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2022ill., br. L'occhio dominante è il primo archetipo, il primo comportamento istintivo con cui l'autore si mette in gioco. Attraverso "l'occhio dominante" si scopre come le persone percepiscano oggi i propri archetipi e i propri stereotipi, con un viaggio che prosegue tra miti classici trasfigurati, stereotipi di massa, fake news e il viaggio dell'eroe tramite l'analisi dei relativi personaggi. Il comportamento psicologico nelle scelte umane attraverso Jung e l'analisi delle due personalità fanno un po' da sunto delle esperienze precedenti. Le conclusioni e le statistiche finali saranno sorprendenti.
2005Brossura filo refe, copertina illustrata con alette segnata da minime tracce da uso, lievi abrasioni alle estremità, leggere velature di polvere ai piatti e dorso, testo impreziosito da illustrazioni in b-n, traduz. X. Rodrìguez B, carte allo stato del nuovo, minimo pulviscolo e fioriture ai tagli. N. pag. 185. USATO
2018br. La visione e il linguaggio, la figura e il discorso, la percezione e la descrizione. E su tutti un altro binomio di opposti complementari: la parola e l'immagine. È su questo tavolo che la critica e la storia dell'arte giocano la loro posta più alta: la riformulazione verbale dell'immediatezza visiva dell'opera. Sul tragitto che va dall'occhio alla pagina, l'autore incontra tra gli altri Roberto Longhi e Jacques Derrida, Michel Foucault e Aby Warburg, Erwin Panofsky e Cesare Brandi, Leonardo e Conrad Fiedler. Ma l'arte può interpretare se stessa e fare a meno della critica e del suo linguaggio fatalmente infedele? Ecco allora i passaggi moderno-contemporanei dell'arte concettuale e del citazionísmo. Anche l'attività di restauro, l'esperienza del «critofilm», la prassi espositiva sono modalità dell'intervento critico, che però fanno a meno dello strumento linguistico. Si disegna così un ampio orizzonte di temi e motivi che possono riassumersi in un'unica, paradossale domanda: se parlare e vedere non sono la stessa cosa, se ciò che si vede non sta mai in ciò che si dice, se la descrizione mai ci restituirà tutto ciò che la percezione ci fornisce, la critica d'arte è davvero possibile? O forse non sa quello che dice e dice quello che non sa? In questa seconda edizione aggiornata, il lettore troverà un nuovo capitolo e un «Epilogo Proust».
1989br. "'L'Occhio e lo Spirito' è l'ultimo scritto che Merleau-Ponty poté portare a termine. André Chastel gli aveva chiesto un contributo per il primo numero di "Art de France". Egli ne fece un saggio, al quale consacrò la gran parte dell'estate nell'anno (1960) che doveva essere quello delle sue ultime vacanze. Stabilitosi, per due o tre mesi, nella campagna provenzale, Merleau-Ponty reinterroga la visione, e al tempo stesso la pittura. O piuttosto, egli la interroga quasi fosse la prima volta, come se tutte le sue opere precedenti non pesassero sul suo pensiero, ovvero pesassero troppo, in modo tale che egli dovette dimenticarle per riconquistare la pienezza dell'incantamento." (dalla prefazione di Claude Lefort)
2005br. Dalla sua nascita a oggi il cinema si è spesso ispirato alla filosofia. Ma altrettanto ricco è il rapporto inverso, quello per cui è la filosofia a prendere lo spunto dalla grande e fantastica fabbrica delle immagini. Il libro approfondisce i due lati di questa interessante relazione. Da Aristotele a Merleau-Ponty la filosofia ha sempre riflettuto su un'esperienza apparentemente semplice come quella del vedere. Ma le domande sono tante, soprattutto quando la tecnologia ci permette letteralmente di inventare nuove immagini e nuovi modi di vedere. Il volume è un percorso a tutto tondo su questi temi.
2019br. La domanda "È possibile mettere a nudo la nostra società?" è tra quelle che contengono la risposta nella stessa domanda. La nostra società può essere messa a nudo proprio attraverso l'importanza, che non si riscontra nelle altre culture, assegnata alla nudità. Il rapporto con la nudità, tipico dell'Occidente, risulta contraddittorio: il nudo ci riguarda sia quando indica una perfezione, sia quando rivela il grado più basso di esistenza. Non ci resta che analizzare entrambe le dimensioni per dimostrare, invece, il loro segreto rapporto.
2022br.
