson. Un padre, un artista, un cattolico monarchico innamorato degli alberi e del tabacco: questo e molto altro è J. R. R. Tolkien, di cui la presente biografia letteraria, uscita a puntate su "Il Foglio" intende indagare l'affascinante segreto di chi, nel nostro stesso tempo, ha saputo trovare una porta d'accesso al regno della magia, ed è tornato indietro a raccontarla.
2016br. Domenico Ribatti, nel desiderio di cogliere gli intrecci tra scienza e letteratura, ripercorre le tappe della vicenda umana e professionale del fisico Ettore Majorana filtrate dalla lente d'ingrandimento del pamphlet 'La scomparsa di Majorana', pubblicato da Sciascia nel 1975. Che il 'caso' di Ettore Majorana e della sua scomparsa susciti ancora oggi grande interesse è del resto comprensibile se consideriamo che una delle ipotesi avanzate sulla sparizione è legata alle sue ricerche di fisico nucleare. Come è caratteristico di Sciascia, la letteratura viene usata per descrivere e denunciare il groviglio socio-politico del suo tempo, prediligendo personaggi in conflitto col Potere e con la propria coscienza. Quello della scomparsa dunque è un topos letterario, un espediente per affrontare il dissidio tra scienza ed etica, tra progresso e pietas.
1943In-8, brossura, sovracoperta (piccole mancanze), pp. 353. Prima edizione. Alcune postille a matita, pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro in buono stato (good copy).
2022br. «Mariannina Coffa ritorna, visionaria e sognante, nelle pagine potenti di Maria Lucia Riccioli, ricercatrice appassionata, frequentatrice disinvolta degli spazi più nascosti dell'universo femminile, esploratrice di carte taciute e mappe geografiche ancora da tracciare, dall'Inghilterra di Jane Austen alla Sicilia della Capinera di Noto. In un Ottocento di periferia, lontano dagli snodi principali del sapere, l'esperienza di Mariannina Coffa matura nella doppiezza di un Io sensibilissimo e al contempo disgregato, fatalmente circondato dalle spire insidiose della società, della famiglia, del matrimonio forzato, delle incombenze domestiche, dei lutti filiali, tanto che per sopravvivere, per allontanarsi dalla fossa a cui spesso rivolge lo sguardo, si concede evasioni letterarie utilizzando la scrittura come medium tra il mondo immaginifico che la ispira - creato per sopperire le mancanze del quotidiano - e la realtà asfittica nella quale è costretta» (Dalla Prefazione di Stefano Vaccaro). Con una nota di Marinella Fiume.
2016br. Un "post-umanismo" e-mergente come "ri-pensamento" generale dell'uomo e dei suoi rapporti con l'altro-dall'uomo - non privo di "tratti" di esigenzialità, emergenzialità, questionatività e perciò meritevole di nuove incursioni d'indagini -, da cui "aggetta" specificamente la crucialità (del tema) del corpo nelle sue "e-mergenze". Da qui l'assunzione dell'"antropologia" del corpo di Michel Serres come "piano orizzontale" di verifica/approfondimento della portata, della significatività e dei significati della "dimensione" dello stesso corpo nel "post-umanismo", quale ulteriore "affaccio" su quest'ultimo.
2014br. Relazioni di: Claudio Stucchi: Docente, Maestro di cappella della Chiesa di S. Pietro di Cassano d'Adda, Vice Presidente dell'Associazione Italiana Santa Cecilia. Valentino Donella: Compositore, Maestro di cappella della Basilica di S. Maria Maggiore di Bergamo, Saggista, Direttore del Bollettino Ceciliano di Roma. Marco Capra: Docente dell'Università degli studi di Parma per gli insegnamenti di Storia della musica moderna e contemporanea, Storia del teatro musicale, Storia e sistemi della comunicazione musicale. Direttore del Centro Internazionale di Ricerca sui Periodici Musicali. Responsabile scientifico dell'Istituzione Casa della Musica del Comune di Parma.
2018br. Col Trattato di Versailles, al termine della Grande guerra, la Germania è condannata a pagare in trent'anni 132 miliardi di marchi d'oro. Le conseguenze della miopia dei vincitori emergono presto: una Germania frustrata e indignata diventa il vivaio ideale per la nascita del nazismo. Dopo la Seconda guerra mondiale tutto cambia: il Piano Marshall finanzia la ricostruzione europea e, più tardi, nella conferenza di Londra del '53, i Paesi creditori decidono di cancellare metà del debito tedesco. Ma non esistono solo i debiti di guerra, ci sono anche quelli contratti in tempo di pace. L'Europa degli anni più recenti ha affrontato la questione senza riuscire a dimostrare unità. Il caso del debito greco esplode nel 2009, seguito da una crisi di rapporti greco-tedeschi: la Grecia accusa la Germania di non aver onorato i debiti contratti con la guerra, mentre i tedeschi accusano la Grecia di aver truccato i conti. L'Unione vacilla sotto il peso della crisi. Oggi, per capire le polarizzazioni e i contrasti sulle politiche dell'austerità è fondamentale isolare gli snodi storici che hanno definito i rapporti tra creditori e debitori in Europa. È quello che fa Sergio Romano attraverso gli ultimi centocinquant'anni, sottolineando come la fiducia reciproca tra i popoli abbia svolto una funzione fondamentale per superare i momenti di difficoltà e avviare la ripresa.
