1995Mm 310x300 Catalogo della mostra di Milano, Triennale di Milano, Palazzo dell'Arte, Viale Alemagna 6, 17 marzo - 14 maggio 1995. Brossura editoriale con bandelle, 236 pagine, numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori. Libro in condizioni di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1956Best.-Nr. 72168ABUrbach 1956. Mit zahlr. (tls. farb.) Abb. u. 1 mehrf. gefalt. Stammtaf. 395 S. OHlwd. - Sehr gutes Expl.
2002Mm 245x304 Volume rilegato con sovraccoperta editoriale interamente illustrato con fotografie in bianco e nero anche a doppia pagina. Uno sguardo sui diversi momenti del lavoro del famos stilista. Ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1978Best.-Nr. 3745LIBRAIRIE L. HACHETTE ET CIE 1978 437 pages in12. 1978. reliure editeur. 437 pages.
1910Best.-Nr. 799Jena, Diederichs,, 1910. 1. Aufl. 2 Mappen 2 Mappen mit jeweils einem Heft a. 12 S. + 12 Tafeln 19 x 23 OKarton, sehr schöner Zust.
2007Best.-Nr. 1148840London, 2007. 194 S.; zahlr. Illustr.; 26,5 cm; kart.
2008Best.-Nr. 1148883London, 2008. 234 S.; zahlr. Illustr.; 26,5 cm; kart.
2005Best.-Nr. 500218938Payot 2005 320 pages 15 2x2 4x22 8cm. 2005. Relié. 320 pages.
2005Mm 220x275 Brossura editoriale di XI-267 pagine, numerose illustrazioni a colori. Esemplare in buone condizioni. Testo in inglese - english text. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1980Best.-Nr. 02171Solingen, Lind, ca1980. PP, gutes Exemplar
1985Testi in inglese, 285 p., f.to cm 33,5x24,5, copertina flessibile, illustrazioni a colori. Buone condizioni.
1959STATO: USATO, MOLTO BUONO. NOTE: firma precedente proprietario. TITOLO: Vetri italiani del Cinquecento. AUTORE: Mariacher,Giovanni. EDITORE: Vallardi DATA ED.: 1959, COLLANA: Coll.Le Arti nella Casa Italiana.
1991Panorama de l art du tapis en France au XXe s.: 100 pièces exposées. Croire que le tapis isole le sol est une erreur commune et généralisée par ce que l'on croit, à tort, constituer sa fonction principale. Le tapis, tout au contraire, rassemble et unit, introduit dans la demeure close les figures et le souffle de l'univers absent. Les Persans le savaient bien, qui composaient leur tapis comme des TITOLO: Le XXe siècle au tapis. Aspects du tapis en France de l'Art Nouveau à l'Art Contemporain. AUTORE: Martine,Mathias. CURATORE: Musée départemental de la tapisserie d'Aubusson (12 juillet -15 septembre 1991) et au Centre culturel de Boulogne-Billancourt 1991. EDITORE: Editions de l'Albaron DATA ED.: 1991, EAN: 9782908528251
2005Massimo Sargolini (a cura di) PAESAGGIO territorio del dialogo. , Kappa 2005, Buono (Good) . 317 8878906743
2002Best.-Nr. 55207Maisonneuve & Larose 2002 In-8 24 cm sur 16,1. 354 pages. 24 pages de planches en noir et en couleurs.. Très bon état d’occasion.
