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2018réf. 500082530De Boree 2018 14x22 4x2 2cm. 2018. Broché.
1981réf. AUB-7154Paris, éd. France-Empire 1981. Bel exemplaire broché, in-8, 226 pages avec préface, annexes et table + planches.
2022réf. 100138751Fayard 2022 318 pages 13 5x21 4x2 2cm. 2022. Broché. 318 pages.
réf. 2409Lille, René Giard, Paris, Paul Lethielleux, sans date, broché, 16,5x25 cm , 914 pages.
réf. 5090Cahiers Dada Surréalisme, Publication de l'Association internationale pour l'étude de Dada et du Surréalisme, n° 2, Minard, Paris, 1968. In-12, broché sous couverture illustrée, 263 pp. Sur Jean Arp : I. Jean Arp ou l'enfance de l'art, par Marcel Janco. - 2. Arpanniversaire, par Michel Seuphor. - 3. Arp et la poésie, par Jacques Bersani. - 4. "Unser guter Kaspar ist tot", Leonard Forster - Dada ...
réf. 4066ARC Paris, musée d'Art moderne de la ville de Paris, 1979. In-4, broché, 136 pp. Avant-propos, par Suzanne Pagé, directrice de l'ARC - Préface, par Gerald Forty, British Council - Jeux conceptuels & perceptuels dans l'art anglais contemporain, par Michael Compton - Collaboration sans compromis, par Richard Cork - Essai sur les travaux de Kevin ...
réf. 0161680 En feuilles
réf. 0161690 En feuilles
1880réf. 1260715Basel, F. Riehm, (1880). Quer-4to (ca. 25,5 : 33,5 cm). 19 Bl., 17 Lithographien nach den Umrißkupfern. OHlwdbd m, illustriertem Außentitel (etwas angestaubt, Vorsatz m. Knickspur, stellenw. leicht braunfleckig).
1878réf. 1046068Leipzig, Riehm, (1878). Quer-4to. 16 Bl. Erläuterungen in engl. Sprache als Beilage, Drucktitel, 101 Umrißkupfer. OHlwd (angestaubt, Rücken einger., etwas braunfl.).
1834réf. 10169701834. Quer- 4to. 2 Bl., 15, (1) S. Text, 43 Umriß-Radierunen. Neuer Lwdbd m. aufgez. Außentitel (Textteil a. d. Rändern teilw. rest., gering braunfl.).
1930réf. 55177Wien, ca. 1880-1930. Meist Bleistiftzeichnungen bzw. Aquarelle, versch. Formate.
In-4 p., brossura, sovracop., pp. 161, con ill. in b.n. e 52 tavole a colori nel t. Catalogo della mostra. Ben conservato.
2021br. Il volume raccoglie 27 contributi, tra studi e testimonianze, del Convegno svoltosi nel 2019 a Cortona su Umberto Morra di Lavriano (1897-1981). Ricostruendo la figura di Morra si riscopre una parte fondamentale della cultura italiana ed europea del Novecento. Vengono qui ripercorsi i suoi rapporti con Gobetti, Croce, Berenson, Moravia, Montale, Pancrazi, Alberti, Papafava, Capitini, Calogero, Guttuso, Severini, Salvatorelli e tanti altri. Schivo e discreto, ma sempre presente con intelligenza e coraggio nei momenti più difficili - dalla collaborazione con Gobetti negli anni Venti, alle tante amicizie con intellettuali antifascisti coltivate anche sotto il fascismo, all'impegno personale nella vita pubblica della Liberazione e del dopoguerra, fino alla direzione dell'Istituto Italiano di Cultura a Londra negli anni Cinquanta e alla promozione di importanti organizzazioni internazionaliste negli anni Sessanta e Settanta - Umberto Morra ha rappresentato e incarnato un'idea civile di letteratura che ancora oggi è valida e che merita di essere conosciuta.
2022br. Consegnare alla memoria storica una delle figure più emblematiche e discrete della resistenza italiana al fascismo, questo l'obiettivo della biografia che Alfonso Bellando ha dedicato a Umberto Morra di Lavriano (1897-1981), aristocratico di fede repubblicana, cosmopolita e progressista, scrittore versatile e indolente, intellettuale engagé e appartato. Una 'resistenza', quella del Morra, della ragione e della morale ancor prima che politica, educata sugli alti esempi degli amici Gobetti, Rosselli, Salvemini; resistenza a un fascismo che va ben oltre la tragica ma contingente vicenda mussoliniana, per divenire una categoria generale: stupidità, arroganza, intolleranza, coercizione, violenza senza altri attributi. Bellando, che ha potuto conoscere Morra a fondo, anche in ragione dell'impegno comune nella Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale, ricostruisce con passione e rigore le alterne fasi della vita di questo 'cittadino del mondo'; una vita piena, vissuta in prima linea nella difesa e nel rispetto dei valori e delle idealità dell'uomo. Ma una vita vissuta anche in perenne e critica auscultazione di se stesso, nella sfera gelosa e riservata di una coscienza vigile e rigorosa, sempre insoddisfatta. È a persone come Umberto Morra di Lavriano, spesso sottratte alla nostra memoria proprio perché così difficilmente classificabili nella loro pienezza umana, e così defilate dai clamori della cronaca, che dobbiamo in primo luogo la sopravvivenza di una specie sempre minacciata: quella degli uomini liberi. Prefazione di Norberto Bobbio.
