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1974réf. 154175Ravensburg: Maier 1974. 165 Seiten. Als Typoskript gedruckt. Mit 38 Abbildungen im Text. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
2002réf. 52561Köln ; London ; Madrid ; New York ; Paris ; Tokyo : Taschen 2002. 255 S. : überw. Ill. ; 25 cm Pp., Softcover/Paperback, leichte Gebrauchsspuren am Einband, sonst guter Zustand
2015br. La vita di Gioachino Rossini è più avventurosa di quella dei quattro moschettieri messi assieme, è un romanzo. Da ragazzino povero a uomo ricco e infelice, da giovane di "sinistra" a vecchio di destra però sempre pronto a sfottere imperatori e impostori. Ci sono più di mille donne nel catalogo di Gioachino, una lista che avrebbe imbarazzato Leporello. Dopo i primi successi è talmente popolare che le ragazzine lo rincorrono per la strada tagliandogli pezzi di vestito da dosso, come succederà con i Beatles, e, se possibile, qualche ciocca di capelli. Lo scrive Lord Byron, furibondo che qualcuno fosse diventato ancora più famoso di lui. Delle opere di Rossini tutti conoscono Il barbiere di Siviglia (del quale quest'anno ricorre il bicentenario, fu composto nel 1815), ma, con la rinnovata percezione del grande compositore, si vanno riscoprendo le opere "serie" e in particolare la sua ultima, il Guillaume Tell, che spalanca le porte al Romanticismo. C'è totale follia ne L'Italiana in Algeri, e Il Turco in Italia è surreale, ante litteram. Ma il vero fulcro tematico del libro è perché Rossini abbia smesso di comporre all'ancora verde età di trentasette anni. La risposta che dà Gaia Servadio si basa sull'analisi critica di un epistolario trovato solo di recente. Oltre 250 lettere che esprimono bene lo humour feroce del Maestro, le sue passioni nascoste ma anche il male e il bene di vivere. La pazzia e il genio sono fratelli gemelli, non solo in Mozart, ma anche in Rossini.
2016br. Protagonista silenzioso della rivoluzione francese sia nel 1789 che nel 1799, ispiratore della secessione della Pallacorda e del 18 brumaio, difensore del regime rappresentativo ma anche primo artefice di un moderno colpo di Stato, Sieyès rappresenta l'"oracolo del terzo stato", la personificazione della parabola politica compiuta in un decennio dalla borghesia vittoriosa. Pubblicato pochi mesi prima della convocazione degli Stati generali e ben presto assurto a manifesto delle rivendicazioni del terzo, "Qu'est-ce que le tiers état?" presenta già tutti gli elementi di quella complessa architettonica costituzionale che egli tenterà di edificare lungo l'arco della sua esperienza politica, muovendo dall'approfondita critica precedentemente sviluppata nell'"Essai sur les privilèges".
1900réf. 91921Regensburg: Manz 1900. XVI, 680 Seiten. Frakturdruck. 8° (17,5-22,5 cm). Halbleinenband der Zeit mit goldgeprägtem Rücken. [Hardcover / fest gebunden].
2017ill. Dai primi cupi dipinti del periodo olandese, riferibili al filone del Realismo sociale ispiratogli dagli artisti francesi della metà dell'Ottocento, attraverso la tiepida adesione, a Parigi, ai modi dell'Impressionismo e del Pointillisme, Van Gogh giunge infine all'espressione più autentica del proprio talento in Provenza, dove si reca per la prima volta nel 1888 e dove, nel paesaggio assolato e nei colori sfolgoranti, trova un'eco della sua anima appassionata. Così, nell'arco di pochi anni, l'artista esegue centinaia di dipinti, nei quali impiega con straordinaria autonomia il colore e rivela una libertà di segno all'epoca inusitata, che, giustamente, lo fanno considerare precursore delle avanguardie artistiche primonovecentesche.
2020br. Come molte delle opere di Sloterdijk, "Il quinto 'Vangelo' di Nietzsche" ha fatto discutere per la sua tesi centrale, forte e quanto mai attuale. È il saggio in cui il filosofo fa i conti con Nietzsche, misurando la potenza della rivoluzione innescata da "Così parlò Zarathustra" nella filosofia e nella cultura europea. Lo "Zarathustra" è per noi il "quinto Vangelo". Il suo linguaggio marca in modo definitivo il passaggio a una nuova umanità. L'opera di Nietzsche fa deflagrare l'ultima sfera delle certezze dell'uomo moderno, proiettandolo in una nuova dimensione. In questo libro di rara bellezza, Sloterdijk mette al centro due domande abissali. La rivoluzione di Nietzsche riesce davvero a liberare l'uomo, a proiettarlo in una dimensione di apertura alla vita? E ancora, con pungente semplicità: Nietzsche è stato un uomo felice? Nelle risposte, l'emozionante confronto tra due personalità di statura enorme, ma diversa. Quella sempre politica di Sloterdijk e quella di Nietzsche, calata nell'individualità del genio. Postfazione di Gianluca Bonaiuti.
