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2018br. Ante Pavelic, leader del partito fascista croato (Ustasa), fu posto da Hitler al governo della Croazia dopo l'invasione nazista del 1941. Pavelic era un acceso nazionalista, convinto ad esempio che il popolo serbo fosse una razza inferiore: fu responsabile di, un genocidio ai danni di circa 390.000 vittime (in prevalenza serbi, ebrei e rom) nel corso della Seconda guerra mondiale. La monografia affronta con completezza guesti anni di storia croata e della guerra, partendo già dalla giovinezza e dagli anni di formazione di Pavelic e del movimento, seguendolo fino alla fuga e alla latitanza, senza trascurare le responsabilità del Vaticano. Infine, è sviluppato anche uno speciale focus sul ruolo degli Stati Uniti nell'assetto post-bellico: l'autore, sulla base di documenti a lungo non resi pubblici, ritiene che per il presidente Truman fosse una priorità lasciare Pavelic impunito, nel contesto appena avviato della Guerra fredda. Gli ustascia costituiscono ancora oggi un lascito estremamente complesso per la società croata: il libro presenta finalmente al lettore tutti gli elementi utili alla comprensione di una fase di grande significato per la storia della Croazia, dei Balcani e dell'Europa.
1825réf. 702315ohne Ort (Elberfeld), Büschler, 1825-27. 2 Blatt, 188 Seiten; 255 Seiten. Halblederbände der Zeit mit rotem und grünem Rückenschild. Schöne Marmorpapiervorsätze. Rücken von Band 2 am unteren Teil ergänzt.
2002réf. 30126München, Literareon, (2002). 132 S. 8° (19 x 12 cm). Original-Karton.
réf. 4057National Portrait Gallery, London, 1984. In-8, broché sous couverture illustrée en couleur, 148 pp. Chronology - Introduction - Catalogue. - Catalogue notes : Paintings. - Drawings and watercolours. - Sculpture. - Books and pamphlets. - Photographs and documentary material - Index - List of Lenders.
1977réf. 11885(Frankfurt), Suhrkamp, (1977). 267 S., 4 Bl. 8°. Original-Pappe mit Schutzumschlag.
2021ill. «Nella mia vita Gobetti è stato l'inalterabile punto di riferimento, il costante termine di paragone, nelle convergenze, nelle discussioni, negli approfondimenti, anche nelle revisioni». Così scrive Giovanni Spadolini nella prefazione al volume. Il libro raccoglie tutti gli scritti su Gobetti e il gobettismo sparsi nel corso di mezzo secolo di immutabile fedeltà gobettiana dell'autore. Nessun italiano di questo secolo ha avuto una così alta idea dell'Italia e nessuno ha insieme scrutato quanto fossero profonde le crepe, gli squilibri, le eredità negative della vita e del costume italiano fino a giudicare, con spietatezza rivelatrice, lo stesso fascismo come «l'autobiografia della nazione». Ricordare Gobetti vuol dire guardare a un'altra Italia, quella in cui egli credette e per la quale si sacrificò intero, «perché dalla nostra sofferenza nascesse uno spirito, perché nel sacrificio dei suoi sacerdoti questo popolo riconoscesse se stesso». Contro tutti i compromessi tradizionali della storia italiana, Gobetti richiamò al coraggio dei propri ideali, all'assunzione delle proprie responsabilità, all'eroismo del proprio impegno: vero esempio di eroe borghese - come lo definì Eugenio Montale, che disse di lui: «il compagno di strada, eguale a noi, migliore di noi, l'uomo che fu cercato invano da una generazione perduta, l'uomo che noi ci ostiniamo a cercare ancora nella parte più profonda di noi stessi». In Gobetti dominava un fondo di idealismo tragico. La pugnace laicità liberale di Gobetti si riassume per noi in queste parole: «La sicurezza di essere condannati - la crudeltà inesorabile del peccato originale per usare forme mitiche di espressione - è la sola che possa dare l'entusiasmo dell'azione, con la responsabilità, con il disinteresse». Quasi un Ecclesiaste laico.
