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2019br. Perché reintrodurre il vecchio termine di ispirazione, che risale al romanticismo tedesco? Perché "il suo soggetto non è 'il' soggetto, ma l'altro: proprio come per la seduzione, la persecuzione, la rivelazione. In risonanza con l'altro adulto originario, questo altro, in momenti privilegiati, riapre la ferita dell'inatteso, dell'enigma. Un'apertura che l'analisi talvolta mantiene - è precisamente questo il suo marchio d'origine, il suo marchio ad opera dell'origine - e che può essere trasportata al di fuori, verso altri campi di alterità e di ispirazione. È quello che bisogna appunto denominare transfert di transfert". Il volume comprende lavori scritti tra il 1992 e il 1999, molti dei quali davvero ispirati e spesso controcorrente, originali e sempre chiarificatori, non solo rispetto alle forze in gioco nel conflitto psichico, all'inconscio sessuale che è caratteristica dell'essere umano, alla pulsione di morte, agli scopi della cura psicoanalitica, ma anche relativamente al posto della psicoanalisi nella comunità scientifica, alla sua posizione antiermeneutica, tra miti e teorie.
2012brossura
2021br. "Libro singolare, coraggioso, una confessione, quasi, un testamento, in cui protagonista indiscussa è la psicoanalisi per mezzo della quale l'autrice interpreta vicende umane attuali e storiche, il mondo dei sogni, la letteratura, l'arte e soprattutto se stessa. Trasforma poi i dati esperienziali in forme di pensiero. Vale la pena di segnalare, al capitolo Letture, l'escursione nel mondo di autori famosi: Camus, Pirandello, Proust e molti altri, con i relativi, sorprendenti commenti psicoanalitici; nel capitolo Conversazioni lo scambio di pensieri con gli amici artisti e letterati" (Graziella Magherini). "L'integrazione tra pensiero, esperienza di vita, cultura psicoanalitica e letteraria è la qualità che possiamo ritrovare in questo libro; accanto alla capacità di assumere il punto di vista dei diversi personaggi dei romanzi che le hanno ispirato alcuni scritti. Una qualità analitica spesso ostentata, ma tutt'altro che scontata" (Giovanna Ambrosio).
2021br. Tra passato e presente è un volume composto da autori diversi per provenienza, età, settori di ricerca, contesti di lavoro, tenuti insieme dalla rete che Ferruccio De Natale ha saputo intessere con la sua vita e le sue ricerche. Il titolo rimanda non solo a una coppia concettuale cara a De Natale, ma anche alla presenza di contributi tanto storico-ricostruttivi quanto critico-teorici. In un percorso che va da Parmenide a Senofane, da Agostino alla filosofia medievale, da de Avendaño a Gaos, da Zamboni a Carabellese, da Kierkegaard e Heidegger a Cargnello, da Dewey a Gadamer, da Blanchot a Derrida, dalla didattica alle urgenze della teoresi (post-verità, pandemia, meta-filosofia), il lettore scoprirà la possibilità di ripensare il rapporto tra tradizione e trasformazione; nella convinzione, propria di De Natale e non solo, che, come non si dà storia del pensiero fuori da una tensione teoretica che la ispira, così non si dà università fuori dalle interazioni tra ricercatori e dal dialogo autentico tra docenti e studenti.
2017br. «I saggi qui raccolti sono variazioni sul tema della frattura che si apre nell'esistenza e nella cultura quando l'essere umano non può aprirsi al mondo e quindi al presente. I vari tipi di crisi, dell'autorità, della libertà, dell'istruzione, persino del pensiero, sono riportati alla fondamentale lacuna dell'agire. Questa assume l'aspetto decisivo di una interruzione della tradizione. (...) Un aforisma di René Char fa da epigrafe ideale di questo libro: "La nostra eredità non è preceduta da alcun testamento". Non c'è modo migliore di illuminare il paradosso tipicamente moderno, per cui ogni generazione, in una cultura educata nella storia più di ogni altra, dimentica le motivazioni di quelle che l'hanno preceduta.» (Introduzione di A. Dal Lago)
2010br. In un tempo che è sempre più ossessionato dalla costruzione di identità in cui rispecchiare le proprie miserie e nobiltà, è necessario ricominciare da principio. La forma dell'intervista o del dialogo con gli studenti, semplice e lontana da tecnicismi, costituisce la migliore introduzione ad un diverso modo di pensare che, concentrandosi sugli elementi fondamentali, fa emergere la portata concettuale delle esperienze filosofiche orientali, evitando le secche dell'esotismo e del monoculturalismo.
