19 167 résultats
2010brossura
2022brossura La mancanza di empatia, l'egocentrismo, il costante bisogno di attenzione e di controllo rende i genitori narcisisti patologici del tutto incapaci di stabilire una connessione emotiva ed affettiva con i loro figli. Per questo i figli dei narcisisti si sentono "emotivamente affamati" e possono sviluppare svariate problematiche psicologiche con importanti conseguenze sulla loro vita e sulle relazioni che andranno a stabilire. Con il manuale: "Figli di genitori narcisisti. Guida completa per tutelarsi da genitori narcisisti e diventare i genitori amorevoli di sé stessi" la Dott.ssa Francesca Saccà, psicoterapeuta e scrittrice, esperta nel campo della dipendenza affettiva, della manipolazione relazionale e del trauma da narcisismo, desidera aiutare i figli dei genitori narcisisti a comprendere i meccanismi dell'abuso narcisistico genitoriale, al fine di effettuare un lavoro di comprensione ed elaborazione di queste dinamiche tossiche. Il testo fornisce inoltre numerosi suggerimenti pratici per imparare a tutelarsi da genitori narcisisti e curare il proprio "bambino interiore" diventando i genitori amorevoli di sé stessi.
2010brossura Parlando di "atto estetico", l'autrice ha voluto lottare contro la confusione, davvero pregiudizievole, che tende a stabilirsi tra la sensibilità e la passività; e ha voluto mettere in risalto l'esistenza di un "lavoro estetico" che dipende da un progetto, si attribuisce mezzi determinati e produce una serie di effetti. Giacché il problema non è tanto quello di accrescere la nostra ricettività (in fondo l'estensione quantitativa della nostra cultura è poco importante!) quanto quello di "immischiarci" nelle opere della natura e dell'arte, per acquisire dalla loro contiguità organi inediti. A questo fine, dobbiamo mettere in azione gli strati più profondi del nostro essere, dobbiamo esporre la nostra alterità interna all'alterità esterna e dobbiamo prendere coscienza delle reazioni che se ne generano. Solo allora potremo risvegliare e coltivare la nostra facultas. S'aggiunga che la teoria dell'atto estetico conduce logicamente a quella teoria del potere estetico cui nel frattempo si è dedicata per tentare di comprendere l'intersecarsi tra i problemi dell'estetica e i problemi dell'etica e della politica (si veda B. Saint Girons, Le pouvoir esthétique, Manucius, Paris 2009). A quel punto, si è verificato un capovolgimento: invece di mostrare come i diversi tipi di atto estetico ricalchino gli atti artistici e come garantiscano loro quella risonanza necessaria a dispiegarne la portata, si tratta di scoprire la diversità degli strumenti costruiti in un intenso viluppo con la vita.
2014brossura
2007brossura Approfondire i temi trattati da Aristotele nella "Poetica" non è un'impresa facile, perché il testo ci è pervenuto mutilo e in una redazione spesso sintetica o abbozzata. Condotta con un talento teoretico che sa coniugare un'accesa passione polemica a un vigile rigore filologico, la ricerca dell'autore assolve brillantemente a quest'impresa e porta un contributo prezioso all'interpretazione dell'idea fondamentale dell'estetica aristotelica e, più in generale, di tutta la riflessione antica sul bello e sull'arte.
2015brossura "Il bello, fin dall'Antica Grecia è sempre stato considerato come il punto focale della riflessione che aveva l'arduo compito di stabilire non ciò che era bello e ciò che non lo era, ma "cosa" era il bello. Nel Fedro Platone scrive: Per quanto riguarda la bellezza poi, [...] splendeva fra le realtà lassù come Essere. E noi, venuti quaggiù, l'abbiamo colta con la più chiara delle nostre sensazioni, in quanto risplende in modo luminosissimo. La vista, per noi, è infatti la più acuta delle sensazioni che riceviamo mediante il corpo. [...] solamente la Bellezza ricevette la sorte di essere ciò che è più manifesto e più degno d'amore. Il pensiero del nostro autore muove proprio dallo sguardo, che altro non è se non il pensiero che mira l'infinito nel suo sapere, guardando il pensiero nel suo dipingere la meraviglia della luce, che è il riflettere nel pensiero di chi guarda...".
