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2011brossura
2014brossura L'individuo e il sistema solare sono due mondi soggetti alle medesime leggi universali, possiedono la stessa organizzazione strutturale e sono sincronici negli avvenimenti, ma tuttavia sono indipendenti l'uno dall'altro. L'Io infatti attraverso le sue funzioni psichiche si manifesta come il sole attraverso i pianeti. Le popolazioni primitive guardavano il cielo per mettere ordine alla propria vita pensando di essere cielo-dipendenti in quanto sentivano di essere in stretta simbiosi con le stelle e soprattutto con il ciclo solare e lunare; oggi lo studio del cielo ci aiuta ugualmente a mettere ordine nella nostra vita, ma il nostro approccio di studio ha raggiunto una diversa e più evoluta consapevolezza: sappiamo che "Ciò che è in alto è come ciò che è in basso" e che di tutto ciò che scopriamo nel cielo: nuove stelle, nuovi pianeti, nuove funzioni stellari e via dicendo, ne troviamo riscontro anche dentro di noi. Così seguendo il percorso del Sole attraverso i segni e le case, avremo la chiara visione delle tappe del nostro percorso evolutivo, sia scoprendole attraverso la strada indicata dagli alchimisti, sia attraverso quella delle mitiche fatiche di Ercole.
2022ril. Poiché la storia non è fatta da una generica "umanità", ma dagli uomini, la riflessione di Simmel si impernia sul riconoscimento che ad un livello più profondo delle strutture impersonali come lo Stato, la cultura e la società vi sia la vita degli individui e delle comunità. La questione centrale, a lungo dibattuta dallo storicismo tedesco, riguarda il rapporto tra scienza e metafisica: la riflessione teorica deve garantire la loro autonomia reciproca, ma anche riconoscere la loro connessione.
2018br. I testi di Georg Simmel, qui presentati, appartengono all'ultimo periodo della sua produzione filosofica (1916-1918) e riprendono il tema della storia che già era stato trattato nei "Problemi della filosofia della storia", la cui terza edizione del 1907 - la più importante - mette in discussione l'impianto dello storicismo contemporaneo tedesco. Poi, per un decennio, la riflessione sui problemi storici viene abbandonata. Questa riemerge in virtù di due eventi che determinano il pensiero simmeliano: la filosofia della vita e la produzione estetica, soprattutto con il Goethe e il Rembrandt. Ma non va nemmeno dimenticato l'ambiente bellico in cui tali riflessioni si svolgono. "Il problema del tempo storico" (1916), "La formazione storica" (1917-1918) e "L'essenza del comprendere storico" (1918) sono legati a filo doppio alla crisi della cultura moderna, al conflitto vita/forma e all'intuizione estetica dell'accadere del mondo. Non si potrebbe comprendere in tutta la loro portata questi scritti enucleandoli dal multiversum filosofico simmeliano e tanto meno interpretandoli alla luce di uno storicismo o di una specifica filosofia della storia propria di Simmel. Il tempo storico, le formazioni storiche così come il comprendere storico, che sembrano inserirsi nel contesto teorico diltheyano, devono altresì essere intesi all'interno di un ambito vitale, in quanto anch'essi istantanee e frammenti di un insieme al suo interno conflittuale e sempre in mutamento.
2019br. "Queste lezioni non si pongono come scopo la pura analisi teorica dell'attività pratico- pedagogica, da esse non devono nascere studiosi della pedagogia come da un ciclo di lezioni di storia nascono studiosi di storia, bensì pedagoghi". Le parole di Georg Simmel pronunciate nella Schulpädagogik, tratte dalle lezioni tenute all'Università di Strasburgo nel semestre invernale 1915-1916, sono indicative di un malessere dilagante riguardo a una pedagogia che verteva su metodi sistematici; invece la scuola è una realtà viva, non segue un metodo o un sistema ma forma persone, soggetti viventi. Essa è un'istituzione che mira all'esercizio del pensiero, alla creatività, alla libertà e alla responsabilità di ciascuno, maestro o allievo che sia. Simmel dimostra nella Schulpädagogik, in qualità di filosofo, una particolare attenzione ai dettagli, una sensibilità manifesta che gli ha permesso di "vedere ciò che gli altri non hanno saputo cogliere", fornendo alla contemporaneità una trama sociale non indifferente per comprenderne l'intreccio dell'io reciproco. L'"eclettico" pensatore è riuscito a carpire l'essenza del moderno nella frammentarietà e nella complessità delle interazioni umane e ha prospettato un modello di scuola nella relazione maestro-allievo che il nostro tempo dovrebbe assurgere come "archetipo" e ineludibile problematicismo.