2020ill., br. Il mondo del lavoro sta cambiando sulla scia delle tendenze demografiche e del progresso tecnologico. L'età dei lavoratori continua ad aumentare. Nel 2050, secondo le stime, il venti per cento della popolazione mondiale avrà più di sessant'anni. Lo sviluppo della tecnologia influenza il modo di lavorare e si parla sempre più spesso di industria 4.0, smart working e internet delle cose. In questo scenario bisogna interrogarsi su nuovi modelli organizzativi ispirati al paradigma dell'occupabilità sostenibile, per conciliare la competitività con la salute e la sicurezza. Questo libro si inserisce in un dibattito che in Italia è destinato a diventare sempre più significativo, nel solco degli studi e delle esperienze dei Paesi del nord Europa. Il testo affronta il tema dell'occupabilità sostenibile a partire dai problemi, per preparare gli studenti dei corsi di laurea in Psicologia ed Economia alle sfide del futuro. L'analisi descrive l'impatto dei mutamenti demografici e delle nuove tecnologie per andare al cuore delle questioni fondamentali, con un'impostazione che assegna una rilevanza centrale all'equilibrio tra la performance ottimale e il benessere dei lavoratori.
2006br. La parola borderline ha un uso sempre più vasto: tra i professionisti della salute mentale e nel parlare comune della gente. Secondo Luigi Cancrini ciò è dovuto al fatto che lo spazio occupato dalle situazioni di sofferenza legate a un funzionamento borderline della mente è molto più ampio (l'oceano) di quelli occupati dalle nevrosi e dalle psicosi (i continenti che dall'oceano sono separati). Il libro discute inizialmente i diversi significati che al termine borderline sono stati dati nel tempo sottolineando la necessità di legarlo a una modalità ben definita di funzionamento della mente: cui tutti abbiamo accesso (seppure in misura diversa) e che deve essere considerata sempre reversibile (mai, dunque, strutturale). Basandosi su un'ampia esperienza personale, il lavoro dell'autore si concentra successivamente sulle situazioni in cui la regressione a questo livello di funzionamento della mente si verifica in modo più chiaro e più drammatico: nell'infanzia dei bambini a rischio e nella vita infelice o sbagliata di quelli che a questo rischio soccombono. Proponendo quelli che sono, nell'intenzione dell'autore, dei veri e propri racconti di viaggio. Del tipo di quelli fatti un tempo da Marco Polo e da Ferdinando Magellano: senza pretesa di completezza, dunque, ma capaci di fornire osservazioni utili a chi vuole iniziare una mappatura di luoghi ancora poco conosciuti e un minimo di orientamento a chi quegli stessi luoghi vuole esplorare dopo di lui.
2013brossura
2014brossura La scienza cerca di stabilire un accordo circa ciò che va considerato oggettivo. Poiché questo accordo si stabilisce nella misura in cui possa essere manifestato da operazioni adatte, e poiché l'operare dell'uomo non esaurisce mai l'esperienza, l'oggettività non può abbracciare l'intera esperienza. Sorge, quindi, il problema di "rendere comune" l'esperienza, in rapporto all'oggettivo, anche per quegli aspetti che a oggettività non si possono ridurre: ed è il problema della filosofia.
2020brossura La filosofia di Descartes ha l'odore stantio del già noto. Chi non ha mai sentito dire: «cogito, ergo sum»? Chi non crede di sapere che vi si annidi l'inizio della filosofia del soggetto o del dominio della tecnica? Eppure, in Descartes le cose non si prestano a narrazioni così unilaterali. A dare vita a queste mitologie è stata una semplificazione potente che ha separato il metafisico dal matematico e la teoria dai fini per cui veniva edificata. È parte di quella totalità che con il presente volume si intende riguadagnare, mostrando come la filosofia e la geometria cartesiane debbano essere intese in reciproco rapporto, in modo che l'una illumini l'altra. "Quale strada seguirò nella vita?" - si chiedeva, in sogno, il giovane Descartes. La via verso la risposta passa per la trasformazione radicale di tutte le forme di sapere, sottoponendo l'attività conoscitiva umana a una torsione senza precedenti. Nella filosofia cartesiana conoscere significa elaborare strumenti capaci di indicare la direzione per liberarci dai vincoli che ci incatenano ed emancipare così il nostro pieno potenziale.
2022br. Con un minuzioso e attento lavoro sui testi medievali, Paolo Del Debbio in questo saggio indaga in maniera inedita la rappresentazione delle pratiche umane rivolte alla produzione dei beni materiali tra Due e Trecento. La nascita di una scientia oeconomica nei laboratori delle aule universitarie tra il XIII e il XIV secolo si fonda sulla fedeltà all'autorità di Aristotele, i cui scritti sulla filosofia pratica sono all'origine della sua suddivisione in tre scienze: l'etica, l'economica, la politica. Questo schema attraversa i secoli e arriva invariato alla cultura latina medievale, ma è inadatto alla riflessione sui beni "utili" all'uomo in un contesto sociale ed economico che è radicalmente mutato rispetto alla polis di Aristotele. Il volume conduce un'accurata ricostruzione storica di come il mondo latino-cristiano dell'istituzione universitaria adotti un paradigma, quello della moralità aristotelica, che dimostra tutta la sua inattualità, con esiti diversi e mai portati alla luce.
