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2009br.
1947In-8, brossura, pagine 77. Lievi tracce d’uso, peraltro ben conservato.
1948In-16 gr., bross., pp. 298. Prima edizione. In buono stato (good copy). .
1943In-8 p., brossura orig. con un disegno al tratto, sovracoperta, pp. 148,(9). "Prima edizione". Cfr. Gambetti / Vezzosi, p. 133. “Dodici ‘piaceri’ in gran parte apparsi su "Omnibus" e su altri periodici, 1938-1943. Abbastanza ricercato”. Ben conservato.
1961tavole a colori applicate
br. Pinocchio trova "un paio di stivaletti di pelle che gli tornavano una vera pittura". Intanto, Geppetto disegna una "bellissima cornice ricca di fogliami, di fiori e di testine di diversi animali". È possibile che la pittura e la cornice siano il segno di raddoppiamento fatale, che ordisce la morte testuale del burattino e insieme la scomparsa della bonissima fata? Questa domanda è possibile, solo se si mette in gioco il tema della "verità in pittura" in Pinocchio, rivedendola a partire dal famoso saggio di Derrida sulle Vecchie scarpe con lacci di Van Gogh.
2022ill., br. L'Ottocento è stato senza dubbio il secolo più importante per lo sviluppo del colore come lo conosciamo oggi. Con i primi, incerti, passi della chimica moderna compaiono alcuni pigmenti destinati a imporsi negli atelier degli artisti, per arrivare fino a noi: cobalto, cromo, zinco e cadmio sono i nuovi elementi che andranno a riempire le tavolozze, tra una diffidente cautela e una entusiastica adozione. L'affinamento dei metodi di sintesi e la complessità nella composizione dei colori, con le parallele progressioni dello sviluppo tecnologico e quello commerciale, porteranno alla quasi totale scomparsa della conoscenza dei materiali da parte dei loro utilizzatori finali, ossia gli artisti, lasciando anche spazio ad adulterazioni e formulazioni fallimentari. I pigmenti della tradizione verranno ripresentati in forma più pura, mentre alcuni pericolosi protagonisti, come il bianco di piombo e i verdi arseniosi, continueranno a mietere vittime in attesa delle normative sulla sicurezza del secolo successivo. Si tratterà di un difficile viaggio tra i trionfi della scienza, celebrata dalle esposizioni universali, le correnti artistiche alla ricerca di nuove rese del colore, e le sperimentazioni rese possibili dagli avanzamenti tecnologici, ma nascoste dietro le barriere dei segreti industriali. Un viaggio che richiede come sempre un minimo di spirito d'avventura e di curiosità nei confronti dell'ignoto.
1956In-8, brossura, pp. 47, con 33 illustrazioni di cui 3 a colori e nota biografica per ciascuno dei 35 artisti presenti. In buono stato (good copy). .
1919In-8 p., bross. figur. a colori, pp. (4),196,(4), testo entro cornice rossa, illustr. dalle belle xilografie in rosso di G.C. Sensani. Edizione originale. Solo qualche rara e lieve fiorit., altrim. esempl. ben conservato, intonso.
2017br. Nel centenario della nascita di Franco Fortini torna in libreria l'antologia dei poeti italiani del Novecento, un'opera che oggi può essere considerata un classico: a quarant'anni dalla prima edizione, intatte sono la ricchezza e la profondità della scrittura e dell'analisi. Non si tratta, tuttavia, solo di un'antologia, ma di uno studio critico che è insieme saggio, commento penetrante, giudizio di valore; un testo che ha contribuito a una nuova lettura della poesia del secolo. I poeti italiani sono presentati al di là dell'appartenenza a gruppi e schieramenti letterari; ne emergono così le peculiarità e i cortocircuiti prodotti dall'incontro con la realtà. La poesia è pensata nella sua singolarità espressiva e, simultaneamente, nel suo essere allegoria delle torsioni della storia e dell'esistenza: l'umanissima nevrosi di Saba, la poesia come salvezza di Montale, la reticenza e la volontà di dialogo di Sereni, la disperata voracità di Pasolini, l'alta eloquenza di Zanzotto. Attraverso una scrittura densa e asciutta, sostenuta da una risoluta finalità didattica, trapela, come scrive Pier Vincenzo Mengaldo nel saggio introduttivo, «una concezione di tipo religioso del poeta come testimone e martire».
