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2009br. Un romanzo di formazione è, per definizione, il racconto dell'evoluzione di un personaggio, inizialmente giovane e inesperto, che attraverso un percorso spesso tortuoso e denso di ostacoli arriva a comprendere e a inserirsi nella realtà. Tradizione vuole che il "Wilhelm Meister" di Goethe, pubblicato nel 1796, sia l'opera che ha inaugurato il genere e ne ha fissato i canoni. Tuttavia, se si restringe il campo alla struttura totale goethiana (ovvero: raggiungimento conclusivo dell'equilibrio inferiore del protagonista e ruolo di primo piano giocato dal contesto esterno - famiglia, società civile, nazione) forse nessuno dei più importanti romanzi francesi tra Sei e Novecento potrebbe rientrare nella categoria. Da "Manon Lescaut" a "La Nouvelle Héloise", da "Le Rouge et le Noir" a "Illusions perdues", dall'"Education sentimentale" fino alla "Recherche" proustiana, gli eroi francesi non sono mai piccoli santi o martiri, anzi, talvolta sono cinici e deboli di fronte alle tentazioni, per poi diventare, nell'Ottocento, apertamente amorali (si pensi a Stendhal). In una fase storica in cui le rivoluzioni si susseguono e un nuovo ordine tarda a stabilirsi, ai romanzieri di Francia non interessa infatti tanto la schematica contrapposizione tra bene e male quanto la ricerca di nuovi valori in base a cui orientarsi.
2002brossura Il volume contiene tutti i grandi temi della filosofia di Bergson e in particolare l'idea di durata, ovvero di un tempo qualitativo non riducibile al tempo spazializzato dagli orologi. Questa originale nozione influenzerà l'intero orizzonte filosofico del Novecento ma anche zone consistenti dell'esperienza letteraria (Proust vi si ispirò direttamente). Insieme alla "durata" Bergson propone altre idee decisive come quella di "differenza" (che verrà raccolta soprattutto da Deleuze), di "virtuale", di "creatività", di "libertà", e naturalmente di "coscienza".
2001brossura
2015br. La figura e il pensiero di Pavel Florenskij (1882-1937), il "Leonardo da Vinci russo", godono da tempo di grande attenzione nel nostro Paese. Lo confermano gli atti del convegno internazionale promosso nel 2012 dal Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) dell'Università Ca' Foscari Venezia, quando studiosi provenienti da Italia, Russia, Stati Uniti e Gran Bretagna hanno ragionato sul fondamentale contributo offerto dal pensatore russo allo studio e alla valorizzazione della cultura figurativa russa dalle origini fino alla contemporaneità d'allora, con una particolare attenzione verso le sue forme espressive più genuine come l'Icona e l'Avanguardia storica. Il volume raccoglie e presenta le riflessioni critiche di quegli autorevoli studiosi, qui raccolte nelle rispettive lingue madri (italiano, inglese e russo), all'insegna, secondo lo spirito della lezione florenskiana, di una stimolante intertestualità linguistica, disciplinare e metodologica.
2010br. La vicenda storica di Miklós Horthy, reggente d'Ungheria tra il 1920 ed il 1944, rappresenta ancora oggi un capitolo controverso della storia europea del Novecento. Dittatore fascista o gentiluomo del Dualismo, la figura dell'ex ammiraglio della flotta asburgica presenta molte zone d'ombra - i legami con la destra estrema, l'antisemitismo, l'avversione per la democrazia ed il nazionalismo esasperato - che ne rendono assai complessa la collocazione nel panorama storico e culturale ungherese ed europeo. La pubblicazione intende sondare la vicenda umana e politica di una figura fondamentale della storia d'Ungheria, attraverso la ricostruzione degli avvenimenti intercorsi tra il crollo dell'Impero asburgico e l'alleanza con la Germania di Hitler durante la seconda guerra mondiale, avvalendosi del contributo storiografico di fonti dirette (scritti personali, carte ufficiali e documenti dell'ex ammiraglio raccolti presso l'Archivio di stato ungherese), della Magyar Történelmi Társulat (Società storica ungherese) e dei contributi preziosi forniti dal dibattito culturale sull'epoca "Horthy", alimentato dagli intellettuali d'Ungheria, a partire dalla seconda metà del secolo scorso.
