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1997illustrazioni
réf. 4872Musée d'art moderne, Saint-Etienne, 2001. In-4, broché sous couverture rempliée et illustrée en couleur, 216 pp. "Ecrire sur l'art et les artistes est comme écrire sur la spiritualité. On ne parvient jamais jusqu'au cœur de la question.", Martine Dancer - "Créer avec l'intensité de la vie...", Jean-Loup Korzillius - Entre la sérénité et l'inquiétude, Bernard Ceysson ...
2012ill., br. Cent'anni fa moriva Antonio Fogazzaro: uno scrittore più volte candidato al Nobel e oggi rientrato nella penombra. Seppur dai più etichettato come narratore "veneto" per la sensibilità al fascino della contestazione ideologica e dalla trasgressione amorosa ma, soprattutto, per i suoi versi eleganti e le avvolgenti atmosfere naturali e mentali, emerge in Fogazzaro una forte tinta lombarda, trasmessa dallo spirito materno, dall'attaccamento al paesaggio di Valsolda, agli anni cruciali nella Milano, e visibile nelle dense pennellate realistiche e umoristiche di "Piccolo mondo antico", fil rouge della giornata di studio bresciana e degli atti pubblicati. A presentare e introdurre il tema del volume è il saggio di Giorgio Bárberi Squarotti, fogazzarista di lungo corso, che si sofferma sull'antico e il moderno: i due "piccoli mondi" di Fogazzaro. Segue l'edizione critica e commentata di "Piccolo mondo antico", di Tiziana Piras che sta per inaugurare l'Edizione Nazionale. Adriana Chemello, specialista della letteratura di genere, illustra il rapporto fra l'autore e le donne, un mondo cui lo scrittore era assai sensibile, anche se in modi ben diversi da quelli tristemente celebrati dal casanova D'Annunzio. Giuseppe Magurno, docente nel glorioso liceo "Arnaldo", indaga il modo in cui l'autore ha trovato spazio nelle antologie scolastiche mentre Elisabetta Selmi, docente bresciana nell'università di Padova, propone una rilettura del dialogo Fogazzaro-Bonomelli in chiave religiosa.
2014br. Il volume, composto di dodici saggi, propone quattro percorsi di studio e di analisi letteraria: lo svilupparsi dell'attività storiografico-letteraria a inizio Settecento nell'atmosfera della Repubblica delle lettere d'impronta muratoriana; la riflessione critica e storiografico-letteraria ottocentesca, anche in chiave di continuità e discontinuità rispetto a quella settecentesca; l'analisi di aspetti rilevanti, tematici e storico-stilistici, di romanzi italiani (Promessi sposi e Fede e bellezza), nonché della loro fortuna e influenza; l'attività di pubblicista e poeta di Niccolò Tommaseo. Percorsi autonomi, ma legati dall'intento comune di seguire alcuni momenti nodali nella trasformazione dell'agire letterario nel passaggio dalle società d'antico regime alla modernità.
réf. 1355972078.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
2012br. C'è ancora chi si domanda se il personalismo comunitario di Mounier sia attuale e attraverso quali sentieri passi la sua capacità di incidere nel mondo contemporaneo. In effetti non sono poche le differenze tra gli anni Trenta del Novecento e l'inizio del terzo millennio, nonostante le analogie esistenti circa i problemi della separazione tra sistema sociale e mondi vitali, tra persona e società, caduta dei valori, crisi economica e delle istituzioni. Specie dopo gli avvenimenti dell'11 settembre 2001, dell'11 marzo 2004 e del 7 luglio 2005, la cultura occidentale e la stessa sopravvivenza si sentono minacciate dalle crisi come già fu in quella economica e di civiltà del '29, cui seguì la Seconda Guerra Mondiale.
réf. 2492Galerie nationale du Jeu de Paume, Centre Georges Pompidou, Paris, 1999. In-8, broché sous couverture rempliée et illustrée en couleur, 199 pp. En mémoire de Georges Pompidou, par Jacques Chirac - Une lecture actuelle de Georges Pompidou, par Jacques Friedmann - D'un vivant édifice..., par Jean-Jacques Aillagon - Entretien avec Claude Pompidou, par Daniel Abadie et Jean-François Mozziconacci - Georges Pompidou et ...