2017br. "Toccare è toccarsi", afferma Merleau-Ponty in una nota a "Il visibile e l'invisibile", configurando la struttura auto-affettiva del puro sentirsi. Il testo ripercorre geneticamente i rimandi al tatto presenti nell'opera di Merleau-Ponty e rintraccia in quest'ultima il continuo ricorso all'esperienza del reciproco toccarsi delle mani come metafora e matrice della relazione chiasmatica tra il sensibile e il senziente. La metafora auto-tattile che orienta tale fenomenologia si discosta dal modello husserliano che l'ha originata e procede verso un'ontologia della carne come dimensione originariamente confusionale. Indagando l'indistinzione carnale e gli snodi problematici del discorso merleaupontiano, questo testo rileva la spettralità irriducibile che travaglia la pura auto-affezione e disarticola la supposta simmetria tra le mani.
2023ril. Frutto di una ricerca pluriennale, il volume raccoglie nove studi sulle fonti di Pico della Mirandola, che divengono chiave d'accesso privilegiate al suo pensiero filosofico, in particolare all'elaborazione del suo progetto più ardito: la concordia come presupposto della pax philosophica. Senza pretendere di offrire alla critica un quadro esaustivo delle fonti pichiane, il volume getta nuova luce sul pensiero di questo autore, capace di far rifulgere una forza visionaria che, nel suo tempo, deve essere risultata accecante.
2019ill., br. Cosa possono dirci i racconti di Lovecraft della maniera in cui il pianeta si sta ribellando al genere umano? Come può il black metal aprire uno spiraglio su una realtà fatta di pandemie e disastri ambientali? E se vogliamo capire un mondo diventato inconoscibile, quale insegnamento possiamo trarre dagli antichi trattati di demonologia? È da questi spunti fascinosi e terrificanti che prende le mosse "Tra le ceneri di questo pianeta", il testo di riferimento dell'odierno «horror filosofico». Facendo dialogare Schopenhauer e il cinema di Mario Bava, Dante e i manga di Junji Ito, Bataille e i dischi dei Darkthrone, Thacker ha firmato un esempio di sintesi tra riflessione sugli immaginari di massa e lucida, rigorosa profondità.
2021br. La "grande domanda" sul senso della vita di ogni uomo e di ogni donna, della storia umana e dell'universo intero è ineludibile e interseca quella sull'esistenza di Dio di fronte allo scandalo del male innocente. Siamo "assediati" dall'esigenza di rispondervi, «il che spiega - scrive Norberto Bobbio - la forza della religione». Lo hanno fatto grandi autori classici e contemporanei - da Pascal a Kant, da Kierkegaard a Wittgenstein - e queste pagine sono una più estesa articolazione delle loro riflessioni. Sulle "cose più alte" la scienza tace e la filosofia pone solo domande, senza risposte ultime. Siamo quindi costretti a scegliere tra l'assurdo e la speranza. È in questo preciso senso che siamo tutti fideisti.
2020br. "Se l'oggetto di questo studio - l'intrigo tra il proprio e l'estraneo - fosse paragonato a un'ellisse, i suoi due fuochi sarebbero costituiti dai concetti di singolarità e affezione. I diversi fenomeni approfonditi in quest'opera - come una certa forma di straniamento, l'interlocuzione originaria con l'altro e l'atto di preghiera in cui si dà del tu a Dio - ruotano intorno all'essere affetti dalla singolarità, da quanto è unico. Si è scelto di affrontare l'essere singolare da prospettive e ambiti del tutto eterogenei per rendere giustizia della sua complessità e irriducibilità. I fenomeni della depressione e della stupidità ci interessano poi in modo particolare, perché svelano ex negativo il dileguarsi della singolarità".
2017br. Il presente volume raccoglie in maniera integrale lo scambio epistolare, costituito da cinquantatré missive, intercorso tra Emil Cioran e George Balan nel periodo 1967-1992. In pieno regime comunista, nell'agosto del 1965, Balan si imbatte per caso nella lettura dell'opera giovanile di Cioran "Cartea amagirilor" (1936). Nonostante questi sia considerato un pensatore "sospetto" dall'intellighenzia della Repubblica Socialista di Romania, finanche un "traditore", per le posizioni critiche espresse dall'esilio parigino verso la nazione che gli ha dato i natali, Balan, affascinato dalla sua prosa, decide di approfondire la conoscenza dell'autore e di riabilitare la sua figura in patria. Inizia così tra i due intellettuali un intenso scambio epistolare, che si protrae negli anni e che lascia trasparire, al di là dell'amicizia, una diversa, opposta concezione riguardante il rapporto tra inquietudine e fede. La fervida spiritualità cristiano-ortodossa di Balan si scontra spesso con il profondo scetticismo di Cioran. Malgrado ciò, Balan è costretto a riconoscere nel pensatore di Ra?inari "uno degli spiriti più religiosi del secolo" e, al tempo stesso, un autentico "maestro" nell'evoluzione del proprio percorso esistenziale.