2005br. Una crociera molto diversa dalle scorribande vacanzieresche oggi vengono proposte nel Mediterraneo. La rotta sembra essere quella turistica odierna, di porto in porto, da Marsiglia a Messina, da Split a Malta, da Corfù a Tunisi, e a Maiorca, in realtà il percorso suggerito arretra nel tempo, al Settecento e all'Ottocento, e soprattutto si carica di un rischio mortale: la peste. Il viaggio ha inizio nel 1720 e si conclude nel 1820, coprendo il lungo periodo della guerra dei cento anni combattuta dalle località costiere mediterranee contro il flagello.
2020ill., ril. L'opera è pubblicata a 110 anni dalla nascita di Apicella, rappresentando un omaggio inedito al celebre artista cavese. La curatela è affidata a Giuseppe Apicella. "Un viaggio dall'arte alla realtà con l'immaginario e la sensibilità di questo figlio della Valle Metelliana che attraverso il suo ricercare, osservare, ci rende partecipi del suo ricco fiume di sentimenti per la sua amata Città, dall'antico Borgo al verde delle sue valli, ai suoi particolari casolari o angoli ormai scomparsi ed immortalati nella sua ricchissima produzione".
illustrazioni in bianco e nero
2007br. Esiste un pragmatismo italiano? Coloro che si riunivano intorno al "Leonardo" erano solo sprovveduti amatori del genere filosofico? Nei saggi che compongono questo libro, per la prima volta specialisti internazionali del pragmatismo cercano di rispondere a queste domande individuando le caratteristiche unificanti, i problemi e le urgenze sottolineate dai pragmatisti italiani. Emergono così i profili di pensatori che hanno cercato di dare una versione originale di una corrente importante per la filosofia contemporanea. L'esito del loro tentativo è incerto ma le esigenze che ha messo in luce servirono a influenzare la cultura europea della quale sono indiscutibile patrimonio.
1903In-8 gr., mz. tela coeva, titolo oro al dorso, pp. (2),319, con 20 tavv. in b.n. o in tinta f.t. di A. Della Valle. "Prima edizione". Ben conservato.
1929In-8 gr., cartonato moderno, tit. oro su tassello al dorso, conservata cop. origina illustrata a colori (restauro al piatto anteriore per piccole mancanze; mancanza al piatto posteriore), pp. 268,(6), con 20 tavole in tinta f.t. Ben conservato.
1980In-4 gr. (mm. 362x252), scatola in cartonato edit. contenente 11 (su 12) piccoli libri (mm. 100x100) posti in scomparti separati, tutti realizzati con materiali diversi (carta, cartoncino, panno, plastica trasparente, etc.), con rilegature diverse, con colori diversi, e su ogni libretto un titolo uguale per tutti: LIBRO. Cfr. Bruno Munari (Electa 1986), p. 102 - Maffei “Munari, i libri”, p. 154 che così li descrive: “Libro 1, cartone cuoio con fili lana rossa - Libro 2, carta patinata lucida stampata in rosso - Libro 3, carta uso mano stampata in blu - Libro 4, cartoncini di colore diverso - Libro 5, carta granosa verde stampata in nero - Libro 7, panno spugna con fori di diversa forma - Libro 8, panno rosa con asole e bottone bianco - Libro 9, legno con incisioni verticali e orizzontali - Libro 10, plastica trasparente opaca con figure bianche - Libro 11, plastica trasparente con dischi gialli - Libro 12, friselina nera e pelliccia”. "Edizione originale". Al ns. esempl. manca il “Libro 6, cartoncini bianchi e plastica trasparente”. Ben conservato.
1967In-4 p., 3 volumi, similpelle, custodia, pp. 1590 (numerazione continua). In buono stato (good copy).
