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2010ill., br. Il volume illustra con disegni e foto dodici case unifamiliari dell'architetto giapponese Kazunori Fujimoto. Le case, realizzate in contesti urbani e paesaggistici molto diversi tra loro, esaltano la sensibilità dell'autore a cogliere i caratteri dei luoghi e a farli interagire con lo spazio interno. L'uso di pochi materiali e la composizione monocroma purificano lo spazio ed esprimono l'ideale wabi che traduce l'aspirazione etica ed estetica della cultura giapponese alla sobrietà e alla povertà, ovvero all'autenticità.
2021br. Questo libro si rivolge agli appassionati e ai curiosi di moda e costume, agli stakeholder, agli studenti... e anche a chi ritiene che abiti e accessori siano l'apoteosi dell'inconsistenza. Perché tutto è vanità. E niente è più utile del futile. "La teoria dei colori" è semplice: in epoche di benessere le tonalità sono sobrie, mentre diventano accese in tempi calamitosi. Era così nei ricchi anni Ottanta quando, nelle redazioni dei fashion magazine di tutto il mondo, le ragazze e le signore alla moda vestivano rigorosamente di nero. È così ai giorni nostri, dalla crisi del 2008 alla pandemia, con sfilate e collezioni innervate di fluo e color block. Un pamphlet che definisce il rapporto tra moda e società, nelle diverse stagioni dell'ultimo secolo, tra picchi di opulenza e smarrimento. Un filo invisibile che unisce Elsa Schiaparelli ad Alessandro Michele. E Cristóbal Balenciaga a Rei Kawakubo. Arricchito da dialoghi con protagonisti di altre creatività (arte, design, architettura, musica, cinema, letteratura).
2020Siracusa, 2020; br., pp. 144, cm 15x21,5.
2013ill. Nel narrare la costruzione di un giardino, chiamato "verziere", l'autrice ritorna alle proprie origini, seppur legate a un altro luogo e ad altri orizzonti. Con continui rimandi alla letteratura, al cinema, alla scienza botanica, all'architettura, il libro traccia il passaggio, - quasi un'iniziazione - dalla cultura alla coltura, dalla conoscenza teorica alla pratica, ossia a quell'attività dello "sporcarsi le mani" che è vissuta come essenziale ricerca del senso della vita. Perché un parco appartiene a tutti; è un pezzo di natura che sopravvivrà solo se ci sarà chi continuerà a renderlo fruibile alle giovani menti che dovranno progettare l'ambiente in cui vivere e, con ciò, la vita stessa.
2019ill., br. Con "Fake face book", Martí Guixé torna ad arricchire la sua serie di libri fatti di tracce da completare: questa volta protagonista è la maschera, elemento antichissimo e affascinante che ha accompagnato l'uomo in tutta la sua storia, qui proposto in versione cartacea e personalizzabile. Un tema, poche e semplici linee guida e infinite possibilità creative: Fake Face Book offre una carrellata di maschere pronte per essere colorate, ritagliate e indossate, "finti volti" ancora da inventare per giocare a essere qualcun altro. Un libro per trasformarci in tutti i personaggi che riusciamo a immaginare, per lasciar correre libera la fantasia (unica regola: non dimenticare i buchi per gli occhi) e per assumere nuove identità quando lo specchio che ogni mattina ci restituisce sempre la stessa faccia inizia ad annoiarci.
2012ill. Dopo "Blank Book", "Tattoo Book" e "Food Book" ecco "R&D Book. Research and development book", un nuovo libro sulla ricerca e lo sviluppo, da "fare" e "disegnare" firmato Martí Guixé.
1998Best.-Nr. G684Schwerin, Stock & Stein, 1998. Eines von 500 Exemplaren. Erste Ausgabe. Schön erhalten.