2011br. Il presente volume racconta un nuovo percorso formativo in filosofia inaugurato nel biennio 2005-2007 come Master universitario di II livello in Consulenza Filosofica presso l'allora Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze dell'Università Ca' Foscari di Venezia, con il coordinamento di Umberto Galimberti e Luigi Perissinotto. Il percorso del Master COFIL è raccontato qui attraverso i testi di molti dei corsisti del primo ciclo, testi preparati per l'esame finale, che sono stati rielaborati poi dagli autori per questa pubblicazione. Essi rilanciano spunti di riflessione teorica al dibattito sulla consulenza filosofica, offrendo assieme testimonianze dell'esperienza pratica di tirocinio per il Master in contesti vari, in particolare nella scuola, nell'ospedale, nell'azienda. Con la follia, la malattia, la dipendenza, la formazione aziendale e scolastica, la rieducazione, e come attività di uno sportello, la consulenza filosofica è stata messa in opera come pratica individuale e di gruppo basata sul dialogo, tra il dire e il fare.
2011br. Il presente volume racconta un nuovo percorso formativo in filosofia inaugurato nel biennio 2005-2007 come Master universitario di II livello in Consulenza Filosofica presso l'allora Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze dell'Università Ca' Foscari di Venezia, con il coordinamento di Umberto Galimberti e Luigi Perissinotto. Il percorso del Master COFIL è raccontato qui attraverso i testi di molti dei corsisti del primo ciclo, testi preparati per l'esame finale, che sono stati rielaborati poi dagli autori per questa pubblicazione. Essi rilanciano spunti di riflessione teorica al dibattito sulla consulenza filosofica, offrendo assieme testimonianze dell'esperienza pratica di tirocinio per il Master in contesti vari, in particolare nella scuola, nell'ospedale, nell'azienda. Con la follia, la malattia, la dipendenza, la formazione aziendale e scolastica, la rieducazione, e come attività di uno sportello, la consulenza filosofica è stata messa in opera come pratica individuale e di gruppo basata sul dialogo, tra il dire e il fare.
2021brossura Se nell'era della post-verità la competenza degli esperti è oggetto di continui attacchi, la figura dell'esperto morale è da sempre vista con un certo scetticismo. Riconoscerne l'esistenza implica ammettere che alcune persone sono moralmente superiori ad altre e richiede di determinare la natura della loro superiorità. Dobbiamo immaginare l'esperto morale come una persona virtuosa o come uno specialista in fatto di dilemmi etici? E quale contributo possiamo aspettarci dall'esperto morale all'interno delle nostre comunità? Il volume si propone di rispondere a queste domande e offrire una concezione originale dell'expertise in campo etico, a partire dagli studi più recenti in etica delle virtù ed epistemologia morale.
2021brossura Se nell'era della post-verità la competenza degli esperti è oggetto di continui attacchi, la figura dell'esperto morale è da sempre vista con un certo scetticismo. Riconoscerne l'esistenza implica ammettere che alcune persone sono moralmente superiori ad altre e richiede di determinare la natura della loro superiorità. Dobbiamo immaginare l'esperto morale come una persona virtuosa o come uno specialista in fatto di dilemmi etici? E quale contributo possiamo aspettarci dall'esperto morale all'interno delle nostre comunità? Il volume si propone di rispondere a queste domande e offrire una concezione originale dell'expertise in campo etico, a partire dagli studi più recenti in etica delle virtù ed epistemologia morale.
2015br. Perché un richiamo al Samurai? È un riferimento simbolico, è un riferimento alla imperturbabilità della loro mente. Nell' "impertubabilità" della mente c'è posto per la benevolenza, per la pietà filiale e religiosa per cui, secondo un antico detto si dice che "l'eroe è forte come una montagna, lieve come la brezza". Questa qualificazione interiore di limpida, inalterabile mente è comune al guerriero ed al contemplante. La disciplina ascetica alla quale i samurai si sottoponevano evidenzia che nella Via del Guerriero è data la preminenza gerarchica alla contemplazione dalla quale l'azione discende. Questo non è un manuale di auto-aiuto se non nella misura in cui ti può aiutare a capire di più su come funzioni e sul fatto che hai la possibilità di cambiare qualcosa di te, forse non tutto, se lo ritieni opportuno. Il processo di cambiamento verso l'eccellenza personale ti vedrà protagonista ma ha necessità di essere supportato da professionisti del cambiamento.