2021ill. «Nella mia vita Gobetti è stato l'inalterabile punto di riferimento, il costante termine di paragone, nelle convergenze, nelle discussioni, negli approfondimenti, anche nelle revisioni». Così scrive Giovanni Spadolini nella prefazione al volume. Il libro raccoglie tutti gli scritti su Gobetti e il gobettismo sparsi nel corso di mezzo secolo di immutabile fedeltà gobettiana dell'autore. Nessun italiano di questo secolo ha avuto una così alta idea dell'Italia e nessuno ha insieme scrutato quanto fossero profonde le crepe, gli squilibri, le eredità negative della vita e del costume italiano fino a giudicare, con spietatezza rivelatrice, lo stesso fascismo come «l'autobiografia della nazione». Ricordare Gobetti vuol dire guardare a un'altra Italia, quella in cui egli credette e per la quale si sacrificò intero, «perché dalla nostra sofferenza nascesse uno spirito, perché nel sacrificio dei suoi sacerdoti questo popolo riconoscesse se stesso». Contro tutti i compromessi tradizionali della storia italiana, Gobetti richiamò al coraggio dei propri ideali, all'assunzione delle proprie responsabilità, all'eroismo del proprio impegno: vero esempio di eroe borghese - come lo definì Eugenio Montale, che disse di lui: «il compagno di strada, eguale a noi, migliore di noi, l'uomo che fu cercato invano da una generazione perduta, l'uomo che noi ci ostiniamo a cercare ancora nella parte più profonda di noi stessi». In Gobetti dominava un fondo di idealismo tragico. La pugnace laicità liberale di Gobetti si riassume per noi in queste parole: «La sicurezza di essere condannati - la crudeltà inesorabile del peccato originale per usare forme mitiche di espressione - è la sola che possa dare l'entusiasmo dell'azione, con la responsabilità, con il disinteresse». Quasi un Ecclesiaste laico.
1963In-32 p. (mm. 70x55), brossura originale muta, pp. 45, con 1 facsimile. Volumetto della collana “All’Insegna della baita Van Gogh”. "Prima edizione". Cfr. Gambetti-Vezzosi, p. 828: “Comprende 7 frammenti tratti da raccolte precedenti, 18 apparsi su periodici tra il 1957 e il 1962, e 2 inediti. Stampato per i 75 anni dell’A. Abbastanza raro, piuttosto ricercato”. Al ns. esempl. manca la sovracoperta. Ben conservato.
réf. 15293Vanity Fair. London. 1869. - EVOLUTION - An original coloured lithograph from 'Vanity Fair' by APE Carlo Pellegrini. George Douglas Campbell 8th. Duke of Argyll FRS in 1851 author of two anti-Darwin works on evolution 'The Reign of Law' and 'The Unity of Nature' the former described by Darwin as 'Very well written very interesting honest & clever and very arrogant.' He was a pall-bearer at Darwin's funeral. Vanity Fair. London. 1869. unknown
réf. B9781014194480Hardback. New. hardcover
1961In-4 p., tela edit., sovrac., pp. 196, con 90 belle ill. fotograf. in bianco e nero, a piena pag. e 16 cartine e piante nel t. “Sinai notebook - Kadesh-Barnea and Mount Sinai - Jeziret Fara’un”. Ben conservato.
réf. 6480Le musée de Poche, Paris, 1972. In-12, broché sous couverture rempliée et illustrée en couleurs, 109 pp. A Henri Goetz, parChristine Boumeester - Goetz, par A. Galpérine - Scolies de l'atelier - Goetz, par Vercors - Biographie - Gravures.
réf. 9574Editions Georges Crès et Cie, collection "Les Artistes Nouveaux", Paris, 1929. In-12, broché sous couverture illustrée, 13 pp. - pl.
1992cm. 17 x 24, vi-150 pp. Villa Vigoni - Studi italo-tedeschi 317 gr. vi-150 p.
1932réf. R1198-00Lpz.,Eichblatt-Vlg. 1932. gr.8°. XII,340 S. mit zahlr. Abb. Ohln., gering bestoßen, Vorsätze mit leichten Leimschatten, Exlibris eingeklebt, gutes Expl.