2007ill. Il Novecento è stato un secolo difficile per l'architettura e per l'urbanistica a Napoli: la guerra, l'esplosione demografica, la speculazione edilizia, l'abusivismo, il conservatorismo, i vincoli, il pessimismo, la mancanza di cultura, l'assenza di iniziative, lo spreco del denaro pubblico hanno procurato un danno enorme al sistema urbano partenopeo. In un periodo così confuso, però, c'è chi ha costruito la propria città cercando di far emergere una nuova immagine, un'altra Napoli, quella dell'architettura e delle idee. Alla base di questo libro vi è la volontà di dare voce agli architetti che hanno pensato la città sorta negli ultimi cinquanta anni, che sono stati al centro del dibattito culturale e che, in qualche misura, sono responsabili della sua trasformazione. Senza i loro edifici Napoli sarebbe certamente molto diversa. Raccogliere assieme le loro esperienze, confrontarle, può servire a capire meglio la città e la sua evoluzione.
2008Testo Italiano e Inglese. Firenze, 2008; br., pp. 108, ill. b/n e col., cm 16x16. (IDesigners). english italiano 88-6055-13 IDesigners br.
1996A cura di Brigida Sacerdoti. Torino, 1996; cartonato, pp. 120, 52 tavv. b/n, 57 tavv. col., cm 19,5x12. (Varia). italiano 88-422-061 Varia
2010ill., br. Il volume si compone di due parti strettamente correlate fra loro. Nella prima si cerca di riflettere sullo statuto teorico della fotografia di moda, delineando un ruolo attivo e non semplicemente illustrativo del mezzo nei confronti del fenomeno stesso. L'idea forte che il testo propone è infatti quella di una "moda della fotografia", cioè di una vita virtuale della moda all'interno dell'immaginario costruito e diffuso dalla fotografia. La seconda sezione propone invece un'ampia ricognizione storica, dalle origini fino ai nostri giorni, su tutto questo settore, attraverso le figure chiave dei suoi maggiori protagonisti. Un tentativo di estrarre dalle varie poetiche questioni utili a delineare una complessiva identità della fotografia di moda.
2013ill., br. "Io non ho mai pensato di diventare grande. Io ho sempre desiderato diventare qualcosa di più di quello che ero: diventare un caporeparto, poi creare la mia piccola impresa artigiana, e così via; cogliere cioè le sfide che si facevano innanzi ogni giorno. Per me è stata una conquista graduale vissuta sul campo di battaglia." Renzo Rosso è uno dei maggiori imprenditori del mondo della moda. Di origini padovane, nel 1978 crea il marchio Diesel e diventa il principale pioniere del "jeans vintage". Oggi il suo gruppo (OTB) controlla marchi importanti e, insieme, produce e distribuisce su licenza linee della moda d'alta gamma. Nel marzo del 2013 la rivista americana Fortune lo inserisce nella lista dei 500 uomini più ricchi del mondo. Rosso vive a Bassano del Grappa (Vicenza).
2019ill., br. «Piacere, mi chiamo Maria e vesto da vent'anni Martino Midali. Non sapevo che faccia avesse e sono felice di conoscerla oggi. Complimenti! Immagino che l'armonia irregolare dei suoi vestiti appartenga anche alla sua vita. Mi piacerebbe tanto leggere di lei in un libro: penso che dovrebbe scrivere la sua biografia...» Sono state queste parole di un'affezionata cliente a far nascere in Martino Midali l'idea di scrivere la sua storia. Quella di un vero self made man, nato in una semplice famiglia nel minuscolo borgo di Mignete, nel lodigiano, che si trasforma in un'anima che istintivamente si nutre di bellezza ed eleganza. Ogni capitolo corrisponde a un gradino sulla scala del successo: i primi passi nel mondo della moda, il trasferimento in una Milano proiettata verso il futuro, la grande intuizione sull'uso innovativo del jersey, le prime vendite in proprio, l'inaugurazione di uno showroom nella capitale lombarda, i grandi buyer americani come Henri Bendel e l'apertura di due punti vendita a New York frequentati da molte star, il trionfo degli anni Ottanta dove «vestire Midali» equivale a essere parte di un modo tutto nuovo di sentirsi donna. Un viaggio sul filo dei ricordi, accompagnato dalla giornalista Cinzia Alibrandi, per scoprire un viandante della moda sempre in cammino, con un'anima gipsy mai placata, che coniuga la forza della terra da cui proviene con la soavità racchiusa tra le pieghe delle sue inconfondibili creazioni.