2017br. La nostra comprensione dell'Universo è in procinto di subire una trasformazione a tutti i livelli. Le recenti scoperte scientifiche dimostrano che l'informazione alla base di tutte le nostre tecnologie moderne è esattamente uguale all'informazione universale che sostiene, pervade e coincide con quella che chiamiamo realtà fisica. Nell'esplorare come l'informazione sia più fondamentale dell'energia, della materia, dello spazio o del tempo, Jude Currivan esamina le ricerche più recenti in molti settori di studio e a molte scale di esistenza per dimostrare in che modo il nostro Universo è informato e olograficamente manifesto. Ci spiega come i modelli frattali che governano il comportamento a livello atomico regolano anche la struttura degli ammassi galattici nello spazio. Nel dimostrare come l'informazione sia fisicamente reale, l'autrice esplora i modi in cui la coscienza ci collega ai numerosi strati interconnessi di informazione universale, rendendoci nel contempo manifestazioni e co-creatori dell'ologramma cosmico della realtà. In accordo con l'antica saggezza spirituale, l'autrice offre prove consistenti del fatto che la coscienza non è qualcosa che "possediamo", ma è la natura fondamentale di ciò che siamo e di ciò che è l'intero Universo. Con questa comprensione, ciascuno di noi può trasformare la propria vita e contribuire a co-creare il mondo che ci circonda.
2010ril. L'arte è una terapia. Aiuta a riconoscere e a integrare il dolore dell'esistere attribuendogli un significato. Favorisce una visione del mondo che correla l'intrapsichico con il mondo esterno e induce allo sconfinamento. Rivitalizza la persona, accende i sensi e attiva la mente facendo emergere quel fondo primigenio comune in cui il biologico e il culturale danno forma al sentire e all'essere. L'arte è una malattia. Satura le percezioni, occupa i pensieri, consuma le energie fino al loro esaurimento. Promuove però una catarsi, una trasformazione, una successione ininterrotta di risoluzioni dinamiche. Attiva un rinnovamento della persona nei termini di un processo di guarigione che non ha mai termine. La vita, d'altro canto, non può essere vissuta passivamente, sarebbe una vita malata. Vivere la vita significa poter fare una continua esperienza di sé nel mondo. Essere in grado di porsi in relazione con gli altri e quindi di esporsi. Significa sapersi dotati di sentimenti e di emozioni, di pensieri e di immagini, di suoni e di gesti. Significa cercare con gli occhi ciò che rimane invisibile; battere le mani per sentire quanto non si può tacere; saltare con i piedi per volare senza le ali. L'intelligenza e la complessità dell'essere umano sono riassunte nella creatività di ciascuno di noi.
2022ill., br. La nuova serie della rivista "l'Ombra" riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell'immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche junghiane nella cultura contemporanea. Grazie all'ingresso in redazione dell'A.R.P.A. (Associazione per la Ricerca in Psicologia Analitica), si garantisce alla rivista una connotazione prettamente junghiana aderente alla clinica, senza la quale si rischierebbe di evaporare in pura teoria.
2020brossura Il demiurgo non è un essere esterno all'uomo, ma è l'uomo stesso allorquando esteriorizza il suo desiderio di separatività. In tal modo ciò che era interiore diventa esteriore. Ma allora cosa governa e dirige questa nostra inconsapevole opera di creazione demiurgica? Nel libro si risponderà a questa domanda esponendo una procedura ben precisa tramite cui avviene la produzione degli eventi della nostra vita terrena. Il tutto è corredato da esempi concreti che illustrano il processo in dettaglio. In questo modo il lettore sarà in grado di "cogliere il demiurgo in flagrante". Si esamina poi il rapporto tra luoghi terrestri e costellazioni. Spesso gli antichi partivano da alcuni elementi naturali che avessero un'evidente associazione con una parte del cielo, per poi creare monumenti e/o aggiustamenti del paesaggio circostante, così da identificarli con altre costellazioni o asterismi vicini che riproducano tutta quella parte di cielo nel modo più fedele possibile. Si parlerà anche di astroteologia e astromitologia, illustrando l'interpretazione stellare di alcuni miti universali come la caduta e il diluvio.