Best.-Nr. 14342Paris Bartillat, in8, broché, couvertureillustrée, 334 pp illustrations en couleurs
2015ill. Le stampe, le illustrazioni e le caricature ci hanno tramandato un'immagine poco nota dei milanesi lungo tutto il corso dei cento anni che vanno dal 1790 al 1890. Un secolo che vide un susseguirsi di vicende storiche ed economiche che portarono la città alla sua fisionomia di centro culturale, commerciale e industriale all'alba del XX secolo. Mode e costumi dei milanesi appartenenti alle diverse classi sociali vennero rappresentati spesso mettendone in risalto gli aspetti più umoristici. Tutte le tecniche di stampa vennero utilizzate, dalle incisioni in rame alla xilografia, alla litografia, per finire negli ultimi anni dell'Ottocento alle oleografie, che ebbero a Milano il più importante centro di produzione italiano e che costituirono esse stesse una particolare forma di gusto estetico. Dalle mode venute da Parigi subito dopo la Rivoluzione francese, passando sotto il regno di Napoleone e poi la Restaurazione austriaca, la libertà di esprimere le idee politiche era strettamente sottoposta a censure e trovava unico sfogo nella moderata critica sociale o nella rappresentazione della vita quotidiana. Il '48, per quanto di brevissima durata, costituì un momento culminante del secolo, dando vita a una produzione caricaturale di dimensioni sconosciute in Italia. La vita dei milanesi, con l'unificazione della nazione fu oggetto di una satira di costume sempre più legata ai modi di vivere delle classi borghesi ed espresse i suoi risultati migliori nei decenni tra il 1860 e il 1880.
1991STATO: USATO, MOLTO BUONO. TITOLO: Il passato ritrovato da antichi blocchi da stampa tessuti per abitare. The Zucchi Collections of antique handblocks 1785-1935. AUTORE: Mocchetti,Ettore. EDITORE: Ed.G.Mondadori DATA ED.: 1991, EAN: 9788837412272
1991Best.-Nr. 3615Celiv 1991 In-12 à l’italienne, reliure éditeur, dos toile bleu, 140 pp. Illustrations couleurs
2011Best.-Nr. 1218402011 N° 88 - Mai-juin 2011 - in-4 broché - 114 pages - Inclus le livret "L'art de l'automobile. Chefs-d'oeuvre de la collection Ralph-Lauren"
2015Best.-Nr. 10115224 ORE Cultura, Milano, 2015. 32 cm ; Pp.
2019ill., ril. Il lavoro a maglia è una metafora perfetta, non solo per parlare di ricordi personali, vicende sentimentali e aneddoti familiari, ma anche, ampliando la prospettiva, per raccontare meccanismi globali economici e politici. Ce lo dimostra Loretta Napoleoni in questo libro che tratta di sociologia e di politica, ma è anche un doloroso viaggio alla scoperta di sé, dei propri limiti e delle proprie risorse. Il viaggio della maglia ha inizio tra il 6000 e il 4000 a.C., quando i nostri progenitori avevano messo a punto un metodo rudimentale per creare degli indumenti e ripararsi così dalle intemperie, e prosegue attraverso il medioevo e il rinascimento con le corporazioni di lavoratori dell'arte della lana e il successo in tutta Europa dei filati e tessuti italiani. Passa per la rivoluzione francese, con le sue "tricoteuses" che sferruzzavano sedute davanti alla ghigliottina, e per quella americana cui hanno contribuito le pioniere, le famose «api che sferruzzano», per arrivare alla Grande Guerra, quando gli indumenti di lana fatti a mano da chi stava a casa hanno contribuito a tener caldi i soldati in trincea, e alla seconda guerra mondiale, quando le spie-magliaie si sono servite della maglia come di un codice segreto per inviare messaggi che non dovevano essere intercettati. Dopo un periodo di stasi, il lavoro a maglia è poi tornato alla ribalta negli anni Sessanta con il movimento hippie, diventando uno strumento di rifiuto dell'omologazione e del consumismo imposti dal «sistema». In anni recenti le neuroscienze hanno scoperto che i tessuti fatti ai ferri sono ottimi per rappresentare concetti della fisica d'avanguardia difficili da ricreare con altri materiali, ma anche che lavorare a maglia ha sulla mente e sul fisico gli stessi effetti terapeutici calmanti e rilassanti dello yoga e della meditazione. E il movimento femminista ha infine smesso di considerare quest'attività un simbolo della sottomissione femminile, ma l'ha anzi rivalutata tramutandola in un segno di liberazione dagli stereotipi di genere. Oggi in tutto il mondo si assiste a fenomeni di mobilitazione spontanei come lo "yarn bombing" e l'"urban knittering", veri e propri gridi di protesta pacifici contro le diseguaglianze di ogni tipo, sociali, razziali e di genere, contro gli aspetti più deleteri della globalizzazione, l'ecodevastazione del nostro pianeta e la dilagante realtà virtuale, nel cui freddo cyberspazio siamo allo stesso tempo strettamente connessi e spaventosamente isolati. Siamo disorientati e abbiamo un disperato bisogno di strategie e strumenti per «guarire» la società in cui viviamo. Guardando al passato, ci accorgiamo che il lavoro a maglia è sempre stato un leit motiv, un filo conduttore, una sagola che ha permesso all'umanità di attraversare in sicurezza i mari tempestosi delle transizioni epocali. Ed è per questo che ancora oggi può aiutarci a intrecciare relazioni in modo più creativo e a ritrovare il bandolo della matassa delle nostre vite.