2021br. Rallentare. Prendersi il tempo di una lunga passeggiata. Prendersi il tempo di ascoltare chi ci sta accanto, di meditare bevendo un bicchiere di vino, di aspettare e - perché no - di annoiarsi, di sognare, di scrivere. O concedersi il lusso più grande di tutti: il dolce far niente. Ne siamo ancora capaci? La lentezza, generalmente, gode di una pessima reputazione. È sinonimo di pigrizia. Peggio ancora: di inefficienza, di improduttività e, in- somma, di inutilità. Ma in un mondo dominato dall'imperativo della velocità a ogni costo - e in cui sono sempre gli «infaticabili» ad andare avanti -, essere lenti è diventato un atto di resistenza necessario. "Sul buon uso della lentezza" è un manuale per riappropriarci del nostro tempo: partendo dai ricordi d'infanzia in una provincia contadina ormai in via di sparizione, Pierre Sansot vede nel ritorno alle pratiche di una vita lenta, conviviale, scandita da piccole e meticolose gioie quotidiane, un possibile antidoto alla frenesia contemporanea, oltre che un modello per ripensare il nostro modo di vivere nella metropoli. Ma la lentezza è anche uno strumento essenziale per imparare a ricucire il rapporto con noi stessi, per riscoprire i piaceri della solitudine, per darci il tempo di conoscerci e di capire quello che davvero vogliamo fare, e come, e quando: senza fretta e, soprattutto, senza che sia qualcun altro al di fuori di noi a dettare la rotta. Questo, per un maestro del saper vivere come Sansot, è il vero profitto. Cullandoci con una prosa poetica, profonda e insieme divertente, Sansot ci insegna la sua filosofia della lentezza e ci spinge a ribellarci contro lo stress delle scadenze: un invito alla calma, alla meditazione, al relax e alla gioia di vivere di cui tutti abbiamo bisogno per ricominciare a vivere al ritmo giusto.
2022br. Questo è l'inizio di un nuovo ciclo, che vi porterà luce e splendore. State per intraprendere un viaggio straordinario alla volta di voi stessi, e di un'idea diversa di bellezza e perfezione. Sfogliate, scoprite, sperimentate. L'arte del kintsugi è un'antica tecnica, sviluppata in Giappone a partire dal quindicesimo secolo, che consiste nell'utilizzare un metallo prezioso per riunire i pezzi di un oggetto di ceramica rotto, evidenziandone le crepe invece di nasconderle e trasformando così l'oggetto infranto in un'opera d'arte unica e preziosa. La filosofia profonda del kintsugi, però, va ben oltre la semplice pratica artistica, e ci parla di guarigione e resilienza. Riparato con cura, l'oggetto danneggiato accetta e riconosce la propria storia e diventa più bello e resistente di quanto non fosse prima. Acquista un nuovo valore, complesso e profondo. Così come la ceramica prende vita attraverso le linee di frattura, allo stesso modo anche noi possiamo imparare l'importanza della fragilità per crescere attraverso le nostre esperienze dolorose, valorizzarle e capire che sono proprio queste a renderci la versione migliore di noi stessi. Grazie a questo manuale ricco di esercizi pratici e momenti di meditazione, impareremo a medicare le nostre ferite e a trasformare le linee di frattura in punti di forza, gli scossoni della vita in esplosioni di gioia.
