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Best.-Nr. 118525aafColoniae Agrippinae (Köln), Arnoldi Birckmanni (Birckmann) Anno M. D. LX. 1560, gr. in-8vo, (21x16 cm), A - Q4 (blank Q4) (64 ff. = 128 p. avec diagrammes), taché d’eau, cachet ‘Bibliothèque Douai’ et cachet d’annulation ‘Double 1884’, reliure d’origine en cuir, avec restaurations, plats ornés à froid.
1588Best.-Nr. 5638CBGetruckt zu Züriych, in der Froschow, anno 1588. Kl.-4°. XXXI, (1) Bl. (letztes leer). Spätere schlichte Borschur.
2006Ms Pluteo 40.52 - Biblioteca Mediceo Laurenziana, Firenze. Scritto da Francesco Stabili di Simeone, noto come Cecco d’Ascoli, nel 1476 in un volgare umbro-marchigiano arcaico, in forma allegorica vengono trattate questioni naturali, come la proprietà degli animali e delle pietre, concetti filosofici, psicologici, etici e teologici. Commentario (83 pagine ; 20,5x29 cm.)in italiano, a cura di Ida Giovanna Rao, funzionario della Biblioteca Medicea, e di Giordana Mariani Canova, docente di Storia dell’Arte Medievale e Storia della Miniatura all’Università degli Studi di Padova. Il Codice e il Commentario sono custoditi in un contenitore a forma di libro. Tiratura limitata a 500 copie.
1616in-4 antico (mm.223x160), 1 cb, pp. (12), 144, (4), 1 cb, leg. p. perg. molle coeva. Front. a due colori con gr. vignetta xilogr. alle armi cardinalizie. Precede pag. nel ritr. dell’A. inc. in legno a piena pagina, il cui volto è circondato da teste umane e di animali. Iniziali e fregi xilogr. Con grandi incis. xilogr. a mezza pagina raff. ritratti, figure mitologiche, antiche divinità, segni zodiacali. Opera molto interessante di astrologia prima che di fisiognomica, in prima edizione italiana sulla prima latina pubblicata autonomamente nel 1603. Vi sono descritte le influenze dei pianeti sulle caratteristiche fisiche umane, definendo alcuni profili e “tipi misti”. Nel quarto capitolo descrive con precisione, uno ad uno, i segni zodiacali “perchè niuno può nascere, che qualche segno non ascenda, e che qualche Pianeta non lo domini”. Un capitolo è dedicato a nozioni, per così dire, “dermatologiche” con una digressionie sui nei, dove si fomano e cosa significano. Infine l’A. si sofferma sulla bellezza e sulla bruttezza, in relazione al corpo ma anche ai costumi (mostri, eunuchi, ciechi, magri, alti,...). Cantamessa per edizione latina 2116, nota. Piantanida 2247. Olschki, Choix, 13524. Casanatense 355. Manca a Riccardi, Graesse e Brunet. BL STC17, p.100. Ampio indice all’inizio dell’opera e indice dei capitoli al fine. Legg. consunta la perg. della leg., a pag.95 antica macchia d’inchiostro all’angolo inf. bianco. Ottimo marginoso esempl. [214]
1675in-4 antico, pp. (8), 249 (i.e. 239), (4), leg. settecentesca m. pelle con tass. e tit. oro al d., angoli. Vignetta inc. in rame al front. Fregi xilogr. Con 50 gr. belle incis. in rame a p. pag. di Jean-Louis Duran raff. divinità, profeti e sibille. Prima rara edizione sull'arte divinatoria presso gli antichi, con la descrizione di indovini, veggenti e dei premonitori del futuro, e nozioni di magia, astrologia, chiromanzia. Casanatense 608. Caillet II, 5191 (per ediz. 1680). Cantamessa n. 5425. Lieve alone marginale, ma bell'esempl. [223]
1650in-16, pp. (8), 248, leg. coeva p. pergamena. Prima e probabilmente unica edizione di questo trattato di fisiognomica e di astrologia pura in cui l'autore cerca di stabilire le corrispondenze sull'animo umano tra influenze astrologiche e proprietà caratteriali. 357 silografie n.t. illustrano le teorie del Finella. Precede l'opera dedica dell'a. a Carlo Oria Caretti, duca di Tursi, generale della flotta di Gaeta del re di Spagna. Il napoletano Finella fu autore anche del ''De Planetaria Naturali Phisonomia'', stampato a Napoli nel 1649; a lui si attribuisce la scoperta dell'estrazione dei sali dai vegetali, dagli animali e dai minerali. Discreto esemplare (piccoli fori di tarlo nel margine inferiore della parte centrale del volume).. Caillet II, 8632. Manca a Dorbon. Cat. Vinciana 2182. Cantamessa I, n.2620..
