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1900rif. 2076431Gnadau: Verlag der Unitäts-Buchhandlung 1900. XVI, 700, 8 Seiten. Frakturdruck. 8° (19,5 x 12,5 cm). Halblederband der Zeit mit goldgeprägtem Rückentitel und marmoriertem Schnitt. [Hardcover / fest gebunden].
2019ril. Libro di infinita ed esasperata rabbia nei confronti degli ebrei, "Bagatelle per un massacro" (1938) sollevò in Francia critiche ed entusiasmi, che questo libro documenta nei passaggi più rilevanti. Qualche anno dopo l'atroce constatazione: ciò che Céline augurava agli ebrei si era puntualmente verificato nella Germania nazista. Letti retrospettivamente le "Bagatelle" e le reazioni dei critici segnano un passaggio decisivo nella cultura francese. Céline riassume in quel velenoso pamphlet secoli di pregiudizio antisemita proiettandolo nello spazio di un potente immaginario polemico, in realtà utilizzabile, e in parte utilizzato, all'occorrenza per qualsiasi causa. Molti, a sinistra, pensavano, dopo "Viaggio al termine della notte" (1932), di poter piegare la forza del linguaggio di questo scrittore ai propri fini politici. Con "Bagatelle" la delusione e il rammarico. Ma anche a destra l'appoggio al pamphlet è sempre accompagnato da distinguo e puntualizzazioni. La sua forza espressiva deve essere confinata a una funzione retorica, gli argomenti contro gli ebrei dovevano avere ben altro sostegno. Eppure, la storia della Shoah ha testimoniato che tutti quei distinguo non valevano nulla di fronte alla realtà dello sterminio nazista. Di "Bagatelle" se ne torna a parlare in Italia nel 1981, quando l'immagine dello scrittore ormai riconosciuto tra i più importanti per stile e linguaggio, si completa con la traduzione dell'urticante pamphlet. Quasi dimenticato in Francia, non viene accolto nei volumi della collezione Pléiade (anche per volontà della vedova di Céline, che non vuole fomentare l'odio verso di lui), l'editore Guanda lo traduce integralmente dopo la prima edizione del 1938, ampiamente censurata dal fascismo. Un dibattito, breve ma intenso, ridisegna i confini di ciò che è permesso e ciò che è proibito. Un anticipo sostanzioso di quello che si andava definendo come politically correct.
2014ill., br. Il catalogo dell'esposizione itinerante che presenta cento anni di immagini e di parole sull'emigrazione, fornisce alcune chiavi di interpretazione della condizione universale dei migranti e conduce il lettore in un cammino che ripercorre, nello spazio e nel tempo, le storie di coloro che dal Friuli Venezia Giulia, dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia si sono recati nei cinque continenti, per confrontarsi con quelle di chi oggi arriva e parte da una regione che è molto cambiata. Testi e immagini fanno parte dell'Archivio Multimediale della Memoria dell'Emigrazione Regionale (AMMER).
2008br. Il successo della trilogia cinematografica tratta dal capolavoro di John Ronald Reuel Tolkien, "Il Signore degli Anelli", ha riportato di grande attualità l'opera dello scrittore inglese. Questo libro, in una nuova edizione ampliata, analizza approfonditamente l'opera di Tolkien sotto l'aspetto simbolico, filologico, letterario e come fenomeno sociale e politico, con una sezione dedicata ai numerosi continuatori (e imitatori) del "Signore degli Anelli", per investigare le motivazioni del suo successo e dell'attrazione contemporanea verso il Fantastico.
2022br. Robert Brasillach (Perpignano, 31 marzo 1909 - Arcueil, 6 febbraio 1945) è stato uno scrittore, giornalista, poeta e critico cinematografico francese, principalmente noto per essere stato il caporedattore del settimanale Je suis partout. Dopo la liberazione di Parigi nel 1944, accusato di collaborazionismo con il Terzo Reich, fu condannato a morte e giustiziato dopo il rifiuto di De Gaulle di concedergli la grazia. La sentenza rimane un caso controverso nella storia giuridica francese, perché basata su "crimini intellettuali" piuttosto che su azioni militari o politiche. Con questa raccolta di saggi si vuole fare luce sulla personalità, le opere, il pensiero di questo personaggio brillante ucciso per un ideale.
