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1991Ottimo, t. tela con sovrac. ill., custodia, 24.5 cm, viii+1004 pp, firme
1963Molto buono, t. tela con sovrac. ill., 21 cm, 111 pp, ill. bn nt, senza disco, lievi segni di usura in sovracoperta
Musica - Catalogo Generale - Decca - London - Telefunken - Ducretet Thomson - Luglio 1956 Testo in lingua italiana. Pagine 669 Copertina morbida. Condizioni molto buone con piccoli segni del tempo.
Musica - Catalogo Generale Dischi - La Voce del Padrone - Columbia - Capitol - Pathè, - MGM - 1959 Testo in lingua italiana. Pagine 745 con illustrazioni. Copertina morbida. Condizioni buone con segni del tempo come da foto.
Musica - Dischi Philips - Catalogo Generale 1958 Testo in lingua italiana. Pagine 611 Copertina morbida. Condizioni interni molto buone, copertina con segni del tempo e pieghe angolare come da foto.
1947con 28 tavole f.t. Indici.
Chicago, Pellegrini and Cudahy, 1947, 31,5 x 24 cm., tela original con mancha en la esquina superior interna, retrato + 6 hojas + 101 láminas en blanco y negro con texto de explicación de cada lámina + 2 hojas.
1968In-4 p., cartonato editoriale, pp. (6),315,CXIX, con 30 tavole in tinta fuori testo. In buono stato (good copy).
1973In-8 p., brossura, sovracoperta, pp. 133, con numerose illustrazioni in b.n. nel testo. In buono stato (good copy).
1932In-16 gr. (mm. 183x112), affascinante legatura in p. marocchino blu, sottili cornici dorate e decorazioni di foglie ai quattro angoli con, al centro del piatto anteriore, due comici personaggi intarsiati a colori (bianco rosso verde e argento) e la scritta “If I can wheedle a knife or needle why not a silver churn?” e a quello posteriore un giullare a colori ocra e verde con in mano una pillola dorata e la frase “For he who’d make his fellow-creatures wise should always gild the philosophic pill!” - firmata “Bound by Riviere & Son“ al risguardo con preziosa dentelle dorata, tagli pure in oro, in astuccio. Il volume, di pp. (6),698, raccoglie il gruppo completo di tredici operette scritte da Gilbert & Sullivan e così chiamate perchè venivano messe in scena al Savoy Theatre di Londra. La Legatoria Riviere fu una delle più importanti del West End londinese dove operò fra il 1840 e il 1939. Le loro superbe legature erano molto apprezzate dai bibliofili per la qualità e l’attenzione al dettaglio e ricevettero commissioni anche dalla Regina Vittoria e dalla famiglia reale. La dicitura “Riviere & Son” apparve a partire dal 1880 quando Robert Rivière passò la sua attività al genero Percival Calkin. Esemplare in perfetto stato.
1879In-4 (mm. 320 x 228), bross. muta, pp. 39, con una grande tavola litografata (mm. 745x595), più volte ripieg., che raffigura “veduta, prospettiva e pianta metrica dell’opificio in progetto”. Interessante e dettagliato studio per la fondazione di un opificio a Milano, con carattere di Opera Pia. Esempl. ben conservato.
In-4 gr. (mm. 335x245), mz. tela edit. (con aloni, dorso restaur. per spacco), etichetta orig. al piatto anter. con stampato il titolo, pp. 268 di testo musicale integrale. Probabilmente era la copia per il suggeritore dato che l’etichetta porta due timbri con la parola “suggeritore” e un timbro con “canto e piano”. L’opera "Rhea" è un dramma in 3 atti di Paul Milliet, musicato da Spiro Samara. “Spyros Samaras (1863-1917), compositore greco. Perfezionandosi con Delibes a Parigi rappresentò a Milano l’opera ‘Flora mirabilis’ (1886). Dedito in prevalenza al teatro, risentì l’influsso della scuola operistica francese e soprattutto del verismo italiano. Compose inoltre operette, musica da camera e il famoso ‘Inno olimpico’ (dal 1958 inno ufficiale delle Olimpiadi)”. Così Enciclopedia della musica Garzanti (1974), p. 507. Pagine ingiallite, prima carta restaur. e con mancanza al margine super.; sottolineature con matita blu su una decina di pagine, ma complessivamente un discreto esemplare.
1997In-4 (cm. 34.90), tela editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 543, (5), con 449 illustrazioni a colori e bianco e nero nel testo che - per la prima volta - riproducono opere tratte dai suoi 75 album (1872-1927) ritrovati nello studio di Bordighera; 70 illustrazioni in bianco e nero di oggetti e documenti personali; 42 illustrazioni relative al materiale bibliografico dell'Archivio Enrico, e infine il catalogo completo dei taccuini di viaggio e dell'opera grafica, con 2997 piccole riproduzioni in bianco e nero. Inedita raccolta di opere del grande pittore monzese (1857-1927). Volume in buono stato, sovracoperta con tracce d’uso e di nastro adesivo.