1730Best.-Nr. 10266Madrid: Diego López de Haro 1730. First Seville edition. Quarto 20x14cm 4 18 2pp. Illustrated title showing the Columns of Fire. Modern Bradel-style binding of speckled paper-covered boards gilt-lettered spine label. Light wear and soiling to leaves; repaired wormtrack within the gutter margins. Very good. A wonderfully strange mixture of eyewitness astronomy judicial astrology folk medicine and personal melancholy by the Spanish writer physician mathematician and astrologer Diego de Torres Villarroel. On November 2 1730 a luminous globe accompanied by three columns of fire appeared over Spain and remained visible for four hours-an event now understood to have been an unusually southerly appearance of the aurora borealis. Torres relates the occurrence through an exchange of letters with his friend Don Juan Ventura who feared both its astrological significance and the bodily illnesses supposedly caused by its vapors. Torres then suffering from a severe bout of melancholy himself initially refuses either to prognosticate or prescribe a cure. At Ventura's insistence however he delivers both. Although he considers the apparition a natural rather than divine event he predicts that it will bring four years of misfortune-one for every hour it remained visible-and recommends an elaborate preventative regimen: moderate daily exercise raw garlic barley water goat's milk fresh meat and vegetables abstention from wine and the fumigation of the home with fragrant candles. An exceptionally appealing record of an early modern attempt to understand a terrifying celestial spectacle through a combination of observation astrology and domestic medicine. The final two pages advertise other books issued by López de Haro many of them by Torres himself. Jorge Luis Borges was an early admirer of Torres and devoted one of the opening essays in his first prose collection Inquisiciones 1925 to him. The dramatic title-page woodcut depicts the fiery globe and its three blazing columns above the horizon. . Diego López de Haro unknown
Best.-Nr. 98848Luzern, Quaternio Verlag 2019. Mit 23 zart kolorierten Federzeichnungen zu den Sternbildern, 7 Himmelskarten (Hemi- und Planisphären, Planetenbahnen mit Tierkreis)., 52 Seiten (26 Blatt) im Format von 23,5 × 16,5 cm + 448 Seiten Begleitband., 4°. goldgeprägte OLeinwand (Kommentarband)., 23,5 × 16,5 cm - dekorativer Ledereinband mit reicher Blindprägung aus dem 17. Jahrhundert in einer braunen goldgeprägte OLeinwandmappe (Faksimile).,
1558Best.-Nr. 31714BBParis, 1558. Le tout corrige, augmente & mis en lumiere par Gabriel du Preau... 8° 178 Seiten, 4 Seiten fehlend. Ledereinband, mit 5 Bünden. Rücken mit Goldpräg., marmorierter Schnitt, Seiten mit Bäunung, sauber und gut erhalten.
1556Best.-Nr. 1835Lugduni, apud Joannem Frellonium, [marque N°1] 1556 ; petit in-8 ; vélin à recouvrements, titre manuscrit au dos (reliure de l'époque) ; 664 pp., (2) ff. (au recto de l'avant-dernier feuillet, marque de Du Bois N°1, Lugduni, ex officina typographica Michaelis Sylvii, MDLVI, dernier feuillet blanc), caractères italiques, manchettes ; nombreuses figures (édition partagée entre Jean Frellon et A. Vincent).
1558In-16 gr. (mm. 194x130), p. pergamena coeva (risg. rifatti), 10 cc.nn., 63 cc.num., 1 c.b., con 38 diagrammi inc. su legno nel t., di carattere astronomico-astrologico; marca tipografica xilografata al frontespizio (stella cometa con sette piccole stelle tra le punte, in cornice figurata). L’opera è introdotta da una dedica al Principe Cosimo de Medici, seguita da una avvertenza dell’A. “à coloro che leggeranno” e quindi dal Proemio. Testo ornato da pregevoli grandi capilettera figurati a vignetta, pure inc. su legno. Edizione pubblicata nello stesso anno della prima (Varisco & Compagni): identica ma stampata da Ziletti. “L’opera rappresenta sostanzialmente un seguito "De la sfera del mondo. De le stelle fisse". Il taglio dell’opera è prevalentemente astronomico, anche se, come ne "La sfera", Piccolomini chiama "astrologi" gli astronomi, a conferma ennesima della commistione concettuale ed espressiva tra astronomia e astrologia nel XVI secolo. Colloca cioè in uno stesso contesto chi osservava e misurava il cielo e chi da questo traeva predizioni e previsioni. Così Piccolomini tratta fra l’altro anche degli aspetti fra i pianeti (dalla carta 59) e riproduce quelli classici dell’astrologia, accennando anche a quelli benigni e a quelli maligni, e dunque, così scrivendo, miscela due discipline diverse...” (così Cantamessa “Astrologia”,III,6106). Cfr. Riccardi, I, 272/273: “Credo che la seconda parte non sia stata pubblicata” - Adams, II,1119, p. 77. “Il senese Alessandro Piccolomini (1508-78), letterato, ecclesiastico, insegnò filosofia morale a Padova e a Roma.. Scrisse commedie, sonetti; tradusse dal latino e dal greco. Numerose furono anche le sue opere astronomiche, che ebbero parecchie edizioni e traduzioni”. Cosi’ Diz. Treccani,IX, p. 378. Corto del margine super.; la prima pag. dell’”avvertenza” ha i caratteri delle prime 8 righe leggerm. sbiaditi; antico timbro di apparten. al frontesp. con lievi tracce d’uso, altrimenti esemplare ben conservato.