2009ill., ril. In occasione del 200° anniversario dell'annessione della Toscana all'impero napoleonico, viene proposto un approfondimento su alcuni aspetti poco conosciuti della storia toscana in generale e della storia di Firenze in particolare, quali la partecipazione dei toscani nell'ambito delle guerre rivoluzionarie e napoleoniche. Il periodo preso in esame si sviluppa per quasi venti anni, dei quali solo sette saranno quelli di effettiva annessione alla Francia. Tale periodo, se pur breve, rappresenta un momento molto significativo per la formazione della coscienza nazionale italiana. Infatti, per la prima volta dopo molti secoli, tutti gli italiani, se pur riuniti in 3 diverse realtà politiche, adottano le stesse leggi e combattono sotto una direzione unitaria. Nasce in questi anni il tricolore italiano, repubblicano prima e reale poi. Nasce il concetto di esercito nazionale con leva con coscrizione obbligatoria. Nasce l'idea di una Nazione Italiana. Nel volume gli autori affrontano in modo organico le vicende caratterizzanti questo periodo dalla situazione internazionale agli avvenimenti di Firenze e della Toscana, oltre che dei reggimenti reclutati nella regione, per arrivare poi all'analisi delle vicende personali di alcuni dei protagonisti, rintracciate tra i documenti d'archivio.
2012brossura All'inizio del percorso che ci ha portato a questo numero dedicato allo spazio avevamo davanti a noi una scatola cinese, dentro alla quale sapevamo che ce n'erano altre più piccole, ma noi stessi eravamo in una scatola più grande, senza sapere quante fossero le scatole che la contenevano. Qual è, e dove è, lo spazio nel quale viviamo? Il tempo scorre, nello spazio; lo spazio resta, nel tempo. Come uscire da questa impasse? Einstein, introducendo lo spazio-tempo, ha risolto il problema per quanto riguarda la fisica, ma i risultati delle sue scoperte sono lungi dall'essere interiorizzati dalle altre branche del sapere. Tutte le discipline sono costrette, in un modo o nell'altro, ad abitare un qualche spazio, ma poche di esse lo problematizzano come elemento in sé, altre non si rendono conto di averlo già inconsapevolmente problematizzato. Nel coordinare i lavori del numero di Post dedicato allo spazio, abbiamo dato voce alle possibili risposte a questo tipo di domande, proponendo tanto agli articolisti quanto agli artisti, diversi tra loro per formazione, attività di ricerca, di lavoro, e, in generale, per esperienze di vita vissuta, di confrontarsi con questo tema.
2015brossura
2022br. Rivista dedicata alla storia del Risorgimento. Gennaio-giugno 2021.
2022br. Rivista dedicata alla storia del Risorgimento. Luglio-Dicembre 2021.
2013br. "Il nostro sarà un percorso fra pagine che amiamo: sarà un modo di interrogarle e di interrogarci nuovamente, di cercare di capire che cosa significhino, per noi e per chi è venuto prima di noi." La storia della letteratura americana è il racconto del cammino ricco, accidentato e contraddittorio che ha portato alla costruzione di una nazione dalle mille voci e dalle mille etnie. In questo volume, quattro fra i massimi americanisti italiani - Guido Fink, Mario Maffi, Franco Minganti, Bianca Tarozzi ripercorrono con chiarezza e competenza l'intenso sviluppo della cultura statunitense: dalla nascita di una letteratura nazionale agli intrecci tra Nuovo e Vecchio Mondo, dal realismo del primo Novecento alla generazione beat, gli autori descrivono l'unicità di grandi scrittori come Twain, Hemingway, Salinger e Philip Roth, e allo stesso tempo narrano le trasformazioni e il fascino di quel tessuto magmatico e polifonico che ancora oggi continua a rinnovare gli orizzonti culturali di tutto il mondo.