2016br. L'esistenzialismo è un umanismo è una conferenza pubblica dell'ottobre del 1945 con cui Sartre prova a rispondere a una serie di attacchi ideologici. La conferenza diverrà libro qualche mese più tardi e darà un nuovo slancio e una nuova forma al suo esistenzialismo. Le critiche di solipsismo, umanismo asociale, disimpegno politico e astrattismo filosofico che da più parti gli vengono rivolte trovano qui una loro secca smentita in favore della consapevolezza che la realtà umana è irriducibilmente intersoggettiva e che l'individuo, che a differenza de L'essere e il nulla non si pensa più come Dio mancato, non è comprendibile se lo si astrae dalla situazione dalla quale emerge. Ma questa situazione, diversamente da come vorrebbero il marxismo e la psicoanalisi dell'epoca, non lo determina bensì lo influenza senza annullarne la libertà e, dunque, la responsabilità di pensare e agire diversamente in assenza di valori oggettivi e condivisi, dato il venir meno di un canone di riferimento assoluto. L'uomo è condannato a dare forma a se stesso e al mondo, senza potersi appellare ad alcun principio universale né rifugiarsi in un'autorità tutelare, immanente o trascendente che sia.
2012br. Queste pagine, tratte dall'ultimo volume della serie Filosofia e idealismo, appena pubblicato e di cui costituiscono il "Congedo" finale, sono una testimonianza delle profonde trasformazioni culturali e politiche, verificatesi nel nostro paese nel difficile periodo che seguì alla fine della seconda guerra mondiale.
2014br. "Per quanto cambi il contesto esterno, per quanto profondamente possano variare i costumi, per quanto la tecnologia possa alterare la nostra percezione dello spazio e portare nelle nostre case fiumi inesauribili di informazioni, per quanto la società si trasformi (in meglio o in peggio non importa) fino a diventare irriconoscibile, il fatto di essere umani ci obbliga a domandarci come dovremmo rapportarci al prossimo. Perché siamo umani grazie al fatto che altri umani ci donano umanità. E che noi gliela restituiamo." A vent'anni dal suo successo editoriale, "Etica per un figlio", Savater torna a parlare con i giovani delle sfide etiche che la società, la politica di oggi e i cambiamenti tecnologici pongono loro: "Dobbiamo essere preparati, per poter essere protagonisti delle nostre vite e non semplici comparse".
2022br. Il libro vuole sviluppare un pensiero, forse una verifica: come i sette vizi capitali si possano legare a certe patologie psicologiche ma anche, a volte, a certi comportamenti "normali" dell'uomo di oggi. Di tutti noi. Il libro comprende rilievi storici e filosofici, letterari e psicoanalitici sui vizi. Comprende anche una visione "clinica" di come il famoso "settenario" (come lo definì Gregorio Magno) sia vivo e funzionante anche tra le nostre pareti domestiche, nelle nostre relazioni, nei nostri amori, nei nostri rapporti con i nostri figli, nelle nostre amicizie, e infine nella "applicazione" ahimè zoppicante della politica come servizio al cittadino.
2015brossura Attenzione: questo libro non è scritto da un guru americano della crescita personale, da uno di quei carismatici santoni che fanno camminare la gente sui carboni ardenti in cambio di migliaia di dollari. Il tono non è da fanatico life coach in grado di esaltare platee di migliaia di persone con il solo potere della persuasione e del pensiero positivo. No, niente di tutto questo. Se cerchi qualcosa del genere, puoi trovare tanto materiale in giro ma evita questo utile libro. Questo libro, infatti, è stato scritto da una persona normalissima, proprio come te. Una giovane ragazza che per una serie di sfide personali, da tempo, si è appassionata al tema dell'autostima e ne ha fatto un vero e proprio culto personale. "Quante volte hai pensato che il tuo valore possa dipendere direttamente da elementi esterni come il lavoro, l'aspetto fisico o quello che le altre persone pensano di te? Troppe, credo. Ma c'è una buona notizia: non è così. Non è così per me, non è così per te e vorrei dimostrartelo. Mi piacerebbe condividere queste pagine con te, per scoprire insieme cos'è questa famosa autostima, come migliorarla e come capire qualcosa in più sulla persona che sei. Perché tu possa infine amare di più te stesso e di conseguenza gli altri".