2021br. Sorta nel cuore di una profonda esigenza rinnovatrice, la diffusione del sintagma bene comune interpella la contemporaneità verso inediti sentieri riflessivi. Il tentativo di una sua ricognizione teorica e giuridica sembra, tuttavia, scontrarsi con una serie di straordinarie difficoltà: l'estrema eterogeneità di contenuti e di contesti cui il bene comune viene fatto riferire, l'utilizzo del termine al singolare e al plurale, la discussa distinzione tra beni comuni materiali e immateriali, sembrano vincolare l'intenzione di ricerca ai soli settori specialistici di applicazione. Come intendere, allora, filosoficamente, la ricchezza, ma anche l'ambiguità semantica del sintagma bene comune? Il volume prova a rispondere al quesito attraverso le magistrali voci di Edmund Husserl e di Martin Heidegger che permettono di offrire visibilità a ciò che antecede, teoreticamente, il variegato prisma delle stesse proposte normative-culturali rivolte al bene comune, facendone affiorare i tratti descrittivi.
2017br. Yoga e psicoanalisi, due scuole nate in perìodi e in contesti profondamente differenti, eppure tutt'al-tro che prive di connessioni. Desikachar, figlio del grande maestro yogi Krishnamacharya, fondò nel 1976 la Krishnamacharya Yoga Mandiram di Madras, ed è riconosciuto a livello mondiale come uno dei principali ambasciatori del viniyoga, lo yoga che si adatta ai bisogni dell'individuo. Hellfried Krusche è un rinomato psicoterapeuta che pratica yoga da oltre trent'anni. A partire dall'interpretazione degli Yogasùtra di Patarìjali, uno dei classici più importanti dello yoga, Desikachar e Krusche dialogano in queste pagine sui temi al centro dell'interesse della tradizione psicoanalitica e yoga - dai percorsi di guarigione al ruolo della relazione, dal modo di affrontare il dolore ai presupposti per il cambiamento e la trasformazione-con la precisa finalità di rintracciare le verità eterne e universali dell'esistenza che trascendono da epoca e ambito culturale. In quale territorio possono incontrarsi yoga e psicoanalisi? La risposta ce la suggerisce lo stesso Krusche: "Nei vecchi testi classici di yoga si potranno scoprire sorprendenti analogie con la psicoanalisi contemporanea. Sia nello yoga, così come nella psicoanalisi si tratta di essere in grado di vivere una relazione stabile e affidabile, perché questo è dal punto di vista dello yoga tradizionale, la base di ogni sviluppo mentale e spirituale."
2020ill., br. Che cos'è una relazione? Che cosa un segno? Il significato è relazionale? Il libro pone queste domande intrecciando in un dialogo che attraversa i secoli le prospettive di due classici della filosofia e di una delle voci più radicali dello Strutturalismo europeo. Dall'articolato percorso nei ed oltre i testi emerge l'elaborazione, aperta e mai definitiva, di un lessico comune per parlare dei principi della semiotica e per interrogarsi sul senso e sulla vita, poiché dove c'è vita c'è significato. La ricerca indica che il senso è una domanda rivolta a un significato relativo a una società e una cultura passate, di un passato anche prossimo (ma non per questo meno passato): nel dialogo, come fatto etico-esistenziale e al tempo stesso logico, l'umano coglie la propria specificità all'interno del vivente e l'analisi testuale trova un principio.
2009br. Si può parlare di "figura materna"? Una figura univoca soggiace alle diverse forme presenti nella millenaria vicenda umana? O si tratta di immagini di madre che sono state "inventate" o costruite lungo i secoli sotto l'influsso di fattori culturali? E che cosa si può dire allora del fattore "naturale"? Istinto materno, sessualità e generatività, relazionalità nella coppia e con il bambino; il destino del femminile si situa in incroci da cui si dipartono spesso tratti antitetici e irrisolti. Il discorso psicoanalitico rivolto al materno, alle sue determinanti e significazioni, è il filo rosso attorno a cui si sviluppa il volume, nato dal dialogo tra i diversi approcci: sociologico, antropologico, biografico, storico-religionistico e storico culturale.