1582Antonio Magini Ephemerides Coelestium Motuum Io. Antonii Magini patavini ad annos XL. Ab anno domini 1581. usque ad annum1620: secundum Copernici hypotheses, prutenicasq[ue] canones, atque iuxta Gregoriam correctionem accuratissime supputatae. ad longitudinem Gr 32.30 sub qua inclyta urbs Venetiarum sita est.. Padova, Damianum Zenarium 1582, Copertina in pelle, tracce del tempo caratteristiche, qualche segno di stanchezza sul dorso. Taglio tinto in marron scuro, brunito, con tipiche fioriture. Interno in buono stato, sul primo e sull'ultimo risguardo doppio timbro sovrapposto, scritta sul margine interno del frontespizio, sulle pagine tipico colore del tempo, ma mai invasivo, e varie fioriture ma sempre ininfluenti, piccola parte mancante nel margine inferiore dell'ultima pagina. Innumerevoli tavole di calcoli per ogni oggetto del tema. Mediocre (Poor) . in ottavo artigianale 208
In folio grande (cm 23,3 x 35,5), legatura piena pergamena coeva, rinforzo coevo, in pergamena, al dorso a cinque nervi, titolo calligrafato, mancanza di pergamena di circa 2,5 cm alla cuffia inferiore, ma capitello e cuciture saldi e integri. Pp (20), 41, (1), 1238 (i.e. 1236), 6. Carta pesante vergellata e filigranata, interno in buone condizioni malgrado sporadiche macchie e bruniture, un lavoro di tarlo nel margine interno inferiore, senza perdita di testo, anticamente restaurato con sovrapposizione di carta, che interessa una settantina di cc iniziali. Ex libris ottocentesco alla sguardia, e altro ex libris manoscritto coevo dei Cappuccini della Concezione di Milano, il famoso "Convento di Porta Orientale" dei Promessi Sposi, fondato nel 1599 e soppresso nel 1810, celebre per la ricca biblioteca dove convergevano documenti di grande importanza, essendo il centro dell'archivio storico dell'Ordine. Prima edizione di summa esoterica dell'astrologo cappuccino Ivo da Parigi (1590-1678), di cui non compare traccia nei repertori antichi; la "Bibliotheca scriptorum Capucinorum" del 1747 dedica quasi una pagina all'A., ma cita altre opere, e evidenzia che "dalla Santa Sede l'A. fu più volte ammonito e alcuni suoi libri proscritti". La Biographie Universelle, cita altre opere, e attribuisce a Ivo da Parigi la"Astrologia nova methodus F. Allei, arabis christiani", Rennes, 1654-55, edizione bruciata a Nantes. Franciscus Allei è uno degli pseudonimi dello scomodo autore di pronostici politici puntualmente avveratisi, espressi nel Fatum Universi (1655), in epoca di reiterate bolle pontificie contro l'astrologia, nonchè della Theologia Naturalis (1633), apologia della divinazione. Il libro che presentiamo è compendio di teosofia combinatoria, dall'A. mutuata da Raimondo Lullo e che unisce in armonioso sincretismo Ermete, Paracelso, Alberto Magno, Scoto Eriugena, Ficino... Il volume è impreziosito da grande, perfetta volvella a sei dischi rotanti sovrapposti (secondo l'Ars Combinatoria ripresa poi da Leibniz), corredato da Tabula Combinationis e dalle centinaia di combinazioni enucleate dall'A., di cui tutto il libro è spiegazione; questo, secondo il suggestivo principio lulliano per cui attraverso le combinazioni dei concetti iscritti sui dischi della rotella, si possano ricavare i principia della conoscenza umana e divina, e quindi tutte le possibili Verità. Numerose pagine sono consacrate all'enumerazione delle proprietà alchemiche di piante e metalli; alla fisiognomica, suddivisa in capitoli su ogni parte del viso; agli eretici. L'opera è unicum che, anche nella veste grafica, suggerisce agli iniziati sconcertanti analogie, giocate costantemente sull'ortodossia dichiarata che maschera una pesante, oggettiva eterodossia. Quattro pagine fitte di Approbationes e Privilegi seguono beffardamente il nitido frontespizio bicolore, dominato dalla grande impresa tipografica di Dionysius Thierry raffigurante il martirio, sulla sommità di Montmartre, di San Dionigi, il vescovo di Parigi che, prima della conversione ad opera di S. Paolo, fu identificato nel grande astrologo iniziato ai misteri eleusini, fondatore sull'Aeropago di Atene di celebre scuola esoterica, e il cui "corpus dionysiacum" fu dichiarato eretico al Concilio di Costantinopoli dell'869. Sotto testatine zoomorfe brulicanti di edenici serpenti, si dissimulano citazioni dalle "Gerarchie celesti" dell'Aeropagita. Libro inquietante, dove migliaia di aforismi ordinatamente "digesti", minuziosamente suddivisi, tratti dai Padri, dai due Diritti, dalla Bibbia, dai filosofi eterodossi, attendono ancora il loro illuminato esegeta.