2009br. Nel testo vengono intervistati dieci esperti su altrettanti temi di bioetica o di morale naturale. Gli argomenti e i relativi autori sono i seguenti: Aborto - Carlo Casini (parlamentare europeo); Fecondazione artificiale - Don Stefano Teisa (docente universitario); Rapporti prematrimoniali e masturbazione - Padre Lino Ciccone (moralista); Contraccezione - Maria Grazia Vianello (docente universitario); Matrimonio e divorzio - Giacomo Samek Lodovici (docente universitario); Coppie di fatto - Mario Palmaro (docente universitario); Omosessualità - Roberto Marchesini (psicoterapeuta); Droga Antonello Vanni (ricercatore); Eutanasia - Claudia Navarini (docente universitario); Legittima difesa e pena di morte - Giacomo Rocchi (magistrato). Le domande, poste da Tommaso Scandroglio, mettono in luce i più diffusi luoghi comuni su questi temi: il concepito è già un essere umano? Perché la donna non può decidere della sua salute ricorrendo all'aborto? Se due ragazzi si amano, che male c'è ad avere rapporti sessuali prima del matrimonio? E se due persone non si amano più, perché non divorziare? L'affetto tra due omosessuali non è uguale a quello di due persone eterosessuali? Non è meglio decidere di morire piuttosto che soffrire, come Welby? La pena di morte è sempre sbagliata?
2022br. Tra l'immanente e il trascendente esiste una comunicazione in attesa di essere penetrata con i giusti strumenti. "Ti sono grata Agnese per aver potuto leggere il tuo libro, grata di poter scrivere e condividere una prospettiva che mi appartiene. Ma soprattutto sono grata di potermi specchiare nel benessere di una volontà che spiega molto bene l'allenamento per espandere la nostra mente. Vi è stato un attimo in cui un'intuizione ha invaso il mio modo di osservare la realtà, da quel momento ogni mia valutazione sulla realtà è diventata nuova, la realtà stessa si è trasformata e nulla è più stato come prima; un'intuizione che è emersa mentre dipingevo una tela già pregna di colore, come piace a me. In questa tela mi accorsi di aver terminato il nero, e mi accorsi che effettivamente erano i colori scuri quelli che utilizzavo principalmente e osservai che in effetti per far emergere la luce nel mio quadro dovevo rendere molto molto profonde le ombre: capii insomma che la luce emerge solo dalle ombre più scure". Ora possiamo finalmente dire cos'è: il Grandangolo è uno specifico obiettivo fotografico, utilizzato da professionisti, per una caratteristica importante che possiede: è infatti in grado di avvicinare il soggetto dell'immagine (grazie ad una distanza focale minore) e nel medesimo istante di ampliare il campo della visuale (maggiore campo), cioè comprendere maggiore visuale nell'immagine fotografata. La definizione grandangolo temporale fa allora intendere da sé quale azione presuppone: quella di osservare/osservarci più attentamente e più da vicino, ma con uno spazio temporale maggiore, un maggiore cioè campo di osservazione temporale non solo spaziale. È una strategia cognitiva/intuitiva che ho iniziato ad utilizzare a studio, nello specifico parlando con donne/madri nel pieno dell'esperienza del conflitto parentale. Prefazione Elena Tempestini. Introduzione Rachel Walle. Postfazione Vincenzo Manfredi.