2021br. Il cristianesimo è una religione perversa? Dio Padre, che pone in mezzo al Paradiso l'albero della conoscenza e poi proibisce alle sue creature di gustarne i frutti, sembra agire come un perverso, e perverso è il piano divino che prevede di sacrificare il proprio Figlio per salvare quelle stesse creature da Lui spinte a peccare... Tuttavia, nonostante questo - o forse proprio per questo - il cristianesimo resta una religione autenticamente «rivoluzionaria», forse la sola in grado di farci riflettere sulla condizione paradossale dell'uomo: e Slavoj ?i?ek, in questo denso volume, arriva a sostenere- da un punto di vista completamente ateo - che «per essere un vero materialista dialettico bisogna andare fino in fondo all'esperienza cristiana». E la vera esperienza cristiana viene trasfigurata: non consiste più (o non soltanto) nella fede nel Grande Altro divino, ma soprattutto nella tragica consapevolezza dell'impotenza radicale di Dio. Riproponendo, con coraggio teoretico ineguagliabile, i dilemmi agostiniani e kierkegaardiani, Slavoj ?i?ek fornisce con questo saggio - tanto ai credenti quanto ai non credenti - una visione veramente sovversiva dell'eterno problema di Dio. E poiché oggi anche i difensori dell'Illuminismo riconoscono che una visione religiosa è necessaria per ancorare il nostro atteggiamento etico e politico in un'epoca post-religiosa, questo libro si candida a punto di partenza per un dibattito quanto mai necessario.
1900rif. 2097933[Edinburgh & London: Gall & Inglis ca. 1900]. 848, 23, (5) Seiten. Dünndruckpapier / Bible paper. Mit zahlreichen Karten im Text sowie einer großen Faltkarte im Anhang. Kl. 8° (16 x 9 cm) Orig.-Lederband mit goldgeprägtem Rückentitel und goldgeprägter Deckelvignette (KFZ / automobile). [Hardcover / fest gebunden].
2019br. Impiccato per ordine di Hitler a Flossenbürg, l'ammiraglio Canaris è noto per esser stato tra i promotori dell'attentato del luglio 1944 e tra i sabotatori della spietata politica nazista. Su nessuna delle figure della seconda guerra mondiale si è scritto di più e in modo maggiormente contraddittorio come su di lui. Capo del servizio segreto delle forze armate tedesche, è stato attaccato da più parti e dipinto dagli uni come spia, ambizioso, nazionalista e militarista, dagli altri come traditore che ha colpito alle spalle la Wehrmacht e il popolo tedesco. In questo libro, Karl Heinz Abshagen si sforza di dare con obiettività un quadro preciso della vita e del carattere di Canaris, al di là delle numerose descrizioni romanzesche di tipo criminalistico o spionistico che ne sono state fatte, per scoprire un personaggio che, nonostante sia stato coinvolto in azioni criminose, si è opposto a Hitler e ai suoi metodi.
2015br. L'antropocentrismo è una delle più radicate tradizioni del pensiero occidentale: fondato sulla superiorità e sulla centralità dell'uomo nell'ordine del vivente, esso ha autorizzato e continua ad autorizzare ogni possibile forma di violenza e di sfruttamento nei confronti della natura e degli animali non-umani. Oggi questa macchina plurisecolare e apparentemente inossidabile - alimentata da categorie, credenze, miti e procedure - vacilla sotto i colpi di nuove domande critiche e di inedite istanze emancipative, molte delle quali trovano posto nel dibattito sul post-umano. Si tratta tuttavia di una macchina complessa e reattiva, capace di risorgere dalle sue sconfitte e di riproporsi nelle più svariate vesti: ad essa bisogna opporre quindi un lavoro critico paziente e capillare, che sappia raccogliere e mobilitare gli indizi di una diversa razionalità filosofica, etica e politica. Di questo compito si fanno carico i contributi raccolti nel presente volume.
2021br. Voci di donne hanno scandito il corso del Novecento e fino ai giorni nostri con l'autorevolezza di chi ha guardato a fondo in se stesso. Voci altresì consapevoli della crisi irreversibile della modernità e dell'urgenza di indagare le vie necessarie a una profonda rigenerazione delle espressioni del pensiero e della vita sociale. Di qui la tonalità spirituale che le accomuna e che nella figura della preghiera trova, in senso contrario al sentire dell'epoca, l'approdo in cui conciliare caducità e infinità, perdita e pienezza. Al centro della scena il lettore troverà qui le tre figure che più lucidamente si sono confrontate col cuore di tenebra del Novecento: Hillesum, Stein, Weil, misurate sulla loro aspirazione a una comprensione esistenziale del mistero di Dio. Prima e dopo questo spartiacque, il confronto sarà con la problematica ricerca intellettuale e poetica di Catherine Pozzi, di Cristina Campo e di Chandra Livia Candiani, con la teologia mistica di Adrienne von Speyr, infine con l'ispirazione religiosa che sostiene l'arte di Serena Nono, le cui opere illustrano il volume.