1939In-8 p., bross., pp. 12 con numerose tavv. a colori e in b.n. f.t. Ben conservato.
1968In-4 p., cartonato editoriale, pp. (6),315,CXIX, con 30 tavole in tinta fuori testo. In buono stato (good copy).
2022br. Nell'ottobre 1963 il settimanale del Partito comunista italiano "Rinascita" pubblicava un lungo articolo di Umberto Eco "sui problemi della cultura di opposizione". Quel saggio - per la precoce notorietà del giovane intellettuale, l'introduzione di temi inediti, e la capacità di Eco di tenere insieme "alto" e "basso", nonché di spaziare in campi tra loro molto diversi - costituì una provocazione feconda per la cultura di sinistra, da cui nacque un dibattito destinato a ridiscutere lo stesso ruolo dell'intellettuale engagé, che coinvolse tra gli altri Rossana Rossanda, Edoardo Sanguineti, il filosofo Louis Althusser. Questo libro ricostruisce una stagione irripetibile della politica e della cultura italiane, tra la nascita delle neoavanguardie e l'esplosione dei mezzi di comunicazione di massa, e presenta per la prima volta in volume cinque articoli e saggi dispersi di Eco, fondamentali per comprendere la sua formazione e il suo pensiero critico.
2016br. «Caro Pegorari, il suo è il saggio più bello che abbia letto sui miei lavori. Questo non vuole dire nulla, perché devo mettere in conto il mio naturale narcisismo. Comunque grazie». Così scriveva in una succinta eppure arguta mail Umberto Eco, il 7 luglio 2013, dopo aver letto l'inedito di questa monografia dedicata alla sua opera narrativa. Ora questo studio viene pubblicato in una versione aggiornata che tiene conto anche del suo ultimo romanzo, apparso nel 2015. Vi si accampa un ragionamento per il quale la produzione letteraria del filosofo e scrittore alessandrino, dagli anni Ottanta del "Nome della rosa" e del "Pendolo di Foucault", fino agli anni Dieci de "Cimitero di Praga" e di "Numero zero", persino sotto la maschera dissimulatrice della letteratura di genere, ha messo a tema il conflitto fra l'etica autoritaria della verità e la resistenza della realtà, sempre più soccombente nella società della comunicazione.
2017ill., br. La mostra "Umberto Boccioni. Genio e memoria" che si è tenuta a Palazzo Reale di Milano (marzo-luglio 2016) è stata un'occasione unica, al centenario della morte, per ripercorrere la carriera del grande artista, dagli esordi ancora legati alla tradizione fino alle evoluzioni divisioniste, all'avvicinamento al Simbolismo e all' Espressionismo per giungere al Futurismo. Prendendo spunto da questa importante mostra, dietro una spinta emotiva certamente forte, l'autore di questo saggio ha voluto, tramite l'esame delle opere esposte, delineare il percorso artistico di Boccioni e, inquadrandolo nel contesto in cui si è trovato ad operare, ricavarne una visione d'insieme alquanto esaustiva, favorita da un approccio interpretativo piuttosto stimolante e interessante.
1981br.
1979br.
2015ril. "Dedicato alla memoria di Voltaire nell'anniversario della sua morte avvenuta il 30 maggio 1778" volle scrivere Nietzsche sul frontespizio della prima edizione di "Umano, troppo umano", quasi a sottolineare il carattere "illuministico" di questa sua opera. Scritto tra il 1876 e il 1879, il libro, nella sua forma definitiva, comprende due volumi, nel secondo dei quali Nietzsche raccolse "Opinioni e detti diversi" e "Il viandante e la sua ombra", già pubblicati separatamente. Circola in quest'opera, che rifiuta la tentazione metafisica e le sue cristallizzazioni dogmatiche di un conoscere separato dalla vita, una sorta di sottile e spregiudicata ebbrezza intellettuale che cattura il lettore per la ritmica felicità espressiva, perfettamente aderente al gusto della conquista interiore. Introduzione di Giovanni Maria Bertin.
1978In-4 gr., brossura, pp. 111 con 100 illustrazioni in bianco e nero riproducenti disegni a olio su carta. In buono stato (good copy). .
2022br. Questo libro è visione riflessiva e riflessione visiva sulla condizione umana attuale, la cui novità si rivela un già-da-sempre-stato che continuamente inizia e si rinnova nello spazio mobile della relazionalità generativa e inventiva, restituita dal postumano e da Michel Serres nella sua feconda toti-potenzialità. In questo "corno di abbondanza" il corpo torna eco-logico, il virus e il parassita sono risorse, il preesistere e il passare oltre fanno corpo unico, cercando la loro dicibilità in un neologismo incoativo come postransominescenti.