2011ill., br. Ai suoi esordi, lo Stato unitario italiano per "liberarsi" dei prigionieri di guerra del Regno delle Due Sicilie, tentò la via della deportazione di massa in Paesi lontani. Per quasi dieci anni i ministri dei Savoia cercarono di fondare una colonia di deportazione prima nel mar Rosso, poi in Patagonia e in Tunisia. Ma gli sforzi della diplomazia si orientarono, ad un certo punto, sull'isola del Borneo dove il governo intendeva creare una vera e propria Caienna. L'autore ha ritrovato i carteggi diplomatici, le relazioni di governo, i dispacci, i diari di bordo delle navi che testimoniano tutte le fasi del progetto. Il libro ripercorre molte altre storie dimenticate del Risorgimento: l'assedio di Gaeta e il romantico eroismo della regina Maria Sofia, i "falsi della storia", i campi di detenzione dei prigionieri, le vicende che opposero soldati e briganti, fino al doloroso epilogo dell.emigrazione. Emerge la storia dell.Italia nata dal Risorgimento con tutte le sue sfaccettature: con gli eroismi e le viltà, gli slanci ideali e le nefandezze. Con un chiaro obiettivo: liberarsi dei luoghi comuni, delle forzature e delle logiche che ancora oggi accompagnano la lettura di quei momenti.
2014br. "La sera del 9 novembre 1860 una colonna di soldati in lacere uniformi turchine, disarmati e sotto scorta, marciava lungo la tortuosa strada alpina che risale la Val Chisone, nelle montagne piemontesi, verso la fortezza di Fenestrelle...". Chi erano quegli uomini? Cosa accadde davvero ai prigionieri napoletani trasportati al Nord nel 1860, e in genere agli ex-soldati borbonici caduti nelle mani delle autorità vittoriose negli anni che portarono all'unità d'Italia? Erano migliaia? Quanti sopravvissero e quanti morirono di stenti, di fame e di freddo? Chi navighi nella rete alla ricerca di informazioni o di opinioni su Fenestrelle e sulla deportazione dei prigionieri di guerra meridionali al Nord è subito colpito dall'estrema violenza del linguaggio e dal ricorrere di termini di confronto novecenteschi impiegati senza alcuna prudenza: campi di concentramento, lager, Auschwitz, sterminio. Intorno al destino di quei soldati è stata sollevata negli ultimi anni una cortina di interrogativi fumosi e di sospetti gratuiti, che può essere smantellata solo attraverso un'aderenza scrupolosa ai fatti dimostrati. Alessandro Barbero racconta la vera storia di Fenestrelle ma anche la storia di come quegli avvenimenti, già di per sé abbastanza drammatici, siano diventati nell'Italia del Duemila materia di un'invenzione storiografica e mediatica.
2010ill., br. Il volume, pubblicato in elegante veste editoriale, racconta attraverso le parole dello stesso Puccini, il lungo e tormentato iter per la scelta del nuovo soggetto che, alla fine del 1910 quando fu portato sulle scene, fece vivere al celebre compositore lucchese "il più grande successo personale mai raccolto in teatro dopo una prima". Per raccontare la genesi dell'opera, Rubboli si serve, infatti, dell'epistolario di Puccini per poi prendere per mano il lettore e portarlo nell'America del Nord di quegli anni in mezzo agli sceriffi, ai banditi, che hanno fatto quella storia e non dimentica neppure le tribù dei pellerossa. Il volume narra poi, sempre con documenti epistolari e cronache giornalistiche d'epoca, il successo del debutto e mette a fuoco i primi interpreti dell'edizione americana e di quelle che immediatamente dopo vennero organizzate in Europa ed in particolare in Italia. "Profondo conoscitore dell'opera pucciniana, attento osservatore e protagonista del mondo del teatro musicale, grande appassionato di musica e amico del Festival Puccini, Daniele Rubboli regala alla bibliografia pucciniana un saggio di grande valore scientifico e culturale.
1926In-8 p., brossura editoriale, pp. (6),236. 28° Migliaio. Esemplare ben conservato.
1952Ricciardi, 1952. In-8, brossura, pp. 106. In buono stato.
1960149 illustrazioni in bianco e nero e a colori, alcune delle quali applicate
2019br. Prima forma di Potere è l'attaccamento a ciò che si crede e si pensa, ai moti automatici della propria psiche, all'idolatria dell'opinione comune e delle ingiunzioni dall'alto, all'attruppamento in partiti politici e fedi condivise. La propria mente è il primo Trono e Tribunale, ed è al sovvertimento di queste istanze originarie che l'An-Archia è chiamata ad operare, come dispositivo di sabotaggio nello scardinamento delle sue macchinali procedure, poiché an-archico sarà disfarsi, separarsi, distaccarsi da ogni punto d'appoggio, da ogni pre-supposto, da ogni luogo di comando - il proprio egotico pensarsi «se stessi» in primis - e da ogni patto fiduciario con la proliferazione pandemica del Mondo.