1792Best.-Nr. 69260London: Printed for W. Locke 1792. ASTROLOGY. Including a superb Edition of Lavater's Physiognomy. London: Printed for W. Locke 1791-93. First edition of all issues of this scarce magazine; August 1791 to July 1793 after which time it was called The Astrologer's Magazine and continued for a further six months. Two octavo volumes 8 1/8 x 5 inches; 205 x 126 mm. 494 4 index 104; 104 2 99-520 4 index pp. Frontispiece at the beginning of each volume. Monthly titles to all issues. Numerous charts and diagrams throughout. Issues from August September and October 1792 Pages 1-104 are found in duplicate once at the end of volume I and also at the start of volume II. They each have the "George III" frontispiece accompanying them. Although it contained more occult information than legerdemain the Conjuror's Magazine is generally considered the first conjuring periodical. With much astrological interest. There were originally eighty Lavater plates issued with the magazine but these are always absent in bound runs. Bound in newer brown cloth. Black morocco spine labels lettered in gilt. Top edges dyed brown. Front inner hinge of volume I starting. Some scattered foxing and browning especially to first volume. Scratched out name on title page of one issue. Overall a very good copy of this legendary rarity. "The next publication of importance was The Conjuror's Magazine issued monthly by W. Locke and which was the first periodical to contain sections describing tricks abstracted from and credited to the works of Breslaw Dean and Pinetti. The magazine ran from August 1791 to July 1793 comprising two volumes. Bound volumes of The Conjuror's Magazine can still occasionally be found and are highly prized by collectors" Hall p. 158 Stott 179. Hall 70. HBS 69260. $3000. Printed for W. Locke unknown
1792Best.-Nr. 69260London: Printed for W. Locke 1792. ASTROLOGY. Including a superb Edition of Lavater's Physiognomy. London: Printed for W. Locke 1791-93. First edition of all issues of this scarce magazine; August 1791 to July 1793 after which time it was called The Astrologer's Magazine and continued for a further six months. Two octavo volumes 8 1/8 x 5 inches; 205 x 126 mm. 494 4 index 104; 104 2 99-520 4 index pp. Frontispiece at the beginning of each volume. Monthly titles to all issues. Numerous charts and diagrams throughout. Issues from August September and October 1792 Pages 1-104 are found in duplicate once at the end of volume I and also at the start of volume II. They each have the "George III" frontispiece accompanying them. Although it contained more occult information than legerdemain the Conjuror's Magazine is generally considered the first conjuring periodical. With much astrological interest. There were originally eighty Lavater plates issued with the magazine but these are always absent in bound runs. Bound in newer brown cloth. Black morocco spine labels lettered in gilt. Top edges dyed brown. Front inner hinge of volume I starting. Some scattered foxing and browning especially to first volume. Scratched out name on title page of one issue. Overall a very good copy of this legendary rarity. "The next publication of importance was The Conjuror's Magazine issued monthly by W. Locke and which was the first periodical to contain sections describing tricks abstracted from and credited to the works of Breslaw Dean and Pinetti. The magazine ran from August 1791 to July 1793 comprising two volumes. Bound volumes of The Conjuror's Magazine can still occasionally be found and are highly prized by collectors" Hall p. 158 Stott 179. Hall 70. HBS 69260. $3000. Printed for W. Locke unknown books
1621pp. (16), 316, in-8, mezza pelle con angoli e tassello al dorso
1649In-4°, (4cc, con ritratto xilografico dell’Autore al verso della c. 3; ritratto supplementare dell’Autore), 116pp, (2cc), iniziali e finalini xilografici; rilegato con Philippi Phinellae De revolutionum annorum, 54pp (ultima bianca); rilegato con Philippi Finellae De duabus conceptionis, et respirationis figuris, et de connexione inter eas, & figuram coelestem, 37pp. Legatura in piena pergamena rigida. Riccardi I, 459; Biblioastrology