2022ril. Nel descrivere l'evoluzione sostenibile della realtà nel futuro il trattato prospetta per l'essere umano il percorso razionale indispensabile al fine di evitare il trend degenerativo attualmente in atto foriero della estinzione umana entro la fine del terzo millennio con il verificarsi di una conclusiva crisi biotica globale dagli effetti che porteranno alla riconfigurazione del nostro quadro ambientale, seppure generata da cause diverse per la prima volta determinate dall'azione di una specie vivente sul pianeta. La spirale degenerativa attualmente in atto difficilmente reversibile, viene sottovalutata non tanto dal mondo della scienza quanto piuttosto dal quadro sociale cosiddetto culturale ed istituzionale, i quali fanno a gara nel produrre enunciazioni di adeguamento della produzione energetica con grande sfoggio di inconcretezza. La riconversione energetica non si risolve con il risparmio sui consumi o il passaggio alle fonti alternative ma attraverso una ristrutturazione di tutto l'habitat umano, inclusivo del controllo sulle nascite, attualmente nemmeno prevedibile dell'organismo politico alle prese con le conseguenze degli squilibri economici sociali penalizzanti lo status esistenziale delle fasce deboli della società. Tutto ciò nella sottovalutazione di un popolino "gudurione finché ce n'è" , colpevolmente artefice. Perché, la natura insegna che in questa realtà dell'universo tangibile l'organizzazione sociale non costituisce alcuno scarico di responsabilità per le soggettività che la compongono nell'espletamento del cosiddetto "delimitato arbitrio".
2022ril. Nel descrivere l'evoluzione sostenibile della realtà nel futuro il trattato prospetta per l'essere umano il percorso razionale indispensabile al fine di evitare il trend degenerativo attualmente in atto foriero della estinzione umana entro la fine del terzo millennio con il verificarsi di una conclusiva crisi biotica globale dagli effetti che porteranno alla riconfigurazione del nostro quadro ambientale, seppure generata da cause diverse per la prima volta determinate dall'azione di una specie vivente sul pianeta. La spirale degenerativa attualmente in atto difficilmente reversibile, viene sottovalutata non tanto dal mondo della scienza quanto piuttosto dal quadro sociale cosiddetto culturale ed istituzionale, i quali fanno a gara nel produrre enunciazioni di adeguamento della produzione energetica con grande sfoggio di inconcretezza. La riconversione energetica non si risolve con il risparmio sui consumi o il passaggio alle fonti alternative ma attraverso una ristrutturazione di tutto l'habitat umano, inclusivo del controllo sulle nascite, attualmente nemmeno prevedibile dell'organismo politico alle prese con le conseguenze degli squilibri economici sociali penalizzanti lo status esistenziale delle fasce deboli della società. Tutto ciò nella sottovalutazione di un popolino "gudurione finché ce n'è" , colpevolmente artefice. Perché, la natura insegna che in questa realtà dell'universo tangibile l'organizzazione sociale non costituisce alcuno scarico di responsabilità per le soggettività che la compongono nell'espletamento del cosiddetto "delimitato arbitrio".
2022ril. Nel descrivere l'evoluzione sostenibile della realtà nel futuro il trattato prospetta per l'essere umano il percorso razionale indispensabile al fine di evitare il trend degenerativo attualmente in atto foriero della estinzione umana entro la fine del terzo millennio con il verificarsi di una conclusiva crisi biotica globale dagli effetti che porteranno alla riconfigurazione del nostro quadro ambientale, seppure generata da cause diverse per la prima volta determinate dall'azione di una specie vivente sul pianeta. La spirale degenerativa attualmente in atto difficilmente reversibile, viene sottovalutata non tanto dal mondo della scienza quanto piuttosto dal quadro sociale cosiddetto culturale ed istituzionale, i quali fanno a gara nel produrre enunciazioni di adeguamento della produzione energetica con grande sfoggio di inconcretezza. La riconversione energetica non si risolve con il risparmio sui consumi o il passaggio alle fonti alternative ma attraverso una ristrutturazione di tutto l'habitat umano, inclusivo del controllo sulle nascite, attualmente nemmeno prevedibile dell'organismo politico alle prese con le conseguenze degli squilibri economici sociali penalizzanti lo status esistenziale delle fasce deboli della società. Tutto ciò nella sottovalutazione di un popolino "gudurione finché ce n'è" , colpevolmente artefice. Perché, la natura insegna che in questa realtà dell'universo tangibile l'organizzazione sociale non costituisce alcuno scarico di responsabilità per le soggettività che la compongono nell'espletamento del cosiddetto "delimitato arbitrio".