2021ril. La magia incanta il genere umano da millenni, suscitando terrore, risate, shock e stupore. Un tempo perseguitati come eretici e stregoni, i maghi hanno sempre fatto da tramite con un universo parallelo di possibilità illimitate, evocando spiriti, leggendo la mente o sconvolgendo le leggi della natura con giochi di prestigio. Molto tempo prima della fantascienza, della realtà virtuale, dei videogiochi e di Internet, la magia è stata lo strumento più potente della fantasia umana. Pionieri degli effetti speciali nel corso della storia, i maghi non hanno mai smesso di affascinarci rendendo possibile l'impossibile. Questo libro celebra oltre mezzo millennio della stupefacente cultura visiva dei più grandi maghi del mondo. Attraverso più di 750 rari poster d'epoca, fotografie, volantini e incisioni, ma anche dipinti di pittori del calibro di Hieronymus Bosch e Bruegel, tra gli altri, The Magic Book ripercorre la storia della magia come arte performativa dal 1400 agli anni '50. Combinando immagini sensazionali con un testo incisivo, il libro esplora l'evoluzione dell'arte dei maghi, dagli incantatori di strada medievali ai brillanti maghi da palcoscenico che hanno dato origine agli effetti speciali cinematografici; dall'età d'oro della magia del XIX secolo ai temerari rivoluzionari come Houdini e i maestri del vaudeville del XX secolo.
2018br. Il volume indaga la presenza e l'incidenza dei fattori di matrice femminile che agiscono in Dino Buzzati sin dalle sue primissime prove narrative, a dispetto della tradizionale vulgata critica che ha spesso chiuso la questione rubricando i primi tre lavori (Bàrnabo delle montagne, Il segreto del Bosco Vecchio, Il deserto dei Tartari) all'altezza dell'assenza della donna. Benché essa, come essenza corporea, non tocchi i primi due romanzi né possa dirsi protagonista di quello del 1940, l'intento è di valutarne in prima istanza il riverbero in termini di manifestazione recondita, di "ombra", che procede dalle trasfigurazioni dei luoghi. È in questo senso che va inteso il cambio di prospettiva nella restituzione della donna che con la propria carnalità invaderà la produzione buzzatiana da Un amore. A questo scopo l'attenzione è stata posta sul grado di inurbazione che il personaggio buzzatiano (e Buzzati stesso) guadagna dopo il romanzo di Drogo, in specie attraverso la scrittura giornalistica e i casi di cronaca nera che conducono il nostro scrittore nei recessi più perversi dell'area metropolitana e dell'animo umano. I casi di cronaca nera affrontati dal Dopoguerra al termine degli anni Cinquanta risultano propedeutici a un nuovo, visibile livello di narrazione nel quale il desiderio di distruzione iuxta femina o le sue "ombre" confermano un travaglio rilevabile in germe sin dagli esordi.
1967In-16 p., cartonato editoriale figurato, circa 40 pp. non numerate, con disegni nel testo. Edizione curata graficamente da Toni Bonavita e Grazia Mannoni. Ben conservato.
réf. Ernst Jonas Bencard and FIn Pristine Condition. unknown
2000cm. 17 x 24, 186 pp. Centro di studi di letteratura italiana in Piemonte ?Guido Gozzano - Cesare Pavese? - Saggi e testi Il volume ripercorre l?'iter' di un autore molto discusso e molto letto, ricostruendo, con numerosi documenti inediti, la storia dei suoi viaggi e di ci? che ne scrisse: dai resoconti della presa di Roma nel 1871 e dagli impegnativi 'reportages' dalla Spagna del ?72 ai successi di pubblico con i libri sul progresso europeo e sull?Oriente, fino alla svolta degli anni Ottanta (e oltre) con l?attenzione agli emigrati italiani in Sudamerica. This work follows the course of a much talked about yet greatly read author and, by means of many so far unpublished documents, reconstructs the history of his journeys and what he wrote on them: from his report on the taking of Rome in 1871 and his reportage from Spain in ?72 to his public success with his books on European progress and on the Far East, to the turn of the Eighties with great attention to Italian emigrants in South America. 357 gr. 186 p.