2019br. "Queste lezioni non si pongono come scopo la pura analisi teorica dell'attività pratico- pedagogica, da esse non devono nascere studiosi della pedagogia come da un ciclo di lezioni di storia nascono studiosi di storia, bensì pedagoghi". Le parole di Georg Simmel pronunciate nella Schulpädagogik, tratte dalle lezioni tenute all'Università di Strasburgo nel semestre invernale 1915-1916, sono indicative di un malessere dilagante riguardo a una pedagogia che verteva su metodi sistematici; invece la scuola è una realtà viva, non segue un metodo o un sistema ma forma persone, soggetti viventi. Essa è un'istituzione che mira all'esercizio del pensiero, alla creatività, alla libertà e alla responsabilità di ciascuno, maestro o allievo che sia. Simmel dimostra nella Schulpädagogik, in qualità di filosofo, una particolare attenzione ai dettagli, una sensibilità manifesta che gli ha permesso di "vedere ciò che gli altri non hanno saputo cogliere", fornendo alla contemporaneità una trama sociale non indifferente per comprenderne l'intreccio dell'io reciproco. L'"eclettico" pensatore è riuscito a carpire l'essenza del moderno nella frammentarietà e nella complessità delle interazioni umane e ha prospettato un modello di scuola nella relazione maestro-allievo che il nostro tempo dovrebbe assurgere come "archetipo" e ineludibile problematicismo.
2022ril. Dopo averci riportato sulla strada della felicità, Albeto Simone ci conduce alla scoperta di una nuova dimensione spirituale. Un viaggio pieno di rivelazioni, alla sorgente più profonda delle nostre risorse interiori. La scoperta di uno strumento potentissimo per affrontare le grandi sfide personali e collettive: l'intelligenza spirituale. «L'obiettivo di questo mio nuovo libro è molto ambizioso: offrirvi una visione diversa di voi stessi, aiutandovi a liberarvi dalle molte sofferenze esistenziali e dal disorientamento che caratterizzano l'umanità in questa epoca. Vi proporrò un radicale cambiamento di paradigma che, partendo da una nuova comprensione della nostra natura, approderà a una profonda trasformazione del modo di guardare alla vita. Scopriremo come utilizzare una qualità già presente in noi, da cui possono derivare enormi benefici: l'intelligenza spirituale. Impareremo insieme a conoscere questa specifica forma di intelligenza in grado di connettere la dimensione cognitiva con quella spirituale, risolvere conflitti, prendere le decisioni migliori per noi in ogni circostanza e ricomporre le divergenze tra il nostro mondo interiore, gli altri e la realtà. Utilizzandola in ogni ambito o circostanza, potremo riorientare il nostro cammino per sapere cosa sia bene o male, giusto o sbagliato. Un cammino di rinascita, all'insegna della pienezza e della gioia».