1650In-4° grande; pp. (8), XXXIX, (1), 307, (1), 1 tav rip - pp. (4), 309-633, (3); con molti graziosi legni nel testo, vignette, schemi, immagini con le posizioni della luna e di eclissi. Legatura in piena pergamena moderna. Bella copia in barbe. Contiene le efemeridi dal 1641 al 1660. Riccardi 1,180
1661Prima edizione del 1661 di questa pietra miliare nel campo dell'astrologia di Jean Baptiste Morin (1582-1656) grande filosofo, astrologo molto stimato e distinto astronomo. Oppositore di Galileo e Descartes, Morin scrisse i 26 libri della Astrologia Gallica nella quale dimostra che l'astrologia è una scienza esatta, ma non visse abbastanza per vederli pubblicati (morì nel 1659 e vennero pubblicati nel 1661). I primi libri forniscono le basi teoriche della teologia per l'opera, i successivi parlano di Natale, mondanità, elezione e astrologia metereologica. Gli oroscopi contenuti e descritti nell'opera vennero a lungo consultati dal Cardinale di Richelieu e Mazarin. Ritratto di Morin inciso da N. Poilly su disegno di Flaman e vita. Numerose incisioni nel testo. Tra gli argomenti trattati: Esperimenti di Paracelso, Predizioni, la scienza dell'alchimia, astrologia di Morin, Morte preannunciata sia naturale che violenta, Oroscopo, chiromanzia, fato, luoghi di sepoltura ecc... In ottime condizioni e completa. Copertina in piena pella settecentesca in buone condizioni con lievi usure marginali. Legatura in buone condizioni. All'interno le pagine si presentano in buone condizioni con fioriture. Piccolo strappo al margine superiore di pag. 382. In folio. Dim. 36x25 cm. Pp. (24)+XXI+(1)+XXXVI+784+1 ritr.. Peso Kg. 2,800 First edition of 1661 of this milestone in the field of atrology by Jean Baptiste Morin (1582-1656) great phylosopher, astrologist and astronomer. Morin wrote the 26 books of the Astrologia Gallica but did not live to see them published (he died in 1659 and they were published in 1661). The early books provide the theoretical basis in theology for his work, while the later books discuss natal, judicial, mundane, electional and meteorological astrology. His Astrologia Gallica is a monumental work, in the edition of 1661 corn-pricing a Praefatio Apologetica of 36 folio pages and 784 more pages of text mostly double columned... the chief distinctive features of Morin's system may be summarized as follows ... In place of the old distinction between superiors and inferiors, heaven and earth, celestial and sublunar, fifth essence and four elements, he adopts a threefold division of elementary, etherial and celestial. The planets are no longer simple bodies of a fifth essence, but compound bodies with the elemental qualities of hot, cold, dry and moist, as well as ethereal and celestial matter. Morin distinguishes between their elemental action in heating, moistening and the like, and their influential action by virtue of their celestial nature. The first heaven or primum mobile is a simple body and acts as such, pouring its universal force like a world-soul through the whole world. But it also has a second action, as it is divided into Dodecatemoria or signs of the immobile zodiac. The other most solid celestial heaven of the fixed stars has per se and as a whole no sublunar influence so far as we know, but the particular constellations and stars in it exert virtue of their own. Similarly the ether of the ethereal heaven has per se no sublunar virtue, but the planets in it exert a great influence, although their formal virtue is ineffable and incomprehensible to us. Great as it is, the signs signify more fully and efficaciously than the planets. In particular, the degree of the sign on the eastern horizon at the moment of birth signifies more efficaciously than the lord of the