2018br. La "theoria" come spazio indispensabile per la vita politica dell'uomo: questa profonda intuizione, posta da Hannah Arendt a fondamento de "La vita della mente", viene sviluppata, nel presente volume, indagando sulla peculiare libertà che Aristotele associa all'esercizio della filosofia. L'attività teoretica del pensiero implica infatti, nello Stagirita, una "proairesis tou biou", una scelta di fondo, con la quale colui che pensa plasma la sua vita nel libero corrispondere alla propria natura di essere pensante. Se si investigano ulteriormente i fondamenti di questa forma aristotelica di libertà, si comprendono meglio le ragioni del legame essenziale tra volere, pensare e giudicare, che per Arendt costituiscono nel loro insieme la vita della mente, e si apprezza in tutto il suo spessore la forza ermeneutica dell'aristotelismo arendtiano. Si possono però allo stesso tempo valorizzare aspetti ancora attualissimi della concezione aristotelica anche al di là dei limiti che sembrano comunque dover restringere, nella riflessione arendtiana, il ruolo della teoria in conseguenza della centralità dell'azione. La scelta di assumere fino in fondo il pensare, ripresa nel contesto aristotelico del riferimento alla determinatezza di senso e dello stare al discorso e con altri, deve certamente affrontare un'intensificazione della dialettica paradossale e drammatica di necessità e libertà all'interno della vita umana, ma viene allo stesso tempo portata in un ambito capace di illuminare in modo insostituibile il nesso tra libertà e responsabilità che l'agire dell'uomo, e la sua vocazione politica, chiamano ineludibilmente in causa.
2013br. Via XX Settembre si trova poco lontano dal teatro Politeama, nel cuore di Palermo: è qui che nel 1958, lasciata Agrigento, viene a vivere la famiglia Agnello. Simonetta ha tredici anni, sta per entrare al ginnasio - il trasferimento è stato deciso per offrire a lei e alla sorella Chiara una vita più stimolante. A Palermo si instaura un nuovo equilibrio familiare - il padre è spesso assente per seguire la campagna, ritmi e abitudini sono dettati con ferrea dolcezza dalla madre. A ribadire la continuità col passato, il piccolo mondo fatto di zii, cugini, persone di casa, amici, parenti. Sullo sfondo, ma in realtà protagonista, una città in cui alle ferite della guerra si stanno aggiungendo quelle, persino più devastanti, della speculazione edilizia. Fastosa e miserabile, Palermo seduce Simonetta: la stordisce di bellezza e di profumi, la ingolosisce con le fisionomie impassibili dei pupi di zucchero e l'oro croccante delle panelle. Nondimeno si insinua la percezione di un degrado sempre più evidente. La città le si rivela mentre lei si rivela a se stessa, attraverso un mondo muliebre vivissimo, attraverso l'amore per i libri, attraverso i primi barlumi di una coscienza civica e politica. Imboccata via XX Settembre, la formazione si consuma dentro un taglio prospettico che va oltre Palermo e la Sicilia: l'incombere del distacco che porta Simonetta in Inghilterra lascia intravedere una nuova maturità, una nuova esistenza.