2017brossura
2017br. Questo volume è il punto di arrivo di una lunga attività di studio dedicata al giurista tedesco Johannes Althusius (1563-1638), noto come uno dei primi teorici ad aver affermato il principio della sovranità popolare e aver concepito l'idea di una sorta di 'protofederalismo'. Il primo capitolo affronta il nodo centrale della teoria althusiana dello Stato, ovvero la peculiare idea di sovranità di questo giurista e teorico politico tedesco, attraverso l'analisi del modo in cui Althusius stesso ricostruisce l'origine e la natura del diritto regale. Il secondo capitolo è dedicato al problema cruciale delle leggi nella Res publica Christiana riformata. Il terzo ricostruisce le idee di giustizia e di censura in Althusius, due momenti centrali della teoria althusiana dello Stato strettamente correlati fra loro. Il quarto capitolo approfondisce un altro aspetto importante nella costruzione teorica althusiana, quello della guerra. Il quinto e ultimo capitolo, dedicato al problema della coscienza nel diritto pubblico dell'età della Riforma, ripercorre l'evoluzione dell'idea di coscienza da Calvino fino ad Althusius, per concentrarsi sui temi della libertà di coscienza e della libertà religiosa.
2021ill., br. Il volume fa da corredo al percorso espositivo che si snoda dalla Casa Rossa di Tordenaso, sede della Fondazione e dell'Atelier di Biggi, al Comune di Colorno, nell'appartamento del Principe nella Reggia di Colorno, al Municipio di Langhirano, nella Sala delle Capriate dove sono esposte le opere "Le Quattro Stagioni", "Luce degli Appennini" e "Iconario di Langhirano". Prevista inoltre l'esposizione a Sella di Lodrignano, Neviano degli Arduini dell'opera "Le illusioni" del ciclo Puntocromie, collocata al MUSE Collezione Civica d'Arte Contemporanea. In mostra i luoghi della memoria e di nuovi racconti: le vedute della campagna romana e del senese, le colline del veronese e la Pianura Padana, fino alle luci di New York.
2020brossura In occasione dei cento anni dalla nascita di Gianni Rodari, ecco un saggio ricco di sorprese, diviso in tre parti. La prima è una biografia che ripercorre vita e opera dell'autore nei suoi aspetti più significativi. La seconda analizza l'opera di Rodari attraverso dei percorsi tematici che rimettono al centro di possibili percorsi di lettura i grandi valori e le idee di infanzia e società che attraversano i suoi testi: pace, uguaglianza economica e sociale, fratellanza, solidarietà, etica, valore del lavoro, rispetto per l'infanzia, fiducia nel futuro e altri. Viene così messa in luce l'idea di utopia come capacità di vedere le criticità della realtà e del presente e immaginare, anche attraverso l'invenzione fantastica, un futuro migliore. La terza indaga titoli di altri autori contemporanei capaci di proseguire i percorsi di lettura individuati tra i testi di Rodari e di suscitare un dialogo aperto, oggi, tra adulti e bambini sui temi e sui valori centrali per l'autore.
2011br. Tra il 1951 e il 1956 Ernst Bloch tenne, all'Università di Lipsia, corsi di Storia della filosofia. Le lezioni, che risentono del clima politico del periodo, disegnano "tracce" del suo pensiero di quegli anni per noi molto importanti. In questo volume sono raccolte quelle relative al postkantismo dove Bloch, con lo stile discorsivo ma incisivo proprio delle lezioni accademiche, affronta le problematiche del nascere dell'idealismo evidenziandone quegli aspetti densi di significato utopico che sono, per noi, la preziosa eredità di un pensiero che voleva il suo fulcro nella speranza e nell'utopia concreta. Un'indagine storica che ha contribuito alla nuova edizione del 1954 di "Subjekt-Objekt. Erläuterungen zu Hegel" e all'elaborazione della sezione de "Il principio speranza" dedicata alla filosofia della natura di Schelling. Queste lezioni offrono, inoltre, un quadro più ampio dell'idealismo di Fichte - che Bloch non aveva avuto modo di approfondire - mettendolo in relazione con la tradizione democratica dell'emancipazione e della dignità dell'uomo.