1874réf. 1254433Dresden, Naumann, (1874). 2 Bl., 301, (3) S. OLwd (Rücken berieben, Stempel verso Titel, anfangs einige Bl. stärker, sonst gering braunfleckig).
1921réf. 9601Berlin, Bondi, 1921. 159 S. 8°. Original-Karton.
1923réf. 9792München: Müller 1923. 30 S. + 135 Taf. 4° Ln. *vorderer Deckel gelockert*.
1921réf. 28955Leipzig, Insel, 1921. XXVIII, 537 S., 1 Bl.; 2 Bl., 523 S. 8° (17,5 x 10,5 cm). Biegsame Original-Leinwand.
1902Album in-24 gr. oblungo (mm. 140x190), bella legatura in p. pergamena con unghie, titolo in nero e iniziali colorate. Il volume restituisce, in fedele stampa anastatica a colori, le cento “cartoline” realizzate alla fine dell’Ottocento dal pittore toscano Attilio Razzolini, con la tecnica rinascimentale della miniatura su cartapecora. Contenute in apposite pagine a finestra, ciascuna cartolina, con una o più miniature, illustra un canto: il testo dantesco è riprodotto in stile gotico del Quattrocento ed è arricchito da pregevoli fregi e sontuosi capilettera, tanto da far ricordare le preziose miniature medievali. Completano l’opera del Razzolini 3 tavole per i frontespizi delle 3 cantiche e 1 tavola iniziale come frontespizio del Poema. La collezione di cartoline postali, effettivamente utilizzate come tali all'inizio del Novecento, è conservata integra presso l'archivio dei fratelli Andrea e Fabrizio Petrioli a Firenze. Esemplare ben conservato. .
1942In-4 gr., tela editoriale rossa, pp. (8),679, con ritratto di Dante, molto ben illustrata nel t. da 135 tavv. del Dorè. Esemplare molto ben conservato.
1902Tre volumi reliegati in uno in gr-folio. 140, 146, 166 pp. Numerose ill. su tavola a piena pagina nt. ed alcune ft. su cartoncino stampate con la laboriosa tecnica della collotipia come da indici alla fine di ciascun volume, che li elencano con il nome dell'autore (A. Martini, D. Cambellotti, L. Balestrieri, A. Sartorio, P. Nomellini, P. Chiesa et al.). Una tavola dell'Inferno staccata, manca una tavola al Purgatorio. Finali e testate incise.
1921In-4 gr., bella legatura edit. in velluto (abrasioni al dorso), ricca decoraz. oro ai piatti e filetti al dorso, risg. decorati, taglio super. dorato, pp. (10),XCIII,(11), tutte a fogli doppi chiusi; il volume è ornato ai margini di ogni pagina da delicati fregi in oro e a colori di Nestore Leoni, con le bellissime illustrazioni e allegorie a colori di Vittorio Grassi. Riproduzione in fac-simile dell'ediz. originale del 1907 (illustrata e miniata su pergamena da Leoni e Grassi, “testo raffermato da Michele Barbi per la Societa’ Dantesca Italiana”). Cfr. Mambelli,782. Pregevole ediz. di lusso, in tiratura di 1321 esempl. numerati e firmati dagli artisti, su carta avoriata con speciale sigla in filigrana, appositamente fabbricata dalle Cartiere Miliani, ben conservata.