2006ill., ril. Anche un semplice sasso, che prendiamo a calci mentre passeggiamo e poi abbandoniamo lungo la via, racchiude un mondo pieno di storie fantastiche che è pronto a raccontarci, se solo lo raccogliessimo. Bruno Munari lo ha fatto per noi e in questo libro ci presenta la sua personalissima collezione: decine di sassi che gli hanno suggerito storie sempre diverse che ha reso visibili sfruttando le pieghe della pietra per disegnare i propri personaggi.
2008ill., ril. Pagina dopo pagina, Bruno Munari conduce alla scoperta di un mondo nascosto tra le pieghe dei sassi, che improvvisamente si popolano di personaggi disegnati seguendo le linee e le vene della pietra. E sorridendo di fronte a una scimmia aggrappata a liane-striature di un sasso, ci si accorge di come il punto di vista cambi addirittura la nostra percezione della realtà: un tema concettualmente e filosoficamente complesso affrontato attraverso un semplice gioco.
2013Translation by Castagné N. French Text. Tesserete, 2013; paperback, pp. 64, ill., col. plates, cm 12x24. (Ciel Vague).
2021br. Una famiglia al vetriolo, emblema della moda made in Italy nel mondo, che ha bruciato sé stessa e un'immensa fortuna, insieme al suo ultimo erede, Maurizio: questi sono i Gucci. I protagonisti sono più che noti, e sebbene la giustizia abbia avuto le sue risposte individuando in Patrizia Reggiani, l'ambiziosa e avida ex moglie dell'imprenditore, la mandante dell'omicidio, i moventi superano i confini nazionali, entrano nella storia della casa di moda, e coinvolgono tutto l'entourage della celebre maison. Stilisti, imprenditori, finanzieri sfilano tutti sulla passerella di questo libro inchiesta, che porta sotto i riflettori il lusso estremo e inaccessibile dei protagonisti della "Milano da bere". Frutto di numerosi anni di lavoro da parte dei due giornalisti Maurizio Tortorella e Angelo Pergolini, questo libro è la ricostruzione più completa e particolareggiata di uno dei misteri di cronaca nera più intricati degli ultimi decenni, l'omicidio che pose la parola fine alla dinastia Gucci. Un testo che è stato fondamentale per tutti gli autori che hanno voluto raccontare questa vicenda, il lato oscuro delle vite patinate dei Gucci, con un aggiornamento imperdibile sui retroscena di uno degli omicidi più chiacchierati degli ultimi anni.
2011Testo in Italiano e Inglese. A cura di S. Borsi. Melfi, 2011; br., pp. 184, ill. b/n, cm 12x17. (Arianuova).
2017br. A partire dal complesso rapporto tra Design e Humanities questo volume intende indagare il ruolo del progetto in relazione al fenomeno rituale, fornendo concreti stimoli di contenuto, processo e metodo attraverso un'analisi che affianca alle discipline socio-antropologiche le culture del progetto. In questo scenario, le pratiche quotidiane, la tecnologia, le espressioni artistiche si intrecciano, si citano e si nutrono reciprocamente, generando corto circuiti interessanti da cui il design emerge come disciplina caratterizzata da una natura connettiva e generativa, strumento facilitatore in grado di trasferire - sotto forma di prassi progettuale - peculiarità e conoscenze di altri settori. Proprio la questione della relazione tra design e scienze umane, nonché la "dote" che il progettista porta con sé nel confronto con la ricerca umanistica, è il nodo centrale di questo saggio, che si propone di problematizzarla con approcci interpretativi 'design driven' attraverso la trattazione teorica e la lettura critica di casi.
2016ill., br. Versione italiana dell'edizione commemorativa curata da Chronicle Books (2014) del libro del designer Paul Rand pubblicato a New York nel 1947. Edizione fedele all'originale del 1947 e comprensiva di cambiamenti fatti dallo stesso Rand nel 1970, questa del 2014 - nata per commemorare quello che sarebbe stato il suo centesimo compleanno - presenta la prefazione del designer Michael Bierut: "un manifesto, una chiamata alle armi e una squillante definizione di ciò che fa diventare bello il bel design".
1978Best.-Nr. 54652ABKöln, DuMont, 1978. 21 cm. 259 S., Ill. (z.T. farb.). kart., Deck.-Ill. Rücken gebräunt, hint. Deckel etwas braunrandig, innen sauber u. gut erhalten. DuMont-Dokumente.