horoscope or the planet in the first house. Morin held that it was enough to know the degree for the horoscope and that the exact minute of the degree was not essential. The horoscopes contained in the work were consulted for a long time by Cardinale di Richelieu and Mazarin. Portarit of Morin engraved by N. Poilly after Flaman and his life. Different engravings in the text. The issues treated: Experiments of Paracelso, Preditions, lscience of alchemy, astrology of Morin, Pre announced death natural and violent Horoscoper, chiromancy, fate, place of buring ecc... In very good conditions and complete. Full leather cover of 17th century in good conditions lightly worn in the extremities. Binding in good conditions. Inside pages are in good conditions with foxing. Little tear in the upper edge of pag. 382. In folio. Dim. 36x25 cm. Pp. (24)+XXI+(1)+XXXVI+784+1 ritr.. Weight Kg. 2,800
15732 parti in 1 vol. in-4, pp. (8), 55, (1 bianca); 33, (3). Legatura 800sca cartonato. Frontespizi con vignette silografiche, nella prima parte raffigurante una sfera terrestre, alle armi dei Medici con la scritta greca "Kosmos", in ricordo del nome del Granduca Cosimo, e una sfera armillare per la seconda. Numerose belle fig. tecniche nel testo ed iniziali istoriate. Precedono "La sfera di Proclo" una dedica del traduttore a Isabella de' Medici e una "Vita" di Proclo. L'"Uso della Sfera" è invece dedicato al Marchese di Castiglione Diomede della Cornia. Prima edizione della seconda traduzione in italiano del trattato del filosofo neoplatonico e matematico Proclo di Costantinopoli (c. 410- 485). La traduzione venne curata da Egnazio Danti (frate domenicano, noto al secolo come Pellegrino Rinaldi, 1536-1586), celebre matematico ed astronomo della corte medicea e papale. Con la presente seconda traduzione italiana dell'opera di Proclo (la prima era apparsa nel 1556 a cura di Tito Giovanni Ganzarini) i Giunti pubblicarono l'editio princeps del "Trattato dell'Uso della Sfera" dello stesso Danti, in cui si spiega come si costruisce la sfera armillare e come utilizzarla per conoscere l'ora e la latitudine in cui si possono trovare le stelle. Bell'esempl.. Camerini, Giunti di Firenze, II, 22. Adams P-2137. B.M. STC 541. Houzeau-Lancaster 430. Cantamessa I, n. 2064 (sub Danti)..
1502in-folio (mm 314 x 205) , ff. (4), CLXXXXIX, (1), bella e solida leg. moderna in p. pergamena, titolo ms. in caratteri gotici sul primo piatto e al dorso liscio. Carattere romano, testo inquadrato dal commento, il tutto su 62 linee. Grande silografia al titolo (mm 84x150) raffigurante Ovidio in cattedra, con i due commentatori in atto di scrivere; la silografia deriva dall'edizione di Giovenale del 1494 pur con varianti. Iniziali silogr.; grande impresa edit. al colophon. Seconda edizione dei Fasti ovidiani (prima 1497, sempre edita dal Tacuino), con il commento di Marso Paolo (1442-1512) e di Costanzo Antonio (1436-1490). I Fasti, come le Metamorfosi, vennero composti da Ovidio (43 a.C.-18 d.C.) per assecondare i desideri di moralizzazione della società romana e di salvaguardia degli antichi costumi sostenuti dall'imperatore Augusto. Nell'opera, in sei libri di distici elegiaci, Ovidio volle illustrare il calendario romano, con tutte le feste e i riti religiosi. I libri dovevano essere dodici, uno per ogni mese, ma al sesto libro Ovidio decise di non continuare l'opera. Edizione rarissima, censita in due sole biblioteche italiane (Roma, Biblioteca Nazionale Centrale; Reggio Emilia, Biblioteca provinciale dei Cappuccini). Ottimo esempl. a grandi margini (piccole tracce di penna in inchiostro bruno al titolo).. Sander 5301. Essling 1125 ( cf. fig. p. 237). STC 481. Adams O 456 (ed. 1508). ''Opera liturgico-cronologica sul calendario delle feste romane...contengono una parte astronomica, un'illustrazione dei giorni festivi e delle solenni ricorrenze, con descrizioni di usi, cerimonie e spettacoli...'' (Diz. Lett. Bompiani, Opere III, 304)..