2017br. I "dàimon" per i filosofi greci erano gli esseri superiori, a metà strada fra il divino e l'umano; per Bloom sono gli scrittori dotati di un'intensità tale da elevarli verso il sovrasensibile: Whitman, Melville, Emerson, Dickinson, Hawthorne, James, Twain, Frost, Stevens, Eliot, Faulkner e Crane. Ritroviamo un'idea di letteratura esigente, idiosincratica, che è sempre anche una "guerra del gusto". Ma quando Bloom spiega perché l'amore per un poeta non si può spiegare, o perché Whitman gli ha letteralmente salvato la pelle, è chiaro che il merito principale di questo libro è di regalare ancora una volta il racconto di un'esperienza di lettura unica, non tanto diversa dalla vita, che fa corpo con la vita.
2016ill., br. Esempio emblematico della complessità di un'opera unica nel suo genere, il Monumento ai Caduti di tutte le guerre di Albissola Marina, realizzato da Leoncillo Leonardi (1915-1968) tra il 1956 e il 1957, non offre semplicemente spunti di riflessione sulla genesi di un lavoro che ha segnato, per il suo autore, il definitivo passaggio dal neo-cubismo espressionista all'informale materico, bensì permette di affrontare istanze più generali, quali il problema della rappresentazione della memoria collettiva nell'Italia degli anni Cinquanta, dove l'impegno morale e politico di artisti e intellettuali oscilla tra il rinnovamento dell'arte urbana e il conservatorismo di larghe fasce dell'opinione pubblica e dell'establishment. Attraverso una narrazione dettagliata e coinvolgente, l'autore illustra la travagliata gestazione che ha portato all'esecuzione del Monumento ai Caduti di Albissola, corredando la ricostruzione storiografica di immagini e documenti in gran parte inediti. La fenomenologia di questa innovativa scultura pubblica, antiretorica e antimonumentale, viene traslata su un piano di stringente attualità: il ciclo di morte e rinascita ingenerato dalle guerre passate e presenti, la memoria privata e collettiva, i problemi di conservazione delle opere d'arte all'aperto.
2008br. Il Libro dei versi è uno dei più significativi documenti letterari della Scapigliatura milanese; ma più che abbandonarsi a crudità e asprezze al modo di altri scrittori scapigliati, Boito si volse a risolvere il tumulto vitale nel rigore letterario della forma con la sapiente ricerca di simmetrie e di parallelismi, con la miracolosa fluidità musicale, con l'intarsio delle reminiscenze letterarie, con soluzioni stilistiche tratte dai poeti della tradizione, fino a identificare nella letteratura il principale modo di fruire la vita.
2015br. Proprio nell'anno del Centenario dell'arrivo di de Chirico a Ferrara, il pronipote dell'artista, Eugenio Bolognesi, fornisce alla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico un nuovo strumento di indagine: un centinaio di lettere dell'artista alla fidanzata Antonia Bolognesi, conosciuta e frequentata durante il suo soggiorno nella "Ferrara delle sorprese" (1915-1918). Sottolinea il Presidente della Fondazione de Chirico: "La lettura degli scritti riguardo questa importante relazione [...], completa il quadro di de Chirico come uomo, dal quale risalta una profonda integrità personale, l'onestà e il forte impegno lavorativo per conquistare le condizioni necessarie per realizzare il sogno di vita condiviso con la fidanzata e la propria fiducia verso il richiamo del destino". Questo "diario" fornisce quindi uno strumento d'indagine paragonabile a quello di una prospettiva che, tra disegno e destino, rivela la nobiltà d'animo dei protagonisti e le usanze formali dell'epoca che hanno quel qualcosa di eterno e di classico, di armonia e di fatalità, che coincide con tutta l'arte di de Chirico.