2021br. Questo volume contiene una raccolta di saggi, scritti tra il 2004 e il 2020, che sviluppano la concezione operativa di gruppo iniziata in Argentina da Enrique Pichon-Rivière e continuata da Armando Bauleo nell'esilio e poi dal Centro di Ricerche Internazionali in psicologia sociale e di gruppo che aveva fondato. Il Centro studi e ricerche José Bleger, che l'Autore dirige, continuando la concezione operativa, ha cercato di far dialogare creativamente la pratica e la teoria dell'analisi istituzionale italiana di Franco Basaglia e di Psichiatria Democratica con l'analisi istituzionale francese, la socioanalisi narrativa di Sensibili alle foglie, la semiotica, l'etnosemiotica, l'etnopsichiatria e l'etnopsicanalisi. Questi dialoghi hanno prodotto interventi teorico-pratici che sono parzialmente documentati in questi saggi e che mostrano il processo spiraliforme dello Schema di Riferimento Concettuale e Operativo: l'ECRO della concezione operativa di gruppo di cui questo volume vuole essere un apporto.
2013br. Historia magistra vitae est? Qualche volta sì, qualche volta essa dimentica di esserlo o ce ne dimentichiamo noi. Quel che appare indubitabile è la presenza di eventi la cui spiegazione non appare subito evidente perché la documentazione disponibile non è certamente esaustiva, perché "la Storia la scrivono i vincitori", perché gli eventi stessi sono collocati così lontani nel tempo che una buona parte di essi appare evanescente, indecifrabile, nascosta dalle nebbie delle ere trascorse. Roberto Volterri ha volutamente articolato questo libro sugli avvenimenti che non trovano sempre esaustive spiegazioni, alternandoli apparentemente "a caso". Così, insieme a qualche riflessione di matrice "religiosa" sull'Anticristo, motivata dal rinvenimento di uno strano tavolaccio ligneo ora conservato a Canossa e alla strana, "sulfurea", chiesa parigina di St. Merry, troverete un capitolo sulle esoteriche ricerche di personaggi quali Isaac Newton e Robert Fludd, seguito a ruota da capitoli sui Lapidari astrologici, sul Graal e sugli eterni "misteri" di Rennes-le-Chateau e molto altro ancora.
2021br. "Sovranità" è stato uno dei termini chiave del linguaggio politico a partire dalla prima età moderna e, spesso in accezioni e derivazioni improprie (come "sovranismo"), continua a esserlo anche oggi. Il suo senso, però, è sempre stato vago e fragile in virtù di una contraddizione esplosiva: alle sue origini c'è una crisi estrema, la fine della legittimazione dall'alto dell'autorità, il venir meno della teologia politica medievale. "Sovranità" è un ponte gettato sul vuoto del silenzio di Dio, è lo sforzo disperato di distinguere il potere dalla nuda forza mantenendolo ancorato a un principio, in un contesto antropologico in cui più nulla distingue il detentore dell'autorità da chi subisce l'autorità e la sola sostanza del potere è il consenso. Sforzo ancor più disperato oggi, probabilmente. Ma appunto per questo irrinunciabile se si vuole mantenere un (debole) argine etico alle derive violente.
2018br. Seguendo il filo rosso del problema della sensazione nella fenomenologia di Husserl, questo saggio mostra come le sue analisi della percezione, della costituzione della natura materiale, della temporalità immanente, della sintesi passiva e dell'associazione facciano emergere, al di sotto dell'equivoco dell'idealismo trascendentale, l'operatività di un'intenzionalità fungente, o latente, che mette in discussione il rapporto tra soggetto e mondo nei termini della classica dicotomia tra costituente e costituito, uno strato pre-teoretico e pre-categoriale che allude ai temi dell'incarnazione e dell'affettività. Il problema dell'auto-costituzione della soggettività trascendentale che così viene a delinearsi pone, in tutta la sua urgenza, la questione del modo di essere di quest'ultima, profondamente segnata, prima ancora che dalla finitezza, da un'ambiguità che le consente di essere al tempo stesso un ente tra gli enti e la condizione della loro manifestatività.
2014br. A partire dalle riflessioni di Jan Patocka e dagli studi di Michel Foucault, il tema della cura - di sé, dell'anima, degli altri, del mondo - si annuncia in quanto forma di relazione etica. Nell'eclissi dei sistemi valoriali tradizionali, le ricerche sulla cura permetterebbero di delineare i vettori lungo i quali le prassi etiche che i singoli ingaggiano con se stessi entrano in rapporto con la politica, giungendo a riformulare i termini della responsabilità collettiva. Muovendo dalle nozioni di "epimeleia tes psyches" (nel caso di Patocka) e di "epimeleia heautou" (nel caso di Foucault), si indaga il significato del termine "anima" nel contesto della fenomenologia asoggettiva di Patocka e il concetto di "sé" presente nell'ultimo Foucault. La nozione foucaultiana di processo di soggettivazione suggerisce un terzo possibile correlato della cura: il "bios" nel senso duplice di stile di esistenza e di orizzonte ontologico dell'essere in comune. Si profila così la possibilità di una cura del "bios" che sia insieme "legame di vita" e "modo di vita".