2017ill., br. Due insegnanti della Statale raccontano il proprio luogo di lavoro. E si spalanca una cavalcata di immagini a colori attraverso oltre cinque secoli di storia milanese. A partire dal 12 aprile 1456 quando il duca Francesco Sforza posa la prima pietra dell'Ospedale Maggiore: una costruzione che poco più di cent'anni dopo Giorgio Vasari definirà: «luogo tanto ben fatto et ordinato che per simile non credo ne sia un altro in tutta Europa». Ospedale sì, ma anche - dagli anni Cinquanta del Novecento - una delle sedi di una delle grandi università italiane. L'osservatorio prende di mira essenzialmente le vicende storico-artistiche, ma questo non esclude incursioni nei campi contigui. Non mancano le scene madri (la fondazione, i bombardamenti della seconda guerra mondiale...) e i protagonisti dell'obbligo (dal Filarete a San Carlo) ma c'è spazio anche per episodi poco noti o trascurati: le immagini di culto dell'Ospedale, le insegne fasciste, il cardinal Montini, gli scontri del '68 e del 77, il mercatino di Largo Richini, Lucio Fontana, Camilla Cederna, Colpire al cuore... Viene alla ribalta una folla di personaggi minori che restituiscono il sapore della storia, in un caleidoscopio di citazioni spesso recuperate per la prima volta. Nelle lunghissime note si nascondono ritrovamenti, precisazioni, identificazioni nel mare magnum del patrimonio ospedaliero e universitario, così da dare vita a un vademecum che finora non esisteva.
2011ril. Il volume di Renzo Aiolfi è la preziosa testimonianza di una tragedia della prima guerra mondiale che Savona e le vicine popolazioni costiere hanno vissuto con commossa partecipazione. L'autore ha raccolto rare fotografie e notizie inedite, ricordi e testimonianze di naufraghi e soccorritori, di spettatori e protagonisti, carteggi di autorità militari e civili, lettere di familiari, manifesti. Inoltre viene reso nota la versione tedesca dell'evento bellico attraverso i rapporti e gli schizzi custoditi dall'Ammiragliato germanico. Il volume è stato aggiornato con la cronaca del ritrovamento del relitto avvenuta durante il 2011 e che ha riportato di attualità questa tragedia del Mar Ligure.
2020ill., br. Uscito in Russia nel 1917, "Picasso e dintorni" è il primo studio monografico su uno dei più importanti artisti del Novecento. Quasi ignorato all'epoca, negli ultimi decenni il libro è stato scoperto e apprezzato dai massimi esperti di cubismo. Si tratta di un'opera eccentrica, divisa in due parti: una raccolta di riflessioni aforistiche non solo su Picasso, ma anche su estetica e sociologia dell'arte; una trattazione sulla tecnica espressiva del pittore nella sua evoluzione dal 1900 al 1914. L'autore del saggio sostiene l'eccezionalità delle soluzioni estetiche di Picasso nel contesto delle avanguardie, a differenza degli interventi dell'epoca sul cubismo (su tutti, quelli di Soffici e Apollinaire), e al tempo stesso esalta la bellezza delle sue sperimentazioni più estreme, in polemica con le pessimistiche interpretazioni metafisiche di Berdjaev. Corredata da un ampio commento, questa edizione mira a offrire per la prima volta al pubblico italiano un testo di rilievo nella critica cubista, oltre che un'opera poco nota dell'«Età d'argento» della letteratura russa.
2016br. La recente ripresa dell' "Edizione Nazionale" e la parallela riscoperta di manoscritti mancanti danno l'occasione per ridefinire la figura e l'opera di Giovanni Verga (1844-1922), caposcuola del verismo è stato testimone - solo all'apparenza distaccato - di quasi un secolo di vita dell'Italia, dall'impresa dei Mille fino alla Grande Guerra. Come scrittore ha attraversato le correnti e i generi fondanti della letteratura otto-novecentesca: dal romanticismo al decadentismo, dallo psicologismo al verismo, trasfondendo una vena di simbolismo in romanzi (storici, mondani, veristi) e drammi ("intimi" o rusticani), spingendo lo sperimentalismo fino alle sceneggiature cinematografiche. La sincronia di testi apparentemente incompatibili - come "Storia di una capinera" ed "Eva", "I Malavoglia" e "Il marito di Elena", "Cavalleria rusticana" e "In portineria", "Caccia al lupo" e "Caccia alla volpe" - si giustifica con la volontà tenace di rappresentare l'universo sociale coevo con una forma di volta in volta inerente al soggetto, ma pure con la condizione tutta ottocentesca di scrittore-romanziere professionista che si adegua al mercato editoriale. Al centro di questa ricerca vi sono la lingua e lo stile: Verga si fa traduttore e interprete del sentire dei suoi personaggi ora con il mirabile italiano regionalizzato dei capolavori, ora con l'italiano chiaroscurale dei testi intimisti.