2018br. "EMDR. Entrare nelle memorie per curare il trauma infantile" spiega ai non addetti ai lavori le basi scientifiche sulle quali nascono le più recenti e validate teorie psicotraumatologiche, passando in rassegna il funzionamento del nostro cervello, le reazioni del corpo e la funzione genitoriale nel prevenire e curare i traumi. L'autrice offre ai genitori interessati una guida per comprendere meglio alcuni comportamenti dei propri figli, consigliando infine i percorsi più indicati da seguire. Isabel Fernandez (Presidente Associazione EMDR Italia) Il libro presenta informazioni utili per aiutare i genitori a prevenire, comprendere e trattare gli eventuali sintomi di una traumatizzazione nei loro figli. Esempi di casi reali, di bambini conosciuti durante le consultazioni psicologiche, e brevi glossari che chiariscono i termini specifici della materia, accompagnano il lettore a familiarizzare con gli argomenti trattati. Al termine di ogni capitolo, una sintesi per punti consente di ricapitolarne i contenuti e un'esercitazione dà la possibilità di mettersi in gioco, per appropriarsi di quanto esposto.
2008ill., br. Un libro-inchiesta sul fenomeno degli ORBS, i globi di luce che talvolta compaiono nelle foto, sia scattate con macchine fotografiche tradizionali che digitali. Di fatto, nessuno sa per certo cosa gli ORBS siano, anche perché all'interno del fenomeno esiste una tale eterogeneità da far pensare che ognuno di essi sia diverso da gli altri, per quanto alcune caratteristiche generali permettano di includerli tutti sotto la categoria ORBS. Nella prima parte del libro, l'autrice indaga sul fenomeno analizzandone le caratteristiche {forme, colori, primi avvistamenti ecc); segue una sezione di tipo tecnico-fotografico, in cui, tra le altre cose, vengono forniti consigli ai lettori su come ottenere ORBS nei loro scatti fotografici e su come distinguere i veri dai falsi. Sono poi approfondite tutte le possibili ipotesi sulla loro natura (Ufo, fantasmi, energia), avvalendosi di interviste e testimonianze dirette, comprese quelle di chi ha potuto eccezionalmente vedere gli ORBS a occhio nudo e toccarli.
2009br. "Quali conoscenze derivano dal fatto che la filosofia è una pratica di parole che però si tramanda principalmente grazie alla scrittura? È lecito leggere in ciò la radice della "alienazione della filosofia", cioè la perdita della sua "intenzionalità" originaria come conseguenza che inerisce al fatto stesso della scrittura?". Questo saggio di Sini si articola in una prima parte intitolata "Logica e scrittura": il contenuto della forma, e in una seconda, "La tradizione del pensiero", nelle quali viene discusso il problema filosofico della tradizione scritta.
2013br. Maestro della scuola filosofica di Milano, Carlo Sini ha formato le menti di diverse generazioni di giovani che gli devono la passione per la bella fatica del pensiero. In questo libro denso di teoria e poesia Sini spiega l'essenza di ogni riflessione. Il pensiero è carne e forma di se stesso. La distinzione tra il contenuto e il metodo della riflessione filosofica è artificiosa, oltre che dannosa. In un percorso a tutto tondo nella filosofia, da Platone a Nietzsche, Sini fa toccare con mano le alte vette della teoresi, dove l'aria pungente diventa la materia stessa del pensiero. Un itinerario che ci restituisce a noi stessi, cresciuti e forti della capacità di pensare con mente indipendente.
2012br. "La presente 'Introduzione alla fenomenologia' nacque nel clima e nel contesto del 'ritorno a Husserl dopo l'esistenzialismo', promosso nel mondo da Enzo Paci, che pure era stato uno dei primi e più originali esistenzialisti italiani. L'intento era di una uscita dal nichilismo europeo e dalla filosofia della crisi, facendo leva sull'ultimo Husserl, quello della 'Crisi delle scienze europee'. Partecipe di questa azione culturale, del suo organo ufficiale (la rivista 'Aut Aut') e del suo orizzonte politico (l'integrazione della fenomenologia con l'umanismo marxiano), il mio intento fu di esporre il metodo fenomenologico in quanto fondamento della 'scientificità rigorosa' dei saperi. Molti aspetti di questo lavoro (l'analisi della corporeità in azione come soggetto concreto, la definizione della 'oggettività del conoscere', tema oggi tornato in auge) mi sembrano ancora vivi e importanti. Di certo anticipano quello che ho in seguito chiamato 'pensiero delle pratiche'. Se sia un merito, sarà il lettore a deciderlo." (C. Sini)
2021br. «Nell'antico teatro indiano una semplice tenda separava il pubblico dagli attori. Da tempo immemorabile questa magica soglia trasmette il segreto della origine dei saperi e della generale condizione umana sulla Terra. Ben oltre una valutazione meramente estetica, Antonio Attisani e Carlo Sini si interrogano sul senso e sul destino del fenomeno teatrale, nella sua poliedrica tradizione culturale originaria e nella grande rivoluzione del teatro novecentesco, tuttora in pieno svolgimento. Una rivoluzione al tempo stesso poetica, antropologica, conoscitiva e filosofica, nella quale gli specialismi moderni aspirano a ritrovare l'unità profonda delle antiche e sempre nuove arti dinamiche della sapienza umana.