15528vo (mm 217x161), ff. 57, 1 bianco, (154) che includono le effemeridi del periodo 1552-1562, capilettera xilografici, numerose tabelle e schemi, alcune figure nel testo che illustrano le fasi lunari. Legatura in piena pergamena floscia coeva, traccia di legacci ai piatti. Interessanti numerose annotazioni e calcoli astronomici di mano coeva alle sguardie, al foglio bianco e al frontespizio delle "Ephemeris" per l'anno 1552, in cui l'antico proprietario si era dilettato nel calcolare le posizioni dei pianeti nell'anno di nascita dell'Autore (1494). Al verso dell'ultimo foglio dell'opera altri calcoli astronomici, di mano coeva, con oroscopo riferito probabilmente ad una certa Chiara (Garnoli?). Segue, al recto della sguardia libera posteriore, oroscopo discorsivo in italiano sempre vergato a mano; al verso e al contropiatto posteriore altri calcoli di effemeridi probabilmente riferiti all'anno 1563. Tracce di tarlo al margine inferiore di circa 50 fogli a metà del volume. Piccoli restauri al dorso ma nel complesso ottimo esemplare marginoso. Pitati, astronomo veronese del secolo XVI, diede il suo nome al cratere lunare Pitatus. Fu celebre per aver proseguito le effemeridi di Johannes Stoffler (pubblicate a Tubinga dal 1482 al 1551) fino al 1562; nel 1542 pubblicò l'Almanacco nuovo, che si può considerare come la prima effemeride italiana (per gli anni 1543-1556), ovvero un gruppo di tavole numeriche che forniscono le coordinate degli astri (o altri elementi variabili con il tempo) a intervalli prefissati ed equidistanti fra loro, per es. di giorno in giorno oppure di ora in ora. La presente edizione contiene le effemeridi dal 1552 al 1562. Non comune. Cantamessa parla di una variante della presente edizione con un bifolio in più, ma gli esemplari trovati online nelle biblioteche hanno lo stesso numero di pagine del nostro esemplare. Al contropiatto anteriore ex-libris inciso tardo settecentesco - con stemma marchionale della panoplia con lo scudo con al centro una stella - della famiglia Dionisi, tra le più antiche della nobiltà di Verona: il marchese Gabriele (1719-1808) fu l'artefice della ristrutturazione della villa a Ca' del lago di Cerea nonché del riordino e aggiornamento della biblioteca. La famiglia Dionisi aveva destinato al piano nobile la funzione di libreria e sala di lettura, precoce esempio di centro culturale dove si riunivano artisti e letterati. Dopo la dispersione delle migliaia di volumi del fondo antico, conserva ora i libri sul mobile d'arte contemporaneo della Fondazione Aldo Morelato. . Cantamessa 6179..
1691Best.-Nr. AMO-3782Cours entier de philosophie ou Système général selon les principes de M. Descartes, contenant LA LOGIQUE, LA MÉTAPHYSIQUE, LA PHYSIQUE ET LA MORALE. Par Pierre Silvain Régis. Dernière édition, enrichie d'un très-grand nombre de figures, et augmentée d'un discours sur la Philosophie ancienne et moderne, où l'on fait en abrégé l'histoire de cette science. Sur l'imprimé de Paris, A Amsterdam, aux dépens des Huguetan, M. DC. LXXXXI. [1691]. 3 volumes in-4 (25 x 20 cm) de 1 portrait-frontispice de l'auteur, (82)-480-(90), (16)-648-(48) et (16)-544-(43) pages. Nombreuses figures dans le texte (gravures sur bois et à l'eau-forte), une carte dépliante. Reliure de l'époque plein veau brun moucheté, dos à nerfs richement ornés aux petits fers dorés, tranches mouchetées de rouge. Reliures très bien conservées. Quelques frottements. Un petit manque de cuir sur un plat (sans gravité, un coin légèrement usé. Intérieur frais malgré quelques cahiers roussis ou brunis comme cela est constaté dans les autres exemplaires de cette édition. Onglets de parchemin. Seconde édition augmentée. La première édition a paru à Paris l'année précédente (1690), sans le portrait, sans la Préface (par Coste) et sans le Discours sur la Philosophie ancienne et moderne. "Parmi les cartésiens, seul Régis (1632-1707), a donné un système complet. Sa physique inclut une genèse des astres par les tourbillons, une discussion sur diverses explications de la pesanteur, des expériences hydrostatiques, pneumatiques, magnétiques, la mention des "volcans", la description d'instruments alors nouveaux (hygromètre, thermomètre, baromètre). Parmi les météores il mentionne la colonne de nues récemment décrite par F. Lamy. Surtout, ce qui n'avait pas été étudié par Descartes et ses disciples, il consacre tout un livre au développement des plantes et à la production de nouvelles variétés. Il termine son livre par une remarquable description des divers types de locomotion animale, en s'inspirant d'un ouvrage cité de Borelli et pour la reptation d'un autre de Perrault. Il reprend également les expériences de Redi contre la génération spontanée, décrit les fièvres et les principales maladies et la genèse des qualités sensibles. Sur l'imagination il emprunte beaucoup à Malebranche et il suit Descartes dans la description des passions". (G. Rodis-Lewis, Dictionnaire des philosophes). Les 3 volumes contiennent : TOME 1 : Des perceptions considérées en elles-mêmes et par rapport à leurs objet - De la manière de connaître par abstraction et de rendre les idées