1901Breit-8°. 57 SS., 1 Bl. mit Jugendstil-Buchschmuck. Orig.-Kart. Erste und letzte Bll. schwach, Einbd.-Rückseite etw. stärker wasserrandig. Vortit. mit hs. Besitzvermerk. SS. 5-7 im Rand etw. knitterig. Sonst gutes Exemplar. SW: Literaut 18./19. Jahrhundert, Philologie 19./20. Jahrhundert, Buchkunst 20. Jahrhundert, illustrierte Ausgabe Bücher
1982Gr.-8°. 343 SS. mit zahlr. Abb. Illustr. cell. Orig.-Pp. Aufwendig bebilderter Katalog der Jubiläums-Ausstellung im 150. Todesjahr Goethes. Verzeichnet 632 Nummern. - Einbd. mit minimalen Mängeln. Gutes Exemplar. SW: Literatur 18./19. Jahrhundert, Numismatik, Gedenkmünzen, Medaillen, Sammlung, BRD Bücher Deutsch
2016br. Il volume indaga la speculazione morfologica di Goethe in relazione al viaggio in Italia. L'esperienza italiana rappresenta una tappa decisiva nel percorso formativo del poeta: è alla luce della conoscenza della cultura classica che si compie la formazione estetica e scientifica di Goethe. Un'idea di classico carpita nelle immagini artistiche che fanno da ambiente al suo viaggio e si imprimono "nella mente e nell'anima", diventando, di riflesso, criterio di lettura e comprensione di quelle naturali. L'originalità dell'approccio scientifico di Goethe alla natura, smarcandosi dalle impostazioni concettuali e metodologiche dell'epistemologia moderna, si rende affine a un'antica visione del mondo che egli matura filtrata dalla percezione delle forme artistiche italiane, classiche e soprattutto rinascimentali. Formazione e creatività, fenomeno originario e stile sono le parole chiave, le coordinate che, nella visione goethiana, definiscono il campo unitario di natura e arte. Per questo, lo studio morfologico può prestarsi come paradigma anche dell'indagine estetica oltre che naturale, ovvero come metodo di lettura delle forme artistiche e, allo stesso tempo, come metodo di comprensione della creatività che ha permesso la realizzazione di quelle forme. Il pensiero morfologico inaugurato da Goethe, basato sulla conoscenza intuitiva e veicolato dalla visione, collocandosi a metà strada tra arte e scienza, rappresenta un importante codice di lettura delle immagini, riconsiderate nel loro pieno valore gnoseologico. Un pensiero che ha avuto un forte impatto nel Novecento, rivelandosi anacronisticamente contemporaneo.
2012br. "La ricerca di Sandro ha attraversato più autori per svelarne l'inquietudine non esorcizzabile, finanche il caos, senza mai abbandonarvisi con indulgenza; con la fiducia nella comprensione della complessità in un ordine mobile, non rigido, non autoritario. Rigore scientifico e passione civile si univano in lui ad una ricca carica umana condita da una profonda ironia e senso dell'umorismo. Ricordo solo il pupazzetto di Nietzsche con gli occhi spiritati che mi regalò e la sua paradossale collezione kitsch di palline di vetro con dentro ogni sorta di monumenti, oggetti, animali, sui quali dei cristalli, scossi dalla mano, cadono come neve..." (Dal "Ricordo" di Giuliano Campioni).
1887réf. 10503BBLeipzig Wien, Toeplitz und Deuticke, 1887. 8°. 16 S. OBr., 1 Sonderdruck. (= Separatabdruck aus der 'Deutschen Wochenschrift').
1986réf. EDzz0929Wien, Löcker 1986. 290 S. mit Illustr. v. Fritz SCHÖNPFLUG u. e. beigelegten Faksimile "Böses-Buben-Journal". Efalin m. OU., dieser etwas abgegriffen. EA. dieser Sammlung. Illig 638.
1986réf. EDzz0929aWien, Löcker 1986. 290 S. mit Illustr. v. Fritz SCHÖNPFLUG u. e. beigelegten Faksimile "Böses-Buben-Journal". OPp., neuwertig, verlagsfrisch. EA. dieser Sammlung. Illig 638.
1883réf. R5011-95Wien,Gerold 1883. 40 S. Obrosch., Umschlag angestaubt u. min. fleckig, Ränder mit kleinen, sauber geklebten Einrissen, insges. gut erh.
1922réf. 835-yk2145Leipzig: Hillmann 1922. 163 Seiten. Orig. Broschur (berieben und bestoßen, der Umschlag geringfügig fleckig, sonst gutes und sauberes, nur vereinzelt minimal fleckiges Exemplar). 8°. broschiert/ Taschenbuch
1968réf. 703967Dielsdorf, Artemis, 1968. 8 Bände. Zus. ca. 2600 Seiten. Titelvignetten und Kupfer. Tadelsfreie Orig.-Lederbände mit roten goldgeprägten Rückenschildern. Klarsichtfolien-Umschläge.