2016ill., br. Dopo "Distruggi questo diario (dove vuoi)", ecco la versione più grande e non più tascabile del bestseller di Keri Smith: "Distruggi questo diario (grande)". Ingrandita non solo nel formato ma arricchita anche da numerosi esercizi per pasticciare ancora più liberamente, riempire e sfasciare le pagine del diario. Distruggi questo diario (grande) ci chiede di svolgere una serie di piccoli (o grandi) atti di distruzione creativa: "schizza un po' di fango", "spiaccica qualcosa in questa pagina", "fai ruzzolare il libro giù da una collina", "trova il modo di indossare questo libro". Un insolito manuale per uscire dal seminato, per sperimentare "cose che normalmente non prenderesti in considerazione", per mettere in pratica la creatività. "Distruggi questo diario (grande)" è l'edizione big size del quinto libro pubblicato da Keri Smith per Corraini Edizioni, dopo "Come diventare un esploratore del mondo", "Questo non è un libro", "Finisci questo libro" e "Piccolo manuale dei grandi sbagli".
2019ill., br. In occasione della Terza Biennale di Monza, nel 1927, Guido Marangoni fece allestire un reparto di "botteghe d'arte" con il compito principale di "servire d'esempio e d'incitamento per una maggiore cura del negozio e della vetrina". I risultati, con poche eccezioni, non furono particolarmente apprezzati dal promotore dell'iniziativa, eppure è proprio a questo primo confronto pubblico sulla questione dei negozi che oggi si potrebbero far risalire le origini di una riflessione sull'estetica dei luoghi di vendita in Italia. Una riflessione che iniziò presto a dare risultati degni di nota visto che, già alla fine degli anni venti, le riviste di settore volsero la propria attenzione alle architetture per il commercio e ai relativi arredamenti, considerandoli esemplificativi della modernità e delle tendenze estetiche più aggiornate. Da allora, il discorso sui negozi si è arricchito di casi esemplari, protagonisti e problematiche risultando in un campo d'indagine che, fino ad oggi, non è ancora stato sufficientemente esplorato. Svelare gli aspetti poco noti e ignoti di questa vicenda grazie a inediti materiali d'archivio, rivedere il contributo di alcuni dei protagonisti del settore, tracciare una riflessione critica sul progetto dello spazio in relazione alla merce e analizzare l'iconografia che ha accompagnato lo svolgimento di questo discorso fino all'epoca contemporanea sono solo alcuni degli obiettivi del volume che, così facendo, colma una lacuna bibliografica necessaria per comprendere il ruolo culturale del negozio, inteso come medium fra il mondo di chi produce e quello di chi consuma, fra la dimensione privata e la scena pubblica, fra la casa e la città.
2012ill. Nonostante la grande attenzione mediatica ricevuta dai fashion designer nel corso degli ultimi secoli, ciò che hanno raccontato e scritto ha finora ottenuto poca considerazione da parte degli studi sulla moda. Il libro presenta dichiarazioni e testi di fashion designer, con l'obiettivo di commentarli criticamente e contribuire alla comprensione della moda attraverso una delle figure più affascinanti e discusse prodotte dalla cultura occidentale di epoca contemporanea. Jean-Philippe Worth, Rosa Genoni, Charles Creed, Paul Poiret, Madeleine Vionnet, Elsa Schiaparelli, Christian Dior, Emilio Pucci, Gianfranco Ferré, Franco Moschino, Marc Jacobs, Alexander McQueen, Bless e Bruno Pieters sono alcuni dei nomi coinvolti in un dialogo ideale. Il libro indaga il processo storico di definizione del potere culturale dei designer e i loro ambiti progettuali, con particolare attenzione al lavoro creativo e ai concetti di autorialità e storytelling. Il volume esplora inoltre le interazioni dei fashion designer con il sistema della moda, mostrando la vitalità del dibattito interno e gli aspetti conflittuali.
2003Testo Italiano e Inglese. Cannitello, 2003; br., pp. 192, ill. b/n, 157 ill. col., cm 21x26. (21x26. 1).