2020br. «Alzarono gli occhi e avvertirono il Cielo»: sono le parole con le quali Vico descrive la nascita, negli ancestrali abitatori della gran selva, di una coscienza umana, educata dal linguaggio, dal senso del pudore, dalla obbedienza alle leggi. Come raccontano la paleoantropologia e la scienza evoluzionistica di oggi la nascita dell'uomo culturale? Telmo Pievani e Carlo Sini, in un intenso dialogo e in un aperto confronto, ripercorrono le tesi e le ipotesi che disegnano tuttora un orizzonte ricco e complesso, non si nascondono i problemi, convengono con la necessità di una revisione di alcuni aspetti del senso comune filosofico e scientifico, al fine di fare del tema essenziale della nascita dello spirito umano un oggetto di ricerca quanto mai aperto e concreto; una ricerca cioè che, nello spirito del lavoro di Luigi Luca Cavalli-Sforza, non si riduca a visitazioni solo specialistiche e a reciproche ignoranze o incomprensioni.
2018br. Il nostro è il secolo della biologia, perché la biologia, come potrebbe dire Husserl, è la scienza delle decisioni ultime ed è insieme il luogo ambiguo dell'umano e della sua verità. Le straordinarie scoperte delle scienze biologiche, gli orizzonti inusitati della biologia sintetica ripropongono oggi, in veste nuova, la domanda kantiana: che è uomo? I nuovi confini della socio-biologia, l'introduzione rivoluzionaria di nuovi concetti come quello di con-dividuo si pongono qui al centro di un appassionato dialogo nel quale un biologo e un filosofo affrontano costruttivamente la sfida principale del sapere contemporaneo. L'immagine dello specchio di Dioniso, metafora della unità della vita e della sua infinita frammentazione, suggerisce che il divenire umano dei corpi biologici è un cammino di conoscenza e di civiltà e non un presupposto dogmatico.
2022ill., br. Scrive Sigmund Freud in Autobiografia: "Mi resi conto con sempre maggiore chiarezza che gli eventi della storia, gli influssi reciproci fra natura umana, sviluppo civile e quei sedimenti di avvenimenti preistorici di cui la religione è il massimo rappresentante, altro non sono che il riflesso dei conflitti dinamici fra Io, Es e Super-io, studiati dalla psicoanalisi nel singolo individuo: sono gli stessi processi ripresi su uno scenario più ampio". Ecco il punto di partenza di Jonathan Sklar per affrontare un tema, quello del dialogo fra mondo interno e mondo esterno, spesso guardato con sospetto dagli psicoanalisti, che pure avrebbero tutti gli strumenti a disposizione per far sentire la propria voce con autorevolezza: la cognizione dei meccanismi mentali che incontrano in seduta, in particolare quelli relativi a crudeltà, sadomasochismo e perversione, si può applicare anche alle atmosfere che erompono incontrollabili nella società, infettandola e causando profonde rotture e divisioni, con la contrapposizione fra 'noi' e 'loro'. L'analisi dell'autore parte da alcuni eventi tristemente noti della storia contemporanea e procede alla ricerca delle 'tracce mnestiche collettive', la capacità dei ricordi inconsci di tornare dal passato: frammenti che a volte sembrano erompere dal nulla, sia nel singolo individuo sia nella dimensione comunitaria, influenzando comportamenti e scelte politiche. Mentre osserviamo il ritorno di dinamiche politiche che non disdegnano prassi e atteggiamenti autoritari, Sklar propone un'analisi dei linguaggi del nostro tempo, dell'importanza del lutto, dell'ascolto delle differenze e della conoscenza per contrastare i sistemi di controllo, inganno e violenza propugnati dai regimi totalitari. Si dedica poi a un'interpretazione psicosomatica delle brutalità subite dalla popolazione yazida per mano dell'ISIS, e al rapporto fra la crudeltà dell'ambiente infantile e l'odio dell'altro nella società. Se oggi la tendenza di tutti noi fruitori distratti della cascata di informazioni è quella di restare in superficie per non avere la sensazione di affogare, "Tempi oscuri" vuole essere una porta di accesso all'inconscio collettivo, attraverso cui trovare, o ritrovare, la libertà di pensare e creare nuove prospettive, con la consapevolezza che solo un lavoro profondo sul lutto, tanto personale quanto collettivo, può evitare il ritorno del rimosso.