2005brossura
1978br. L'interazione umana non si ferma al livello puramente verbale, anzi, una grandissima parte della comunicazione ha luogo attraverso segnali, mimiche, gesticolazioni, posture e altre più elusive modalità di comportamento. Osservando direttamente la relazione tra i vari elementi del comportamento linguistico-cinetico nei vari contesti in cui ha regolarmente luogo, Scheflen traccia un modello di come i codici di comportamento non verbale specificano e definiscono il significato di ciò che viene detto con le parole. Il libro descrive alcuni modi in cui il senso della comunicazione orale viene reso più ovvio e significativo (o addirittura smentito) tramite mezzi non verbali, che vanno dal gesticolare vero e proprio alla postura e al modo di raggrupparsi in pubblico o di misurare la rispettiva distanza dall'interlocutore in una conversazione. Questi e altri elementi comunicativi sono descritti e considerati da Scheflen nel presente studio, che illustra le innumerevoli possibilità di comunicazione umana al di fuori del linguaggio.
2022ill., br. E se Harry Potter divenisse una tua fonte di ispirazione quotidiana? Harry Potter è l'eroe che finalmente irrompe nella tua vita per aiutarti a superare tutte le difficoltà, babbane o magiche che siano. Insieme a Hermione, Ron e gli altri, Harry ti insegnerà a perseverare, ad avere il controllo, a essere generoso e ad ascoltare le tue emozioni. E ricorda: "La felicità la si può trovare anche negli attimi più tenebrosi, se solo uno si ricorda... di accendere la luce".
2022br. In questo testo, come un alpinista che affronta il tormento della fatica per scelta, l'autrice ha deciso di ripercorrere e analizzare tutti i gradi del travaglio che le ha procurato la malattia, senza compiangersi, con una scrittura piana e temperata; anche in lei la volontà di conoscere ha prevalso sulla sofferenza, dominata e sconfitta, seppure brevemente, attraverso l'analisi e la descrizione di quanto le stava accadendo. Elisa Schininà conosceva la potenza delle parole che hanno il dono di creare la realtà, anche quella impalpabile, torbida e strisciante della malattia mentale, per renderla comprensibile a se stessa e agli altri. In questo senso il libro rappresenta la sua Passione nelle due accezioni; quella del delirio che l'ha accompagnata verso l'esito finale e quella verso se stessa, la vita e gli altri a cui ha deciso di donare la sua esperienza, senza reticenze o ipocrisie. Una realtà bifronte nella quale la storia dell'autrice/protagonista ci appare attraverso una lente deformata con due Elisa che si parlano e si affrontano severamente per la vita e per la morte.
2008br. Pochi sono i testi filosofici in grado di cogliere le grandi svolte epocali. Questo saggio che Friedrich Schlegel pubblica nel 1797 con il chiaro intento di dare una svolta decisiva alla celebre querelle des Anciens et des Moderne, è senza dubbio una di queste. Neanche il ritardo sopravvenuto alla sua pubblicazione, che gli impedisce di uscire prima del celeberrimo saggio di Schiller "Sulla poesia ingenua e sentimentale", lo privano di questo importante significato. Con il testo del giovane Schlegel si inaugura infatti una nuova querelle, quella che chiama in causa la legittimità e l'autonomia stessa della modernità estetica e che definisce la paradossalità del nuovo compito che essa ci impone, cioè quello di riconquistare un'origine collocata nel futuro. "Se il presente non va paragonato all'antico ma avvalorato nella sua autonomia - ecco che anche il suo volto conflittuale e lacerato può far mostra di sé al mondo senza timore di venir disconosciuto o, peggio ancora, respinto. Lo stato conflittuale del presente in contrasto con l'armonia che domina l'antico schiude così la via a una a un'autoriflessione storica dell'estetica".