1921réf. 272191Bln: Askanischer Vlg. 1921. 573 S., überaus mont. zahlr. Ill. Gr 8° Orig.HLdr. *Name auf Vorsatz* Prachtausgabe in gutem Zustand* Deckel etas lichtrandig*.
1925réf. 26387Bln: Askanischer Vlg. 1925. 573 S., überaus mont. zahlr. Ill. 4° Orig.-Halbpergamentband *Name auf Vorsatz* Prachtausgabe in gutem Zustand*.
1875[Bibliografia] (cm.24) Ottimo mz. marocchino verde originale. Nervi titolo e filetti in oro al dorso. -pp. 1424, 158. Repertorio utilissimo e molto raro. Ricercato per la rapida consultazione e la ricchezza delle edizioni elencate. In più indici in fine, cronologico, metodico ecc. Rinforzi alle cerniere interne ma ottimo esemplare. * Felkel II 7.[f66] Libro
2018br. Nello spazio globalizzato della contemporaneità, il concetto stesso di distanza sembra essere stato abolito; eppure c'è chi ancora parla di centri e periferie, richiamando l'attenzione su un divario che si sta accentuando. Non sarà, dunque, anacronistico ripensare il nostro passato prossimo, gli anni dalla Liberazione al 'Boom', che costituirono per l'Italia uno spartiacque economico, culturale, forse antropologico. Moravia, Brancati, Parise, Pasolini, Bianciardi, Viani, Morante, Testori, Cassola, Meneghello, Fellini hanno raccontato il cambiamento, assumendo come punto di osservazione il rapporto tra giovani e sessualità, inscenato in vacillanti microcosmi marginali. Hanno rappresentato, cioè, le seducenti ambiguità insite nell'omologazione portata avanti dai centri e, al contempo, la varietà fascinosa e declinante di province e periferie.
2018br. Quali sono, se esistono, le continuità sociali e culturali, in Italia, nel passaggio tra fascismo e Repubblica, in un momento dunque di profonde discontinuità politico-istituzionali? E come si collegano tra loro, oppure si disgiungono, il primo e secondo Novecento; gli anni trenta e gli anni cinquanta o sessanta? Quali le «rimozioni» della storiografia postbellica o successiva con cui una nuova generazione di studiosi è oggi chiamata a confrontarsi? In questo suo libro, dedicato ai temi della «liturgia politica» considerati sotto profili specificamente storico-artistici, Michele Dantini si sofferma in modo ampio e dettagliato su alcune figure di artisti, critici, intellettuali che sembrano trovarsi ideologicamente agli antipodi nel corso degli anni venti e trenta: Edoardo Persico, ad esempio, la cui attività è ricostruita non solo con riferimento all'arte e all'architettura, ma anche in relazione alla cultura giuridica, storica e religiosa; o Giuseppe Bottai, delle cui politiche a favore dell'arte contemporanea e del patrimonio è proposta un'interpretazione in larga parte inedita. «Organizzatori» di cultura tra i più noti, da Marinetti a Carli, da Gobetti a Suckert-Malaparte, da Soffici a Croce; un poeta come Montale; e studiosi come Lionello Venturi o il giovane Argan ricevono qui nuova luce, mentre artisti considerati «minori» salgono improvvisamente in primo piano - è il caso di Tullio Garbari. D'altra parte nel saggio su Persico, che si conclude con un attento esame dei progetti per allestimento, Dantini pone le premesse per una comprensione più diramata e molteplice di Lucio Fontana, cruciale trait-d'union tra le due metà del secolo se considerato dal punto di vista dell'«arte sacra» e del suo rinnovamento. Nel far questo l'autore intreccia intimamente, poggiando su basi documentarie rigorose, storia dell'arte, storia politica e storia culturale; e dà conto dell'importanza degli studi di Renzo De Felice e scuola per la storia dell'arte. Vengono riprese così, da punti di vista storiografici e critici insieme, le fila di un dialogo interrotto tra discipline.