2018ill., br. La ricerca sulla figura di Giulio De Vecchi condotta da Matteo Bonanomi è un buon esempio di come si possa oggi fare storia dell'arte riunendo con perizia, attenzione e curiosità le minute tessere di un mosaico complesso e d'impervia ricostruzione. L'itinerario biografico, ricostruito attraverso un meticoloso scavo d'archivio, traccia una geografia che salda i maestri dell'Accademia di Venezia con i protagonisti della scuola napoletana, per poi toccare altri centri cruciali nell'elaborazione del lessico visivo nazionale quanto nella costruzione del mercato artistico più corrente. Quello di De Vecchi appare come un percorso errabondo e discontinuo, che salda i poli estremi di un'Italia ancora ben distinta in scuole pittoriche regionali ma che si stava nel contempo affacciando a un panorama di controversa modernità.
2010ril. Nel giugno 1816 Metilde Viscontini Dembowski attraversa, insieme al figlio Ercole di soli quattro anni, il passo del San Gottardo sotto una tempesta di neve. Deve raggiungere al più presto Milano dove l'aspetta una dura battaglia per ottenere la separazione dal marito e riconquistare l'indipendenza. E solo la prima di una serie di ardue prove che dovrà affrontare in nome della libertà, e che culmineranno con la sua partecipazione alla cospirazione antiaustriaca del 1821. Figura poco nota dello straordinario Ottocento italiano, Metilde è degna di essere considerata una protagonista del nostro primo Risorgimento: amica di Ugo Foscolo e di Silvio Pellico, sarà fonte di ispirazione per Henri Beyle - non ancora diventato il famoso scrittore Stendhal - che per lei coltiva una furiosa passione; impegnata in prima persona nella lotta per l'indipendenza dall'Austria, sarà coinvolta nella drammatica vicenda dei processi ai patrioti, ma riuscirà a salvarsi con caparbia determinazione. Marta Boneschi ricostruisce la storia di Metilde, riannodando i fili che attraversano la sua vita - quello foscoliano, quello stendhaliano e quello patriottico -, per restituirci il senso di un'esistenza spesa nella ricerca di un futuro migliore per sé e per gli altri, con l'obiettivo di perseguire la libertà a tutti i costi.
2019ill., br. La storia dell'arte, lo diceva Benjamin, è una storia di profezie, e perché certe opere siano comprensibili occorre che siano mature le circostanze che esse hanno precorso. Di imprese sovversive il secolo delle avanguardie è stato prodigo, ma ce ne sono alcune la cui forza tellurica ha sconvolto per sempre la modernità lasciando che un nuovo paradigma si diramasse dalla crepa. E c'è un punto preciso in cui attecchisce per la prima volta il germe del contemporaneo: l'apparizione dell'Orinatoio. Dopo averlo acquistato in un negozio di idraulica di New York, Duchamp lo spedisce alla mostra degli Indipendenti del 1917, dove sei dollari garantiscono il diritto di essere esposti. La rottura è sotto gli occhi di tutti: è la natura stessa dell'arte a essere messa alla prova. E a partire da questa "spora aliena" di non-arte la faglia si prolunga attraverso una continua e sistematica trasgressione dei limiti. Esplorando - per usare un termine di Arthur Danto - l'artworld delle catastrofi più clamorose del Novecento, questo libro ci svela le trame di opere rivoluzionarie, indissolubili dalle personalità e dalle idee dei loro autori, in una continua tensione fra provocazione e preveggenza. Scopriamo così che lo spiazzante rigore dei 4'33'' di silenzio di Cage ha strettamente a che fare con l'enfasi concettuale e con l'annientamento del confine tra arte e vita; che le sperimentazioni sul vuoto dell'irruente Klein e gli affilati paradossi di Manzoni inaugurano la pratica di una costruzione del mito dell'artista che diventa essa stessa opera d'arte; che l'iconica Brillo Box di Warhol ribalta le gerarchie moderniste aprendo uno spettacolare squarcio su quella svolta culturale che prenderà il nome di postmoderno. Luigi Bonfante ci rivela l'importanza di uno sguardo retroattivo in grado di riconoscere in queste fratture le caratteristiche più salienti del contemporaneo e insieme di interpretare le ambiguità del nostro presente, senza farsi sedurre dall'irrisolvibile quesito che domina l'estetica dei giorni nostri: siamo di fronte a un'apocalisse o una palingenesi?