2008br. Pochi sono i testi filosofici in grado di cogliere le grandi svolte epocali. Questo saggio che Friedrich Schlegel pubblica nel 1797 con il chiaro intento di dare una svolta decisiva alla celebre querelle des Anciens et des Moderne, è senza dubbio una di queste. Neanche il ritardo sopravvenuto alla sua pubblicazione, che gli impedisce di uscire prima del celeberrimo saggio di Schiller "Sulla poesia ingenua e sentimentale", lo privano di questo importante significato. Con il testo del giovane Schlegel si inaugura infatti una nuova querelle, quella che chiama in causa la legittimità e l'autonomia stessa della modernità estetica e che definisce la paradossalità del nuovo compito che essa ci impone, cioè quello di riconquistare un'origine collocata nel futuro. "Se il presente non va paragonato all'antico ma avvalorato nella sua autonomia - ecco che anche il suo volto conflittuale e lacerato può far mostra di sé al mondo senza timore di venir disconosciuto o, peggio ancora, respinto. Lo stato conflittuale del presente in contrasto con l'armonia che domina l'antico schiude così la via a una a un'autoriflessione storica dell'estetica".
2008br. Il saggio "Forma e contenuto2 riprende una serie di lezioni tenute da Schlick a Londra nel 1932, e può essere considerato la più organica esposizione della teoria della conoscenza elaborata dal filosofo in quegli anni. È un testo assai elegante e chiaro che pone l'accento fin dal titolo su una distinzione tipica della filosofìa neopositivistica: Schlick sostiene la tesi della radicale inconoscibilità e inesprimibìlità del contenuto intuitivamente esperibile e dell'impossibilità di cogliere la natura qualitativa delle cose. L'unica conoscenza effettivamente possibile è quella relativa ai rapporti strutturali tra i fenomeni offertaci dal sapere scientifico. Il libro è completato da due brevi scritti, di respiro più schiettamente speculativo, che danno conto di due aspetti molto importanti dell'empirismo logico: il primo, della polemica con l'interpretazione neokantiana e cassireriana della teoria della relatività; il secondo, della critica alla concezione husserliana e fenomenologica dell'apriori materiale e al bergsonismo.
2018br. Pubblicato nell'estate del 1932, nell'agonia della Repubblica di Weimar, il libro offre sia una rigorosa e originale interpretazione dello Stato moderno, sia una lettura della Costituzione tedesca, che nelle intenzioni del grande giurista avrebbe dovuto salvare la Germania dalla paralisi parlamentare e dall'assalto deUe forze estremistiche antisistema. Al di là della contingenza storica in cui fu scritta, e delle soluzioni prospettate da Carl Schmitt, questa drammatica testimonianza intellettuale e politica vale come riflessione classica quanto controversa sulla crisi della democrazia. Introduzione di Carlo Galli.
2022br. I tentativi di conciliare giustizia ed etica globale nel quadro della giustizia politica si riducono a due approcci opposti: scartare del tutto l'etica, o adottarne una concezione. Gli autori di questo volume, che presenta alcuni risultati di una ricerca scientifica - filosofi politici, storici del pensiero politico, storici dell'economia - si sono chiesti se un terzo approccio sia fattibile, ovvero un sistema politico globale non definibile solo in relazione a elementi ontologici e strutturali.
2022brossura «Vi prescrivo pillole di consapevolezza da assumere ogni giorno, sono l'unico vaccino efficace per salvarsi dalle relazioni tossiche». Non una ma cento, sono le buone ragioni che l'avvocata Luana Sciamanna propone per chiudere definitivamente un amore tossico. In un elenco inesorabile, spietato e al tempo stesso divertente, l'autrice aiuta donne e uomini a liberarsi dalla trappola della relazione narcisistica. Luana Sciamanna (1978) è nata a Genzano di Roma e vive ad Ariccia, dove svolge la professione forense. È esperta di violenza di genere e relazioni abusanti, collabora con i centri antiviolenza dei Castelli Romani, per i quali svolge consulenza e assistenza legale in favore delle donne vittime di violenza. È inoltre docente per la Regione Lazio nell'ambito della formazione degli operatori della rete antiviolenza territoriale, fondatrice e Presidente dell'associazione di promozione sociale "Crisalide Donne per le Donne" che si occupa di consapevolezza ed empowerment femminile. Scrive di narcisismo e relazioni tossiche su alcune rubriche telematiche. Sugli stessi temi tiene anche una rubrica radiofonica.