2020br. Come molte delle opere di Sloterdijk, "Il quinto 'Vangelo' di Nietzsche" ha fatto discutere per la sua tesi centrale, forte e quanto mai attuale. È il saggio in cui il filosofo fa i conti con Nietzsche, misurando la potenza della rivoluzione innescata da "Così parlò Zarathustra" nella filosofia e nella cultura europea. Lo "Zarathustra" è per noi il "quinto Vangelo". Il suo linguaggio marca in modo definitivo il passaggio a una nuova umanità. L'opera di Nietzsche fa deflagrare l'ultima sfera delle certezze dell'uomo moderno, proiettandolo in una nuova dimensione. In questo libro di rara bellezza, Sloterdijk mette al centro due domande abissali. La rivoluzione di Nietzsche riesce davvero a liberare l'uomo, a proiettarlo in una dimensione di apertura alla vita? E ancora, con pungente semplicità: Nietzsche è stato un uomo felice? Nelle risposte, l'emozionante confronto tra due personalità di statura enorme, ma diversa. Quella sempre politica di Sloterdijk e quella di Nietzsche, calata nell'individualità del genio. Postfazione di Gianluca Bonaiuti.
2015br. Il 25 agosto del 1900 moriva Friedrich Nietzsche, alle porte di un nuovo secolo in cui lui, in fondo, viveva già. Peter Sloterdijk, in occasione del centenario della morte di Nietzsche, vuole restituirne un'immagine integrata. E questo è in sé un gesto provocatorio: si è visto un Nietzsche amato, un Nietzsche odiato, un Nietzsche frainteso, un Nietzsche censurato e un Nietzsche preso a modello. Ma l'uomo era uno solo, e il suo messaggio non era così frammentato e multiforme come potrebbe sembrare nel momento in cui ci si ostina a considerare unicamente le sue derivazioni. In questo breve saggio, Sloterdijk ricongiunge ciò che di Nietzsche si può dire, con ciò che è sconveniente dire, e ci restituisce un senso originario, un messaggio, un quinto "Vangelo"; come suo discepolo, raccoglie e veicola un dono alla portata di chi è disposto a correre il rischio di riceverlo. Queste poche pagine infatti, hanno la caratteristica peculiare di rappresentare il supporto di un contenuto super-massivo, dove un grande protagonista del dibattito filosofico contemporaneo mostra la tremenda attualità dell'autore Nietzsche e tenta di leggerlo come lui avrebbe voluto essere letto. Questo è l'omaggio offerto a Nietzsche nel centenario della sua scomparsa: riapparire sulla scena, di nuovo, con sembianze tanto simili a quelle originali da risultare ulteriormente innovative.
2011brossura
1993br.
2016br. Con altri filosofi, Schelling attribuisce all'esistenza umana una tristezza fondamentale, inevitabile: questa malinconia è il fondo oscuro su cui si radicano la consapevolezza e la conoscenza. Ma a che cosa è dovuta questa "pesantezza dell'animo" che si accompagna alla coscienza della nostra finitezza? In questo saggio George Steiner elenca dieci possibili ragioni della nostra "malinconia creativa". Per farlo, obbliga il suo e il nostro pensiero a pensare sé stesso e i propri fondamenti con folgorante intensità. "Dieci (possibili) ragioni della tristezza del pensiero" affronta in maniera semplice i nodi chiave della filosofia: il rapporto con la realtà, il significato della morte, la radice della creatività, la possibilità dell'infinito e del trascendente - e dunque dell'esistenza di Dio.
2012brossura Il tema della Vita e della Morte, che attraversa in modo trasversale tanto la poesia quanto la filosofia, è affrontato qui tramite un'analisi dei versi delle Elegie duinesi di Rainer Maria Rilke volta a dispiegarne l'intero percorso tramite le sue immagini più pregnanti, dagli angeli agli amanti, dall'eroe alla creatura, fino a giungere agli ultimi versi della Decima elegia in cui il poeta arriva ad approssimarsi all'indicibile condizione dell'Essere morto, attraverso una visione inedita in cui Essere e Morte si rivelano l'uno sinonimo dell'altro nonché originarie determinazioni della Vita in quanto tale, destinata ad accadere in un eterno e ricorsivo oscillare tra Volontà ed Essere.