2018br. Uno dei problemi delle terapie di coppia del recente passato è stata la scarsa considerazione dei singoli individui, dotati ciascuno di una propria temporalità, spesso in conflitto con quella dell'altro membro. La terapia rappresenta uno spazio-tempo transizionale, posto fra l'insorgere del dolore e la definizione di un cambiamento sia individuale sia coniugale. Il lavoro da svolgere si declina su tre piani, fra loro intrecciati: il piano individuale, quello intersoggettivo e quello gruppale. Prendendo spunto dai lavori di grandi teorici (Anzieu, Freud, Green, Kaës, Roussillon, Winnicott), Smadja e i suoi colleghi Braem, Garcia e Solis-Ponton riflettono sulle terapie di coppia che hanno seguito oppure osservato da vicino, addentrandosi in alcuni dei conflitti più ricorrenti e suddividendoli in due categorie: da un lato le problematiche legate alla vita e alla storia 'naturale' di ogni coppia, come le relazioni erotiche e la sessualità, la questione del desiderio di un figlio (che porta con sé il passaggio potenzialmente distruttivo da coppia a famiglia); dall'altro due tipi di sofferenze nelle quali spesso ci si imbatte, come la violenza e le relazioni extraconiugali. I cinque casi descritti affronteranno aspetti clinici, tecnici e teorici, permettendo al lettore di confrontarsi con diverse modalità di lavoro e di riflessione psicoanalitica e di scoprire le relazioni fra questi tre settori, che caratterizzano le origini e i fondamenti epistemologici della psicoanalisi.
2020br. A tante persone è successa la stessa cosa: la loro vita è cambiata quando hanno sentito parlare per la prima volta di ipersensibilità. «Quello che avete tra le mani è un libro per tutti. Non importa se siete duri o fragili, sensibili o provocatori, emotivi o razionali: lo scopo che mi prefiggo è informarvi, ispirarvi e motivarvi, spingervi a intraprendere nuove strade», scrive l'autrice nella prefazione. Per lungo tempo dell'ipersensibilità non si è parlato affatto, oggi invece abbiamo la possibilità di cambiare le cose perché il fenomeno che comporta una percettività più sviluppata e sensazioni più profonde del "normale" ha finalmente un nome. Ma chi sono le persone altamente sensibili? Sono tante, e sono donne e uomini che si sentono dire di essere «troppo suscettibili», di «prendere le cose troppo a cuore», di «non sapersi rilassare». Spesso hanno la sensazione di essere diversi, fragili, esclusi, si fanno così da parte senza esprimere il loro - enorme - potenziale. Perché la sensibilità porta con sé innumerevoli qualità positive: percezione molto sviluppata, empatia, tendenza alla socializzazione e alla condivisione di valori profondi, senso del dovere, precisione, comprensione dei contesti... Questo libro insegna a individuare i punti di forza dell'ipersensibilità e ad esternarli, spiegando come sia possibile farlo e con quali strumenti, cercando di fornire risposte concrete, ispirate alla vita quotidiana di persone ipersensibili. Una volta acquisita questa consapevolezza, sarà facile aprirsi al cambiamento, dare più spazio ai lati positivi, concentrarsi sulla bellezza e sulla forza che la vita ha da offrire a chi è dotato di una spiccata sensibilità.