1980In-8, tela editoriale, sovracoperta, custodia, pp. 1225. Antologia delle poesie e delle traduzioni raccolte. Volume della Collana “I Millenni”. In ottimo stato.
1889In-4 p. (mm. 288x198), 20 volumi, solida legatura in mz. pelle coeva con ang. (abrasioni), dorso a cordoni con titolo in oro, conservate le brossure originali. L’edizione è così composta: Vol. I: "Discorsi letterari e storici" - Vol. II: "Primi saggi" - Vol. III: "Bozzetti e scherme" - Vol. IV: "Confessioni e battaglie" - Vol. V: "Ceneri e faville, serie prima 1859-1870" - Vol. VI: "Juvenilia e Levia Gravia" - Vol. VII: "Ceneri e faville, serie seconda 1871-1876" - Vol. VIII: "Studi letterari" - Vol. IX: "Giambi ed epodi e rime nuove" - Vol. X: "Studi, saggi e discorsi" - Vol. XI: "Ceneri e faville, serie terza 1877-1901" - Vol. XII: "Confessioni e battaglie, serie seconda" - Vol. XIII: "Studi su Giuseppe Parini. Il Parini Minore" - Vol. XIV: "Studi su Giuseppe Parini. Il Parini Maggiore" - Vol. XV: "Su Ludovico Ariosto e Torquato Tasso" - Vol. XVI: "Poesia e storia" - Vol. XVII: "Ordi barbare e rime e ritmi" - Vol. XVIII: "Archeologia poetica" - Vol. XIX: "Melica e lirica del settecento con altri studi di varia letteratura" - Vol. XX: "Cavalleria e umanesimo". "Rara prima edizione" dell’Opera Omnia di Carducci nell’edizione definitiva curata dallo stesso Autore. Cfr. Diz. Biograf. Italiani,XX, p. 38. Uno dei cento esemplari su carta grande a mano, numerati da 1 a 100. Il ns., 63, è un esemplare marginoso, con barbe, parzialmente intonso, molto ben conservato.
1544In-4 p. (mm. 288x200), p. pergamena antica (risg. rifatti), titolo ms. al dorso, 10 cc.nn., 583 cc.num., (1) c.nn.; frontespizio col titolo incluso nella grande cornice xilografica (già usata per le precedenti ediz.) con la marca del giglio araldico: stemma di Firenze e iniziali L.A.; al recto dell’ultima carta: Registro e sottoscrizione, Venetiis, apud Haeredes Lucantonii Iuntae florentini, mense martio 1544, al verso grande marca (giglio fiorentino e iniziali L.A. circondati da ghirlanda sorretta da due putti); al recto della c. v1 (145) altro frontespizio: “P. Virgilii Maronis Aeneis accuratissime recognita cum commentariis.. Venetiis 1543, con la marca del giglio fiorentino. Mancano le ultime due carte (D5 e D6) che sono bianche. La ns. è un’edizione della Variante ‘A’, che non comprende in fine i "Priapea", ultimo degli opuscoli, di 4 carte (584-587 + 1 c.nn.), Collazionato con esemplare presente su ICCU. Questa splendida edzione “è illustrata da 113 silografie ripodotte dal Grueninger (ed. 1502) giudicate di una ‘naiveté amusante’. Il commento dell’"Eneide" è di Tiberio Claudio Donato; gli altri commentatori sono: Servio per le "Bucoliche" e "Georgiche", Probo e Mancinelli per le "Bucoliche" e "Georgiche", Ascensio per lo opere complete, Agostino Dati per qualche passo dell’"Eneide", Jacopo Costanzo Fanense per diversi passi delle "Georgiche", Domizio Calderini per gli opuscoli. Vi sono pure annotazioni di J. Pierio Valeriano, di Filippo Beroaldo e di Angelo Poliziano”. Cosi’ Mambelli “Gli annali delle edizioni virgiliane”,195. Cfr. anche Camerini “Annali dei Giunti”, nn. 493 e 220 (x l’ed. del 1519): “Le xilografie provengono sempre dai disegni disposti per il prototipo del 1519. Settima replica delle Opere di Virgilio illustrate, con i Commenti antichi e più recenti. Il contenuto del volume è il seguente: a) Preliminari - b) Bucolica - c) Georgica - d) Aeneidos: Lib. XII - e) Aeneidos: Lib. XIII a M. Vegio composito - f) Appendix Virgiliana - g) Priapea. Le numerose xilografie che l’adornano, ne fanno uno dei libri più significativi dell’arte veneziana di quel tempo. Esse si differenziano in modo singolare da quelle contemporanee e - da inspirazione tedesca - sono trattate nella figurazione e nel disegno, con magistrale armonia tutta veneziana. Non si conosce il nome del Maestro che incise i legni, dopo averne ideati i disegni, ma egli dovette essere dotato di immaginazione fervida e di rara abilità. Benchè inspirati ai legni creati in Germania per il Virgilio di Strasburgo: Joh. Grueninger, 1502, sono strettamente originali, trattati in modo vivace, notevolissimi per la storia del costume, in quanto illustrano gli episodi dell’opera virgiliana come fossero contemporanei: vedute di città, figure di navi, armi, ecc. domostrano, per molti aspetti, la vita comune del primo cinquecento. Varii di dimensioni, alcuni sono grandissimi - fino ad occupare quasi tutta la facciata - ed il loro numero è di quasi 200. Questa ediz. (1519) venne ristampata negli anni: 1522, 1525, 1532, 1542, 1544, 1552, ma nelle repliche non compaiono tutte - né le stesse - xilografie che si trovano nella prima edizione”. Ns. esemplare: molto corto del marg. super. a partire dalla c. 512; frontesp. restaur. per mancanze solo margin. e con tracce di colore rosso sulle figure della cornice architettonica; ultima carta, priva dei margini, è stata sapientem. restaur. e applic. su un foglio antico; anche le cc. 581, 582, 583 sono state restaur. per mancanza del marg. interno ed esterno bianco; ca. 60 carte con ritagli a due margini bianchi, fatti da antico possessore; le cc. 244 e 245 con macchie; le cc. 566, 571 e 583 prive del marg. super.; con qualche arrossatura e alone. Malgrado tutti i difetti elencati, questo splendido libro illiustrato è conservato più che discretamente.