2014ill., br. Nel suo semestrale appuntamento con il restauro la Fondazione Paola Droghetti ha voluto quest'anno scegliere un materiale nuovo, ma non meno interessante degli altri: il tessile, ed in particolare il pizzo. Una scelta attualissima (perché il vestire e tutto ciò che ne consegue è ancora una delle eccellenze del nostro paese) e al tempo stesso antica... Con la consulenza di Thessy Schoenholzer, una delle maggiori esperte a livello internazionale sul merletto, abbiamo individuato nelle collezioni del Museo Nazionale di Palazzo Venezia un magnifico pizzo del '700 necessitante restauro, nella miriade di tessuti e merletti storici qui conservati, tanto preziosi quanto invisibili perché la luce e le polveri ne pregiudicano l'esponibilità al pubblico. La Fondazione continua così nella scelta di focalizzare la sua attenzione sul patrimonio pubblico italiano - a maggior ragione se poco conosciuto - che in questo caso si coniuga con la volontà di attirare il suo pubblico in un museo tanto straordinario quanto ingiustamente poco frequentato un museo che con una giusta valorizzazione potrebbe diventare un'equivalente del "Victoria and Albert" londinese. Ma Roma, si sa, ha un'offerta museale troppo ricca perché un pubblico frettoloso e spesso distratto vada alla scoperta delle arti decorative, anche se la loro valenza culturale e storica equivale a quella di una statua o di un dipinto. Come sempre il restauro apre un ventaglio di possibilità di ricerca sia dal punto di vista materico che storico...
2007Best.-Nr. 30222Edisud 2007 In-4 cartonné, couverture illustrée. Très bon état.
2016ill., ril. Il XX secolo ha visto la moda evolversi da business esclusivo dei salotti parigini, destinato a un'élite danarosa, in un'industria globale con milioni di collaboratori, le cui nuove tendenze vengono lanciate nei negozi ancor prima che l'ultimo modello abbia lasciato la passerella. Le silhouette femminili che hanno marcato un'epoca si sono evolute lungo il percorso fino a diventare irriconoscibili: le crinoline di House of Worth hanno ceduto il passo agli abiti da sera con il taglio in sbieco di Vionnet, al New Look di Dior e al Chelsea Look della Quant, al tailleur pantalone bianco di Halston, fino ai jeans a vita bassa di Frankie B. Nella moda maschile, molto prima che entrassero in scena camicie hawaiane, cravatte strette o pantaloni baggy, il completo ready-made aveva già segnato la scomparsa dell'abito sartoriale fatto su misura. "La moda del ventesimo secolo" offre una retrospettiva dello stile negli ultimi cento anni attraverso 400 pubblicità di moda provenienti dalla collezione Jim Heimann. Utilizzando le immagini pubblicitarie raccolte nell'arco di un secolo, il libro documenta la rapida e incessante evoluzione della moda così com'è stato recepita dalla cultura di massa, decennio dopo decennio. Un'introduzione approfondita, un testo per ogni capitolo e una cronologia illustrata narrano per filo e per segno le vicende dei creatori dello stile e delle tendenze.