2008br. L'opera di Tolkien è, per ampiezza e profondità, uno dei più rilevanti fenomeni culturali e sociali dell'età moderna. Al pari di Siddharta di Herman Hesse, Il Signore degli Anelli è riuscito ad interpretare le esigenze e i problemi di una società esausta e massificata che affidava e affida al regno della parola ciò che, nella realtà, non era e non è più in grado di esprimere. Scorrere le pagine scritte da Tolkien equivale perciò a entrare in un altro mondo, in una dimensione "altra". Per questo, Il Signore degli Anelli non è un semplice divertissement letterario, ma qualcosa di più profondo e importante. È l'impegno in una ricerca al cui termine non c'è un "Monte Fato" da raggiungere e neppure un "anello" da gettare nel magma infuocato del destino. C'è però una meta cui pervenire, che coincide con quella maturazione interiore e con quella ricerca di se stessi che rifiuta ogni vincolo, ogni anello del potere con tutte le sue seduzioni e con tutti i suoi pericoli.
2011br. Dall'Arca dell'Alleanza al segreto dei teschi di cristallo, dall'America all'India passando per il Vecchio Continente, sfidando predatori, spie e militari, ora nazisti, ora sovietici: attraverso l'immaginario storico, geografico, ma soprattutto mitico a cui attinge la saga di Indiana Jones - quattro film di immenso successo, ma anche telefilm, fumetti, videogiochi il genio di Lucas e Spielberg si cimenta in una sfida creativa che ha pochi analoghi nella cosiddetta cultura di massa. Una cultura rivolta all'entertainment ma non per questo ingenua o superficiale. Non stupisce dunque che nelle avventure di Indiana Jones sia presente una vera e propria visione del mondo, articolata e complessa. Un'immagine dell'uomo, un senso della vita, delle vicende terrene, del potere e della forza, che trovano espressione nella formazione e nelle avventure di questo personaggio che affonda le sue radici sia nel mondo del mito e del simbolo che in quello della cultura di una epoca: di quel "secolo breve" in cui le società sono mutate radicalmente. Ecco perché, se un grande filosofo come Heidegger sosteneva che bisognava trovare le radici del pensiero genuino nel linguaggio poetico, altrettanto si potrebbe dire per quello filmico, perché non diversamente dal primo quest'ultimo trae ispirazione da quel mondo immediato e inconscio da cui emergono le immagini primordiali, la trama subliminale che ispira ogni grande pensiero e ogni grande cultura.
2020br. La meccanizzazione e la riduzione a un comportamento para-tecnologico inducono a rinunciare a qualsiasi relazione sociale significativa che non sia formale, gestita attraverso i media tecnologici. Questi ultimi hanno preso il posto dei contatti diretti, favorendo la comunicazione mediata, che ha il pregio di essere asincrona, libera e democratica, poiché pone tutte le persone sullo stesso livello. Soprattutto non coinvolgente, così come deve essere una comunicazione neutra, spersonalizzata e priva di ambiguità. Nella società ipertecnologizzata l'individuo ritiene di godere di un'assoluta libertà e autonomia, garantite da una tecnologia a misura d'uomo. Senza padroni e senza Dio. La tecnologia può tutto, poiché ha assunto oggi una sostanza "magica", quasi sovrumana, che si nasconde dietro la sua struttura opaca e il mistero di una conoscenza superiore ignota alla maggior parte delle persone che ne fanno uso. Così l'uomo nuovo si affida alla tecnologia con una fede illimitata: è la nuova religione. Testi di: Cosimo Accoto, Carlo Dordoni, Vanni Codeluppi, Derrick de Kerckhove, Lelio Demichelis, Ernesto Di Mauro, Pierpaolo Donati, Adriano Fabris, Ubaldo Fadini, Marcello Faletra, Umberto Galimberti, Domenico Gallo, Riccardo Gramantieri, Giuseppe O. Longo, Michel Maffesoli, Alberto Oliverio, Matteo Rima, Carlo Sini, Bernard Stiegler e Stefano Tani.