1945In-4 gr., brossura oig. figurata a colori (restauri al dorso), cc.num. (2),107,(1), molto ben illustrato da 38 tavv. a colori applic. su cartoncino e 32 tavv. in bianco e nero, ciasc. con 2 o più ill. Pregevole raccolta dei migliori figurini moderni creati da artisti italiani per i teatri d'opera e di balletto. Vi figurano: Brunelleschi, Cambellotti, Casorati, De Chirico, De Pisis, Guttuso, Mafai, Marussig, Prampolini, Severini, Tamburi etc., oltre ad alcuni artisti stranieri quali: Nicola Benois, Eugenio Markowski e Pékary Stefano. Tiratura di 1000 esemplari numer., su carta pesante a mano. Il ns., 503, è ben conservato. .
1941In-4 p. oblungo (mm. 300x395), elegante legatura in mz. pelle edit., piatti in tela rossa con cornice a secco e titolo oro, dorso a cordoni con fregi in oro, tagli super. dorati, risguardi rossi con grandi e belle cornici dorate, pp. 17 (frontesp. con titolo in rosso - nota introduttiva all’opera - dati biografici - in quanto tempo fu scritta la Lucia di Lammermoor? - produzioni musicali donizettiane, a cura di Guido Zavadini, Conservatore del museo Donizettiano di Bergamo); è pure incluso il ritratto in tricromia del musicista (1797-1848). Edizione in fac-simile dell’opera: la partitura autografa è qui riprodotta a colori in 374 facciate di note musicali del prezioso manoscritto di proprietà del Conte Giovanni Treccani degli Alfrieri - Senatore del Regno. Tiratura di soli 300 esemplari. Il ns., contenuto in astuccio di tela edit. rossa (tracce d’uso), è in ottimo stato.
In 4° piccolo, pp. 296. Legatura amatoriale in piena pelle fitmata dallo studio della legatoria E.Tealdi di Firenze. Filettature dorate.La legatura presenta in primo piano il blasone dei Borboni di Spagna dipinto nel piatto anteriore.
1960In 8°, pp. 38. Brossura originale. Tavole pubblicitarie f.t.
1953In 8°, pp. 38. Brossura originale. Tavole pubblicitarie f.t.
1951In 8°, pp. 38. Brossura originale. Tavole pubblicitarie f.t.
1950In 8°, pp. 38. Brossura originale. Tavole pubblicitarie f.t.
1951In 8°, pp. 38. Brossura originale. Tavole pubblicitarie f.t.
1879(Mm. 160x105), bella fotografia in tinta di Giuseppe Verdi, datata Sant’Agata 1879 e firmata. E’ stata realizzata da Giulio Rossi, pittore fotografo, Milano-Genova. Al verso dell’immagine una lunga scritta d’altra mano, recante la data Torino-Pinerolo 1932, attesta che la fotografia con autografo venne donata da Giuseppe Verdi “..al nonno Giovanni Zaffignani in segno di apprezzata amicizia.” Giovanni Zaffignani, piacentino, fu il direttore della prima calzoleria di Piacenza. Diverse sono le missive che il Maestro gli indirizzò. Quando Giuseppe Verdi si trovava a Piacenza, di stanza all'albergo San Marco, sovente faceva visita all’amico in via Garibaldi dove l’artigiano piacentino gli confeziona su misura scarpe e stivali. Il quotidiano cittadino “Libertà” che fu tra i primissimi giornali a dare la notizia della morte del Maestro il 27 Gennaio 1901, ricordava nel suo articolo anche la “preziosa amicizia” che Verdi ebbe con Zaffignani. Buon esemplare.