singulières générales et les idées générales particulières - Du raisonnement - De la méthode en général - De l'analyse - De la métaphysique - De la volonté - Ce que c'est que le mouvement et le repos - Loix du mouvement - Description d'une machine propre à faire les expériences qui sont nécessaires pour l'intelligence des règles du mouvement - Des règles du mouvement - Des tourbillons - Mouvement des planètes. - TOME 2 : Physique (du nombre, des points, de l'usage des cercles, observations sur le soleil, sur les étoiles, des pôles, mouvement de la lune, système de Tycho-Brahé, De la terre et de ses propriétés, de la dureté en général - Des plantes - Du cœur - Du cerveau - Des nerfs. - TOME 3 : Physique (description des organes de la génération de l'homme et de la femme, de la respiration, circulation du sang dans le fœtus, des fièvres, des sens, de la lumière, des couleurs, de la vision, de la dioptrique, des lunettes, des microscopes, de l'imagination, fonctions du jugement, de la raison, de la mémoire, des nerfs, des passions de l'âme, de la morale - etc. Pierre Sylvain Régis (1632–1707) was a French Cartesian philosopher and a prominent critic of Spinoza. Known as a philosopher, he was nominated to the French Academy of Sciences in 1699. Born at La Salvetat de Blanquefort, near Agen, he had a classical education, and then went to Paris. He attended the lectures of Jacques Rohault, and became a follower of the philosophy of René Descartes. He then taught the principles of Cartesianism at Toulouse (1665), Aigues-Mortes, Montpellier (1671), and Paris (1680). The prohibition issued against the teaching of Cartesianism put an end to his lectures. His major work was his Cours entier de philosophie ou Système général selon les principles de Descartes (3 vols., Paris, 1690), where he presented in a systematic way the principles of Cartesian philosophy. Opposed to Malebranche's idealism, against which he wrote in the Journal des Savants (1693 and 1694), Régis modified the system of Descartes on various points in the direction of empiricism. He denied that the human soul has innate and eternal ideas, maintained that all our ideas are modifications of the soul united to the body and that we can know our body and extension as immediately as our soul and thought. The Cours was criticized by Pierre Daniel Huet and the Parisian Professor Jean Duhamel. Régis then wrote Réponse au livre qui a pour titre Censura philosophiæ Cartesianæ (Paris, 1691), and Réponse aux reflexions critique de M. Duhamel sur le système cartésian de M. Régis (Paris, 1692). Among his other works were Usage de la raison et de la foi, ou l'accord de la raison et de la foi, with a Réfutation de l'opinion de Spinoza, touchant l'existence et la nature de Dieu. Provenance : P. B. Verdonck (signature ex libris - de l'époque - sur la première garde blanche du premier volume). Verdonck est un patronyme répandu à Amsterdam et aux Pays-Bas. Bel exemplaire, très pur, en agréable condition d'époque, de ce livre important pour l'histoire du cartésianisme.
5 tomes en 4 volumes in-folio (391 x 250 mm), plein veau blond marbré de l’époque, dos à 6 nerfs guillochés or, ornés de caissons richement fleuronnés et cloisonnés, armes dorées au centre des plats, pièces de titre et de tomaison de veau havane et blond, coiffes et coupes filetées or, tranches rouges. Edition la plus complète des oeuvres collectives de Pierre Bayle, donnée par Pierre Desmaizeaux, proche protégé de l'auteur. "Edition qui doit être préférée à celle de 1727-31, parce qu'elle contient, de plus que la première, cent cinquante lettres à sa famille, formant un cahier de 211 pages qui est placé à la fin du premier volume" (Brunet). "Ce recueil contient tous les ouvrages publiés de Bayle, hors le dictionnaire. Il comprend aussi tout ce qui avait été imprimé de la correspondance" (Delvolve, 'Pierre Bayle…', Bibliographie, p. 436). Selon le catalogue de la BnF, qui se fonde sur le matériel typographique, cette édition aurait été imprimée en France, probablement à Trévoux. Vignette de titre allégorique gravée par Frederik Ottens, d'après Bernard Picard. Table des matières en tête de chaque volume et table des matières de l'ensemble en fin du volume IV. Le premier volume renferme plusieurs gravures sur bois dans le texte et 3 planches hors texte sur cuivre (pages 518, 578 [placé face 584] et 600). Le volume III est divisé en deux parties sous page de faux-titre, titre particulier et pagination continue. Le volume IV renferme plusieurs illustrations sur bois dans le texte dont trois grandes représentations des systèmes planétaires de Ptolémée (p. 394), de Ticho-Brahé (p. 398) et Copernic (p. 401). Quelques rousseurs et petites auréoles éparses. Quelques traces de restauration à la reliure. Très bel exemplaire en veau blond de l'époque aux armes de Jean-Claude Fauconnet de Vildé (1694–1765) dorées sur les plats (aux volumes II, II et IV). Ecuyer, conseiller du roi et de la Ville de Paris, il devint avocat à la cour et au Parlement (Catalogue des livres de feu M. Fauconnet de Vilde, Paris, de Bure le jeune, 1765, p. 24). (Guigard, II, 210. OHR, pl. 1654).