2020br. «Amare è dare ciò che non si ha, a qualcuno che non lo vuole», affermava Jacques Lacan. Attraverso questo paradosso, Giuseppe Sorgi ci fa scoprire perché spesso ci ostiniamo a boicottare la felicità. "Segni particolari" è un teatro in cui vanno in scena, una dopo l'altra, le caratteristiche assurde e tragicomiche di ognuno, raccontate con le suggestioni dell'astrologia e la profondità della mitologia. Alla fine di questo viaggio la domanda più frequente non sarà più "di che segno sei?" ma "qual è il tuo sabotaggio?"
2020br. Un testo che si situa a metà tra un romanzo e un manuale di psicologia serio e rigoroso, il lettore troverà strumenti sia per riflettere su di sé, sia per accompagnare chi sta crescendo nel processo di esplorazione e consapevolezza personale. Questo "viaggio", è compiuto combinando tra loro le più recenti scoperte delle scienze evolutive unite a storie di vita vissuta, interviste immaginarie con personaggi storici che molto hanno ancora da dirci, poesie e brevi meditazioni guidate.
2021br. "Nel 2014 Stern si è ritrovato catapultato nel peggiore incubo per un genitore: la figlia maggiore, in seguito a una grave fase depressiva, si toglie la vita. Quegli anni spingono Stern ad analizzare la propria esistenza, rendendosi conto di quanto sia complicato capire il dolore di qualcuno vicino a noi. Stern afferma che il percorso verso una maggiore coscienza di sé e delle proprie fragilità è lungo e impervio. Durante il cammino è normale sentirsi spaventati o inermi, l'importante è non fermarsi e non avere paura di cercare supporto; la connessione con gli altri e la condivisione sono aspetti fondamentali del processo di guarigione. Questo libro offre una serie di esercizi pratici per affrontare i nostri "demoni" e le nostre emotività. Ogni sfida che ci si presenta è come un drago che dobbiamo imparare a uccidere pian piano, con compassione ma a testa alta. L'autore riporta le esperienze di persone comuni che hanno affrontato sfide importanti. Il lettore sarà trasportato nell'atmosfera relazionale della stanza di terapia e, alla fine, si sentirà ispirato e motivato a fare dei cambiamenti nella propria vita. Un libro coraggioso che mostra come sia possibile ritrovare uno scopo e un senso anche dopo la peggiore delle tragedie. Prefazione di Franco D'Alberton.
2021br. Quello a cui stiamo assistendo oggi è un processo di digitalizzazione estrema e assoluta, un processo che mira a innovare l'infrastruttura tecnologica della nostra società, ma a causa del quale stiamo perdendo ogni possibilità di identificazione. La "miseria del simbolico" di cui parla Bernard Stiegler non è soltanto quel triste vuoto che viveva il proletario alienato dal lavoro, ma anche il vuoto d'esperienza del consumatore odierno, privato della possibilità di determinare i propri desideri e totalmente condizionato dalle logiche di consumo. L'estetica è l'arma privilegiata della tecnologia industriale, e il cinema il suo campo di battaglia preferito: entrambi concorrono ad avvelenare l'esperienza individuale e collettiva. Tuttavia, è proprio nel cuore di questi due campi che l'autore rintraccia l'antidoto per sfuggire alla miseria antropologica che stiamo vivendo e per ritrovare quel sentimento comune che è condizione preliminare e necessaria alla vita pubblica.