2015ill., br. Il 20 giugno 1914 si inaugurava presso l'Hotel Excelsior di Venezia la mostra l'Esposizione di artisti rifiutati alla Biennale veneziana. Si verificava, in questo modo, la straordinaria sinergia tra l'albergo più elitario di Europa e il gruppo più trasgressivo di artisti italiani. L'Esposizione di artisti rifiutati alla Biennale veneziana giungeva come ultima mostra d'anteguerra degli artisti cosiddetti "Ribelli di Ca' Pesaro" che, dal 1908 (medesimo anno di inaugurazione dell'Hotel Excelsior), avevano innovato la cultura figurativa veneziana e nazionale, contrapponendosi alle edizioni delle Internazionali d'Arte Biennali (tale era la denominazione delle mostre ai Giardini), di carattere piuttosto tradizionale. La vivacità creativa dei cosiddetti secessionisti, i ribelli di Ca' Pesaro (tra cui si segnalano, per importanza, Umberto Boccioni, Felice Casorati, Arturo Martini, Gino Rossi, Pio Semeghini), si esprimeva in mostre che, sotto l'egida del direttore della Galleria d'Arte Moderna di Ca' Pesaro nonché segretario della Fondazione Bevilacqua La Masa, Nino Barbantini, avevano messo in subbuglio il mondo dell'arte contemporanea veneziana e nazionale.
2006br. Individualismo, eclisse dei fini, perdita della libertà politica: le tre principali cause del disagio della modernità nell'analisi di un protagonista del dibattito filosofico contemporaneo, che ci fa cogliere "la combinazione unica di grandezza e di pericolo che caratterizza l'epoca moderna". Charles Taylor ha insegnato a Oxford, Princeton, Berkeley. Attualmente è docente di Scienza della politica e filosofia presso la McGill University.
2006In-8, cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 466. Prima edizione. In ottimo stato (nice copy).
2021br. "Confessioni" (1879-1882) ripercorre l'esperienza di una lunga erranza e di una crescente disperazione fin sull'orlo del suicidio. Ma la lunga, sofferta ricerca non resta senza risposta. Non quella dell'illuminazione mistica, né dell'incondizionata adesione a una dottrina religiosa; la risposta venne piuttosto dalla "coscienza della vita", cioè dalla scoperta della conoscenza non razionale del senso della vita, che da sempre sostiene la vita degli uomini comuni, l'unica in grado di attribuire all'esistenza finita il senso dell'infinito. Fu così che la fede dei semplici diventò la fede di Tolstoj, e non solo la fede, ma la loro stessa vita, che egli volle condividere rompendo con il proprio ambiente e con la stessa famiglia.
2008brossura Credo che l'architettura non ha niente a che vedere con l'invenzione di forme inedite, né con il gusto personale. l'architettura è per me un'arte oggettiva che nasce dallo spirito del tempo.
2022br. Controcorrente, inattuale, fuori dal suo tempo: Gabriel Tarde ha pagato lo scotto della sua vis polemica con un oblio che lo ha condannato a riempire per molto tempo gli scaffali della letteratura minore. Questo testo si propone, al contrario, di valorizzare la sua sorprendente e inaspettata attualità ricostruendo con l'ausilio di cinque concetti-chiave i cardini del pensiero tardiano. Togliere la polvere dalle pagine di Tarde significa riscoprire al loro interno una filosofia della differenza, una microsociologia del desiderio e una politica degli affetti che, oggi più che mai, appaiono utili per pensare il nostro presente.
2015brossura È un viaggio che inizia dal risvolto di un foglio di carta. Più precisamente dal retro di un compito d'esame da correggere. J.R.R. Tolkien (3 gennaio 1892, Bloemfontein, Sudafrica - 2 settembre 1973, Bournemouth, Regno Unito), in un pomeriggio estivo a Oxford, tra uno sbadiglio e l'altro, trova una pagina bianca e, quasi distrattamente scrive: "In una caverna nel sottosuolo viveva un Hobbit". È l'incipit forse più famoso della letteratura per ragazzi, il primo assaggio di un mondo immaginario che inizia nel modo più banale e con un personaggio assolutamente improbabile.
2020br. Antonio Carvajal (Albolote, Granada 1943) ha celebrato nel 2018 i 50 anni dalla sua prima pubblicazione poetica, "Tigres en el jardín". L'attribuzione nel 2012 del "Premio Nacional de Poesía" per "Un girasol flotante" è il riconoscimento a una lunga carriera poetica fatta di dedizione alla letteratura e all'arte in generale. Il presente volume esce nel trentennale della pubblicazione di "Testimonio de invierno" (1990) e racchiude contributi che testimoniano un crescente interesse in Italia per il poeta andaluso.
2002br. Johannes Urzidil era il giovane scrittore a cui spettò il temibile compito di pronunciare alcune parole su Kafka alla cerimonia che ebbe luogo a Praga due settimane dopo la sua morte. Egli disse allora che in Kafka "l'altissima singolarità umana generava la sua fortissima magia poetica". Su tale "singolarità" poche testimonianze ci illuminano come questo libro. Anche perché Urzidil sa evocare, con la stessa precisione, la singolarità dello sfondo su cui trascorre l'ombra di Kafka: Praga, la città nera e magica, che Urzidil visse nel suo momento più glorioso, quando Kafka era uno, e curiosamente non il più noto, fra i centoquaranta scrittori di lingua tedesca della città.