2010brossura Per comprendere pienamente il brigantaggio postunitario meridionale, liberandolo da ogni orpello ideologico, occorre immergersi nel mondo contadino che ne è il substrato culturale e sociale. Le storie riportate - tutte recuperate pazientemente in anni di scavi archivistici - aprono uno squarcio interessante, spesso inedito, su questo mondo nel quale convivono e si scontrano tutti insieme cafoni e galantuomini, idealisti e profittatori, ultimi eroi romantici e avventurieri di sempre, briganti e soldati, vittime e carnefici, giudici e imputati, carnefici e condannati, preti avidi e monaci intriganti: comparse che affollano il Sud, palco di speranze, di illusioni e di delusioni sul quale, malinconicamente dissoltosi il Regno delle Due Sicilie, va in scena la nuova Italia.
2018ill., br. Il catalogo della mostra ospitata dal 7 maggio al 1 giugno 2018 a Firenze, nelle sale dell'Accademia delle Arti del Disegno, riproduce una selezione di opere di grafica, di pittura e di scultura che danno conto della vastissima fortuna visiva dei temi originati dal musicista Luigi Dallapiccola (1904-1975) e dalle sue creazioni. "L'immensa quantità di ritratti e foto riconducibili a Dallapiccola", scrive Mario Ruffini nel suo saggio introduttivo, "impone una riflessione sull'idea stessa del volto del compositore che, come per tutti i grandi personaggi, finisce per associare in emblema caratteristiche del suo pensiero e tratti fisici: le immagini rappresentano un pensiero e l'insieme dei pensieri va a comporre un'unica immagine". Testi di Cristina Acidini, Giorgio Bonsanti, Mario Ruffini, Enrico Sartoni.
2017ill., br. Questa ricerca dimostra l'esistenza e l'uso delle neviere nel territorio perugino in un'epoca storica compresa tra il medioevo e la fine del settecento, a partire dai dati ritrovati nei principali archivi storici della città. L'attento studio dei documenti e delle carte ha permesso di far luce su un aspetto ancora poco noto della storia di Perugia, finalmente ricostruito con dovizia di particolari e corredato da una ricca appendice documentaria. Se è vero che per essere felici nella vita bisogna seguire i propri interessi, questo è ciò che ha fatto l'autrice, augurandosi che lo studio della storia locale porti i contemporanei a una comprensione della realtà più viva e veritiera.
2015br. Queste lettere senza destinatario (inedite anche in Germania fino al 2010), che Nelly Sachs scrive nei mesi successivi alla morte della madre, contengono in nuce tutti i temi della sua maturità artistica. Nate nel momento della collisione tra il lutto personale e la tragedia della Shoah, si configurano come una sorta di meditazione lirica sul confine della vita: diario di una metamorfosi che descrive la morte non come una perdita ma come una nuova nascita. Se la mistica ebraica è lo sfondo imprescindibile di questo testo che affronta la morte e lo sterminio in una sfera teologica trascendente, non manca in esso la dura concretezza del reale, il quotidiano presente con tutto il suo carico di dolore e di solitudine.
2009ill., br. Villa "Pietrosa" sorge sul pianoro omonimo che sia alza sul mare nel territorio del Comune di Palmi. E la casa che fu di Leonida Répaci (Palmi, 1898 - Marina di Pietrasanta, 1985) e che lo scrittore donò alla città natale affinché ne facesse un dinamico centro di cultura. Così ancora non è stato. Nella sua opera, che consta di romanzi di saggi e di sillogi poetiche, Répaci ha dedicato largo spazio a questa sua casa la cui storia, egli dice: "...è per un terzo almeno / la storia della mia vita . Il libro che ora vede la luce per iniziativa della Fondazione Rubbettino, e anche per il concreto apprezzamento del nipote dello scrittore, il dottor Roberto Répaci, raccoglie tutto, o quasi, tutto ciò che lo scrittore ha detto e scritto sulla Pietrosa. E anche se i registri linguistici qua e là sono diversi, perché diverse sono le fonti da cui i brani sono stati estrapolati, tuttavia il testo, nel suo insieme, risulta comunque organico ed unitario. Si sarebbe tentati di dire, quasi un paradosso, che questo sia il più bel libro di Répaci, ancorché Répaci non lo abbia intenzionalmente scritto. Certamente sono le pagine più misurate, meno "eccessive", le più sentite, le più liete, le più sofferte e, ad un tempo, le più commosse e, quindi, le più vere di tutta la sua opera.